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Numero d'incarto:
52.2002.491
Data decisione, Autorità:
03.09.2003, TRAM
Incarto n.
52.2002.491
Lugano
3 settembre 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Stefano Bernasconi e Matteo Cassina
segretario:
Thierry Romanzini, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 10 dicembre 2002 di
__________, __________,
patrocinata dall'avv. __________, __________,
contro
la risoluzione 20 novembre 2002 (n. 5570) del
Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
avverso la decisione 27 settembre 2002 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione
dei permessi e dell'immigrazione, in materia di rinnovo di un permesso di dimora;
viste le risposte:
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Il 28
dicembre 1998 la cittadina dominicana __________ (1956) si è sposata nel
proprio Paese d'origine con __________ (1927), di nazionalità elvetica. Essa è
madre di quattro figli, residenti in Patria.
Il 18
luglio 1999 l'insorgente è entrata in Svizzera per vivere insieme al marito,
ottenendo per tale motivo un permesso di dimora annuale. Dopo essere stata
ricoverata all'ospedale ed essersi successivamente sistemata presso la Casa
della Giovane all'insaputa del consorte, il 10 agosto 1999 è rientrata nella
Repubblica Dominicana.
B. Il 22
settembre 1999 ____________________ ha chiesto alla Sezione dei permessi e
dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni, per il tramite del
Consolato generale della Confederazione Svizzera a Santo Domingo,
l'autorizzazione a rientrare nel nostro Paese.
Con
giudizio 17 dicembre 1999 il dipartimento ha respinto la domanda, adducendo che
l'interessata non voleva in realtà vivere insieme al marito: lo dimostrava il
suo comportamento durante il suo precedente soggiorno nel nostro Paese.
C. a) Il 12
aprile 2000 la ricorrente ha chiesto nuovamente di rientrare in Svizzera. Visto
che __________ aveva fornito all'autorità garanzie in merito alla propria
situazione personale ed economica, il 15 luglio 2000 __________ è stata
autorizzata a soggiornare nel nostro Paese, ottenendo un nuovo permesso di
dimora annuale, in seguito rinnovato fino al 14 luglio 2002.
b)
Durante i periodi 9 gennaio-1° marzo 2001, 24 luglio-4 settembre 2001 e 10 dicembre
2001-18 gennaio 2002, l'insorgente ha soggiornato nella Repubblica Dominicana.
Il 1°
marzo 2002 ha lasciato l'appartamento coniugale. Con decreto supercautelare 7
marzo 2002, inaudita parte, il Segretario assessore della Pretura di __________
l'ha autorizzata a vivere separata, vietando al marito di recarsi
nell'abitazione della moglie, di proferire minacce nonché di compiere altre
azioni intimidatorie e di disturbo verso la stessa.
Il 13
giugno 2002 __________ ha notificato al dipartimento il cambiamento d'indirizzo.
c) Su
richiesta della Sezione dei permessi e dell'immigrazione, la Polizia cantonale
ha interrogato separatamente la ricorrente ed il marito al fine di accertare la
loro situazione matrimoniale. Il 25 giugno 2002 __________ ha dichiarato alla
polizia, tra l'altro, di essersi sposata con __________ pochi giorni dopo
averlo conosciuto e di aver accettato di vivere insieme a lui allo scopo di lavorare
in Svizzera e mantenere i suoi 4 figli residenti nel proprio Paese d'origine.
Dal canto suo, il 26 giugno 2002 __________ ha affermato di essersi recato
nella Repubblica Dominicana al fine di sposarsi con un'altra donna del posto,
la quale si era rifiutata. Egli ne ha allora cercata un'altra per lo stesso
scopo, trovandola nella ricorrente. Ha pure affermato di non conoscere dove sua
moglie soggiornasse né dove lavorasse e di non essere nemmeno interessato a saperlo.
Il 25
settembre 2002, la ricorrente ha chiesto il rinnovo del proprio permesso di dimora,
escludendo una riconciliazione con il marito.
D. a) Il 27
settembre 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha deciso di non
rinnovare il permesso di dimora a __________, rilevando che la stessa aveva
ottenuto l'autorizzazione di soggiorno a seguito del matrimonio con un
cittadino elvetico e che, dopo una breve convivenza, ne aveva chiesto lo
scioglimento. Ha poi ritenuto che non vi fossero elementi atti a far credere
che i coniugi volessero riprendere la vita in comune.
La
decisione è stata resa sulla base degli art. 4, 7, 12, 16 LDDS e 8 ODDS.
b) Il 7
novembre 2002, nell'ambito della procedura per le misure protettrici dell'unione
coniugale, il marito della ricorrente ha dichiarato di essere disposto a
riprendere la convivenza.
