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Numero d'incarto:
52.2001.351
Data decisione, Autorità:
07.01.2002, TRAM
Incarto n.
52.2001.00351
Lugano
7 gennaio
2002
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 2 ottobre 2001 della
contro
la risoluzione 11 settembre 2001 (n. 4317) del
Consiglio di Stato, che respinge le impugnative presentate dall'insorgente
avverso le decisioni 12 luglio 2001 con cui il Dipartimento delle istituzioni
(Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Ufficio dei permessi) ha escluso
una terrazza coperta (veranda) dalla patente d'esercizio pubblico e dalla
relativa autorizzazione a gestire __________ a __________;
viste le risposte:
-
16 ottobre 2001 del
Consiglio di Stato,
-
18 ottobre 2001 del
Dipartimento delle istituzioni,
-
31 ottobre 2001 del
municipio di __________;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Con
decisione 14 luglio 1995 il municipio di __________ ha rilasciato alla
__________ una licenza edilizia per demolire e ricostruire uno stabile
destinato ad osteria senza alloggio (cat. B2) nella frazione di __________,
fuori della zona edificabile (part. n. __________, __________, __________ e
__________ RF). Con lo stesso provvedimento, l'autorità comunale ha negato alla
predetta società il permesso di costruire una veranda coperta con pergolato sul
terreno dirimpetto (part. n. __________ e __________), ordinandole di cessare
l'attività avviata nel manufatto che era stato nel frattempo realizzato abusivamente.
Il diniego dell'autorizzazione è stato
confermato dal Consiglio di Stato con giudizio 6 agosto 1996. L'ordine di
cessare l'attività abusiva, parimenti confermato, è rimasto lettera morta.
B. Un paio
d'anni fa, la , subentrata alla __________ ha trasformato l'esercizio
pubblico in un albergo (). Conseguentemente, ha chiesto all'Ufficio
dei permessi (UP) del Dipartimento delle istituzioni di rilasciarle la relativa
patente d’esercizio pubblico (cat. A1) e l'autorizzazione a gestirlo.
Con risoluzioni 12 luglio 2001 l'autorità
cantonale le ha accordato le autorizzazioni richieste, escludendo tuttavia "la
terrazza con pergolato e pavimento in piastrelle (veranda)", di cui ha
vietato l'ulteriore utilizzazione.
C. Con
giudizio l'11 settembre 2001 il Consiglio di Stato ha confermato le decisioni
dell'UP, respingendo i ricorsi contro di esse inoltrati dalla __________, che
chiedeva di estendere la patente alla veranda, e del municipio di Intragna, che
postulava invece la chiusura dell'esercizio pubblico.
In merito alle impugnative della __________
il Governo ha ritenuto che la veranda non adempisse i requisiti costruttivi
posti dall'art. 11 LEsPub, perché non aveva mai ottenuto la licenza edilizia.
Il fatto che il municipio ne avesse tollerato l'utilizzazione durante otto anni
non permetterebbe al ricorrente di conseguire il permesso mancante
richiamandosi al principio della buona fede.
D. Contro il
predetto giudizio governativo, la __________ si aggrava ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento nella misura in cui esclude
la veranda dalla patente e ne conferma il divieto d'uso.
In sostanza, l'insorgente critica
l'Esecutivo cantonale per non aver assunto diversi mezzi di prova che aveva
notificato (testi, sopralluogo). Invoca inoltre il principio della buona fede
asserendo di aver utilizzato la controversa costruzione durante otto anni con
il benestare delle autorità comunali.
E. All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che non formula particolari
osservazioni.
Ad identica conclusione pervengono sia il
municipio, sia il dipartimento, che contestano in dettaglio le tesi della
ricorrente con argomenti di cui semmai si dirà qui appresso.
Considerato, in
diritto
-
La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 72 LEsPub.
Certa è la legittimazione attiva della ricorrente, direttamente e personalmente
toccata dal giudizio impugnato (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 46
cpv. 1 PAmm), è dunque ricevibile in ordine. Il giudizio può essere reso sulla
base sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
-
La patente
d'esercizio pubblico è una decisione amministrativa, mediante la quale
l'autorità accerta che un determinato immobile è idoneo all'apertura ed alla
gestione di un certo tipo d'esercizio pubblico (art. 4 LEsPub). Essa è
rilasciata dal Dipartimento delle istituzioni, sentito l'avviso del municipio,
che è chiamato a pronunciarsi, a titolo meramente consultivo, sulla conformità
dell'esercizio pubblico con le disposizioni della LEs-Pub (art. 10
LEsPub).
I locali e le attrezzature dell'esercizio
pubblico, dispone l'art. 11 LEsPub, devono soddisfare i requisiti costruttivi,
igienici, ambientali e di sicurezza previsti dalle norme federali e cantonali.
Questa norma riprende in sostanza l'art. 14
LEsPub 1967, che subordinava il rilascio della patente all'ossequio dei "requisiti
igienici previsti dalle vigenti leggi o ordinanze federali e cantonali".
