AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
38.2004.7
Data decisione, Autorità:
23.07.2004, TCA
Raccomandata
Incarto n.
38.2004.7
cr/sc
Lugano
23 luglio
2004
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Cinzia Raffa, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 17 gennaio 2004
di
RI1
contro
la decisione del 12 dicembre 2003 emanata
da
Ufficio regionale di collocamento di CO1,
in materia di assicurazione contro la
disoccupazione
ritenuto, in
fatto
1.1. Il 20
novembre 2003 l'URC di CO1 ha sospeso RI1 dal diritto all'indennità per 10
giorni a decorrere dal 1° novembre 2003, argomentando:
"
Giusta gli art. 17 cpv. 1, 30 cpv. 1 lett. c
LADI l'assicurato ha l'obbligo di cercare lavoro. Ogni assicurato è tenuto a
ricercare un impiego già prima di essere iscritto in disoccupazione. In
particolare un nuovo lavoro deve essere cercato intensamente durante il termine
di disdetta in caso di un contratto di lavoro di durata indeterminata, mentre
in caso di un contratto di lavoro di durata determinata le ricerche devono
essere svolte durante un periodo ragionevole che precede la fine del rapporto
d'impiego (3 mesi). Nel caso di attività stagionali è comunque necessario
svolgere le proprie ricerche non solo nel periodo finale della stagione
lavorativa, bensì durante tutto l'anno. Tutte le prove dei propri sforzi per
trovare un lavoro devono essere conservate e consegnate all'amministrazione in
occasione di una nuova iscrizione in disoccupazione.
Nel presente caso le ricerche di lavoro per il
periodo di controllo aprile - settembre 2003 risultano insufficienti in quanto
presentato nel mese di settembre 4 ricerche delle quali 3 presso lo stesso datore
di lavoro, nel mese di agosto solo 3 ricerche di lavoro e nei mesi precedenti
non ha dato seguito ad offerte di lavoro per attività a carattere duraturo
portate all'attenzione di ogni potenziale interessato.
Le indennità sono state calcolate: 3 indennità
per mese per ricerche insufficienti negli ultimi 3 mesi prima di cessare
l'attività e 1 indennità per i rimanenti mesi.
Le giustificazioni fatte in data 12.11.03 non
sono state ritenute valide per giustificare tale comportamento." (Doc. A2)
1.2. A seguito
dell'opposizione interposta dall'assicurato personalmente (cfr. doc. A5),
l'amministrazione, in data 12 dicembre 2003, ha emanato una decisione su
opposizione con la quale ha confermato la sanzione inflitta all'assicurato.
In
particolare l'amministrazione ha rilevato:
"
In data 20 ottobre 2003, l'assicurato ha
consegnato al suo consulente sig. __________, al momento dell'iscrizione in
disoccupazione, i formulari Prova degli sforzi intrapresi per trovare un
lavoro relativi al periodo aprile / ottobre 2003.
Prima dell'iscrizione l'assicurato deve
consegnare all'Amministrazione tutti gli sforzi effettuati durante tutto il
periodo di lavoro con un contratto di tipo stagionale, con lo scopo di trovare
un impiego annuale o di trovare un'occupazione durante il periodo invernale, il
consulente sig. __________, inviava all'assicurato una richiesta di
giustificazione (no. 207428174), valutando insufficienti gli sforzi effettuati.
Non ritenendo valide le giustificazioni (lettera
del 12 novembre 2003), il consulente ha inviato una decisione di sanzione con
la sospensione dal diritto alle indennità per 10 giorni.
Tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello
di ricercare personalmente un'occupazione adeguata (art. 16 LADI), se
necessario anche fuori della professione precedente (art. 17 cpv. 1 LADI) ed
anche fuori dal proprio luogo di domicilio (art. 16 cpv. 2 lett. f LADI). Il
disoccupato, per ogni periodo di controllo deve provare al servizio competente
gli sforzi che ha intrapreso per trovare lavoro (art. 26 OADI). Se l'assicurato
non compie sufficienti sforzi egli deve essere sanzionato sulla base dell'art.
30 cpv. 1 lett. c LADI. Secondo tale norma l'assicurato è sospeso dal diritto
alle indennità se non fa il suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata.
Gli argomenti sollevati dal signor RI1 non
permettono di giungere a una conclusione differente rispetto a quanto stabilito
con la decisione contestata.
Infatti, riteniamo gli sforzi effettuati
insufficienti sia quantitativamente (3 o 4 ricerche mensili) nei tre mesi
antecedenti la fine del contratto di lavoro, sia qualitativamente (mancano le
risposte ad annunci di posti di lavoro annuali apparsi sui quotidiani nel
periodo Aprile/ottobre 2003)." (Doc. A1)
1.3. Contro
questa decisione l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel
quale si è così espresso:
"
(…)
Mi chiamo RI1, professione cuoco.
Per presentare la vicenda parto dal novembre
2002, quando ho chiesto il diritto all'indennità di disoccupazione.
Iniziato subito la ricerca di un lavoro, nel
febbraio 2003, rispondendo ad un annuncio, ho trovato un'occupazione a tempo
determinato presso il __________. Un lavoro che mi avrebbe impegnato
dall'aprile 2003 fino alla fine di ottobre dello stesso anno.
Poiché il contratto era a tempo determinato, il
mio collocatore, signor __________, mi ha chiesto di continuare ugualmente la
ricerca di un lavoro a tempo indeterminato. Ho quindi proseguito la ricerca
durante i retagli di tempo.
Poi alla fine di ottobre, scaduto ormai il
contratto e non avendo trovato nel frattempo un posto di lavoro nuovo e più
duraturo, mi sono ritrovato nella condizione di chiedere nuovamente la
disoccupazione.
Ho quindi consegnato al signor __________ le
prove delle ricerche effettuate durante il mio periodo lavorativo, ma queste
sono state da lui ritenute insufficienti.
Ha chiesto delle giustificazioni scritte, ma sono
state tutte respinte.
Vi allego la corrispondenza da cui potrete
evincere la mia posizione." (Doc. I)
1.4. Nella sua
risposta del 3 febbraio 2004 l'amministrazione ha chiesto di respingere il
ricorso e, in particolare, ha osservato:
"
(…)
Il signor RI1 è iscritto presso il nostro ufficio
dal 01.11.2003, dal 14.04.2003 al 26.10.2003 ha lavorato in qualità di cuoco
presso __________ (Doc. 2) con un contratto a carattere stagionale.
Egli era a conoscenza delle disposizioni vigenti
in materia di ricerche di lavoro durante l'attività stagionale poiché in
possesso del "Promemoria delle ricerche di lavoro" (Doc. 3) ricevuto
e firmato in data 05.11.2002.
Inoltre tali disposizioni sono state ribadite nel
corso del colloquio di chiusura del 28.04.2003 (Doc. 4).
Al momento della sua reiscrizione avvenuta il
11.11.2003 è stato in grado di consegnare 8 ricerche di lavoro per il mese di
ottobre 2003, 4 ricerche per quello di settembre 2003 di cui 3 ritenute siano
state fatte presso lo stesso datore di lavoro (__________situato ad __________),
per il mese di agosto 3 ricerche di lavoro.
Per il periodo aprile - luglio 2003 ha fatto
delle ricerche di lavoro presso datori di lavoro che non cercano nuovo
personale senza rispondere ad offerte reali presenti sul mercato (Doc. 5).
In base al diritto di essere sentito l'11.11.2003
gli è stata inviata una richiesta di giustificazione (Doc. 6) per permettergli
di spiegare perché non ha dato seguito ad offerte a carattere duraturo, portate
a normale conoscenza di tutti e perchè nei mesi di agosto e settembre 2003 non
ha intensificato tali ricerche.
Il nostro ufficio non ha ritenuto valida la
giustificazione presentata (Doc. 7) e lo ha pertanto sospeso dalle indennità di
disoccupazione per un totale di 10 giorni.
Va segnalato che l'assicurato ha già interposto
opposizione (Doc. 8) alla decisione di sospensione del 20 novembre 2003.
Il nostro ufficio con decisione su opposizione
(Doc. 9) del 12 dicembre 2003 ha respinto la richiesta confermando la decisione
di 10 giorni.
L'entità della sanzione è stata calcolata sulla
base delle direttive della sezione del lavoro considerando la situazione
personale dell'assicurato.
Preso atto delle argomentazioni del ricorrente,
lo scrivente Ufficio ritiene giustificato confermare la propria decisione
datata 20 novembre 2003, poiché le stesse non sono in misura di sovvertirla.
Visto quanto sopra, si chiede a codesto lodevole
Tribunale di voler respingere il ricorso e riconfermare la decisione
impugnata." (Doc. III)
1.5. Pendente
causa il TCA ha chiesto all'amministrazione di precisare i motivi per i quali
sono stati inflitti all'assicurato 10 giorni di sospensione dal diritto
all'indennità di disoccupazione, specificando quanti giorni di sanzione sono
stati conteggiati per ogni mese, da aprile a ottobre 2003, precedente
l'iscrizione al collocamento (cfr. doc. V).
Con scritto del 6 febbraio 2004 l'amministrazione
ha risposto:
"
In risposta al vostro scritto del 5 c.m. le
comunico che il calcolo è stato effettuato nel seguente modo.
Considerando che il Sig. RI1 avrebbe dovuto fare
delle ricerche di lavoro da aprile a ottobre 2003 e queste sono state ritenute
insufficienti da aprile a settembre ho provveduto a sanzionare:
1 indennità per mese per i mesi aprile, maggio, giugno e luglio
2003 per ricerche insufficienti.
3 indennità per mese per i mesi agosto e settembre 2003 in quanto
avrebbe dovuto intensificare le ricerche di lavoro almeno nei 3 mesi prima di
terminare l'attività prevista per fine ottobre 2003.
Nel mese di ottobre 2003 sono state ritenute
sufficienti.
Tale calcolo è dato dalla direttiva 114c come
trovate copia in allegato." (Doc. VI)
1.6. Il doc. VI è
stato trasmesso all'assicurato, con la facoltà di presentare osservazioni
scritte (cfr. doc. VIII).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; RS 830.1).
Ai sensi
dell'art. 52 cpv. 1 della LPGA le decisioni emesse in virtù dell'art. 49 LPGA
possono essere impugnate entro trenta giorni mediante opposizione all'istanza
che le ha notificate.
