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Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
12.1997.174
Data decisione, Autorità:
22.09.1997, IICCA
Incarto n.
12.97.00174
Lugano
22 settembre 1997/kc
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La seconda Camera
civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cocchi,
presidente,
Chiesa e Zali
segretario:
Petrini
sedente per giudicare nelle congiunte cause della
Pretura del distretto di Lugano, sezione 1, OA.94.112, promossa con
petizione 3 novembre 1994 da
contro
(rappr. dall’avv. __________)
e
__________,
promossa __________ di uguale data da
contro
(rappr. dall’avv. __________)
liti denunciate dall’attrice a
(rappr. dall’avv. __________)
che vi è
intervenuta in sostegno delle tesi e domande dell’attrice,
con cui
l’attrice ha chiesto la condanna dei convenuti al pagamento di fr. 124’718.65
oltre accessori in conseguenza del contratto di leasing;
Domanda
avversata dai convenuti, che hanno postulato la reiezione della petizione e che
il Pretore con sentenza 20 maggio 1997 ha accolto;
Appellanti
i convenuti, che con atto di appello del 10 giugno 1996 chiedono la riforma del
querelato giudizio nel senso di respingere la petizione;
Mentre
l’attrice con osservazioni 5 agosto 1997 postula la reiezione del gravame, protestando
spese e ripetibili.
Letti ed esaminati
gli atti e i documenti prodotti,
posti a giudizio i
seguenti punti di questione
-
- se deve
essere accolto l’appello
-
- tassa di
giustizia e ripetibili
Ritenuto
in fatto: A. Il
24 gennaio 1990 __________ e __________ hanno sottoscritto un documento
denominato “contratto di finanziamento” (doc. A) mediante il quale __________ è
entrata in possesso di una vettura Mercedes Benz 560 SEC nuova contro un canone
mensile di fr. 2’835.--.
B. __________
ha dichiarato nel contratto stesso (pag. 1, punto 3) di cedere tutti i diritti
a lei derivanti dal medesimo a __________ alla quale è succeduta l’attrice.
ha per sua parte sottoscritto il contratto in questione quale debitore solidale.
C. Il
5 o il 6 marzo 1990 la vettura è stata rubata a __________ Non
avendo l’attrice ricevuto risarcimento di sorta -visto che in particolare
l’assicuratrice casco __________ avrebbe rifiutato di intervenire a seguito di
reticenza dell’assicurata __________ con separate cause essa ha proceduto nei
confronti della controparte contrattuale e del debitore solidale per fr.
124’718.65 oltre interessi al 10,5%, liti denunciate all’assicuratrice che ha rifiutato
le prestazioni.
D. Nei
rispettivi (ma di identico contenuto) allegati responsivi datati 9 gennaio 1995
i convenuti si sono opposti alla petizione, sollevando preliminarmente
l’eccezione di carenza di legittimazione attiva dell’attrice e sottolineando
per il resto l’abusivo comportamento della __________ L’attrice
avrebbe pertanto dovuto procedere nei confronti dell’assicuratrice, ritenuto
che i convenuti con la cessione del diritto al risarcimento assicurativo
avrebbero soluto qualsivoglia loro obbligo nei confronti della procedente.
E. __________,
intervenuta in lite, ha giustificato il mancato risarcimento del danno
conseguente al furto della Mercedes con la reticenza di __________ che avrebbe
sottaciuto di avere subito analoghi furti in passato.
F. Il
Pretore nel giudizio impugnato ha dapprima respinto l’eccezione di carenza di legittimazione
attiva, e ha poi ritenuto che l’attrice non era tenuta ad agire giudizialmente
nei confronti dell’assicurazione, che comunque a giusta ragione avrebbe rifiutato
il risarcimento, stante la chiara reticenza della __________ Dal
che l’accoglimento della petizione per l’importo dedotto in causa, rimasto di
per sé incontestato, oltre ad interessi al 5%.
