0.132.349.11Bilateral International Treaty22 nov 1902
0.132.349.11
CS 11 3; FF 1891 III 493 ediz. ted. 325 ediz. franc.
Traduzione1
Conchiusa il 10 giugno 18912
Approvata dall’Assemblea federale il 26 giugno 1891
Istrumenti di ratificazione scambiati il 20 giugno 1900
Entrata in vigore il 22 novembre 1902
(Stato 22 novembre 1902)
Il Consiglio federale svizzero e il Presidente della Repubblica Francese,
avendo riconosciuta l’utilità di una verificazione e di una nuova delimitazione di quella parte della frontiera franco‑svizzera che è compresa tra il Mont Dolent e il lago di Ginevra, affine di evitare che si ripetano le difficoltà prodotte dall’atterramento, il guasto e la scomparsa dei termini, o da altre cause, e avendo fatto procedere agli studi preliminari indispensabili, hanno risolto di sanzionare con una Convenzione i risultati di questi lavori.
A questo effetto, hanno nominato loro plenipotenziari:
(Seguono i nomi dei plenipotenziari)
i quali, dopo essersi comunicati i loro pieni poteri, trovati in buona e debita forma, hanno convenuto quanto segue:
La linea determinata dalla descrizione qui annessa, segna il confine tra la Svizzera e la Francia dal Mont Dolent al lago di Ginevra.
La linea di confine così determinata, segna parimente i limiti delle proprietà sia comunali, sia private, dovunque questi limiti erano fino a oggi formati dalla frontiera politica fra i due Stati, salvo tuttavia il diritto ai comuni e ai proprietari privati di modificare, in diritto privato, questi limiti mediante nuove transazioni.
La presente convenzione non deroga in nulla alle servitù, ai diritti e alle consuetudini che potessero legittimamente esistere su tutta l’estensione della frontiera e che non fossero stati espressamente contemplati nell’annessa descrizione.
La presente convenzione sarà ratificata e le ratificazioni saranno scambiate a Parigi il più presto possibile. Seguito lo scambio delle ratificazioni, i commissari nominati dai due Governi addiverranno alla delimitazione della frontiera, secondo la descrizione qui annessa. Essi stenderanno un processo verbale di delimitazione, al quale saranno allegate delle tabelle sul collocamento delle pietre terminali e dei piani particolareggiati.
Le spese occorrenti pei lavori di delimitazione e di collocamento delle pietre terminali, saranno sopportate in parti uguali dai due Stati interessati.
La presente convenzione avrà pieno effetto dopo che il processo verbale di delimitazione previsto all’articolo 4, e che avrà la stessa forza e valore come se fosse inserito nella convenzione stessa, sarà stato approvato dai due Governi3.
In fede di che, i plenipotenziari rispettivi hanno firmato la presente Convenzione e vi hanno apposto i loro sigilli.Fatto, in doppio esemplare, a Parigi, il 10 giugno 1891.
| Lardy | Ribot |
|---|
La parte che ci apprestiamo a descrivere della linea di confine francosvizzera ha la sua estremità meridionale al monte Dolent (punto comune con la frontiera italiana) e la sua estremità settentrionale allo sbocco del torrente della Morge nel lago di Ginevra.Fra queste due estremità, la frontiera non ha, prima dell’odierna delimitazione, formato oggetto di accordi analoghi a quelli che hanno stabilito le altre parti della frontiera franco‑svizzera. Il tracciato risultava da una serie d’atti de’ vari sovrani che si seguirono nel governo del Vallese e della Savoia; in qualche parte si adottarono come confini internazionali quelli stabiliti fra comuni vicini, al tempo in cui i paesi oggi divisi facevano parte dello stesso Stato.Del resto gli antichi termini, gran numero dei quali risalivano a un’epoca antica assai, eran stati guasti o eran scomparsi in parecchi luoghi. Questa condizione era stata causa di contestazioni che persuasero i due Governi della necessità di verificare la linea di confine per un nuovo collocamento de’ termini. Questa verifica si è fatta previo esame di tutti i documenti facenti fede fra i due Governi e, in particolar modo, dei qui sotto descritti: l delimitazione fra i comuni di Val‑d’Illiez e della vallata d’Aulph, del 12 luglio 1526; 2 decisione dei governatori di Monthey e della valle d’Aulph per la delimitazione fra la montagna di Cuborrex e quella di Brouchioux – in data del 12 luglio 1564 – e processo verbale di collocamento di termini dei 17 dello stesso mese; 3 trattato di pace e d’alleanza concluso a Thonon il 4 marzo 1569 fra il duca Emanuele Filiberto di Savoia, da una parte, ed il vescovo di Sion e le sette disene del Vallese, d’altra parte; 4 trattato di Torino, dei 3 luglio 1737, riguardante i limiti di sovranità e di proprietà delle montagne, fra il re Carlo Emanuele di Sardegna e L. L. E. E. i signori della Repubblica e Stato dei Vallese; 5 processo verbale della limitazione dei luoghi limitrofi fra Abondance e Monthey firmato in Abondance a Châtel, il 19 ottobre 1737, e relativo piano dei 30 agosto 1733; 6 processo verbale di limitazione di Balme e Catogne fra les Jours e Martigny, da una parte, Vallorsine e Chamonix, dall’altra parte, firmato a Vallorsine il 9 agosto 1738, e relativo piano del 20 agosto 1733; 7 processo verbale di limitazione della montagna d’Emousson, ossia Chésery (Finshauts), firmato a Vallorsine il 9 agosto 1738, e relativo piano delle montagne d’Emousson e Barberine del 28 agosto 1733; 8 protocolli finali dei commissari, firmati a Vallorsine il 9 agosto 1738; 9 processo verbale di ristabilimento del limite del ponte di Islaz, firmato a Vallorcine il I’ agosto 1787; 10 processo verbale di ripristinamento d’un limite (termine D, 8, del piano dei 20 agosto 1733) fra il territorio della Repubblica francese e quello della Repubblica vallesana, firmato il 5 settembre 1803, 18 fruttidoro anno XI; 11 processo verbale di rettifica di confine fra il comune di Vallorcine, dipendente dagli Stati di S. M. il re di Sardegna e quello di Finhauts, Repubblica del Vallese, firmato il 9 luglio 1827 (termine del ponte dell’Isle); 12 processo verbale di ricognizione e di sostituzione dei termini fra gli Stati di S. M. il re di Sardegna sul territorio dei Comuni di Chamonix e Vallorcine, da una parte, e quelli della Repubblica del Vallese sul territorio del villaggio dei Joeurs e del comune di Martigny, d’altra parte, firmato a Vallorcine il 25 giugno 1828; 13 copia, in data del 4 settembre 1845, di un estratto in data del 28 aprile 1844 delle carte geografiche sarde dalla punta del Vaney (Col de Coux) al lago di Ginevra. Questo piano, invocato nel processo verbale di delimita zione del 15 agosto 1862 «dai due Stati rispettivi come piano ufficiale di confine», porta la firma dei commissari svizzeri e sardi, con menzione che è «quello al quale si riferisce il processo verbale di delimitazione dei 25, 26 e 27 agosto 1856». È fatto osservare a questo proposito che una rico gnizione della frontiera fra il Vallese e la Savoia ha avuto luogo nel 1845, ma che non si è potuto rintracciare nè in Svizzera, nè in Francia, nè in Italia, il processo verbale di delimitazione di frontiera fra il distretto vallesano di Monthey e la Savoia, processo verbale che secondo i rapporti dei commissario vallesano, era stato firmato il 27 luglio 1845 a Mondame; 14 processo verbale di delimitazione firmato il 27 agosto 1856 a Vouvry, Cantone del Vallese, fra i commissari della Svizzera e della Sardegna; 15 processo verbale di delimitazione firmato il 15 agosto 1862 a Vouvry (Vallese) fra i commissari svizzero e francese; 16 processo verbale di ripristinamento del termine del Col de Balme, firmato il 9 agosto 1862 fra i commissari della Francia e del Vallese, con uno schizzo relativo; 17 processo verbale steso a Châtelard il 2 agosto e firmato ad Argentière il 27 settembre 1886 fra i commissari della Confederazione Svizzera e della Repubblica francese per il ripristinamento del termine del ponte dell’Isle; questo processo verbale è accompagnato da uno schizzo.La descrizione che segue consacra il risultato dello studio dei documenti che già abbiamo enumerato. Le rare modificazioni portate al tracciato non sono che rettifiche senza alcuna importanza, aventi lo scopo di migliorare lo stabilimento dei termini. La frontiera storica non subisce cambiamenti considerevoli che fra i Comuni di Châtel e di Collombey‑Muraz, dove uno scambio di parcelle di circa tre ettari è stato ritenuto necessario per attribuire alla Francia un terreno saliente sul versante della Savoia e alla Svizzera, in compenso, una superficie equivalente sulle alture.
