Hereditary recovery claim for bankbooks and cash

11.2003.140Other CourtApr 13, 2004Confirmed

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Omnilex summary

In a hereditary recovery action, the plaintiff sought return of six savings booklets, alternatively cash, and later also a car and an additional CHF 20,000 allegedly found in the deceased's possession. The first-instance court partly upheld the claim and ordered payment and delivery. On appeal, the defendant argued that the late increase of the claim was procedurally improper and that the CHF 20,000 had been donated to nephews. The appellate court held that a hereditary recovery action is universal and may be completed during the proceedings, that the defendant had adequate opportunity to respond, and that the alleged donations were not proven. The appeal was dismissed and costs were imposed on the appellant.

Omnilex headnote

Art. 598 CC; action en pétition d'hérédité et modification de la demande en cours d'instance: la prétention successorale a un caractère universel et peut être complétée pendant la procédure sans identification préalable exhaustive des biens revendiqués. Le demandeur peut préciser ultérieurement ses conclusions, pour autant que la partie adverse dispose de la possibilité de se déterminer; la garantie du contradictoire n'est pas violée lorsque l'extension est annoncée dans les écritures et que l'instruction porte aussi sur cet objet (consid. 3-4). La partie qui allègue une donation ou une destination différente des biens successoraux supporte le fardeau de rendre cette version vraisemblable ou prouvée; à défaut, la restitution est due (consid. 5). Les frais suivent la succombance selon l'art. 148 cpv. 1 CPC (consid. 6).

Full text

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 11.2003.140

Data decisione, Autorità: 13.04.2004, ICCA

Incarto n. 11.2003.140

Lugano 13 aprile 2004/rgc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La prima Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

G. A. Bernasconi, presidente, Giani e Walser

segretaria:

Chietti Soldati, vicecancelliera

sedente per statuire nella causa OA.2001.111 (petizione di eredità) della Pretura della giurisdizione di __________ promossa con petizione del 19 novembre 2001 da

___________, (patrocinato _____________)

contro

___________, (patrocinata _____________);

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello del 20 ottobre 2003 presentato da __________ contro la sentenza emessa il 1° ottobre 2003 dal Pretore della giurisdizione di __________;

  1. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto: A. __________, domiciliato a __________, vedovo, è deceduto a __________ il 30 ottobre 2000 senza lasciare discendenti. Il 5 dicembre 2000 è stato pubblicato davanti al Pretore della giurisdizione di __________ un suo testamento pubblico del 18 luglio 2000 in cui egli istituiva erede universale il fratello __________ e legava la particella n. __________ RFD di __________ a __________, sua convivente.

B. Con petizione di eredità del 19 dicembre 2001 __________ ha convenuto __________ dinanzi al Pretore della giurisdizione di __________ per ottenere la consegna di 6 libretti di risparmio della Banca __________ (cinque al portatore e uno nominativo), proprietà del defunto, o in subordine il saldo di fr. 64 647.75 oltre interessi. __________ ha propo­sto di respingere l'azione. Nei successivi allegati le parti hanno ribadito le loro richieste. Esperita l'istruttoria, esse hanno rinunciato al dibattimento finale e hanno riconfermato le loro domande in memoriali conclusivi, l'attore aumentando nondimeno la sua pretesa di ulteriori fr. 20 000.– e chiedendo anche la consegna di una __________.

C. Statuendo il 1° ottobre 2003, in parziale accoglimento della petizione il Pretore ha condannato __________ a versare all'at-tore fr. 73 811.– con interessi al 5% dal 19 novembre 2001 e a consegnare l'autovettura __________. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 2500.–, sono state poste per un nono a carico dell'attore e per il resto a carico della convenuta, tenuta a rifondere all'attore fr. 4800.– per ripetibili parziali.

D. Contro la sentenza appena citata __________ è insorta con un appel­lo del 20 ottobre 2003 nel quale chiede di essere tenuta a versare unicamente fr. 53 811.– e che il giudizio impugnato sia riformato di conseguenza. Nelle sue osservazioni del 9 dicembre 2003 __________ propone di respingere l'appello e di confermare la sentenza del Pretore.