In virtù
del fatto che in via di principio, le norme di procedura entrano in vigore
immediatamente (cfr. SVR 2003 IV Nr. 25, consid. 1.2, pag. 76; DTF 117 V 93
consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a; RAMI 1998 KV no. 37 pag. 316 consid. 3b),
tutte le decisioni emanate dopo il 1° gennaio 2003 sono rette dalla procedura
di opposizione. Per fissare il momento dell'emanazione della decisione è
determinante la sua consegna alla posta (vedi DTF 119 V 95 consid. 4a) (cfr.
lettera 29 novembre 2002 del TFA alle autorità di ricorso cantonali nel campo
delle assicurazioni sociali).
La
procedura d'opposizione si applica a tutti i campi delle assicurazioni sociali,
ad eccezione della previdenza professionale.
L'art. 52
cpv. 2 LPGA stabilisce che le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro
un termine adeguato. Sono motivate e contengono un avvertimento relativo ai
rimedi giuridici.
Inoltre,
secondo l'art. 52 cpv. 3 LPGA, la procedura d'opposizione è gratuita e di
regola non sono accordate ripetibili.
2.3. La decisione
impugnata è stata emanata dall'URC di CO1.
Gli URC,
in virtù dell'art. 85b LADI e sulla base delle competenze conferite loro
tramite una direttiva interna dalla Sezione del lavoro, sono competenti a
infliggere agli assicurati delle sospensioni dal diritto alle indennità di
disoccupazione a causa di ricerche di lavoro insufficienti e, in modo più
generale, a sanzionare gli assicurati che non si attengono alle prescrizioni di
controllo ai sensi dell'art. 17 LADI (cfr. la sentenza del TCA del 20 novembre
2003 nella causa B., inc. n. 38.2003.55).
Il
Consiglio di Stato del Cantone Ticino, il 15 ottobre 2003, ha comunque già
modificato il Regolamento della legge sul rilancio dell'occupazione e sul
sostegno ai disoccupati del 4 febbraio 1988 precisando espressamente all'art.
2a lett. e i compiti delegati agli URC dalla Sezione del lavoro (cfr.
Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi del 17 ottobre 2003,
38/2003, pag. 281-282). Tale modifica è stata approvata dalla Confederazione, e
meglio dal Dipartimento federale dell'economia, il 5 novembre 2003 (cfr.
scritto del 5 novembre 2003 del Consigliere federale Joseph Deiss di cui
all'inc. 38.2003.55).
Il
ricorso contro la decisione su opposizione del 12 dicembre 2003, inoltrato
dall'assicurato il 17 gennaio 2004, ovvero entro 30 giorni dall'emissione del
citato provvedimento (cfr. art. 60 LPGA), è pertanto ricevibile.
Questa
Corte entra, di conseguenza, nel merito del ricorso.
Nel
merito
2.4. Oggetto
della presente vertenza è la questione a sapere se l'assicurato deve essere o
meno sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione per insufficienti
ricerche compiute nei mesi precedenti l'iscrizione in disoccupazione nei quali
era impegnato in un'attività stagionale.
Tra
gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario anche fuori
della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori del
proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).
Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà dunque presentare al servizio competente le prove
documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92
nella causa E.R., non pubblicata).
Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI:
"
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."
L'art. 26 cpv. 2 OADI
prevede che:
"
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve
provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
lavoro."
L’art. 26 cpv. 3 OADI, in
vigore dal 1° gennaio 2000, stabilisce che:
"
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell’assicurato."
Conformemente al principio
dell'obbligo della riduzione dei danni ancorato nel diritto delle assicurazioni
sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI
ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue
possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.
Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata.
La giurisprudenza federale
ha stabilito che questo motivo di sospensione è dato anche quando l'assicurato
non si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro prima di essere
disoccupato. L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il
periodo di disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli viene notificato
il licenziamento) per trovare una nuova occupazione (cfr. DLA 1966 N° 11 e N°
21; DLA 1977 N° 33; DLA 1987 pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella causa E.R.,
C 77/91; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure
art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).
In una
sentenza del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01) il TFA ha riconfermato
questo principio, argomentando:
"
Nach der Rechtsprechung muss die versicherte
Person bereits vor der Beendigung der bisherigen Erwerbstätigkeit (ARV 1993/94
Nr. 26 S. 184 Erw. 2b) und vor der Meldung beim Arbeitsamt (ARV 1982 Nr. 4 S.
40 Erw. 2b) eine neue Stelle suchen, um die drohende Arbeitslosigkeit nach
Möglichkeit zu verhindern oder zu verkürzen. Sie kann sich insbesondere nicht
damit exkulpieren, nicht gewusst zu haben, dass sie schon vor Aufnahme der
Stempelkontrolle zur ernsthaften Arbeitsuche verpflichtet war und nicht darauf
aufmerksam gemacht worden sei."
(STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01)
Anche gli
assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo, op. cit., pag. 17).
Oltre al
caso appena ricordato in cui può essere sanzionato il lavoratore che non cerca
una nuova occupazione durante il periodo di disdetta o nel periodo
immediatamente precedente la fine di un contratto di lavoro di durata
determinata, può pure essere sospeso dal diritto all'indennità l'assicurato che
non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo che precede
l'adempimento dell'obbligo di controllo. Ciò vale in particolare per gli
assicurati che, terminati gli studi o dei corsi di perfezionamento, preferiscono
lasciar trascorrere qualche mese prima di annunciarsi disoccupati e, nel
periodo che va dalla fine degli studi al momento in cui si presentano per la
prima volta all'Ufficio del lavoro, non compiono nessuna ricerca di impiego
(cfr. DLA 1981 p. 126; DLA 1982 p. 37).
Per
contro non possono essere sospesi gli assicurati che stanno ancora svolgendo
gli studi (cfr. STCA del 18 aprile 1986 nella causa S.M., __________ contro CAD
Famiglia OCST) o che frequentano corsi di perfezionamento (cfr. STCA del 25
ottobre 1985 nella causa P.G., __________ contro CPCAD, concernente un corso di
tedesco in Germania; STCA del 15 settembre 1988 nella causa L.T., __________
contro Cassa disoccupazione OCST, a proposito di un corso di inglese in
Olanda).
Per
ulteriori indicazioni, cfr. D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.
2.5. Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C
49/00).
Il
disoccupato, per ogni periodo di controllo, deve, infatti, fornire
all'amministrazione la prova d'aver compiuto un certo numero di ricerche di
lavoro qualitativamente valide (cfr. DTF 124 V 231; DTF 120 V 74; DLA 1993/1994
pag. 55; DTF 112 V 217; DLA 1987 n. 2 p. 40; DLA 1986 n. 26 p. 101).
Secondo costante
giurisprudenza cantonale, gli assicurati, durante ogni periodo di controllo,
devono comprovare, di regola, almeno 4 ricerche qualitativamente valide (cfr.
per tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86). Il TFA, in
una sentenza del 13 luglio 1987, ha approvato questo principio (cfr. STFA nella
causa M.Z., C 33/87).
In una sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E. (C 286/02), il TFA ha ritenuto sufficienti quattro ricerche di lavoro
compiute da un assicurato durante uno dei tre mesi di disdetta, osservando:
"
(…)
Mit der Vorinstanz sind die fünf
Arbeitsbemühungen während des Monats November als genügend und die drei,
eventuell vier Bewerbungen im Dezember 2001 als gerade noch ausreichend zu
qualifizieren. Dies insbesondere angesichts des in diesem Monat knappen
Angebots an Arbeitsstellen und der Tatsache, dass sich der Versicherte nicht
darauf beschränkte, sich bloss telefonisch nach offenen Stellen zu erkundigen,
sondern sich in der Regel schriftlich bewarb. Dem geringen Fehlverhalten des
Beschwerdegegners, sich während des letzten Monats in der Kündigungsfrist nur
um eine oder zwei Stellen beworben zu haben, hat das kantonale Gericht mit der
am unteren Rand des leichten Verschuldens liegenden Einstellung von 3 Tagen
angemessen Rechnung getragen. Diese Bemessung der Einstelldauer ist unter
Berücksichtigung des nicht nur der Verwaltung, sondern auch der Vorinstanz
zustehenden Ermessens, in welches das Eidgenössische Versicherungsgericht ohne
triftigen Grund nicht eingreift (BGE 123 V 152 Erw. 2 mit Hinweisen), nicht zu
beanstanden."
(STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E., C 286/02)
In una
sentenza del 3 agosto 2000 nella causa K. (C 399/99), la nostra Alta Corte ha
inoltre avuto modo di rilevare quanto segue:
"
1.- Das kantonale Gericht hat die vorliegend
massgebenden Bestimmungen über die Pflicht zur Stellensuche (Art. 17 Abs. 1
AVIG), die Einstellung in der Anspruchsberechtigung bei ungenügenden
Arbeitsbemühungen (Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG), die verschuldensabhängige Dauer
der Einstellung (Art. 30 Abs. 3 AVIG und Art. 45 Abs. 2 AVIV) sowie die
Rechtsprechung zu Qualität und Quantität der Arbeitsbemühungen (vgl., nebst den
erwähnten BGE 120 V 76 Erw. 2 und 112 V 217 Erw. 1b, BGE 124 V 231 Erw. 4a)
zutreffend dargelegt. Darauf kann verwiesen werden.
Richtig ist auch, dass gemäss Verwaltungspraxis
in der Regel durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen pro Monat verlangt werden
(Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, N. 15 zu Art. 17). Eine allgemein gültige
Aussage über die erforderliche Mindestanzahl an Bewerbungen ist indes nicht
möglich. Das Quantitativ beurteilt sich vielmehr nach den konkreten Umständen
(Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Bd. Soziale Sicherheit,
Fn 1330). Zu berücksichtigen sind namentlich Alter,
Schul- und Berufsbildung der versicherten Person
sowie die Verhältnisse im für diese in Betracht kommenden
Arbeitsmarkt. (…)"
Questa giurisprudenza è stata confermata in una
sentenza del 6 agosto 2002 nella causa Z. (C 338/01), nella quale il TFA ha
ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un mese ed ha rilevato:
"
(…)
Verwaltung und Vorinstanz sind zu Recht davon
ausgegangen, dass sich die 1963 geborene Versicherte, welche eine Beschäftigung
als Hausangestellte, Textilarbeiterin oder Raumpflegerin suchte, im Monat
Februar 2000 nicht genügend um zumutbare Arbeit bemüht hat, indem sie am 1.