I nomi di luoghi adottati nella presente descrizione sono stati riscontrati sul terreno dai delegati che ebbero dai due Governi l’incarico di eseguire i lavori preliminari di delimitazione. Quando lo stesso luogo porta parecchi nomi, la lettera (F) indica il nome abitualmente usato dagli abitanti francesi, la lettera (S) il nome che preferiscono gli abitanti svizzeri.
Le indicazioni delle altezze sono state prese dalle carte attuali dei due Stati; alcune sono state leggermente corrette. Esse sono date a titolo d’informazioni che possono contribuire a precisare i punti (colli o vette) ai quali si riferiscono, ma non devono essere considerate come aventi un valore assolutamente esatto dal punto di vista della livellazione.
I numeri che accompagnano la descrizione del collocamento di ciascun termine, non sono che approssimativi. Il punto preciso di ciascuno di essi sarà definito rigorosamente nei piani e nelle tabelle di collocamento dei termini, da aggiungersi al processo verbale di delimitazione che seguirà al detto collocamento.
La frontiera è formata:
dal MontDolent al Col deBalme, dalla linea di spartiacque che separa il bacino dell’Arve in Francia da quello dellaDrance vallesana;
dal Col deBalme alponte dell’Isle su l’Eau ‑noire, da una linea di termini (n.1 a 12);
dalponte dell’Isle su l’Eau ‑noire alla pianura d’Emosson (cascata dellaBarberine , pressoPierre ‑Blanche ), dalla riva sinistra dell’Eau ‑noire, poi dalla riva destra dellaBarberine;
dalla cascata dellaBarberine , pressoPierre ‑Blanche, fino aiFlû, sotto alPerron, da una linea di termini (n.13 a 15);
daiFlû, sotto alPerron, fino al Col deTanneverge, dallo spartiacque che divide il bacino dellaBarberine in Svizzera da quelli dell’Eau ‑noire, dell’Eau de Bérard e delGiffre in Francia;
al Col deTanneverge, da una linea di termini (n.16 a 18);
dal Col de Tanneverge al Col deCoux, dallo spartiacque che divide i bacini delGiffre e dellaDrance du Biot in Francia da quello dellaBarberine, poi da quello dellaVièze in Svizzera;
al Col deCoux, dalla stessa linea di fastigio tracciata per mezzo di termini (n.19 a 21);
dal Col deCoux aGrande ‑Conche, dallo spartiacque che separa il bacino dellaVièze, in Svizzera, da quello dellaDrance du Biot, in Francia;
daGrande ‑Conche alla punta diChésery, da una linea di termini (n. 22 a 30);
dalla punta diChésery alChalet ‑au ‑Bert (al sud‑ovest dei Col deMorgins ), dallo spartiacque che divide il bacino dellaDrance d’Abondance in Francia da quello dellaVièze in Svizzera (un punto di questa parte è fissato dal termine n. 31 posto alPlan des Mitres );
dalChalet ‑au ‑Bert allaTête du Tronchey, situata presso e al sud del Col de laReculaz (F) o deCroix (S), da una linea di termini (n. 32 a 74);
dallaTête du Tronchey fino al Coi deSavalenaz (S) o d’Arvouin (F), dallo spartiacque che divide il bacino delRodano vallesano da quello dellaDrance d’Abondance in Francia;
dal Coi deSavalenaz o d’Arvouin alla punta d’Arvouin, da una linea di termini (n.75 e 76);
dalla punta d’Arvouin al Col deVernaz, dallo spartiacque che divide il bacino dellaDrance d’Abondance in Francia da quello deiRodano vallesano;
dal Col deVernaz alla sommità delle rocce diChaudin, da una linea di termini (n.77 a 82);
dalla sommità delle rocce diChaudin al Mont desBovardes, dallo spartiacque (due punti di questo tratto sono indicati dai n. 83 e 84);
dal Mont desBovardes allaDent du Velan, da una linea di termini (n. 85 a 89);
dallaDent du Velan (n. 90) alla sommità delNez (n. 91), dalla riva destra del torrente delNez, poi dalla sommità delNez al piede delNez, pressoHaut de Morge, da una linea di termini (n. 91 a 94);
dal piede delNez, pressoHaut de Morge, allo sbocco dellaMorge nellago di Ginevra, dalla riva destra dellaMorge (tre punti di questo tratto sono fissati dai n. 95, 96 e 97).
Svizzera:
Orsières
Francia:
Chamonix
Il punto comune alle frontiere franco‑svizzera, italo‑svizzera e franco‑italiana è la cima (altezza 3830 m circa) del Mont Dolent, posta all’incrociatura delle catene di montagne che dividono i tre bacini dell’Arve in Francia, della Drance in Svizzera e della in Italia, e che ha ai suoi piedi i tre ghiacciai del Mont Dolent, d’Argentière e di Prédu‑Bar, separata nettamente dalle sommità vicine da profondi dislivelli e che rappresenta una piramide quasi geometrica facile a distinguersi da tutta la regione che la circonda.
I comuni limitrofi in questo punto sono quelli di Chamonix in Francia e di Orsières in Svizzera.
A partire dal Mont Dolent, la frontiera segue lo spartiacque fra il bacino dell’Arve in Francia e quello delle Drances vallesane fino al Col de Balme. Essa si dirige dapprima verso il nord, costeggiando la cresta delle Aiguilles‑Rouges, traversa il Col o Pas d’Argentière, raggiunge la cima dei Tour‑Noir che è alto circa 3824 m, passa al Col du TourNoir, e prende la direzione di nordovest. Passa poi successivamente all’Aiguille d’Argentière, calcolata circa 3901 metri, al Col du Chardonnet, poi all’Aiguille du Grand‑Chardonnet (altezza 3823 m circa). Di là, volgendo verso nord‑est, scende alla Fenêtre‑du‑Tour e rimonta alla Grande Fourche (altezza 3617 m), dove, dalla parte svizzera, finisce il comune di Orsières e comincia quello di MartignyCombe.
Svizzera:
Martigny-
Combe
Francia:
Chamonix
La frontiera traversa in seguito il Col de la Fourche, poi girando verso nord‑est, raggiunge successivamente la Petite‑Fourche, Tête‑Blanche, il Coi du Tour, l’Aiguille du Tour (3531 m), in fine il Pissoir dove fa una prominenza verso nord‑est. Poi descrivendo una gran curva la cui convessità è rivolta verso sudovest, passa al Col des Grands e arriva ai Grands‑Autannes.
In tutto il tratto che precede, dal Mont Dolent in poi, lo spartiacque, che costituisce la frontiera, è determinato dappertutto in maniera sufficientemente chiara dalle forme dei terreno ed il suo tracciato non dà luogo a nessun dubbio.
Dai Grands‑Autannes al Col de Balme, scende con ripido pendio, lungo una stretta cresta, fino al termine n.1, situato nel mezzo della più meridionale delle due piccole depressioni che formano il passo.
Svizzera:
Martigny-
Combe
Francia:
Chamonix
A partire da questo punto, la frontiera segue una linea di termini che, dopo esser salita fino a Sur‑les‑Frêtes, discende separando i pascoli francesi di Charamillon dai pascoli svizzeri di Catogne vicino alla Grand’Jeur e traversa in seguito la Forét‑Verte per finire al termine n.12 situato contro il ponte dell’Isle su l’Eau‑Noire.
Questa linea è conforme alle indicazioni seguenti:
Termine n.1. Posto al sud delle osterie attuali di Balme, nella più meridionale delle due depressioni che formano il passo.
Distanza fino al termine seguente: circa 67 metri.
Fra i termini 1 e 2, tracciato in linea retta. (Questa linea passa fra le due osterie attuali di Balme).
Termine n. 2. Sul declivio (verso il sud‑ovest) dei rialto che divide le due depressioni formanti il Col, al nord delle osterie attuali.
Distanza fino al termine seguente: circa 550 metri.
Fra i termini 2 e 3, tracciato in linea retta.
Termine n. 3. In cima alla cresta detta Sur‑les‑Frêtes.
Distanza fino al termine seguente: circa 293 metri.
Fra i termini 3 e 4, tracciato in linea retta.
Svizzera:
Martigny-
Combe
Francia:
Chamonix e
Vallorcine
Termine n. 4. In vetta a un piccolo rialto roccioso, al punto dove finisce, dal lato francese, il Comune di Chamonix e comincia quello di Vallorcine.