Considerando

in diritto: 1. Il Pretore ha ritenuto ammissibili le nuove domande dell'attore (la maggior pretesa di fr. 20 000.– e la consegna dell'autovettura), rilevando che nell'ambito di una petizione d'eredità l'erede può postulare la restituzione di tutto ciò cui ha diritto, senza dover necessariamente precisare i beni rivendicati né tutte le indennità che esige. La richiesta contenuta nel memoriale conclusivo andava quindi intesa come estensione della domanda giusta l'art. 75 CPC. Quanto alla convenuta, essa aveva potuto esprimersi sul tema negli allegati preliminari. Inoltre l'istruttoria aveva tocca­to anche tale aspetto del litigio. Ciò premesso, il primo giudice ha constatato che non vi erano prove circa un'eventuale donazione dei libretti di risparmio alla convenuta, la quale non poteva invocare la presunzione dell'art. 930 cpv. 1 CC e doveva corrispondere per­ciò all'attore la somma di fr. 64 647.75. Identica conclusione il Pretore ha raggiunto in merito alla consegna della VW “__________ ”. Quanto all'importo di fr. 20 000.–, il primo giudice ha rilevato le contraddizioni in cui era incorsa la convenuta sulla destinazione del denaro, accertando che nessun elemento confermava l'avvenuta donazione del capitale da parte di __________ ai nipoti. Alcuni dei quali, per altro, nemmeno erano stati chiamati a testimoniare, mentre l'unica presunta beneficiaria non era stata interrogata al riguardo. Onde, in definitiva, l'obbligo per la convenuta di consegnare, oltre alla nota automobile, la somma di fr. 84 647.75, già dedotti fr. 10 846.75 da lei posti in compensazione per pagamenti effettuati a favore dell'eredità.

  1. L'appellante contesta di dover versare i citati fr. 20 000.– all'attore. Sostiene che l'istruttoria non si è soffermata, se non marginal­mente, sulla destinazione di tale importo, l'attore essendosi limitato nei suoi allegati preliminari a chiedere lumi in proposito, senza tuttavia avanzare precise rivendicazioni. Solo nelle conclusioni egli aveva specificato la domanda, ciò che tuttavia le aveva impedito di addurre prove a sostegno delle proprie argomentazioni. Essa soggiunge che, comunque sia, l'istruttoria ha sufficientemente dimostrato la destinazione dei fondi, ovvero che il denaro è stato donato da __________ ad alcuni nipoti, men­tre la generica testimonianza dell'unica nipote sentita non permette di ritenere che sia stata lei a sottrarre la somma in questione. L'appellante chiede, in definitiva, di essere condannata a versare unicamente l'importo di fr. 53 811.– con interessi.

  2. Secondo l'art. 598 cpv. 1 CC chiunque crede di avere, quale erede legittimo o istituito, un diritto prevalente a quello del possessore sopra una successione o sopra oggetti alla medesima appartenenti, può far valere il suo diritto mediante la petizione di eredità. L'azione ha – come sottolinea il Pretore – carattere universale, nel senso che permette all'erede di chiedere tutto ciò cui ha diritto, senza dover precisare i beni rivendicati (Forni/Piatti in: Basler Kommentar, ZGB II, 2ª edizione, n. 1 ad art. 598 CC; Piotet in: Schweizerisches Privatrecht, vol. IV/2, Basilea e Stoccarda 1981, pag. 749; Druey, Grundriss des Erbrechts, 5ª edizione, pag. 182 n. 40; Guinard/Stettler, Droit civil II, 3ª edizione, pag. 194 n. 417; Stettler in: CFPG, Temi scelti di diritto ereditario, Lugano 2002, pag. 87 n. 36). Il che si spiega con le difficoltà, per l'erede, di conoscere sin dall'inizio la consistenza della successione e di sapere quanto possa chiedere alla parte in possesso di beni successori (Baudat, L'action en pétition d'hérédité en droit suisse, tesi, Losanna 1964, pag. 73 e 133; v. anche DTF 121 III 249). E siccome in tali casi il diritto federale consente di formulare richieste indeterminate (cfr. per l'azione di riduzione: DTF 121 III 250 consid. 2b), l'attore può completare la sua domanda anche in pendenza di causa, la forza di cosa giudicata estendendosi a tutti i beni della successione che il convenuto possiede (Forni/Piatti, loc. cit.; Piotet, op. cit., pag. 750 in alto; Baudat, op. cit., pag. 133). Del resto, già per economia processuale, non sarebbe giustificato costringere un erede a promuovere nuove petizioni ogni qual volta scoprisse altri beni del compendio successorio.