E. Con
giudizio 20 novembre 2002, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione
dipartimentale, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da
__________.
Dopo aver
lasciato indeciso se i coniugi avessero contratto un matrimonio fittizio
nonostante diversi indizi in tal senso, il Governo ha rilevato che, in ogni
caso, non sussisteva più tra di essi un legame sentimentale, ritenuto che non
erano seriamente intenzionati a riprendere la vita in comune. Ha quindi
considerato manifestamente abusivo, da parte dell'insorgente, appellarsi al connubio
per ottenere il rinnovo del permesso di dimora.
L'Esecutivo
cantonale ha inoltre rilevato che l'interessata non poteva invocare la protezione
sancita dall'art. 8 CEDU, in quanto la relazione coniugale non era più intatta.
Ha poi ritenuto esigibile il suo rientro nella Repubblica Dominicana, dove era
nata e cresciuta e vivono i suoi figli.
Infine,
ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria, già per il fatto che l'interessata
non si trovava in uno stato di indigenza.
F. Contro la
predetta pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rinnovo del permesso
di dimora. Chiede inoltre di concedere effetto sospensivo al gravame.
Contesta
di aver contratto matrimonio fittizio e di invocare il vincolo matrimoniale in
maniera manifestamente abusiva. Sottolinea di essersi limitata a chiedere le
misure protettrici dell'unione coniugale in attesa che venisse ricomposta la
comunione domestica, adducendo che anche lo straniero residente in Svizzera ha
diritto di ricorrere a tali misure cautelari senza dover correre il rischio di
essere espulso. Sostiene che il marito la maltrattava.
Anche in
questa sede postula la concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito
patrocinio, adducendo che le sue condizioni finanziarie non le permettono di
far fronte alle spese causate dalla presente vertenza.
G. All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, con argomenti di cui si dirà, se
necessario, in seguito.
Anche il
Dipartimento delle istituzioni propone di respingere il gravame, senza formulare
osservazioni.
H. Il 24
gennaio 2003, la ricorrente ha versato agli atti un contratto di locazione sottoscritto
con il marito per un appartamento di 3½ locali a __________, con effetto dal 1°
febbraio 2003.
Considerato, in
diritto
- 1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato (art. 3 PAmm) è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono
essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
(art. 10 lett. a LALPS).
1.2.
Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in ambito di polizia degli stranieri
il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile
contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione
federale non conferisce un diritto.
L'art. 4
LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle
disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla
concessione del permesso di dimora o di domicilio.
Lo straniero
ha quindi un diritto all'ottenimento di siffatto permesso solo laddove tale
pretesa si fonda su una disposizione particolare del diritto federale o un
trattato internazionale (DTF 127 II 60 consid. 1a, 126 II 425 consid. 1 con rinvii).
1.3. Non
esiste alcun trattato tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Dominicana
dal quale potrebbe scaturire un diritto al rinnovo del permesso di dimora in
favore dell'insorgente.
1.4.
Giusta l'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, il coniuge straniero di un cittadino
svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga di un permesso di dimora. Ai
fini dell'applicazione della suddetta norma, è determinante unicamente
l'esistenza di un vincolo matrimoniale giuridicamente valido (DTF 119 Ib 417 e
segg., consid. 2c).
In
concreto, l'interessata è sposata con il cittadino elvetico __________. Di conseguenza
essa ha, in linea di principio, diritto al rinnovo del permesso di soggiorno.
Pertanto, essendo la decisione impugnata suscettibile di essere dedotta davanti
all'alta Corte federale mediante un ricorso di diritto amministrativo, si deve
concludere che la competenza di questo Tribunale a statuire sull'impugnativa
inoltrata da __________ è data. Se il rinnovo del permesso in oggetto possa
esserle rifiutato è una questione di merito.
1.5. Il
gravame in oggetto, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una
persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto
ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
- In
concreto, il Consiglio di Stato ha fondato il proprio giudizio argomentando
che, invocando il vincolo coniugale esistente solo formalmente, la ricorrente
commetteva un abuso manifesto del diritto. Ha invece lasciato aperto il quesito
a sapere se i coniugi __________ avessero contratto matrimonio fittizio.
In questo
senso, giova ricordare che il Tribunale cantonale amministrativo è chiamato ad
applicare il diritto d'ufficio e non è pertanto vincolato dai motivi invocati
dalle parti (Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, n. 1
ad art. 63).
- 3.1.
