AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
41.1995.12
Data decisione, Autorità:
05.03.1996, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
41.95.00012
AMF 4/94
DC/nh
Lugano
5 marzo 1996
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Giovanna Roggero-Will, Stefano Bernasconi (in sostituzione di Valerio Valsangiacomo,
impedito)
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 26 aprile 1994 di
__________,
rappr. da: __________,
contro
la decisione del 25 marzo 1994 emanata da
Uff.fed.assicurazione militare, 3001 Berna,
rappr. da: Ufficio fed.assicurazione militare, 6500
Bellinzona,
in materia di assicurazione militare federale.
ritenuto, in fatto
1.1 __________, nato nel 1937, di
professione funzionario PTT, soffre di una pangonartrosi del ginocchio destro
di media entità.
Questo danno alla salute è
la conseguenza di un infortunio militare subito l'11 luglio 1956 e dal 29
gennaio 1984 coperto dall'__________.
In una proposta del 19
novembre 1993 l'Ufficio federale dell'assicurazione militare (in seguito: UFAM)
ha riconosciuto all'assicurato il diritto ad una rendita per menomazione
dell'integrità corporale del 5%, di cui la Confederazione è responsabile solo
in misura del 50%.
La rendita è stata fissata
sulla base di un importo di fr. 33'961.- ed è stata riscattata a partire dal 1°
novembre 1993 con un ammontare di fr. 11'149.50 (cfr. Doc. _).
Non avendo __________
accettato questa proposta, il 25 marzo 1994 l'UFAM ha emesso una decisione su
opposizione, nella quale ha sottolineato quanto segue:
"
____________ sostiene che la responsabilità della Confederazione
dovrebbe essere del 100% e non del 50%, come stabilito nella proposta. Inoltre,
egli chiede che la percentuale del danno venga calcolata in base all'importo
totale indicato nel ricorso (ossia fr. 67'922.-) e che la rendita comporti il
15% di questo importo, che viene poi suddiviso fra l'_________ e l'__________.
Tali formulazioni,
benché sembrino comprensibili in un primo momento, non possono esser
considerate. Per principio l'__________ e l'__________ sono due assicurazioni
sociali completamente diverse, con una legislazione diversa. Per questo motivo,
nel presente caso, si deducono le seguenti conseguenze:
Il guadagno massimo di fr. 69'600.- determinante per l'__________
al momento dell'infortunio, non è determinante per l'. La rendita per
menomazione dell'integrità dell' viene calcolata in base all'importo
fissato dal Tribunale federale delle assicurazioni e incrementato dal Consiglio
federale di fr. 33'961.-, risp. l'85% di questo, cioè fr. 28'867.- (articolo 26
dell'ordinanza sull'assicurazione militare ). L'__________ quindi
può assegnare la rendita per menomazione dell'integrità soltanto partendo
dall'importo base fissato nell'OAM.
Le tabelle utilizzate dall'__________ per determinare il tasso di
menomazione dell'integrità non possono essere applicate dall'__________. Questa
deve partire da altri valori, per cui le è concesso un margine di misurazione
assai ampio per determinare in quale misura l'assicurato, in seguito al danno,
ossia al pregiudizio, è limitato nel godimento della vita. In questa maniera è
possibile tenere conto delle circostanze particolari in modo più finalizzato,
nel caso singolo per quanto concerne la determinazione della menomazione
dell'integrità.
Il ricorso non
fornisce motivi plausibili per cui un aumento del tasso del 5% sarebbe
giustificato. Indicare la pratica dell'__________ non può essere considerato un
motivo valido, per le ragioni appena menzionate.
L'___________ parte da una responsabilità della Confederazione
del 50%. Nel ricorso, senza che vengano apportate nuove ragioni mediche o
concrete, si esige una responsabilità della Confederazione del 100%. Inoltre,
bisogna considerare che l', a suo tempo, nella decisione aveva
stabilito una menomazione dell'integrità del 5%. Nella decisione su opposizione
constatò per la prima volta che si trattava di una menomazione dell'integrità
del 15% con una responsabilità del 33,33%. In base a tale precisazione dell',
è inammissibile chiedere semplicemente una responsabilità maggiore da parte dell'___________,
affinché il paziente possa beneficiare di una rendita del 15% che, a parere
della sua patrocinatrice, gli spetta. Tenendo conto dei numerosi infortuni
civili subiti da __________ e in base alle perizie mediche, non esiste alcun
motivo, per cui il grado di responsabilità dell'assicurazione militare debba
essere superiore al 50%."
