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Numero d'incarto:
14.2000.00022
Data decisione, Autorità:
22.11.2000, CEF
Incarto n.
14.2000.00022
Lugano
22 novembre
2000
/CJ/fc/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera
di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cometta,
presidente,
Pellegrini e Zali
segretario:
Jaques,
vicecancelliere
statuendo
sulla causa a procedura sommaria appellabile di cui all’inc. __________ della
Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud a dipendenza dell’istanza di
sequestro 23 febbraio 2000 di
Contro
e
dell’appello (diretto) contro il decreto di sequestro 24 febbraio 2000 emanato
dal Pretore della Giurisdizione di Mendrisio-Sud ed eseguito lo stesso giorno
dall’Ufficio di esecuzione di Mendrisio (sequestro n. __________), promossa da
chiedente
sia giudicato:
“A. L’appello
presentato dall’ing. __________, ha effetto sospensivo.
B. L’appello
dell’ing. __________, è dichiarato ricevibile e quindi accolto in ordine.
C. L’appello
dell’ing. __________, è accolto nel merito, di conseguenza il decreto 24 febbraio
2000 della Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud, di cui all’incarto no.
__________ è annullato e riformato come segue:
I. In
via principale
All’Ufficio
esecuzione e fallimenti di Mendrisio
debitore __________
creditore __________
credito fr.
1'630'243.-- oltre interessi al 5% dal 20.12.1999 e spese;
titolo
del credito con la
data, o
causa del credito restituzione
indebito arricchimento;
causa
del sequestro art. 271 cpv. 1 cifra 2, 3 e 4 LEF;
oggetti
da sequestrare presso la __________; ogni avere patrimoniale di
qualsiasi natura su relazioni o in cassette di sicurezza intestate a __________
o a lei appartenenti presso la Banca come avente diritto economico in base agli
accertamenti condotti conformemente all’art. 305ter CP e agli artt. 5 e 6 LRD,
compresi crediti di ogni natura di __________, anche se risultanti da affari
fiduciari, fino a concorrenza del credito oltre interessi e spese.
II. In
via subordinata
All’Ufficio
esecuzione e fallimenti di Mendrisio
debitore __________
creditore __________
credito fr.
1'630'243.-- oltre interessi al 5% dal 20.12.1999 e spese;
titolo
del credito con la
data, o
causa del credito restituzione
indebito arricchimento;
causa
del sequestro art. 271 cpv. 1 cifra 2, 3 e 4 LEF;
oggetti
da sequestrare presso la __________; ogni avere patrimoniale di
qualsiasi natura su relazioni o in cassette di sicurezza intestate a __________
o a lei appartenenti presso la Banca come avente diritto economico in base agli
accertamenti condotti conformemente all’art. 305ter CP e agli artt. 5 e 6 LRD,
compresi crediti di ogni natura di __________, anche se risultanti da affari
fiduciari, fino a concorrenza del credito oltre interessi e spese.
Il creditore
è responsabile giusta l’art. 273 cpv. 1 LEF di tutti i danni derivanti da
questo sequestro, se in seguito dovesse essere accertato giudizialmente che non
vi era causa di sequestro, o che il credito non esisteva.
A
quest’uopo si rende garante ad ogni effetto di legge derivante dal presente
sequestro e dovrà prestare una garanzia bancaria di fr. ….. entro 20 giorni dall’intimazione
del presente decreto, di primario Istituto bancario avente la sede principale,
una succursale o una rappresentanza nel Ct. Ticino che possa accettare depositi
a risparmio in virtù dell’art. 15 LF 8.11.134 sulle banche e le casse di
risparmio. La garanzia è valida sino a revoca del giudice; se non viene
prestata il sequestro sarà caduco.