Distanza fino al termine seguente: circa 258 metri.
Fra i termini 4 e 5, tracciato in linea retta.
La linea 4–5 rasenta l’estremità est di un piccolo stagno situato sul territorio francese.
Al termine 4, la frontiera abbandona lo spartiacque fra il bacino dell’Arve e quello del Rodano vallesano, entra in questo e non raggiunge lo spartiacque che al Cheval‑Blanc. (Vedi più avanti la sezione da Les Flû al Col de Tanneverge).
Termine n. 5. Presso l’orlo del pendio che segue l’altipiano dove si trova il piccolo stagno francese rasentato dalla linea 4–5.
Distanza fino al termine seguente: circa 181 metri.
Fra i termini 5 e 6, tracciato in linea retta.
Termine n. 6. Un poco al disopra di una piccola erta.
Distanza fino al termine seguente: circa 444 metri.
Fra i termini 6 e 7, tracciato in linea retta.
Termine n. 7. Vicino al pascolo detto «Montagne des Lanches ».
Distanza fino al termine seguente: circa 165 metri.
Fra i termini 7 e 8, tracciato in linea retta.
Un ruscello, detto ruscello della montagna di Balme, scorre parallelamente alla frontiera e a 150 metri circa più ad ovest.
Svizzera:
Martigny-
Combe
Francia:
Vallorcine
Termine n. 8. Un po’ al disopra di una piccola erta ricciosa.
Distanza fino al termine seguente: circa 681 metri.
Fra i termini 8 e 9, tracciato in linea retta.
Fra i termini 8 e 9, la linea lascia a est le cascine della Grand’ Jeur, poi entra nella Forêt‑Verte.
Termine n. 9. Su un piccolo rialto roccioso.
Distanza fino al termine seguente: circa 97 metri.
Fra i termini 9 e 10, tracciato in linea retta.
Termine n.10. Presso l’orlo della cresta rocciosa che domina la vallata dell’Eau‑Noire.
Distanza fino al termine seguente: circa 524 metri.
Fra i termini 10 e 11, tracciato in linea retta.
Termine n.11. Contro un sentiero, sopra una piccola cresta rocciosa, nella Forêt‑Verte.
Distanza fino al termine seguente: circa 242 metri.
Fra i termini 11 e 12, tracciato in linea retta, salvo quanto è detto qui appresso rispetto al ponte dell’Isle.
Termine n.12. Vicino al ponte dell’Isle, sulla riva sinistra dell’EauNoire, sul lato nord‑est della strada da Chamonix a Martigny. Il termine è all’altezza e vicino allo zoccolo del parapetto a monte dei ponte.
Il ponte dell’Isle, per quanto obliquamente tagliato vicino alla sua estremità dalla linea retta che collega i termini 11 e 12, appartiene, al pari del terreno dove posano le sue fondamenta, al territorio francese.
All’Eau‑Noire finisce, sul versante svizzero, il Comune di Martigny- Combe e comincia quello di Finshauts.
Svizzera:
Finshauts
Francia:
Vallorcine
Partendo dal limite n.12 la frontiera rimonta la riva sinistra dell’Eau‑ Noire fino al confluente della Barberine con questo fiumicello. Il nome di Eau‑Noire si applica al corso d’acqua che viene dal Col des Montets e dall’Eau de Bérard; quello di Barberine al torrente che viene da Emosson e dal Mont Ruan. A questo confluente, il confine traversa il letto della Barberine. Rimonta quindi la riva destra di questo torrente fino al luogo detto Pierre‑Blanche, vale a dire fino al punto dove la Barberine, dopo esser corsa sull’altipiano di Emosson, s’interna in una gola rocciosa per precipitarsi in cascate verso la vallata dell’Eau‑Noire.
Resta convenuto che per riva sinistra dell’Eau‑Noire, poi per riva destra della Barberine si deve intendere la sommità dell’argine corrispondente, cioè della piccola scarpata in pendio ripido o della piccola erta rocciosa che cinge immediatamente il corso d’acqua, in maniera da comprendere solamente lo spazio necessario per lo scolo delle grandi acque e pei contrafforti dei ponti costruiti o da costruirsi.
Svizzera:
Finshauts
Francia:
Vallorcine
La frontiera non è più definita dalla riva destra della Barberine, a partire dal punto dove questa riva s’incontra con la linea retta che va dal termine 13 al termine 14, prolungata verso l’est; essa segue da principio questa linea retta fino al termine 13, poi, a partire da questo termine, una linea poligonale segnata dai termini 13, 14 e 15 e conforme alle indicazioni seguenti.
Termine n.13. In vetta a un piccolo poggio roccioso a circa 3.25 m (in distanza orizzontale) dall’orlo dei piano dell’acqua. Distanza fino al termine seguente: circa 130 metri.
Fra i termini 13 e 14, tracciato in linea retta.
N.14. Iscrizione incisa sulla parete verticale, rivolta a est, di una grande roccia sporgentesi verso la Barberine e il cui piede settentrionale è bagnato da questo fiumicello. La detta roccia porta ancora la data dei 1738 e gli stemmi di quell’epoca.
Distanza fino al termine seguente: circa 418 metri.
Fra i termini 14 e 15, tracciato in linea retta.
N.15. Iscrizione scolpita sopra una parete rocciosa verticale, e rivolta verso il nord, sul versante nord della cresta dei Flû, presso il sentiero che mena dal villaggio di Barberine alle cascine d’Emosson. Questa roccia porta ancora la data del 1738 e gli stemmi di quell’epoca.
La roccia che porta il n.15 non trovandosi sulla linea di spartiacque, resta convenuto che a partire da questo punto il confine è segnato da una linea retta, che forma, con la direzione 15–14, un angolo di circa 168 gradi e 70 minuti. Questa linea è stata scelta come dirigentesi verso la prima cima aguzza facile a riconoscersi dalla pianura di Emosson, nella cresta montagnosa che separa il bacino della Barberine da quello dell’Eau‑Noire. A partire dal punto dove questa retta s’incontra con lo spartiacque, la frontiera si confonde con questo,
seguendo la cresta i cui punti più notevoli sono l’Aiguille du vent, il Grand-Perron, la breccia del Perron, l’Aiguille du Charmox e il Col du Sassey o de la Terrasse.
Svizzera:
Finshauts
Francia
Vallorcine
Tutta questa linea rocciosa, dirupatissima, è in direzione generale da nord‑est a sud‑ovest fino ad un punto alto circa 2757 metri. Volgendo, a partire di là, verso il nord‑ovest, la frontiera, seguendo sempre lo spartiacque, discende al Col du Vieux e risale in vetta del Cheval‑ Blanc, a circa 2841 metri, dove raggiunge, all’estremo della cresta del Grenairon, la catena principale che scende dal Col des Montets e du Buet.
Al Cheval Blanc termina, dalla parte francese, il Comune di Vallorcine e comincia quello di Sixt.
Svizzera:
Finshauts
Francia:
Sixt
Da questa cima la frontiera si dirige, in generale, verso nordnord‑est, passa successivamente al Col du Grenairon e al Col o Bas‑des‑Cavales e tocca la punta della Finive (S) detta anche punta di Pratriond (F) (altezza: 2877 m circa) dove dalla parte svizzera, termina il Comune di Finshauts e principia quello di Salvan.
Svizzera:
Salvan
Francia:
Sixt
Finalmente, determinata sempre dallo spartiacque, la frontiera scende fino al termine n.16, posto sopra un piccolo rialto al sud dei Col di Tanneverge.
Nelle vicinanze immediate di questo passo, la linea di frontiera è segnata dai termini 16, 17 e 18, conforme alle indicazioni seguenti:
Termine n.16. Sopra un’altura al sud del passo.
Distanza fino al termine seguente: circa 103 metri.
Tra i termini 16 e 17, tracciato in linea retta.
Termine n.17. A mezzo il passo, circa a 154 metri dal segnale geodetico francese.
Distanza fino al termine seguente: 70 metri incirca.
Tra i termini 17 e 18, tracciato in linea retta.
Termine n.18. Sull’orlo di un’erta rocciosa al nord del passo.
Dal termine n.18 la linea di frontiera si confonde nuovamente con la linea di spartiacque. Sale dapprima alla vetta di Tanneverge, alta circa 2982 metri, e segue, in direzione di nordnord‑est, una cresta rocciosa dirupata, sorgente da’ ghiacciai che declinano sui due versanti; passa così alla punta des Rosses, indi alla Testa del nome stesso, per arrivare in cima al Grand Mont Ruan la cui altezza è di 3047 metri circa.