1.2 Contro questa decisione
l'assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA, nel quale il suo
patrocinatore postula il riconoscimento di una rendita per menomazione
dell'integrità corporale del 10% e la piena responsabilità della
Confederazione.
Il rappresentante di
__________, rileva al proposito:
"
L'__________ valuta chiaramente al 15% il grado di menomazione
dell'integrità. L'__________ riconosce tuttavia a suo carico solo il 5%, cioè
un terzo della menomazione complessiva. L'assicurazione militare fissa al 5% la
menomazione fisica senza tener conto del giudizio medico dell'__________.
Ne risulta perciò
una indennizzazione complessiva del 10%, lasciando non indennizzato il
rimanente 5% che pur esiste e incide sul fisico del signor __________.
Tanto la
"proposta" del 19.11.1993 (doc. _) quanto la successiva
"Decisione su opposizione" del 25.03.1994 dell'ufficio federale
dell'assicurazione militare contengono una palese contraddizione.
Infatti a pag. 2
della "Proposta" si scrive: "Per quest'affezione sussiste
quindi una responsabilità assicurativa di due enti, che il nostro servizio
giuridico ha ritenuto di dover equamente ripartire. Da qui la fissazione al 50%
della responsabilità della Confederazione".
L'assicurazione
militare riconosce il 50% della responsabilità della Confederazione ma non
riconosce una ripartizione nemmeno a metà della menomazione fisica che il
servizio medico dell'__________ ha stabilito essere del 15%.
Eppure la
valutazione dell'__________ discende da oggettive considerazioni mediche delle
quali anche l'assicurazione militare non può prescindere.
Addirittura nella
sua "Proposta" l'Ufficio federale dell'assicurazione militare scrive
che la "sua valutazione della menomazione del 5% tiene conto del danno
complessivo (__________+ __________)". Veramente il criterio di calcolo
usato dall'assicurazione militare non può ritenersi equo.
Ma anche
l'assunzione solo nella misura del 50% della responsabilità a carico della
Confederazione stabilita dall'assicurazione militare appare totalmente
insostenibile. Basti ricordare che al momento dell'infortunio nel 1956
l'assicurazione militare assunse la totale copertura del caso.
Questo infortunio è
la causa dei danni "preesistenti" citati dall'__________.
La decisione dell'assicurazione
militare viene confutata tanto per l'assunzione della responsabilità limitata
al 50% quanto per l'indennizzazione della menomazione fisica fissata al 5%.
Nell'opposizione
trasmessa all'assicurazione militare il 27.09.1993 da parte dello scrivente
patrocinatore del signor , si sottolineava come l' nella
sua decisione del 1.04.1993 precisava: "Tutte le alterazioni sono
preesistenti; sono poi state traumatizzate dall'infortunio del 29.01.1984"
che l'__________ ha assunto.
Della
menomazione dell'integrità fisica complessiva del 15% e tenuto conto del 5%
assunto dall'__________, la parte a carico dell'assicurazione militare è quindi
pari al 10% da calcolarsi in base alla responsabilità della Confederazione del
100% e non del 50%.
A suo tempo infatti
l'assicurazione militare assunse per intero l'infortunio dell'11 luglio 1956
che è la causa delle alterazioni preesistenti evocate dall'__________."
1.3 In data 31 ottobre 1994 l'UFAM
ha comunicato al TCA che l'__________ ha riconosciuto una responsabilità del
50% (cfr. Doc. _).
In effetti, in uno scritto
del 26 ottobre 1994, , del Servizio d'agenzia __________ dell',
si è così espresso:
"
In data 4.3.1992 il nostro medico di circondario valutava al 15%
lordo, il danno globale della menomazione all'integrità fisica,
applicando la tabella 5.2 del volume indennità per le menomazione all'integrità
dell'__________, edizione 1990.
