Wird der Arbeitgeber zahlungsunfähig, so kann der Arbeitnehmer das Arbeitsverhältnis fristlos auflösen, sofern ihm für seine Forderungen aus dem Arbeitsverhältnis nicht innert angemessener Frist Sicherheit geleistet wird.
14 commentaries
Die Geltendmachung der Sicherheitsforderung nach Art. 337a OR kann formell z. B. durch ein Mandantenschreiben des Rechtsanwalts erfolgen; dies zeigen die in den Fällen protokollierten Mahnschreiben bzw. Anfragen von Anwälten an den Arbeitgeber bzw. das Konkursamt.
“1 LACI E n f a i t : A. a) Le 30 novembre 2020, T.________ (ci-après : l’assuré ou le recourant), né en [...], a signé avec la société D.________ SA (ci-après également : l’employeur ou la société) un contrat de travail aux termes duquel il a été engagé en qualité de menuisier à compter du 1er janvier 2021. A partir du 12 octobre 2021, l’assuré s’est trouvé en incapacité de travail à 100 % pour cause de maladie. L’assuré n’ayant pas reçu son salaire du mois de septembre 2021, il a mis en demeure son employeur, par courrier du 19 octobre 2021 de son conseil Me Cedric Pope Krähenbühl, de lui verser son salaire manquant avec un délai de payement au 26 octobre 2021. A défaut du payement de ses salaires des mois de septembre et octobre 2021, l’assuré a une nouvelle fois, par courrier du 2 novembre 2021 de son conseil, mis en demeure son employeur de lui verser lesdits salaires d’ici le 10 novembre 2021. Par ce même courrier, l’assuré a également mis en demeure son employeur de lui fournir, conformément à l’art. 337a CO, des sûretés en garantie de ses prétentions contractuelles à hauteur d’un mois salaire d’ici le 10 novembre 2021. Ses salaires des mois de septembre et octobre 2021 demeurant impayés et aucune sûreté n’ayant été constituée par l’employeur, l’assuré a résilié avec effet immédiat son contrat de travail le liant à D.________ SA par courrier du 11 novembre 2021 de son avocat. Il s’est inscrit comme demandeur d’emploi auprès de l’assurance-chômage et a sollicité le versement des indemnités journalières de cette assurance sociale auprès de la Caisse de chômage A._________. Le 5 mai 2022, l’assuré a saisi le Tribunal civil de l’arrondissement de l’[...] d’une requête de conciliation dirigée contre son ancien employeur auquel il réclamait des salaires impayés du 1er septembre 2021 au 15 octobre 2021 et un salaire durant les trente premiers jours d’incapacité de travail du 15 octobre 2021 au 15 novembre 2021. Son ancien employeur ne s’étant pas présenté à l’audience de conciliation, une autorisation de procéder a été délivrée à l’assuré le 5 juillet 2022 par le Président du Tribunal d’arrondissement de l’[.”
“128-129) Il 17 febbraio 2021, la __________ ha comunicato all’Ufficio fallimenti di __________ quanto segue: " (…) la mia cliente ha un contratto di lavoro in corso con la __________ ed è attualmente incinta. Un’eventuale disdetta da parte vostra sarebbe quindi in tempo inopportuno (art. 336c cpv. 1 lett. c CO). Poiché la mia cliente non ha percepito alcun salario da novembre 2020 a febbraio 2021, vi chiedo, ai sensi dell’art. 337a CO, di fornire garanzia per le pretese derivanti da tale rapporto entro sette (7) giorni dalla consegna della presente lettera. In caso contrario la mia cliente si riserva il diritto di recedere immediatamente dal rapporto di lavoro. A causa della liquidazione della __________ e della mancanza di un altro domicilio legale, mi vedo obbligato ad indirizzare le richieste a voi.” (cfr. doc. 139) Il 2 marzo 2021, la __________ ha trasmesso all’Ufficio fallimenti di __________ una comunicazione dalla quale risulta che RI 1 recedeva immediatamente dal rapporto di lavoro con la __________ (ora in liquidazione) ai sensi dell’art. 337a CO, dopo che le pretese derivanti dal rapporto lavorativo non erano state garantite (cfr. doc. 138). Il 29 marzo 2021, l’avv. RA 1 si è rivolto alla Cassa, rivendicando, per conto della ricorrente, indennità per insolvenza per un importo di complessivi fr. 15'194.16. Ciò ritenuto che: " (…) Nel corso degli ultimi mesi la società ha cambiato domicilio diverse volte fino a che la Pretura del Distretto di __________ non ne ha ordinato la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento. I proprietari della società sono stati radiati dal Registro di commercio e sono da diversi mesi irreperibili. Il contratto di lavoro è stato receduto da parte della mia cliente visto che il datore di lavoro non ha provveduto a versare gli stipendi arretrati (cfr. doc. 3 e 4). L’indennità fatta valere è il salario lordo non percepito durante gli ultimi 4 mesi calcolato sulla media ricevuta negli ultimi 5 mesi pagati (cfr. doc. 5). Vista la mancanza di collaborazione del datore di lavoro e visto l’ammontare sproporzionato dell’anticipo spese rispetto alle pretese della signora RI 1 si procede direttamente a presentare domanda d’indennità per insolvenza presso questo spettabile Ufficio senza richiedere la continuazione della procedura di fallimento.”
Die Insolvenz des Arbeitgebers berechtigt nach Art. 337a OR ausschliesslich dem Arbeitnehmer zur sofortigen (fristlosen) Auflösung des Arbeitsverhältnisses.
“), un nesso causale tra le decisioni di erogazione delle ILR relative al periodo marzo 2020 – febbraio 2021 (cfr. consid. 1.2.) e il mancato licenziamento dei dipendenti da parte della ricorrente. E’ infatti poco verosimile che una ditta che si occupa di assistenza tecnica informatica prevalentemente per imbarcazioni, ma pure per abitazioni e di installazione di strumentazione di bordo come pure del relativo controllo (cfr. consid. 1.1.; doc. 28; 125) volesse privarsi di due dei suoi tre collaboratori (cfr. consid. 1.1.) specialisti, che poi avrebbe dovuto riassumere. Del resto l’insorgente, utilizzando l’espressione “se del caso” (cfr. doc. I pag. 4), ha manifestato unicamente l’eventualità, la possibilità di licenziare. A quest’ultimo proposito giova evidenziare che la società avrebbe in ogni caso dovuto rispettare i termini di disdetta (due mesi; cfr. doc. 132). L'insolvenza del datore di lavoro consente peraltro soltanto al lavoratore la disdetta immediata (cfr. art. 337a CO). 2.18. Alla luce di tutto quanto esposto, la decisione su opposizione impugnata, nella misura in cui rifiuta alla ricorrente il diritto alle indennità per lavoro ridotto per il periodo dal mese di marzo al mese di ottobre 2021 va quindi confermata. 2.19. L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. Il 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.”
Führt die Zahlungsunfähigkeit des Arbeitgebers bzw. das Ausbleiben von Lohnzahlungen dazu, dass die Forderungen des Arbeitnehmers nicht innert angemessener Frist durch Sicherheitsleistung gedeckt werden, kann der Arbeitnehmer das Arbeitsverhältnis nach Art. 337a OR fristlos auflösen; der Arbeitnehmer kann in diesem Fall die Leistung von Sicherheiten verlangen.