Februar drei, zwischen 2. und 23. Februar 2000 keine einzige und insgesamt im
Monat Februar 2000 lediglich sechs Stellenbewerbungen nachgewiesen hat. Dass
für die in der Stadt Zürich wohnhaft gewesene Beschwerdeführerin zwischen 2.
und 23. Februar 2000 in den nachgefragten Beschäftigungsbereichen - trotz
erfahrungsgemäss breitem Stellenangebot in diesem Arbeitsmarktsegment - kein
einziges zumutbares Stellenangebot vorhanden gewesen sein soll, wie sie im
vorinstanzlichen Verfahren geltend gemacht hat, ist nicht glaubwürdig. Weiter
bestreitet sie mit Blick auf die vom 7. Februar bis 8. April 2000 einstweilen
in einem befristeten Arbeitsverhältnis in der Confiserie Sprüngli ausgeübte
teilzeitliche Zwischenverdiensttätigkeit zu Recht nicht, sich der fortdauernden
Verpflichtung zur unverminderten Stellensuche bewusst gewesen zu sein. Soweit
die Beschwerdeführerin neu behauptet, aus der Klausel "mit Option auf
Weiterbeschäftigung" (auf dem befristeten Arbeitsvertrag vom 7. Februar
2000) habe sie schliessen dürfen, dass sie in dieser Firma werde weiter
arbeiten können, vermag sie sich nicht gegen den Vorwurf der ungenügenden
Arbeitsbemühungen zu rechtfertigen, zumal sie selber in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde auf den hinsichtlich der Weiterbeschäftigung
erforderlichen neuen Arbeitsvertragsabschluss vom 8. Mai 2000 hinweist, wodurch
sie erstmals wieder in ein unbefristetes Vollzeit-Arbeitsverhältnis eintreten
konnte. (…)"
(STFA del 6 agosto 2002 nella causa Z., C 338/01)
In un'altra sentenza del 23 gennaio 2003 nella
causa C.
(C 280/01) il TFA ha ritenuto insufficienti
quattro ricerche di lavoro in un periodo di tre mesi ed ha ancora precisato:
"
(…)
Dieser Pflicht zur Schadenminderung ist der
Beschwerdeführer insofern nicht ausreichend nachgekommen, als er während der
drei Monate vor Beginn der Teilarbeitslosigkeit am 1. März 2000 insgesamt nur
vier Stellenbewerbungen nachweisen kann. Zwar schreiben weder Gesetz noch
Verordnung eine Mindestanzahl von Bewerbungen vor. Viele Arbeitslosenkassen
verlangen durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen im Monat (Gerhards, Kommentar
zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 15 zu Art. 17 AVIG; Chopard, Die
Einstellung in der Anspruchsberechtigung, Diss. Zürich 1998, S. 140).
Selbst wenn dies keine gefestigte Praxis darstellt,
sind bloss vier Bewerbungen in einem Zeitraum von drei Monaten in quantitativer
Hinsicht eindeutig ungenügend. Wenn das KIGA den Beschwerdeführer unter diesen
Umständen für 9 Tage, also im mittleren Bereich des leichten Verschuldens, in
der Anspruchsberechtigung eingestellt hat, lässt sich dies nicht beanstanden. (…)"
(STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01)
In una sentenza del 26 maggio 2003 nella causa M.
(C 98/02), il TFA ha ritenuto non colpevole un assicurato che aveva compiuto,
durante due periodi di controllo, sei ricerche di lavoro lavorando a tempo
pieno in un programma di occupazione temporanea.
Il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella
causa R. (C 319/02), ha ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un
mese ed ha rilevato:
"
(…)
En l'occurrence, il y a lieu de constater que les
démarches (six) entreprises par le recourant durant la période de contrôle du
mois de novembre 2000 se situe en deça du nombre requis par la pratique
administrative. En outre, cette insuffisance n'est pas compensée par la qualité
des offres d'emploi. Comme le constatent les premiers
juges, cinq recherches ont été effectuées par téléphone. Enfin, les recherches
se concentrent sur trois jours seulement dans le mois (2, 9 et 30 novembre
2000). S'agissant de démarches qui pour la plupart d'entre elles - et à la
différence d'offres écrites - ne nécessitaient aucune préparation particulière,
on pouvait attendre de l'assuré un effort plus soutenu sur l'ensemble de la
période de contrôle.
Il n'est pas contesté non plus que le recourant
s'est vu assigner des objectifs de recherches d'emploi qui sont compatibles
avec son invalidité et qui lui permettent de mettre en valeur sa longue
expérience professionnelle. En accord avec l'assuré, il a été convenu qu'il
devait en priorité offrir ses services à des entreprises pour l'établissement
de métrés, de devis, ou encore pour la surveillance des travaux. Or, aucune des
recherches du mois de novembre 2000 n'entre dans le cadre des objectifs fixés,
puisqu'elles visent des emplois dans les domaines du marketing, de la
surveillance (pour une entreprise spécialisée en matière de sécurité), de
l'édition (travail à l'écran), du service après vente, ainsi que des emplois de
jardinier et de chauffeur. Il faut bien admettre
cependant que l'assuré avait fort peu de chances, compte tenu de son âge et de
la limitation importante de sa capacité résiduelle de travail, de trouver un
emploi dans une activité ne faisant pas appel aux connaissances acquises au
cours de sa carrière professionnelle. (…)"
(STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)
In un'altra sentenza dell'11 luglio 2003 nella
causa D. (C 63/03) la nostra Alta Corte, dopo avere ricordato che i giudici di
prima istanza avevano ritenuto che l'obiettivo fissato ad un'assicurata
dall'amministrazione di effettuare dieci ricerche di lavoro mensili non era
sproporzionato, ha ritenuto insufficienti tre ricerche di lavoro durante un
periodo di controllo:
"
(…)
En substance, les premiers juges ont relevé que
la législation ne fixe aucun critère quantitatif aux recherches d'emploi que
l'on est en droit d'attendre d'un chômeur. Cela étant, ils ont considéré que
l'objectif assigné à la recourante par l'ORP, à savoir effectuer dix recherches
d'emploi mensuelles, n'était pas disproportionné et pouvait être atteint au moyen
d'efforts raisonnables, s'agissant du domaine du secrétariat. (…)" (STFA
dell'11 luglio 2003 nella causa D., C 63/03)
La giurisprudenza cantonale più sopra ricordata
ha dunque fissato semplicemente una linea di riferimento e non ha carattere
assoluto ("di regola") e, secondo quanto stabilito dal TFA nelle
sentenze appena citate, occorre valutare, nel singolo caso concreto, quante
ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, a seconda delle condizioni
particolari di ogni singola fattispecie (cfr. STCA del 28 gennaio 2003 nella
causa K., inc. 38.2002.186).
A proposito dei compiti dei consulenti del
personale, in una sentenza del 5 ottobre 2000 nella causa B. (inc. 38.2000.74)
il TCA ha ricordato che:
"
Riguardo al desiderio dell'assicurato di seguire
altri tipi di programmi occupazionali, va pure ricordato che spetta ai
consulenti degli URC di decidere di volta in volta quali sono le misure più
idonee per favorire un rapido collocamento dei singoli assicurati (cfr. art. 85
cpv. 1 lett. a e c LADI; art. 85 b LADI, art. 17 cpv. 3 LADI)."
Giusta l'art. 17 cpv. 1 in
fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo
posto di lavoro, fornendo al servizio competente le prove relative agli sforzi
intrapresi a tal fine (cfr. art. 26 cpv. 2 OADI; cfr. DLA 1988 p. 95; DTF 120 V
74). La prova degli sforzi volti al reperimento di una nuova occupazione deve
essere fornita, giusta l'art. 26 cpv. 2 OADI, al servizio competente. Nel
Cantone Ticino, sulla base dei combinati disposti dell'art. 30 cpv. 2, 85 e 85b
LADI, questa competenza è stata delegata agli URC (cfr. consid.2.3.; D.
Cattaneo, op. cit., pag. 92-93).
La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).
L'obbligo
a comprovare le ricerche di lavoro è stato ribadito dal TFA in una sentenza del
23 gennaio 2003 nella causa C.
(C
280/01), nella quale ha osservato:
"
Selbst wenn sich der Versicherte sodann
tatsächlich bei 10 potentiellen Arbeitgebern oder Arbeitgeberinnen gemeldet
hätte, kann er sich nur auf jene Arbeitsbemühungen berufen, welche er
nachzuweisen vermag (Art. 17 Abs. 1 Satz 3 AVIG in Verbindung mit Art. 26 Abs.
2 AVIV; Gerhards, a.a.O., N 22 zu Art. 17 AVIG)."
Concretamente
ciò significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.
In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi ad un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S.P., AD 5/87).
Inoltre
il TFA ha avuto occasione di rilevare che sul modulo utilizzato per comprovare
le ricerche compiute o sulle eventuali dichiarazioni dei potenziali datori di
lavoro deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il
disoccupato si è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre
1999 nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).
L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dall'UFSEL (Ufficio
federale dello sviluppo economico e del lavoro; dal 1° luglio 1999 Segretariato
di stato dell'economia, SECO).
In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.
Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95).
In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000 pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto
che viola l'obbligo di ridurre il danno l'assicurato che effettua le ricerche
di lavoro esclusivamente per telefono.
In merito alle ricerche di lavoro compiute
esclusivamente per telefono e alla continuità delle ricerche durante un periodo
di controllo, il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R. (C
319/02), ha avuto modo di rilevare:
"
(…)
Pour trancher le point de savoir si l'assuré a
fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir
compte aussi bien de la quantité que de la qualité de ses recherches (ATF 124 V
231 consid. 4a et l'arrêt cité). Sur le plan quantitatif, la pratique
administrative exige dix à douze offres d'emploi par mois en moyenne. On ne
peut cependant pas s'en tenir à une limite purement quantitative et il faut
bien plutôt examiner, au regard des circonstances concrètes, la qualité des
démarches (Nussbaumer, op. cit., note de bas de page 1330). Sur le plan
qualitatif, on peut attendre d'un assuré qu'il ne se contente pas de démarches
par téléphone, mais qu'il réponde également à des offres d'emploi par écrit
(Chopard, op. cit., p. 139 sv.). La continuité des démarches joue également un
certain rôle, même si l'on ne saurait exiger d'emblée que l'assuré répartisse
ses démarches sur toute une période de contrôle. S'agissant d'offres écrites,
il peut au contraire être rationnel et judicieux de préparer ses postulations
de manière concentrée sur quelques jours dans le mois, eu égard à la
périodicité des offres d'emplois dans les journaux et compte tenu du fait que
les délais de postulation sont en général relativement longs (arrêt non publié
du 5 juillet 1988 dans la cause R., C 14/88). (…)"
(STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)
2.6. L'art. 30
cpv. 1 lett. c LADI sanziona dunque una violazione dell'obbligo di ridurre il
danno fissato all'art. 17 cpv. 1 LADI (cfr. DLA 1981 pag. 126).
