AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
35.2003.34
Data decisione, Autorità:
21.07.2003, TCA
Raccomandata
Incarto n.
35.2003.34
mm/cd
Lugano
21 luglio 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il presidente
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattore:
Maurizio Macchi, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 19 maggio 2003 di
rappr. da: avv. __________
contro
la decisione del 18 marzo 2003 emanata da
rappr. da: avv. __________
in materia di assicurazione contro gli
infortuni
ritenuto, in
fatto
1.1. Nel corso
del mese di ottobre 2002, la ditta , ha annunciato all' un
evento che ha visto protagonista il proprio dipendente, __________, posatore di
marmi e graniti, il 14 ottobre 2002:
"
Mentre sollevava con un collega una panchina in
granito, per spostarsi il suo collega inciampava ed il peso gravava tutto su di
lui"
(doc. _).
1.2. Esperiti i
necessari accertamenti medico-amministrativi, l'Istituto assicuratore, con
decisione formale del 27 gennaio 2003, ha negato il proprio obbligo
contributivo relativamente al danno alla salute localizzato al rachide
lombo-sacrale, siccome esso, da un lato, non sarebbe da porre in relazione ad
un infortunio ai sensi di legge e, dall’altro, non costituirebbe una lesione
parificata ai postumi di un infortunio (cfr. doc. _).
A seguito
dell'opposizione interposta dalla __________ (cfr. doc. ), l'_________, in
data 18 marzo 2003, ha sostanzialmente ribadito il contenuto della sua prima
decisione (cfr. doc. _).
1.3. Con
tempestivo ricorso del 19 maggio 2003, __________, patrocinato dall'avv.
__________, ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata, adducendo:
"
(…).
La decisione su opposizione della __________ non si giustifica. In effetti, è
vero che in questo caso l'assicurato stava regolarmente trasportando una
panchina, lavoro per il quale era aiutato da un collega. Tuttavia la lesione
corporale non è avvenuta mentre l'assicurato, durante il trasporto, ha
semplicemente accusato un dolore. Se così fosse, la decisione della __________
sarebbe del tutto corretta.
Al
contrario le lesioni corporali sono state cagionate da un fattore esterno,
improvviso e straordinario, ossia il fatto che il collega __________ aveva
inopinatamente inciampato. A seguito di questo evento, tutto il peso della
panca, inaspettatamente, si è riversato sul qui ricorrente.
Per
formulare un esempio parallelo, ed a proposito del caso dell'infermiere citato
in DTF 116 V 139, si può sostenere quanto segue:
a) se l'infermiere, nel trasportare
regolarmente un paziente, risente di dolori alla schiena, allora verosimilmente
non si è in presenza di un infortunio;
b) se però lo stesso infermiere, mentre
trasporta regolarmente un paziente, cade perché scivola su una superficie
sdrucciolevole oppure qualcuno lo urta ed in paziente gli crolla addosso,
allora si ritiene si sia in presenza di un infortunio.
In
questo caso l'assicurato, assieme al collega __________, stava trasportando una
pesante panchina. Fintanto che il trasporto avveniva regolarmente, l'assicurato
non ha risentito di alcun problema. Improvvisamente ed inaspettatamente però,
il collega __________ è inciampato, cadendo nella direzione dell'assicurato. A
seguito di questo avvenimento, del tutto inaspettato, l'intero peso della
pesante panchina si è riversato improvvisamente (ed inaspettatamente) sul
signor __________, che ha quindi dovuto improvvisamente ed inaspettatamente
sopportare un peso enorme, compiendo un enorme sforzo da reazione.
A
mente dell'assicurato, la presenza di un fattore esterno straordinario è quindi
del tutto pacifica. E' in effetti evidente che, in casu, quanto successo eccede
l'ambito quotidiano o abituale, anche considerando il lavoro svolto da qui
ricorrente. Del resto in questo caso l'evento è dovuto al fatto che una terza
persona (il signor __________) è scivolato, e non ad un problema avuto
dall'assicurato stesso (che ha solo potuto subire gli eventi).
Il
signor __________ peraltro non ha assolutamente prodotto uno sforzo da azione
(ossia quello che si produce trasportando normalmente una panchina) bensì uno
sforzo da reazione (a seguito dell'inaspettato problema, ossia della scivolata
del collega __________), trovandosi quindi in una situazione del tutto
straordinaria. Si noti del resto che tutti gli esempi riportati dalla
__________ a sostegno della propria tesi concernono chiaramente degli sforzi da
azione e non degli sforzi da reazione.