“Sollte eine fristgerechte Rückmeldung ausbleiben, behält sich meine Klientin die Einleitung rechtlicher Schritte vor. Des Weiteren hat meine Klientin für die Monate November 2020, Dezember 2020 un Januar 2021 noch keinen Lohn erhalten, obwohl sie klarweise Anspruch darauf hat. Eine Anmeldung von Kurzarbeit haben Sie allem Anschein nach nicht vorgenommen. Aus diesem Grund fordere ich Sie hiermit zu einer vollumfänglichen Auszahlung des Lohnes auf das Konto meiner Klientin bis am 1. Februar 2021 auf. Auch diesbezüglich bleiben rechtliche Schritte vorbehalten.” (cfr. doc. 128-129) Il 17 febbraio 2021, la __________ ha comunicato all’Ufficio fallimenti di __________ quanto segue: " (…) la mia cliente ha un contratto di lavoro in corso con la __________ ed è attualmente incinta. Un’eventuale disdetta da parte vostra sarebbe quindi in tempo inopportuno (art. 336c cpv. 1 lett. c CO). Poiché la mia cliente non ha percepito alcun salario da novembre 2020 a febbraio 2021, vi chiedo, ai sensi dell’art. 337a CO, di fornire garanzia per le pretese derivanti da tale rapporto entro sette (7) giorni dalla consegna della presente lettera. In caso contrario la mia cliente si riserva il diritto di recedere immediatamente dal rapporto di lavoro. A causa della liquidazione della __________ e della mancanza di un altro domicilio legale, mi vedo obbligato ad indirizzare le richieste a voi.” (cfr. doc. 139) Il 2 marzo 2021, la __________ ha trasmesso all’Ufficio fallimenti di __________ una comunicazione dalla quale risulta che RI 1 recedeva immediatamente dal rapporto di lavoro con la __________ (ora in liquidazione) ai sensi dell’art. 337a CO, dopo che le pretese derivanti dal rapporto lavorativo non erano state garantite (cfr. doc. 138). Il 29 marzo 2021, l’avv. RA 1 si è rivolto alla Cassa, rivendicando, per conto della ricorrente, indennità per insolvenza per un importo di complessivi fr. 15'194.16. Ciò ritenuto che: " (…) Nel corso degli ultimi mesi la società ha cambiato domicilio diverse volte fino a che la Pretura del Distretto di __________ non ne ha ordinato la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento.”
“1), s'appliquaient au contrat conclu entre les parties, dans la mesure où la défenderesse M.________ devait s'occuper des enfants, leur donner à manger, préparer les repas, se promener avec eux, passer l'aspirateur et s'occuper du linge des enfants. Par conséquent, les activités de la demanderesse ne se limitaient pas strictement à la garde d'enfants. Les premiers juges ont donc appliqué le salaire minimum prévu par le CTT économie domestique, à savoir 18 fr. 90, et ont alloué les conclusions de la demanderesse relatives à la différence entre le salaire versé – correspondant à 13 fr. de l'heure – et le salaire minimum impératif précité, soit une différence de salaire de 10'389 fr. pour les treize mois travaillés, ainsi qu'une différence de 1'140 fr. 13 pour les heures supplémentaires exécutées qui n'avaient pas été payées au tarif horaire prévu par le CTT économie domestique ni majoré d'un quart. S'agissant du congé immédiat donné par la demanderesse, les premiers juges ont retenu l'existence de justes motifs au sens de l'art. 337a CO, dans la mesure où la défenderesse n'avait pas payé le salaire dû selon le CTT économie domestique ni fourni de sûretés pour les salaires futurs comme l'en avait requis la demanderesse. Ils ont donc accordé à la demanderesse des dommages et intérêts au sens de l'art. 337c CO, correspondant au salaire dû jusqu'à l'échéance du contrat fixée au 31 décembre 2018, à savoir 5'256 francs. Les premiers juges ont encore fait droit à la prétention de la demanderesse en paiement d'une indemnité pour vacances non prises, considérant d'une part qu'un solde de 10 jours de vacances restait dû au moment du congé et, d'autre part, que le délai de congé des mois de novembre et décembre 2018 donnait droit au paiement de vacances. Ils ont estimé que la défenderesse n'avait pas pu imposer à la demanderesse la prise d'une semaine de vacances au mois d'octobre 2018, car celles-ci avaient été annoncées seulement cinq jours à l'avance. Par conséquent, un total de 12,6 jours de vacances devait être indemnisé à hauteur de 1'921 fr.”
Bei langandauernden oder wiederholt auftretenden unregelmässigen bzw. unvollständigen Lohnzahlungen kann der Arbeitnehmer nach Art. 337a OR die Stellung von Sicherheiten für seine Lohnforderungen verlangen. Wird die geforderte Sicherheit nicht innerhalb einer angemessenen Frist geleistet, kann der Arbeitnehmer das Arbeitsverhältnis fristlos auflösen.
“In proposito giova rilevare che ai sensi della giurisprudenza federale gli sforzi per recuperare il salario devono essere effettuati in modo sistematico e continuo. I lavoratori devono comportarsi nei confronti dei datori di lavoro come se l’indennità per insolvenza non esistesse (cfr. STF 8C_367/2022 del 7 ottobre 2022 consid. 3.2.; STF 8C_814/2021 del 21 aprile 2022 consid. 2.2, pubblicata in SVR 2022 ALV Nr. 30 pag. 107; SVR 2021 ALV Nr. 4 pag. 11; DLA 2020 Nr. 15 pag. 393-396 consid. 3). Siccome nel caso di specie il pagamento dei salari avveniva da tempo in modo irregolare/incompleto, questa Corte segnala, peraltro, che secondo l’art. 337a CO in caso d’insolvenza del datore di lavoro, il lavoratore può recedere immediatamente dal rapporto di lavoro, in quanto non gli sia prestata entro congruo termine una garanzia per le pretese derivanti da tale rapporto. Benché dal lavoratore non possa essere preteso che in virtù dell’obbligo di ridurre il danno proceda ai sensi dell’art. 337a CO (cfr. STFA C 264/04 del 20 luglio 2005 consid. 2.3.), tale facoltà può rivelarsi utile per il medesimo. Al riguardo in una sentenza C 364/01 del 12 aprile 2002 consid. 1.b) l’Alta Corte ha peraltro stabilito: " (…) Une absence de liquidités de l'employeur de longue durée peut justifier une demande de sûretés par le travailleur (art. 337a CO), si ce dernier peut craindre légitimement que son salaire ne lui soit pas versé conformément au contrat, cela à la différence d'un retard exceptionnel et de peu d'importance qui ne saurait compromettre la confiance du travailleur dans le respect par l'employeur de ses obligations (GABRIEL AUBERT, L'employeur insolvable, in: Journée 1992 du droit du travail et de la sécurité sociale, p. 110). Lorsqu'il apparaît, selon les circonstances, que l'employeur ne pourra ou ne voudra pas s'acquitter, sans un retard excessif, de ses obligations, il est normal que le salarié soit mis en mesure d'exiger des sûretés et de résilier son contrat avec effet immédiat si ces dernières ne lui sont pas fournies (AUBERT, loc.”