L'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS dispone che il coniuge straniero di un
cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di
dimora. Questo diritto - soggiunge il cpv. 2 della medesima norma - non
sussiste se il matrimonio è stato contratto per eludere le prescrizioni in
materia di dimora e domicilio degli stranieri, segnatamente quelle sulla
limitazione del loro effettivo.
3.2.
Sapere se le nozze sono state celebrate per eludere le prescrizioni in materia
di dimora e domicilio degli stranieri può essere risolto sulla base di seri
indizi. E' considerato tale il fatto che nei confronti dello straniero sia
stato pronunciato l'allontanamento dalla Svizzera in conseguenza del mancato
rinnovo del suo permesso di dimora o della reiezione di una sua domanda di
asilo. Le circostanze in cui si sono conosciuti i coniugi, la breve durata
della relazione prematrimoniale nonché l'assenza o quasi di una reale comunione
domestica, possono configurare ulteriori indizi atti a ritenere che gli
interessati non abbiano avuto la volontà di costituire un'autentica unione
coniugale (DTF 122 II 295).
3.3. Per
costante giurisprudenza, vi è abuso di diritto laddove un determinato istituto
giuridico è invocato per realizzare interessi che il medesimo istituto non si
prefigge di tutelare (DTF 121 I 367, consid. 3b). In relazione all'art. 7 LDDS,
ciò è il caso allorquando il coniuge straniero di un cittadino svizzero si richiama
ad un matrimonio che sussiste solo a livello formale, unicamente per ottenere
il rilascio o il rinnovo di un permesso di soggiorno: un simile scopo non
risulta in effetti tra quelli tutelati dalla norma in questione (DTF 128 II
145, consid. 2.2.).
- 4.1. Ferme
queste premesse, interrogata il 25 giugno 2002 dalla Polizia cantonale in
merito alla propria relazione matrimoniale con __________, la ricorrente ha -
tra l'altro - dichiarato:
"Fino all'anno
1998 ero residente a __________ (Rep. Dominicana). Non sono mai stata
sposata e sono madre di quattro figli. Vivevo con i miei figli ed un
fratello. Nell'estate 1998 a __________ (Rep. Dominicana), io lavoravo
come cuoca presso il ristorante __________ a __________. In questa circostanza
ho fatto la conoscenza del cittadino svizzero __________, 1927
domiciliato a quel tempo in __________ a __________. Mi è stato presentato dal
suo accompagnatore e amico __________. Quest'ultimo l'avevo già visto
altre volte a __________. Devo dire che a parlare con me, più che altro era il
__________ e non il __________. Il __________ mi diceva che l'amico
__________ vive da solo a __________, e mi ha chiesto se ero disposta a venire
in Svizzera per fargli compagnia ed assisterlo. Quest'ultimo, con sé aveva già
tutti i documenti necessari, per subito sposarsi con me. Rito avvenuto il 28
dicembre 1998 a __________ (Rep. Dominicana). Preciso il testimone del
__________ era il suo amico __________ mentre la mia testimone era una mia
conoscente connazionale".
(verbale d'interrogatorio,
pagg. 1 e 2).
La
ricorrente ha inoltre soggiunto:
"Ammetto che
ho accettato di sposarlo e vivere con lui ed accudirlo e fargli compagnia
come lui desiderava, in quanto lui mi aveva promesso che avrei potuto lavorare
(lavoro normale-escluso categoricamente la prostituzione) e guadagnare dei
soldi per il mio sostentamento, come mandare dei soldi a __________, ai miei
figli per sfamarli. Preciso, uno dei figli è gravemente ammalato
(schizofrenico) ed è obbligato a prendere dei medicamenti, costosi, tutti i
giorni.
Queste erano
le mie intenzioni, pensando di poter avere una vita migliore, ed indirettamente
i miei quattro figli rimasti a __________.
Ho accettato di
sposare __________, principalmente per le promesse che mi aveva fatto,
di poter vivere meglio e sostenere la mia famiglia in patria, in compenso
fargli compagnia ed accudirlo, vista la sua età (75 anni). Da parte mia, posso
dire che lui mi faceva tenerezza e potevo anche volergli bene, naturalmente
vivendo in altre condizioni. Il matrimonio era impostato su questi binari,
senza pretese di rapporti sessuali o parlando di amore.
Quando l'ho
conosciuto a __________, per poco tempo, mi aveva fatto una buona impressione,
anzi mi faceva compassione e volevo aiutarlo. Solamente quando sono giunta a
__________, ho conosciuto una realtà ben differente ed il vero __________,
fra l'altro conosciuto negativamente da tutte le autorità comunali e cantonali.