Siamo quindi chiaramente confrontati con un caso infortunistico, per cui si
chiede che la decisione su opposizione qui impugnata venga annullata e che la
__________ prenda a suo carico il caso, con l'erogazione al signor __________
delle prestazioni assicurative in ambito LAINF"
(I).
1.4. L'Istituto
assicuratore, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del ricorso, con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr.
III).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).
Nel
merito
2.2. Il 1° gennaio
2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto delle
assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000.
Con la
stessa sono state modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF.
Poiché
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali deve tenere conto
di modifiche di legge e di fatto subentrate anteriormente al momento
determinante della decisione in lite (cfr. SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 467
consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b) e poiché, inoltre, il Tribunale delle
assicurazioni valuta la legalità di una decisione in base alla situazione di
fatto esistente al momento in cui essa è stata emessa (cfr. SVR 2003 ALV Nr. 3;
DTF 121 V 366 consid. 1b; qui: il 18 marzo 2003), nel presente caso tornano
quindi applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2003.
2.3. Secondo
l'art. 1 cpv. 1 LAINF, le disposizioni della LPGA sono applicabili
all’assicurazione contro gli infortuni, sempre che la presente legge non
preveda espressamente una deroga alla LPGA.
2.4. Giusta
l'art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non altrimenti previsto dalla legge, le
prestazioni assicurative sono concesse in caso d'infortunio professionale,
d'infortunio non professionale e di malattie professionali.
2.5. L'art. 4
LPGA così definisce l'infortunio:
"
È considerato infortunio qualsiasi influsso
dannoso, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore
esterno straordinario che comprometta la salute fisica o psichica o che
provochi la morte".
Questa
definizione riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1
OAINF - disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli
infortuni dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003
-, di modo che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile.
Cinque
sono dunque gli elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:
"
-
l'involontarietà
-
la repentinità
-
il danno alla salute (fisica o
psichica)
-
un fattore causale esterno
-
la straordinarietà di tale
fattore"
(cfr.
Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA),
Losanna 1992, p. 44-51)
Scopo
della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.
2.6. Si evince
dalla nozione stessa d'infortunio che il carattere straordinario non concerne
gli effetti del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale
(cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).
Pertanto,
é irrilevante il fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni
gravi o inabituali.
Il
fattore esterno é considerato come straordinario quando eccede, nel caso
concreto, il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono,
obiettivamente, definire quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V
38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss,
consid. 2a).
Vi è
infortunio unicamente se un fattore esterno ha agito sul corpo. L'evento deve accadere nel mondo esterno.
Quando il
processo lesivo si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di
agenti esterni, l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in
caso di sforzo eccessivo o di movimenti scoordinati.
La
giurisprudenza esige, perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi
eccessivi, che essi superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima
è normalmente esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o
addestramento, essa è abitualmente in grado di resistere.
Da un
altro lato, per poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da
movimenti scombinati o incongrui. Gli stessi devono essersi prodotti in
circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma.
Carente è altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la
conseguenza che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate
(DTF 122 V 232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid.
2, 116 V 138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid.
3b).
2.7. Conformemente
alla giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in
concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio.
Quando
l'istruttoria non permette di ritenere accertati, perlomeno secondo il grado
della verosimiglianza preponderante - la semplice possibilità non basta - tali
elementi, il giudice constata l'assenza di prove o di indizi e, quindi,
l'inesistenza giuridica dell'infortunio (cfr. DTF 114 V 305ss. consid. 5b, 116
V 136ss. consid. 4b, 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86, p. 50; A. Bühler,
Der Unfallbegriff, in A. Koller (Hrsg.), Haftpflicht- und
Versicherungsrechtstagung 1995, S. Gallo 1995, p. 267).
Gli
stessi principi sono, ovviamente, applicabili alla prova dell'esistenza di una
lesione parificata ad infortunio (DTF 114 V 306 consid. 5b; 116 V 141 consid.
4b).
