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Der Schlussbericht und die Schlussrechnung sind rein informativ; die behördliche Genehmigung des Schlussberichts bzw. der Schlussrechnung entbindet den Beistand/Curator nicht von möglicher Haftung.
“Giusta l’art. 425 CC alla fine del suo ufficio il curatore rimette all’Autorità di protezione degli adulti un rapporto finale e, se del caso, consegna il conto finale. Ai sensi dell’art. 425 cpv. 2 CC l’Autorità di protezione degli adulti esamina e approva il rapporto e il conto finale come fa con i rapporti e i conti periodici. Il curatore adempie i suoi compiti con la stessa diligenza cui è tenuto il mandatario secondo le disposizioni del Codice delle obbligazioni (art. 413 cpv. 1 CC; CommFam Protection de l’adulte, Häfeli, n. 2 ad art. 413 CC). Contrariamente ai conti e ai rapporti periodici, il conto (o rendiconto finanziario) e il rapporto (o rapporto morale/rendiconto morale) finale hanno uno scopo meramente informativo, e non di controllo dell’esercizio della curatela. Come sancito dalla giurisprudenza, essi devono dunque essere approvati se adempiono al loro dovere di informazione quanto all’attività svolta. L’Autorità di protezione non deve pronunciarsi su eventuali carenze del curatore, in quanto sia l’approvazione del conto finale che l’approvazione del rapporto finale non hanno effetti diretti di diritto materiale e non hanno valore di scarico (décharge) completo del curatore; in particolare, l’approvazione di tali documenti non esclude l’esercizio di un’azione in responsabilità nei confronti di quest’ultimo (STF 5A_274/2018 del 21 settembre 2018, consid. 4.3.1; STF 5A_714/2014 del 2 dicembre 2014, consid. 4.3).”
“1 CC il curatore tiene la contabilità e la presenta per approvazione all’autorità di protezione degli adulti alle scadenze da essa fissate, ma almeno ogni due anni. Giusta l’art. 411 cpv. 1 CC, ogniqualvolta sia necessario, ma almeno ogni due anni, il curatore rimette all’autorità di protezione degli adulti un rapporto sulla situazione dell’interessato e sull’esercizio della curatela. L’art. 24 cpv. 1 del Regolamento della legge sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto (ROPMA) prevede che ogni anno, entro la fine del mese di febbraio, il curatore deve presentare all’autorità regionale di protezione il rapporto morale e/o il rendiconto finanziario; per giustificati motivi l’autorità regionale di protezione può accordare una proroga. Il curatore adempie i suoi compiti con la stessa diligenza cui è tenuto il mandatario secondo le disposizioni del Codice delle obbligazioni (art. 413 cpv. 1 CC; CommFam, Häfeli, art. 413 CC n. 2). Secondo l’art. 11 dell’Ordinanza sull'amministrazione di beni nell'ambito di una curatela o di una tutela (OABCT) il curatore o il tutore deve documentare accuratamente ed esaurientemente tutte le decisioni inerenti all'amministrazione dei beni.”
Der Curator/Beistand muss periodisch Rechenschaft ablegen: mindestens alle zwei Jahre sind Rechenschaftsbericht und Bericht zur Situation des Betroffenen (Buchführung und Vermögensverwaltung) bei der Behörde einzureichen.
“1 CC il curatore tiene la contabilità e la presenta per approvazione all’autorità di protezione degli adulti alle scadenze da essa fissate, ma almeno ogni due anni. Giusta l’art. 411 cpv. 1 CC, ogniqualvolta sia necessario, ma almeno ogni due anni, il curatore rimette all’autorità di protezione degli adulti un rapporto sulla situazione dell’interessato e sull’esercizio della curatela. L’art. 24 cpv. 1 del Regolamento della legge sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto (ROPMA) prevede che ogni anno, entro la fine del mese di febbraio, il curatore deve presentare all’autorità regionale di protezione il rapporto morale e/o il rendiconto finanziario; per giustificati motivi l’autorità regionale di protezione può accordare una proroga. Il curatore adempie i suoi compiti con la stessa diligenza cui è tenuto il mandatario secondo le disposizioni del Codice delle obbligazioni (art. 413 cpv. 1 CC; CommFam, Häfeli, art. 413 CC n. 2). Secondo l’art. 11 dell’Ordinanza sull'amministrazione di beni nell'ambito di una curatela o di una tutela (OABCT) il curatore o il tutore deve documentare accuratamente ed esaurientemente tutte le decisioni inerenti all'amministrazione dei beni.”
