AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
30.2004.38
Data decisione, Autorità:
18.08.2004, TCA
Raccomandata
Incarto n.
30.2004.38
TB
Lugano
18 agosto
2004
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il giudice delegato
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattrice:
Tanja Balmelli, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso dell'11 maggio 2004
di
RI1
contro
la decisione del 19 aprile 2004 emanata
da
Cassa
in materia di contributi AVS
ritenuto, in
fatto
1.1. A seguito
del controllo del conteggio dei salari (ex art. 162 segg. OAVS) relativo al
periodo 1° gennaio 2000-31 dicembre 2002 avvenuto il 25 marzo 2004 presso la
società RI1, __________, affiliata come datrice di lavoro, la Cassa __________
ha effettuato delle riprese nei confronti di __________ per complessivi Fr.
7'800.- (doc. A1).
1.2. Ritenendo
tali rimunerazioni come reddito determinante, con tassazione d'ufficio del 31
marzo 2004 la Cassa __________ ha fissato in Fr. 1'273.- – già compresi gli
interessi di mora – i contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti dalla
citata ditta (doc. A4).
1.3. Il 16 aprile
2004 (doc. A5) l'assicurata ha inoltrato opposizione contro detta decisione
presso la stessa Cassa, la quale l'ha respinta con decisione su opposizione del
19 aprile 2004 (doc. A6). L'Amministrazione ha esposto gli articoli di legge
applicabili per le riprese delle spese (artt. 7 e 9 OAVS) e la relativa
giurisprudenza, affermando in particolare che gli importi forfetari versati a
__________ nel 2001 e nel 2002 non sono stati giustificati (RCC 1960 pag. 34),
né al momento della revisione, né in sede di opposizione.
1.4. Con ricorso
dell'11 maggio 2004 (doc. I) la società RI1 ha contestato la summenzionata
decisione su opposizione, confermando le proprie allegazioni espresse con
l'opposizione. In sostanza, nell'espletamento della sua attività __________,
una dipendente dell'insorgente, ha dovuto spostarsi di frequente con la propria
vettura, per cui l'indennizzo di Fr. 300.- al mese sarebbe più che
giustificato.
Inoltre, l'ispettore della Cassa avrebbe
garantito alla ricorrente che per gli anni 2001 e 2002 non avrebbe ripreso
questi rimborsi spese se dal 2003 l'insorgente avesse saputo dimostrare le
future spese riconosciute alla sua dipendente.
1.5. Nella
propria risposta di causa del 24 maggio 2004 (doc. III) la Cassa ha proposto di
respingere il ricorso, riprendendo per intero le motivazioni offerte con la
decisione su opposizione e precisando quanto segue:
"
(…)
2.4. In conclusione, la Cassa tiene a precisare che non è
assolutamente vero che l'ispettore __________ avrebbe garantito di non
procedere alla ripresa dei rimborsi spese per gli anni 2001 e 2002.
2.5. L'ispettore __________, in sede di revisione (periodo di controllo,
1.1.2000-31.12.2002), aveva semplicemente comunicato che non si sarebbero
potuti riprendere gli importi forfetari fino al 2003 (vedi nota informativa per
l'anno 2003, inviata nel dicembre 2002) nel caso in cui gli stessi importi
fossero stati concessi in precedenza. Ma non è il caso nella fattispecie,
considerato che la signora __________ ha percepito gli importi forfetari (fr.
300.- mensili per 13 mensilità!) soltanto a decorrere dal 1.1.2001.".
1.6. Invitata a
produrre nuovi mezzi di prova (doc. IV), la ricorrente ha ribadito la propria
posizione, fornendo inoltre i nomi degli stabili della cui gestione la sua
dipendente si occupa (doc. V).
1.7. Il 3 giugno
2004 la Cassa si è riconfermata integralmente nei suoi precedenti scritti (doc.
VII).
in
diritto
In ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Con
l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000,
sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio
determinanti le norme sostanziali in vigore al momento in cui si
realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV Nr. 25 pag. 76 consid.
1.2; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 136 consid. 4b; DTF 121 V 366 consid.
