Interim order annulled for lack of reasoning on evidence refusal

11.2002.61Other CourtJul 5, 2002Granted

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Omnilex summary

The First Civil Chamber of the Ticino Court of Appeal heard an appeal against a provisional order in litigation seeking nullity or annulment of an association assembly. The first-instance officer had rejected the claim against several defendants for lack of passive standing and had partially granted interim relief by suspending some assembly resolutions. On appeal, the association argued that its evidence had been wrongly refused and that the conditions for interim measures were absent. The Court held that the challenged order was void because it gave no reasons for refusing the evidence offered by the parties, a defect that had to be raised ex officio. It annulled the order and remitted the matter for a reasoned new decision, while charging costs to the respondents.

Omnilex headnote

Art. 142 cpv. 2, 148 cpv. 1, 326 lett. a CPC; refusal of offered evidence in interim proceedings and duty to state reasons. A party is in principle entitled to the taking of evidence it has duly offered, subject to anticipatory assessment of evidence. If the court declines evidence, it must indicate why the evidence would be superfluous or incapable of clarifying relevant issues. A lack of reasoning on the evidentiary ruling constitutes a formal defect that, where it entails nullity, must be noticed ex officio. In such a case the appellate court annuls the order and remits the matter for a new, reasoned decision; costs follow the outcome of the appeal.

Full text

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 11.2002.61

Data decisione, Autorità: 05.07.2002, ICCA

Incarto n. 11.2002.00061

Lugano 5 luglio 2002/rgc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La prima Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Epiney-Colombo, presidente, G. A. Bernasconi e Giani

segretaria:

Chietti Soldati, vicecancelliera

sedente per statuire nella causa .__.__ (nullità di decisioni assembleari) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, promossa con petizione dell'11 febbraio 2002 da


__________, __________, e __________ _________, __________ () (patrocinati dall'avv. __________ __________, __________)

Contro

Centro __________ __________ __________, __________


__________, __________ __________ __________, __________ __________ __________, __________ __________ , __________ () (patrocinati dall'avv. __________ __________, __________) e __________ __________, __________ (patrocinato dall'avv. __________ __________, __________);

giudicando ora sul decreto del 14 maggio 2002 con cui il Segretario assessore ha parzialmente accolto, in luogo e vece del Pretore, una domanda di provvedimenti cautelari presentata dagli attori;

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione: 1. Se dev'essere accolta l'appellazione del 27 maggio 2002 presentata dall'associazione Centro __________ __________ __________ contro il decreto cautelare emesso il 14 maggio 2002, in luogo e vece del Pretore, dal Segretario assessore della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1;

  1. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto: che il 12 gennaio 2002 si è tenuta a Lugano l'assembla dei soci fondatori dell'associazione Centro __________ __________ __________;

che l'11 febbraio 2002 __________ __________ __________ __________ e __________ __________ hanno convenuto l'associazione, oltre a __________ __________ __________, __________ __________, __________ __________,


e __________ __________ davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, affinché la citata assemblea fosse dichiarata nulla, rispettivamente fosse annullata;

che, pedissequamente alla petizione, gli attori ha chiesto l'adozione di misure cautelari, in particolare la sospensione delle risoluzioni n. 8, 9 (recte: 12) e 10 (recte: 13) prese dall'assemblea;

che alla discussione cautelare del 1° marzo 2002 __________ __________ __________ __________, __________ __________, __________ __________, __________ __________ e __________ __________ hanno contestato la loro legittimazione passiva e si sono opposti, unitamente all'associazione Centro __________ __________ __________, alla domanda cautelare;

che, relativamente alla procedura cautelare, tutte le parti hanno offerto mezzi di prova;

che per contro, non essendovi prove da assumere sulla legittimazione passiva, le parti hanno proceduto seduta stante alla discussione finale;

che con ordinanza sulle prove del 2 maggio 2002 il Segretario assessore ha ammesso il richiamo di un incarto dalla Pretura stessa e ha respinto le altre prove, citando le parti alle discussione finale sulla cautelare del 13 maggio successivo;

che le parti hanno rinunciato alla discussione finale;

che, statuendo il 14 maggio 2002 in luogo e vece del Pretore, il Segretario assessore ha respinto l'azione nei confronti di __________ __________ __________, __________ __________, __________ __________,


e __________ __________ per carenza di legittimazione passiva, sospendendo provvisoriamente le decisioni n. 8 e 9 (recte: 12) prese dall'assemblea il 12 gennaio 2002;

che contro il giudizio impugnato, nella misura in cui costituisce un decreto cautelare, l'associazione Centro __________ __________ Internazionali è insorta con un appello del 27 maggio 2002 in cui chiede, previa concessione dell'effetto sospensivo, di respingere l'istanza;