“In ogni caso, rimasto lettera morta anche lo scritto dell’11 luglio 2022, al quale nessun pagamento ha fatto seguito, la ricorrente ha poi atteso ancora settembre, ottobre, novembre e dicembre 2022, nonché gennaio 2023, quindi ben cinque ulteriori mesi dal promesso termine di pagamento, per far spiccare un precetto esecutivo nei confronti della __________. In proposito giova rilevare che ai sensi della giurisprudenza federale gli sforzi per recuperare il salario devono essere effettuati in modo sistematico e continuo. I lavoratori devono comportarsi nei confronti dei datori di lavoro come se l’indennità per insolvenza non esistesse (cfr. STF 8C_367/2022 del 7 ottobre 2022 consid. 3.2.; STF 8C_814/2021 del 21 aprile 2022 consid. 2.2, pubblicata in SVR 2022 ALV Nr. 30 pag. 107; SVR 2021 ALV Nr. 4 pag. 11; DLA 2020 Nr. 15 pag. 393-396 consid. 3). Siccome nel caso di specie il pagamento dei salari avveniva da tempo in modo irregolare/incompleto, questa Corte segnala, peraltro, che secondo l’art. 337a CO in caso d’insolvenza del datore di lavoro, il lavoratore può recedere immediatamente dal rapporto di lavoro, in quanto non gli sia prestata entro congruo termine una garanzia per le pretese derivanti da tale rapporto. Benché dal lavoratore non possa essere preteso che in virtù dell’obbligo di ridurre il danno proceda ai sensi dell’art. 337a CO (cfr. STFA C 264/04 del 20 luglio 2005 consid. 2.3.), tale facoltà può rivelarsi utile per il medesimo. Al riguardo in una sentenza C 364/01 del 12 aprile 2002 consid. 1.b) l’Alta Corte ha peraltro stabilito: " (…) Une absence de liquidités de l'employeur de longue durée peut justifier une demande de sûretés par le travailleur (art. 337a CO), si ce dernier peut craindre légitimement que son salaire ne lui soit pas versé conformément au contrat, cela à la différence d'un retard exceptionnel et de peu d'importance qui ne saurait compromettre la confiance du travailleur dans le respect par l'employeur de ses obligations (GABRIEL AUBERT, L'employeur insolvable, in: Journée 1992 du droit du travail et de la sécurité sociale, p.”
Das Ausüben des Auflösungsrechts nach Art. 337a OR kann für den Arbeitnehmer eine nützliche Möglichkeit zur Schadensminderung sein. Allerdings kann vom Arbeitnehmer nicht verlangt werden, dieses Recht infolge seiner Pflicht zur Schadenminderung zwingend auszuüben.
“Inoltre non va dimenticato che ex art. 337a CO in caso d’insolvenza del datore di lavoro, il lavoratore può recedere immediatamente dal rapporto di lavoro, in quanto non gli sia prestata entro congruo termine una garanzia per le pretese derivanti da tale rapporto. Benché dal lavoratore non possa essere preteso che in virtù dell’obbligo di ridurre il danno proceda ai sensi dell’art. 337a CO (cfr. STFA C 264/04 del 20 luglio 2005 consid. 2.3.), tale facoltà può rivelarsi utile per il medesimo. Al riguardo in una sentenza C 364/01 del 12 aprile 2002 consid. 1”
“Inoltre non va dimenticato che ex art. 337a CO in caso d’insolvenza del datore di lavoro, il lavoratore può recedere immediatamente dal rapporto di lavoro, in quanto non gli sia prestata entro congruo termine una garanzia per le pretese derivanti da tale rapporto. Benché dal lavoratore non possa essere preteso che in virtù dell’obbligo di ridurre il danno proceda ai sensi dell’art. 337a CO (cfr. STFA C 264/04 del 20 luglio 2005 consid. 2.3.), tale facoltà può rivelarsi utile per il medesimo. Al riguardo in una sentenza C 364/01 del 12 aprile 2002 consid. 1”
Nach neueren Entscheidungen der Arbeitslosenversicherung besteht eine zeitliche Begrenzung: Spätestens nach vier Monaten ohne Lohn ist es dem Arbeitnehmer aus arbeitslosenversicherungsrechtlicher Sicht nicht mehr zumutbar, das Arbeitsverhältnis mit einem insolventen Arbeitgeber weiterzuführen. Verbleibt er länger ohne Lohn beim bisherigen Arbeitgeber anstatt sich nach einer neuen Beschäftigung umzusehen, trägt er das damit verbundene Risiko.
“1 hiervor) hat die Insolvenzentschädigung somit diejenigen ausstehenden Forderungen des (ehemaligen) Arbeitnehmers zu decken, welche erwartungsgemäss bei Fortbestand des Arbeitsverhältnisses in den letzten vier Monaten gemäss Art. 52 Abs. 1 AVIG vom zahlungsfähigen Arbeitgeber beglichen worden wären. Mit anderen Worten besteht der Sinn der Insolvenzentschädigung darin, der versicherten Person jene Lohnsumme sicherzustellen, mit der sie in den letzten vier Monaten des Arbeitsverhältnisses vor Eröffnung des Konkurses über den Arbeitgeber rechnen durfte (BGE 137 V 96 E. 6.2 S. 100 mit Verweis auf ARV 1998 S. 58, C 191/95). Mit der in Art. 52 Abs. 1 AVIG gesetzten zeitlichen Limite sollte denn auch verhindert werden, dass der Arbeitnehmer beliebig lange ohne Lohn beim bisherigen Arbeitgeber bleibt (vgl. Urteil 8C_85/2019 vom 19. Juni 2019 E. 4.5). Spätestens nach vier Monaten ohne Lohn ist es dem Arbeitnehmer demnach aus arbeitslosenversicherungsrechtlicher Sicht nicht mehr zumutbar, das Arbeitsverhältnis mit dem insolventen Arbeitgeber weiterzuführen (SVR 2005, ALV Nr. 10 S. 31 f. E. 5.3, C 214/04; Urteil C 264/04 vom 20. Juli 2005 E. 2.3; vgl. auch Art. 337a OR). Verbleibt er ohne Lohnbezug über diesen Zeitraum hinaus beim bisherigen Arbeitgeber, anstatt sich nach einer neuen Beschäftigung umzusehen, handelt er auf eigenes Risiko (Urteil C 132/06 vom 19. Oktober 2006 E. 3.2 mit Hinweisen). Auch unter diesem Gesichtspunkt ist der angefochtene Entscheid nicht zu beanstanden.”
Nach Art. 337a OR kann der Arbeitnehmende bei Zahlungsunfähigkeit des Arbeitgebers die Stellung von Sicherheiten verlangen; diese können sich auch auf noch nicht fällige Lohnforderungen beziehen und müssen so bemessen sein, dass der Arbeitnehmende seine Arbeit ohne Gefahr, nicht bezahlt zu werden, fortsetzen kann. Führt der Mangel an Sicherheiten zur fristlosen Auflösung, kommen Entschädigungsansprüche insbesondere nach Art. 337b und 337c OR bzw. nach den allgemeinen Haftungsregeln in Betracht.
