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Numero d'incarto:
11.2002.126
Data decisione, Autorità:
09.12.2002, ICCA
Incarto n.
11.2002.126
Lugano,
9 dicembre
2002/rgc
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La prima Camera civile del Tribunale
d'appello
composta dei giudici:
Epiney-Colombo, vicepresidente,
G. A. Bernasconi e Giani
segretario:
Ambrosini, vicecancelliere
sedente per statuire nella causa n.
/ (interdizione) della Divisione degli interni, Sezione
degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, promossa con
istanza dell'8 marzo 2002 dalla
Commissione tutoria regionale __________, __________
nei confronti di
__________ __________, __________;
esaminati gli atti,
posti i seguenti
punti
di questione: 1. Se dev'essere accolto
l'appello del 4 novembre 2002 presentato da __________ __________ contro la
decisione emessa il 28 ottobre 2002 dalla Sezione degli enti locali quale
autorità di vigilanza sulle tutele;
- Il
giudizio sulle spese.
Ritenuto
in fatto: A. L'8 marzo 2002 la Commissione tutoria regionale 1 ha chiesto alla
Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele, di pronunciare
l'interdizione del cittadino italiano __________ __________ (1977), siccome
affetto da schizofrenia paranoide a decorso episodico con deficit stabile e
sindrome depressiva ricorrente, cui si aggiungeva il consumo di cannabinoidi.
Il Servizio psico-sociale di __________, cui la Commissione tutoria si era
rivolta per un referto medico, aveva rilevato in effetti che durante le fasi di
scompenso psichico l'interessato denotava una sindrome delirante di tipo
persecutorio con allucinazioni, non era in grado di provvedere a sé stesso e
tanto meno era capace di gestire la sua situazione amministrativa e finanziaria
(rapporto del 1° febbraio 2002). Al beneficio di una rendita piena di invalidità,
__________ __________ era già stato ricoverato più volte alla Clinica
psichiatrica di __________ per crisi psicotiche acute con idee suicidali. La
Commissione tutoria ha fatto notare altresì all'autorità di vigilanza che il
giorno prima, 7 marzo 2002, l'interdicendo aveva aggredito senza apparente
motivo una sua ex vicina di casa, prendendola a calci e schiaffi mentre essa si
trovava in una via di __________ con la figlia di 8 mesi e la madre
settantunenne. Ciò rendeva necessario un provvedimento adeguato.
B. __________
__________ ha scritto il 26 aprile 2002 alla Sezione degli enti locali,
comunicando di trovarsi “in comunità __________ __________ ”, di stare bene, di
avere smesso di fumare cannabinoidi da 7 o 8 mesi e di non abbisognare di intervento
alcuno. La Sezione degli enti locali ha commissionato il 2 maggio 2002 al
Servizio psico-sociale di __________ un nuovo referto inteso a chiarire le
affezioni dell'interessato, la tossicodipendenza e la capacità di provvedere ai
propri interessi. Il 16 luglio 2002 __________ __________ è stato espulso dal
centro terapeutico per tossicodipendenti “__________ __________ ” a __________
in ragione del suo comportamento refrattario, culminato in un episodio di
autolesione dimostrativa con escoriazioni al polso. Due settimane dopo, il 4
agosto 2002, egli ha violentemente aggredito senza ragione spiegabile un vicino
di casa a pugni, calci e morsi. Ricoverato alla Clinica psichiatrica cantonale
di __________, egli ha seguito una “terapia neurolettica dépôt intramuscolare”,
per poi essere dimesso nel settembre del 2002.
C. Nel
suo referto del 30 settembre 2002 all'autorità di vigilanza il Servizio
psico-sociale di __________ ha confermato – in sintesi – che __________
__________ soffre di schizofrenia paranoide a decorso episodico, è affetto di
politossicodipendenza anamnestica essenzialmente per abuso di cannabinoidi, non
è in grado di provvedere alle sue esigenze (quanto meno durante le fasi di
scompenso psichico) e necessita di durevole protezione e assistenza. Inoltre
egli può mettere a repentaglio l'incolumità altrui, poiché durante le crisi si
reputa perseguitato e può attaccare sconosciuti ritenuti partecipare a trame in
suo odio. Sentito dall'autorità di vigilanza il 21 ottobre 2002, l'interdicendo
ha dichiarato di osservare da due mesi una terapia a base di antidepressivi e
benzodiazepine, di attraversare nondimeno “il miglior periodo della sua vita”,
di non fumare più da un anno e mezzo, di essere in procinto di cominciare
un'attività lavorativa a __________ presso la “__________ __________ __________
__________ __________ __________ __________ __________ ” e di voler
intraprendere una formazione di aiuto operatore sociale. Per finire egli ha
chiesto che gli fosse concessa un'ultima possibilità prima della tutela.
