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Numero d'incarto:
16.1995.103
Data decisione, Autorità:
15.05.1996, CCC
Incarto n.
16.95.00103
Lugano
15 maggio 1996/kc
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di
cassazione civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa,
presidente,
Cocchi e Giani
segretaria:
Petralli, vicecancelliera
sedente
per giudicare il ricorso per cassazione 24 maggio 1995 presentato da
(patr.
dall’avv. __________)
contro
la
sentenza 25 aprile 1995 del Segretario assessore della Pretura della
giurisdizione di Mendrisio sud nella causa civile inappellabile promossa con
istanza 4 gennaio 1993 da
con
la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 3’856.40 oltre accessori
nonché il rigetto in via definitiva dell’opposizione interposta dalla convenuta
al PE no. __________ dell’UEF di Mendrisio, domande parzialmente accolte dal
primo giudice,
letti
ed esaminati gli atti,
considerato
in
fatto e in diritto:
- __________ è stata
assunta alle dipendenze della __________ quale gerente-barmaid del locale
notturno __________ a __________ a far tempo dal 1° settembre 1991 e per una
durata indeterminata (doc. 2): in effetti fino al 30 settembre 1992. Contemporaneamente
alla conclusione del contratto di lavoro, le parti hanno pure sottoscritto un
contratto di locazione e affitto dell’inventario relativo alla sublocazione di
quest’esercizio per il periodo dal 1° settembre al 31 dicembre 1991 (contratto
sottoscritto il 25 luglio 1991 e allegato al verbale 9 settembre 1993).
Con istanza 4 gennaio 1993
la __________ ha convenuto in giudizio __________ al fine di ottenere il
pagamento di fr. 3’856.40 a saldo delle fatture no. __________ (fr. 1’293.45),
no. __________ (fr. 846.60), no. __________ (fr. 564.40), no. __________ (fr.
564.40) no. __________ (fr. 70.45) e no. __________ (fr. 360.-) emesse per
inserzioni pubblicitarie ordinate dalla convenuta e destinate alla promozione
dell’attività del locale notturno __________ e all’assunzione di personale.
La convenuta si è opposta
alla pretesa avversaria contestando la sua legittimazione passiva trattandosi
di inserzioni effettuate nell’interesse e per conto della sua datrice di lavoro
__________.
__________ ha
successivamente denunciato la lite alla __________ che è rimasta silente.
-
Con il querelato
giudizio il primo giudice ha concluso all’acco-glimento dell’istanza
respingendo l’eccezione di carenza di legittimazione passiva sollevata dalla
convenuta. Egli ha ritenuto che nei rapporti con l’istante la convenuta ha
oltrepassato i limiti dei poteri di rappresentanza di cui disponeva in virtù
del contratto di lavoro che la vincolava alla __________, ragione per la quale,
non avendo questa ratificato il suo operato, essa è tenuta a titolo personale a
pagare le prestazioni dell’istante.
-
Con il presente
tempestivo gravame __________ è insorta contro il predetto giudizio
postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art.
327 lett. g CPC. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver
arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie dalle quali si evince in
modo inconfutabile che ella ha agito in rappresentanza della __________,
debitrice dell’importo posto in esecuzione.
Con scritto 4 luglio 1995
la controparte postula la conferma della decisione impugnata.
- Giusta l’art. 327
lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata
quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale
oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di prove.
Per costante
giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola
gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando
contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità;
arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come
arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o
riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta
da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 119 Ia 32 consid.
3, 119 Ia 117 consid. a).
-
La legittimazione
passiva costituisce un presupposto di diritto sostanziale che determina la
proponibilità materiale dell’azione contro una determinata persona. Il problema
deve essere esaminato d’ufficio dal giudice con un giudizio di merito da prolarsi
sulla base dei fatti allegati dalle parti e accertati dal giudice (DTF 96
II 119, cons. 1a pag. 123; Ottaviani, Le parti nel processo civile
ticinese, 1989, p. 17 e 18; II CCA 22 novembre 1994 in re
M./A.SA; Häflinger, Die Parteifähigkeit im Zivilprozess, 1987, p. 5, 32
e segg.; Cocchi/Trezzini, CPC, ad art. 181, n. 2). Comunque, nel caso
concreto, l’eccezione è l’oggetto del contendere.
-
Le
premesse della rappresentanza diretta sono due: una procura del rappresentato
al rappresentante e l’agire del rappresentante in nome del rappresentato (art.
32 cpv. 1 CO; Zäch, Berner Kommentar, n. 2 e segg. ad art. 32 CO; Guhl,
Das Schweizerische Obligationenrecht, 8. edizione, pag. 149 e segg.; Von Thur/Peter,
Allgemeiner Teil del Schweizerischen Obligationenrechts, 3. edizione, vol. 1,
pag. 348 e 349).
La
procura al rappresentante può venire conferita in qualsiasi forma (DTF
99 II 159), anche solo tollerando consapevolmente che esso si comporti come tale
(DTF 85 II 22 e segg.). Essa è revocabile in qualunque momento (art. 34
cpv. 1 CO) e di regola si estingue con la morte, la scomparsa, la perdita della
capacità civile e il fallimento del rappresentante o del rappresentato (art. 35
cpv. 1 CO).
Se
il rappresentante agisce senza procura, la controparte è nondimeno vincolata;
non invece il rappresentato che ha però la possibilità di ratificare il negozio
giuridico (art. 38 cpv. 1 CO; Zäch, opera citata, n. 33 ad art. 38 CO; Guhl,
opera citata, pag. 156 e 157; Von Thur/Peter, opera citata, pag. 400).
