German-language tax appeal inadmissible in Ticino

80.2003.139Other CourtOct 3, 2003Dismissed

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Omnilex summary

A taxpayer appealed in German against a Ticino tax office decision that had imposed a reminder fee and a disciplinary fine for failure to file a required questionnaire. The tax office had first asked for an Italian translation and then declared the complaint inadmissible. The Tax Chamber held that, in Ticino, Italian is the required official language in proceedings before the authorities and that the office had not acted with excessive formalism because it had warned the appellant and granted time to translate. The appeal was therefore dismissed. The court added that, in any event, the appellant had not proven the alleged extension request.

Omnilex headnote

Art. 18 and 70 Cost.; official-language requirement before cantonal authorities; a filing in a non-official language is formally defective where no special rule grants another language. Under the territoriality principle, a canton may require use of its official language in proceedings before its authorities. If the authority identifies the defect and grants time to cure it, the subsequent inadmissibility ruling does not constitute excessive formalism. Where the appeal is inadmissible, the appellate court does not review the merits; at most it may note, obiter, that the underlying tax measure would in any event be upheld if the appellant fails to substantiate the factual basis of his objection.

Full text

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 80.2003.139

Data decisione, Autorità: 03.10.2003, CDT

Incarto n. 80.2003.139

Lugano 6 ottobre 2003

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il presidente della Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello

giudice Alessandro Soldini

segretario:

Andrea Pedroli, vicecancelliere

statuendo sul ricorso del 23 settembre 2003

in materia di: tassa di diffida e multa disciplinare

presentato da:

__________ _RICO0

ritenuto

in fatto ed in diritto

  • che __________ __________ e __________ __________, domiciliati a __________ (ZH), sono assoggettati all'imposta nel Canton Ticino quali comproprietari di sostanza immobiliare a __________;

  • che non avendo i contribuenti inoltrato il questionario per le comunioni ereditarie e per le comproprietà (modulo 134) entro il termine stabilito, l'Ufficio di tassazione di __________ __________ notificava loro dapprima un richiamo (17 aprile 2003) e poi una diffida (15 maggio 2003), ponendo a loro carico una tassa di fr. 30;

  • che con decisione del 12 giugno 2003 l'autorità di tassazione infliggeva poi a __________ __________, quale "rappresentante dell'indivisione", una multa disciplinare di fr. 50;

  • che __________ __________ impugnava la decisione citata con reclamo del 14 giugno 2003 in lingua tedesca, affermando di avere chiesto il 5 febbraio 2003 una proroga del termine per l'inoltro della dichiarazione fiscale;

  • che l'autorità invitava il reclamante a tradurre il gravame, ma quest'ultimo rispondeva con un nuovo scritto in lingua tedesca, nel quale affermava di non conoscere l'italiano ed invocava comprensione;

  • che, con decisione del 3 settembre 2003, l'Ufficio di tassazione dichiarava irricevibile il reclamo, per mancata traduzione in italiano;

  • che, con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, __________ __________ contesta la multa disciplinare di fr. 80 (verosimilmente si tratta della somma della multa di fr. 50 e della tassa di diffida di fr. 30) e ribadisce che aveva chiesto una proroga del termine per l'inoltro della dichiarazione già il 23 settembre 2003;

  • che, conformemente all’art. 26c cpv. 2 della legge organica giudiziaria civile e penale del 24 novembre 1910, modificata il 14 maggio 1998, la Camera di diritto tributario decide nella composizione di un Giudice unico la presente causa, che non pone questioni di principio e non è di rilevante importanza;

  • che la Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine;

  • che essa deve pertanto esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell'Ufficio di tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata: se l'irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno retrocessi all'autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità;

  • che, nella fattispecie, la decisione impugnata ha respinto in ordine il reclamo del contribuente, per il fatto che quest'ultimo, cui era stato attribuito un termine di trenta giorni per tradurre il gravame in lingua italiana, si è rifiutato di farlo, chiedendo comprensione;

