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Numero d'incarto:
16.1997.10
Data decisione, Autorità:
21.04.1998, CCC
Incarto n.
16.97.00010
Lugano
21 aprile 1998/kc
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di
cassazione civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Giani ed Epiney-Colombo, quest’ultima in sostituzione del giudice Cocchi,
escluso
segretaria:
Petralli, vicecancelliera
sedente per
giudicare il ricorso per cassazione 30 gennaio 1997 presentato da
contro
la
sentenza 15 gennaio 1997 del Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 2, nella
causa civile inappellabile promossa con istanza 2 novembre 1994 nei confronti
di
patr. dall’avv.
con la
quale l’istante ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di fr.
5’000.– a titolo di risarcimento per torto morale nonché la pubblicazione del
dispositivo di condanna sui quotidiani __________;
domande respinte
dal primo giudice;
considerato
che la ricusa dell'intera Camera di cassazione civile, presentata da __________
contestualmente con il presente ricorso, è stata respinta con sentenza 16
giugno 1997 da una Camera di cassazione civile ad hoc, per quanto riguarda i
giudici _________ e __________;
letti ed esaminati
gli atti
considerato
in fatto e in
diritto:
- Con
istanza 2 novembre 1994 il __________ ha convenuto in giudizio __________ al
fine di ottenere il pagamento di fr. 5’000.– a titolo di risarcimento per il
torto morale subito a dipendenza della pubblicazione sul settimanale
“__________” del __________ di un articolo intitolato “In Ticino abbiamo
scoperto altre braccia rubate all’agricoltura. Torna nella stalla, somaro”,
articolo ritenuto offensivo e gravemente lesivo della sua persona e delle sue
capacità professionali di cui il convenuto, pur non essendo formalmente l’autore,
sarebbe stato ispiratore e istigatore.
A
mente dell’istante, __________ avrebbe infatti ispirato ed istigato __________
alla pubblicazione del menzionato articolo, fornendogli tutte le informazioni e
la documentazione necessaria, in particolare numerose lettere da lui
indirizzate a vari uffici dello Stato nelle quali contestava l’esito di un suo
ricorso presentato contro una risoluzione dell’assemblea comunale di __________
in relazione a due mozioni inerenti la revisione del piano regolatore (doc. 4),
respinto con decisione 16 marzo 1994 dal Consiglio di Stato.
Il
convenuto si è opposto alla pretesa avversaria contestando di essere responsabile
dell’articolo incriminato. Osserva infatti di aver semplicemente informato il
“__________” sulla vicenda che lo opponeva al Servizio dei ricorsi, mentre nega
di essere responsabile del contenuto dell’articolo poiché la decisione di scriverlo
e pubblicarlo, con il contenuto e la forma che sappiamo, è stata presa
esclusivamente da __________. Contesta inoltre che siano dati i presupposti per
l’applicazione dell’art. 49 CO.
-
Con
il querelato giudizio il primo giudice ha concluso alla reiezione dell’istanza
non ritenendo comprovati i requisiti di cui all’art. 49 CO, in particolare non
potendosi considerare il convenuto autore dell’offesa subita dall’istante a
dipendenza dell’arti-colo apparso su “__________” del __________, articolo
redatto da __________ e non dal convenuto.
-
Con
il presente tempestivo gravame __________ è insorto contro la sentenza pretorile,
postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art.
327 g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente
valutato le prove in particolare relativamente alla responsabilità del
convenuto quale ispiratore e istigatore dell’articolo incriminato.
Con
osservazioni 22 settembre 1997 la controparte postula la reiezione del gravame.
- Giusta
l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere
annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove.
Per
costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando
viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o
quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e
dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere
definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o
riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta
da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 122 III 130 consid.
2a con rinvii; 122 I 61 consid. 3a).