1b; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3 pag. 4; STFA
del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9
gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1 pag. 3).
Il Tribunale federale delle assicurazioni, ai
fini dell'esame di una vertenza, si fonda infatti di regola sui fatti che si
sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa
contestata (STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02;
DTF 121 V 366 consid. 1b).
Il giudice delle assicurazioni sociali non tiene
quindi conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo in lite (STFA del 16
dicembre 2003 nella causa O.C., K 140/01; STFA del 16 giugno 2003 nella causa
R.C.G., C 130/02; STFA del 7 marzo 2003 nella causa L. e G.G., H 305/01; STFA
del 29 gennaio 2003 nella causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3, pag. 3).
Dal profilo del diritto materiale si applicano
così le disposizioni in vigore prima delle modifiche apportate dalla LPGA.
Per contro, le norme procedurali, in
assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003
IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; DTF 112 V 360 consid.
4a).
In concreto la decisione impugnata si riferisce
alla fissazione dei contributi sociali AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti
dall'assicurata per un periodo antecedente il 31 dicembre 2002 (per gli anni
2000-2002), mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono state entrambe
emanate nel corso del 2004.
Per cui, mentre per quanto concerne l'aspetto
procedurale trovano subito applicazione le norme della LPGA e le relative
modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda la fissazione dei contributi
dovuti dall'insorgente vanno applicate le norme in vigore fino al 31 dicembre
2002.
Nel merito
2.3. I contributi
degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento
del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e
indipendente (art. 4 cpv. 1 LAVS).
Dal reddito di un'attività dipendente, chiamato
qui di seguito "salario determinante", è prelevato un contributo del
4,2% (art. 5 cpv. 1 LAVS).
Giusta l'art. 5 cpv. 2 LAVS,
"
Il salario determinante comprende qualsiasi
retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per tempo determinato o
indeterminato. Esso comprende inoltre le indennità di rincaro e altre indennità
aggiunte al salario, le provvigioni, le gratificazioni, le prestazioni in
natura, le indennità per vacanze o per giorni festivi ed altre prestazioni
analoghe, nonché le mance, se queste costituiscono un elemento importante della
retribuzione del lavoro.".
Questo reddito ingloba dunque tutte le
prestazioni percepite dal salariato che hanno una relazione economica con il
rapporto di lavoro (DTF 124 V 100 consid. 2 pag. 102 con riferimenti), incluse
le indennità che il salariato ha ricevuto, indipendentemente se sono state
effettuate durante il tempo libero ed i fine settimana.
2.4. La
ricorrente lamenta che le riprese effettuate dalla Cassa __________ sono state
erroneamente ritenute come integrazione di salario e quindi assoggettate al
pagamento dei contributi sociali.
RI1 rileva che gli importi ripresi (Fr. 3'900.-
nel 2001 e nel 2002, doc. A2) sono relativi ai rimborsi forfetari riconosciuti
ad una dipendente incaricata di gestire l'apparato amministrativo della
ricorrente, che si occupa anche della gestione dello studio d'architettura __________
come pure della gestione di stabili locativi a cui è interessato __________.
Per i suoi quotidiani spostamenti inerenti l'esecuzione dei compiti affidati
(visita di istituti bancari, della posta di __________, degli inquilini che
abitano negli stabili della cui amministrazione essa si occupa), la
collaboratrice ha sempre utilizzato la sua vettura. Un rimborso spese di Fr.
300.- mensili, eccetto dicembre Fr. 600.-, sarebbe pertanto pertinente e
giustificato per l'attività svolta.
Dal canto suo, nella decisione su opposizione
l'Amministrazione ha fondato la propria presa di posizione sugli artt. 7 e 9
OAVS, ritenendo che poiché le spese sopportate da __________ non sono state
debitamente comprovate con documentazione, esse non possono essere escluse dal
suo salario determinante e quindi devono essere assoggettate al prelievo dei
contributi sociali.
