Standing to challenge a building permit under Art. 8 LE

52.2002.501Other CourtMay 21, 2003Dismissed

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Omnilex summary

The Ticino Administrative Court dismissed a neighbor’s appeal against a municipal building permit authorizing the installation of a toilet inside an artisan workshop outside the building zone. The court held that the appellant could not rely on his status as a citizen or municipal councillor, because popular action in building matters had been abolished. Nor did his ownership of a property 150–170 meters away establish a sufficiently direct and concrete interest, given the modest works and the absence of relevant impact on his land. Costs and party compensation were imposed on him.

Omnilex headnote

Art. 8 LE; standing to oppose a building permit requires a legitimate, direct, concrete and current interest, and actio popularis is excluded. Mere citizenship of the commune or municipal office does not confer locus standi. A neighboring landowner must show a particularized impact distinct from that of the general public; minor works and remote distance militate against standing, especially where no appreciable nuisance or legal prejudice to the property is shown. Costs follow the outcome under Art. 28 and 31 PAmm.

Full text

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.2002.501

Data decisione, Autorità: 21.05.2003, TRAM

Incarto n. 52.2002.501

Lugano 21 maggio 2003

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Werner Walser

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso 13 dicembre 2002 di


patrocinato da: avv. __________

contro

la decisione 26 novembre 2002 del Consiglio di Stato (n. 5702), che respinge l’impugnativa presentata dall’insorgente avverso la risoluzione 10 luglio 2002 con cui il municipio di __________ ha rilasciato a __________ la licenza edilizia per l’installazione di un servizio igienico all’interno del laboratorio artigianale al mapp. n. __________ RF;

viste le risposte:

19 dicembre 2002 del comune d’__________;

8 gennaio 2003 del Consiglio di Stato;

16 gennaio 2003 di __________;

28 gennaio 2003 di __________ e __________;

preso atto della replica 21 febbraio 2003 di __________ e delle dupliche:

12 marzo 2003 del comune d’__________;

12 marzo __________;

18 marzo 2003 del Consiglio di Stato;

31 marzo 2003 di __________ e __________;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

A. Il resistente __________ è locatario di un laboratorio artigianale per la lavorazione del granito (mapp. n. __________ RF), di proprietà di __________ e __________, situato ad __________ in località __________, fuori della zona edificabile, lungo la sponda destra del fiume Ticino.

Il 4 maggio 2002 __________ ha chiesto al municipio di Iragna il permesso d’installare all’interno dell'immobile un servizio igienico (m. 2.20 x 1) collegato ad un pozzo perdente da realizzare a lato dello stesso edificio.

Alla domanda si è opposto il ricorrente __________, proprietario di un edificio situato ad una distanza di 150 - 170 m verso N (part. n. __________ RF). Il ricorrente ha dedotto la legittimazione ad opporsi dalla sua qualità di cittadino e municipale del comune, appellandosi all’interesse di una corretta applicazione delle norme pianificatorie.

Raccolto il preavviso favorevole del Dipartimento del territorio, il 10 luglio 2002 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo l’opposizione del vicino qui ricorrente.

B Il provvedimento è stato confermato dal Consiglio di Stato, che con giudizio 26 novembre 2002 ha respinto l’impugnativa contro di esso inoltrata dall’opponente, negandogli la legittimazione attiva per mancanza di un interesse degno di protezione ai sensi dell’art. 8 LE.

C. Contro il predetto giudizio governativo il soccombente insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulando che venga annullato con rinvio degli atti al Consiglio di Stato affinché entri nel merito della vertenza.

Il ricorrente ricorda anzitutto che il Consiglio di Stato, in un precedente giudizio, gli aveva riconosciuto la legittimazione attiva a contestare la licenza edilizia rilasciata per la costruzione di due tettoie.

Avendogli il municipio riconosciuto la legittimazione ad opporsi alla domanda di costruzione, soggiunge, il Consiglio di Stato dovrebbe riconoscergli la qualità per impugnare la licenza edilizia.

Quale municipale avrebbe un interesse particolare all'applicazione corretta del diritto edilizio.

Il servizio igienico consoliderebbe infine l'attività molesta esercitata illegittimamente sul fondo.

D. Il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato, che non formula osservazioni, dal comune di __________, dall’opponente __________ e dai proprietari della particella dedotta in edificazione, i quali adducono argomenti che per quanto necessario verranno discussi nei seguenti considerandi.

Considerato, in diritto

  1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall’art. 21 LE. La legittimazione attiva dell’insorgente ad impugnare il giudizio con cui il Consiglio di Stato ha respinto il gravame inoltrato contro la licenza edilizia 10 luglio 2002 rilasciata dal municipio, è certa. Se il ricorrente fosse abilitato ad impugnare questo provvedimento è questione che verrà esaminata nel merito. Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.