D. Tasse,
spese di giudizio e indennità ripetibili a carico di __________
vista
l’ordinanza presidenziale 16 marzo 2000 che accoglie l’istanza per effetto
sospensivo limitatamente alla prestazione della garanzia di fr. 300'000.--;
viste
le osservazioni 28 marzo 2000 di __________
considerato
che con le suddette conclusioni, __________ a intende, in poche parole,
contestare la decisione pretorile che gli impone la prestazione di una garanzia
ex art. 273 LEF di fr. 300'000.--, subordinatamente far ridurre l’importo di
questa garanzia ad un importo lasciato all’apprezzamento di questa Camera;
che
questa Camera ha avuto conoscenza del fatto che contro il suddetto sequestro è
stata interposta opposizione, con contestuale domanda di aumento della
garanzia, ricevendo dalla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud una
richiesta di restituzione dell’incarto __________ al fine di permettere lo
svolgimento di un’udienza fissata il 6 aprile 2000 (cfr. scritto 21 marzo
2000);
che
conformemente alla propria pratica, questa Camera ha sospeso la trattazione
dell’appello, perché non venissero a sovrapporsi due istanze sulla stessa
questione;
che
in una sentenza del 15 agosto 2000 (STF 5P. 240/2000, cons. 2), la cui
motivazione è giunta recentemente alla cancelleria di questa Camera, il
Tribunale federale ha rilevato, in un obiter dictum dettagliatamente motivato,
che fintanto che la procedura di sequestro è pendente davanti al primo giudice,
e quindi anche durante la procedura di opposizione al decreto di sequestro ex
art. 278 LEF, il ricorso all’autorità cantonale giudiziaria superiore è
prematuro, quand’anche fosse previsto dal diritto cantonale, poiché
quest’ultimo non può derogare al diritto federale;
che
un ricorso può infatti essere esperito solo contro la decisione
sull’opposizione (art. 278 cpv. 3 LEF);
che
da quest’ultima considerazione va dedotto che l’appello (diretto) contro il
decreto di sequestro, qualora sia stata interposta opposizione, è da dichiarare
irricevibile, dato che l’appello verte sul decreto di sequestro e non
ovviamente sulla decisione sull’opposizione, per ipotesi posteriore al decreto;
che
al sequestrante è comunque data la possibilità di chiedere, nella procedura di
opposizione o con ricorso (ex art. 278 cpv. 3 LEF) contro la relativa
decisione, la soppressione o la riduzione della garanzia fissata nel decreto di
sequestro (FF 1991 III 124; Dominik
Gasser, Das Abwehrdispositiv der Arrestbetroffenen nach revidiertem
SchKG, ZBJV 1994, p. 611; Bertrand Reeb,
Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p.
475; Walter A. Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG,
Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. III, n. 29 ad art. 273);
che
da quanto precede discende che l’appello 3 marzo 2000 di __________ dev’essere
dichiarato irricevibile;
che
viste le peculiarità del caso e segnatamente la novità del tema, peraltro non
chiaramente affrontato dalla dottrina, si prescinde dal prelevare spese e non
si assegnano ripetibili;
che
tale soluzione si giustifica anche dal fatto che, essendo i termini di
opposizione (art. 278 cpv. 1 LEF) e di appello contro il decreto di sequestro
(art. 22 cpv. 1 LALEF) entrambi di 10 giorni, il sequestrante è praticamente
obbligato ad appellarsi, poiché non può sapere se un’opposizione sarà interposta
o no;
che
visto il dispositivo n. 3 del decreto 9 marzo 2000 della II Corte civile del
Tribunale federale emanato nell’ambito del ricorso di diritto pubblico 3 marzo
2000 presentato da __________ contro il decreto di sequestro 24 febbraio 2000
parallelamente all’appello in esame, occorre comunicare la presente decisione
anche al Tribunale federale, con l’incarto ancora in possesso di questa Camera
(l’altra parte si trova davanti al giudice del sequestro chiamato a
pronunciarsi sull’opposizione al sequestro).
Richiamati
gli art. 271 ss. LEF e, per le spese, la vigente OTLEF,
pronuncia:
-
L’appello 3 marzo 2000 __________ è irricevibile.
-
Non
si preleva tassa di giustizia né si assegnano ripetibili.
-
Intimazione
a: - ___________
Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente
Il segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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