2.5. Per ottenere
il salario determinante ai fini dell'AVS, è necessario dedurre le indennità
versate dal datore di lavoro a titolo di risarcimento spese. Queste spese, che
incombono al salariato, vengono rimborsate sia separatamente dal datore di
lavoro quale risarcimento delle spese (art. 7 OAVS), sia incluse nel salario
quali spese generali (art. 9 OAVS).
Secondo l'art. 7 OAVS, il rimborso delle spese
sostenute non costituisce salario determinante.
Ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 OAVS, sono
considerate spese generali quelle cui il datore di lavoro (recte: il
salariato) deve far fronte nell’ambito della propria attività.
Non fanno parte di queste spese le indennità
periodiche per gli spostamenti del salariato dal luogo di domicilio al luogo di
lavoro abituale e per i pasti usuali presi a domicilio o sul luogo di lavoro;
queste indennità rientrano di norma nel salario determinante (art. 9 cpv. 2
OAVS).
Infine, l'art. 9 cpv. 3 OAVS dispone che per i
salariati che sopportano loro stessi, interamente o parzialmente, le spese
generali risultanti dall'esecuzione dei loro lavori, queste spese possono
essere dedotte se è provato che raggiungono almeno il 10% del salario versato.
La norma non è invece applicabile per le spese che il datore di lavoro rimborsa
separatamente dal salario versato. Queste spese devono essere tenute in
considerazione anche se sono inferiori al 10% del salario determinante (RCC
1990 pag. 42 consid. 3; RCC 1987 pag. 386 consid. 3b; RCC 1979 pag. 77 consid.
2a; RCC 1978 pag. 557 consid. 2).
La prassi amministrativa considera spese generali
rimborsabili le spese di viaggio (viaggio, vitto e alloggio); le spese di
rappresentanza e quelle per la clientela; le spese per il materiale e per il
vestiario professionale; le spese d'uso di locali di servizio, nella misura in
cui essi sono utilizzati per lo svolgimento dell'attività lucrativa; le spese
supplementari di viaggio dal domicilio al luogo di lavoro, se questi sono
considerevolmente lontani l'uno dall'altro; le spese supplementari per i pasti
che il salariato deve consumare fuori dal domicilio a causa della distanza del
domicilio dal luogo di lavoro, come pure le spese d'alloggio per il pernottamento
fuori casa nonché le spese di formazione e di perfezionamento professionali
(tasse d'iscrizione a corsi o ad esami, libri o materiale, ecc.), che sono in
stretta relazione con l'attività professionale del salariato (Direttive sul
salario determinante (DSD), edite dall’UFAS, N. 3003; RDAT II-1992 n. 60, pag.
140).
Di principio si deve dedurre l'importo effettivo
delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982 pag. 354, RCC 1983 pag. 310).
2.6. Conformemente
alla costante giurisprudenza del TFA, il datore di lavoro o il salariato devono
fornire la prova o per lo meno rendere verosimile che le spese fatte valere
siano state effettivamente sostenute (Pratique VSI 1996 pag. 265 consid. 3b; Pratique
VSI 1994 pag. 171; RCC 1983 pag. 310, RCC 1979 pag. 79). Difatti il
risarcimento per le spese concesso sotto forma d’importi forfetari deve
corrispondere complessivamente alle spese che sono effettivamente risultate (Pratique
VSI 1994 pag. 170). Di conseguenza gli interessati sono tenuti a fornire
indicazioni precise, producendo un conteggio esaurientemente dettagliato ed
allegando le relative pezze giustificative (RCC 1960 pag. 34; STFA dell'11
settembre 1997 nella causa E. SA (H 216/96)). Le prove offerte devono essere
concrete e non generiche.
Nei casi in cui è stabilita l'esistenza delle
spese generali, ma queste non possono essere comprovate in modo certo a causa
di circostanze speciali, la loro valutazione incombe alla Cassa di
compensazione, tenuto conto delle spese che il datore di lavoro e/o il salariato
rendono verosimili e che sono usuali nella professione considerata (Pratique
VSI 1994 pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA; RCC 1990
pag. 41; RCC 1979 pag. 77; RCC 1955 pag. 101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140;
KÄSER, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione,
Berna 1996, N. 4.151, pag. 165; vedi pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag.