Al Grand Mont Ruan termina, dalla parte svizzera, il Comune di Salvan e comincia quello di Evionnaz.
Svizzera:
Evionnaz
Francia: Sixt
Dopo questa cima, la frontiera continuando a seguire lo spartiacque, piglia bruscamente la direzione dell’ovest; procedendo continuamente fra ghiacciai, passa al Petit Mont Ruan o Tour de Suzanfe e discende per una lunga cresta brulla, in dolce pendìo, al Col du Sagerou; poi risale in vetta del Mont Sagerou e arriva così al punto (altezza: 2774 m) da cui si stacca la Dent de Bonavaux e che è, contemporaneamente, il punto di divisione fra i Comuni svizzeri d’Evionnaz e di Champéry.
Svizzera:
Champéry
Francia: Sixt
Segue allora la vetta della lunga cresta di rocce dirupate che si chiamano Dents Blanches, passa alla breccia della Goletta dell’Aulla e raggiunge il segnale di Foilly (altezza: 2700 m circa) dove, dalla parte francese, termina il comune di Sixt e comincia quello di Samoëns.
Svizzera:
Champéry
Francia:
Samoëns
A occidente del segnale di Foilly, le Dents Blanches, la cresta de quali seguita a formare la linea di delimitazione, si distendono ancora un 700 metri verso ovest. Poi la frontiera, seguendo sempre la linea di spartiacque fra il Rodano vallesano e le Drances savoiarde, piglia la direzione generale di nord‑nord‑ovest, passa successivamente al Col de Bostan, alla Testa omonima, al Coi de Bretolet e raggiunge il segnale della Berthaz o di Berroix, che porta, nella serie de’ termini di confine, il n.19.
Dal segnale della Berthaz al Col de Coux, la linea di fastigio seguita a costituire la frontiera: s’è nondimeno ritenuto necessario di segnarla in un modo evidente per mezzo dei termini 19, 20 e 21, in conformità delle indicazioni che seguono:
Termine n.19. Formato dal segnale geodetico della Berthaz o di Berroix.
Distanza in linea retta fino al termine seguente: 192 m all’incirca.
Fra i termini 19 e 20, la frontiera segue la linea di spartiacque.
Termine n. 20. Presso un piccolo colle al sud della croce piantata al disopra della piccola osteria attuale.
Distanza in linea retta fino al termine seguente: 93 m all’incirca.
Fra i termini 20 e 21 la frontiera segue la linea di spartiacque.
Termine n. 21. Un po’ al sud e al disopra del sentiero che traversa il passo.
Di là dal Col de Coux, la frontiera segue, con la linea di spartiacque, la direzione dei nord, passa sulla cima delle rocce di Vannez e arriva alla vetta della Léchère, alta circa 2174 metri, dove, dalla parte della Francia, termina il Comune di Samoëns e comincia quello di Morzine.
Svizzera:
Champéry
Francia:
Morzine
Tocca poi la vetta dell’Aiguille o di Fornet, la cui altezza è di 2306 metri circa, volge verso nord‑est, passa successivamente, seguendo tutta la sommità del Monte d’Avoréaz, al Col de Bassachaux, alla vetta di Lécheroz (2206 m), al passo di Lécheroz o di Chavanette e arriva alla vetta di Chavanette (2224 m) dove, dalla parte francese, termina il Comune di Morzine e principia quello di Montriond.
Di là, scende al Coi de Cuboré o Cuborrex.
Svizzera:
Champéry
Francia:
Montriond
Per tutta la catena montagnosa che si distende dal Col de Coux al Col de Cuboré e che separa il bacino delle Drances savoiarde da quello del Rodano vallesano, e più specialmente il bacino della Drance du Biot da quello della Vièze, la linea di fastigio che serve di frontiera è molto nettamente determinata dalle sue forme ben marcate.
Dal Col de Coburé la frontiera, seguendo sempre la stessa linea di spartiacque, sale su Grande‑Conche, dove si trova il termine n. 22.
Svizzera:
Trois-torrents
Francia:
Montriond
Il termine n. 22 è fissato sulla più settentrionale delle due piccole punte di Grande‑Conche (altezza: 2139 m circa). Partendo da questo punto dove finisce dalla parte svizzera il Comune di Champéry e principia quello di Trois‑torrents, il confine è determinato da una linea di termini (n. 22 a 30) in conformità delle seguenti indicazioni:
Termine n. 22. Sulla più settentrionale delle due piccole punte di Grande‑Conche.
Distanza fino al termine che segue: 448 metri circa.
Fra i termini 22 e 23, tracciato rettilineo.
Termine n. 23. Sul declivio settentrionale di un piccolo rialto nella pastura detta des Cases.
Distanza fino al termine successivo: 123 metri circa.
Fra i termini 23 e 24, tracciato rettilineo.
Termine n. 24. Tra due ruscelli in fondo alla valletta.
Distanza fino al termine successivo: 310 metri circa.
Fra i termini n. 24 e 25, tracciato rettilineo.
Termine n. 25. In cima a un piccolo rialto.
Distanza fino al termine successivo: 316 metri circa.
Fra i termini 25 e 26, tracciato rettilineo.
Termine n. 26. In vetta di una piccola collina all’ovest del sentiero.
Distanza fino al termine successivo: 66 metri circa.
Fra i termini 26 e 27, tracciato rettilineo.
Termine n. 27. Sopra una collinetta rocciosa, vicino e a levante dei sentiero.
Distanza fino al termine successivo: 323 metri circa.
Fra i termini 27 e 28, tracciato rettilineo.
Termine n. 28. All’orlo del pendio d’un rialto, all’ovest del sentiero.
Distanza fino al termine successivo: 113 metri circa.
Fra i termini 28 e 29, tracciato rettilineo.
Svizzera:
Trois-torrents
Francia:
Montriond e Abondance
N. 29. Iscrizione sopra un masso di roccia isolato, posto sul versante svizzero, al sud‑est del Coi de Chésery o di Chaux‑Fleurie e chiamato Pierraz‑Miaux.
Questa roccia reca la croce sabauda e lo scudo vallesano, che vi furono scolpiti in altri tempi.
Svizzera:
Trois-torrents
Francia:
Montriond e Abonace
Alla Pierraz‑Miaux termina, dalla parte della Francia, il Comune di Montriond e incomincia quello d’Abondance.
Distanza fino al termine successivo: 214 metri circa.
Fra i termini 29 e 30, tracciato rettilineo.
Svizzera:
Trois-torrents
Francia:
Abondace
Termine n. 30. Al nord‑est del Col di Chésery o di Chaux‑Fleurie, vicino e a ponente d’un laghetto, sopra una sporgenza del declivio che sale verso la punta di Chésery.
La porzione della linea di frontiera che si stende dal termine n. 22 fin presso e al sud del termine n. 28, si trova sul versante francese di cui il colmo delle pendenze è in tal modo lasciato alla Svizzera; la parte più al nord si trova, per contro, sul versante svizzero, di modo che il Col di Chésery o di Chaux‑Fleurie, che chiamasi anche Col de la Pierraz‑Miaux, è lasciato sul territorio francese.
A settentrione del termine n. 30, la frontiera è formata dalla linea retta che congiunge questo termine alla punta di Chésery, chiamata spesso anche punta di Becret. Questa punta, la cui altezza è di circa 2250 metri, è la sommità donde si stacca verso l’ovest la catena divisoria della Drance du Biot e della Drance d’Abondance; finisce ivi appunto, dalla parte di Francia, il Comune d’Abondance e principia quello di Châtel.
