AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
52.1998.363
Data decisione, Autorità:
06.04.1999, TRAM
Incarto n.
52.98.00363
Lugano
6 aprile 1999
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo
Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi
segretario:
Thierry
Romanzini, vicecancelliere
statuendo
sul ricorso 16 dicembre 1998 di
__________,
patrocinata
dall'avv. __________
contro
la
risoluzione 25 novembre 1998 (n. 5455) del Consiglio di Stato, che respinge
l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la decisione 6 ottobre 1998
del Dipartimento delle istituzioni, Sezione degli stranieri, in materia di
rifiuto di rilascio di un permesso di soggiorno per il figlio __________
(ricongiungimento famigliare);
viste le risposte:
-
22 dicembre 1998 del Servizio dei
ricorsi del Consiglio di Stato,
-
11 gennaio 1999 della Sezione degli
stranieri (ora: permessi e immigrazione);
letti
ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. a) __________ (1970),
cittadina dominicana, è entrata in Svizzera il 18 gennaio 1990 in qualità di
turista. Il giorno successivo ha fatto conoscenza del cittadino svizzero
__________ (1962). Il 27 dicembre 1991 essi si sono sposati davanti all'Ufficiale
dello stato civile di __________. La cittadina dominicana ha in seguito ottenuto
la cittadinanza elvetica.
b) Con domanda d'invito per stranieri soggetti all'obbligo
del visto dell'8 maggio 1998, __________ ha chiesto alla competente autorità
l'autorizzazione a fare entrare in Svizzera suo figlio __________, cittadino
dominicano, nato il 23 febbraio 1987 da una precedente relazione. L'istanza,
motivata per ragioni di vacanza presso la madre, è stata accolta per la durata
limitata a 90 giorni, a seguito della garanzia della partenza del figlio dal
territorio elvetico al termine del soggiorno turistico previsto. Il 5 luglio
seguente, il ragazzo ha infine raggiunto la madre in Ticino.
B. Con decisione 6 ottobre 1998
- fondata sugli art. 4, 9, 12, 16 e 17 LDDS; 8 ODDS e 8 CEDU - la Sezione degli
stranieri ha respinto la domanda di ricongiungimento famigliare presentata
dalla madre per mancanza di rapporti stretti e duraturi con il figlio da quando
essa risiede in Svizzera.
C. Adìto da __________, il
Consiglio di Stato ne ha respinto il gravame il 25 novembre 1998. Il Governo ha
in sostanza confermato la decisione dipartimentale, considerando che non erano
dati i requisiti per autorizzare il ricongiungimento famigliare giusta gli art.
17 cpv. 2 LDDS - disposizione legale applicabile per analogia ai figli di
genitore divenuto svizzero per matrimonio dopo la nascita - e 8 CEDU. Secondo
l'Esecutivo cantonale, non sarebbe stato apportato alcun elemento oggettivo
giustificante il ricongiungimento, vista la durata pluriennale della
separazione tra madre e figlio, la mancata notifica dell'esistenza di quest'ultimo
nella domanda di rilascio di un permesso di dimora in attesa delle nozze, la
mancanza di provate relazioni strette, durature ed effettivamente vissute,
nonché il fatto che egli avrebbe sempre vissuto nella __________ presso la
nonna materna. Inoltre l'introduzione dell'istanza di ricongiungimento
famigliare subito dopo l'arrivo del figlio per scopo di visita dimostrerebbe,
secondo il Consiglio di Stato, che verosimilmente il vero obiettivo della visita
era sin dall'inizio quello di farlo entrare per facilitargli l'ottenimento di
un permesso di soggiorno. Visto che non sono stati apportati elementi concreti
e oggettivi atti a dimostrare l'impossibilità di un ritorno nel Paese
d'origine, il Governo ha pertanto considerato la decisione dipartimentale
legittima, adeguata alle circostanze, nonché ossequiosa del principio della
proporzionalità.
Preso atto dell'esito del ricorso, la Sezione degli stranieri
ha ordinato a __________ di lasciare il territorio cantonale entro il 15 febbraio
1999.
D. Contro la predetta pronuncia
governativa, __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che ad __________ sia
rilasciato un permesso per soggiornare in Svizzera a titolo di ricongiungimento
famigliare.