Il danno netto a
nostro carico è stato fissato a 1/3, pari quindi al 5%.
A seguito della
vostra comunicazione, considerato il coordinamento, abbiamo aumentato la nostra
responsabilità per la menomazione all'integrità fisica al 50%, pari così
al 7.5%.
La differenza è
stata versata all'assicurato il 6.10.94."
(Doc. _)
1.4 Nella sua risposta del 7
novembre 1994 l'UFAM ha proposto di respingere il ricorso, osservando quanto
segue:
"
a.
Il ricorrente
chiede una percentuale di menomazione del 10% con una responsabilità dell'__________
del 100%.
Le argomentazioni
del patrocinatore sono confuse e non considerano il fatto che la responsabilità
__________ e __________ soggiacciono a due legislazioni distinte. In
particolare per quanto si riferisce al calcolo della menomazione dell'integrità
fisica fanno stato due metodi fra di loro non comparabili (DTF 113 V 143 seg.;
117 V 80 seg.).
b.
La percentuale di
menomazione calcolata dall'___________ è determinata tramite metodi di
paragone proposti dalla giurisprudenza e dalla prassi ampiamente confermata dal
TFA.
Non è possibile
prendere in considerazione, anche al solo titolo di paragone, le percentuali di
menomazione calcolate dall'__________.
L'__________ ha
fissato la percentuale del 5% in applicazione di una prassi ampiamente
riconosciuta dalla giurisprudenza, prassi basata sulla sua casistica (doc. ).
Inoltre l'esperienza ha dimostrato che le percentuali derivanti dalle tabelle
LAINF sono da 2 a 3 volte superiori alle percentuali praticate dall'__________.
Il fatto che l'__________
ha riconosciuto una percentuale del 15% per il danno totale dimostra che la
valutazione pari al 5% da parte dell'___________, è corretta.
c.
La fissazione della
responsabilità della Confederazione al 50% è medicalmente sufficientemente
fondata. Dal punto di vista puramente medico sarebbe giustificata anche una
minore responsabilità da parte dell'_________ (doc. ). I Servizi medici dell'____________
e dell'__________ giudicano tuttavia una ripartizione al 50% sostenibile. Un
risarcimento cumulativo non è possibile."
(Doc. _)
1.5 L'11 novembre 1994 il
patrocinatore dell'assicurato ha inviato al TCA uno scritto nel quale
sottolinea:
"
Ci esprimiamo sulla risposta di causa della parte convenuta
segnalando anzitutto che a motivo del ricorso si è giunti a una diversa ridefinizione
della responsabilità attraverso contatti fra __________ e __________.
Nella risposta di
causa l'__________ scrive:
"In seguito
al ricorso pendente l'__________ ha constatato che il caso non era stato
coordinato in modo formalmente corretto".
Il fatto
rappresenta un mezzo di prova a favore delle argomentazioni sviluppate nel
ricorso. Sulla questione della menomazione dell'integrità si richiama
nuovamente la chiara quantificazione del danno che l'__________ fissa al 15%.
E' paradossale che
due istituti assicurativi di diritto pubblico quantifichino il danno
dell'integrità con percentuali diverse, basandosi su metodi fra loro non
comparabili, considerato che il fisico della persona è uno solo."
(Doc. _)
in diritto
2.1 Fra le prestazioni
dell'assicurazione militare figurano pure le rendite per menomazione
dell'integrità (cfr. art. 8 lett. m LAM).
Secondo l'art. 48 cpv. 1
LAM "se l'assicurato è colpito da una rilevante e durevole menomazione
dell'integrità fisica o psichica, ha diritto a una rendita per menomazione
dell'integrità".
Quanto all'inizio del
diritto, l'art. 48 cpv. 2 LAM stabilisce che "la rendita per menomazione
dell'integrità è dovuta a partire dal termine della cura medica o qualora la
continuazione della cura non lasci presumere un miglioramento notevole delle
condizioni di salute dell'assicurato".
L'art 49 LAM fissa i
principi di calcolo e l'adeguamento della rendita.