In una
sentenza del 17 marzo 1998 nella causa H. il Tribunale federale delle
assicurazioni ha ribadito questo concetto ed ha avuto modo di formulare le seguenti
osservazioni circa la natura, il carattere e lo scopo della sospensione:
" Mittels
Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll dieser Pflicht zum Durchbruch
verholfen werden. Praxisgemäss handelt es sich dabei nicht um eine
strafrechtliche, sondern eine verwaltungsrechtliche Sanktion (BGE V 151 Erw.
1c; ARV 1990 Nr. 20 S. 133 Erw. 2b; vgl. auch Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 2 zu Art. 30). Mit der Verknüpfung von
Schadenminderungspflicht und Sanktion will das AVIG Arbeitslose zur
Stellensuche anspornen. Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll den
Versicherten davon abhalten, die Arbeitslosenversicherung missbräuchlich in
Anspruch zu nehmen. Wenn er sich nicht genügend um Arbeit bemüht, nimmt er in
Kauf, länger arbeitslos zu bleiben. Dadurch erwächst der Versicherung insofern
ein Schaden, als sie länger Leistungen erbringen muss. Zweck der Einstellung in
der Anspruchsberechtigung ist eine angemessene Mitbeteiligung des Versicherten
an diesem Schaden, den er durch sein pflichtwidriges Verhalten der
Arbeitslosenversicherung natürlich und adäquat kausal verursacht hat (BGE 122 V
40 Erw. 4c/aa und 44 Erw. 3c/aa; Gerhards, a.a.O., n 2 und 51 zu Art.
30). Ohne die einstellungsrechtliche Sanktion käme Art. 17 Abs. 1 AVIG im
Taggeldrecht nicht zum Tragen.
Wüsste nämlich eine
arbeitslose Person zum voraus, dass ungenügende Bemühungen bezüglich ihrer
Leistungen keine Folgen zeitigten, fehlte ein wesentlicher Ansporn, dem
gesetzlichen Gebot zur Stellensuche nachzuleben." (DTF 124 V 227-
228)
In questa
sentenza (cfr. DTF 124 V 228- 230) il TFA ha pure avuto modo di sancire la
conformità dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI con le disposizioni della
Convenzione OIL: Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (al
proposito cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte
sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).
In una
sentenza del 4 agosto 2003 nella causa S. (C 221/02) l'Alta Corte ha, tra l'altro,
ribadito che:
"
(…)
2.2 Anche nell'ambito dell'assicurazione contro
la disoccupazione, così come negli altri ambiti delle assicurazioni sociali,
all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 125 V 199 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, pag.
48). La violazione di questo obbligo viene sanzionata
per evitare l'ottenimento abusivo di prestazioni da parte dell'assicurazione
contro la disoccupazione (DLA 1998 no. 34 pag. 187 consid. 2b e riferimenti).
Con lo strumento della sospensione, quale sanzione amministrativa e non penale
(DLA 1993/1994 no. 3 pag. 22 consid. 3d con riferimenti), il legislatore ha
così voluto regolamentare la partecipazione dell'assicurato al danno da lui
provocato (DTF 126 V 523; Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. I, no. 2 ad art. 30) e scaricare, per
motivi di equità, la comunione dei contribuenti dagli effetti negativi di
comportamenti ingiustificati (Jacqueline Chopard, Die Einstellung in der
Anspruchsberechtigung, tesi Zurigo 1998, pag. 24 seg.). (…)"
(cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa S., C
221/02)
2.7. Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.
La sospensione del diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave (cfr. art.
45 cpv. 2 OADI).
La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace
in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).
In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.
L'art. 45 cpv. 3 OADI
stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato senza
valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha rifiutato un
lavoro idoneo.
Per quel
che concerne la sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata
sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione
da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni
per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.
Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e dell'UCL prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate
ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di
lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi
successivi, visto l'art. 45 cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à
l'indemnité de chômage (IC) del SECO in vigore dal 1° gennaio 2002, D68 punto
1; Lista delle sospensioni URC/UCL aggiornate dal SECO al 25.01.1999).
Queste direttive sono conformi alla legge (cfr.
D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento
alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed.
OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione
su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA. Anche il TFA ha
approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. la sentenza del 23
gennaio 2003 nella causa C., C 280/01, nella quale l'Alta Corte ha confermato
la sanzione di 9 giorni di sospensione dal diritto alle indennità di
disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un assicurato che aveva saputo
comprovare unicamente quattro ricerche di lavoro svolte nei tre mesi di
disdetta del precedente rapporto di lavoro; la sentenza del 6 agosto 2002 nella
causa Z., C 338/01, nella quale il TFA ha confermato 4 giorni di sospensione
per insufficienti ricerche in un periodo di controllo; la sentenza del 2 maggio
2003 nella causa X., C 275/02, nella quale la nostra Massima Istanza ha
confermato una sanzione di 15 giorni di sospensione per mancate ricerche
durante tre mesi di disdetta; la sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E., C 286/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato 3 giorni di
sanzione per insufficienti ricerche di lavoro durante uno dei tre mesi di
disdetta; la sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02, nella quale
l'Alta Corte ha confermato la sanzione di 5 giorni di sospensione dal diritto
alle indennità di disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un
assicurato, nato nel 1939, che aveva saputo comprovare unicamente sei ricerche
di lavoro, di cui cinque svolte per telefono, durante un periodo di controllo
nel corso del quale egli aveva, tra l'altro, lavorato cinque giorni, per un
totale di trentaquattro ore e la sentenza dell'11 luglio 2003 nella causa D., C
63/03, nella quale il TFA ha confermato una sanzione di 4 giorni di sospensione
per insufficienti ricerche di lavoro durante un periodo di controllo).
2.8. Nella già
citata sentenza H. del 17 marzo 1998, il Tribunale federale delle assicurazioni
ha stabilito che è possibile sospendere l'assicurato che commette (soltanto)
una colpa lieve non compiendo sufficienti ricerche di lavoro. L'Alta Corte ha
al proposito rilevato:
" b) Die
Vorinstanz hat erwogen, bloss drei Stellenbewerbungen im Monat Juni 1994
vermöchten wohl qualitativ, nicht aber quantitativ zu genügen. Indessen sei
der Beschwerdegegnerin aufgrund einer lange dauernden Krankheit gekündigt
worden; zudem finde sie im Alter von 54 Jahren bei der gegenwärtigen Lage auf
dem Arbeitsmarkt kaum noch eine Stelle. Sodann habe das Arbeitsamt ihr bei der
Stellensuche nicht geholfen und jeweils drei Bewerbungen in den vorangegangenen
Monaten ungeahndet gelten lassen. Insgesamt sei das Verhalten der Versicherten
deshalb bloss leichtfahrlässig. Analog zur Invaliden-, Unfall- und
Militärversicherung, welche Leistungen nur bei Vorsatz und Grobfahrlässigkeit
kürzten, sei deshalb vorliegend von einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung
abzusehen. Das Verwaltungsgericht des Kantons Bern pflege unangefochtenerweíse
dieselbe Praxis.
Demgegenüber macht die
Kasse geltend, eine Einstellung habe bei jedem Verschulden zu erfolgen. Dass
die Verwaltung der Versicherten nicht geholfen habe, entbinde diese nicht von
der Pflicht zur Stellensuche. Da zudem eine Überprüfung der Bewerbungen nur
stichprobenweise möglich sei, könne die Beschwerdegegnerin nichts zu ihren
Gunsten aus dem Umstand ableiten, dass die Kasse die jeweils bloss zwei oder
drei Bewerbungen der vorangehenden Monate nicht beanstandet habe.
c) Die Vorinstanz
beruft sich für ihre Auffassung, wonach eine Einstellung in der
Anspruchsberechtigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten
zulässig sei, auf die Praxis des Verwaltungsgerichts des Kantons Bern. Dieses
führte in einem Entscheid aus dem Jahre 1990 (BVR 1991 S. 82 ff.) aus, im
Sozialversicherungsrecht werde als allgemeiner Grundsatz anerkannt, dass
Leistungen gekürzt oder sogar für gewisse Fälle verweigert werden könnten, wenn
Versicherte die Leistungspflicht vorsätzlich oder grobfahrlässig verursacht
oder verlängert hätten (vgl. Art. 7 IVG, Art. 37 und 39 UVG, Art. 7 aMVG, Art.
35 BVG und - betreffend die Krankenkassen BGE 107 V 228 Erw. 2a). Dies müsse
gleihermassen für den Bereich der Arbeitslosenversicherung gelten. Auch
bezüglich solcher Leistungen könne daher eine Kürzung (oder befristete
Verweigerung) der Entschädigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem
Verhalten verfügt werden, nicht aber bei bloss leichter Fahrlässigkeit, da
insbesondere nicht einzusehen sei, weshalb in diesem Zweig die Anforderungen an
die Sorgfaltspflicht des einzelnen derart strenger sein sollten Als in den
übrigen Bereichen der Sozialversicherung (BVR 1991 S. 83 f. Erw. 4b).
d) Die im genannten
Entscheid zitierten Bestimmungen des IVG, UVG, aMVG und BVG statuieren alle den
Grundsatz, dass bei vorsätzlicher oder grobfahrlässiger Herbeiführung des
Versicherungsfalles durch den Versicherten die Leistungen gekürzt oder
verweigert werden können. Sie schliessen von Gesetzes wegen zugleich
Sanktionen für leichtfahrlässiges Verhalten aus. Im
Arbeitslosenversicherungsrecht hingegen fehlt eine derartige Beschränkung des
-sanktionsbedrohten Verhaltens auf Grobfahrlässigkeit und Vorsatz. Die
Einstellung in der Anspruchsberechtigung ist ausdrücklich "nach dem Grad
des Verschuldens" zu bemessen (Art. 30 Abs. 3 AVIG). Eine Absicht, das
Verschulden bei leichter Fahrlässigkeit von jeglicher Sanktion auszunehmen, ist
im Unterschied zum Wortlaut der zitierten Bestimmungen aus den andern
Sozialversicherungszweigen nicht erkennbar. Folgerichtig unterscheidet Art. 45
Abs. 2 AVIV nach leichtem, mittelschwerem und schwerem Verschulden. Es
widerspräche daher dem Arbeitslosenversicherungsgesetz, wenn die leichte
Fahrlässigkeit als eine der Formen des Verschuldens ausgeklammert würde.