356).
L'amministrazione non può tuttavia limitarsi a
costatare che il contribuente non è riuscito a provare o a rendere verosimile
l'esistenza di tali spese. Essa deve piuttosto agire d'ufficio, affinché le
necessarie prove siano raccolte, in quanto ciò sia possibile senza eccessive
difficoltà (RCC 1990 pag. 42, RCC 1983 pag. 310 consid. 3, RCC 1982 pag. 355,
RCC 1979 pag. 79 consid. 2b).
A tale scopo è sufficiente invitare il
contribuente ad intraprendere i passi necessari ed a fornire i documenti utili
(RCC 1979 pag. 79 consid. 2b; STFA del 1° ottobre 1981 nella causa T. & Co.
N.J.).
Se le spese generali non vengono indicate separatamente
ed il salariato deve quindi coprire personalmente le spese generali
necessariamente legate alla sua professione, il salario determinante deve
essere fissato come segue (N. 3007 DSD):
si devono prendere in considerazione le spese generali separatamente per
ogni periodo di pagamento del salario;
non è ammessa la deduzione di spese generali inferiori al 10% del
versamento globale (art. 9 cpv. 3 OAVS).
Se le spese effettivamente sostenute vengono
indicate separatamente di caso in caso, il salario pagato costituisce il
salario determinante. La regola del 10% secondo l'art. 9 cpv. 3 OAVS non è
applicabile.
Se l'indennità per le spese generali viene
versata dal datore di lavoro come indennità forfetaria, questa deve
corrispondere almeno globalmente alle spese effettive, deve cioè essere
adeguata alla realtà in ogni singolo caso. Ogni decisione in proposito deve
basarsi sulla realtà di situazioni concrete (RCC 1990 pag. 41, N. 3011 DSD).
2.7. Come
ricordato al considerando precedente, il risarcimento per le spese concesso
sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere complessivamente alle spese
che sono effettivamente risultate (Pratique VSI 1994 pag. 170) e le stesse
devono essere accompagnate dalle relative pezze giustificative (RCC 1960 pag.
34).
Nel caso in esame gli importi rimborsati
separatamente ad __________ sono costituiti da cifre tonde (Fr. 3'900.- nel
2001 e Fr. 3'900.- nell'anno 2002), ciò che dimostra – come d'altronde è stato
più volte affermato dalla ricorrente stessa - che i rimborsi delle spese
avvenivano forfetariamente e non su presentazione di giustificativi,
addirittura i versamenti di CHF 300.- mensili avvenivano 13 volte l'anno, con
versamento doppio a dicembre.
Questo Tribunale osserva che indipendentemente dalla
ragione e natura delle stesse (spese sostenute per trasferte professionali con
proprio veicolo), né al momento della revisione contabile né in sede sia di
opposizione che di ricorso presso questo TCA e nemmeno durante i dieci giorni
di tempo concessi alla ricorrente per produrre nuove prove, quest'ultima non
ha saputo produrre alcuna pezza giustificativa atta a comprovare l'entità
delle spese postulate con il ricorso in esame, ossia che le stesse siano state
effettivamente sostenute dalla dipendente nell'esercizio della sua attività
(cfr. consid. 2.6.).
Al proposito si ricorda che questo Tribunale ha
già avuto modo di confermare delle riprese effettuate dalla Cassa per dei
rimborsi spese forfetari concessi a dei dipendenti, poiché non comprovate (fra
le ultime: STCA del 5 agosto 2004 nella causa M.E. SA, Inc. n. 30.2003.94; STCA
del 7 giugno 2004 nella causa B. SA, Inc. n. 30.2004.11; STCA del 21 gennaio
2004 nella causa A. SA, Inc. n. 30.2003.52; STCA del 9 ottobre 2003 nella causa
E. SA, Inc. n. 30.2003.48; STCA del 22 settembre 2003 nella causa T.P., Inc. n.
30.2003.50; STCA del 22 luglio 2003 nella causa G.T. SA, Inc. n. 30.2003.21;
STCA del 5 giugno 1996 nella causa E. SA, Inc. n. 30.1995.307, confermata dalla
STFA dell'11 settembre 1997 (H 216/96)).
