Refusal of lodging-house license violates legality principle

52.2003.27Other CourtSep 10, 2003Granted

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Omnilex summary

The applicant challenged the refusal of a lodging-house license for 12 rooms. The cantonal administrative court held that the rooms satisfied the only explicit statutory requirements and that the administration could not deny the license on the basis of additional, discretionary criteria such as worn furniture, lack of shower ventilation, paintwork, or a connecting door to the restaurant. It found the refusal and the government confirmation incompatible with the legality principle, allowed the appeal, annulled the government decision, and remitted the file to the permits office to issue the license. No court fee was charged; the State had to pay CHF 1,000 in costs.

Omnilex headnote

Art. 5n LEsPubb, art. 41 RLEsPub et art. 47r RLEsPubb; patente d’affittacamere: l’autorité ne peut refuser l’autorisation qu’en présence du non-respect des exigences légalement prévues. La compétence de contrôle de l’office des permis se limite à vérifier la conformité des locaux aux exigences hygiéniques et structurelles fixées par le droit applicable; elle ne confère pas un pouvoir d’appréciation lui permettant d’ajouter des conditions non prévues par la loi, même si l’activité est soupçonnée de viser la prostitution. Des critères tels que l’état du mobilier, le rafraîchissement du tinteggio ou la ventilation des douches ne suffisent pas, à défaut de base légale expresse, à fonder un refus (consid. sur le principe de légalité).

Full text

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.2003.27

Data decisione, Autorità: 10.09.2003, TRAM

Incarto n. 52.2003.27

Lugano 10 settembre 2003

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso 27 gennaio 2003 di

contro

la decisione 8 gennaio 2003 del Consiglio di Stato (n. 106), che respinge l’impugnativa presentata dall’insorgente avverso la risoluzione 7 novembre 2002 con cui la Sezione dei permessi e dei passaporti le ha negato la patente d’affittacamere per uno stabile situato a __________;

viste le risposte:

  • 5 febbraio 2003 dell'Ufficio dei permessi;

  • 11 febbraio 2003 del Consiglio di Stato;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

che il 27 marzo 2002 __________ __________ ha chiesto all’Ufficio dei permessi (UP) il rilascio di una patente d’affittacamere per locare a titolo professionale le 12 camere di uno stabile di sua proprietà, situato a __________ e dato in locazione alla __________ __________;

che dopo aver accertato mediante sopralluogo che le camere presentavano alcuni difetti di natura igienica e strutturale, il 7 novembre 2002 l’UP ha negato la patente richiesta;

che con decisione 8 gennaio 2002 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l’impugnativa contro di esso inoltrata da __________ __________ e dalla __________ __________;

che, respinta la censura di carenza di motivazione, il Governo ha in sostanza ritenuto che i difetti riscontrati (tinteggio da sistemare, mobilio rotto, infiltrazioni d’acqua, soffitto da riparare, tubi da nascondere, ventilazione delle docce mancante, porta di collegamento con il sottostante esercizio pubblico) giustificassero il diniego della patente;

che contro il predetto giudizio governativo __________ __________ insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento e postulando il rilascio della patente rifiutata;

che l’insorgente rileva anzitutto di essere stata costretta a ricorrere per conoscere esattamente i difetti che osterebbero al rilascio della patente richiesta; nel merito, nega che l’esistenza di un collegamento tra il sottostante ristorante e le camere ed i difetti al mobilio, al tinteggio od alle docce costituiscano un impedimento al rilascio della patente;

che all’accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato e l’UP senza formulare particolari osservazioni;

considerato, in diritto

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 71 LesPubb; la legittimazione attiva della ricorrente è certa (art. 43 PAmm); il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine;

che il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm); le fotografie agli atti permettono di prescindere da un sopralluogo;

che giusta l’art. 5n LEsPubb camere, appartamenti, case o altre unità abitative locate o sublocate a più di due persone maggiorenni senza rapporti di parentela, soggiacciono all’obbligo della patente d’esercizio pubblico, se il soggiorno è inferiore ai tre mesi;

che la norma è stata introdotta nella LEsPubb in occasione dell'adozione della legge cantonale sull'esercizio della prostituzione del 25 giugno 2001 nel dichiarato intento di contrastare il dilagare della prostituzione;