Adduce che il vero scopo della domanda è di riunire la
famiglia e non l'ottenimento facilitato di un permesso di soggiorno. Giustifica
il fatto di non aver indicato all'epoca l'esistenza del figlio per ingenuità e
paura di non poter ottenere il permesso per risiedere in Svizzera in attesa del
matrimonio. Sostiene che soltanto adesso sarebbe in grado di provvedere in modo
decoroso al mantenimento del figlio senza dover ricorrere a sussidi statali. Dà
pure rilevanza al fatto che la nonna non sarebbe più in grado di seguire ed
accudire il nipote. Ritiene di aver mantenuto da sempre i contatti con il
figlio tramite lettere, invio di denaro, e telefonate, nonché recandosi annualmente
per 5 settimane a Santo Domingo. Invoca infine l'impossibilità del rientro per
non aver colà dei contatti e a seguito delle devastazioni provocate sull'isola caraibica
da un uragano, che avrebbero distrutto la scuola.
E. All'accoglimento del gravame
si oppongono sia la Sezione degli stranieri sia il Consiglio di Stato adducendo
delle argomentazioni di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.
Considerato, in
diritto
- 1.1. In materia di diritto
degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a
statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui quest'ultime sono suscettibili di
essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
(cfr. art. 10 lett. a LALPS).
1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in materia di
polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento
la legislazione federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che
l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della
legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso di
dimora o di domicilio. Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un
simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare
del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a,
388 consid. 1a con rinvii).
1.3. Non esiste alcun trattato conchiuso tra la Confederazione
svizzera e la __________ che regoli in modo specifico il soggiorno in Svizzera
dei cittadini dell'isola caraibica, dal quale potrebbe scaturire un diritto al
rilascio di un permesso a titolo di ricongiungimento famigliare.
1.4. La giurisprudenza federale ha tuttavia sancito che l'art.
17 cpv. 2 LDDS, relativo al ricongiungimento famigliare con genitori stranieri
domiciliati, si applica per analogia ai figli stranieri con padre o madre
svizzeri (DTF 118 Ib 155 consid. 1b). Orbene, secondo tale disposto, terza
frase, i figli celibi d'età inferiore ai 18 anni hanno il diritto di essere
inclusi nel permesso di domicilio dei genitori, a condizione che essi vivano
con quest'ultimi. Al momento della richiesta del permesso di soggiorno per vivere
con la madre, __________ aveva 11 anni e mezzo: conformemente alla norma
menzionata, di principio, esso disporrebbe dunque di un diritto a un permesso
per risiedere in Svizzera presso la madre. Se dunque la censura di violazione
di tale disposto nell'ambito del ricongiungimento familiare fosse sollevata
innanzi al Tribunale federale attraverso un ricorso di diritto amministrativo,
la Corte federale la dichiarerebbe ammissibile in applicazione dell'art. 100
cpv. 1 lett. b n. 3 OG. Il gravame è pertanto ricevibile anche avanti al
Tribunale cantonale amministrativo. Il quesito di sapere se, in concreto, la
pretesa citata conduca al rilascio del permesso postulato è una questione di
merito e non di ammissibilità.
1.5. Lo straniero che ha uno stretto legame di parentela con
una persona che possiede la nazionalità svizzera e che qui vi risiede può
invocare a protezione della propria vita familiare l'art. 8 CEDU (DTF 118 Ib
155 consid. 1b). In tal caso, se il legame di parentela è intatto ed
effettivamente vissuto, la libertà dell'autorità cantonale di negare un
permesso di soggiorno (cfr. art. 4 LDDS) è limitata e contro una decisione di
rifiuto è ammissibile il ricorso di diritto amministrativo dinanzi al Tribunale
federale in applicazione dell'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG (DTF 122 II 5 consid.
1e, 292 consid. 1e, 389 consid. 1b, 93 consid. 1c) e, di riflesso, nella
presente sede attraverso il rinvio di cui all'art. 10 LALPS. La legittimazione
a ricorrere compete in questi casi sia allo straniero a cui è stato negato il
permesso, sia al parente con il quale egli intende ricongiungersi in Svizzera
(DTF 119 Ib 84 consid. 1c). Nella fattispecie, la ricorrente naturalizzata
svizzera sostiene di avere mantenuto con il figlio dominicano un legame intenso
e vivo. Per la soluzione della vertenza non è ad ogni buon conto necessario
esaminare più a fondo la natura e l'intensità del legame familiare che lega la
madre al figlio. In effetti, per la ragioni che seguono (cfr. consid. 4), nella
misura in cui la censura di violazione dell'art. 8 CEDU fosse ammissibile, essa
andrebbe comunque respinta nel merito.
1.6. Il gravame, tempestivo (art. 10 LALPS e 46 cpv. 1 PAmm)
e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm),
è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
-
Il Tribunale federale ha
già avuto modo di spiegare che l'art. 17 cpv. 2 LDDS non è stato pensato per
regolare il ricongiungimento familiare nell'ambito delle famiglie monoparentali.