Svizzera:
Trois-torrents
Francia:
Châtel
La punta di Chésery fa parte della linea di spartiacque fra il bacino delle Drances savoiarde e quello del Rodano vallesano (più precisamente, del bacino della Vièze). Da questa estremità fino al termine n. 32, stabilito presso Chalet‑au‑Bert, al disopra e a libeccio del Col de Morgins, la frontiera segue questa linea di spartiacque, movendo come direzione generale da sud‑ovest a nord‑est. Scende dapprima al Col de la Chaux des Rosées, passa per la cima delle tre punte cui si dà il nome di Cornebois, poi al Col de la Chaux des Châtelets e raggiunge la cima chiamata, in Svizzera, Tête du Géant, e in Francia, le Boccor (altezza 2235 m incirca). Segue allora una cresta che i Francesi chiamano Sur‑les‑Combes e gli Svizzeri Arête des Rochers, il cui punto più eccelso, alto 2162 metri circa, è designato coi nomi di Lingaa o della Chon. L’Arête des Rochers o di Sur‑les‑Combes termina al Col di Fecon. Da questo passo la frontiera risale al Véla du Pertuis (la cui altezza è di circa 1901 m) e ridiscende per una stretta cresta, appena inclinata in dolcissima pendenza, al Plan des Mitres (1881 m). A questo punto la linea di fastigio si sdoppia. La linea principale di spartiacque si avvalla bruscamente a oriente come se dovesse staccarsi dalla linea secondaria e, con movimenti di terreno dalle forme molli e indecise, va a passare al più elevato punto dei Col de Morgins, detto Pertuis de Morgins (a circa 1386 m d’altezza), cioè all’estremità meridionale dei pianoro paludoso e leggermente inclinato che costituisce l’insieme dei Coi de Morgins: di là risale alla Pointe de Corbeau. La linea secondaria, assai meglio marcata, prolunga verso il nord la direzione che muove dal Col de Fecon, mantenendosi ancora lungamente a un’altezza maggiore della linea principale e conservando la forma d’una cresta nettamente spiccata; passa in tal modo alla Pointe du Midi (1859 m), scende con pendio abbastanza ripido fino al Chalet‑ au‑Bert, edificato sopra un piccolo rialzo di terra e va a terminare con assai ripido pendio al punto meno elevato del Coi de Morgins, detto Pas de Morgins (1380 m d’altezza), cioè all’estremità settentrionale del pianoro paludoso di cui sopra.
Svizzera:
Trois-torrents
Francia:
Châtel
Su questa catena secondaria passa la frontiera, seguendo prima la linea di fastigio fin presso al Chalet‑au‑Bert, poi una linea di termini fino al Pas de Morgins, vicino all’oratorio che sorge in questo punto.
Al punto dove la linea di fastigio si sdoppia, la frontiera è segnata dal termine n. 31.
Termine n. 31 (altezza: 1881 m circa). Sulla linea di spartiacque, al luogo detto Plan des Mitres, alla biforcazione delle due linee di fastigio dirigentisi l’una sul Pertuis e l’altra sul Pas de Morgins.
Distanza in linea retta fino al termine seguente: 785 m circa.
Fra i termini 31 e 32, la frontiera segue la linea di fastigio secondaria per la Pointe du Midi.
A partire dal termine n. 32 posto presso il Chalet‑au‑Bert la frontiera segue una linea ininterrotta di termini fino a quello che ha il n. 74 e che è posto in vetta dei luogo detto le Tronchey, all’est del Col de la Reculaz (F) o de la Croix (S). I primi (n. 31 a 36) determinano il confine dal Chalet‑au‑Bert fino al Pas‑de-Morgins e sono fissati in conformità delle seguenti indicazioni.
Termine n. 32. Al piede dei declivio che muove dalla Pointe du Midi, all’estremità ovest dei rialzo su cui è costruito il Chalet‑au‑Bert, al nord‑ovest di questo.
Distanza fino al termine seguente: circa 78 metri.
Fra i termini 32 e 33, tracciato rettilineo.
Termine n. 33. Al nord‑est del Chalet‑au‑Bert, al margine della foresta e dei declivio che scende verso l’oratorio dei Pas de Morgins.
Distanza fino al termine seguente: 165 metri circa.
Fra i termini 33 e 34, tracciato rettilineo.
Termine n. 34. Al principio della trincea forestale che scende verso l’oratorio dei Pas de Morgins.
Distanza fino al termine seguente: 114 metri circa.
Fra i termini 34 e 35, tracciato rettilineo.
Termine n. 35. Nella trincea forestale scendendo verso l’oratorio del Pas de Morgins.
Distanza fino al termine seguente: 139 metri circa.
Fra i termini 35 e 36, tracciato rettilineo.
Svizzera:
Trois-torrents
Francia:
Châtel
Termine n. 36. Ad oriente della strada da Châtel a Morgins, vicino e al sud dell’oratorio dei Pas de Morgins.
Dopo il Pas de Morgins, la linea dei termini si svolge sul versante francese, prima attraverso la foresta che sovrasta il passo da oriente, poi tagliando la cresta che parte dalla Pointe du Corbeau e finisce al disopra di Châtel, quindi traversando la parte superiore della valle di Conche, al disopra del lago di Goliet (S) o di Conche (F) e risalendo poi il fianco settentrionale di questa valle. Essa riprende, al termine n. 57, fissato sul monte di Morclan, la linea dello spartiacque che separa il bacino della Drance d’Abondance da quello del Rodano vallesano e la segue fino al termine n. 61, posto un po’ al sud del Col d’Onnaz, verso l’estremità della cresta che scende dalla punta degli Ombrieux. Rientra poi sul versante francese, livellando quasi il colmo dei declivi che inquadrano la Combe de Barmissine, poi, tagliando l’alto pascolo di Chaux‑Longe, fino al termine n. 70 posto sopra un piccolo colle al nord di questo pascolo e al nord‑est dei segnale geodetico della Tour du Don. Finalmente tocca il termine n. 74, sia per mezzo di rettilinei da termine a termine, sia seguendo l’orlo dei dirupi.
I particolari di questo tracciato sono conformi alle indicazioni che seguono:
Termine n. 36. Fissato, come s’è detto più sopra, presso e al sud dell’oratorio del Pas de Morgins, all’est della strada da Châtel a Morgins.
Distanza fino al termine seguente: 421 metri circa.
Fra i termini 36 e 37, tracciato rettilineo.
Termine n. 37. Sopra un piccolo poggio nella trincea forestale.
Distanza fino al termine successivo: 128 metri circa. Fra i termini 37 e 38, tracciato rettilineo.
Termine n. 38. Sopra un piccolo poggio nella trincea forestale, un po al disopra di un sentiero vicino alla vetta della radura di Mazet, che è sul territorio francese.
Distanza fino al termine successivo: 249 metri circa.
Fra il termine 38 e 39, tracciato rettilineo.
Termine n. 39. Nella trincea forestale.
Distanza fino al termine seguente: 183 metri circa.
Fra i termini 39 e 40, tracciato rettilineo.
N. 40. Inscrizione nella parete verticale con la fronte a ponente d’una roccia posta un po’ al disotto d’un sentiero. Questa grotta porta tuttora le insegne savoiarde e vallesane con la data del 1737.
Distanza fino al termine successivo: 203 metri circa.
Fra i termini 40 e 41, tracciato rettilineo.
Termine n. 41. Nella trincea forestale.
Distanza fino al termine successivo: 259 metri circa.
Fra i termini 41 e 42, tracciato rettilineo.
Svizzera:
Trois-torrents
e Collombey-
Muraz
Francia:
Châtel
Termine n. 42. Sulla cresta scendente dalla Pointe du Corbeau, verso Châtel, al disotto di una roccia nominata «Rocher du Cheval‑blanc».
A questo termine finisce dalla parte svizzera il Comune di Trois‑ torrents e comincia quello di Collombey‑Muraz.
Distanza fino al termine seguente: 75 metri circa.
Fra i termini 42 e 43, tracciato rettilineo.
N. 43. Inscrizione nella parete verticale con la fronte a nordest delle rocce dette «du Cheval‑blanc» vicino alle falde della parete.
Distanza fino al termine successivo: 134 metri circa.
Fra il termine 43 e 44, tracciato rettilineo.
Termine n. 44. Sulla riva sinistra dei ruscello che scorre verso les Mouilles de Conche, al disotto del sentiero che costeggia il ruscello.
Distanza fino al termine successivo: 65 metri circa.
Fra i termini 44 e 45, tracciato rettilineo.
Termine n. 45. Alla cima dell’erta pendenza che forma il fianco settentrionale della valletta dei ruscello corrente verso les Mouilles de Conche; si trova nella trincea forestale.
Distanza fino al termine successivo: 99 metri circa.
Fra i termini 45 e 46, tracciato rettilineo.
N. 46. Inscrizione in una parete rocciosa, verticale, rivolta a ponente, dove si trova la data 1737 e le armi scolpite a quel tempo.
Distanza fino al termine successivo: 202 metri circa.
Fra i termini 46 e 47, tracciato rettilineo.
Termine n. 47. Sopra una piccola cresta in una pendenza dolce, nella trincea forestale.
Distanza fino al termine successivo: 172 metri circa.
Fra i termini 47 e 48, tracciato rettilineo.
Svizzera:
Collombey-
Muraz
Francia:
Châtel
Termine n. 48. Nella trincea e in una parte quasi orizzontale della foresta.
Distanza fino al termine successivo: 143 metri circa.
Fra i termini 48 e 49, tracciato rettilineo.
La linea fra i termini 48 e 49 passa a 180 metri circa al nordovest del lago di Goliet (S) o di Conche (F), che è sul territorio svizzero.