Agire
in nome del rappresentato significa che il rappresentante deve far sì che la
controparte riconosca che egli intende far nascere nel rappresentato e non in
sé stesso gli effetti del negozio giuridico in questione.
Questo
può ad esempio avvenire comunicando esplicitamente al terzo la propria qualità
di rappresentante. Non si tratta di un precetto imperativo: in determinati casi
la volontà di fungere quale rappresentante, pur se non esplicitata, è desumibile
dalle circostanze o dovrebbe esserlo per un partner contrattuale in buona fede,
di modo che l’effetto di rappresentanza si verifica ugualmente.
Se
questo sia il caso, si decide interpretando il comportamento del rappresentante
e della controparte contrattuale secondo il principio dell’affidamento, badando
in particolare a ciò che per la controparte era riconoscibile al momento della
stipulazione (art. 32 cpv. 2 CO, art. 18 CO; DTF 90 II 285 consid. 1b a
pag. 289; Zäch, opera citata, n. 45 ad art. 32 CO; Guhl, opera
citata, pag. 152; Von Thur/Peter, opera citata, pag. 386 e segg.).
- Nel caso di specie
il giudice di prime cure, pur avendo accertato che la convenuta si è sempre
presentata all’istante quale rappresentante della __________ (cfr. sentenza,
punto 2 in fine) - ciò che avrebbe dovuto condurre alla reiezione dell’istanza
- ha nondimeno concluso alla legittimazione passiva della convenuta per il
fatto che questa avrebbe oltrepassato i poteri di rappresentanza contemplati
dal contratto di lavoro. In altre parole, il primo giudice, interpretando il
contratto di lavoro alla luce di quelle che dovevano essere le mansioni di
spettanza della convenuta, ha escluso che nelle stesse rientrasse anche la
promozione pubblicitaria del locale notturno.
Simile conclusione non può
essere condivisa poiché contraddetta dalle emergenze processuali.
La
documentazione prodotta dall’istante, in particolare le fatture rimaste
insolute (che va detto si riferiscono ad inserzioni pubblicate nel corso del
1992 quando tra la convenuta e la __________ sussisteva unicamente il contratto
di lavoro), i solleciti di pagamento e gli estratti conto (doc. C-I e doc. M),
è tutta indirizzata alla __________. Ciò dimostra che l’istante era a conoscenza
del fatto che la convenuta non agiva a titolo personale bensì quale
rappresentante della __________, sua datrice di lavoro e proprietaria del
locale notturno.
Laddove le censure ricorsuali
devono trovare riscontro è sul tema del rapporto fra la lavoratrice e la
datrice di lavoro __________. Le prove assunte al riguardo sono poco
illuminanti: in particolare appare almeno equivoca la pattuizione no. 4 del contratto
25 luglio 1991 sulle responsabilità della convenuta nei confronti dei
creditori, tanto più tenendo conto del contenuto del contratto (“di lavoro”)
sottoscritto dalle parti il 26 luglio 1991 (doc. 2). Il teste ,
direttamente interessato all’esito di questa vertenza, afferma apoditticamente
che “ beneficiava dei crediti ed era responsabile dei debiti del
locale”, ma l’istante non ne ha rilevato l’importanza; comunque il teste è poco
credibile: basti opporre alla sua dichiarazione di non conoscere le fatture in
esame il suo scritto 24 agosto 1992 alla ditta istante (doc. L). Di fronte a
questa situazione non si giustifica l’atteggiamento del primo giudice che
ignora la testimonianza __________: in tal modo le sue conclusioni appaiono
contrarie ai risultati istruttori, considerati nel loro complesso. In sostanza
infatti, la teste sostiene che la convenuta, quale direttrice dell’esercizio
pubblico, si occupava di tutte le questioni relative al locale (ordinazioni,
assunzione del personale e svolgimento delle pratiche amministrative connesse,
annunci pubblicitari) e che in tale sua veste agiva a nome e per conto della
__________ circostanza questa nota al suo amministratore __________ che oltre a
procedere a regolari verifiche dell’attività e dell’andamento del locale, ha
autorizzato la convenuta ad utilizzare nella sua corrispondenza il timbro della
società.
L’esistenza di un rapporto
di rappresentanza, appare così chiarita onde non è possibile caricare alla
convenuta il debito di __________.
Ne
discende che avendo la convenuta provato di aver agito in qualità di rappresentante
della __________, l’istanza promossa nei suoi confronti doveva essere respinta
per difetto di legittimazione passiva. Per il che la decisione impugnata, deve
essere annullata.
Accogliendo il ricorso e
ricorrendo i presupposti d’applicazione dell’art. 332 cpv. 2 CPC, la Camera è
tenuta a decidere il merito della controversia.
- Tassa
di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).
Per i quali motivi,
richiamati gli art. 327 segg. CPC, per
le spese l’art. 148 CPC e la LTG
pronuncia: I. Il
ricorso per cassazione 14 maggio 1995 __________ è accolto.
Di conseguenza la sentenza
25 aprile 1995 del Segretario assessore della Pretura della giurisdizione di Mendrisio
sud è annullata e sostituita dalla seguente pronuncia:
-
L’istanza
4 gennaio 1993 __________ è respinta.
-
La
tassa di giustizia, fissata in fr. 300.-, e le spese da
anticipare come di rito, rimangono a carico
della __________ che rifonderà a __________
fr. 150.- a titolo di ripetibili.
II. Le
spese del presente giudizio consistenti in:
a)
tassa di giustizia fr. 200.--
b)
spese fr. 50.--
T
o t a l e fr. 250.--
già
anticipati dalla ricorrente, vanno poste a carico della __________ con
l’obbligo di rifondere a __________ fr. 300.- per ripetibili di questa sede.
III.
Intimazione: - __________
Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Sud
Per
la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello
Il
presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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