“Aux termes de l'art. 337 al. 1 CO, l'employeur et le travailleur peuvent résilier immédiatement le contrat en tout temps pour de justes motifs ; la partie qui résilie immédiatement le contrat doit motiver sa décision par écrit si l'autre partie le demande. L'al. 2 de cette disposition précise que sont notamment considérées comme de justes motifs toutes les circonstances qui, selon les règles de la bonne foi, ne permettaient pas d'exiger de celui qui a donné le congé la continuation des rapports de travail. Selon l'art. 337a CO, en cas d'insolvabilité de l'employeur, le travailleur peut résilier immédiatement le contrat si des sûretés ne lui sont pas fournies dans un délai convenable afin de garantir ses prétentions contractuelles. En principe, les sûretés portent sur des sommes non encore exigibles et doivent permettre au travailleur de poursuivre son activité sans craindre de n'être pas payé (Gloor, in Commentaire du contrat de travail, Berne 2013, art. 337a CO n. 5). Quand l'employeur se trouve en demeure de verser le salaire échu, le travailleur peut recourir à l'exécution forcée et, de plus, refuser sa propre prestation jusqu'au paiement de ce qui est dû ; dans ce laps de temps, le droit au salaire subsiste alors même que le travail n'est pas fourni (ATF 120 II 209 consid. 6a et 9). Enfin, en cas de retard répété et prolongé dans le paiement du salaire échu, si ce retard persiste en dépit d'une sommation du travailleur, celui-ci peut résilier immédiatement le contrat ; la résiliation est alors fondée sur l'art. 337 CO (TF 4A_192/2008 du 9 octobre 2008 consid. 4). Selon l'art. 337b CO, si les justes motifs de la résiliation immédiate du contrat consistent dans son inobservation par l'une des parties, celle-ci doit réparer intégralement le dommage causé à l'autre, selon les principes généraux de la responsabilité (art. 97 et 101 CO). Le travailleur qui a résilié le contrat avec effet immédiat en raison du non-paiement de son salaire a le droit d'être indemnisé à concurrence de la rémunération due jusqu'au prochain terme ordinaire de congé (Gloor, op.”
“1), s'appliquaient au contrat conclu entre les parties, dans la mesure où la défenderesse M.________ devait s'occuper des enfants, leur donner à manger, préparer les repas, se promener avec eux, passer l'aspirateur et s'occuper du linge des enfants. Par conséquent, les activités de la demanderesse ne se limitaient pas strictement à la garde d'enfants. Les premiers juges ont donc appliqué le salaire minimum prévu par le CTT économie domestique, à savoir 18 fr. 90, et ont alloué les conclusions de la demanderesse relatives à la différence entre le salaire versé – correspondant à 13 fr. de l'heure – et le salaire minimum impératif précité, soit une différence de salaire de 10'389 fr. pour les treize mois travaillés, ainsi qu'une différence de 1'140 fr. 13 pour les heures supplémentaires exécutées qui n'avaient pas été payées au tarif horaire prévu par le CTT économie domestique ni majoré d'un quart. S'agissant du congé immédiat donné par la demanderesse, les premiers juges ont retenu l'existence de justes motifs au sens de l'art. 337a CO, dans la mesure où la défenderesse n'avait pas payé le salaire dû selon le CTT économie domestique ni fourni de sûretés pour les salaires futurs comme l'en avait requis la demanderesse. Ils ont donc accordé à la demanderesse des dommages et intérêts au sens de l'art. 337c CO, correspondant au salaire dû jusqu'à l'échéance du contrat fixée au 31 décembre 2018, à savoir 5'256 francs. Les premiers juges ont encore fait droit à la prétention de la demanderesse en paiement d'une indemnité pour vacances non prises, considérant d'une part qu'un solde de 10 jours de vacances restait dû au moment du congé et, d'autre part, que le délai de congé des mois de novembre et décembre 2018 donnait droit au paiement de vacances. Ils ont estimé que la défenderesse n'avait pas pu imposer à la demanderesse la prise d'une semaine de vacances au mois d'octobre 2018, car celles-ci avaient été annoncées seulement cinq jours à l'avance. Par conséquent, un total de 12,6 jours de vacances devait être indemnisé à hauteur de 1'921 fr.”
Nach der Praxis und der Literatur ist die dem Arbeitgeber für die Leistung der Sicherheiten zu gewährende «angemessene Frist» danach zu bemessen, was die Umstände verlangen; typischerweise wird sie mit drei Tagen bis zwei Wochen angegeben. Hält der Arbeitgeber eine längere Frist für notwendig, hat er dies sofort zu protestieren und die Sicherheiten innerhalb der objektiv angemessenen Frist zu leisten.
“sulla modifica della Legge federale sulla esecuzione e fallimenti (procedura di risanamento) dell’8 settembre 2010 in FF 2010 pag. 5667 seg. (5683-5685); G. Donatiello, Du contrat individuel de travail, ad art. 337a, in Commentaire romand. Code des obligations I, a cura di Thévenoz-Werro, Ed. Helbing & Lichtenhahn 2021 pag. 2638-2642; N. Jeardin, Nouveau droit de l’assainissement, contrats de durée e travailleur, in : JdT 2016 II, pag. 5-9). In tale contesto va pure ricordato che, secondo l’art. 337a CO, “In caso d’insolvenza del datore di lavoro, il lavoratore può recedere immediatamente dal rapporto di lavoro, in quanto non gli sia prestata entro congruo termine una garanzia per le pretese derivanti da tale rapporto” (cfr. Donatiello, op. cit., pag. 2638-2640: “Le délai assigné à l’employeur pour la fourniture des sûretés doit être approprié aux circonstances, généralement entre trois jours et deux semaines; si l’employeur estime que le délai fixé par son cocontractant est insuffisant, il lui incombe de protester immédiatement et de fournir les sûretés dans le délai qui serait objectivement approprié. En attendant que les sûretés lui soient fournies, le travailleur est en droit de suspendre sa prestation de travail (co 83 I), mais l’employeur reste tenu de lui payer le salaire en vertu de CO 324 par analogie”). Nella presente fattispecie anche nei mesi immediatamente precedenti il fallimento (dicembre 2020 e gennaio 2021) l’assicurato aveva ricevuto solo acconti di salario (cfr.”
“sulla modifica della Legge federale sulla esecuzione e fallimenti (procedura di risanamento) dell’8 settembre 2010 in FF 2010 pag. 5667 seg. (5683-5685); G. Donatiello, Du contrat individuel de travail, ad art. 337a, in Commentaire romand. Code des obligations I, a cura di Thévenoz-Werro, Ed. Helbing & Lichtenhahn 2021 pag. 2638-2642; N. Jeardin, Nouveau droit de l’assainissement, contrats de durée e travailleur, in : JdT 2016 II, pag. 5-9). In tale contesto va pure ricordato che, secondo l’art. 337a CO, “In caso d’insolvenza del datore di lavoro, il lavoratore può recedere immediatamente dal rapporto di lavoro, in quanto non gli sia prestata entro congruo termine una garanzia per le pretese derivanti da tale rapporto” (cfr. Donatiello, op. cit., pag. 2638-2640: “Le délai assigné à l’employeur pour la fourniture des sûretés doit être approprié aux circonstances, généralement entre trois jours et deux semaines; si l’employeur estime que le délai fixé par son cocontractant est insuffisant, il lui incombe de protester immédiatement et de fournir les sûretés dans le délai qui serait objectivement approprié. En attendant que les sûretés lui soient fournies, le travailleur est en droit de suspendre sa prestation de travail (co 83 I), mais l’employeur reste tenu de lui payer le salaire en vertu de CO 324 par analogie”). Nella presente fattispecie anche nei mesi immediatamente precedenti il fallimento (dicembre 2020 e gennaio 2021) l’assicurato aveva ricevuto solo acconti di salario (cfr.”