Il giudizio può essere reso sulla base degli atti (art. 18 PAmm).

  1. Con la modifica dell'art. 8 LE entrata in vigore il 15 marzo 1995 l'actio popularis in materia edilizia è stata soppressa. Per opporsi ad una domanda di costruzione non è più sufficiente essere cittadini attivi del comune. A partire da quella data, ha diritto di opporsi ad una domanda di costruzione soltanto chi dimostra di essere portatore di un interesse legittimo. L'opponente deve quindi dimostrare di appartenere a quella limitata e qualificata cerchia di persone, la cui situazione appare collegata all'oggetto del provvedimento impugnato da un rapporto più stretto ed intenso di quello che intercorre fra lo stesso oggetto ed il resto della collettività. L'opponente deve inoltre essere portatore di un interesse diretto, concreto ed attuale a contestare il provvedimento per il pregiudizio effettivo che questo gli arreca. Tale interesse può essere giuridico o fattuale, di natura materiale o ideale.

Il ricorrente deve, in altri termini, dimostrare di essere toccato dalla decisione impugnata in misura più intensa di un qualsiasi terzo e deve trovarsi in un rapporto particolare, degno di considerazione con l'oggetto della lite. Deve inoltre rendere plausibile di ritrarre un vantaggio dall'accoglimento dell'impugnativa (DTF 117 Ib 164 consid. 1b; 229 consid. 3; 115 Ib 390 consid. 2b; STF 5 maggio 1993 in re B.; Adelio Scolari, Commentario, II ed., ad art. 21 LE n. 935).

  1. Nell’evenienza concreta, il ricorrente non può dedurre la legittimazione attiva dalla sua qualità di cittadino attivo e di municipale di __________. Ammettere il contrario significherebbe ammettere l'actio popularis. Irrilevante in proposito è il suo spiccato interesse alla legalità dell'amministrazione, che l'ha portato a più riprese a comparire davanti a questo tribunale in veste di defensor civitatis. Né può rivendicare la qualità per agire in giudizio prevalendosi del fatto che il municipio gli ha riconosciuto, a torto, la legittimazione ad opporsi alla domanda di costruzione.

La potestà ricorsuale non può discendere nemmeno dal fatto che il ricorrente è proprietario di un fondo edificato (part. n. __________ RF). La modesta entità dell'intervento e le insignificanti ripercussioni ambientali che ne derivano, raffrontate alla notevole distanza (150-170 m) che separa i due fondi, non permettono di includere l'insorgente in quella limitata e qualificata cerchia di persone, la cui situazione risulta legata all'oggetto della controversa licenza da un rapporto più stretto ed intenso di quello che intercorre fra il servizio igienico in contestazione ed il resto della collettività. La dispersione delle acque luride nel sottosuolo non può arrecare alcun inconveniente alla sua proprietà già perché quest'ultima è situata a monte del laboratorio del resistente. Il servizio igienico, d'altro canto, non facilita, né consolida l'attività di estrazione e di lavorazione del granito.

L'interesse del ricorrente non si distingue da quello di un qualsiasi altro cittadino di Iragna. Da un eventuale esito positivo della vertenza il ricorrente non trarrebbe un vantaggio diverso dall'interesse che qualsiasi altro cittadino può avere per la legalità dell'amministrazione.

  1. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso deve essere respinto. La tassa di giustizia e le ripetibili sono poste a carico del ricorrente secondo soccombenza (art. 28 e 31 PAmm).

Per questi motivi,

visti gli art. 8, 21 LE; 3, 18, 28, 31, 43, 60, 61 PAmm;

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è respinto.

  2. La tassa di giustizia di fr. 1'000.-- è posta a carico del ricorrente, il quale rifonderà al resistente __________ fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili.

  3. Intimazione a:


Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Keywords

standingbuilding permitneighbor oppositionplanning lawpublic interestcosts

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Key legal question

Whether the appellant had standing to challenge the building permit under Art. 8 LE.

Extracted holding

He lacked standing because he was only a citizen/municipal councillor and, as a nearby landowner, was not affected in a sufficiently direct, concrete and current way.

Extracted reasoning

The 1995 amendment abolished popular action in building matters. A complainant must show a legitimate, direct and special interest. The appellant's distance from the site, the minor nature of the works, and the lack of a specific impact on his property meant his interest was no different from that of the general public.

Key legal question

How costs should be allocated.

Extracted holding

Court costs and party compensation were charged to the appellant as the losing party.

Extracted reasoning

Under the applicable procedural rules, the unsuccessful appellant bears the justice fee and must reimburse the respondent for costs.

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