D. Con
decisione del 28 ottobre 2002 l'autorità di vigilanza ha pronunciato
l'interdizione sulla base dell'art. 369 CC (debolezza mentale). Preso atto dei
disturbi psichichi accentuati dalla politossicodipendenza riscontrati dal
Servizio psico-sociale di __________, la Sezione degli enti locali ha
constatato che durante le crisi psichiche __________ __________ non è in grado
di curare i propri interessi personali e patrimoniali, onde una necessità di
durevole protezione e assistenza. La Commissione tutoria regionale 1 è stata
invitata a designare un tutore non appena la decisione sarebbe passata in
giudicato. In esito alla decisione non sono state prelevate tasse né spese.
E. Il 4
novembre 2002 __________ __________ ha scritto all'autorità di vigilanza, dichiarando
di opporsi all'interdizione. Nella lettera egli sostiene che il referto del Servizio
psico-sociale di __________ è stato eseguito quando egli si trovava sotto l'influsso
di un neurolettico, il quale gli impediva di rispondere correttamente alle domande
del medico, e ribadisce di non fumare più cannabinoidi “da circa diciotto
mesi”, di apprestarsi a iniziare una formazione come assistente operatore
sociale presso la __________ __________, di avere in banca “un piccolo gruzzolo
di soldi” e di avere finalmente trovato la cura giusta, mentre i potenti
farmaci somministratigli in precedenza lo inducevano a manie di persecuzione.
Egli epiloga, per finire, chiedendo di lasciargli “un po' di tempo” per dimostrare
il suo cambiamento e le sue capacità. L'autorità di vigilanza ha considerato la
lettera come un appello e l'ha trasmessa a questa Camera per competenza. Il
documento non è stato oggetto di intimazione.
Considerando
in diritto: 1. Le decisioni prese dalla Sezione degli enti locali quale autorità
di vigilanza sulle tutele sono impugnabili entro venti giorni alla Camera
civile del Tribunale di appello (art. 48 LTC: RL 4.1.2.2). L'interdicendo è
senz'altro legittimato a ricorrere e, se è capace di discernimento, può anche
farsi patrocinare da un legale (Schnyder/Murer
in: Berner Kommentar, 3ª edizione, n. 42 ad art. 397 CC con rinvio ai n.
114, 115 e 169 ad art. 373 CC; Geiser
in: Basler Kommentar, 2ª edizione, n. 9 e 11 ad art. 397 CC). Ove egli insorga
personalmente contro una decisione a lui sfavorevole, è sufficiente che le
richieste di giudizio e i motivi di impugnazione si desumano dall'insieme
dell'esposto (Geiser, op. cit.,
n. 41 ad art. 420 CC). Tempestivo, sotto questo profilo lo scritto in esame può
dunque essere trattato alla stregua di un appello.
-
È
soggetta a tutela, giusta l'art. 369 cpv. 1 CC, ogni persona maggiorenne che
per causa di infermità o debolezza di mente non possa provvedere ai propri
interessi, richieda durevole protezione o assistenza, o metta in pericolo
l'altrui sicurezza. Infermità e debolezza di mente non vanno assimilate.
Un'interdizione può essere pronunciata solo per l'uno o per l'altro motivo; nei
casi dubbi, si propende per il secondo (Geiser,
op. cit., n. 20 in fine ad art. 369 CC con richiami). A tutela è soggetta altresì,
in applicazione analogica dell'art. 370 CC, ogni persona maggiorenne che per
tossicomania richieda durevole assistenza e protezione o metta in pericolo
l'altrui sicurezza (Stettler,
Droit civil, Représentation et protection de l'adulte, 2ª edizione, pag. 155 n.
360; Geiser, op. cit., n. 6 ad
art. 370 CC). A mente di taluni autori l'art. 369 CC prevale sull'art. 370 CC,
nel senso che l'infermità o la debolezza di mente escludono un'ulteriore causa
di tutela per tossicomania (Schnyder/Murer,
op. cit., n. 112 ad art. 370 CC; Geiser,
op. cit., n. 19 ad art. 369 CC); stando ad altri autori, invece, l'art. 369 CC
può anche essere combinato con l'art. 370 CC (Stettler,
op. cit., pag. 161 n. 374; Riemer,
Grundriss des Vormundschaftsrechts, 2ª edizione, pag. 60 n. 56). Comunque sia, nella fattispecie
l'interdizione è stata pronunciata esclusivamente per debolezza di mente in
base all'art. 369 CC (decisione impugnata, consid. 4 e 5). Sulla questione non
occorre pertanto diffondersi.