  3. In concreto non giova interrogarsi, di conseguenza, se nel diritto processuale ticinese sia ammissibile formulare domande indeterminate o limitarsi a rivendicare “tutti i beni della successione in possesso della controparte”. Basti constatare che nel suo memoriale conclusivo l'attore ha, comunque sia, provveduto a cifrare l'importo rivendicato.

a) Ora, se l'attore non è tenuto a quantificare le sue pretese già negli allegati preliminari, ciò non toglie che alla convenuta dev'essere data la possibilità di esprimersi sulle pretese rivendicate. Nella fattispecie l'attore, tanto con la petizione quanto con la replica, ha preteso unicamente l'importo di

fr. 64 647.75, mentre nel memoriale conclusivo ha aumentato la pretesa in capitale a fr. 84 647.75. Tale modo di agire non ha tuttavia causato alla convenuta, come si vedrà, alcun pregiudizio.

b) Nella petizione l'attore aveva accennato dapprima all'esisten­za di un importo di fr. 20 000.– ricevuto dal defunto il 31 agosto 2000, di cui non v'era più traccia (pag. 4), per poi addurre nella replica circostanze di fatto comprovanti l'esistenza di tale somma e chiedere lumi alla convenuta (pag. 5). La convenuta, silente nella risposta, ha affermato nella duplica che la somma era stata destinata da __________ a donazio­ni: fr. 10 000.– a __________, fr. 5000.– a __________ e fr. 4000.– al nipote __________ per i suoi due figli (pag. 6). Nel suo allegato conclusivo essa ha poi ribadito le donazioni, sal­vo modificarne gli importi (pag. 8 e 9). Ne discende che l'interessata non può dirsi sorpresa dalla comple­tazione della do­manda da parte dell'attore. Del resto, al dibattimento finale essa avrebbe avuto un'ulteriore possibilità di pronunciarsi sull'entità della cifra rivendicata dall'avversario. Che le parti abbiano rinunciato a tale udienza non significa che vi sia sta­ta una violazione del principio del contraddittorio (v. Rep. 1995 pag. 227). Tanto meno ove si consideri che la convenuta, ricevute le conclusioni dell'attore, non ha sollevato obiezione di sorta.

c) Né l'appellante può dolersi di non essersi potuta difendere convenientemente o di non aver potuto recare prove a sostegno delle proprie giustificazioni. Debitamente patrocinata da un legale, essa non poteva ignorare le conseguenze legate alla facoltà, per l'attore, di precisare la sua domanda in corso di procedura, men che meno ove si pensi che nei suoi allegati preliminari costui aveva addotto circostanze di fatto a suffragio della rivendicazione. La convenuta, pertanto, non è stata colta di sorpresa e doveva addurre senza indugio i mezzi di prova suscettibili di confortare le sue obiezioni. Inoltre essa era a conoscenza della pretesa destinazione dei fondi e di chi ne avrebbe beneficiato. Per tacere del fatto che una delle asserite beneficiarie è stata escussa come testimo­ne senza ch'essa le abbia rivolto alcuna domanda in proposito.

  1. Per ottenere la consegna dei noti fr. 20 000.– l'attore doveva dimostrare, oltre alla sua qualità di erede, che all'apertura della successione la somma era in possesso della convenuta e apparteneva all'asse ereditario.

