Denial of justice in pawnshop authorization proceedings

52.2001.15Other CourtMar 12, 2001Granted

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Omnilex summary

Three applicants challenged the Department of Institutions, Division of Justice, for failing to decide their application for authorization to open a pawnshop. The Department had suspended the matter while considering stricter future rules. The administrative court held that the applicants could complain of denial of justice, but their request that the court itself order the authorization was inadmissible. It found an unlawful delay because the authority had to decide on the application under the existing regulations and could not wait for legislative change. The appeal was therefore upheld and the case remitted for immediate decision; no court fees were charged, and the State had to pay CHF 500 in costs.

Omnilex headnote

Art. 29 cpv. 1 Cost.; art. 45 PAmm; denial of justice by excessive delay. A competent administrative authority violates the prohibition of denial and delay of justice when, without objective justification, it postpones a decision beyond the normal limits required by the circumstances, in particular by awaiting a possible future legal amendment. Where the authority’s task is confined to verifying whether the statutory prerequisites are met, it must decide by granting or refusing the application; the reviewing court may uphold a denial-of-justice complaint and remit the file for immediate determination, but it may not substitute itself for the authority and grant the substantive authorization (consid. 2-4).

Full text

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.2001.15

Data decisione, Autorità: 12.03.2001, TRAM

Incarto n. 52.2001.00015

Lugano 12 marzo 2001

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

segretaria:

Lorenza Ponti Broggini, vicecancelliera

statuendo sul ricorso 15 gennaio 2001 di




patr. da: avv. __________

contro

l'inattività del Dipartimento delle istituzioni, Divisione della giustizia, nella procedura di rilascio dell'autorizzazione per l'apertura di un istituto di prestito su pegno;

vista la risposta 6 febbraio 2001 del Dipartimento delle istituzioni, Divisione della giustizia;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

che il 3 agosto 2000 __________ e __________, quali rappresentanti della __________, hanno inoltrato un'istanza volta al rilascio dell'autorizzazione per l'esercizio dell'attività di prestito su pegno corredata della relativa documentazione, poi completata il 24 agosto 2000;

che con scritto 4 ottobre 2000 la Divisione della giustizia ha comunicato che __________ adempiva i requisiti legali, mentre per __________ erano necessarie ulteriori informazioni;

che, forniti i ragguagli richiesti, il 3 novembre 2000 i ricorrenti hanno sollecitato l'evasione dell'istanza;

che il 6 novembre 2000 la Divisione della giustizia ha informato i richiedenti che a livello dipartimentale era in corso un riesame della problematica inerente gli istituti di prestito a pegno in Ticino, per cui una decisione non sarebbe stata presa prima della fine di quel mese;

che il 18 dicembre l'autorità dipartimentale ha comunicato loro di essersi chinata sulla problematica e "sull'opportunità di apertura di nuovi istituti accanto ai due già esistenti in Ticino. Allo stadio attuale dell'analisi non sono ancora emersi elementi sufficienti che permettono di anticipare gli orientamenti definitivi. L'istanza della sua cliente rimane quindi sospesa fintanto che saranno adottate le nuove disposizioni in materia";

che con ricorso 15 gennaio 2001 __________, __________ e la __________ sono insorti davanti al Tribunale cantonale amministrativo per denegata giustizia; ritenuto inoltre che i presupposti per il rilascio dell'autorizzazione postulata sarebbero adempiuti, essi chiedono che questo Tribunale ordini al Dipartimento di procedere in tal senso;

che la Divisione della giustizia ha precisato di non aver ancora evaso l'istanza in quanto è sua intenzione sottoporre al Consiglio di Stato una modifica del Regolamento cantonale sul prestito a pegno del 30 giugno 1994, al fine di disciplinare con maggior rigore questa attività; una decisione dovrebbe essere pronunciata entro un mese;

che con scritto 9 febbraio 2001 gli insorgenti si sono opposti alla sospensione dell'impugnativa.

