Burden of proof and shared fault in road accident damages

12.2001.37Other CourtOct 5, 2001Confirmed

Extracted by Omnilex

Omnilex summary

The defendants appealed a first-instance judgment awarding the plaintiff CHF 14,282 in damages after a motorway accident. They argued that the plaintiff had not proved the defendant driver's fault and that the plaintiff alone caused the crash. The appellate court held that the trial judge correctly applied the burden of proof and was entitled to accept the version of events most supported by the evidence. It confirmed concurrent fault: the plaintiff drove too fast and attempted an unsafe overtaking manoeuvre, while the defendant changed lanes without signaling. The appeal was dismissed and costs were imposed on the appellants.

Omnilex headnote

Art. 8 CC, Art. 86 LCR: burden of proof and free assessment of evidence in motor-vehicle liability proceedings; absolute certainty is not required where direct proof is unavailable. The judge may find a fact proven when, on the basis of the evidence, that version appears the most probable and commands internal conviction (consid. 1.2). Contradictory evidence does not automatically defeat the party bearing the burden of proof if the court, applying free proof appreciation, can still identify the more credible reconstruction. Where both drivers have contributed to a traffic accident, concurrent fault and apportionment of liability may be upheld absent a specific challenge to that allocation (consid. 2-3).

Full text

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 12.2001.37

Data decisione, Autorità: 05.10.2001, IICCA

Incarto n. 12.2001.00037

Lugano 5 ottobre 2001/fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Cocchi, presidente Chiesa e Rusca

segretario:

Petrini

sedente per statuire nella causa - inc. no. OA.1998.00017 della Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord - promossa con petizione 5 febbraio 1998 da


rappr. dall'avv. __________

contro



entrambi rappr. dallo studio legale __________

con cui l’attore ha chiesto la condanna dei convenuti in solido al pagamento di fr. 21'423.- oltre interessi (risarcimento danni a seguito di un incidente stradale);

domanda avversata dai convenuti che hanno postulato la reiezione della petizione, e che il Pretore con sentenza 24 gennaio 2001 ha accolto per fr. 14'282.- più interessi;

appellanti i convenuti con atto di appello 13 febbraio 2001, con cui chiedono la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

mentre l'attore con osservazioni 14 marzo 2001 postula la reiezione del gravame con protesta di spese e ripetibili;

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

ritenuto

in fatto:

A. Verso le 2.20 del 28 aprile 1996, all'altezza del Km 10.104 dell'autostrada N2, sulla corsia sud-nord in territorio del comune di __________, si è verificato un incidente della circolazione che ha coinvolto una VW Golf VR6 con targhe ticinesi alla cui giuda vi era __________ e una Fiat Regata immatricolata in Italia e condotta da __________, vettura di cui la società __________, rappresentata in Svizzera dalla __________, era l'assicuratrice RC. L'incidente si è risolto con soli danni materiali.

B. Con la petizione in rassegna __________, imputando ad __________ la responsabilità dell'incidente, ha chiesto la condanna di quest'ultimo e della __________ al pagamento in solido di fr. 21'423.- oltre interessi, somma corrispondente al danno da lui subito (fr. 18'600.- danno totale dell'autovettura, fr. 579.50 costo di trasporto del veicolo, fr. 220.- spesa per la sua custodia e fr. 2'023.50 rimborso del costo di una perizia di parte). L'attore ha in particolare sostenuto che, mentre si apprestava a superare a una velocità di circa 120 Km/h il veicolo condotto dal convenuto __________, quest'ultimo, improvvisamente e senza azionare l'indicatore di direzione, si era spostato sulla corsia di sinistra da lui percorsa, di modo che egli, per evitare la collisione, era stato costretto a tentare una manovra di scansamento sulla destra, che tuttavia non gli era riuscita; egli ha quindi perso il controllo del veicolo andando a sbattere contro la guidovia centrale dell'autostrada.

C. I convenuti si sono opposti alla petizione, contestando innanzitutto la ricostruzione dei fatti resa dall'attore: a loro dire, l'incidente in questione era stato causato dall'attore stesso, il quale, sopraggiungendo ad alta velocità, aveva tamponato la vettura condotta dal convenuto __________, che invece procedeva regolarmente nella corsia di destra. Essi contestano infine di essere tenuti a rifondere alla controparte i costi per l'allestimento di una perizia privata.

D. Il Pretore, con la sentenza qui oggetto di impugnativa, ha accolto le pretese dell'attore limitatamente all'importo di fr. 14'282.-.