Termine n. 49. Nella parte quasi orizzontale della valletta di Conche vicino e al sud della strada da Châtel a Vionnaz per «Sur le Crêt» e Cermeux.
Distanza fino al termine successivo: 261 metri circa.
Fra i termini 49 e 50, tracciato rettilineo.
Termine n.50. Nella trincea forestale, al piede d’un pendio assai ripido.
Distanza fino al termine successivo: 252 metri circa.
Fra i termini 50 e 51, tracciato rettilineo.
La trincea forestale che va dal termine 49 al termine 53, lascia ad oriente la foresta svizzera di Chermillon, e a occidente la foresta francese di Cernié.
Svizzera:
Collombey-
Muraz
Francia:
Châtel
Termine n. 51. Nella trincea forestale.
Distanza fino al termine successivo: 123 metri circa.
Fra i termini 51 e 52, tracciato rettilineo.
Termine n. 52. All’uscita della foresta.
Distanza fino al termine successivo: 221 metri circa.
Fra i termini 52 e 53, tracciato in linea retta.
Termine n. 53. Al disopra del principio d’un filare d’alberi da cui è separato da un fossato.
Distanza fino al termine successivo: 67 metri circa.
Fra i termini 53 e 54, tracciato rettilineo.
Termine n. 54. Sull’orlo d’un sentiero.
Distanza fino al termine successivo: 91 metri circa.
Fra i termini 54 e 55, tracciato rettilineo.
Termine n. 55. Sul declivio meridionale scendente da Morclan.
Distanza fino al termine seguente: 99 metri circa.
Fra i termini 55 e 56, tracciato in linea retta.
Termine n. 56. Sul declivio meridionale che scende da Morclan.
Distanza fino al termine successivo: 54 metri circa.
Fra i termini 56 e 57, tracciato in linea retta.
Termine n. 57. Sulla linea dello spartiacque, a levante della cima del monte di Morclan.
Distanza in linea retta fino al termine successivo: 60 metri circa.
Fra i termini 57 e 58 la frontiera segue la linea dello spartiacque.
Termine n. 58. In una debolissima depressione della linea di spartiacque in forma di passo.
Distanza in linea retta fino al termine successivo: 280 metri circa.
Fra i termini 58 e 59, la frontiera segue la linea dello spartiacque.
Termine n. 59. A mezzo il Col de Folière.
Distanza in linea retta fino al termine successivo: 184 metri circa.
Fra i termini 59 e 60, la frontiera segue la linea dello spartiacque.
Termine n. 60. Alla sommità della vetta rocciosa e dirupata degli Ombrieux.
Distanza in linea retta fino al termine seguente: 345 metri circa.
Fra i termini 60 e 61, la frontiera segue la linea di spartiacque.
Termine n. 61. Un po’ a mezzodì del passo chiamato Portes d’Onnaz.
Distanza fino al termine seguente: 168 metri circa.
Fra i termini 61 e 62, tracciato rettilineo.
Termine n. 62. Un poco al disopra della cima del declivio che scende verso la Combe de Barmissine.
Distanza fino al termine seguente: 41 metri circa.
Fra i termini 62 e 63, tracciato rettilineo.
Svizzera:
Collombey-
Muraz
Francia:
Châtel
Termine n. 63. Un po’ al disopra della sommità dei declivio che scende verso la Combe de Barmissine.
Distanza fino al termine seguente: 157 metri circa.
Fra i termini 63 e 64, tracciato in linea retta.
Termine n. 64. Un po’ al disopra della sommità del declivio che scende verso la Combe de Barmissine.
Distanza fino al termine successivo: 109 metri circa.
Fra i termini 64 e 65, tracciato in linea retta.
Termine n. 65. Un po’ al disopra della sommità del declivio che scende verso la Combe de Barmissine.
Distanza fino al termine seguente: 137 metri circa.
Fra i termini 65 e 66, tracciato in linea retta.
Termine n. 66. Nel pascolo di Chaux‑Longe.
Distanza fino al termine seguente: 129 metri circa.
Fra i termini 66 e 67, tracciato rettilineo.
Termine n. 67. Nel pascolo di Chaux‑Longe, nel mezzo di una debole depressione in forma di valletta.
Distanza fino al termine seguente: 73 metri circa.
Fra i limiti 67 e 68, tracciato rettilineo.
Termine n. 68. Nella pastura di Chaux‑Longe, sopra un movimento di terreno in forma di schiena d’asino.
Distanza fino al termine successivo: 54 metri circa.
Fra i limiti 68 e 69, tracciato in linea retta.
Termine n. 69. Alla sommità della schiena d’asino dove si trova il termine 68, al sud‑est di un pantano quasi sempre secco, detto «Marel Chaux‑Longe o Creux‑Dessus».
Distanza fino al termine successivo: 75 metri circa.
Fra i limiti 69 e 70, tracciato in linea retta.
La linea 69 e 70, lascia interamente sul territorio francese il pantano di Chaux‑Longe.
Svizzera:
Collombey-
Muraz e
Vionnaz
Francia:
Châtel
Termine n. 70. In un avvallamento di terreno al nord‑ovest della Tour du Don.
Al termine n. 70 finisce, dalla parte svizzera, il Comune di Collombey‑Muraz, e comincia quello di Vionnaz.
Distanza in linea retta fino al termine seguente: 156 metri circa.
Fra i termini 70 e 71, la frontiera segue l’orlo della cresta rocciosa.
Termine n. 71. Vicino al culmine della cresta rocciosa.
Distanza in linea retta fino al limite seguente: 385 metri circa.
Fra i termini 71 e 72 la frontiera segue l’orlo della cresta rocciosa, poi la linea di spartiacque.
Termine n. 72. Al centro di un piccolo passo, al nord di una incavatura chiamata Creux‑Dessous.
Distanza in linea retta fino al termine seguente: 64 metri circa.
Fra i termini 72 e 73, la frontiera segue la linea di spartiacque.
Svizzera:
Vionnaz
Francia:
Châtel
Termine n. 73. All’estremità nord di un giogo di monte che muove dal termine n. 74.
Distanza in linea retta fino al termine seguente: 220 metri circa.
Fra i termini 73 e 74, la frontiera segue la linea di spartiacque.
Termine n. 74. Alla sommità della montagna di Tronchey, detta Tête du Tronchey.
Partendo dal termine n. 74, la frontiera segue costantemente la linea di spartiacque fra il bacino della Drance d’Abondance e quello del Rodano vallesano fino al Coi de Savalenaz (S) o d’Arvouin (F), dove è fissato il termine n. 75.
La direzione generale di questa linea va dal sud‑est al nordovest.
Siccome la linea di fastigio che serve di frontiera presenta delle pendenze ben marcate dalla parte francese, e più spesso scoscese dalla parte svizzera, il confine è dappertutto nettamente segnato.
I punti principali che incontra sono, dopo il termine n. 74:
il Col de la Reculaz (F) o de Croix (S);
Svizzera:
Vionnaz
Francia:
la Chapelle
la montagna e la cresta rocciosa di Mouët; verso la punta nord di questa cresta (alta circa 1925 m) finisce, dal lato francese, il comune di Châtel e comincia quello di La Chapelle;
Svizzera:
Vionnaz
Francia:
Châtel
la punta rocciosa di Scex rouge (altezza 1876 m circa);
il Col de la Basse (F) o di Chétillon (S);
la cima della Grand‑Chaux, sulla quale è fissato il segnale geodetico detto di Recon e che è sostenuto, dalla parte di sud‑est, da scoscendimenti rocciosi. Di là, la linea di fastigio s’abbassa, con un dolce pendio regolare, prima verso occidente fino al corno di Rapenaz, poi verso tramontana fino al Col de Recon (F e S) o di Rapenaz (F).
Al disotto e a oriente del Col de Rapenaz o di Recon, si trova, sul territorio svizzero, il Luisset o la Houssaie (laghetto) di Recon.
La frontiera passa poi:
per la Tretze o Teurtce (rialto che divide il Coi de Recon da quello di Braita);
per il Col de Braita (F) o di Conche (S);
per l’Avoueïlle (aiguille), piccole rocce che dominano le cascine francesi di Braita;
per il Col d’Outanne;
per il monte Linleux o Lenla (alto 2100 m all’incirca), di dove si stacca verso l’est la lunga catena delle rocce di Savalenaz.
Al monte Linleux o Lenla finisce il Comune svizzero di Vionnaz e comincia quello di Vouvry.
Svizzera:
Vouvry
Francia
La Chapelle
Da questa cima la frontiera, costituita sempre dalla linea di spartiacque, volge prima verso ponente, poi s’abbassa bruscamente verso il nord fino al Col de Savalenaz (S) o d’Arvouin (F).