Del resto, il testo stesso della norma indica che il citato diritto sussiste
unicamente se i figli "vivono con i genitori". Nondimeno, lo
scopo del disposto impone di ammettere la sua applicazione anche laddove non è
richiesto il ricongiungimento dell'intera famiglia in quanto i genitori sono
separati o divorziati. In questo caso i figli hanno però diritto di essere
inclusi nel permesso del genitore domiciliato in Svizzera, solo se è con
quest'ultimo che essi hanno le relazioni familiari più intense (DTF 118 Ib 159 consid.
2b). Va poi osservato che l'art. 17 cpv. 2 LDDS ha come scopo di concedere ai
genitori la possibilità di vivere in comunione con i propri figli. Esso può di
conseguenza essere invocato solo per favorire una tale convivenza; ciò non è il
caso se lo straniero domiciliato in Svizzera vive separato dai figli per anni e
poco prima che essi compiano i diciotto anni li fa venire nel nostro paese.
Un'eccezione può unicamente sussistere se validi motivi hanno impedito un
ricongiungimento più tempestivo (DTF 119 Ib 88 consid. 3a).
-
L'insorgente ritiene che le
condizioni per il ricongiungimento famigliare siano adempiute. La tesi non può
essere condivisa.
3.1. Innanzitutto va constatato come __________ sia venuto in
Svizzera con il fine dichiarato di rendere visita alla madre, mentre alla luce
dei fatti in rassegna risulta che il vero scopo era volto verosimilmente a
entrare nel nostro Paese per sfruttare tale circostanza e chiedere il rilascio
di un permesso di soggiorno di lunga durata. Un simile comportamento, volto
sostanzialmente a porre le autorità davanti al fatto compiuto, non può essere
tutelato. Tanto più che la ricorrente aveva personalmente garantito che il
figlio avrebbe lasciato la Svizzera allo spirare del termine di 3 mesi
concessogli per la visita.
In situazioni come quella in esame, si può prescindere da una
valutazione negativa dell'espediente utilizzato per ottenere il permesso di
soggiorno soltanto in presenza di circostanze del tutto particolari che lo
rendono scusabile. Ciò che non si verifica nell'evenienza concreta.
3.2. L'autorità inferiore ha dato rilevanza al fatto che il
10 aprile 1990 la ricorrente ha presentato una domanda di rilascio di un
permesso di dimora in attesa di sposarsi (v. notifica d'arrivo 9 aprile 1990),
omettendo di menzionare l'esistenza del figlio __________. Il Governo vi ha
ravvisato una violazione degli art. 3 cpv. 2 LDDS e 8 ODDS.
Ora, è vero che la domanda è stata successivamente annullata
a seguito dell'ottenimento della cittadinanza svizzera. È però altrettanto vero
che la ricorrente, giustificando tale mancanza con l'ingenuità e paura di non
poter ottenere il permesso per risiedere in Svizzera in attesa del matrimonio,
ammette indirettamente che l’omissione era voluta e non dovuta a semplice
negligenza. Ma vi è di più. Risulta infatti che anche nel proprio curriculum
vitae del 13 aprile 1990 l'insorgente non ha indicato l'esistenza di suo
figlio. Il che non giova di certo a dimostrare l’esistenza di un legame intenso
e vissuto con il figlio.
3.3. __________ ha lasciato nel gennaio 1990 di sua spontanea
volontà il proprio figlio - a quel tempo di soli 3 anni e quindi con un'età in
cui necessitava maggiormente della presenza della madre - nella __________
presso la di lei madre per venire in Svizzera e andare a vivere presso
__________. Da allora e sino al luglio 1998 madre e figlio hanno sempre vissuto
separati. Dopo la partenza dell'insorgente, __________ ha continuato a vivere
nella __________ sino al 5 luglio 1998, data del suo arrivo in Svizzera. Per quanto