“sulla modifica della Legge federale sulla esecuzione e fallimenti (procedura di risanamento) dell’8 settembre 2010 in FF 2010 pag. 5667 seg. (5683-5685); G. Donatiello, Du contrat individuel de travail, ad art. 337a, in Commentaire romand. Code des obligations I, a cura di Thévenoz-Werro, Ed. Helbing & Lichtenhahn 2021 pag. 2638-2642; N. Jeardin, Nouveau droit de l’assainissement, contrats de durée e travailleur, in : JdT 2016 II, pag. 5-9). In tale contesto va pure ricordato che, secondo l’art. 337a CO, “In caso d’insolvenza del datore di lavoro, il lavoratore può recedere immediatamente dal rapporto di lavoro, in quanto non gli sia prestata entro congruo termine una garanzia per le pretese derivanti da tale rapporto” (cfr. Donatiello, op. cit., pag. 2638-2640: “Le délai assigné à l’employeur pour la fourniture des sûretés doit être approprié aux circonstances, généralement entre trois jours et deux semaines; si l’employeur estime que le délai fixé par son cocontractant est insuffisant, il lui incombe de protester immédiatement et de fournir les sûretés dans le délai qui serait objectivement approprié. En attendant que les sûretés lui soient fournies, le travailleur est en droit de suspendre sa prestation de travail (co 83 I), mais l’employeur reste tenu de lui payer le salaire en vertu de CO 324 par analogie”). Nella presente fattispecie anche nei mesi immediatamente precedenti il fallimento (dicembre 2020 e gennaio 2021) l’assicurato aveva ricevuto solo acconti di salario (cfr.”
Nach der Rechtsprechung müssen Arbeitnehmende ihre Lohnforderungen in der Praxis systematisch und kontinuierlich geltend machen. Eine länger andauernde Zahlungsunfähigkeit des Arbeitgebers kann rechtfertigen, dass der Arbeitnehmende nach Art. 337a OR innerhalb einer angemessenen Frist die Leistung von Sicherheiten verlangt.
“In ogni caso, rimasto lettera morta anche lo scritto dell’11 luglio 2022, al quale nessun pagamento ha fatto seguito, la ricorrente ha poi atteso ancora settembre, ottobre, novembre e dicembre 2022, nonché gennaio 2023, quindi ben cinque ulteriori mesi dal promesso termine di pagamento, per far spiccare un precetto esecutivo nei confronti della __________. In proposito giova rilevare che ai sensi della giurisprudenza federale gli sforzi per recuperare il salario devono essere effettuati in modo sistematico e continuo. I lavoratori devono comportarsi nei confronti dei datori di lavoro come se l’indennità per insolvenza non esistesse (cfr. STF 8C_367/2022 del 7 ottobre 2022 consid. 3.2.; STF 8C_814/2021 del 21 aprile 2022 consid. 2.2, pubblicata in SVR 2022 ALV Nr. 30 pag. 107; SVR 2021 ALV Nr. 4 pag. 11; DLA 2020 Nr. 15 pag. 393-396 consid. 3). Siccome nel caso di specie il pagamento dei salari avveniva da tempo in modo irregolare/incompleto, questa Corte segnala, peraltro, che secondo l’art. 337a CO in caso d’insolvenza del datore di lavoro, il lavoratore può recedere immediatamente dal rapporto di lavoro, in quanto non gli sia prestata entro congruo termine una garanzia per le pretese derivanti da tale rapporto. Benché dal lavoratore non possa essere preteso che in virtù dell’obbligo di ridurre il danno proceda ai sensi dell’art. 337a CO (cfr. STFA C 264/04 del 20 luglio 2005 consid. 2.3.), tale facoltà può rivelarsi utile per il medesimo. Al riguardo in una sentenza C 364/01 del 12 aprile 2002 consid. 1.b) l’Alta Corte ha peraltro stabilito: " (…) Une absence de liquidités de l'employeur de longue durée peut justifier une demande de sûretés par le travailleur (art. 337a CO), si ce dernier peut craindre légitimement que son salaire ne lui soit pas versé conformément au contrat, cela à la différence d'un retard exceptionnel et de peu d'importance qui ne saurait compromettre la confiance du travailleur dans le respect par l'employeur de ses obligations (GABRIEL AUBERT, L'employeur insolvable, in: Journée 1992 du droit du travail et de la sécurité sociale, p.”
Wird der Lohn trotz Mahnung und gesetzter Frist nicht bezahlt, hat der Arbeitnehmer in den dargestellten Quellen das Arbeitsverhältnis unter Berufung auf Art. 337a OR fristlos aufgelöst und anschliessend seine offenen Lohnansprüche eingefordert.
“________ (ci-après : l’assuré ou le recourant), né le [...], a été engagé à partir du 30 octobre 2019 par le G.________ SA (ci-après : l’employeur) en qualité de dessinateur à un taux d’activité de 100 % pour un salaire mensuel brut de 5'050 fr., une fois le temps d’essai terminé. Par courrier du 27 janvier 2021, l’assuré a mis en demeure son employeur de lui verser les salaires encore impayés des mois d’octobre 2020 à janvier 2021, d’ici au 15 février 2021. Le 16 février 2021, l’assuré a envoyé le courrier de démission suivant à son employeur (sic) : « Dans ma lettre du 27 janvier 2021, j’avais accordé un délai de dix-huit jours pour que mes salaires en suspens me soient versés. Malheureusement, il n’a pas été possible d’obtenir un crédit suffisant durant cette période. Je me trouve dans la difficile situation de risquer ma durabilité financière si je continue à travailler pour vous et c’est à cause de cela que je vous annonce ma résiliation immédiate (selon art. 337a CO). Auprès l’article 339 CO, les créances qui me sont dus restent exigibles (4.5 mois de salaire et les jours de vacances correspondent au période travaille en 2021 (Janvier et demi Février) et je vous prie de faire le versement au plus vite possible. Vue notre bonne relation, je vais retarder autant que possible la requête de conciliation ou de mise en poursuites, afin de ne pas endommager l’état de l’entreprise. (…) » Le 1er mars 2021, l’assuré a déposé une réquisition de poursuite auprès de l’Office des poursuites du district de [...] (ci-après : l’Office des poursuites) contre le G.________ SA pour un montant de 43'117 fr. 78 correspondant aux salaires d’octobre 2020 à mars 2021 ainsi qu’à trois jours de vacances. Dès le 1er avril 2021 et tous les premiers du mois jusqu’au 1er août 2022, l’assuré a envoyé à son ancien employeur un rappel de paiement pour les salaires des mois d’octobre 2020 à mars 2021. B. Le 26 janvier 2022, l’assuré a déposé une réquisition de poursuite auprès de l’Office des poursuites contre le G.”