Bei der Abrechnung sind nur auftragskonforme, nachgewiesene und nicht übertriebene/nötige Aufwendungen zu vergüten; übertriebene Kosten sind abzuziehen.
“Honoraransätze für professionelle Verwalter, zu berechnen (BGE 145 I 183 E. 5.1; KGE VV vom 14. Juni 2017 [810 16 299] E. 4.1 ff.). Die Kindes- und Erwachsenenschutzbehörden haben aber bei der Anwendung dieser Tarife ein gewisses Ermessen und können insbesondere im Hinblick auf die Einkommens- und Vermögenssituation der verbeiständeten Person und die Schwierigkeit des Mandats im Einzelfall die Berufstarife auch reduzieren oder von ihnen abweichen (BGE 145 I 183 E. 5.1.4; Urteil des Bundesgerichts 5D_230/2021 vom 15. Februar 2021 E. 3.5.1). Umfasst ein Mandat unterschiedliche Aufgaben, so kommen die beruflichen Honoraransätze nur für jene Aufgaben zur Anwendung, bei denen die spezifischen Berufskenntnisse erforderlich sind. Für die übrigen Aufgaben gelten die gewöhnlichen Ansätze, so dass es zu einer Mischrechnung kommt (siehe zum Ganzen Reusser, a.a.O., N 19 zu Art. 404 ZGB). 5.2.4. Als Aufwand darf nur verrechnet werden, was im Rahmen des Auftrags der KESB zu einer sorgfältigen Amtsführung des Beistands gehört (Art. 413 Abs. 1 ZGB). Übertriebene oder unnötige Aufwendungen dürfen nicht in Rechnung gestellt werden. Auch pflichtwidrige Handlungen geben keinen Anspruch auf Entschädigung. Nur Tätigkeiten, die auftragskonform ausgeführt und belegt werden, müssen entschädigt werden (Reusser, a.a.O., N 21 zu Art. 404 ZGB). 5.2.5. Gestützt auf Art. 404 Abs. 3 ZGB hat der Kanton Basel-Landschaft die Ausführungsbestimmungen zur Entschädigung der Beistandspersonen erlassen. Nach § 18 GebV haben die Mandatsträgerinnen und die Mandatsträger für ihre Amtsführung Anspruch auf Entschädigung und Spesenersatz. Diese werden von der betroffenen Person oder von allfällig unterhalts- oder unterstützungspflichtigen Personen derselben bezahlt (Abs. 1). Die Entschädigung der Mandatsträgerinnen und der Mandatsträger bemisst sich nach dem Aufwand, den ihre Amtsführung notwendigerweise verursacht, sowie nach der Komplexität der wahrgenommenen Aufgaben (Abs. 2). Bei berufsmässiger Mandatsführung beträgt sie Fr. 95.-- pro Stunde (lit. a). Der in Abs.”
Der Kurator/Beistand hat die Kontogeheimnisse der betreuten Person zu wahren und ist gegenüber Dritten (z.B. Angehörigen ohne Vertretungsbefugnis) nicht verpflichtet, Zugang zu Konten zu gewähren; die gesetzliche Verschwiegenheitspflicht gemäss Art. 413 ZGB gilt auch für Ehepartner/Curatrice.
