AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
12.2001.37
Data decisione, Autorità:
05.10.2001, IICCA
Incarto n.
12.2001.00037
Lugano
5 ottobre
2001/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La
seconda Camera civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cocchi, presidente
Chiesa e Rusca
segretario:
Petrini
sedente per statuire nella causa - inc. no.
OA.1998.00017 della Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord - promossa
con petizione 5 febbraio 1998 da
rappr. dall'avv. __________
contro
entrambi rappr. dallo studio legale __________
con cui
l’attore ha chiesto la condanna dei convenuti in solido al pagamento di fr.
21'423.- oltre interessi (risarcimento danni a seguito di un incidente
stradale);
domanda
avversata dai convenuti che hanno postulato la reiezione della petizione, e che
il Pretore con sentenza 24 gennaio 2001 ha accolto per fr. 14'282.- più
interessi;
appellanti
i convenuti con atto di appello 13 febbraio 2001, con cui chiedono la riforma
del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione, protestando spese
e ripetibili di entrambe le sedi;
mentre
l'attore con osservazioni 14 marzo 2001 postula la reiezione del gravame con
protesta di spese e ripetibili;
letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti
ritenuto
in fatto:
A. Verso le 2.20 del 28 aprile 1996, all'altezza del Km 10.104
dell'autostrada N2, sulla corsia sud-nord in territorio del comune di
__________, si è verificato un incidente della circolazione che ha coinvolto
una VW Golf VR6 con targhe ticinesi alla cui giuda vi era __________ e una Fiat
Regata immatricolata in Italia e condotta da __________, vettura di cui la
società __________, rappresentata in Svizzera dalla __________, era
l'assicuratrice RC. L'incidente si è risolto con soli danni materiali.
B. Con
la petizione in rassegna __________, imputando ad __________ la responsabilità
dell'incidente, ha chiesto la condanna di quest'ultimo e della __________ al
pagamento in solido di fr. 21'423.- oltre interessi, somma corrispondente al
danno da lui subito (fr. 18'600.- danno totale dell'autovettura, fr. 579.50
costo di trasporto del veicolo, fr. 220.- spesa per la sua custodia e fr.
2'023.50 rimborso del costo di una perizia di parte). L'attore ha in
particolare sostenuto che, mentre si apprestava a superare a una velocità di
circa 120 Km/h il veicolo condotto dal convenuto __________, quest'ultimo,
improvvisamente e senza azionare l'indicatore di direzione, si era spostato
sulla corsia di sinistra da lui percorsa, di modo che egli, per evitare la collisione,
era stato costretto a tentare una manovra di scansamento sulla destra, che
tuttavia non gli era riuscita; egli ha quindi perso il controllo del veicolo
andando a sbattere contro la guidovia centrale dell'autostrada.
C. I
convenuti si sono opposti alla petizione, contestando innanzitutto la
ricostruzione dei fatti resa dall'attore: a loro dire, l'incidente in questione
era stato causato dall'attore stesso, il quale, sopraggiungendo ad alta
velocità, aveva tamponato la vettura condotta dal convenuto __________, che
invece procedeva regolarmente nella corsia di destra. Essi contestano infine di
essere tenuti a rifondere alla controparte i costi per l'allestimento di una
perizia privata.
D. Il
Pretore, con la sentenza qui oggetto di impugnativa, ha accolto le pretese
dell'attore limitatamente all'importo di fr. 14'282.-.
Il
giudice di prime cure ha innanzitutto accertato, sulla base della perizia
giudiziaria, che l'incidente era effettivamente avvenuto secondo le modalità
indicate dall'attore. Ritenuto che nell'occasione entrambi i conducenti avevano
disatteso norme fondamentali della circolazione, il convenuto __________ invadendo, ancorché gradualmente e non
repentinamente, la corsia di marcia dell'attore, e quest'ultimo effettuando un
sorpasso a velocità inadeguata di 120-130 Km/h, egli ha pertanto ripartito la
responsabilità per 2/3 a carico del primo e per 1/3 a carico del secondo.