Il giudice di prime cure ha innanzitutto accertato, sulla base della perizia giudiziaria, che l'incidente era effettivamente avvenuto secondo le modalità indicate dall'attore. Ritenuto che nell'occasione entrambi i conducenti avevano disatteso norme fondamentali della circolazione, il convenuto __________ invadendo, ancorché gradualmente e non repentinamente, la corsia di marcia dell'attore, e quest'ultimo effettuando un sorpasso a velocità inadeguata di 120-130 Km/h, egli ha pertanto ripartito la responsabilità per 2/3 a carico del primo e per 1/3 a carico del secondo. Ammesso il diritto dell'attore al risarcimento del costo della perizia privata da lui fatta allestire, il Pretore ha quindi concluso che il danno complessivo, da ripartirsi secondo tale proporzione, era effettivamente di fr. 21'423.50 (recte: 21'423.-).

E. Con l'appello che qui ci occupa i convenuti chiedono la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione.

Essi ritengono in sostanza che la responsabilità esclusiva dell'incidente era da ascrivere all'attore e inoltre che il primo giudice aveva violato l'istituto dell'onere della prova.

F. Delle osservazioni con cui l'attore postula la reiezione del gravame si dirà, se necessario, nei successivi considerandi.

considerato

in diritto:

  1. Gli appellanti rimproverano innanzitutto al Pretore di aver crassamente violato l'istituto dell'onere della prova con riferimento all'art. 61 cpv. 2 LCS, norma in base alla quale un detentore risponde verso un altro dei danni materiali, solo se, fatte salve altre eventualità che qui non ricorrono, la parte lesa prova che il danno è stato cagionato dalla colpa del detentore convenuto: a loro dire, l'attore non avrebbe in effetti portato una prova certa del fatto da provare e in ogni caso in presenza di prove contraddittorie il giudice avrebbe dovuto decidere a suo sfavore.

La censura è ampiamente infondata.

1.1 L'art. 8 CC, relativo all'onere della prova, disciplina le conseguenze della mancanza della prova (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano 2000, m. 1 ad art. 183).

Nel caso di specie il Pretore ha giustamente posto a carico dell'attore (IICCA 22 luglio 1993 in re B./Z., 3 febbraio 1994 in re M. e lc./M. e lc., 24 gennaio 1996 in re V./S. lc., 7 aprile 1997 in re C./B. e lc.; Oftinger/Stark, Schweizerisches Haftpflichtrecht, Besonderer Teil, 4. ed., Zurigo 1989, Vol. II 2, n. 677 e segg.) l'obbligo di provare le circostanze che giustificavano l'applicazione dell'art. 61 cpv. 2 LCS, segnatamente l'esistenza di una colpa della controparte, per cui nell'occasione non ha assolutamente violato l'istituto dell'onere della prova.

1.2 Nella misura in cui gli appellanti sostengono che l'attore non avrebbe fornito una prova certa della colpa del convenuto __________ rispettivamente che ci si troverebbe in presenza di prove contraddittorie, essi sembrano più che altro mettere in discussione l'apprezzamento delle prove operato dal primo giudice (art. 90 CPC), che tuttavia non ha nulla a che vedere con l'istituto dell'onere della prova (Cocchi/Trezzini, op. cit., ibidem). Anche queste critiche si rivelano comunque prive di sostanza.

Con riferimento alla prima, si osserva in effetti che il Tribunale federale ha già avuto modo di stabilire che nell’ambito della responsabilità civile per veicoli a motore non è necessario che vi sia una certezza assoluta circa lo svolgimento dei fatti rilevanti, che permette al giudice di ritenere provata o meno una determinata versione: per ritenere provata una determinata versione dei fatti basta, al contrario, che il giudice, nel caso in cui le circostanze non consentano una prova diretta (siccome la stessa non esiste, rispettivamente non può essere ragionevolmente portata), raggiunga l’intimo convincimento che quella versione risulti essere la più attendibile, quella cioè che abbia la maggior probabilità di essersi effettivamente prodotta (DTF 107 II 273 con rif.; IICCA 16 agosto 1994 in re I. e llcc./ A. e llcc., 12 settembre 1996 in re M./A.; Schulz, Rechtsprechung und Praxis zum Strassenverkehrsrecht in den Jahren 1978-1982, Berna 1984, p. 250; Schaffhauser/Zellweger, Grundriss des Schweizerischen Strassenverkehrsrechts, Vol. II, Berna 1988, N. 980 p. 69).