- La
sentenza impugnata, dopo aver correttamente indicato i limiti posti
dall'istante agli interventi del convenuto nei suoi confronti, afferma che, per
giudicare il ruolo svolto da __________ in relazione alla stesura e alla
pubblicazione dell'articolo incriminato, non vi sarebbero altre prove
all'infuori degli interrogatori –avvenuti nella sede penale– dello stesso
__________ e di . Sulla base degli stessi, secondo il primo giudice,
non vi sarebbero elementi per provare che il convenuto volesse veder pubblicato
sul " " un articolo come quello in esame, né che l'abbia
preventivamente approvato, facendosi in ciò "complice" di __________:
mancherebbe così l'elemento della colpa dell'agente, presupposto
all'applicazione dell'art. 49 CO.
Siffatta
valutazione delle prove, oltre a essere incompleta poiché non tiene conto delle
risultanze istruttorie nel loro complesso, effettivamente corrisponde a un concetto
riduttivo di lesione della personalità, così come voluto dall'art. 28 CC e
nell'ambito del quale si collocano i rimproveri espressi in termini sufficientemente
chiari dall'istante riguardo al tipo di partecipazione avuta dal convenuto
nella fattispecie.
In
realtà, una diversa e più approfondita lettura delle prove conferma la tesi di
fatto del ricorrente. Gli stessi interrogatori che si trovano negli incarti
penali richiamati hanno ben altra portata di quella riferita dalla sentenza
impugnata. Infatti, da una parte __________ –nel procedimento penale che l'ha
riguardato personalmente– afferma che le informazioni per la stesura del primo
articolo –quello in esame– gli sono state fornite dal convenuto e di averle
assunte tali e quali, senza verificarle. Dall'altra, il convenuto –di fronte
alla domanda se avesse fornito a __________ le informazioni utilizzate per
redigere l'articolo– ha risposto che è compito della stampa di sollevare
argomenti di interesse pubblico e di denunciare situazioni intollerabili: per
questa ragione egli ha informato "__________" sulla vicenda.
Così
facendo egli ha inteso senza dubbio che il settimanale di __________ desse
risalto al tema che gli stava a cuore, indicando (a torto) l'attore come
responsabile delle decisioni a lui sfavorevoli.
Ma
__________ ha fatto di più: infatti, oltre a una pubblicazione di __________ di
cui si dirà nel seguito, ha consegnato al giornale una serie di scritti da lui
indirizzati all'autorità amministrativa in cui tra l'altro commenta quelle che
considera le caratteristiche professionali negative di __________, usando
termini come "funzionario incapace", da trasferire al "demanio
di __________ a occuparsi dei fagiani ...o a ripulire i terreni insozzati dagli
zingari" (doc. E), rispettivamente "raccomandato" e
"protetto" (doc. F), rispettivamente insinuando il sospetto che
"il superprotetto burocrate" corrisponda a quel "signore che per
ben due volte non ha superato l'esame di capacità ecc." (doc. G).
È
quindi del tutto sostenibile la tesi dell'istante, secondo cui v'è prova
sufficiente che anche l'attività di _________ può costituire una lesione della
personalità, conforme all'art. 28 CC. Al proposito è opportuno ricordare che
dottrina e giurisprudenza sono unanimi nel considerare estensivamente il
concetto di azione illecita: in particolare la formula scelta del nuovo art. 28
cpv. 1 CC dev'essere intesa nel senso più ampio, ossia concerne qualsiasi
persona la cui attività o collaborazione causa, permette o favorisce una
lesione della personalità altrui (Tercier, Le nouveau droit de la personnalité,
Zurigo 1984, N. 842); ciò che può comportare che la tutela del leso riguardi
una persona che –nell'am-bito dell'illecito– abbia svolto soltanto una funzione
secondaria: un ausiliario, il venditore di un libro, ecc., anche senza rendersi
conto della gravità del proprio agire (Tercier, op. cit., N. 847 e 853).