Considerato, in diritto

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire contro le decisioni del Consiglio di Stato o del Dipartimento competente in materia di prestito a pegno è data dall'art. 187a LAC;

che la legittimazione attiva degli insorgenti è certa (art. 43 PAmm);

che la richiesta degli interessati di ordinare all'autorità dipartimentale di rilasciare loro l'auspicata autorizzazione va nondimeno dichiarata irricevibile, esulando dalle facoltà conferite a questo tribunale (cfr. art. 65 PAmm); a maggior ragione nell'ambito di un ricorso per denegata giustizia;

che, giusta l'art. 45 PAmm, l'autorità di ricorso può essere adita in ogni stadio della procedura per denegata o ritardata giustizia;

che, entro questi limiti il gravame è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm);

che l'autorità amministrativa o giudiziaria viola l'art. 29 cpv. 1 Cost. (art. 4 vCost.) allorché, pur essendo competente in materia, rifiuta, omette o ritarda eccessivamente senza giusto motivo il compimento di determinati atti che le sono richiesti;

che siffatta violazione è data quando il ritardo frapposto nell'evasione della pratica travalica i limiti normali posti dalle esigenze amministrative; limiti che dipendono dalle circostanze concrete, segnatamente dai bisogni dell'istruttoria e dalla complessità delle questioni di fatto e di diritto poste a giudizio (Borghi / Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, n. 2 seg. ad art. 45);

che, nell'evenienza concreta, l'autorità dipartimentale deve limitarsi a verificare se i presupposti per la concessione dell'autorizzazione per l'apertura di un istituto di prestito su pegno ai sensi del Regolamento sul prestito a pegno sono adempiuti;

che una volta accertato tale aspetto, essa è tenuta a decidere, accogliendo o respingendo l'istanza;

che essa non può procristinare l'evasione della pratica in attesa di una modifica legislativa che le consenta di respingerla;

che, stando così le cose l'impugnativa va accolta e gli atti ritornati alla Divisione della giustizia, affinché proceda indilatamente all'esame della richiesta;

che visto l'esito dell'impugnativa non si prelevano tassa di giustizia o spese (art. 28 PAmm); lo Stato del canton Ticino rifonderà ai ricorrenti un'indennità a titolo di ripetibili (art. 31 PAmm).

Per questi motivi,

visti gli art. 29 cpv. 1 Cost; 187a LAC; 1, 3, 18, 28, 31, 45, 60, 61 PAmm;

dichiara e pronuncia:

  1. In quanto ricevibile, il ricorso è accolto.

§. Di conseguenza gli atti sono ritornati al Dipartimento delle istituzioni, Divisione della giustizia, affinché evada indilatamente l'istanza 2 agosto 2000 di __________ e __________, quali rappresentanti della __________.

  1. Non si prelevano né tassa di giustizia né spese. Lo Stato del canton Ticino rifonderà ai ricorrenti la somma di

fr. 500.-- a titolo di ripetibili.

  1. Intimazione a:

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Keywords

denial of justiceexcessive delayadministrative discretionpawnshop authorizationremandcourt costs

Extracted by Omnilex

Key legal question

Whether the administrative court could order the Department to grant the pawnshop authorization

Extracted holding

No; that request was inadmissible because the court lacked power to substitute itself for the administrative authority and order the authorization, especially in a denial-of-justice appeal.

Extracted reasoning

The court's review was limited to the denial or delay claim; once admissible, it could only remit the file for prompt decision, not decide the merits of the authorization itself.

Key legal question

Whether the Department committed a denial of justice by suspending the application pending legislative reform

Extracted holding

Yes; the Department unlawfully delayed the case by waiting for future regulatory amendments instead of deciding whether the legal requirements were already met.

Extracted reasoning

A competent authority violates the constitutional ban on excessive delay when it postpones a decision beyond normal administrative limits without good reason. Here the authority only had to verify the legal prerequisites and then approve or refuse the application; it could not defer action to await rules that might justify a future refusal.

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