Darauf weist auch die Botschaft zum Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und die Insolvenzentschädigung vom 2. Juli 1980 in BB1
1980 IlI S. 588 ff. hin, in der ausdrücklich von Einstellungen gesprochen wird,
die nicht pönalen Charakter hätten (vgl. auch Gerhards, a.a.O., N 2 zu
Art. 30). Beispielsweise stehe es dem Versicherten frei und sei auch nicht
ehrenrührig, sich ungenügend um eine Arbeitsstelle zu bemühen oder eine
zumutbare Arbeit abzulehnen. Der Arbeitslosenversicherung entstehe hieraus
trotzdem ein Schaden, der zu einer angemessenen Leistungsreduktion führen
müsse. Gerade um unterschiedlichen Verhältnissen und Verschuldensgraden mit
der nötigen Differenzierung Rechnung tragen zu können, sei die Spanne der
Einstellungsfristen möglichst weit zu fassen. Daher hat auch leichte
Fahrlässigkeit bei ungenügenden Arbeitsbemühungen nach Art. 30 Abs. 1 lit. c
AVIG zu einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu führen.
e) Aus diesen Ausführungen
folgt, dass die Praxis des Berner Verwaltungsgerichts zu Art. 30 Abs. i lit. c
AVIG (BVR 1991 S. 83 f.), welcher sich die Vorinstanz anschloss der Regelung
des Arbeitslosenversicherungsgesetzes und der besicht des Gesetzgebers
zuwiderläuft. er kantonale Escheid verletzt daher insoweit Bundesrecht, als er
die leichte Fahrlässigkeit von Sanktionen befreit." (DTF 124 V
231-233)
Nella
sentenza citata il TFA ha poi stabilito che tre ricerche di lavoro
qualitativamente valide in un periodo di controllo sono insufficienti ed ha
sottolineato:
" Die
Beschwerdegegnerin weist im Monat Juni 1994 lediglich drei Bewerbungen auf.
Dies ist quantitativ ungenügend, verlangen doch einige Kassen durchschnittlich
10 bis 12 Bemühungen im Monat (Gerhards, a.a.O. N 15 zu Art. 17). Das Alter der Versicherten erschwert zwar die
Erfolgsaussichten, hindert sie aber nicht daran, intensiver nach einer Stelle
Ausschau zu halten (ARV 1980 Nr.- 45 S. 112 Erw. 2; Gerhards,
a.a.O.,. N 14 zu Art. 17). Massgebend ist einzig die ausreichende Intensität
der Bemühungen und nicht deren Erfolg. Dass die Verwaltung keine aktive
Hilfeleistung geboten hat, vermag die Beschwerdegegnerin ebenfalls nicht von
der ihr obliegenden Pflicht zur Schademinderung zu befreien. Die von der
Verwaltung verfügte Einstellung im unteren Bereich des leichten Verschuldens
ist Rechtens und trägt den gesamten Umständen des Falles angemessen Rechnung.
Damit ist der Entscheid der Vorinstanz aufzuheben." (DTF 124 V 234)
La Cassa
di disoccupazione aveva sospeso l'assicurata per 3 giorni dal diritto
all'indennità di disoccupazione.
Infine,
nella sentenza citata, il TFA ha stabilito che l'amministrazione prima di
applicare l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, non deve raccomandare all'assicurato
di intensificare le ricerche di lavoro ed ha rilevato:
" Eine
der Einstellung vorangehende Mahnung ist in der Arbeitslosenversicherung nicht
vorgesehen. Insofern besteht ein Unterschied zur Invalidenversicherang, welche
in Art. 31 IVG ausdrücklich ein Mahn- und Bedenkzeitverfahren vorsieht (vgl.
BGE 122 V 218). Dieses Verfahren ist unter anderem deswegen sinnvoll, weil der
Versicherte sonst unter Umständen von einem ablehnenden Verwaltungsakt
überrascht würde. Anders sind die Verhältnisse in der
Arbeitslosenversicherung; hier wird der Versicherte von Anfang an auf seine
Pflichten, insbesondere auf diejenige zur Stellensuche, aufmerksam gemacht
(Art. 19 Abs. 4 AVIV in der bis Ende 1996 gültig gewesenen Fassung, nunmehr
Art. 20 Abs. 4 AVIV). Ferner pflegt er wegen der Erfüllung der
Kontrollvorschriften Kontakt zum zuständigen Arbeitsamt. Deshalb ist es nicht
notwendig, vor einer Einstellung eine Mahnung auszusprechen, auch dann nicht,
wenn die Verwaltung in den vorangegangenen Kontrollperìoden ungenügende
Arbeitsbemühungen nicht sanktioniert hat. Das Eidgenössische
Versicherungsgericht hat denn auch in ständiger Praxis (nicht veröffentlichte
Urteile M. vom 23. Juni 1989, C 20/890 und N. vom 6. August 1985, C 8/85; vgl.
auch Gerhards, &.&.O., N 61 zu Art. 30) festgehalten, dass eine
Einstellung verfügt werden muss, wenn der entsprechende Tatbestand erfüllt ist;
eine blosse Verwarnung ist unzulässig. Von dieser Rechtsprechung abzuweichen
besteht vorliegend kein Anlass." (DTF 124 V 233)
2.9. In una sentenza del 22 ottobre 2002 nella causa N. (C
305/01), non pubblicata, il TFA ha ancora ribadito la necessità di compiere
delle ricerche di lavoro nel periodo precedente l'annuncio al collocamento. Al
riguardo la nostra Massima Istanza ha osservato:
"
(…)
- L'assuré faisant valoir des prestations
d'assurance doit, avec l'assistance de l'office du travail compétent,
entreprendre tout ce qu'on peut raisonnablement exiger de lui pour éviter le
chômage ou l'abréger. Il lui incombe en particulier de chercher du travail, au
besoin en dehors de la profession qu'il exerçait précédemment (art. 17 al. 1
LACI).
Aux termes de l'art. 30 al. 1 let. c LACI, le
droit de l'assuré à l'indemnité est suspendu lorsqu'il est établi que celui-ci
ne fait pas tout ce qu'on peut raisonnablement exiger de lui pour trouver un
travail convenable. Cette disposition trouve notamment application lorsque
l'assuré n'effectue pas suffisamment de recherches d'emploi pendant le délai de
résiliation de son contrat de travail (DTA 1993 no 9 p. 87 consid. 5b, 1993 no
26 p. 184 consid. 2b, 1987 no 2 p. 41 consid. 1).
-
L'intimé a admis, en procédure cantonale, ne
pas avoir effectué de recherches d'emploi pendant le délai de résiliation de
son contrat de travail, soit du 25 juillet au 30 septembre 2000, ainsi qu'au
cours des mois de novembre et décembre 2000. Les premiers juges ont considéré
qu'il n'encourait qu'une seule mesure de suspension dans l'exercice du droit à
l'indemnité de chômage, dont il convenait de fixer la durée au terme d'une
appréciation globale de son comportement pour l'ensemble des mois d'août à
décembre 2000.
3.1 La suspension du droit à l'indemnité de
chômage prévue à l'art. 30 LACI n'a pas un caractère pénal. Elle constitue une
sanction de droit administratif destinée à combattre les abus en matière
d'assurance-chômage. Comme telle, cette mesure peut être prononcée de manière
répétée, sans que soit applicable l'art. 68 CP (ATF 123 V 151 consid. 1c).
Plusieurs mesures de suspension distinctes peuvent ainsi être prononcées, sauf
- et exceptionnellement - en présence de manquements qui procèdent d'une
volonté unique et qui, se trouvant dans un rapport étroit de connexité
matérielle et temporelle, apparaissent comme l'expression d'un seul et même
comportement (DTA 1999 no 33 p. 197 sv. consid. 3b, 1993 no 3 p. 22 consid. 3d
et p. 25 consid. 5b; arrêt non publié F. du 25 novembre 1997 [C 61/97] consid.
5a).
3.2 En ce qui concerne plus particulièrement les
mesures de suspension en raison de recherches d'emploi insuffisantes, le
Tribunal fédéral des assurances a admis, avant l'abrogation de la loi fédérale
du 22 juin 1951 sur l'assurance-chômage (LAC) et l'entrée en vigueur de la
LACI, que des décisions de suspension distinctes pouvaient être prises, même
rétroactivement, pour chaque mois pendant lequel l'assuré avait contrevenu à
ses obligations. Selon la pratique de l'époque, en effet, l'examen des
recherches d'emploi effectuées par les personnes assurées était mensuel, bien
qu'il n'existât pas de réglementation légale sur ce point (arrêt non publié F.
du 16 novembre 1981 [C 114/80]). Il n'y a pas lieu de modifier cette
jurisprudence, implicitement confirmée à plusieurs reprises (cf. parmi
d'autres, les arrêts non publiés C. du 2 décembre 1999 [C 282/98], O. du 7
octobre 1998 [C 82/98] et B. du 4 décembre 1997 [C 128/97]), d'autant que
l'obligation de remettre chaque mois à l'office compétent la preuve des efforts
entrepris en vue de trouver un emploi est aujourd'hui expressément prévue par
l'art. 26 al. 2 OACI (cf. également art. 26 al. 3 et 27a OACI).
- Après avoir négligé d'effectuer des recherches
d'emploi pendant le délai de résiliation de son contrat de travail, ce qui
justifie une première mesure de suspension dans l'exercice du droit à l'indemnité
de chômage, l'intimé a entrepris plusieurs démarches en vue de trouver du
travail, de manière à remplir provisoirement ses obligations vis-à-vis de
l'assurance-chômage. Il lui appartenait toutefois de poursuivre ses efforts
pendant les mois de novembre et décembre 2000, sans quoi il encourait de
nouvelles mesures de suspension pour chacune de ces périodes de contrôle,
conformément à la jurisprudence exposée ci-dessus (consid. 3). Les trois
décisions administratives litigieuses étaient donc en principe justifiées,
contrairement à l'avis des premiers juges, le SPP et le Groupe réclamations
n'ayant par ailleurs pas fait un usage critiquable de leur pouvoir
d'appréciation en fixant la durée de la suspension à 10 jours pour les mois
d'août et septembre 2000, 5 jours pour le mois de novembre 2000, et 5 jours
pour le mois de décembre 2000 (après rectification, par le Groupe réclamations,
de la sanction prononcée par le SPP)." (STFA del 22 ottobre 2002 nella
causa N., C 305/01)
In
un'altra sentenza del 15 dicembre 2003 nella causa P. (C 200/03), il TFA ha
confermato ancora una volta la necessità di compiere delle ricerche di lavoro
nel periodo precedente l'annuncio al collocamento. Al riguardo l'Alta Corte ha
osservato:
" (…)
Nach Art. 17 Abs. 1 AVIG muss der Versicherte,
der Versicherungsleistungen beanspruchen will, mit Unterstützung des
zuständigen Arbeitsamtes alles Zumutbare unternehmen, um Arbeitslosigkeit zu
vermeiden oder zu verkürzen.