2.8. In concreto,
il datore di lavoro di __________, nel compilare l'annuncio di infortunio del
25 ottobre 2002, ha così descritto l'evento occorsogli il 14 ottobre 2002:
"
Mentre sollevava con un collega una panchina in
granito, per spostarsi il suo collega inciampava ed il peso gravava tutto su di
lui"
(doc. _).
Il 5
novembre 2002, l'assicurato è stato sentito da un ispettore dell'assicuratore
LAINF convenuto.
Questo,
in particolare, il contenuto del verbale steso in quell'occasione:
"
(…).
Fatto professionale del 14.10.02
Quel 14.10.2002 avevo ricevuto dalla ditta
l'incarico di posare col collega __________ (pure della ditta __________) una
panchina in una piazzetta ad __________, nota col nome di __________. Abbiamo
prelevato da una paletta, __________ da una parte e io dall'altra, il sedile di
tale panchina.
Sedile di granito, pesante circa 70 kg, grosso di
spessore e largo circa un metro. Ci siamo dunque spostati camminando
lateralmente in direzione del luogo, posto a circa 10 metri di distanza, dove
dovevamo depositare la citata panchina. Da notare che il piazzale sul quale ci
stavamo spostando non è pianeggiante, ma è strutturato a piccoli scalini
formati da una differenza di spessore tra una pioda e l'altra.
Mentre ci stavamo spostando, il collega
__________ è inavvertitamente inciampato in uno scalinetto e ha perso
l'equilibrio. Mi sono visto venire proprio contro di me il signor __________ e
a causa di questo fatto mi sono visto venire praticamente tutta la panchina. Ho
dovuto così sopportare un peso inaspettato e in quel momento ho sentito una
fitta alla schiena, __________ ha reagito e si è ripreso, evitando di cadere.
E' riuscito a riafferrare la panchina, ma ormai io ero già stato caricato per
un attimo da tutto il peso della panchina stessa.
Malgrado il dolore sono riuscito a portare fino
alla meta la citata panchina. Dopo averla depositata il male si è fatto molto
forte, è sceso lungo la gamba destra e ho dovuto smettere di lavorare"
(doc. _).
In sede
di ricorso (cfr. I), __________ ha fornito una versione dell'accaduto
sostanzialmente analoga a quella contenuta nel rapporto ispettivo del 5
novembre 2002, ossia di essere stato costretto ad improvvisamente sopportare
l'intero peso di una lastra di granito, a causa del fatto che il collega con il
quale stava effettuando il trasporto, era inciampato ed aveva quindi per un
attimo abbandonato la presa.
2.9. La nostra
Corte federale ha già avuto modo di giudicare due fattispeci analoghe a quella sub
judice, negando in entrambi i casi l'esistenza di un infortunio ai sensi di
legge.
Nella
sentenza del 14 febbraio 2000 nella causa B., U 238/99 (menzionata dall'INSAI a
pagina 3 della querelata decisione su opposizione) - concernente un infermiere
che, nell'aiutare una paziente che stava per soffocare a causa di un boccone
nonché per perdere conoscenza, aveva dovuto sopportarne l'intero peso (55-60
kg), riportando in tal modo un danno alla colonna vertebrale - il TFA ha negato
il carattere infortunistico all'evento in questione:
"
(…).
Il est ainsi établi que le 15 octobre 1996, alors
que le recourant procédait selon la méthode de Heimlich, il a ressenti une
douleur dorsale jusque dans l'épaule droite en voulant aider la patiente qui
s'étouffait et qui perdait connaissance.
Il n'apparaît donc pas qu'un quelconque facteur
extraordinaire ait marqué cet incident, qui n'excède pas le cadre des
événements et des situations que l'on peut, objectivement, qualifier de
quotidiens ou d'habituels pour un infirmier expérimenté travaillant dans une
clinique de psychiatrie gériatrique (voir aussi ATF 116 V 139 consid. 3c; comp.
RAMA 1994 no U 180 p. 38 consid. 3a).
Cela étant, le caractère accidentel de
l'événement doit être nié. Le recours est mal fondé de ce chef"
(STFA
succitata, consid. 4).
La
seconda fattispecie - oggetto di una sentenza del 15 gennaio 2003 nella causa
S., U 421/01 - riguarda un'ausiliaria di cure presso una casa per anziani, la
quale, unitamente ad una collega, stava trasferendo un ospite dal letto alla
carrozzina. La collega è inaspettatamente inciampata, di modo che l'assicurata
si è trovata a dovere sopportare l'intero peso della paziente (66 kg),
accusando un improvviso dolore alla regione sacrale.