Ammesso il diritto dell'attore al risarcimento del costo della perizia privata
da lui fatta allestire, il Pretore ha quindi concluso che il danno complessivo,
da ripartirsi secondo tale proporzione, era effettivamente di fr. 21'423.50
(recte: 21'423.-).
E. Con
l'appello che qui ci occupa i convenuti chiedono la riforma del querelato
giudizio nel senso di respingere la petizione.
Essi
ritengono in sostanza che la responsabilità esclusiva dell'incidente era da
ascrivere all'attore e inoltre che il primo giudice aveva violato l'istituto
dell'onere della prova.
F. Delle
osservazioni con cui l'attore postula la reiezione del gravame si dirà, se
necessario, nei successivi considerandi.
considerato
in diritto:
- Gli
appellanti rimproverano innanzitutto al Pretore di aver crassamente violato
l'istituto dell'onere della prova con riferimento all'art. 61 cpv. 2 LCS, norma
in base alla quale un detentore risponde verso un altro dei danni materiali,
solo se, fatte salve altre eventualità che qui non ricorrono, la parte lesa
prova che il danno è stato cagionato dalla colpa del detentore convenuto: a
loro dire, l'attore non avrebbe in effetti portato una prova certa del fatto da
provare e in ogni caso in presenza di prove contraddittorie il giudice avrebbe
dovuto decidere a suo sfavore.
La
censura è ampiamente infondata.
1.1 L'art.
8 CC, relativo all'onere della prova, disciplina le conseguenze della mancanza
della prova (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano 2000, m. 1 ad art. 183).
Nel caso
di specie il Pretore ha giustamente posto a carico dell'attore (IICCA 22
luglio 1993 in re B./Z., 3 febbraio 1994 in re M. e lc./M. e lc., 24 gennaio
1996 in re V./S. lc., 7 aprile 1997 in re C./B. e lc.; Oftinger/Stark,
Schweizerisches Haftpflichtrecht, Besonderer Teil, 4. ed., Zurigo 1989, Vol. II
2, n. 677 e segg.) l'obbligo di provare le circostanze che giustificavano l'applicazione
dell'art. 61 cpv. 2 LCS, segnatamente l'esistenza di una colpa della
controparte, per cui nell'occasione non ha assolutamente violato l'istituto
dell'onere della prova.
1.2 Nella
misura in cui gli appellanti sostengono che l'attore non avrebbe fornito una
prova certa della colpa del convenuto __________ rispettivamente che ci si
troverebbe in presenza di prove contraddittorie, essi sembrano più che altro
mettere in discussione l'apprezzamento delle prove operato dal primo giudice
(art. 90 CPC), che tuttavia non ha nulla a che vedere con l'istituto dell'onere
della prova (Cocchi/Trezzini, op. cit., ibidem). Anche queste critiche
si rivelano comunque prive di sostanza.
Con
riferimento alla prima, si osserva in effetti che il Tribunale federale ha già
avuto modo di stabilire che nell’ambito della responsabilità civile per veicoli
a motore non è necessario che vi sia una certezza assoluta circa lo svolgimento
dei fatti rilevanti, che permette al giudice di ritenere provata o meno una
determinata versione: per ritenere provata una determinata versione dei fatti
basta, al contrario, che il giudice, nel caso in cui le circostanze non
consentano una prova diretta (siccome la stessa non esiste, rispettivamente non
può essere ragionevolmente portata), raggiunga l’intimo convincimento che
quella versione risulti essere la più attendibile, quella cioè che abbia la
maggior probabilità di essersi effettivamente prodotta (DTF 107 II 273
con rif.; IICCA 16 agosto 1994 in re I. e llcc./ A. e llcc., 12 settembre
1996 in re M./A.; Schulz, Rechtsprechung und Praxis zum Strassenverkehrsrecht
in den Jahren 1978-1982, Berna 1984, p. 250; Schaffhauser/Zellweger,
Grundriss des Schweizerischen Strassenverkehrsrechts, Vol. II, Berna 1988, N.