Il cpv. 1 di questa
disposizione precisa che "la gravità della menomazione dell'integrità è
determinata equamente tenendo conto di tutte le circostanze" (da notare
che l'art. 25 cpv. 1 LAM della vecchia LAM, in vigore fino al 31 dicembre 1993,
prevedeva che "la rendita per menomazione dell'integrità fisica o psichica
è determinata equamente secondo le circostanze").
Secondo l'art. 49 cpv. 2
LAM "la rendita per menomazione dell'integrità è stabilita in percentuale
dell'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite giusta il
capoverso 4 e tenendo conto della gravità della menomazione dell'integrità. In
caso di perdita totale di una funzione vitale quale l'udito o la vista, di
massima, è accordata una rendita per menomazione dell'integrità del 50 per
cento."
La rendita per menomazione
dell'integrità è concessa per una durata indeterminata. In generale è
riscattata (cfr. art. 49 cpv. 3 LAM).
Infine, in virtù dell'art.
49 cpv. 4 LAM, "il Consiglio federale fissa, mediante ordinanza, l'importo
annuo che serve da base per il calcolo di tute le rendite per menomazione
dell'integrità. Parte dall'importo valido all'entrata in vigore della presente
legge e lo adegua periodicamente al mutare delle condizioni, segnatamente
all'evoluzione dei prezzi."
L'art. 50 LAM
("revisione") stabilisce che "nel caso di un successivo
rilevante aumento della menomazione dell'integrità, l'assicurato può domandare
una rendita suppletiva per menomazione dell'integrità".
L'art. 25 cpv. 1 OAM
precisa che "vi è una rilevante menomazione dell'integrità fisica e
psichica ai sensi dell'art. 48 cpv. 1 della legge qualora essa corrisponda
almeno a un ventesimo della perdita totale di una funzione vitale quale l'udito
o la vista".
Secondo l'art. 25 cpv. 2
OAM "l'importo minimo per una rendita per menomazione dell'integrità
ammonta al 2,5 per cento dell'importo annuo che serve da base per il calcolo
delle rendite giusta l'art. 49 cpv. 4 della legge. Le rendite per menomazione
dell'integrità assegnate in caso di menomazioni di singole funzioni vitali sono
fissate secondo la gravità della menomazione dell'integrità, in graduazioni di
2,5 per cento tra il 2,5 e il 50 per cento dell'importo annuo che serve da base
per il calcolo delle rendite".
L'art 25 cpv. 2 OAM
precisa poi che "in caso di menomazioni multiple dell'integrità, gli
importi percentuali delle singole menomazioni dell'integrità sono cumulati per
determinare la rendita per menomazione dell'integrità. Il valore massimo di una
rendita per menomazione dell'integrità ammonta al 100 per cento dell'importo
annuo che serve da base per il calcolo".
Secondo l'art. 26 cpv. 1
OAM "l'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite per
menomazione dell'integrità ammonta a 28'867 franchi. La rendita annua risulta
dall'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite, dalla
percentuale della menomazione dell'integrità e dalla percentuale della responsabilità
della Confederazione".
L'adeguamento dell'importo
annuo che serve da base per il calcolo delle rendite per menomazione
dell'integrità secondo l'art. 49 cpv. 4 della legge avviene ogni volta
simultaneamente all'adeguamento delle rendite secondo l'art. 43 della legge (art.
26 cpv. 2 OAM).
L'art. 27 cpv. 1 OAM
stabilisce che "il valore attuale della rendita viene calcolato fondandosi
sull'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite, applicato al
momento dell'emanazione della decisione. Se una rendita è concessa
retroattivamente, le quote mensili della rendita devono esser pagate
successivamente".
2.2 Secondo l'art. 64 LAM le
prestazioni dell'assicurazione militare sono ridotte adeguatamente, se
l'affezione assicurata è computabile solo parzialmente agli infortuni subiti
durante il servizio.
2.3 Secondo i principi sviluppati
dalla costante giurisprudenza del TFA relativi al vecchio art. 25 LAM, un danno
all'integrità da diritto ad una rendita dell'AM qualora l'assicurato sia oggettivamente
limitato in modo rilevante (erheblich) nel godimento della vita (DTF 113 V 143;
DTF 112 V 380; DTF 112 V 389; DTF 110 V 120).