Insbesondere ist er verpflichtet, Arbeit zu
suchen, nötigenfalls auch
ausserhalb seines bisherigen Berufes. Er muss
seine Bemühungen nachweisen können. Gemäss Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG ist der
Versicherte in der Anspruchsberechtigung einzustellen, wenn er sich persönlich
nicht genügend um zumutbare Arbeit bemüht.
3.1 Gemäss Rechtsprechung ist der
Einstellungsgrund nach Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG schon dann gegeben, wenn die
versicherte Person vor Eintritt der Arbeitslosigkeit ihren Obliegenheiten nicht
nachgekommen ist. Sie hat sich daher bereits während der Kündigungsfrist um
einen neuen Arbeitsplatz zu bewerben (ARV 2003 Nr. 10 S. 119 Erw. 1 mit
Hinweisen).
Dies wird in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde
nicht grundsätzlich in Frage gestellt. Geltend gemacht wird vielmehr, die
Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen ungenügenden Arbeitsbemühungen
setze voraus, dass die Verwaltung die versicherte Person auf die Pflicht, sich
um eine neue Anstellung zu bewerben, und die bei Unterlassung drohende Sanktion
aufmerksam gemacht habe. Ohne diesen Hinweis könne die versicherte Person den
besagten Einstellungstatbestand nicht erfüllen.
3.2 Nach konstanter Praxis des Eidgenössischen
Versicherungsgerichts, von der abzuweichen kein Anlass besteht, muss sich die
versicherte Person gemäss ihrer Schadenminderungspflicht auch die vor der
Meldung auf dem Arbeitsamt unterlassenen Stellenbewerbungen entgegenhalten
lassen (ARV 1982 Nr. 4 S. 40 Erw. 2b, 1981 Nr. 29 S. 127 Erw. 2a; zuletzt:
unveröffentlichte Urteile C. vom 23. Januar 2003, C 280/01, und S. vom 22.
Oktober 1998, C 267/98). Die Pflicht der Versicherungsleistungen
beanspruchenden Person zur Arbeitssuche - als Teil der Schadenminderungspflicht
- ergibt sich direkt aus dem Gesetz (Art. 17 Abs. 1 AVIG). Die versicherte
Person kann sich daher insbesondere nicht damit exkulpieren, nicht gewusst zu
haben, dass sie schon vor Aufnahme der Stempelkontrolle zur ernsthaften
Arbeitssuche verpflichtet war und nicht darauf aufmerksam gemacht worden sei
(unveröffentlichte Urteile C. vom 23. Januar 2003, C 280/01, und S. vom 22. Oktober
1998, C 267/98; vgl. auch ARV 1980 Nr. 44 S. 109). Diese Rechtsauffassung
verstösst entgegen der Verwaltungsgerichtsbeschwerde nicht gegen die
Europäische Menschenrechtskonvention. Sodann ist auch BGE 124 V 233 Erw. 5b
nicht so zu verstehen, dass nur ein ab der Anmeldung gezeigtes Verhalten die
Schadenminderungspflicht verletzen und zu einer Einstellung führen kann. Die
weiteren Vorbringen des Beschwerdeführers rechtfertigen ebenfalls keine andere
Betrachtungsweise. Das gilt namentlich auch für den Hinweis auf die gesetzliche
Regelung, wonach die versicherte Person die Kontrollvorschriften erst ab der
Anmeldung zu erfüllen hat (Art. 17 Abs. 2 AVIG). Zweck der Kontrollvorschriften
ist es, die versicherte Person dazu zu bringen, sich den offiziellen Vermittlungseinrichtungen
zur Verfügung zu stellen, und die materiellen Anspruchsvoraussetzungen der
Arbeitslosigkeit und der Vermittlungsfähigkeit überprüfen zu können (Thomas
Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, Rz 259). Dies schliesst eine
Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen vor der Anmeldung unterlassenen
Arbeitsbemühungen nicht aus. Gemäss Art. 20 Abs. 1 lit. d AVIV hat die
versicherte Person denn auch bei der Anmeldung den Nachweis ihrer Bemühungen um
Arbeit vorzulegen. Dies verdeutlicht, dass die Pflicht zur Stellensuche bereits
vor der Anmeldung und den damit gegebenenfalls verbundenen behördlichen
Hinweisen besteht. Wollte man der vom Beschwerdeführer vertretenen Auffassung
folgen, stünde es im Belieben der versicherten Person, nach Erhalt der
Kündigung mit der Anmeldung - diese ist spätestens am ersten Tag, für den
Arbeitslosenentschädigung beansprucht wird, vorzunehmen (Art. 17 Abs. 2 in
Verbindung mit Art. 7 Abs. 2 lit. a AVIG) - zuzuwarten und damit vorläufig auf
Arbeitsbemühungen verzichten zu können, ohne deswegen eine Einstellung
gewärtigen zu müssen. Dies widerspricht der Zielrichtung des Gesetzes.
Das Anstellungsverhältnis des Beschwerdeführers
war bis 31. Dezember 2002 befristet, welcher Beendigungszeitpunkt ihm überdies
durch Mitteilung des Arbeitgebers vom 24. September 2002 bestätigt wurde. Dies
ist ebenso unbestritten wie die Feststellung im Einspracheentscheid und im
kantonalen Gerichtsentscheid, wonach der Versicherte für die drei folgenden Monaten
Oktober bis Dezember 2002 gesamthaft sechs Stellenbewerbungen aufzuweisen hat.
Wie das beco im Einspracheentscheid vom 7. April
2003 zutreffend dargelegt hat, ist eine allgemein gültige Aussage über die
erforderliche Mindestanzahl an Bewerbungen nicht möglich. Ob die
Arbeitsbemühungen quantitativ genügen, beurteilt sich vielmehr nach den
konkreten Umständen (Nussbaumer, a.a.O., S. 256 Fn 1330; vgl. auch ARV 1990 Nr.
5 S. 38).
Im vorliegenden Fall führt dies mit Verwaltung
und Vorinstanz zu der Feststellung, dass lediglich sechs Bewerbungen in einem
Zeitraum von drei Monaten selbst dann nicht zu genügen vermögen und dies der
versicherten Person zum Verschulden gereicht, wenn sie in diesem Zeitraum noch
in der bisherigen vollzeitlichen Anstellung tätig war und deshalb die
Stellensuche allenfalls erschwert war. Der Beschwerdeführer ist nach der
Beendigung des bestehenden Arbeitsverhältnisses arbeitslos geworden und hat
Leistungen der Arbeitslosenversicherung in Anspruch genommen, wofür die
unterlassenen Arbeitsbemühungen als mit kausal zu betrachten sind. Es hat daher
eine Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu erfolgen.
Soweit der Beschwerdeführer hiegegen vorbringt,
die Verwaltung habe ihn ungenügend und falsch über seine Pflichten informiert,
weshalb keine Sanktion erfolgen dürfe, kann ihm ebenfalls nicht gefolgt werden.
Eine allenfalls unvollständige Information vermöchte ihn im Lichte der
vorstehenden Darlegungen (Erw. 3.2) nicht zu entlasten. Was die angeblich
falsche Auskunft betrifft, hat der Versicherte im kantonalen Verfahren ein
Telefonat mit der Verwaltung erwähnt. Dieses betraf aber nach seiner eigenen
Darstellung den Zeitpunkt der Anmeldung und nicht die hier interessierende
Frage der Arbeitsbemühungen, weshalb sich daraus von vornherein auch nach Treu
und Glauben nichts zu seinen Gunsten ergibt. Dies gilt unbesehen von der
Richtigkeit der Auskunft und ohne dass die weiteren Voraussetzungen für den
Vertrauensschutz infolge falscher behördlicher Auskunft (vgl. BGE 127 I 36 Erw.
3a, 126 II 387 Erw. 3a, 121 V 66 Erw. 2a mit Hinweisen; RKUV 2000 Nr. KV 126 S.
223) geprüft werden müssten.
Die Dauer der Einstellung bemisst sich nach dem
Grad des Verschuldens (Art. 30 Abs. 3 AVIG) und beträgt 1 bis 15 Tage bei
leichtem, 16 bis 30 Tage bei mittelschwerem und 31 bis 60 Tage bei schwerem
Verschulden (Art. 45 Abs. 2 AVIV).
Der Beschwerdeführer hat sich während immerhin
drei Monaten nicht genügend um Arbeit bemüht. Verwaltung und Vorinstanz haben
deswegen mit einer der Praxis entsprechenden pauschalen, aber ausreichenden
Begründung auf ein leichtes Verschulden im mittleren Rahmen geschlossen und die
Dauer der Einstellung auf 10 Tage festgesetzt. Ein triftiger Grund, welcher
eine abweichende Ermessensausübung als näher liegend erscheinen liesse (BGE 126
V 362 Erw. 5d mit Hinweis), wird nicht geltend gemacht und ergibt sich auch
nicht aus den Akten. Dies führt zur Abweisung der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde." (STFA del 15 dicembre 2003 nella causa P.,
C 200/03)
2.10. Nel caso di specie, l'assicurato è stato impiegato presso __________
di __________ dal 14 aprile 2003, tramite un contratto di lavoro di tipo
determinato, fino al 26 ottobre 2003.
Il
ricorrente si è riannunciato per il collocamento a partire dal 1° novembre
2003. Al momento dell'iscrizione in disoccupazione, l'assicurato ha consegnato
all'amministrazione le ricerche di impiego compiute durante i mesi compresi fra
aprile e ottobre 2003.
L'amministrazione,
considerando le ricerche di lavoro effettuate dall'assicurato nel periodo in
cui ha svolto la propria attività di carattere stagionale insufficienti, l'ha
sospeso per 10 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione (cfr. consid.
1.1.).
L'art. 42
LPGA (norma di procedura che entra immediatamente in vigore; cfr. consid.
2.2.), prevede che le parti hanno il diritto di essere sentite. Non devono
obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante
opposizione.
