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Numero d'incarto:
52.2000.295
Data decisione, Autorità:
26.03.2001, TRAM
Incarto n.
52.2000.00295
Lugano
26 marzo 2001
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 17 novembre 2000 del
Comune di __________
patr. da: avv. __________
contro
la decisione 25 ottobre 2000 (n. 4655) del Consiglio
di Stato che, in accoglimento del ricorso 11 febbraio 2000 di __________ e
__________, ha annullato la licenza edilizia rilasciata il 1 febbraio 2000
dal municipio di __________ all'omonimo comune relativa al piano di quartiere
del comparto denominato "area di svago";
viste le risposte:
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. a) Il 1
giugno 1999 il comune di __________ ha inoltrato al suo municipio una domanda
di licenza edilizia relativa al piano di quartiere del comparto denominato
"area di svago", comprendente i mapp. __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________ e __________. Il
mapp. __________ appartiene al comune; gli altri a privati.
b) Al rilascio della licenza edilizia sono
state presentate svariate opposizioni. Tra queste quella di __________ e
__________, proprietari del mapp. __________, separato dal comparto in rassegna
da un vicolo di un paio di metri di larghezza. I predetti hanno contestato le
possibilità di edificare il mapp. __________ e di sopraelevare il mapp.
__________, previste nel piano di quartiere, le quali avrebbero pregiudicato la
vista (a lago) e l'insolazione del loro fondo.
c) Raccolto l'avviso favorevole del
dipartimento del territorio, con decisione 1 febbraio 2000 il municipio di
__________ ha rilasciato la licenza edilizia, senza giustificare la reiezione
delle opposizioni.
B. Con ricorso
11 febbraio 2000 __________ e __________ sono insorti contro la menzionata
decisione municipale dinanzi al Consiglio di Stato. Gli insorgenti hanno
preliminarmente eccepito una carenza di motivazione della licenza in merito
all'evasione della loro opposizione, di cui hanno in seguito ampliato gli argomenti.
Essi hanno sostenuto che la vista e l'insolazione dei fondi sovrastanti il
comparto sarebbero state pregiudicate dall'edificazione dei mapp. da __________
a __________. Per questo motivo essi hanno chiesto di limitare il rilascio
della licenza edilizia al solo mapp. __________ e, se del caso, ai mapp.
__________ e __________.
C. Con
risoluzione 25 ottobre 2000 il Consiglio di Stato ha accolto l'impugnativa.
Dopo aver ammesso la legittimazione a ricorrere di __________ e __________,
contestata dal municipio, e sanato il difetto di motivazione della decisione
impugnata, il Governo ha rilevato che l'art. 10 NAPP (norme di attuazione del
piano particolareggiato del nucleo), che istituisce l'obbligo del piano di
quartiere per il comparto in esame, non ne determina gli elementi essenziali,
in violazione di quanto prescrive l'art. 56 cpv. 2 lett. b e c LALPT: donde la
necessità di rifiutare la licenza edilizia.
D. Con
impugnativa 17 novembre 2000 il comune di __________ si aggrava dinanzi a
questo Tribunale contro il giudicato governativo. L'insorgente, che chiede
l'esperimento di un sopralluogo, ribadisce la mancanza di legittimazione dei
coniugi __________ a contestare il piano di quartiere in esame; sostiene poi
che questo piano è retto dalle norme del piano particolareggiato del nucleo, di
cui fa parte; infine, che esso rispetta effettivamente tali norme. Il comune
chiede pertanto al Tribunale di annullare la risoluzione governativa e di
confermare la licenza edilizia municipale 1 febbraio 2000.
Il Consiglio di Stato ed i coniugi
__________ hanno postulato la reiezione dell'impugnativa.
Considerato, in
diritto
-
La
competenza del Tribunale è data (art. 21 cpv. 1 LE), il ricorso è tempestivo
(art. 46 PAmm) e la legittimazione del comune ricorrente certa (art. 21 cpv. 2
LE). Il gravame è pertanto ricevibile in ordine. Può inoltre essere deciso
sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm). Alla luce dei
motivi che inducono il Tribunale a respingere l'impugnativa, l'esperimento di
un sopralluogo, sollecitato dall'insorgente, non appare necessario.