“________ (ci-après : l’assuré ou le recourant), né le [...], a été engagé à partir du 30 octobre 2019 par le G.________ SA (ci-après : l’employeur) en qualité de dessinateur à un taux d’activité de 100 % pour un salaire mensuel brut de 5'050 fr., une fois le temps d’essai terminé. Par courrier du 27 janvier 2021, l’assuré a mis en demeure son employeur de lui verser les salaires encore impayés des mois d’octobre 2020 à janvier 2021, d’ici au 15 février 2021. Le 16 février 2021, l’assuré a envoyé le courrier de démission suivant à son employeur (sic) : « Dans ma lettre du 27 janvier 2021, j’avais accordé un délai de dix-huit jours pour que mes salaires en suspens me soient versés. Malheureusement, il n’a pas été possible d’obtenir un crédit suffisant durant cette période. Je me trouve dans la difficile situation de risquer ma durabilité financière si je continue à travailler pour vous et c’est à cause de cela que je vous annonce ma résiliation immédiate (selon art. 337a CO). Auprès l’article 339 CO, les créances qui me sont dus restent exigibles (4.5 mois de salaire et les jours de vacances correspondent au période travaille en 2021 (Janvier et demi Février) et je vous prie de faire le versement au plus vite possible. Vue notre bonne relation, je vais retarder autant que possible la requête de conciliation ou de mise en poursuites, afin de ne pas endommager l’état de l’entreprise. (…) » Le 1er mars 2021, l’assuré a déposé une réquisition de poursuite auprès de l’Office des poursuites du district de [...] (ci-après : l’Office des poursuites) contre le G.________ SA pour un montant de 43'117 fr. 78 correspondant aux salaires d’octobre 2020 à mars 2021 ainsi qu’à trois jours de vacances. Dès le 1er avril 2021 et tous les premiers du mois jusqu’au 1er août 2022, l’assuré a envoyé à son ancien employeur un rappel de paiement pour les salaires des mois d’octobre 2020 à mars 2021. B. Le 26 janvier 2022, l’assuré a déposé une réquisition de poursuite auprès de l’Office des poursuites contre le G.”
Bei Zahlungsunfähigkeit des Arbeitgebers kann der Arbeitnehmende gemäss Art. 337a OR fristlos auflösen, wenn ihm nicht innert angemessener Frist Sicherheit geleistet wird; in der Praxis wurde nach einer solchen Auflösung Insolvenzentschädigung geltend gemacht. Zudem kann die Konkursmasse (nach Art. 211 LP) die laufenden Verträge — soweit möglich — weiterführen; eine Übernahme ist eine Möglichkeit, aber keine Verpflichtung.
“Sollte eine fristgerechte Rückmeldung ausbleiben, behält sich meine Klientin die Einleitung rechtlicher Schritte vor. Des Weiteren hat meine Klientin für die Monate November 2020, Dezember 2020 un Januar 2021 noch keinen Lohn erhalten, obwohl sie klarweise Anspruch darauf hat. Eine Anmeldung von Kurzarbeit haben Sie allem Anschein nach nicht vorgenommen. Aus diesem Grund fordere ich Sie hiermit zu einer vollumfänglichen Auszahlung des Lohnes auf das Konto meiner Klientin bis am 1. Februar 2021 auf. Auch diesbezüglich bleiben rechtliche Schritte vorbehalten.” (cfr. doc. 128-129) Il 17 febbraio 2021, la __________ ha comunicato all’Ufficio fallimenti di __________ quanto segue: " (…) la mia cliente ha un contratto di lavoro in corso con la __________ ed è attualmente incinta. Un’eventuale disdetta da parte vostra sarebbe quindi in tempo inopportuno (art. 336c cpv. 1 lett. c CO). Poiché la mia cliente non ha percepito alcun salario da novembre 2020 a febbraio 2021, vi chiedo, ai sensi dell’art. 337a CO, di fornire garanzia per le pretese derivanti da tale rapporto entro sette (7) giorni dalla consegna della presente lettera. In caso contrario la mia cliente si riserva il diritto di recedere immediatamente dal rapporto di lavoro. A causa della liquidazione della __________ e della mancanza di un altro domicilio legale, mi vedo obbligato ad indirizzare le richieste a voi.” (cfr. doc. 139) Il 2 marzo 2021, la __________ ha trasmesso all’Ufficio fallimenti di __________ una comunicazione dalla quale risulta che RI 1 recedeva immediatamente dal rapporto di lavoro con la __________ (ora in liquidazione) ai sensi dell’art. 337a CO, dopo che le pretese derivanti dal rapporto lavorativo non erano state garantite (cfr. doc. 138). Il 29 marzo 2021, l’avv. RA 1 si è rivolto alla Cassa, rivendicando, per conto della ricorrente, indennità per insolvenza per un importo di complessivi fr. 15'194.16. Ciò ritenuto che: " (…) Nel corso degli ultimi mesi la società ha cambiato domicilio diverse volte fino a che la Pretura del Distretto di __________ non ne ha ordinato la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento.”
“Le contrat d'assurance figure parmi les contrats qui deviennent caducs de plein droit, par l'effet de la faillite, en vertu du droit matériel : en cas de faillite du preneur d'assurance, l'art. 55 al. 1 LCA prévoit en effet que le contrat prend fin à la date d'ouverture de la faillite (GILLIERON, Poursuites pour dettes, faillite et concordat, 5ème éd. 2012, n. 1742, p. 411). La caducité du contrat étant un effet de la loi, le cocontractant du failli n'a pas droit à des dommages-intérêts. Le contrat prend fin ex nunc. Par conséquent, les prestations déjà échangées subsistent, sous réserve de répétition en cas d'enrichissement illégitime (JEANNERET, op. cit., n. 22 ad art. 211 LP et l'arrêt cité; STOFFEL/CHABLOZ, op. cit., § 10 n. 95). Certains contrats ne deviennent pas caducs du fait de la faillite, mais peuvent être résiliés par le cocontractant du failli. Tel est notamment le cas du bail à loyer en cas de faillite du locataire (art. 266h CO), du prêt de consommation (art. 316 al. 1 CO) et du contrat de travail (art. 337a CO). Si le cocontractant fait usage de ce droit de résiliation, le contrat cesse de déployer ses effets ex nunc. Les créances nées jusqu'à cette résiliation deviennent des créances de faillite, soumises au régime légal ordinaire, à savoir celui de la production et de la collocation (art. 219, 220, 232 ch. 2 et 244 ss LP) (JEANNERET, op. cit., n. 24 ad art. 211 LP; STOFFEL/CHABLOZ, op. cit., § 10 n. 80 et 95). 2.4.3 S'agissant des contrats bilatéraux qui subsistent malgré la faillite de l'un des cocontractants, la masse peut choisir de poursuivre elle-même les contrats en cours. Cette faculté est prévue expressément par l'art. 211 al. 2 LP lorsque le failli doit fournir une prestation en nature. La jurisprudence a admis qu'elle existait également lorsqu'il doit fournir une prestation en argent, comme c'est le cas pour le locataire, qui est tenu de payer le loyer. La reprise du contrat est une possibilité et non une obligation (arrêt du Tribunal fédéral 4C.252/2005 précité consid. 5.2 et les références citées).”
Arbeitnehmende müssen ihre Lohnausstände systematisch und fortlaufend verfolgen; blosse mündliche Zusagen des Arbeitgebers ersetzen nicht die Forderung nach bestimmter, rechtzeitiger Durchsetzung. Unterlassene oder über längere Zeit ausbleibende Durchsetzung kann die Schadenminderungspflicht verletzen und sich nachteilig auswirken, etwa bei der Geltendmachung von Rechten gemäss Art. 337a OR.