che, secondo la definizione dell'art. 4 LEsPubb, la patente d'esercizio pubblico è una decisione amministrativa mediante la quale l'autorità accerta che un immobile o una parte ben definita di esso è ritenuto idoneo all'apertura ed alla gestione del tipo d'esercizio pubblico indicato;

che i singoli tipi di esercizi pubblici sono definiti dal regolamento (art. 7 LEsPubb);

che le esigenze strutturali dei singoli esercizi pubblici sono soltanto genericamente definite dall'art. 11 LEsPubb, che si limita a stabilire che i locali e le attrezzature dell’esercizio pubblico devono soddisfare i requisiti costruttivi, igienici, ambientali e di sicurezza previsti dalle norme federali e cantonali;

che l’unica norma che stabilisce i requisiti delle camere da affittare è l’art. 47r RLEsPubb, giusta il quale i vani devono avere una superficie di 8 mq per il primo letto ed altri 4 mq per ogni letto supplementare ed essere dotati di una vaschetta lavamani con acqua corrente calda e fredda;

che le camere dello stabile della ricorrente rispondono a questo requisito;

che nessuna disposizione di legge stabilisce che il mobilio debba essere privo di difetti, che le docce siano dotate di una ventilazione o che il tinteggio sia fresco;

che nemmeno l’autorità è in grado di indicare un’altra norma del diritto federale o cantonale che stabilisca ulteriori requisiti strutturali o d’esercizio, che le camere da locare a titolo professionale devono soddisfare per essere poste al beneficio di una patente d’esercizio pubblico secondo l’art. 5n LEsPubb;

che l'art. 41 RLEsPub attribuisce all'Ufficio dei permessi soltanto la competenza di verificare la rispondenza dei locali e delle attrezzature dell'esercizio ai requisiti igienici, previsti dalle normative federali e cantonali; non gli assegna anche il compito di stabilire secondo apprezzamento quali requisiti devono essere soddisfatti ai fini del rilascio della patente d'affittacamere;

che le finalità che hanno indotto il legislatore a reintrodurre l’obbligo della patente per questo genere d’attività non consentono all’autorità di stabilire a piacimento le condizioni che i locali devono soddisfare ogniqualvolta abbia il sospetto che in realtà l’affittacamere intenda realizzare un postribolo;

che, stando così le cose, il ricorso va accolto, annullando la decisione dell’UP e quella del Consiglio di Stato che la conferma siccome palesemente lesive del principio di legalità;

che dato l’esito si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia; le ripetibili sono invece a carico dello Stato secondo soccombenza;

per questi motivi,

visti gli art. 4, 5, 11 LEsPubb; 41, 47RLEsPub; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm;

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è accolto.

§. Di conseguenza:

1.1. la decisione 8 gennaio 2003 del Consiglio di Stato (n. 106) è annullata;

1.2. gli atti sono rinviati all’UP affinché rilasci all’insorgente la patente richiesta.

  1. Non si preleva tassa di giustizia. Lo Stato rifonderà all’insorgente fr. 1’000.- a titolo di ripetibili di entrambe le istanze.

  2. Intimazione a:

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Keywords

public licenselegality principleadministrative discretionhygiene requirementslodging houseprostitution suspicionpermit refusalparty costs

Extracted by Omnilex

Key legal question

Whether the refusal of the lodging-house license was lawful under the applicable public establishments rules.

Extracted holding

No. The cited defects did not correspond to any legal licensing requirement, and the authority could not add further requirements by discretion.

Extracted reasoning

Art. 5n LEsPubb and the implementing rules only impose the stated structural and hygienic requirements. The rooms met the explicit standard. Defects such as worn furniture, fresh paint, ventilation of showers, or a connecting door to the restaurant are not prescribed by law. The authority may verify compliance with hygienic rules, but may not set additional conditions based on a suspicion of prostitution.

Key legal question

Whether the challenged decision breached the legality principle.

Extracted holding

Yes. The refusal and the confirming cantonal decision were manifestly contrary to legality because they relied on extra-legal criteria.

Extracted reasoning

The purpose of the legislation does not authorize the administration to impose discretionary conditions whenever it suspects that the premises may be used as a brothel.

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