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Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
15.2004.72
Data decisione, Autorità:
01.08.2004, CEF
Incarto n.
15.2004.72
Lugano
1 agosto 2004
FP/fp/kc
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Pellegrini, vicepresidente,
Chiesa e Walser
segretario:
Piccirilli
statuendo
sul ricorso 22 marzo 2004 di
RI1
(rappr. da RA1 Lugano)
Contro
l’operato
dell’
CO1
nell’esecuzione
n__________ promossa dal ricorrente nei confronti di
PI1
viste
le osservazioni 7 aprile 2004 di CO1
esaminati
atti e documenti
ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che
RI1 procede nei confronti di __________ PI1 per l’incasso del proprio credito;
che
il 10 marzo 2004 CO1 comunicava all’avv. RI1 la cessazione del pignoramento di salario
nei confronti di __________ PI1, in quanto lo stesso non percepirebbe più
alcuna entrata;
che
di conseguenza CO1 emetteva un attestato di carenza beni nell’esecuzione n.
__________ promossa dall’avv. __________ RI1 nei confronti di __________ PI1;
che
con ricorso 22 marzo l’avv. __________ RI1 si è aggravato contro l’emissione
dell’attestato di carenza di beni a carico di __________ PI1, sostenendo che
CO1 non avrebbe eseguito i necessari accertamenti atti a determinare il reale
reddito dell’escusso;
che
nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità di esecuzione
sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento
dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore
e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III
13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere
tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13);
che
il debitore è tenuto sotto minaccia di pena ad indicare sino a concorrenza di
quanto sia necessario per un sufficiente pignoramento, tutti i suoi beni,
compresi quelli che non sono in suo possesso, come pure i crediti e i diritti
verso terzi ( cfr. art. 91 cpv. 1 n. 2 LEF;
che
l’ufficio di esecuzione deve di regola attenersi alle indicazioni fornite dal
debitore e non è tenuto ad effettuare ricerche atte ad individuare altre
entrate o beni pignorabili ove non vi siano indizi concreti in tale senso, ma
unicamente asserzioni da parte del creditore in merito a presunti redditi
dell’escusso (cfr. André E. Lebrecht, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco
1998, n. 12 e 13 ad art. 91LEF);
che
nel caso di specie CO1 ha emesso l’attestato di carenza di beni sulla base
delle dichiarazioni fornite dal datore di lavoro dell’escusso, nonché sulla
base della dichiarazione dell’Istituto delle assicurazioni sociali del 5
febbraio 2004;
che
di conseguenza CO1 ha agito correttamente, emettendo l’attestato di carenza di
beni nell’esecuzione n. __________
che
entro sei mesi dal ricevimento dell’attestato di carenza di beni RI1 può
proseguire l’esecuzione nei confronti di PI1 senza la necessità di spiccare un
nuovo PE ( art. 149 cpv. 3 LEF);
che
il ricorso va pertanto respinto;
che
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv.
2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati
gli art. 17, 20a, 91, 149 LEF; 61, 62 OTLEF;
pronuncia: 1. Il
ricorso 22 marzo 2004 dell’avv. RI1, __________ è respinto.
-
Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.
-
Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.
-
Intimazione
a:
– RA1;
– PI1,
Comunicazione CO1.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il
vicepresidente
Il segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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