emerge dall'incarto, sembrerebbe che il padre, di cui nulla è dato a sapere,
non si sarebbe mai occupato del bambino. Risulta nondimeno che il figlio è
stato affidato alle cure della nonna materna (v. ricorso al Consiglio di Stato,
ad 4 pag. 3). Al proposito, va osservato che per giurisprudenza, anche qualora
uno dei genitori vive in Svizzera e il figlio è restato al paese d'origine in
cura ad una terza persona o presso un altro famigliare che non sia né il padre
né la madre, valgono per analogia i principi menzionati al considerando 2 (STF
26 giugno 1998 inedita in re N. consid. 3b). Una situazione di questo genere
denota, comunque, di norma una profonda rottura del legami famigliari e dà
adito a dubbi circa l'intensità degli stessi (STF 3 dicembre 1997 inedita in re
L. consid. 3b).
__________ ha vissuto sin dalla nascita nella __________,
dove ha pure frequentato le scuole. E' quindi in questo Paese che esso ha i
legami sociali e culturali più stretti. La separazione dalla madre è durata
circa 8 anni e mezzo. Durante questo lungo lasso di tempo l'insorgente adduce
di essersi recata regolarmente al proprio Paese d'origine rimanendovi ogni
volta per 5 settimane. Sostiene pure di aver mantenuto da sempre i contatti con
il figlio tramite lettere, invio di denaro, e telefonate. A prescindere dal
fatto che la semplice documentazione prodotta non è ancora atta a rendere
verosimile la tesi della ricorrente, va rilevato che il fatto di mantenere dei
rapporti durante gli anni di separazione è del tutto naturale e non basta, da
solo, a far apparire questa relazione famigliare prevalente su quelle esistenti
nel proprio Paese d'origine, segnatamente con la nonna materna. Al proposito va
notato che mai __________ è stato invitato a venire in Svizzera per rendere
visita alla madre prima del mese di luglio 1998 per poter tra l'altro
verificare il suo adattamento. Inoltre non si può certo sostenere che
l'insorgente abbia dimostrato di essersi assunta la responsabilità
dell'educazione del figlio a distanza. Si noti ancora che anche le ragioni
addotte per giustificare il fatto che la domanda di ricongiungimento famigliare
è stata depositata addirittura dopo 8 anni e mezzo di separazione dal figlio
non appaiono convincenti. La ricorrente è ormai cittadina svizzera dal 1991, allorquando
si è unita in matrimonio con __________, e non risulta che abbia richiesto
prima d'ora il ricongiungimento. A prescindere dal fatto che non è stata
dimostrata l'esistenza di presunte difficoltà economiche durante i primi anni
di convivenza, risulta comunque difficile credere che ciò abbia potuto effettivamente
costituire un impedimento per la venuta in __________ di __________. Tali
difficoltà, dovute come essa sostiene alla crisi edilizia che aveva colpito la
ditta del marito e del suocero tanto che l'unica fonte di entrata sarebbe stato
il suo impiego presso la __________, remunerato attualmente a fr. 2'770.– lordi
mensili, non le hanno tuttavia impedito - come da essa asserito - di recarsi
annualmente per 5 settimane nella Repubblica Dominicana ed onorare bollette
telefoniche di entità non trascurabile per comunicazioni con tale Paese (doc.
D). In questo senso non si vedono oggettivamente quali siano potuti essere i fattori
che hanno impedito alla ricorrente, durante tutti questi anni, di avviare le
pratiche per ricongiungersi con il figlio se non, presumibilmente, la volontà
che quest'ultimo trascorresse la sua infanzia nella __________ per in seguito
venire in Svizzera per avere un futuro migliore, segnatamente una formazione
scolastica di grado superiore e un avvenire professionale più favorevole (ad
esempio quale apprendista) di quelli ottenibili nel suo paese d'origine. I
danni che l'uragano __________ avrebbe arrecato alla scuola del figlio,
d'altronde nemmeno comprovati, non costituiscono fattori suscettibili di
modificare le relazioni preesistenti. Non portano quindi a diversa conclusione.
In sostanza si deve concludere che per quanto la ricorrente abbia
mantenuto a partire dal gennaio 1990 dei contatti con il figlio, i medesimi non
sono comunque stati preponderanti rispetto alle relazioni che quest'ultimo,
inevitabilmente, ha coltivato nella __________ con i famigliari che l'hanno
accudito, segnatamente con la nonna, che si è sostituita alla madre. Del resto
non è nemmeno stato dimostrato che la nonna, a seguito della sua età, non
sarebbe più in grado di accudire e seguire __________.
Visto quanto precede, si deve concludere che i presupposti di
cui all'art. 17 cpv. 2 LDDS non sono adempiuti e che il principio della
proporzionalità non è stato violato. Il ricorso, su questo punto, va dunque respinto.
- Occorre ora esaminare se la
decisione impugnata è conforme all'art. 8 CEDU.
4.1. Giusta l'art. 8 CEDU ogni persona ha diritto al rispetto
della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e della sua corrispondenza
(n. 1). Non può esservi ingerenza della pubblica autorità nell'esercizio di
tale diritto se non in quanto tale ingerenza sia prevista dalla legge e in
quanto costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria per
la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il benessere economico del paese, la
prevenzione dei reati, la protezione della salute o della morale, o la
protezione dei diritti e delle libertà altrui (n. 2).