La portata di queste disposizioni non è di immediata comprensione. I materiali
legislativi sono silenti al riguardo. È comunque certo che l'art. 14 LEsPub
1967 non subordinava la patente d'esercizio pubblico al conseguimento della
licenza edilizia. Un simile vincolo avrebbe dovuto essere meglio e più chiaramente
esplicitato. Al generico obbligo di "presentare i requisiti igienici
previsti dalle vigenti leggi o ordinanze federali e cantonali",
sancito dalla norma in questione, non può essere attribuito il significato di
una condizione intesa a subordinare il rilascio della patente al preventivo
conseguimento della licenza edilizia.
Riallacciandosi a tale norma, l'art. 11
LEsPub 1994 ha disposto che i locali e le attrezzature dell'esercizio pubblico,
oltre che rispondere ai requisiti igienici, devono soddisfare anche quelli costruttivi,
ambientali e di sicurezza. L'estensione della norma non ha sostanzialmente
modificato l'ordinamento previgente, assoggettando il rilascio della patente
all'ottenimento della licenza edilizia. Dai materiali legislativi non è
desumibile alcuna indicazione attestante la volontà del legislatore di far
dipendere il rilascio della patente d'esercizio pubblico dal permesso di
costruzione. Se ne deve quindi dedurre che nemmeno l'art. 11 LEsPub 1994
subordini la concessione al possesso della licenza edilizia. Ad accreditare
questa deduzione stanno le disposizioni del regolamento concernente i requisiti
strutturali e igienici degli esercizi pubblici del 7 febbraio 1998,
recentemente integrate nel RLEs-Pub (art. 47a - t; BU 2001, 373): disposizioni,
queste, che non avrebbero ragione d'essere se tali requisiti fossero quelli
posti dalla legislazione edilizia ed ambientale.
- In
concreto, il Consiglio di Stato ha fondato il proprio giudizio sull'art. 11
LesPub, ritenendo, in sostanza, che la mancanza della licenza edilizia per la
veranda non permettesse di rilasciare alla ricorrente la patente d'esercizio
pubblico e la relativa autorizzazione a gestire per questi spazi.
A torto.
La patente presenta invero analogie con il
permesso di costruzione, visto che anche l'UP, per autorizzare l'apertura di un
esercizio pubblico, deve accertare l'idoneità dell'immobile in cui si insedia
(art. 4 cpv. 1 LEsPub), verificando in particolare che i locali e le
attrezzature soddisfino i requisiti costruttivi, igienici e di sicurezza
previsti dalle norme federali e cantonali (art. 11 LEsPub).
Per i motivi esposti al precedente
considerando il suo rilascio è tuttavia indipendente dal permesso di
costruzione.
La decisione 14 luglio 1995 con cui il
municipio si è rifiutato di rilasciare alla __________ la licenza edilizia per
la veranda non permette quindi all'UP di negare la patente d'esercizio pubblico
per questa infrastruttura. Fondandosi su motivi riconducibili alle esigenze
poste dalla legislazione applicabile in materia di polizia delle costruzioni,
anziché a quelle sancite dalla legislazione sugli esercizi pubblici, il rifiuto
di estendere alla veranda la patente d'esercizio pubblico e l'autorizzazione a
gestire l'albergo non può essere confermato.
- Seppur per
motivi diversi da quelli invocati dalla ricorrente, il ricorso va accolto, annullando
le controverse decisioni dell'UP e la risoluzione governativa che le tutela, siccome
lesive del diritto. Gli atti vanno rinviati all'UP, affinché verifichi se la
veranda ossequia i requisiti posti da capitolo IV del RLEsPub ed estenda in
caso affermativo la patente d'esercizio pubblico e l'autorizzazione a gestire
anche a questo manufatto.
Resta ovviamente impregiudicato il diritto
del municipio di adottare quei provvedimenti di ripristino che le costruzioni
abusive, in particolare quelle realizzate fuori della zona edificabile, ineluttabilmente
richiamano.
- Dato
l'esito, non si prelevano né spese, né tassa di giustizia.
Non essendo la ricorrente patrocinata da un
avvocato iscritto all'albo, non si assegnano ripetibili
Per questi motivi,
visti gli art. 1, 3, 4, 10, 11, 72 LEsPub; 3, 18, 28,
60, 61, 65 PAmm;
dichiara
e pronuncia:
- Il ricorso
è accolto.
§. Di conseguenza sono annullate:
1.1. la risoluzione 11
settembre 2001 (n. 4317) del Consiglio di Stato;
1.2. le decisioni 12
luglio 2001 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei permessi e
dell'immigrazione, Ufficio dei permessi, nella misura in cui si riferiscono
alla terrazza con pergolato e pavimento in piastrelle (veranda).
-
Gli atti
sono rinviati all'UP affinché proceda come al considerando 4.
-
Non si
prelevano né tasse né spese di giustizia.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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