Anche in
questo caso, la nostra Massima Istanza non ha ritenuto adempiuti i presupposti
per potere ammettere l'esistenza di un fattore esterno straordinario e, quindi,
di un infortunio, affermando, citiamo:
"
(…).
Gestützt auf die Aussagen der Beschwerdeführerin
sowie von K.________ ist das Erfordernis der mechanischen Einwirkung eines
äusseren Faktors beim Ereignis vom 11. Dezember 1999 erfüllt. Wie die
Vorinstanz, auf deren Erwägungen verwiesen wird, richtig ausführt, fehlt es
jedoch an der Ungewöhnlichkeit. Im Hinblick auf die berufliche Gewöhnung sowie
die Konstitution der Versicherten (62 kg) im Vergleich zur Patientin (66 kg)
ist ein aussergewöhnlicher Kraftaufwand (BGE 116 V 138 f. Erw. 3b; RKUV 1994
Nr. U 185 S. 79 f. Erw. 2b) zu verneinen und sprengt das Ereignis den Rahmen
des Alltäglichen und Üblichen nicht. Zudem bezieht sich das Begriffsmerkmal der
Ungewöhnlichkeit nach der Definition des Unfalls nicht auf die Wirkung des
äusseren Faktors, sondern nur auf diesen selber, weshalb auf Grund der von den
Ärzten des Paraplegiker Zentrums Y.________, Institut für Radiologie,
diagnostizierten Diskushernie (Bericht vom 16. Dezember 1999) nicht auf ein
Unfallereignis im Rechtssinne geschlossen werden kann. Da die Kriterien des
Unfallbegriffs nach dem Gesagten nicht erfüllt sind, ist die Verwaltungsgerichtsbeschwerde
abzuweisen. Weitere Beweisvorkehren sind nicht notwendig (BGE 124 V 94 Erw. 4b)"
(STFA
succitata, consid. 3).
Nella
concreta evenienza, con riferimento alla giurisprudenza federale citata e
contrariamente a quanto preteso dall'insorgente (cfr. I, p. 3), occorre
ritenere che quel 14 ottobre del 2002, non è accaduto nulla di straordinario,
ossia nulla che abbia ecceduto il quadro degli avvenimenti e delle situazioni
che si possono, obiettivamente, definire quotidiane o abituali.
D'altro
canto, tenuto segnatamente conto delle abitudini professionali del ricorrente
(cfr. doc. _), nel fatto di avere dovuto sopportare, per un attimo, un peso di
circa 70 kg, non è certamente ravvisabile uno sforzo manifestamente eccessivo
ai sensi della giurisprudenza.
Del
resto, un esame della giurisprudenza del TFA dimostra che il sollevare,
trasportare o spostare pesi inferiori ai 100 kg - trattandosi di
assicurati esercitanti attività manuali - non viene considerato sforzo
eccessivo (cfr. STFA del 12 aprile 2000 nella causa N., U 110/99, consid. 3; A.
Bühler, op. cit., p. 241).
Alla luce
di quanto appena esposto il TCA deve concludere che non sono, in casu,
soddisfatte le severe condizioni poste dalla giurisprudenza federale per poter
riconoscere il carattere infortunistico ad un determinato evento.
2.10. Si tratta ora
di esaminare se l’obbligo contributivo dell'_______ possa essere fondato
sull’art. 9 cpv. 2 OAINF, disposizione che parifica ad infortunio una serie di
lesioni corporali.
L’art. 9
cpv. 2 OAINF - nella versione introdotta con la modifica del 15 dicembre 1997,
applicabile, in casu, in forza dell’art. 147a OAINF (cfr. DTF 123 V 71
consid. 2 e riferimenti ivi menzionati) - prevede che se non attribuibili
indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi, le seguenti lesioni
corporali, il cui elenco é esaustivo, sono equiparate all’infortunio, anche se
non dovute a un fattore esterno straordinario:
a. fratture;
b. lussazioni
di articolazioni;
c. lacerazioni
del menisco;
d. lacerazioni
muscolari;
e. stiramenti
muscolari
f. lacerazioni
dei tendini;
g. lesioni
dei legamenti;
h.
lesioni del timpano.