A tale
proposito in una sentenza del 23 giugno 2003 nella causa S. (C 49/03) l'Alta
Corte ha rilevato che:
"
Die Sache geht daher an die Arbeitslosenkasse
zurück, damit sie nach Erfüllung des Gehörsanspruchs erneut über eine
allfällige Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen selbstverschuldeter
Arbeitslosigkeit befinde. In diesem Rahmen kommt nunmehr Art. 42 Satz 2 ATSG
zur Anwendung, wonach die Gewährung des rechtlichen Gehörs ins
Einspracheverfahren verschoben ist (Kieser, a.a.O. Art. 42 Rz. 24)."
In una sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J. (H 272/03) il
TFA, al consid. 3.3., si è così espresso:
"
(…) Selon un principe général de la procédure
administrative, l'autorité n'est pas tenue d'entendre les parties avant de
prendre une décision susceptible d'être frappée d'opposition (art. 30 al. 2
let. b PA). Ce principe est aujourd'hui spécifiquement consacré, en matière
d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème phrase LPGA."
Nel caso di specie, prima di emanare la decisione di sanzione il consulente del
personale ha provveduto a consegnare all'assicurato una "Richiesta di
giustificazione" con la quale gli richiedeva di motivare le insufficienti
ricerche entro il 21 novembre 2003, precisando che oltre questa data l'autorità
cantonale avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso e menzionando
espressamente l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la
sospensione di un assicurato nel caso in cui non fa il suo possibile per
ottenere un'occupazione adeguata (cfr. doc. 6).
Con scritto datato 12 novembre 2003 l'assicurato
aveva fornito la seguente motivazione:
"
(…)
Ho iniziato a lavorare presso il __________ di __________
l'11 aprile 2003, data in cui ho continuato le mie ricerche per aprile, maggio
e giugno. Mi sono comunque dedicato alla continua ricerca nonostante il tempo
fosse praticamente occupato dal mio lavoro al 100% presso il __________. I mesi
di agosto (3 timbri) e settembre (4 timbri - vedi foglio ricerche di lavoro),
mi permetto di dirle che sono stati mesi abbastanza faticosi. Io ho fatto del
mio meglio andando sempre di persona a chiedere lavoro a tempo pieno dove
credevo fossero dei lavori duraturi. Ho parlato con tante persone e conoscenti
ma senza successo. Sono davvero dispiaciuto se le mie ricerche secondo lei non
sono sufficienti, ma mi creda ho fatto del mio meglio e sarei dispiaciuto se
tali ricerche non fossero sufficienti per accontentare le vostre
richieste." (Doc. 7)
Nella
presente fattispecie il TCA constata che l'amministrazione, consegnando
all'assicurato la richiesta di giustificazione citata (cfr. doc. 6), ha dato al
ricorrente la possibilità di esprimersi prima di pronunciare la sanzione.
Dunque il
diritto di essere sentito dell'assicurato è stato rispettato già prima
dell'emanazione della decisione formale, conformemente alla chiara
giurisprudenza federale emessa prima dell'entrata in vigore della LPGA (cfr. STFA
del 6 agosto 2002 nella causa C., C 91/02, consid. 1a; RAMI
2002 pag. 77, consid. 3d, pag. 83; SVR 2002 ALV Nr. 4 pag. 9; DTF 126 V 130 =
SVR 2001 ALV Nr. 12 pag. 37), che mantiene comunque, in talune circostanze, la
sua validità anche successivamente (cfr. U. Kieser, op. cit., ad art. 42, n.
1-28; Th. Locher, "Grundriss des
Sozialversicherungsrechts", Ed. Staempfli Verlag AG, Berna 2003, pag. 466
n° 53 e 54).
2.11. Per quanto attiene agli assicurati che entrano in
disoccupazione al termine di un'attività stagionale (per es. nell'edilizia o
nella ristorazione), va osservato che, per un certo periodo, l'UCL ha applicato
anche a costoro la giurisprudenza relativa ad assicurati che si annunciano in
disoccupazione e dichiarano la loro disponibilità ad essere collocati solamente
durante qualche mese, prima di assolvere il servizio militare o effettuare un
soggiorno di perfezionamento all'estero o intraprendere un'altra formazione o
lasciare definitivamente il nostro paese.
Il TFA considera queste
persone inidonee al collocamento (e quindi rifiuta loro il diritto
all'indennità di disoccupazione), poiché, se si prescinde dal campo delle
attività per le quali non sono richieste una formazione o un'esperienza professionale,
bisogna ammettere che un datore di lavoro è poco incline, generalmente, a
prendere in considerazione un'offerta di servizio di durata limitata, mentre
cerca di attribuire un posto di lavoro duraturo (cfr. DLA 2000 pag. 152; DLA
1995 pag. 57; DTF 123 V 218; DTF 120 V 288; DLA 1991 pag. 24; DLA 1990 pag. 25;
DLA 1988 pag. 23; DLA 1992 pag. 124; DLA 1992 pag. 127; DTF 110 V 209; Prassi
AD 98/1 fogli 7.1-7.3; J.L. Plattet, "L'assurance-chômage au quotidien et
ses aides à l'emploi", Friborgo 1998, pag. 56-58; B. Despland, "Votre
sécurité sociale au quotidien", Losanna 1998, pag. 155-156; DTF del 2.5.97
nella causa P.F.; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di
collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo
n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 19 segg.).
In una sentenza del 18
novembre 1998 nella causa F.B., il TCA ha stabilito che la giurisprudenza
appena menzionata non deve essere applicata agli assicurati che terminano
un'attività stagionale e che hanno un impiego per la stagione seguente. In
questo caso, l'idoneità al collocamento non deve più essere esaminata (cfr. DLA
2000 pag. 152; DTF 110 V 207; DTF 120 V 390-391; DTF 123 V 217-218; DTF 111 V
38; D. Cattaneo , op. cit., pag. 24).
Tuttavia, alla luce della
giurisprudenza federale citata, questo Tribunale ha deciso che proprio nel caso
di assicurati che controllano la disoccupazione tra una stagione e l’altra o
durante le vacanze scolastiche, e quindi si annunciano in disoccupazione
soltanto alcuni mesi ogni anno, le esigenze relative alla ricerca costante
di un impiego duraturo devono essere molto severe, al fine di evitare che venga
decretata la loro inidoneità al collocamento dal profilo soggettivo. In
particolare questi assicurati devono svolgere tali ricerche durante tutto il
periodo in cui lavorano e devono ricercare un'occupazione annuale - o
almeno un'occupazione, di breve durata, per la "stagione morta" fuori
dalla propria professione e in un'attività realmente esistente sul mercato del
lavoro. Essi sono pure tenuti ad accettare un impiego annuale duraturo
ufficialmente assegnato (cfr. STCA del 17 aprile 2001 nella causa M.-B.,
38.2000.190; STCA del 17 aprile 2001 nella causa V.-S; STCA del 16 marzo 2000
nella causa P.B.; STCA del 21 settembre 1999 nella causa A.T. contro URC di
Biasca, STCA del 21 aprile 1999 nelle cause T.B. de S.P. contro UCL e N.Q
contro UCL; DTF 120 V 385; D. Cattaneo, op. cit. pag. 21; 24-25).
Il TCA ha
pure stabilito che l'amministrazione, per valutare se sono stati compiuti
sufficienti sforzi per reperire un impiego e decidere un'eventuale sanzione,
deve riferirsi a tutto il periodo in cui viene esercitata un'attività lucrativa
e non solo agli ultimi mesi di lavoro (cfr. STCA del 17 agosto 2001
nella causa M., 38.2001.15; STCA del 17 aprile 2001 nella causa M.-B.,
38.2000.190; STCA del 17 aprile 2001 nella causa V.-S., 38.2000.270).
2.12. Nella
fattispecie concreta, l'assicurato ha lavorato presso __________ di __________,
tramite un contratto di durata determinata, dal 14 aprile 2003 al 26 ottobre
2003, in qualità di cuoco (cfr. doc. 2).
In data 1° novembre 2003 il ricorrente si è
reiscritto in disoccupazione.
Al
momento dell'iscrizione al collocamento, l'assicurato ha provveduto a
consegnare all'amministrazione le ricerche svolte durante tutto il periodo in
cui ha lavorato presso __________ di __________: egli, infatti, essendo già
stato iscritto in disoccupazione dal 1° novembre 2002 al 14 aprile 2003 (cfr.
doc. 4), aveva già ricevuto dall'amministrazione le opportune informazioni
circa i suoi diritti e doveri di disoccupato, con riferimento in particolare
alla necessità di compiere regolarmente gli sforzi necessari al fine di trovare
un'occupazione duratura o perlomeno un'attività temporanea durante i mesi di
inattività.
Egli ha
inoltre ricevuto e sottoscritto in data 5 novembre 2002 il "Promemoria
ricerche di lavoro", nel quale è indicato che gli assicurati devono
compiere le ricerche di lavoro già prima di iscriversi al collocamento, durante
il periodo di disdetta dal precedente rapporto lavorativo o, in caso di
contratti di lavoro di durata determinata, nei tre mesi precedenti l'iscrizione
al collocamento; nello stesso documento l'amministrazione ha poi ricordato la
necessità, per gli assicurati che svolgono un'attività stagionale e che
ricorrono al collocamento solo durante brevi periodi tra una stagione e
l'altra, di effettuare gli sforzi necessari per reperire di un'occupazione
duratura durante tutto l'anno.
Inoltre,
in occasione dell'ultimo colloquio di consulenza del 28 aprile 2003 (colloquio
che poneva termine all'iscrizione al collocamento visto l'inizio della sua
attività stagionale di cuoco) l'assicurato era stato informato dal proprio
consulente del personale circa l'obbligo di compiere delle ricerche di lavoro
durante tutto il periodo in cui lavorava. Al riguardo il consulente del
personale ha verbalizzato quanto segue (verbale sottoscritto dall'assicurato):
"
In data odierna si è presentato presso i nostri
sportelli il sig. RI1 per consegnare il contratto di lavoro. Ha iniziato a
lavorare con effetto 14 aprile 2003 presso il __________ ad __________. Gli ho
ricordato che deve svolgere le ricerche su tutto il periodo lavorativo e gli ho
consegnato i formulari per le ricerche d'impiego (periodo maggio-novembre
2003). Esce dalla disoccupazione. Trovato se stesso posto. 14 -
annullare." (Doc. 4)
Il ricorrente è quindi stato più volte informato
dall'amministrazione circa i suoi diritti e doveri di disoccupato, con
riferimento in particolare alla necessità di compiere regolarmente gli sforzi
necessari al fine di trovare un'occupazione duratura o perlomeno un'attività
temporanea durante i mesi di inattività.