La menomazione deve, cioè,
avere carattere durevole (P.Y. Greber, Le droit suisse de la sécurité sociale,
1982, p. 547) ed essere di una certa importanza.
Il carattere rilevante
della menomazione va poi valutato non nel senso quantitativo, bensì qualitativo
(Schatz, FJS 882).
Una menomazione
dell'integrità corporale giustifica di regola il riconoscimento di una rendita
dell'assicurazione militare quando da un punto di vista oggettivo comporta per
l'assicurato un pregiudizio considerevole nella qualità della vita. Sono
considerati pregiudizi giuridicamente considerevoli ai sensi di questa
definizione i disturbi delle funzioni primarie della vita.
E' in forza di queste
considerazioni che quali danni giuridicamente rilevanti sono considerate
unicamente le mutilazioni, gli sfiguramenti o i continui dolori acuti e
lancinanti, come pure ogni altro disturbo delle funzioni vitali primarie, ad
esclusione dei semplici impedimenti negli altri settori della vita, come ad
esempio la pratica di uno sport, la partecipazione a manifestazioni della vita
sociale e altre attività simili (DTF 110 V 120).
La determinazione della
rendita ex art. 25 deve basarsi, indipendentemente da considerazioni sulla
capacità lavorativa, sul pregiudizio corporale come tale, che va valutato in
percentuale, sulla base di raffronti dello stato funzionale ed anatomico prima
e dopo l'evento pregiudizievole per la salute, tenuto conto del grado di
assuefazione dell'assicurato (DTF 96 V 112; DTF 112 V 390; DTF 113 V 143; DTF
117 V 76; STFA del 26 agosto 1992 nella causa I.P, non pubblicata).
Tale determinazione
avviene in primo luogo attuando un paragone con i casi precedentemente
trattati, così da assicurare una certa uguaglianza di trattamento. E in
quest'ambito, il TFA ha avuto modo di giudicare utili le apposite tabelle
allestite dall'UFAM (STFA - non pubblicata - del 18.10.1983 nella causa Molliet).
Il tenore stesso dell'art.
25 cpv. 1 vieta, però, una valutazione puramente astratta ed egualitaria. Il
criterio oggettivo deve quindi essere ponderato con una valutazione
dell'aspetto soggettivo (con riferimento all'età, alla professione, ...) in
modo che in ogni singolo caso si possa determinare in che misura l'assicurato,
in seguito al pregiudizio delle proprie funzioni vitali primarie, sia stato
limitato nel godimento della vita.
Non è, dunque, la
menomazione oggettiva in sé che va indennizzata, quanto le ripercussioni che
questa ha per l'assicurato.
2.4 In una sentenza del 7 marzo
1987 nella causa B. pubblicata in DTF 113 V 140, il Tribunale federale delle
assicurazioni ha stabilito che la determinazione percentuale o in gradi della
menomazione dell'integrità non può essere basata direttamente né per analogia
sui tassi indicati nell'allegato 3 dell'OAINF (cfr. consid. 2c e 3).
In questa sentenza di
principio, successivamente confermata in una sentenza dell'11 gennaio 1991
nella causa X pubblicata in DTF 117 V 71 (consid. 3c/cc), la nostra Massima
istanza ha in particolare sviluppato le seguenti considerazioni:
"
Hiergegen wendet der Versicherte in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde ein, das Eidg. Versicherungsgericht postuliere
die Einheitlichkeit des Invaliditätsbegriffes in der obligatorischen Unfall-,
der Militär- und der Invalidenversicherung (BGE 109 V 23 Erw. 2a). In
«konsequenter Weiterentwicklung dieses Gedankens» müsse auch die
Einheitlichkeit in der Integritätsschadenbemessung in der obligatorischen
Unfallversicherung und der Militärversicherung postuliert werden. Es leuchte
nicht ein, dass die Prozentsätze gemäss Anhang 3 zur UVV nicht auch für den
Bereich er Militärversicherung herangezogen werden könnten.
Aus
der Einheitlichkeit des Invaliditätsbegriffes gemäss der vom Versicherten
erwähnten Rechtsprechung folgt indes keineswegs, dass der Integritätsschaden in
der Militärversicherung und der Unfallversicherung nach den gleichen Regeln zu
bemessen ist.