Le
lesioni corporali di cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF sono paragonate ad infortunio
solo se presentano tutti gli elementi caratteristici dell'infortunio, eccezion
fatta per il fattore esterno straordinario (cfr. DTF 116 V 148 consid. 2b; RAMI
1988 U 57, p. 372). Il fattore scatenante può quindi essere quotidiano e
discreto. Basta un gesto brusco: non è necessario che esso sia stato scomposto
o anomalo (cfr. E. Beretta, Il requisito della
repentinità in materia di lesioni parificabili ad infortunio e temi connessi, in
RDAT II-1991, p. 477ss.).
Necessario
è che si sia trattato di un evento improvviso (ad esempio, un movimento
violento oppure il rialzarsi dalla posizione inginocchiata, che provoca una
delle lesioni enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF, cfr. RAMI 2000 U 385, p. 268).
Il presupposto della repentinità non va però inteso nel senso che l'azione sul
corpo umano debba avere luogo fulmineamente, ossia nell'arco di secondi o,
addirittura, di una frazione di secondo. A questo requisito va piuttosto
attribuito un significato relativo, nel senso che deve trattarsi di un singolo
avvenimento. Pertanto, deve essere escluso dall'assicurazione contro gli
infortuni quel danno alla salute che dipende da azioni ripetute o continue.
Decisiva non è dunque la durata di un'azione lesiva, ma piuttosto la sua
unicità (cfr. A. Bühler, Die unfallähnliche Körperschädigung, in SZS
1996, p. 88 e dello stesso autore, Meniskusläsionen und soziale
Unfallversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri, 2001; 84: n. 44,
p. 2341).
Uno stato
degenerativo o patologico preesistente non esclude l'applicabilità dell'art. 9
cpv. 2 OAINF, a condizione che un evento a carattere infortunistico abbia
aggravato oppure reso manifesto il preesistente danno alla salute: "es
genügt somit, wenn eine schädigende, äussere Einwirkung wenigstens im Sinne
eines Auslösungsfaktors zu den vor- oder überwiegend krankhaften oder
degenerativen Ursachen hinzutritt" (DTF 123 V 43 e riferimenti ivi
menzionati).
In una
sentenza del 5 giugno 2001 nella causa I., U 398/00 - pubblicata in RAMI 2001 U 435, p. 332ss. e in SVR 2002 UV 3, p.
5s. - la nostra Corte federale ha stabilito che i
principi di cui alla DTF 123 V 43 continuano ad essere validi anche dopo la
modifica dell'art. 9 cpv. 2 OAINF, entrata in vigore il 1° gennaio 1998,
osservando, fra l'altro, quanto segue:
" Das
mit Art. 6 Abs. 2 UVG verfolgte und in Art. 9 Abs. 2 UVV ausgeführte
Regelungsziel bringt notwendigerweise eine Verlagerung der Leistungspflicht von
der Kranken- in die Unfallversicherung mit sich. Diese Folge haben Gesetz- und
Verordnungsgeber bewusst in Kauf genommen, um die mit dem früheren Ausschluss
unfallähnlicher Körperschädigungen von der obligatorischen Unfallversicherung
verbundene Problematik der Ausscheidung der Unfall- von den Krankheitsfolgen in
den, medizinisch gesehen, häufigsten Gemenglagen unfall-/krankheitsmässiger
Einwirkungen zu vermeiden. Die von der __________ eingenommene Haltung führt
demgegenüber wieder dazu, dass in praktisch jedem Fall, da sich einer der in
Art. 9 Abs. 2 lit. a-h UVV aufgezählten Tatbestände sachverhaltlich ereignet -
also eine der dort erwähnten Gesundheitsschädigungen eintritt - wieder die
Abklärung an die Hand genommen werden müsste, ob eine "eindeutige"
krankheits- oder degenerativ bedingte Verursachung vorliegt. Diese
Betrachtungsweise trägt den tatsächlichen medizinischen Gegebenheiten nicht Rechnung:
Ohne dass sich ein Unfallereignis im Sinne von Art. 9 Abs. 1 UVV ereignet, sind
bei Eintritt eines der in Art. 9 Abs. 2 lit. a-h UVV aufgezählten
Gesundheitsschäden praktisch immer Krankheits- und/oder degenerative
(Teil-)Ursachen im Spiel."