Quanto alla seconda, si osserva che in virtù dell'art. 86 LCS il giudice nell'ambito di un processo avente per oggetto delle pretese relative ad un incidente della circolazione è tenuto ad apprezzare liberamente i fatti senza essere vincolato dalle regole di procedura cantonale circa il valore di una determinata prova (cfr. IICCA 16 agosto 1994 in re I. e llcc./A. e llcc., 7 aprile 1997 in re C./B. e lc.; Bussy/Rusconi, Code suisse de la circulation routière, 3. ed., Losanna 1996, n. 2.1 ad art. 86 LCS), per cui la circostanza che alcune prove possano eventualmente essere contraddittorie non gli impone ancora di concludere a sfavore della parte gravata dell'onere della prova. Nel caso concreto gli appellanti non hanno per altro indicato quali sarebbero le prove contraddittorie che imporrebbero tale conclusione.

  1. Gli appellanti attribuiscono all'attore l'intera colpa per l'incidente della circolazione sostenendo, sulla base della perizia giudiziaria, che lo stesso non si sarebbe verificato se egli avesse guidato con l'attenzione dovuta.

Anche questa censura dev'essere disattesa.

È pacifico che il comportamento negligente dell'attore ha senz'altro contribuito all'incidente stradale. Da qui l'attribuzione di una concolpa a suo carico da parte del primo giudice.

Gli appellanti dimenticano tuttavia di rilevare che l'incidente è stato altresì provocato - come giustamente evidenziato dal Pretore al considerando 2 della sentenza impugnata, a cui esplicitamente si rinvia - dall'avventata manovra del convenuto __________ (perizia giudiziaria pto. 3.1 e 4), il quale si era spostato sulla corsia di sorpasso - ancorché in modo graduale e non repentinamente - senza azionare l'indicatore di direzione (perizia giudiziaria pti. 3.1, 3.2, 3.4, 3.7, 3.8, 3.9, 4 e delucidazione peritale, cfr. pure la perizia di parte doc. I), ostacolando con ciò la manovra di sorpasso posta in atto dall'attore e mettendo in grave pericolo quest'ultimo e gli altri utenti della strada. Di nessuna rilevanza è poi il fatto che il suo spostamento di corsia, che gli appellanti di fatto non hanno più contestato in questa sede - ritenendolo solo "eventuale e comunque non accertato" - non sia stato suffragato da prove certe: il primo giudice e con lui questa Camera, sulla base delle risultanze istruttorie, hanno in effetti maturato l'intimo convincimento che tale ipotesi fosse comunque quella più attendibile (cfr. supra consid. 1.2).

  1. Per il resto, non avendo gli appellanti censurato, nemmeno in via subordinata, la ripartizione della responsabilità dell'incidente operata dal primo giudice in presenza di una colpa di più detentori, ne deve discendere la conferma del primo giudizio e la reiezione del gravame, del tutto infondato.

La tassa di giustizia, le spese e le ripetibili di questa sede seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

dichiara e pronuncia

I. L’appello 13 febbraio 2001 di __________ e di __________ è respinto.

II. Le spese della procedura d’appello consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 380.-

b) spese fr. 20.-

Totale fr. 400.-

da anticiparsi dagli appellanti, restano a loro carico con l’obbligo di rifondere alla parte appellata fr. 400.- per ripetibili.

III. Intimazione a: - __________

Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Keywords

road accidentburden of prooffree assessment of evidencecontributory negligencelane changeovertakingdamagesappeal costs

Extracted by Omnilex

Key legal question

Whether the trial court violated the burden of proof rules under Art. 8 CC and Art. 61(2) LCR

Extracted holding

No. The plaintiff had to prove the circumstances triggering liability, including the defendant driver's fault, and the trial court applied that burden correctly.

Extracted reasoning

Art. 8 CC governs the consequences of failed proof, while under Art. 86 LCR the judge freely assesses evidence. Absolute certainty was not required; the court could rely on the most probable version of events.

Key legal question

Whether the plaintiff failed to prove the defendant driver's fault because the evidence was contradictory

Extracted holding

No. The appellate court agreed with the trial court's assessment that the defendant had changed lanes without warning and caused the collision risk.

Extracted reasoning

The file supported the conclusion that the defendant's lane change, though gradual, was imprudent and lacked a direction signal. Contradictory proof did not compel an adverse finding.

Key legal question

Whether the plaintiff bore exclusive responsibility for the accident

Extracted holding

No. The accident was caused by concurrent fault of both drivers, and the trial court's apportionment was upheld.

Extracted reasoning

The plaintiff drove at an excessive speed and performed an unsafe overtaking manoeuvre, but the defendant also entered the passing lane without indicating, thereby obstructing the manoeuvre.

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