a) Dall'istruttoria è emerso che il 31 agosto 2000 , impiegata del , si era recata a casa di __________ per consegnargli – su richiesta di lui – la somma di fr. 20 000.– (deposizione del 16 dicembre 2002, verbali pag. 3 e 4; estratti conto del __________ del 30 settembre 2000 nel fascicolo “richiami”). Una settimana dopo, l'8 settembre 2000, __________ è stato ricoverato all' e poi, il 6 ottobre successivo, all', dove è deceduto il 30 ottobre 2000 (doc. _). __________, nipote di lui, ha dichiarato che durante l'ultima degenza del parente “per un periodo io ho potuto constatare che quei libretti [di risparmio] erano proprio lì [sotto il lavandino] e c'erano anche dei biglietti di banca (biglietti da fr. 1000.– e monetina) per un totale di attorno a fr. 20 000.–; poi ad un momento non li ho più visti” (deposizione del 16 dicembre 2002: verbali, pag. 2).

b) Contrariamente a quanto sostiene l'appellante, la deposizione di __________ permette di stabilire senza equivoco che durante l'ultima l'ospedalizzazione di __________ il denaro consegnato a quest'ultimo dall'impiegata di banca era ancora a casa di lui e non era stato utilizzato. E siccome egli non ha più potuto disporne in seguito, l'attore ha sufficientemente dimostrato che il giorno in cui __________ è deceduto, il capitale doveva trovarsi ancora nella di lui abitazione. Spettava dunque alla convenuta, che con il defunto era la sola a detenere le chiavi di casa, rendere quanto meno verosimile la destinazione della somma, irreperibile al momento dell'inventario (doc. _).

c) L'appellante ha sempre affermato che il testatore aveva utilizzato l'importo per varie donazioni, ma nulla si evince dal fascicolo del processo. Certo, secondo __________, __________ “diceva che di quei fr. 20 000.– che gli avevo portato, fr. 8000.– gli servivano per pagamenti e fr. 12 000.– li voleva distribuire ai nipoti” (deposizione del 16 dicembre 2002: verbali, pag. 4). In mancanza di qualsiasi riscontro, tut­tavia, ciò non basta a dimostrare che __________ abbia avuto il tempo per adoperare la somma in tal modo. Né la convenuta ha tentato di corroborare le sue argomentazioni, ove appena si ricordi che all'unica asserita beneficiaria sentita in qualità di testimone essa non ha domandato nulla (deposizione __________ del 16 dicembre 2002: verbali, pag. 2). Se ne conclude che, non essendo stata dimostrata la pretesa destinazione del denaro, a ragione l'attore ne ha ottenuto la consegna e la sentenza impugnata merita conferma.

  1. Gli oneri dell'attuale giudizio seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). L'appellante rifonderà alla controparte, patrocinata da un legale, un'adeguata indennità per ripetibili.

Per questi motivi,

vista sulle spese la tariffa giudiziaria,

pronuncia: 1. L'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

  1. Gli oneri processuali, consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 950.–

b) spese fr. 50.–

fr. 1000.–

sono posti a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 2500.– per ripetibili.

  1. Intimazione a:

–; –.

Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di __________

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Keywords

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Extracted by Omnilex

Key legal question

Whether the heir's claim could be extended in the course of the proceedings to include an additional CHF 20,000 and the car

Extracted holding

Yes. In a hereditary recovery action, the claimant may seek everything due from the estate and may complete the claim during the proceedings without needing to specify all items from the outset.

Extracted reasoning

The action is universal in nature; the opposing party had an opportunity to respond, and the evidence proceedings covered the expanded issues. No breach of contradiction occurred.

Key legal question

Whether the defendant had to deliver the additional CHF 20,000 claimed from the estate

Extracted holding

Yes. The claimant sufficiently proved that the money was still at the deceased's home at death and the defendant did not make the alleged gift of the funds plausible.

Extracted reasoning

Testimony and documents showed the cash had been brought to the deceased shortly before hospitalization and had not been used. The defendant, who controlled access to the house, failed to corroborate the alleged donations to nephews.

Key legal question

Whether the appeal against the first-instance judgment should succeed

Extracted holding

No. The first-instance judgment was correct and had to be confirmed.

Extracted reasoning

The appellate court found no error in the first judge's assessment of the action's scope, the parties' right to be heard, or the proof of the estate's entitlement to the money.

Key legal question

Court costs and party compensation on appeal

Extracted holding

Costs follow the losing party; the appellant must pay the appellate costs and reimburse party compensation.

Extracted reasoning

The appellant lost the appeal, so she bears the procedural costs and must pay the respondent's legal costs.

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