In quest'ultima sentenza federale, l’Alta Corte
ha in particolare ricordato che “(…) il risarcimento per le spese concesso
sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere complessivamente agli
esborsi effettivi, per cui gli interessati sono tenuti a fornire indicazioni
precise, producendo un conteggio esaurientemente dettagliato e allegando le
relative pezze giustificative.” (H 216/96 pag. 3).
2.8. Come
anticipato, secondo questo Tribunale, a nulla vale la motivazione fornita dalla
ricorrente secondo cui "(…) __________ mette a disposizione il proprio
veicolo privato (__________): appare pertanto logico e giustificato il rimborso
che la nostra società le riconosce nella misura di fr. 300.- mensili. (…) Il
rimborso mensile corrisponde mediamente ad un rimborso giornaliero di fr. 14.-
che riteniamo assolutamente adeguato per la messa a disposizione di
un'autovettura di medio valore. Non ci sembra che un rimborso di tale
consistenza possa far pensare ad un complemento di stipendio alla luce anche
del fatto che la nostra dipendente beneficia di uno stipendio di fr. 5'000 per
13 mensilità. (…).".
Infatti, ciò che manca, in realtà, sono quindi le
prove concrete che la summenzionata assicurata abbia effettivamente sopportato
delle spese professionali nell'ambito della sua attività per l'insorgente.
Fanno quindi essenzialmente difetto, nel senso
esatto dalla summenzionata giurisprudenza, le fatture relative ad ogni sua
singola spesa. Le motivazioni e le giustificazioni date dalla società non sono
pertanto sufficienti. Per poter ritenere queste spese come non rientranti nel
conteggio del salario determinante di ogni salariato, il datore di lavoro deve
in effetti apportare tutte le necessarie prove e produrre tutti i
giustificativi attestanti dette spese.
Stante quanto precede, a buon diritto s'imponeva
una ripresa salariale per spese generali (spese di trasferta con un veicolo
privato) nei confronti di __________, così come individuate dalla Cassa nel suo
rapporto di revisione del 25 marzo 2004 (doc. A1) e nella relativa tassazione
d'ufficio del 31 marzo 2004 (doc. A3).
Su questo punto la decisione dell'Amministrazione
è confermata.
2.9. La
ricorrente lamenta inoltre che l'ispettore della Cassa che ha eseguito il
controllo le avrebbe "(…) garantito che non avrebbe proceduto alla
ripresa dei rimborsi spese per gli anni 2001 e 2002 a condizione che da parte
nostra avessimo messo in atto le misure adeguate a partire dal 2003 per
dimostrare l'adeguatezza del rimborso di cui beneficia la nostra dipendente.
Constatiamo purtroppo che tale impegno è stato disatteso.".
Secondo l'Amministrazione, l'osservazione
dell'ispettore doveva essere intesa come di carattere generale, ossia nel caso
in cui la ditta avesse concesso in precedenza dei rimborsi forfetari.
Pertanto, come visto al considerando 1.5., la
Cassa ha precisato che l'affermazione del suo ispettore non andava riferita
alla citata dipendente, siccome essa ha percepito i rimborsi forfetari in
questione soltanto dal 2001.
2.10. Il diritto
alla protezione della buona fede è un principio generale dell'ordinamento
giuridico svizzero che dal 1° gennaio 2000 trova il suo fondamento nell'art. 9
della Costituzione federale. Esso tutela la legittima fiducia dell'amministrato
nei confronti dell'Autorità amministrativa quando, assolte determinate
condizioni, egli abbia agito conformemente alle istruzioni o alle dichiarazioni
della stessa Autorità, ritenuto che le parti devono poter ragionevolmente
confidare nella veridicità delle loro dichiarazioni e nella correttezza del loro
comportamento. Tale diritto permette dunque al cittadino di esigere che
l'Autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi. Così
un'informazione o una decisione erronea possono obbligare l'amministrazione a
consentire ad un assicurato un vantaggio contrario alla legge (STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01).