-
Il
ricorrente ribadisce, in limine, la contestazione della legittimazione a
ricorrere di __________ e __________. Questa censura deve essere respinta. In
effetti i predetti coniugi sono proprietari del mapp. __________, composto da
un'abitazione con giardino, che è separato dal comparto "area di
svago" da un vicolo di 2 metri di larghezza. Il fondo più prossimo, posto
a tale distanza, è inoltre il mapp. __________, attualmente adibito ad orto,
per il quale il piano di quartiere prevede la possibilità di edificazione:
possibilità che costituisce proprio il maggior motivo di contestazione della
licenza edilizia. L'interesse legittimo ex art. 8 cpv. 1 e 21 cpv. 2 LE dei
coniugi __________ ad opporsi rispettivamente a ricorrere contro il piano di
quartiere dinanzi al Consiglio appare pertanto fuori discussione: in quanto
proprietari del mapp. __________, ove risiedono durante le ferie, i predetti
appartengono difatti indubitabilmente a quella limitata cerchia di persone
collegate con il controverso piano di quartiere da un rapporto stretto ed
intenso al punto tale da farli apparire portatori di un interesse concreto,
attuale e personale a dolersi della sua approvazione ed a chiedere
l'annullamento della relativa licenza edilizia.
-
Il
Consiglio di Stato ha annullato la licenza edilizia 1 febbraio 2000 adducendo,
sbrigativamente, che l'art. 10 NAPP (norme di attuazione del piano
particolareggiato del nucleo), che prevede l'obbligatorietà del piano di
quartiere per il comparto "area di svago", non fissa gli elementi
essenziali dell'intervento e viola, di conseguenza, l'art. 56 cpv. 2 lett. b e
c LALPT. Il comune ricorrente sostiene invece, con dovizia di argomenti, che
tali elementi sono dati. Trattasi dei requisiti e parametri istituiti dal piano
particolareggiato del nucleo del __________, di cui fa parte il comparto in esame.
Secondo il comune poi, tali presupposti sono ossequiati dal piano di quartiere
in esame.
3.1. Il piano di quartiere è un progetto
planovolumetrico per un insieme di edifici, inteso a favorire la promozione
urbanistica quando sussiste un interesse generale derivante dalla realizzazione
degli obiettivi urbanistici qualitativi fissati dal piano regolatore (art. 56
cpv. 1 LALPT). Il piano regolatore stabilisce se l'allestimento del piano di quartiere
è obbligatorio o facoltativo e fissa inoltre la superficie minima dei fondi, i
requisiti qualitativi minimi e i parametri edilizi minimi e massimi (art. 56
cpv. 2 LALPT). Il piano di quartiere segue, sotto l'aspetto formale, la
procedura della domanda di costruzione (art. 56 cpv. 3 LALPT). Nondimeno esso
si configura, sotto l'aspetto sostanziale, come un'autorizzazione di massima,
mediante la quale viene definito in modo vincolante il quadro degli interventi
ammissibili all'interno di un determinato comprensorio territoriale (cfr. STA
inedita 2 maggio 2000 in re Garage C. SA, consid. 3.1.; Scolari, Commentario,
Cadenazzo 1996, n. 418 ad art. 56 LALPT). Di principio, il permesso di piano di
quartiere non autorizza pertanto direttamente l'edificazione delle opere che
contempla; non diversamente da una licenza preliminare, siffatto permesso si
limita ad accertare che nessun impedimento di diritto pubblico si oppone al
rilascio di ulteriori licenze edilizie per l'attuazione degli interventi
previsti dal piano a livello di semplice progetto planovolumetrico (ibidem).
3.2. L'art. 10 cpv. 1 NAPP assoggetta
all'allestimento di un piano di quartiere due comparti: quello denominato
"piazza comunale" e quello, che qui interessa, denominato "area
di svago", comprendente i mapp. __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________ e __________. Sino
all'approvazione di tale piano - soggiunge il secondo capoverso della
menzionata disposizione - in questi due comparti sono ammessi solo lavori di
manutenzione dei fabbricati e dei manufatti esistenti.