“80 et négociés par la demanderesse, comme cela ressort tant de la requête d’autorisation de liquidation du 21 mars 2024 que de la demande de récusation, qu’on ne voit ainsi pas en quoi la juge de paix aurait agi de concert avec l’ancien curateur de la personne concernée de façon contraire aux intérêts de celle-ci comme le soutient la demanderesse, qu’il n’apparaît pas non plus que la juge de paix bloque, respectivement s’oppose à l’avancée des démarches en vue de la vente de la maison de la personne concernée comme le prétend la demanderesse, la juge de paix ayant au contraire rapidement donné suite à la requête d’autorisation de liquidation du ménage, qu’on ne discerne donc, une fois encore, aucune apparence de prévention de la juge de paix à l’égard de la demanderesse en lien avec les circonstances détaillées ci-dessus, que de manière générale, en tant qu’elle se plaint des actes de L.________L.________ et X.________, il y a lieu de relever que cette question, appréhendée par les art. 454 ss CC, n’est pas du ressort de l’autorité de céans ; attendu que la demanderesse reproche enfin à la juge de paix de ne pas la laisser accéder aux comptes de la personne concernée, sans toutefois prétendre disposer d’une procuration pour accéder auxdits comptes, que la mère de la demanderesse fait l’objet d’une mesure de curatelle de gestion et de représentation, ce que cette dernière n’ignore pas, que la demanderesse ne dispose d’aucun droit d’accès aux comptes en question, l’art. 413 CC – qui prévoit notamment l’obligation du curateur de conserver le secret – étant au reste applicable, qu’à l’audience du 2 novembre 2023, la demanderesse a non seulement déclaré ne pas s’opposer à l’institution d’une curatelle en faveur de sa mère, mais également ne pas être suffisamment disponible pour fonctionner en qualité de curatrice, qu’à l’audience en question, il a en outre été rappelé à la demanderesse qu’elle n’avait pas de droit à connaître les détails du patrimoine de sa mère et qu’elle n’aurait pas à être consultée en cas de vente de sa maison, qu’elle ne saurait donc se plaindre du fait que l’accès aux comptes de sa mère lui soit, à raison, refusé, qu’en tant qu’elle sous-entend que le curateur tenterait de lui cacher quelque chose en l’empêchant de consulter les comptes de la personne concernée, la demanderesse perd de vue que l’activité du curateur est soumise au contrôle de la juge de paix (art. 415 CC), précédé d’un contrôle effectué par un assesseur (cf.”
“Nel caso in esame, l’Autorità di protezione, dopo attenta ponderazione della situazione ed aver valutato se fosse sufficiente il diritto di rappresentanza legale fissato dall’art. 374 CC, è giunta alla conclusione che “la soluzione migliore” fosse mantenere la misura di protezione nella forma della curatela di rappresentanza e di affidare l’incarico alla moglie. L’Autorità, fondandosi sulle conclusioni della valutazione peritale 1° settembre 2023 del dr. med. __________ ha confermato che l’interessato, benché presenti marcati deficit cognitivi sia in grado di proporre, ai sensi dell’art. 401 CC, una persona di fiducia quale suo curatore. Seguendo il desiderio di PI 1, l’Autorità ha pertanto nominato quale curatrice la moglie. L’Autorità ha precisato che in quanto curatrice la moglie dovrà tutelare gli interessi dell’interessato entro i confini non solo dei doveri coniugali, ma anche dell’obbligo di diligenza e di riservatezza previsti per i curatori dell’art. 413 CC, nonché dover chiedere le autorizzazioni previste dall’art. 416 CC. In sede di replica ha altresì confermato che le condizioni personali della moglie nominata curatrice permettano lo svolgimento dei compiti assegnati. I reclamanti non si confrontano con tale motivazione, limitandosi a lamentare genericamente che __________ non avrebbe le qualità di curatrice e non dispone delle necessarie competenze relazionali, metodologiche e personali. Quanto al potenziale conflitto di interesse in relazione all’amministrazione delle spese di gestione degli immobili di proprietà dati in usufrutto al padre, si osserva che tale contestazione, è inconsistente, nella misura in cui l’Autorità di protezione ha deciso di mantenere la curatela.”