Inutile dire che
mio marito è pensionato e percepisce fr. 2'200.– dall'AVS e la complementare. A
me personalmente non mi ha mai dato un centesimo".
(verbale
d'interrogatorio, pagg. 3 e 4)
4.2.
Orbene, alla luce di queste chiare ed inequivocabili affermazioni, che non sono
state smentite in sede di ricorso, si deve dunque ammettere che l'insorgente ha
contratto un matrimonio di convenienza con __________.
La
mancanza di un permesso di soggiorno per risiedere stabilmente in Svizzera, la
breve conoscenza prima del matrimonio, la differenza di età dei coniugi (29
anni), nonché l'assenza di vita in comune e la celerità della celebrazione
delle nozze con tutti i documenti del marito necessari a tale scopo già pronti
al momento della loro conoscenza, non fanno altro che dimostrare tale conclusione.
Inoltre
dagli atti emerge come il marito dell'insorgente non fosse nemmeno a conoscenza
che sua moglie era madre di quattro figli; lo ha infatti saputo soltanto dopo
il matrimonio, per di più dal servizio psico-sociale (verbale d'interrogatorio
26 giugno 2002 di __________, pag. 3 in alto).
4.3.
Visto che il matrimonio è di natura fittizia, non porta a diversa conclusione
il fatto che il 15 luglio 2000, dopo un primo soggiorno dal 18 luglio al 10
agosto 1999, __________ è stata nuovamente autorizzata dal dipartimento a
risiedere nel nostro Paese. A tale proposito va rammentato che secondo costante
prassi del Tribunale federale, il fatto che i coniugi abbiano convissuto
durante un determinato periodo non è decisivo per confutare l'esistenza di un
matrimonio fittizio (DTF 122 II 295). Tanto più che l'esistenza del matrimonio
volto a eludere le prescrizioni in materia di dimora e domicilio degli
stranieri è emersa soltanto il 25 giugno 2002 con le dichiarazioni che la
ricorrente aveva rilasciato alla polizia.
Va
inoltre rilevato che i coniugi hanno vissuto a diverse riprese separati anche
in seguito, precisamente durante i periodi 9 gennaio-1° marzo 2001, 24 luglio-4
settembre 2001 e 10 dicembre 2001-18 gennaio 2002, quando la ricorrente ha soggiornato
nella Repubblica Dominicana. Di conseguenza, il fatto che essi avrebbero
attualmente ricomposto la comunione domestica cessata il 1° marzo 2002, senza
peraltro ulteriori riscontri in tal senso, non è dunque di rilievo per il
giudizio.
Tanto
meno i motivi che hanno condotto alla separazione.
-
Infine,
l'interessata ha ottenuto un permesso di dimora al fine di vivere con il marito
e non per altri motivi. Il fatto che essa fosse stata autorizzata a svolgere
un'attività lucrativa in Svizzera è infatti soltanto una conseguenza
dell’unione coniugale e non costituisce lo scopo della sua dimora e quindi non
è qui determinante.
-
Per quanto
precede, la ricorrente non potrebbe dunque prevalersi nemmeno di una vita
famigliare intatta e vissuta ai sensi dell'art. 8 CEDU, al fine di ottenere il
rinnovo di un permesso di dimora in base a questo disposto.
-
non invoca nemmeno l'impossibilità di un suo rientro in Patria, dove risiedeva
prima di entrare in Svizzera e dove peraltro vivono i suoi quattro figli nati
da precedenti relazioni.
- Seppur per
motivi parzialmente diversi da quelli posti a fondamento della decisione
impugnata, il ricorso dev'essere respinto senza che necessiti ulteriore
disamina.
Con
l'emanazione del presente giudizio, la domanda di concessione dell'effetto sospensivo
all'impugnativa diviene priva di oggetto.
La
domanda di concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio va
respinta, già per il fatto che il gravame era destinato all'insuccesso sin
dall'inizio (art. 14 Lag).
La tassa
di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).
Per questi motivi,
visti gli art. 1, 4, 7 LDDS; 16 ODDS; 8 CEDU; 100 cpv.
1 lett. b n. 3 OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 31, 43, 46, 47, 60, 61 PAmm; la
Lag;
dichiara
e pronuncia:
- Il ricorso
è respinto.
§. Di conseguenza, __________ (1956), cittadina
dominicana, è tenuta a lasciare il territorio cantonale entro il 30.10.2003 notificandone
la partenza al competente ufficio regionale degli stranieri.
-
La domanda
di concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio è
respinta.
-
La tassa di
giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.–, sono a carico della ricorrente.
-
Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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