G. Con
l’appello i convenuti chiedono la riforma del giudizio impugnato nel senso di
respingere la petizione.
Contrariamente
all’opinione del Pretore, dall’istruttoria non sarebbe emersa con la necessaria
chiarezza l’asserita reticenza di __________, mentre risulterebbe il
comportamento superficiale dell’assicuratrice, che sapeva del precedente furto
subito dall’assicurata e commetterebbe pertanto abuso di diritto nell’invocare
la pretesa reticenza.
Il
Pretore avrebbe inoltre disatteso l’art. 171 cpv. 3 CO, dal momento che la
cessione dei diritti di cui all’assicurazione casco sarebbe avvenuta “pro
soluto”, con il che nulla più sarebbe dovuto all’attrice.
H. Delle
osservazioni 14 luglio 1997 di __________ e 5 agosto 1997 dell’attrice, che
concludono per la reiezione del gravame con protesta di spese e ripetibili, si
dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.
Considerato
in diritto: 1. E’
pacifico che nonostante la consegna del veicolo alla stipulante __________ questo
è rimasto di proprietà della parte che ha concesso il finanziamento (esplicito:
clausola 1.2), così come è del resto usuale e tipico per i contratti leasing,
posto che tale è la natura del contratto (esplicito: clausola 1.1), nonostante
la denominazione nell’intestazione di “contratto di finanziamento” (art. 18
CO).
E’
altresì indiscusso che __________ prendendo in consegna la vettura si è assunta
l’onere di custodia, di modo che il fatto che la stessa sia stata rubata
rientra indubbiamente nella sua sfera di responsabilità e non di quella
dell’attrice, ai cui occhi il venire meno della vettura in conseguenza del
furto rappresenta pertanto un’inadempienza della prenditrice di leasing.
-
L’importo
del danno è rimasto incontestato, ed è perciò superfluo approfondire il tema in
questa sede. Basti rilevare che a fronte di un costo della vettura di fr.
139’000.-- (doc. B), la prenditrice di leasing ha pagato la cauzione di fr.
10’000.-- (doc. A, pag. 1, punto 14) e due mensilità di fr. 2’835.--, ovvero in
complesso fr. 15’670.--, dal che un credito residuo (interessi esclusi) di
almeno fr. 123’330.--, somma di poco inferiore a quanto postulato dall’attrice.
-
Ciò
premesso, tutte le argomentazioni difensive dei convenuti risultano essere attinenti
alla questione dell’assicurazione casco del veicolo, che a mente loro avrebbe a
torto rifiutato la prestazione risarcitoria, comunque limitata all’importo di
fr. 80’000.-- (cfr. il doc. D), adducendo una in realtà inesistente reticenza
di __________
3.1 Il
primo rilievo che si impone a questo proposito è quello secondo cui la stipulazione
dell’assicurazione casco era estranea al contenuto del contratto leasing doc.
A.
Si
osserva infatti che il canone mensile non era comprensivo del premio
dell’assicurazione casco totale (doc. A, pag. 1, punto 8), dal che l’ovvia considerazione
del fatto che la noleggiatrice non ha concluso tale contratto in nome proprio
presso una compagnia assicuratrice.
Nel
contratto doc. A non figura inoltre neppure l’obbligo per la noleggiante di
concludere in proprio nome tale contratto (doc. A, pag. 1, punto 13), e comunque
il contratto non menziona l’automatica cessione alla noleggiatrice delle pretese
derivanti al noleggiante da una simile assicurazione (doc. A, pag. 2, clausola
12.3, che menziona unicamente la cessione di pretese risarcitorie nei confronti
di terzi danneggianti e dei loro assicuratori RC).
Ad
ogni buon conto, indipendentemente dall’esistenza di un obbligo in tal senso
risultante dal contratto doc. A, le parti il 25 gennaio 1990, ovvero il giorno
successivo a quello della stipula del contratto leasing, hanno pattuito la
cessione in favore di __________ delle eventuali pretese di indennizzo nei
confronti dell’__________ derivanti dalla polizza 342109 (doc. D).