- Ciò
nonostante, la sentenza impugnata non ha motivo d'essere annullata poiché il
credito dell'istante dev'essere verificato alla luce di tutti i presupposti di
legge, quindi anche del nesso causale adeguato fra il pregiudizio lamentato da
__________ e la descritta attività del convenuto. Infatti, l'art. 28a cpv. 3
CC, in base al quale la parte lesa ha diritto di chiedere al giudice un risarcimento
per torto morale, rinvia all'art. 49 CO. E le condizioni materiali
d'applicazione di questa norma sono quelle correnti: che la vittima abbia
subito un torto morale, che il pregiudizio sia in un rapporto di causalità
adeguata con l'atto lesivo, che l'atto sia illecito e che il responsabile abbia
agito con colpa o sia titolare di una responsabilità oggettiva (Tercier,
op. cit., N. 2011 e segg.).
A
questo punto vanno ricordate le caratteristiche dell'articolo di stampa in
questione (in parte già descritte) che già di primo acchito appare
particolarmente violento nei confronti dell'onore personale e professionale
dell'istante: esso è apparso in prima pagina dell'edizione del 2 ottobre 1994
con il titolo in inchiostro rosso "Torna nella stalla, somaro",
titolo sotto il quale campeggiano le fotografie di due animali, un asino
appunto e una zebra con __________; sopra il titolo, in stampa nera, "In
Ticino abbiamo scoperto altre braccia rubate all'agricoltura". Nel testo
vengono posti a confronto due fatti salienti: la presunta e pretesa negligente
attività professionale dell'istante in relazione al PR di __________ e il suo
preteso basso profilo come giurista a dipendenza dell'esito di determinate
prove d'esame per il conseguimento del brevetto d'avvocatura. In questo testo
si leggono alcuni giudizi di valore come: "inetto rampollo",
"assoluta inettitudine del lic. iur." Oggettivamente non appaiono tanto
lesivi della personalità dell'istante i fatti descritti nell'articolo di
: né le procedure amministrative in cui avrebbe avuto parte
__________ (questione peraltro tempestivamente chiarita da parte dello stesso
Consiglio di Stato), né l'insuccesso in determinate prove d'esame (circostanza
sufficientemente pubblicizzata un paio d'anni prima con la stampa di quello che
il "" definisce un libercolo: cfr. __________, La Giustizia
ticinese? Tranquilli, è in buone mani !, __________). Determinanti per il
carattere gravemente lesivo della personalità dell'istante sono per contro i
titoli, le illustrazioni e gli arbitrari giudizi di valore formulati nei suoi
confronti.
Orbene,
non essendoci prove che questi elementi siano stati voluti, o ideati o suggeriti
dal convenuto, non gliene si può caricare la responsabilità: è d'altra parte lo
stesso istante ad ammettere che il giornale ha presentato l'articolo a modo
suo.
Si
volesse però anche considerare l'esito editoriale come la collaborazione di
__________ con il giornale, alla luce di quanto testé rilevato, non è
certamente arbitrario considerare che ciò che dev'essere ascritto alla
redazione del giornale o all'autore dell'articolo sia tanto grave da
interrompere il nesso di causalità adeguata fra la provata attività di
__________ in vista della pubblicazione e il pregiudizio patito da _________ (Tercier,
op. cit., N. 1862).
Non
è pertanto arbitraria nemmeno la conclusione del Pretore laddove, per altra
strada, giunge alla medesima conclusione.
- Il
ricorso, che non ha evidenziato il titolo di cassazione invocato, deve così
essere respinto.
Tasse,
spese e ripetibili seguono la soccombenza del ricorrente (art. 148 CPC).
Per i quali
motivi,
richiamati gli art.
327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la vigente LTG
pronuncia: 1. Il
ricorso per cassazione 30 gennaio 1997 del __________ è respinto.
- Le
spese del presente giudizio, consistenti in:
a)
tassa di giustizia fr. 200.–
b)
spese fr. 50.–
fr.
250.–
già
anticipate dal ricorrente rimangono a suo carico con l’obbligo di rifondere
alla controparte fr. 250.– a titolo di ripetibili di questa sede.
- Intimazione
a:
–
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 2
Per la Camera di
cassazione civile del Tribunale d’appello
Il presidente
La segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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