(RAMI
succitata, consid. 2c)
Questa
giurisprudenza è successivamente stata confermata in più di un'occasione (cfr.,
ad esempio, STFA del 27 giugno 2001 nella causa S., U 127/00 e del 27 giugno
2001 nella causa S., U 158/00).
La
suevocata pronunzia del 5 giugno 2001 ha dato adito a discussioni in dottrina.
A. Bühler
- in accordo con la giurisprudenza federale - sostiene che la definizione di
cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF è incompleta, siccome, anche per le lesioni
parificate ad infortunio, non si può rinunciare al concetto di "fattore
esterno". In effetti, un processo patologico che si sviluppa
esclusivamente all'interno del corpo e che non dipende da nessuna azione
esterna, è costitutivo di malattia (cfr. A. Bühler, Meniskusläsionen und …, p.
2340).
Da parte
loro, Ch. Kieser e U. Kieser (Ch. Kieser/U. Kieser, Die unfallähnliche
Körperschädigung - Bemerkungen zu einem neuen EVG-Entscheid, in SZS
45/2001, p. 580ss.) fanno valere - riferendosi a A. Maurer (cfr. A. Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 202) - che il fatto
per il TFA di avere attribuito un particolare significato al presupposto del
"fattore esterno", si troverebbe in contrasto con il tenore letterale
dell'art. 9 cpv. 2 OAINF ed auspicano che, in un prossimo futuro, la Corte federale
abbia a chiarire questo specifico aspetto. D'altro canto, essi osservano che,
quando è presente un fattore esterno, non è più possibile attribuire il danno
alla salute indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi, motivo per
cui, in un caso del genere, l'obbligo contributivo dell'assicuratore contro gli
infortuni è senz'altro (in particolare, senza valutazione medica) dato. Sempre
secondo Kieser/Kieser, il TFA ha così posto un importante principio inerente
all'apprezzamento delle prove: ogni qualvolta un assicurato dimostra, con il
grado della verosimiglianza preponderante, l'esistenza di un fattore esterno,
ne risulta un obbligo prestativo a carico dell'assicuratore contro gli
infortuni. Una controprova, secondo la quale il danno alla salute è
indubbiamente attribuibile a malattia o a fenomeni degenerativi, non entra più
in linea di conto (contra, A. Bühler, Meniskusläsionen und …, p. 2341).
Infine, a
mente di O. Niederberger e K. Stutz, la giurisprudenza del TFA, applicabile a
tutte le lesioni parificate ad infortunio enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF, ha
reso insignificante il fatto che una lesione meniscale (oppure un'altra
lesione) corrisponda, da un profilo morfologico, ad una tipica conseguenza
traumatica. Pertanto, il medico deve soltanto porre la diagnosi. È, per contro,
compito dell'amministrazione valutare l'esistenza di un evento esterno a
carattere infortunistico (O. Niederberger/K. Stutz, Wann liegt nach neuester
Rechtsprechung des EVG eine unfallähnliche Körperschädigung (UKS) vor - auch an
der Rotatorenmanschette?, in Bollettino dei medici svizzeri, 2002; 83:
n. 20, p. 999s.).
2.11. Nel caso di
specie, dalla documentazione medica presente all'inserto - in particolare dal
referto relativo all'esame di risonanza magnetica lombosacrale del 26
novembre/3 dicembre 2002 - si evince che __________ è portatore di note
degenerative con spondilatrosi e segni di sofferenza interfaccettaria L4-L5,
ernia discale L5-S1 a base larga con lieve stenosi foraminale L5 a destra"
(cfr. doc. _).
Ora, le
alterazioni vertebrali citate non rientrano fra le diagnosi esaustivamente
enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF e, dunque, non
possono essere assunte dall'__________ a titolo di lesione parificata ai
postumi d'infortunio.
Occorre
inoltre ricordare che il TFA ha già avuto modo di negare che un’ernia del
disco, rispettivamente, una "lombalgia" (o "lombaggine"),
possano essere ritenute lesioni parificate ai postumi d’infortunio ai sensi
dell’art. 9 cpv. 2 OAINF (cfr. DTF 116 V 145ss., 116 V 152ss. consid. 5; RAMI
1988 U 58, p. 376 consid. 2c).
2.12. Sulla scorta
di quanto precede, è a ragione che l'assicuratore LAINF convenuto ha rifiutato
di corrispondere le prestazioni assicurative a __________.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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