3.2 In
assenza di un’esplicita base contrattuale -la questione, come si è detto, non
era regolata dal contratto doc. A- sono ipotizzabili due alternative
motivazioni di tale cessione: le parti possono da una parte aver inteso fornire
alla noleggiatrice la garanzia che in caso di perdita del veicolo la contropartita
economica sarebbe stata versata direttamente nelle sue mani, o dall’altra parte
aver inteso estinguere con tale cessione le obbligazioni derivanti alla
noleggiante per l’eventualità di una perdita del veicolo ascrivibile a questa
parte (art. 172 CO).
A
non averne dubbi, solo la prima di queste situazioni può essere ritenuta nel
caso di specie.
Nulla
depone in effetti in circostanze del genere per una cessione “pro soluto”, che
sarebbe addirittura inconsueta. Basti rilevare che al momento della cessione
non sussisteva ancora alcuna obbligazione della noleggiante da estinguere per
mezzo di tale cessione, né, evidentemente, se ne conosceva l’ammontare, così
che era del tutto insensato stabilire in via preventiva una cessione globale
(ovvero dell’intera pretesa) ai fini dell’adempimento di un’obbligazione che poteva
anche non venire in essere.
Corrisponde
invece al normale andamento delle cose l’esistenza dell’intento del
noleggiatore di ridurre al minimo il rischio economico innescato dalla perdita
del veicolo e causato dalla possibile insolvenza del noleggiante confrontato
con l’obbligo di risarcire in una volta il suo valore residuo, e soprattutto
quello legato -come nella specie- a possibili problemi con l’assicuratrice.
I
convenuti, gravati dell’onere della prova in proposito (Honsell/Vogt/Wiegand,
OR I, 2. edizione, n. 3 ad art. 172 CO), sostengono che la cessione avrebbe effetto
liberatorio unicamente per il motivo che essa sarebbe avvenuta a titolo
gratuito (appello, punto 3, pag. 7), non avvedendosi che ciò è non è vero, ed è
anzi escluso a priori dal fatto che -a mente loro- tale cessione doveva
liberarli dall’obbligo di risarcire il valore della vettura, di modo che non si
vede come si possa seriamente parlare di gratuità.
3.3 Dovendosi
ritenere che la cessione doc. D non ha avuto l’effetto di liberare i convenuti
dall’obbligo risarcitorio nei confronti dell’attrice, non occorre approfondire
oltre misura le argomentazioni degli appellanti circa la pretesa inesistenza
della nota reticenza, potendo l’esame della questione essere limitato alla
considerazione secondo cui nelle circostanze emerse dall’istruttoria non si poteva
in alcun caso pretendere che la cessionaria promuovesse causa, di esito assai
incerto, nei confronti della __________ di modo che non le può essere mosso il
rimprovero di non avere gestito con la necessaria diligenza il credito cedutole
(Spirig, Zürcher Kommentar, n. 51 e segg. ad art. 172 CO), e pertanto
nulla può essere dedotto dal debito dei convenuti, che potranno se del caso farsi
retrocedere il credito in questione per eventualmente procedere in prima persona
nei confronti dell’assicuratrice.
Ne
segue la reiezione del gravame, infondato in ogni suo punto.
Tassa di
giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).
Per i quali
motivi, richiamati l’art.148 CPC e la TG
dichiara e
pronuncia:
I. L’appello
10 giugno 1997 di __________ e __________ è respinto.
II. Le
spese della procedura d’appello, consistenti in
a)
tassa di giustizia fr. 2’650.--
b)
spese fr. 50.--
T
o t a l e fr. 2’700.--
già
anticipati dai convenuti, restano a loro a carico, con l’obbligo di rifondere
all’attrice complessivi fr. 800.-- a titolo di indennità.
III. Intimazione:
–
Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, sezione 1.
Per la seconda
Camera civile del Tribunale d’appello
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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