-
La
debolezza di mente dovuta a “schizofrenia paranoide a decorso episodico (ICD 10
F 20.01)”, cui si aggiunge la “politossicodipendenza anamnestica” con “abuso
essenzialmente di cannabinoidi (ICD 10 F 12.26)” è stata accertata nel caso
specifico, come detto, dal dott. __________ __________, del Servizio psico-sociale
di __________ (act. 10, del 30 settembre 2002, pag. 3 in fondo). Una diagnosi
analoga era stata formulata del resto, il 1° febbraio 2002, dalla dott.
__________ __________, dello stesso Servizio (act. 1, ultimo foglio, n. 1.1).
Che durante gli scompensi psicotici acuti “a impronta essenzialmente paranoide
e mistico-religiosa” l'interessato non sia in grado di provvedere ai propri
interessi è stato pure constatato senza esitazione dai medici (act. 10, pag. 4
in alto; act. 1, ultimo foglio, n. 1.2). Ciò basterebbe per pronunciare la
tutela, i requisiti dell'art. 369 cpv. 1 CC essendo alternativi, non cumulativi
(Geiser, n. 25 ad art. 369 CC).
In concreto sono dati, però, anche gli altri due presupposti dell'art. 369 cpv.
1 CC. I medici hanno riscontrato in effetti che durante le fasi critiche il
paziente richiede assistenza, data la “forte tendenza a fughe vagabonde anche
in paesi lontani senza meta né finalità precise” (act. 10, pag. 4 nel mezzo), e
mette in pericolo l'altrui sicurezza, poiché in quei frangenti si sente perseguitato
ed è indotto ad aggredire fisicamente chi reputa tramare ai suoi danni (loc.
cit.). Nel merito la decisione impugnata non presta quindi il fianco alla critica.
-
L'appellante
attribuisce le avvenute violenze immotivate a persone inermi e gli accertamenti
dei medici a un neurolettico che gli era stato somministrato, il quale lo lasciava
“in uno stato confusionale”. Chiede quindi che gli si conceda un'ultima possibilità.
Dagli atti si evince tuttavia che egli è conosciuto dal Servizio psico-sociale
di __________ sin dal gennaio del 1999 per una “sintomatologia psicotica con
grave isolamento sociale”, che è stato ricoverato più volte alla Clinica
psichiatrica cantonale di __________ e che è invalido al 100% (act. 1,
penultimo foglio). Anche dopo la prima aggressione fisica egli aveva scritto
all'autorità di vigilanza, il 26 aprile 2002, che ravvisava in sé
“miglioramenti graduali” e che dopo il soggiorno presso la __________
__________ si sarebbe sentito “veramente bene”. In realtà, meno di tre mesi
dopo egli è stato espulso dal centro terapeutico e di lì a un paio di settimane
ha aggredito furiosamente un'altra persona. Anche oggi, per altro, egli ammette
di assumere antidepressivi e tranquillanti. Nelle circostanze descritte
l'autorità di vigilanza non poteva più indugiare. Spetterà all'interessato
dimostrare se mai, con i fatti, di saper prevenire le fasi di scompenso
psichico seguendo terapie adeguate e – soprattutto – costanti controlli medici.
Solo dando prova concreta di regolarità e perseveranza, ciò che i periodi di
lucidità gli consentono, egli potrà dimostrare “il suo cambiamento e le sue capacità”,
anche in campo professionale. Solo a quel momento, soccorrendone le premesse,
potrà dunque entrare in linea di conto una modifica del provvedimento adottato.
-
Dato
l'esito dell'appello, gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art.
148 cpv. 1 CPC). La particolarità del caso giustifica nondimeno di soprassedere
a ogni prelievo, tanto più che l'impugnazione non è stata oggetto di notifica.
Per questi motivi,
in applicazione dell'art. 313bis CPC,
pronuncia: 1. L'appello
è respinto e la decisione impugnata è confermata.
-
Non si
riscuotono tasse né spese.
-
Intimazione:
–
__________ __________, __________;
–
Commissione tutoria regionale __________, __________.
Comunicazione
alla Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele.
Per la prima Camera civile del Tribunale
d'appello
La presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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