I comparti in rassegna sono ricompresi nel
perimetro del PP-, che è stato approvato dal Consiglio di Stato contestualmente
al PR con risoluzione 10 febbraio 1993. Obiettivi del PP- sono (cfr.
risoluzione citata, pag. 12):
·
la tutela del tradizionale stacco spaziale e
funzionale tra il nucleo densamente edificato e gli orti terrazzati che lo circondano;
·
la riqualificazione degli spazi pubblici con
particolare riguardo alle aree di approdo, di posteggio e di accesso al nucleo
tradizionale;
·
la salvaguardia dei singoli edifici e degli
insiemi di fabbricati che presentano elementi storico-architettonici degni di
essere tutelati, con particolare cura del prospetto a lago da ripristinare nel
suo aspetto preturistico;
·
la promozione di una razionale utilizzazione dei
fondi e degli edifici in quelle parti del nucleo parzialmente abbandonate o già
incisivamente trasformate.
Il PP-__________ si compone di un piano di
utilizzazione, un piano delle costruzioni, norme di attuazione (23 articoli) e
un rapporto di pianificazione e programma di realizzazione (cfr. art. 2 NAPP).
L'insieme di tali componenti soddisfa ampiamente il requisito
dell'organizzazione e della disciplina dell'uso ammissibile dell'area contemplata
dal PP-. Se, pertanto, come asserisce il comune ricorrente, anche i
comparti per i quali il PP- prevede l'obbligo di allestimento di un
piano di quartiere fossero retti da tale normativa, l'opinione del Consiglio di
Stato, secondo cui il PP-__________ non prevede alcuna regolamentazione in
merito agli interventi da realizzare in tali comparti (vuoto pianificatorio),
risulterebbe errata. Nemmeno in questa ipotesi, tuttavia, potrebbe essere
concessa la licenza edilizia relativa al piano di quartiere, poiché esso
disattende vistosamente la soluzione pianificatoria adottata attraverso il
PP-. Il piano di quartiere in rassegna si propone difatti di regolare
la ricostruzione dei manufatti diroccati e completare l'edificazione (isolato)
insistente nella sua parte superiore (cfr. documento 1, situazione attuale).
Questo proposito verrebbe attuato, in particolare, mediante la ricostruzione
dell'edificio diroccato al mapp. __________ e l'edificazione ex novo del mapp.
, attualmente adibito ad orto, che permette la congiunzione dei fabbricati
ai mapp. __________ e __________ (cfr. documento 2, utilizzazione dei fondi e
ingombri edilizi massimi previsti). Ora, la regolamentazione del PP-
non permette però né la ricostruzione di diroccati né nuove costruzioni,
tantomeno se devono sorgere su spazi liberi come gli orti (cfr. a quest'ultimo
proposito art. 8 NAPP). Questa constatazione conferisce pertanto, alla fin
fine, credito e tutela alla pur affrettata conclusione cui è addivenuto il
Governo. Il controverso piano di quartiere persegue dunque obiettivi propri,
autonomi rispetto a quelli alla base del PP-, che devono di
conseguenza essere preventivamente esplicitati e fissati, in sede di
PP-__________, nei modi e nelle forme previste all'art. 56 LALPT.
4.Il ricorso deve pertanto essere respinto. Il comune, che è proprietario
cointeressato nel piano di quartiere, non può essere sollevato dal pagamento
della tassa di giudizio (art. 28 PAmm). Esso non può inoltre nemmeno sfuggire
all'obbligo di rifondere adeguate ripetibili ai resistenti, assistiti da un
legale (art. 31 PAmm).
Per questi motivi,
visti gli art. 8, 21 LE, 56 LALPT, 3, 18, 28, 31 PAmm;
dichiara
e pronuncia:
-
Il ricorso è
respinto.
-
La tassa di
giudizio, di fr. 500.--, è posta a carico del comune di __________, il quale è
condannato a versare a __________ e __________ identico importo per ripetibili.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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