4.2. L'art. 8 CEDU tutela, tra l'altro, la relazione
familiare tra genitori e figli. Non assicura tuttavia alla persona residente in
Svizzera un diritto assoluto di far venire nel nostro paese un suo familiare,
segnatamente quando essa stessa ha preso la decisione di vivere separata da
quest'ultimo per venire a risiedere in Svizzera. Tale principio vale, a maggior
ragione, laddove gli interessati dimostrano con il loro comportamento che il
permesso richiesto non è volto in primo luogo a permettere una vita familiare
comune, bensì al raggiungimento di altri obiettivi (DTF 122 II 392 consid. 4b
con rinvii; 119 Ib 91 consid. 4a; 118 Ib 153 consid. 2c). Difatti, in presenza
di un'ingerenza nella vita famigliare giustificata ai sensi dell'art. 8 n. 2
CEDU dalla politica restrittiva in materia di stranieri praticata dalla
Svizzera - in particolare dalla salvaguardia del mercato svizzero del lavoro e
dal mantenimento di un rapporto equilibrato tra popolazione svizzera e straniera
- appare legittimo rifiutare un permesso di entrata e di soggiorno sul nostro territorio
al figlio di uno straniero quando la separazione della famiglia risulta dalla
libera scelta o volontà del genitore residente in Svizzera, non sussistono
interessi familiari preponderanti che impongono una modifica delle relazioni esistenti
rispettivamente una modifica si appalesa imperativa, ed infine che la
continuazione delle relazioni familiari non siano ostacolate dall'autorità (ibidem).
4.3. Come esposto in precedenza (consid. 1.5.), è da
escludere che in concreto l'art. 8 CEDU imponga il rilascio del controverso
permesso od anche solo appaia violato.
__________ è partita volontariamente dalla __________ ed altrettanto
volontariamente si è separata da __________. La ricorrente non ha inoltre reso
verosimile la sussistenza di interessi famigliari preponderanti che esigano una
modifica delle relazioni esistenti.
In simili circostanze, poiché l'avversato diniego del
permesso sollecitato trae indiscutibilmente origine dalla politica restrittiva
in materia di stranieri praticata dal nostro paese, esso deve essere
considerato giustificato. Questa soluzione si impone a maggior ragione se si tien
conto che, come è già stato spiegato dianzi, sussistono più che fondati motivi
per ritenere che la venuta in Svizzera del figlio non poggi in misura preponderante
sull'intenzione di riunire la famiglia ma risponda piuttosto semplicemente al
soddisfacimento di obiettivi di natura squisitamente economica, come migliori
condizioni d'insegnamento e un futuro professionale sicuro.
4.4. Va infine rilevato che nulla impedisce alla madre di
continuare a mantenere le relazioni personali come le ha intrattenute con il
proprio figlio durante tutti questi anni. Non risulta che essa abbia incontrato
ostacoli di rilievo nel richiedere per __________, dalla Svizzera, un visto per
un permesso di soggiorno a scopo di visita. Non emerge nemmeno che la
ricorrente non possa recarsi lei stessa nella __________ per visitare il figlio.
Anche da questo punto di vista, la decisione impugnata è compatibile con l'art.
8 CEDU.
- Sulla scorta di quanto
precede il ricorso, nella misura in cui è ammissibile, deve essere pertanto
respinto.
Tassa e spese del presente giudizio seguono la soccombenza (art.
28 PAmm).
Per
questi motivi,
visti
gli art. 1, 4, 16, 17 cpv. 2 LDDS; 8 ODDS; 8 CEDU; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10
lett. a della Legge d'applicazione alla
legislazione federale in materia di persone straniere; 3, 18, 28, 43, 46, 60,
61 PAmm;
dichiara e pronuncia:
- Nella misura in cui è ricevibile,
il ricorso è respinto.
§. Di conseguenza __________ (23 febbraio 1987), cittadino
__________, è tenuto a lasciare il territorio del Cantone Ticino entro il 30
giugno 1999 notificandone la partenza al competente Ufficio regionale
degli stranieri.
-
Tassa e spese per
complessivi fr. 800.– sono a carico della ricorrente.
-
Contro la presente
decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale, è dato
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale a Losanna nel termine
di 30 giorni dall'intimazione.
-
Intimazione
a:
Per
il Tribunale cantonale amministrativo
Il
presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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