Es
trifft wohl zu, dass die Schätzung der Invalidität bei Erwerbstätigen in der
Invalidenversicherung, der obligatorischen Unfallversicherung und der
Militärversicherung mit Bezug auf den gleichen Gesundheitsschaden praxisgemäss
grundsätzlich den gleichen Invaliditätsgrad zu ergeben hat (BGE 109 V 23 f.,
106 V 88 Erw. 2b).
Das
resultiert indes daraus, dass der Invaliditätsgrad in diesen
Versicherungszweigen nach der gleichen Methode (Einkommensvergleich) und auf
der Grundlage des gleichen massgebenden Sachverhalts zu bestimmen ist.
Demgegenüber bestehen jedoch in der obligatorischen Unfallversicherung und der
Militärversicherung für die Bemessung eines Integritätsschadens
unterschiedliche Methoden, die mit Bezug auf die gleiche Integritätseinbusse
nicht zwingend zur gleichen Festsetzung des Schadens in Prozenten oder Graden
führen. Für die Unfallversicherung hat der Bundesrat im Anhang 3 zur UVV das Mass
der Integritätseinbusse bei wichtigen und typischen Schäden prozentual
festgelegt und aufgelistet; der Grad des Integritätsverlusts bei speziellen
oder nicht aufgeführten Schäden ist nach der Schwere aus einer verwandten oder
vergleichbaren Position der Skala der Integritätsschäden abzuleiten (siehe Ziff.
1 Abs. 2 Anhang 3 UVV; MAURER, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, S. 421
lit. 2c). Die gradmässige Bewertung eines Integritätsschadens ist mithin in der
Unfallversicherung für den konkreten Fall positivrechtlich im wesentlichen
vorgezeichnet.
Zudem
wird die Integritätseinbusse abstrakt und egalitär bemessen indem bei gleichem
medizinischem Befund der Integritätsschaden für alle Versicherten gleich
festgesetzt wird (GILG/ZOLLINGER, Die Integritätsentschädigung nach dem
Bundesgesetz über die Unfallversicherung, S. 38 und 46; MAURER, a.a.O., S.
417). In der Militärversicherung ist ein Integritätsschaden gemäss Art. 25 Abs.
1 MVG dagegen «in Würdigung aller Umstände nach billigem Ermessen»
festzusetzen. Damit verfügt die Militärversicherung bei der Schätzung eines Integritätsschadens
über einen weit grösseren Spielraum als die Unfallversicherung und kann die
Einbusse individueller bemessen, indem sie beispielsweise das Alter oder
besondere persönliche Umstände des Versicherten berücksichtigen kann. Hierbei
sind die Richtwerte gemäss Anhang 3 zur UVV grundsätzlich auch nicht analogieweise
anwendbar, weil diese über die Unfallversicherung hinaus keine allgemeingültige
gradmässige Bewertung der erfassten Schäden darstellen. Die betreffenden
Prozentzahlen sind nicht als voraussetzungloser Ausdruck ausschliesslich
medizinisch begründeter Abstufungen zu betrachten, sondern können nur im
Zusammenhang mit der Beschränkung der Leistungen auf den Höchstbetrag des
versicherten Jahresverdienstes und die Ausrichtung der Entschädigugng in Form
einer Kapitalabfindung (Art. 25 Abs. 1 UVG) richtig verstanden und gewichtet
werden. Sind die Prozentsätze gemäss Anhang 3 zur UVV durch Leistungsansatz und
Entschädigungsform mitbestimmt, so kann ihnen für die Militärversicherung keine
präjudizielle Wirkung zuerkannt werden.
Beizufügen
bleibt, dass Verwaltung und Vorinstanz die Integritätseinbusse des Versicherten
nach den für die Militärversicherung gültigen Regeln mit 65% in einer Weise
bemessen haben, die nicht zu beanstanden ist."
(cfr. DTF 113 V
143-145)
Il Tribunale federale
delle assicurazioni ha dunque sottolineato che nel settore dell'assicurazione
contro gli infortuni il legislatore ha già prestabilito quale valutazione dare
ad una determinata menomazione ed, inoltre, ha prescritto che la gravità della
menomazione deve essere valutata astrattamente e in modo ugualitario.