L'assicurato, al riguardo, ha consegnato
all'amministrazione una serie di ricerche di lavoro svolte di persona,
recandosi personalmente presso i potenziali datori di lavoro, nei mesi di
aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre e ottobre 2003 (cfr. doc.
5-5f), ricerche che sono state ritenute insufficienti dall'amministrazione.
2.13. Le ricerche
di lavoro svolte dall'assicurato di persona, durante i mesi compresi fra aprile
2003 e ottobre 2003 ed indicate sui relativi formulari "Prova degli sforzi
personali intrapresi per trovare lavoro" (cfr. doc. 5 - 5f) non sono state
ritenute sufficienti dall'amministrazione in quanto 3 delle 4 ricerche di
lavoro effettuate nel mese di settembre 2003 sono state compiute presso lo
stesso datore di lavoro (____________________, __________ e __________, situati
ad __________), mentre invece le ricerche del periodo compreso fra aprile e
luglio 2003 sono state svolte presso datori di lavoro che non cercavano nuovo
personale e non rispondendo a reali offerte di lavoro presenti sul mercato;
inoltre, l'amministrazione ha rimproverato all'assicurato di non avere intensificato
gli sforzi volti al reperimento di una nuova occupazione durante i mesi di
agosto e settembre 2003 (cfr. doc. III).
Al riguardo, occorre innanzitutto osservare che
le ricerche di lavoro effettuate, di persona, dal ricorrente durante tutto il
periodo in cui ha svolto la sua attività stagionale sono state indicate nel
formulario relativo alla "Prova degli sforzi personali intrapresi per
trovare lavoro" dei mesi di aprile, maggio, giugno, luglio, agosto,
settembre e ottobre 2003 (cfr. doc. 5 - 5f), in modo corretto, indicando sia la
data precisa nella quale sono state compiute, sia l'impiego ricercato, sia il
risultato della domanda d'impiego e sono state comprovate dall'apposizione del
"timbro" da parte del potenziale datore di lavoro contattato.
Nel caso
di specie, tuttavia, l'assicurato è alla sua seconda iscrizione al
collocamento, motivo per il quale occorre ritenere che egli sapeva o perlomeno
avrebbe dovuto sapere l'importanza di compiere delle ricerche mirate, svolte
durante tutto l'arco del mese, preferibilmente in risposta a concrete e reali
offerte d'impiego pubblicate sui quotidiani.
In
effetti, la legge impone agli assicurati non di raccogliere firme o timbri,
bensì di compiere sforzi validi per trovare un nuovo lavoro (cfr. RDAT I-1994,
pag. 206-207).
Nei mesi in cui era impegnato quale cuoco presso __________
di __________ il ricorrente ha sì effettuato delle ricerche spontanee di lavoro
in qualità di cuoco presso alcuni esercizi pubblici situati per lo più a __________
(cfr. doc. 5 - 5f), omettendo tuttavia, in particolare negli ultimi mesi di
lavoro (agosto e settembre 2003) - quando ormai la fine del proprio impiego
stagionale era sempre più vicina e il rischio di restare senza un'occupazione
diventava sempre più concreto - di intensificare i propri sforzi al fine di
reperire un nuovo impiego, rispondendo in particolare a reali offerte di lavoro
presenti sul mercato.
In tale contesto va ricordato che, nel corso del
mese di ottobre 2003, ossia quando il termine dell'occupazione stagionale era
ormai prossima, l'assicurato ha invece intensificato i propri sforzi volti al
reperimento di una nuova occupazione, effettuando 8 ricerche di lavoro. Tale
sforzi sono stati ritenuti sufficienti dall'amministrazione e non hanno dato
quindi luogo a nessuna sanzione (cfr. doc. VI).
Alla luce della chiara giurisprudenza citata
(cfr. consid. 2.4.-2.5. e 2.8-2.9.) e pur considerando il notevole impegno che
richiedeva l'attività di cuoco (cfr. doc. A4 e doc. A5) del ricorrente, a mente
del TCA l'assicurato avrebbe dunque dovuto compiere maggiori sforzi al fine di
trovare una nuova occupazione nel periodo antecedente l'annuncio al
collocamento.
2.14. In simili
condizioni, questo Tribunale deve concludere che il ricorrente ha violato
l'obbligo di ridurre il danno che la legge gli impone per cui, a ragione,
l'amministrazione l'ha sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione
sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI.
Per
quanto riguarda la commisurazione della sanzione, va preliminarmente osservato che
il 27 agosto 2001 l'Ufficio cantonale del lavoro ha emanato una circolare
interna no. 114a, la quale è stata recentemente esaminata da questa Corte
nell'ambito di una vertenza analoga alla presente (cfr. STCA del 5 febbraio
2002 nella causa S., inc. 38.2001.201).
Essa
indica che:
"
(…)
- Periodo di tempo
da esaminare
L'esame delle ricerche di
lavoro è esteso a tutti gli sforzi intrapresi prima dell'iscrizione in
disoccupazione e durante tutto il periodo durante il quale il disoccupato ha
lavorato (l'esame non va limitato agli ultimi 3 mesi).
- Quantità/qualità
delle ricerche
Nella valutazione delle
ricerche di lavoro svolte durante l'anno l'accento va posto soprattutto sulla
qualità e non sulla quantità. In particolare bisognerà verificare se gli sforzi
effettuati sono mirati ad ottenere degli impieghi duraturi in settori e aziende
non tradizionalmente noti per la loro attività stagionale e se il disoccupato
ha risposto ad annunci di impieghi annuali pubblicati regolarmente sui
giornali. La valutazione dovrà ovviamente tenere conto della situazione
concreta (per esempio offerte sul mercato del lavoro, profilo dell'assicurato,
se si tratta d'impieghi duraturi, in settori che offrono concretamente posti
annuali, di candidature spontanee, di risposte a reali offerte del mercato, di
ricerche anche al di fuori del proprio settore, eventualmente fuori Cantone -
tipico per settore alberghiero, v. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI - con
possibilità di pernottamento).
L'obiettivo è quello di
spingere l'assicurato a svolgere ricerche mirate e non "ricerche
alibi" a tappeto. Gli sforzi durante l'anno dovranno consistere nel
rispondere ad offerte di lavoro durature che dovessero apparire sul mercato del
lavoro e che vengono normalmente portate all'attenzione di ogni potenziale
interessato tramite annunci su giornali, riviste settoriali o in altro modo.
Gli assicurati non sono tenuti a presentare offerte spontanee presso datori di
lavoro che non cercano nuovo personale ma a rispondere a delle reali offerte
presenti sul mercato.
Nel periodo immediatamente precedente la fine del lavoro
stagionale - rispettivamente inizio della disoccupazione ‑ gli sforzi per
il reperimento di un nuovo posto di lavoro dovranno essere maggiormente intensi
e valutati secondo la prassi applicata a tutti gli assicurati (esame rigoroso
degli ultimi 3 mesi).
- Durata della sospensione
La durata della sospensione avviene in considerazione della colpa
dell'assicurato, operando una valutazione complessiva degli sforzi svolti
durante i 3 mesi immediatamente precedenti la disoccupazione e durante tutta la
durata dell'impiego stagionale. Per garantire omogeneità d'applicazione e
offrire una base di valutazione comune i giorni di sospensione dovranno essere
determinati tenendo conto di quanto segue:
3‑4 giorni per ogni mese di ricerche insufficienti o
inesistenti durante i tre mesi prima della disoccupazione, aumentati di 1‑2
giorni per ogni mese nel resto dell'anno con sforzi insufficienti o
inesistenti, senza superare in ogni caso il massimo di 18 giorni."
(Doc. 10, inc. 38.2001.201)
Nell'ambito della vertenza
sopra menzionata, il TCA ha ritenuto tale direttiva conforme a quanto previsto
dalla giurisprudenza cantonale in merito ai lavoratori stagionali (cfr. consid.
2.11.; STCA del 5 febbraio 2002 nella causa S., inc. 38.2001.201).
La circolare interna no.
114a, come appena esposto, prevede che per ricerche insufficienti o inesistenti
durante i tre mesi prima della disoccupazione vengano irrogati 3-4 giorni di
sospensione, mentre per i restanti mesi dell'anno 1-2 giorni per mese, senza
superare il massimo di 18 giorni.
In una
sentenza del 24 settembre 2002 nella causa P. (cfr. inc. 38.2001.241) il TCA, a
proposito della Circolare interna no. 114a, ha avuto modo di precisare quanto
segue:
"
(…)
Va peraltro rilevato che la Circolare no. 114a
non indica in modo preciso, relativamente agli ultimi tre mesi di attività
lavorativa, quando infliggere 3 o 4 giorni per mese.
Il TCA ritiene, in analogia con quanto enunciato
dalla "Circulaire relative à l'indemnité de chômage" del SECO in
vigore dal 1° gennaio 2002 (p.to D68), la quale prevede per il periodo di
disdetta sanzioni più severe per mancate ricerche che per insufficienti
ricerche, che si debbano applicare 3 giorni per insufficienti ricerche e 4 giorni
per mancate ricerche.
Il medesimo ragionamento vale per i giorni di
sanzione da irrogare nei mesi precedenti gli ultimi tre prima della
disoccupazione, per cui 2 giorni vanno applicati per mancate ricerche e 1
giorno è da infliggere per insufficienti ricerche.
Gli URC, pertanto, dovranno in futuro attenersi a
quanto stabilito nell'ambito della presente vertenza."
Applicando
la giurisprudenza appena citata al caso concreto, l'amministrazione ha inflitto
al ricorrente 10 giorni di sospensione dal diritto alle indennità, calcolati,
come espressamente indicato dal consulente del personale in risposta ad una
precisa richiesta in tal senso del TCA (cfr. doc. V), nel seguente modo: le
ricerche compiute in ottobre 2003 sono state ritenute sufficienti e quindi non
sono state soggette a sanzione, mentre invece per quanto concerne i restanti
mesi l'amministrazione ha inflitto all'assicurato 3 giorni per insufficienti
ricerche in settembre 2003, 3 giorni per insufficienti ricerche in agosto 2003
e altri 4 giorni complessivi - 1 giorno per ogni mese - per insufficienti
ricerche di un'occupazione nei mesi antecedenti, da aprile a luglio 2003 (cfr.
doc. VI).
Alla luce
di quanto esposto, questo Tribunale ritiene che la sospensione dal diritto
all'indennità di disoccupazione di 10 giorni inflitta all'assicurato
dall'amministrazione sia conforme al principio della proporzionalità (cfr.
consid. 2.7.).
La decisione impugnata deve dunque essere
confermata.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
è respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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