Dopo questo passo la frontiera risale per un pendio erboso nominato Proz‑Têtaz fino alla roccia chiamata col nome di Scex du Cœur (Pointe d’Arvouin).
Dal Col de Savalenaz allo Scex du Cœur è formata da un rettilineo di cui le due estremità sono fissate dai termini n. 75 e 76 posti in conformità delle seguenti indicazioni:
Termine n. 75. Al Col de Savalenaz (S) o di Arvouin (F), vicino e un po’ a sud‑est del sentiero.
Distanza fino al termine successivo: 302 metri circa.
Fra i termini 75 e 76, tracciato rettilineo.
N. 76. Inscrizione in una roccia che presenta una faccia quasi verticale rivolta verso l’est, sulla quale si trova la data del 1845 e le armi scolpite in quell’epoca.
La roccia che porta il n. 76 è posta sopra una lunga cresta rocciosa orientata dall’ovest all’est e che rappresenta – con la faccia al nord – un’immensa muraglia chiamata dai Vallesani: Rocce di Vernaz. La parte delle rocce di Vernaz che si dirige verso sud‑ovest, porta, in Francia, il nome dì Rocce d’Arvouin. A partire dal n. 76, la frontiera segue questa parte, confondendosi con la linea di spartiacque; essa passa così alla sommità più elevata di questa cresta (alta 2020 m circa); poi per mezzo d’una cresta ben marcata discende verso il nord fino a un passo angusto e di forma molto accentuata nominato Col de Vernaz, dove si trova il termine n. 77.
A partire dal Col de Vernaz la frontiera è tracciata da una linea di termini fino alla cresta delle rocce di Chaudin, all’estremità orientale della quale è posto il termine n. 82.
Essa sale prima in linea retta verso nord‑nord‑ovest, attraverso il gruppo di Calaz, tagliando quattro volte il sentiero che conduce alle cascine del medesimo nome, fino a 160 metri circa al sud di queste cascine; prende poi la direzione nord‑nord‑est fino all’orlo di grandi dirupi che scendono verso il nord‑est e che sono designati col nome di Scex de la Calaz; poi segue l’orlo di questi dirupi, passando per la vetta di un colle alto 2185 metri, fin verso un piccolo passo vicino al quale è fissato il termine n. 81 e da dove risale in linea retta fino all’estremità delle rocce di Chaudin (S) che si chiama ancora Progelan (F) o Roche‑à‑Gilland.
Svizzera:
Vouvry
Francia
La Chapelle
Questa linea è tracciata da sei termini secondo le indicazioni che seguono:
Termine n. 77. Al Col de Vernaz, un po’ al disopra e al nord dei sentiero che mena da La Chapelle a Vouvry, quasi contro il sentiero.
Distanza fino al termine seguente: 392 metri circa.
Fra il termine 77 e 78, tracciato rettilineo.
Termine n. 78. Vicino al sentiero che conduce alle cascine di la Calaz, un poco al di sotto d’una curva diretta da sud‑est a nord‑est.
Distanza fino al termine seguente: 128 metri circa.
Fra i termini 78 e 79, tracciato rettilineo.
Termine n. 79. Nella pastura.
Distanza fino al termine successivo: 166 metri circa.
Fra i termini 79 e 80, tracciato rettilineo.
Termine n. 80. A un metro circa dall’orlo dei dirupi che piombano verso nord‑est.
Distanza in linea retta fino al termine successivo: 326 metri circa.
Fra i termini 80 e 81, la frontiera segue l’orlo de’ dirupi.
Termine n. 81. Sopra un piccolo poggio, un po’ al nord d’un passo.
Distanza fino al termine successivo: 181 metri circa.
Fra i termini 81 e 82, tracciato rettilineo.
Termine n. 82. All’estremità orientale delle rocce di Chaudin o di Progelan. A 8 metri più all’ovest, fu scolpita nel 1856, una croce sulla roccia, in un punto dove questa emerge appena dal suolo.
Il termine n. 82 è posto a circa 910 metri in linea retta dal segnale geodetico delle Cornettes de Bise, che porta nella serie de’ termini di frontiera il n. 83.
Fra i n. 82 e 83, la frontiera segue la linea di spartiacque.
Questa linea segue dapprima, dirigendosi verso occidente, la cresta delle rocce di Chaudin e scende fino al passo che divide questa cresta dal massiccio delle Cornettes de Bise e che è chiamato: Sur‑lesMurailles (F). Poi sale, per via di rocce, sempre in direzione dell’occidente, fino alla cima delle Cornettes, dove è stabilito il segnale geodetico.
Termine n. 83. Altezza: 2438 metri circa. Formato dal segnale geodetico delle Cornettes de Bise.
Distanza in linea retta fino al termine seguente: 437 metri circa.
Fra i termini n. 83 e 84, la frontiera segue la linea di spartiacque.
Prende, di là dalle Cornettes, la direzione del nord e discende per rocce dirupate fino a uno stretto piano erboso che forma il passo tra le Cornettes de Bise e Lanche‑Naire e ha il nome di Plan‑Berger. Una dolce pendenza risale da questa depressione fino alla Tête de LancheNaire, in cima della quale trovasi il termine n. 84.
Svizzera:
Vouvry
Francia
La Chapelle
N. 84. Altezza: 2352 metri circa. Inscrizione sulla faccia superiore orizzontale d’un piccolo sasso piatto, in vetta della Tête de LancheNaire. Sulla faccia stessa si vede una croce scolpita nel 1856.
Distanza in linea retta fino al termine successivo: 849 metri circa.
Fra i termini 84 e 85, la frontiera segue la linea di spartiacque.
La Tête de Lanche‑Naire, ricoperta d’erba, è sorretta, a settentrione, da un’immensa muraglia di rocce quasi a perpendicolo. Al disotto e a nord della cima, appoggiandosi contro questa parete rocciosa, comincia una lunga cresta molto stretta e aguzza che di là conduce fino al Mont des Bovardes. Per questa cresta e per la cima dei Mont des Bovardes continuano verso il nord-nord‑ovest la linea di spartiacque e la frontiera fino al termine n. 85.
Il termine n. 85 è posto sulla linea di fastigio del Mont des Bovardes, a 185 metri circa al di là e a nord‑nord‑ovest della cima, quasi al punto dove la cresta leggermente inclinata fa posto a un pendio molto più ripido. A partire da questo termine (l’ultimo che sia situato sulla linea di spartiacque), la frontiera, fino alla Dent du Velan, è segnata da una linea non interrotta di termini che traversa il Plan e il piccolo stagno d’Ugeon e che è conforme alle indicazioni seguenti:
Termine n. 85. A 185 metri circa a nord‑nord‑ovest della cima dei Mont des Bovardes, sulla linea di spartiacque, presso a una mutazione di pendio.
Distanza fino al termine successivo: 124 metri circa.
Fra i termini 85 e 86, tracciato rettilineo.
Termine n. 86. Sul pendio del Mont des Bovardes verso il Plan d’Ugeon, un po’ all’ovest della linea di fastigio, presso l’orlo del cambiamento di pendio.
Distanza fino al termine successivo: 208 metri circa.
Fra i termini 86 e 87, tracciato in linea retta.
Termine n. 87. Nel Plan d’Ugeon, al sud‑est dello stagno.
Distanza fino al termine seguente: 73 metri circa.
Fra i termini 87 e 88, tracciato in linea retta.
Le posizioni dei termini 87 e 88 sono state scelte in modo che la linea retta che li unisce taglia in due parti pressochè uguali il piccolo stagno di Ugeon, dovendo questo stagno servire per abbeverarvi le mandrie degli abitanti dei due lati della frontiera.
N. 88. Inscrizione in un blocco di roccia, presso l’orlo e al nord‑ovest dello stagno.
Distanza fino al termine seguente: 139 metri circa.
Fra i numeri 88 e 89, tracciato in linea retta.
Svizzera:
Vouvry
Francia
La Chapelle
N. 89. Inscrizione scolpita nella roccia, circa a mezzo il piede della parete verticale della Dent du Velan, faccia rivolta al sud‑est. Accanto, si vedono le inscrizioni e la croce scolpite nel 1856.
Fra il numero 89 e il numero 90 scolpito parimente sulla Dent du Velan, ma sulla faccia opposta, la frontiera è formata da una linea che passa dalla punta centrale della cima della Dent du Velan.
Questa punta centrale, nel tempo stesso che segna la frontiera, è anche il punto dove, dal lato svizzero, finisce il Comune di Vouvry e comincia quello di Saint‑Gingolph (Svizzera), e dove, dal lato francese, finisce il Comune di La Chapelle e comincia quello di Novel.