  • che questa Camera non può pertanto entrare nel merito delle censure contenute nel ricorso, ma deve limitarsi a verificare se la decisione con cui l'autorità di tassazione ha dichiarato il reclamo inammissibile sia corretta;

  • che la libertà linguistica, cioè la facoltà di utilizzare la propria lingua madre, rientra fra le libertà garantite dalla Costituzione federale (art. 18 Cost. fed. 1999);

  • che, nella misura in cui la lingua madre è pure una delle lingue ufficiali, il suo uso è tutelato anche dall'art. 70 cpv. 1 Cost. fed. 1999, secondo cui le lingue ufficiali della Confederazione sono il tedesco, il francese e l'italiano, mentre il romancio è lingua ufficiale nei rapporti con le persone di lingua romancia;

  • che, secondo la giurisprudenza emanata vigente la Costituzione del 1874, la libertà linguistica, cioè la facoltà di utilizzare la propria lingua madre, rientrava fra le libertà non scritte della Costituzione federale;

  • che, nei rapporti con le autorità tuttavia, la libertà linguistica è limitata dal principio della lingua ufficiale: in effetti, con riserva di disposizioni particolari (p. es. gli art. 5 cpv. 2 e 6 cpv. 3 lett. a CEDU), non esiste in linea di principio alcun diritto a comunicare con le autorità in una lingua diversa da quella ufficiale (Praxis 2000 n. 40 p. 217 consid. 3);

  • che tali principi sono stati codificati nella Constituzione del 1999, soprattutto agli articoli 18 e 70 (DTF 127 V 219 consid. 2 b aa, con riferimento a Borghi, La liberté de la langue et ses limites, in: Thürer/Aubert/Müller [a cura di], Droit constitutionnel suisse, Zurigo 2001, § 38);

  • che in particolare l'art. 70 cpv. 1 Cost. fed. 1999 garantisce il principio di territorialità, per il quale i Cantoni designano le loro lingue ufficiali;

  • che, sulla base di tale norma, i cantoni hanno il potere di prendere misure per mantenere i confini delle zone linguistiche nonché la loro omogeneità, anche se in tal modo ne deriva una limitazione della libertà del singolo di adoperare la propria lingua: simili misure devono però rispettare la proporzionalità;

  • che, pertanto, l'osservanza della lingua italiana nei rapporti con le autorità ticinesi è considerata una esigenza essenziale e irrinunciabile: per costante giurisprudenza, in tutti i settori del diritto, si considera che un ricorso non redatto in lingua italiana non soddisfa i requisiti formali (cfr. DTF 102 Ia 35; 83 III 58; Rep. 1975 p. 302; CDT n. 39 del 9 marzo 1990 in re V.M.);

  • che la lettera con cui l'autorità fiscale ha attirato l'attenzione del contribuente sul fatto che l'italiano è lingua ufficiale del Canton Ticino, con la conseguenza che il ricorso non poteva essere redatto in tedesco, deve pertanto essere considerata conforme alla legislazione vigente;

  • che l'Ufficio di tassazione non si è limitato a pronunciare l'irricevibilità del reclamo redatto in lingua diversa da quella ufficiale del Cantone, ma ha segnalato prima tale vizio al reclamante e gli ha attribuito contestualmente un termine per la traduzione, sicché la sua decisione non è viziata da eccesso di formalismo (DTF 106 Ia 306; 102 Ia 37; v. anche Egli, La protection de la bonne foi dans le procès - Quelques applications dans la jurisprudence, in Rep. 1991 p. 234);

  • che il reclamo è stato pertanto correttamente dichiarato irricevibile, con la conseguenza che questo giudice non può a sua volta entrare nel merito del ricorso;

  • che a titolo abbondanziale si precisa che comunque il ricorso dovrebbe comunque essere respinto anche nel merito, qualora il reclamo fosse stato tradotto;