che con decreto del 6 giugno 2002 la presidente di questa Camera ha respinto la richiesta di effetto sospensivo;

che nelle loro osservazioni del 19 dicembre 1997 2002 __________


__________ e __________ __________ propongono di respingere l'appello e di confermare il giudizio impugnato;

e considerando

in diritto: che nella fattispecie il Segretario assessore ha statuito simultaneamente sia sull'eccezione di legittimazione passiva sia sull'istanza cautelare presentata dagli attori;

che l'appello in esame riguarda il giudizio impugnato nella sola misura in cui esso costituisce un decreto cautelare, escluso il rigetto della petizione nei confronti di __________ __________ __________, __________ __________, __________ __________,


e __________ __________;

che l'appellante censura la mancata assunzione delle prove da essa offerte e contesta l'esistenza dei requisiti per l'emanazione di misure cautelari;

che in linea di principio una parte ha diritto all'assunzione delle prove offerte, ma l'autorità può rinunciare ad assumere quei mezzi istruttori il cui presumibile risultato non porterebbe elementi di rilievo (“apprezzamento anticipato delle prove”: DTF 124 I 211 consid. 4, 122 V 162 consid. 1d, 121 I 306 consid. 1b, 106 Ia 162 consid. 2b);

che l'autorità non è tenuta perciò a esperire tutte le prove notificate dalle parti ma, qualora intenda rifiutarle (in tutto o in parte), deve indicare perché queste risulterebbero superflue o inidonee a recare chiarimenti di rilievo (DTF 119 Ib 492 consid. 5b/bb con rinvii);

che, in concreto, nell'ordinanza del 2 maggio 2002, il Segretario assessore aveva respinto le prove richieste “per i motivi che verranno indicati al più tardi nel decreto cautelare”;

che tuttavia nel decreto impugnato non figura il minimo cenno ai motivi per cui le prove non sono state ammesse;

che l'atto in rassegna è quindi carente di motivazione sul tema delle prove notificate;

che tale motivazione è indispensabile, sia perché occorre conoscere quali ragioni hanno indotto il magistrato a respingere la richiesta, sia perché l'appellante deve spiegare poi nel ricorso i motivi per cui l'apprezzamento anticipato del giudice non resisterebbe alla critica;

che, invero, l'appellante non evoca in modo esplicito un difetto di motivazione, ma qualora la carenza di requisiti formali comporti la nullità dell'atto – come in concreto – il vizio dev'essere rilevato d'ufficio (art. 142 cpv. 2 CPC);

che, ciò posto, il decreto impugnato va dichiarato nullo e gli atti rinviati al primo giudice perché motivi il rifiuto di assumere le prove notificate dalle parti (art. 326 lett. a CPC);

che le spese e le ripetibili del presente giudizio seguono soccombenza degli attori, i quali hanno postulato a torto la reiezione dell'appello (art. 148 cpv. 1 CPC);

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

pronuncia: 1. L'appello è accolto, il decreto impugnato è dichiarato nullo e gli atti sono rinviati al Segretario assessore per nuovo giudizio nel senso dei considerandi.

  1. Gli oneri processuali, consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 150.–

b) spese fr. 50.–

fr. 200.–

sono posti solidalmente a carico di __________


__________ e __________ __________, che rifonderanno alla controparte, sempre con vincolo di solidarietà, fr. 800.– complessivi per ripetibili di appello.

  1. Intimazione a:

– avv. __________ __________, __________;

– avv. __________ __________, __________;

– avv. __________ __________, __________.

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1.

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

La presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Keywords

interim measuresevidence assessmentduty to state reasonsnullityremandappeal costsassociation law

Extracted by Omnilex

Key legal question

Whether the interim order had to be annulled because the refusal to take evidence lacked reasons.

Extracted holding

Yes. The order contained no reasons for rejecting the offered evidence, so the formal defect rendered it null and required remittal for a reasoned ruling on the evidentiary requests.

Extracted reasoning

A party is entitled in principle to have its offered evidence taken, subject to anticipatory assessment. But if the court refuses evidence, it must explain why the evidence is unnecessary or unsuitable. Here the challenged order gave no such explanation, preventing effective review; the defect had to be raised ex officio.

Key legal question

How the appeal should be resolved on costs and party compensation.

Extracted holding

The respondents, as unsuccessful parties on appeal, had to bear the costs jointly and severally and reimburse the appellant for appeal costs and compensation.

Extracted reasoning

Costs follow the outcome of the appeal, and the respondents had wrongly sought dismissal of the appeal.

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