Svizzera:
Saint-Gingolph
Francia:
Novel
L’iscrizione (n. 90) scolpita sulla faccia nord della Dent du Velan segna il punto di partenza della frontiera nel bacino della Morge. Immediatamente al disotto nasce un torrente che forma uno degli affluenti del torrente di Nez. La frontiera ne segue la riva destra, passa, seguendo sempre questa riva, a una roccia che porta il n. 91 e raggiunge così un’altra roccia n. 92, dopo la quale è segnata, fino al Pied des Nez, da una linea di termini. Dalla Dent du Velan al Pied des Nez, il tracciato è conforme alle indicazioni qui sotto:
N. 90. Inscrizione scolpita nella roccia, su la parete rivolta al nordovest della Dent du Velan, un po’ più su del punto dove nasce un ramo del torrente di Nez.
Distanza in linea retta fino al numero seguente: 771 metri circa.
Fra i numeri 90 e 91, la frontiera è formata dalla riva destra del torrente di Nez.
N. 91. Inscrizione scolpita nella parete verticale d’una roccia che appartiene alla riva destra dei torrente di Nez, a 30 metri cir ca al disopra dello sbocco di un forte affluente di sinistra.
Distanza in linea retta fino al numero seguente: 185 metri circa.
Fra i numeri 91 e 92, la frontiera è formata dalla riva destra del torrente di Nez.
N. 92. Al luogo detto «Sommet des Nez»; inscrizione scol pita sulla parete verticale d’una roccia appartenente alla riva de stra del torrente di Nez. A 18 metri circa di là, sull’altra riva, è stata incisa, l’anno 1856, una croce nella parte superiore di una roccia inclinata.
Distanza fino al termine seguente: 348 metri circa.
Fra i numeri 92 e 93, tracciato in linea retta.
Termine n. 93. Nel mezzo dei materiali travolti dal torrente, in un punto che si trova attualmente sulla riva sinistra dei letto principale. A 23 metri circa di là, al nord‑ovest, è stata incisa, nel 1856, una croce sulla faccia orizzontale di un blocco di roccia e alla sua estremità sud. Questa stessa roccia porta all’altra estre mità una croce più piccola.
Distanza fino al numero seguente: 283 metri circa.
Fra i termini 93 e 94, tracciato in linea retta.
Svizzera:
Saint-Gingolph
Francia:
Novel
N. 94. Nel luogo detto «Pied des Nez»; inscrizione sulla pa rete d’una roccia inclinata appartenente alla riva destra. Su que sta parete si vede una croce scolpita nel 1856.
A partire dal n. 94, che si trova quasi di faccia alle cascine di Hautde‑Morge, la frontiera segue la riva destra della Morge fino al suo sbocco nel lago di Ginevra, passando a valle del villaggio francese di Novel e traversando il villaggio mezzo francese e mez zo svizzero di Saint‑Gingolph.
L’espressione «riva destra» deve essere qui intesa nel senso precisato più addietro quando si è parlato della riva sinistra del l’Eau‑Noire e della riva destra della Barberine.
La Morge, avendo un corso molto impetuoso, cambia tal volta di letto presso il villaggio di Novel, quando si producono delle piene considerevoli; ma l’antico e il nuovo letto non hanno fin qui differito e non possono differire che in maniera quasi li insignificante. Non c’è e, anche dopo nuove piene, non ci sarà bi‑ sogno di ricercare quale fosse il vecchio letto del torrente; la frontiera è e continuerà ad essere determinata dalla «riva destra» N quale esiste o esisterà di fatto, le parole «riva destra» vanno interpretate nel modo già detto, e le leggere modificazioni possibili della riva traggono seco le stesse modificazioni nel tracciato del confine politico, senza che, bene inteso, questa disposizione si applichi in nessun modo alle proprietà comunali o private, i cui limiti, confusi in altri tempi con la frontiera, restano e resteranno tali e quali sono stati stabiliti dai piani e da altri titoli anteriori, qualunque possa essere la loro posizione rispetto alla riva destra della Morge, prima o dopo le piene.
A poca distanza a valle dei villaggio di Novel, il torrente entra in una vallata molto angusta, quasi in una gola, dove il suo letto strettamente rinchiuso non può più subire modificazioni. In questa parte del suo corso, la Morge riceve un certo numero di affluenti, fra i quali, a sinistra, il ruscello di Clos‑Forche, al confluente dei quale finisce, dalla parte francese, il Comune di Novel e comincia quello di SaintGingolph (Francia).
Svizzera:
Saint-Gingolph
Francia:
Saint-Gingolph
La Morge continua poi a scorrere in una vallata molto stretta fino a 800 m circa a monte di Saint‑Gingolph.
N. 95. Nel punto dove la vallata comincia ad allargarsi a 800 metri circa in linea retta a monte dei Pont du Moulin de Saint‑Gingolph. – Inscrizione scolpita in una roccia della riva destra, dove termina una lunga dorsale coperta di boschi, che viene dal sud‑est.
Fra i n. 95 e 96, la frontiera segue la riva destra della Morge.
Svizzera:
Saint-Gingolph
Francia:
Saint-Gingolph
La Morge scende in seguito fino al villaggio di Saint‑Gingolph che attraversa lasciando a sinistra il Comune francese, a destra il Comune svizzero dello stesso nome.
Due derivazioni fanno passare una parte delle acque francesi di questo fiumicello sul territorio svizzero: l’una, praticata a 350 metri circa a valle della roccia che porta il numero 95, alimenta le fontane del comune svizzero; l’altra, praticata nel villaggio stesso, un po al disotto dei ponte detto «Pont du Moulin», conduce le acque a una segheria situata vicino alla riva, dalla parte svizzera. L’esistenza di queste due derivazioni è legittima. Il Comune svizzero e i proprietari della segheria hanno il diritto di usarne, di mantenerle e di ripararle. Inoltre, quegli abitanti del Comune svizzero di Saint‑Gingolph che possono giustificare dei diritti sulle acque della Morge per l’irrigazione delle loro proprietà contigue a questo torrente, conservano il libero esercizio di questi diritti. Ma non si potranno fare nuove derivazioni sul territorio svizzero, e le derivazioni esistenti non possono essere modificate in maniera da aumentare notevolmente il volume delle acque derivate, senza il consenso delle autorità francesi.
Tre ponti uniscono l’uno all’altro i due villaggi di Saint‑Gingolph: I. vicino alla chiesa, il ponte del Mulino; 2. sulla strada del Sempione, il ponte principale detto Ponte di Saint‑Gingolph; 3. finalmente, a valle, a 45 metri circa dallo sbocco, il ponte della segheria. 1 tre ponti sono interamente francesi, e così pure le loro due testate e il suolo su cui riposano, che fa parte dell’argine.
Fra il ponte dei mulino e il ponte della strada del Sempione, si trova il viadotto sul quale la strada ferrata da Annemasse a Saint Maurice traversa la Morge. La separazione della parte svizzera e della parte francese della linea è formata dall’asse della pila media dei viadotto. Questa pila non può far oggetto di alcun dispositivo, attesa una possibile distruzione.
La frontiera è segnata, nell’interno del villaggio di Saint‑Gingolph, dai termini 96 e 97, nel punto dove taglia il viadotto della strada ferrata e la strada dei Sempione, in conformità delle indicazioni seguenti:
N. 96. Al viadotto della strada ferrata da Annemasse a Saint‑Maurice, sulla Morge. – Inscrizione sul marciapiede nord dei viadotto, a perpendicolo dell’asse della pila media. Questo asse corrisponde alla riva destra del torrente.
Termine n. 97. Al ponte della strada dei Sempione, presso a poco nel prolungamento del parapetto a monte, verticalmente al piede dell’estradosso della testata destra.
Questo numero è l’ultimo della serie dei termini formanti il tracciato della frontiera franco‑svizzera dal monte Dolent al lago di Ginevra.
La Morge essendo soggetta a delle piene che, nella parte inferiore dei suo corso e specialmente nella traversata dei villaggio di Saint-Gingolph, cagionano alle volte danni molto considerevoli, sono da prevedersi dei lavori di correzione o di arginatura. Eccetto le riparazioni alle dighe attuali, i lavori di questo genere non possono essere intrapresi che previo accordo fra le autorità dei due Stati; ciascuno di essi deve sopportare le spese dei lavori eseguiti nel proprio territorio.
Svizzera:
Saint-Gingolph
Francia:
Saint-Gingolph
Questa sezione della frontiera termina alla estremità della riva destra della Morge, nel punto dove questo fiume si getta nel lago di Ginevra.
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