“107; SVR 2021 ALV Nr. 4 pag. 11; DLA 2020 Nr. 15 pag. 393-396 consid. 3). Siccome nel caso di specie il pagamento dei salari avveniva da tempo in modo irregolare/incompleto, questa Corte segnala che secondo l’art. 337a CO in caso d’insolvenza del datore di lavoro, il lavoratore può recedere immediatamente dal rapporto di lavoro, in quanto non gli sia prestata entro congruo termine una garanzia per le pretese derivanti da tale rapporto. Benché dal lavoratore non possa essere preteso che in virtù dell’obbligo di ridurre il danno proceda ai sensi dell’art. 337a CO (cfr. STFA C 264/04 del 20 luglio 2005 consid. 2.3.), tale facoltà può rivelarsi utile per il medesimo. Al riguardo in una sentenza C 364/01 del 12 aprile 2002 consid. 1.b) l’Alta Corte ha peraltro stabilito: " (…) Une absence de liquidités de l'employeur de longue durée peut justifier une demande de sûretés par le travailleur (art. 337a CO), si ce dernier peut craindre légitimement que son salaire ne lui soit pas versé conformément au contrat, cela à la différence d'un retard exceptionnel et de peu d'importance qui ne saurait compromettre la confiance du travailleur dans le respect par l'employeur de ses obligations (GABRIEL AUBERT, L'employeur insolvable, in: Journée 1992 du droit du travail et de la sécurité sociale, p. 110). Lorsqu'il apparaît, selon les circonstances, que l'employeur ne pourra ou ne voudra pas s'acquitter, sans un retard excessif, de ses obligations, il est normal que le salarié soit mis en mesure d'exiger des sûretés et de résilier son contrat avec effet immédiat si ces dernières ne lui sont pas fournies (AUBERT, loc. cit., p. 110).” (cfr. anche STFA C 367/01 del 12 aprile 2002 consid. 1.b) Per quanto attiene alle rassicurazioni verbali che RI 1 fa valere di avere ricevuto dall’ex datrice di lavoro (cfr. supra consid. 1.2.), il TCA sottolinea che le medesime, in concreto peraltro solo pretese e non comprovate, non esimono in ogni caso il dipendente dall’esigere in modo determinato, tempestivo ed adeguato il pagamento dei propri crediti salariali e non sono quindi sufficienti al fine di prospettare il recupero dei crediti menzionati (cfr.”
“G 3.1/26 Fussnote 1), erhielt er nicht mehr. Der Beschwerdeführer gab sich somit seit des Bestehens des Arbeitsverhältnisses, mithin während mehr als einem Jahr (bis zur Konkurseröffnung am 27. Juli 2020), mit ungenügenden Lohnzahlungen zufrieden. Erstmalige schriftliche Bemühungen, die ausstehenden Lohnbetreffnisse doch noch erhältlich zu machen, erfolgten nach eigenem Bekunden erst nach der Generalversammlung vom 18. Juni 2020, nämlich mit seinem Schreiben vom 6. Juli 2020 an den Verwaltungsratspräsidenten und Mehrheitsaktionär, mit welchem er die Arbeitgeberin aufforderte, ausstehende Lohnforderungen für den Zeitraum Juni bis Dezember 2019 sowie Januar bis Juni 2020 (mithin für die gesamte Zeit der tatsächlich erbrachten Arbeitsleistung) zu überweisen, wobei er von einem offenen Gesamtbetrag von Fr. 43'454.-- ausging (netto, wohl inkl. Spesen und Ferienguthaben). Im gleichen Schreiben drohte er der Arbeitgeberin die fristlose Auflösung des Arbeitsverhältnisses wegen Lohngefährdung an (Art. 337a OR [act. G 3.1/80]). Weitergehende Schritte und insbesondere ein früheres Aktivwerden werden weder geltend gemacht noch sind solche aus den Akten ersichtlich. Entgegen der Ansicht des Beschwerdeführers bestanden bereits seit geraumer Zeit deutliche Anzeichen von möglichen Liquiditätsengpässen bei der Arbeitgeberin. Darauf deuteten - nebst den vom Verwaltungsratspräsidenten beschriebenen und intern diskutierten Problemen (vgl. act. G 3.1/7 ff.) - allein schon die erlittenen eigenen Lohnausstände hin. Bei Anwendung der zumutbaren Sorgfalt hätte somit durchaus Anlass für frühere Nachfragen beim Verwaltungsratspräsidenten bestanden. Indem der Beschwerdeführer während mehr als einem Jahr und bis kurz vor der Konkurseröffnung über die Arbeitgeberin keinerlei Schritte zur Durchsetzung seiner Forderungen unternommen hatte, obwohl er angesichts der von ihm selbst geltend gemachten Höhe und der langen Dauer der aufgelaufenen Lohnausstände konkret mit einer Gefährdung seiner Ansprüche rechnen musste, ist er seiner Schadenminderungspflicht nicht im genügenden Umfang nachgekommen.”
Die Rechtsprechung erkennt an, dass wiederholte und/oder länger andauernde Lohnrückstände — namentlich mehrere ausstehende Monatslöhne — die fristlose Auflösung des Arbeitsverhältnisses als wichtigen Grund im Sinne von Art. 337a OR rechtfertigen können.
“1 LPGA, se il credito salariale è respinto nella procedura di fallimento o di pignoramento, non è (interamente) coperto per sua colpa intenzionale o sua grave negligenza, oppure è successivamente (parzialmente o totalmente) soddisfatto dal datore di lavoro. La restituzione non è condizionata alla natura giuridica dei crediti, ovvero dal fatto che rientrino nel diritto civile o nel diritto delle assicurazioni sociali (DTF 8C_809/2009 del 3.12.2009).”. 2.5. Nella concreta evenienza, dagli atti emerge che il 22 marzo 2017, RI 1 (classe 1977, cittadina italiana, allora a beneficio di un permesso di dimora “B” indicante quale data di entrata il 22 novembre 2016, ed ora di un permesso di domicilio “C”; cfr. doc. 54 del fascicolo 1/3 e l’estratto del sistema informatico relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe del Cantone Ticino relativo alla persona dell’insorgente), rappresentata dall’__________, ha comunicato alla propria datrice di lavoro, e meglio alla __________, la disdetta immediata ai sensi dell’art. 337a CO del rapporto lavorativo (cfr. doc. 24 del fascicolo 2/3). Presso la __________ e stando al contratto di lavoro in atti, la ricorrente avrebbe lavorato dal 16 ottobre 2016 (quindi da prima della data di entrata indicata nel permesso “B” in atti), in qualità di gerente a tempo pieno (percependo un salario lordo di fr. 5'190.- al mese e netto di fr. 4'000.-; cfr. doc. 38-39 del fascicolo 2/3). I motivi della disdetta sarebbero da ricondurre al fatto che “le reiterate intimazioni di pagamento degli stipendi di novembre e dicembre 2016 e di gennaio e febbraio 2017 non hanno dato esito alcuno” (cfr. doc. 24 del fascicolo 2/3). La __________ è, poi, stata sciolta in seguito a fallimento pronunciato con decreto della Pretura del Distretto di __________ del 2 giugno 2017 a far tempo dal 6 giugno 2017 alle ore 09:00 (cfr.”