  • che infatti i contribuenti sono invitati, mediante notificazione pubblica o invio del modulo, a presentare la dichiarazione d’imposta e che coloro che non ricevono il modulo sono tenuti a chiederlo all’autorità competente (art. 198 cpv. 1 LT);

  • che il contribuente che omette di consegnare la dichiarazione o che presenta un modulo incompleto è diffidato a rimediarvi entro un congruo termine (art. 198 cpv. 3 LT);

  • che per ogni diffida è percepita una tassa stabilita dal Consiglio di Stato (art. 198 cpv. 4 LT);

  • che, per quanto precede, la tassa di diffida altro non è che una tassa di cancelleria che viene prelevata automaticamente, al momento dell'invio della diffida, per coprire i costi causati dall'inadempienza procedurale del contribuente, che ha costretto, con il proprio comportamento passivo, l'autorità fiscale dapprima a richiamarlo all'obbligo di presentare la dichiarazione e, rimasto senza seguito tale invito, a diffidarlo per lettera raccomandata (Bottoli, Lineamenti di diritto tributario ticinese, p. 126);

  • che contro la tassa di diffida il contribuente può presentare reclamo all’autorità fiscale e ricorso alla Camera di diritto tributario nel termine di trenta giorni (art. 198 cpv. 5 LT, in combinazione con gli art. 206 e 227 LT);

  • che nel caso in esame, la richiesta dell'autorità fiscale si fonda sugli articoli 202 LT, in materia di imposta cantonale, e 128 LIFD, in materia di imposta federale diretta, i quali stabiliscono che i soci, i comproprietari e i proprietari in comune devono, a richiesta, fornire alle autorità fiscali informazioni sui loro rapporti di diritto, in particolare sulle quote, sui redditi e sulla sostanza;

  • che tali disposizioni consentono alle autorità di tassazione di chiedere a soci, comproprietari e proprietari in comune informazioni in merito ai loro rapporti giuridici con il contribuente (Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Basilea/Francoforte 2000, vol. I, tomo 2b, art. 128 LIFD, n. 7, p. 290);

  • che nel caso in esame il ricorrente ha ripetutamente sostenuto, sia nel reclamo all'autorità di tassazione sia nel ricorso a questa Camera, di avere chiesto una proroga del termine per l'inoltro del questionario e di essere in grado di comprovare tale circostanza: tuttavia, non ha mai prodotto la prova in questione.

Per questi motivi,

visto per le spese l'art. 231 LT

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso è respinto.

  2. La tassa di giustizia e le spese di cancelleria, in complessivi fr. 100.– sono a carico del ricorrente.

  3. Intimazione alle parti.

  4. Il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il presidente: Il segretario:

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Keywords

official languageinadmissibilitytax reminder feedisciplinary fineformal requirementsterritorialityexcessive formalismtranslation

Extracted by Omnilex

Key legal question

Whether the complaint against the tax office decision was admissible despite being filed in German without an Italian translation.

Extracted holding

No. In dealings with Ticino authorities, Italian is the required official language; the office properly warned the appellant and granted time to translate, so the inadmissibility ruling was valid and not excessive formalism.

Extracted reasoning

The court relied on constitutional language rules and the territoriality principle. Since Italian is the official language of the canton, a complaint not drafted in Italian does not meet the formal requirements. The authority first pointed out the defect and gave a translation deadline, which cured any concern of over-formalism.

Key legal question

Whether the reminder fee and disciplinary fine were unjustified because an extension of time had allegedly been requested.

Extracted holding

Even on the merits, the appeal would fail because the appellant did not prove that an extension request had been made, while the tax office was entitled to request the questionnaire and charge the reminder fee after non-compliance.

Extracted reasoning

The court noted that taxpayers must submit the declaration/questionnaire when requested, may be reminded if they fail to do so, and a fee is charged for each reminder. The appellant asserted an extension request but never produced proof.

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