Le condizioni per tutelare la buona fede
dell'assicurato, e scostarsi così dal principio della legalità, sono precisate
da una lunga e consolidata giurisprudenza, secondo la quale di regola un'informazione erronea è vincolante quando
l'autorità, intervenendo in una situazione concreta nei confronti di persone
determinate, era competente a rilasciarla, il cittadino non poteva riconoscerne
l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo,
fidandosi dell'informazione ricevuta egli abbia preso delle disposizioni non
reversibili senza pregiudizio (DTF 127 I 36 consid. 3a, DTF 126 II 387 consid.
3a; RAMI 2000 n. KV 126 pag. 223, n. KV 133 pag. 291 consid. 2a; cfr., riguardo
al previgente art. 4 cpv. 1 vCost. fed., la cui giurisprudenza si applica anche
alla nuova norma, DTF 121 V 66 consid. 2a e sentenze ivi citate).
La buona fede derivante dall'art. 9 Cost. fed. si
riferisce dunque unicamente all'agire dell'Amministrazione nei confronti degli
amministrati. Per determinare quindi la presenza o meno della violazione del
principio della buona fede, si deve verificare se l'Amministrazione ha
formulato una promessa o creato un'aspettativa in modo contrario alla legge.
2.11. Il
rapporto di revisione agli atti (doc. A1) recita quanto segue:
"
(…) Nel caso in esame, vengono ripresi parte degli importi
forfetari versati alla signora __________ (come da allegata distinta di
rettifica dei conti individuali), ritenuti integrazione di salario.
A decorrere dall'1.01.2003 non saranno più concessi dei
rimborsi spese forfetari (vedi anche nota informativa per l'anno 2003, inviata
nel dicembre 2002). La RI1è perciò tenuta ad allestire un conteggio mensile
delle spese dei singoli dipendenti, corredato dai rispettivi giustificativi.
(…).".
A mente del TCA, con la citata affermazione la Cassa ha solo
voluto avvertire la ricorrente che la situazione di __________ in seno ad essa
non andava confusa con la posizione assunta, eventualmente, da altri suoi
dipendenti negli anni precedenti.
Ora, come affermato dalla Cassa e non smentito dalla ricorrente,
questa dipendente ha ricevuto dei rimborsi forfetari di spese di Fr. 300.- al
mese soltanto dal 1° gennaio 2001.
Pertanto, l'impugnato controllo dei datori di lavoro effettuato
dalla Cassa sulla società costituisce in realtà la prima revisione a cui l'interessata
è stata sottoposta in qualità di collaboratrice della ricorrente che percepisce
dei rimborsi spese. In tali circostanze, l'insorgente non è dunque legittimata
ad invocare il rispetto della buona fede, poiché in precedenza non v'è stata
alcuna altra decisione della Cassa __________ che potesse averla indotta in
errore facendole credere che dei versamenti forfetari di spese a ___________
non fossero stati ripresi dalla Cassa.
Occorre in effetti qualificare la citata collaboratrice unicamente
sulla scorta della natura dell'attività che essa ha svolto per la società
ricorrente. Di conseguenza, tutti gli eventuali rimborsi di spese professionali
accordati ad altri dipendenti in passato non hanno nulla a che vedere con il
caso concreto. La circostanza secondo cui la ricorrente abbia,
eventualmente, rimborsato forfetariamente delle spese professionali ai suoi
dipendenti nel periodo precedente (anni 1996-1999, doc. X/1) il rapporto di
revisione in esame (periodo 2000-2002) e che la Cassa abbia,
eventualmente, deciso in passato di non riprendere questi tipi di rimborsi di
spese versati ad altri lavoratori, non ha tuttavia alcuna influenza
sull'esito della presente controversia.
Infatti, per un diverso agire in una diversa
situazione non è dato di rilevare una violazione del principio della buona
fede.
Visto quanto precede, anche su questo aspetto la decisione
impugnata deve essere confermata ed il ricorso deve essere così integralmente
respinto.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
è respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il giudice
delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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