“ebenfalls mit Sitz in D. (im Folgenden "C ._ "), bei welcher A. die nämliche Funktion hatte wie bei der C. . Sie bezweckte die Kommerzialisie- rung der Produkte, namentlich den "vol zéro gravité", also Flüge in eine grosse Höhe, bei welchen die Schwerkraft eine Zeitlang unwirksam ist, Verkauf und Lan- cierung aller weiteren Entwicklungen der Marke C. . Die Flüge sollten von einem Zentrum in D. aus mit Grossraumflugzeugen und von diesen getra- genen kleinen Satelliten ausgeführt werden. Weiter gab es eine S3in Gründung und eine C.1. . B. Ab Ende 2014 kam die C. laut dem angefochtenen Urteil (act. B.1) in finanzielle Schwierigkeiten. Im Jahr 2015 konnte sie die Löhne ihrer 69 Angestell- ten nicht mehr pünktlich bezahlen, und in der Zeit von März 2015 bis Februar 2016 wurden sämtliche Arbeitsverhältnisse mit Ausnahme dessen von A. und ei- ner weiteren Mitarbeiterin aufgelöst. B. löste seinen Arbeitsvertrag am 28. Januar 2016 selber fristlos auf, gestützt auf wichtige Gründe im Sinne von Art. 337 OR (Art. 337a OR nennt als wichtigen Grund insbesondere eine Lohngefährdung). Am 18. November 2015 bestanden gegen die C. offene Betreibungen im Umfang von CHF 3,37 Mio. Am 25. November 2015 wurde der Gesellschaft ein erster Konkursaufschub gewährt; dieser wurde zweimal verlängert. Am 14. De- zember 2016 wurde der Konkurs eröffnet. Einer dagegen erhobenen Beschwerde wurde zunächst am 28. Dezember 2016 aufschiebende Wirkung zuerkannt, am 16. Januar 2017 allerdings kam es nach Rückzug der Beschwerde erneut zur Konkurseröffnung. B. hatte im Konkurs ausstehenden Lohn inklusive Zulagen, Ferien etc. von über CHF 82'000.00 eingegeben. Was er als mutmasslich privilegierter Gläubiger (Art. 219 Abs. 4 lit. a SchKG) davon erhielt, ist im vorliegenden Verfahren nicht bekannt. C. Zur heutigen Auseinandersetzung führten verschiedene Zahlungen von B., mit welchen dieser im Zeitraum von Februar 2016 bis April 2016 Ver- bindlichkeiten der C. für Buchhaltung/Revision, Reiseauslagen, Kreditkosten etc. beglich. Dafür wendete er CHF 61'143.”
“Si la date ne peut pas être déterminée, cette circonstance ne sera pas déterminante dans l’appréciation du caractère justifié de la résiliation (cf. Wyler/Heinzer, op. cit., p. 746). La jurisprudence ne saurait donc poser des règles rigides sur le nombre et le contenu des avertissements dont la méconnaissance est susceptible de justifier un licenciement immédiat. En tout état de cause, il convient de ne pas perdre de vue que ce n'est pas l'avertissement en soi, fût-il assorti d'une menace de démission immédiate, qui justifie une telle mesure, mais bien le fait que l'acte imputé ne permet pas, selon les règles de la bonne foi, d'exiger la continuation des rapports de travail jusqu'à l'expiration du délai de congé (cf. ATF 127 III 153 consid. 1c). 3.2.2 Le salaire doit être payé le dernier jour du mois pendant lequel le travail a été accompli, à moins qu'un terme différent ne soit usuel ou convenu entre les parties (art. 76 al. 1 et 323 al. 1 CO). 3.2.3 En cas de retard persistant, répété et prolongé dans le paiement du salaire, alternativement aux possibilités offertes par l’art. 337a CO en cas d’insolvabilité de l’employeur, le travailleur dispose de la possibilité de résilier le contrat de travail avec effet immédiat (Wyler/Heinzer, op. cit., p. 744; cf. TF 4A_192/2008 du 9 octobre 2008 consid. 4 ; 4A_199/2008 du 2 juillet 2008 consid. 2, cités ad note infrapaginale de Wyler/Heinzer). 3.2.4 L'art. 8 CC ne dit pas comment le juge doit forger sa conviction, ni de quelle manière il doit apprécier les preuves (cf. ATF 128 III 22 consid. 2d p. 25). 3.2.5 En cas d'abandon de poste, le contrat prend fin immédiatement, sans qu'une déclaration expresse soit nécessaire; il est réalisé lorsque le travailleur refuse consciemment, intentionnellement et définitivement de continuer à fournir le travail convenu (ATF 121 V 277 consid. 3a p. 281). Lorsque ce refus ne ressort pas d'une déclaration explicite du travailleur, le juge doit examiner si l'employeur a pu de bonne foi, en considération de l'ensemble des circonstances, comprendre son attitude comme un abandon de poste; le principe de la confiance, relatif à l'interprétation des déclarations et autres manifestations de volonté entre cocontractants (cf.”
Die Zahlungsunfähigkeit des Arbeitgebers berechtigt nach der Rechtsprechung nur den Arbeitnehmer zur fristlosen Auflösung; der Arbeitgeber kann sich hierauf nicht zu einer eigenmächtigen sofortigen Beendigung ohne Einhaltung der Kündigungsfristen berufen.
“), un nesso causale tra le decisioni errate di erogazione delle ILR e il mancato licenziamento dei dipendenti da parte della ricorrente. E’ infatti poco verosimile che una ditta che si occupa di assistenza e consulenza tecnica in campo marittimo volesse privarsi dei suoi quattro collaboratori specialisti, che poi avrebbe dovuto riassumere, visto oltretutto che la medesima ha dichiarato che avrebbe ripreso l’attività con la ripresa del mercato ove possibile (cfr. doc. I pag. 10). L'azienda, d’altronde, soltanto nel ricorso (e non nell'opposizione, cfr. doc. 2) ha fatto valere che, se non avesse ricevuto le ILR, avrebbe interrotto i rapporti di lavoro "immediatamente". A quest’ultimo proposito giova evidenziare che la Sagl avrebbe in ogni caso dovuto rispettare i termini di disdetta. L'insolvenza del datore di lavoro consente peraltro soltanto al lavoratore la disdetta immediata (cfr. art. 337a CO). D’altro lato, ad ogni modo secondo la giurisprudenza il fatto di avere utilizzato l’importo della prestazione ricevuta non costituisce un comportamento pregiudizievole che consenta la protezione della buona fede (cfr. STF 8C_405/2020 del 3 febbraio 2021 consid. 5.3.; STF 8C_341/2019 del 30 gennaio 2020 consid. 5.1.; DTF 142 V 259 consid. 3.2.2.). 2.14. A proposito dell’importo da restituire e della relativa correttezza questo Tribunale rileva che la Cassa ha chiesto all’insorgente di restituire della somma di fr. 115'116.15, corrispondenti alle indennità per lavoro ridotto percepite a torto dal 26 marzo 2020 al 28 febbraio 2021 di complessivi fr. 123'002 dedotto l’importo di fr. 7'886.-- riconosciuto a favore del socio e gerente della Sagl dal 26 marzo al 31 maggio 2020 (cfr. doc. 12; consid. 1.2.; 1.3.). Ritenuto che la ricorrente non aveva diritto a ILR a favore dei quattro dipendenti attivi all’estero nel lasso di tempo dal 26 marzo 2020 al 28 febbraio 2021, a ragione la Cassa ha richiesto la restituzione dell’integralità delle prestazioni erogate a loro favore di fr.”
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