980 p. 69).
Quanto
alla seconda, si osserva che in virtù dell'art. 86 LCS il giudice nell'ambito
di un processo avente per oggetto delle pretese relative ad un incidente della
circolazione è tenuto ad apprezzare liberamente i fatti senza essere vincolato
dalle regole di procedura cantonale circa il valore di una determinata prova
(cfr. IICCA 16 agosto 1994 in re I. e llcc./A. e llcc., 7 aprile 1997 in
re C./B. e lc.; Bussy/Rusconi, Code suisse de la circulation routière,
3. ed., Losanna 1996, n. 2.1 ad art. 86 LCS), per cui la circostanza che alcune
prove possano eventualmente essere contraddittorie non gli impone ancora di
concludere a sfavore della parte gravata dell'onere della prova. Nel caso
concreto gli appellanti non hanno per altro indicato quali sarebbero le prove
contraddittorie che imporrebbero tale conclusione.
- Gli
appellanti attribuiscono all'attore l'intera colpa per l'incidente della
circolazione sostenendo, sulla base della perizia giudiziaria, che lo stesso
non si sarebbe verificato se egli avesse guidato con l'attenzione dovuta.
Anche
questa censura dev'essere disattesa.
È
pacifico che il comportamento negligente dell'attore ha senz'altro contribuito
all'incidente stradale. Da qui l'attribuzione di una concolpa a suo carico da
parte del primo giudice.
Gli
appellanti dimenticano tuttavia di rilevare che l'incidente è stato altresì
provocato - come giustamente evidenziato dal Pretore al considerando 2 della
sentenza impugnata, a cui esplicitamente si rinvia - dall'avventata manovra del
convenuto __________ (perizia
giudiziaria pto. 3.1 e 4), il quale si era spostato sulla corsia di sorpasso -
ancorché in modo graduale e non repentinamente - senza azionare l'indicatore di
direzione (perizia giudiziaria pti. 3.1, 3.2, 3.4, 3.7, 3.8, 3.9, 4 e
delucidazione peritale, cfr. pure la perizia di parte doc. I), ostacolando con
ciò la manovra di sorpasso posta in atto dall'attore e mettendo in grave
pericolo quest'ultimo e gli altri utenti della strada. Di nessuna rilevanza è
poi il fatto che il suo spostamento di corsia, che gli appellanti di fatto non
hanno più contestato in questa sede - ritenendolo solo "eventuale e
comunque non accertato" - non sia stato suffragato da prove certe: il
primo giudice e con lui questa Camera, sulla base delle risultanze istruttorie,
hanno in effetti maturato l'intimo convincimento che tale ipotesi fosse
comunque quella più attendibile (cfr. supra consid. 1.2).
- Per
il resto, non avendo gli appellanti censurato, nemmeno in via subordinata, la
ripartizione della responsabilità dell'incidente operata dal primo giudice in
presenza di una colpa di più detentori, ne deve discendere la conferma del
primo giudizio e la reiezione del gravame, del tutto infondato.
La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili di questa sede seguono la soccombenza
(art. 148 CPC).
Per i quali motivi,
richiamati gli art. 148 CPC e la TG
dichiara e pronuncia
I. L’appello 13 febbraio 2001 di __________ e di __________ è
respinto.
II. Le spese della procedura d’appello consistenti in:
a) tassa
di giustizia fr. 380.-
b) spese fr.
20.-
Totale fr.
400.-
da
anticiparsi dagli appellanti, restano a loro carico con l’obbligo di rifondere
alla parte appellata fr. 400.- per ripetibili.
III. Intimazione a: - __________
Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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