Berufs- und Privatbeistände unterliegen gleicher Sorgfaltspflicht sowie Schweigepflicht; es besteht keine gesetzliche Rangordnung zwischen den Kategorien und beide unterliegen staatlicher Haftungsaufsicht.
“Nel caso in esame, l’Autorità di protezione, dopo attenta ponderazione della situazione ed aver valutato se fosse sufficiente il diritto di rappresentanza legale fissato dall’art. 374 CC, è giunta alla conclusione che “la soluzione migliore” fosse mantenere la misura di protezione nella forma della curatela di rappresentanza e di affidare l’incarico alla moglie. L’Autorità, fondandosi sulle conclusioni della valutazione peritale 1° settembre 2023 del dr. med. __________ ha confermato che l’interessato, benché presenti marcati deficit cognitivi sia in grado di proporre, ai sensi dell’art. 401 CC, una persona di fiducia quale suo curatore. Seguendo il desiderio di PI 1, l’Autorità ha pertanto nominato quale curatrice la moglie. L’Autorità ha precisato che in quanto curatrice la moglie dovrà tutelare gli interessi dell’interessato entro i confini non solo dei doveri coniugali, ma anche dell’obbligo di diligenza e di riservatezza previsti per i curatori dell’art. 413 CC, nonché dover chiedere le autorizzazioni previste dall’art. 416 CC. In sede di replica ha altresì confermato che le condizioni personali della moglie nominata curatrice permettano lo svolgimento dei compiti assegnati. I reclamanti non si confrontano con tale motivazione, limitandosi a lamentare genericamente che __________ non avrebbe le qualità di curatrice e non dispone delle necessarie competenze relazionali, metodologiche e personali. Quanto al potenziale conflitto di interesse in relazione all’amministrazione delle spese di gestione degli immobili di proprietà dati in usufrutto al padre, si osserva che tale contestazione, è inconsistente, nella misura in cui l’Autorità di protezione ha deciso di mantenere la curatela.”
“1 CC, l'autorità di protezione nomina quale curatore una persona fisica che sia idonea, dal profilo personale e delle competenze, ad adempiere i compiti previsti, che disponga del tempo necessario e svolga personalmente i suoi compiti. Mentre la legge menziona esplicitamente solo i curatori professionali (art. 404 cpv. 1 frase 2 CC, art. 421 cifra 3 CC, art. 424 frase 2 CC e art. 425 cpv. 1 frase 2 CC), di fatto esistono tre categorie di curatori: si distingue tra i curatori privati senza specifiche qualifiche professionali (“Privatbeistand”) e quelli con specifiche qualifiche professionali (“Fachbeistand”) e i curatori professionali (“Berufsbeistand”) (Reusser, BSK Erwachsenenschutz, art. 400 CC n. 14 e segg.). Per legge, non c'è una distinzione sostanziale o gerarchica tra queste categorie di curatori. Tutte le regole concernenti il rapporto con la persona bisognosa valgono indistintamente per i curatori privati che per quelli professionali. Per quanto riguarda la gestione della curatela (artt. 405-414 CC) i curatori privati e quelli professionali hanno gli stessi diritti e obblighi e sono soggetti allo stesso dovere di diligenza e discrezione (art. 413 CC). In particolare, le disposizioni sulla responsabilità (art. 454 e segg. CC), che prevedono la responsabilità primaria dello Stato, si applicano sia alla nomina dei curatori professionali che a quella dei titolari di mandati privati. Inoltre, tutti i curatori sono parimenti sottoposti alla sorveglianza e alle istruzioni dell'autorità di protezione (STF 9C_669/2019 del 7 aprile 2020, consid. 4.1.; Mauchle Mathias, Das Rechtsverhältnis zwischen dem Beistand und der Erwachsenenschutzbehörde, 2019, pag. 287-308).”
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