Invece, in materia di
assicurazione militare, il grado di menomazione rilevante è determinato
"equamente tenendo conto di tutte le circostanze", ragion per cui il
margine di apprezzamento degli organi dell'assicurazione militare è molto più
esteso rispetto a quelli dell'assicurazione contro gli infortuni.
L'assicurazione militare
può in particolare valutare la gravità della menomazione tenendo conto delle
caratteristiche individuali dell'assicurato da indennizzare.
2.5 Nella fattispecie, in data 29
aprile 1993 il medico di circondario dell'assicurazione militare, dottor
_________, ha posto la diagnosi di "postumi di meniscectomia laterale al
ginocchio destro, pangonartrosi al ginocchio destro" (cfr. Doc. _).
In data 2 luglio 1993, lo
stesso medico ha precisato che "il danno militare al ginocchio destro va
dal 30 al 50% al massimo" (cfr. Doc. _).
In uno scritto dell'11
agosto 1993 il dottor __________, medico in capo dell'UFAM, si è espresso a
favore di una rendita per menomazione dell'integrità del 5%, rilevando:
"
Bei der Untersuchung fand sich am rechten Knie ein
leichter Gelenkserguss bei einem stabilen, normal beweglichen Kniegelenk.
Quadrizepsatrophie
rechts.
Behindert
ist der Patient im schnellen Laufen (BH 44), in Knien (BH 55) und im Aufrechterhalten
von Kniestellungen (BH 71.0).
Die
Behinderungen stellen ein erhebliche Beeinträchtigung der physischen Mobilität
dar.
Nach
der Praxis der Militärversicherung wird beim Verlust eines Beines oberhalb des
Kniegelenkes in der Regel ein Integritätsschaden von 25%, bei Verlust des
Beines im Kniegelenk in der Regel ein Integritätsschaden von 20% und bei
Versteifung des Kniegelenkes in physiologisch guter Stellung in der Regel ein
Integritätsschaden von 10% angenommen. Die mittelschwere Pangonarthrose bei
guter Stabilität und Beweglichkeit gibt in der Regel Anspruch auf eine Integritätsschadenrente
von 5% (L.B. 35.800, Sch.B. 36.353).
Unter
Würdigung der mittelschweren Pangonarthrose rechts, der mässigen Beschwerden
und der damit verbunden erheblichen Benachteiligung der physischen Mobilität in
der allgemeinen Lebensgestaltung bemisst sich der Integritätsschaden des
Patienten im Vergleich zum Versicherungsfall W.B. 36.395 mit 5%.
Beurteilung:
Unter
Würdigung aller Umstände und nach der Beurteilungspraxis der
Militärversicherung beträgt der Integritätsschaden des Patienten
aufgrund der mittelschweren Pangonarthrose rechts 5%."
(Doc. _)
Questa valutazione è stata
confermata il 21 gennaio 1994 (cfr. Doc. _).
Chiamato ora a
pronunciarsi, il TCA non può che confermare la rendita del 5% per il danno alla
salute al ginocchio destro patito dall'assicurato.
Questa valutazione è
infatti il risultato del paragone con altri casi simili, ciò che corrisponde ai
criteri ammessi dal TFA (cfr. consid. 2.3).
Non decisivo in concreto è
inoltre il fatto che l'__________ abbia ritenuto adeguato il 15% quale grado
per la menomazione dell'integrità (cfr. Doc. _ pag. 4).
Infatti, come
dettagliatamente esposto al consid. 2.4, il Tribunale federale delle assicurazioni
non considera applicabili in questo contesto le disposizioni dell'assicurazione
contro gli infortuni, né direttamente né per analogia.
Infine anche la riduzione
della responsabilità della Confederazione del 50%, sulla base dell'art. 64 LAM
(cfr. consid. 2.2), appare in concreto adeguata, soprattutto dopo che l'__________
ha modificato la propria decisione (cfr. consid. 1.3 e Doc. _).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso é respinto.
2.- Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale Federale delle Assicurazioni, Adligenswilerstrasse
24, 6002 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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