AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
11.1995.51
Data decisione, Autorità:
28.09.1995, ICCA
Incarto n.
11.95.00051
Lugano
28 settembre 1995
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La prima Camera
civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Epiney-Colombo,
presidente,
G. Bernasconi e Giani
segretaria:
Gianinazzi
sedente
per statuire nella causa n. ____ (cancellazione di servitù) della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 2,
promossa con petizione del 31 gennaio
1989 da
__________, __________
(patrocinato
dall’avv. __________, __________)
contro
__________,
proprietario del foglio PPP __________, di __________
__________, proprietaria del foglio PPP __________,
__________,
proprietaria dei fogli PPP __________e __________,
__________,
comproprietari del foglio PPP __________,
__________,
proprietario dei fogli PPP __________ e __________,
__________,
proprietario dei fogli PPP __________e __________,
__________, proprietario del foglio PPP
__________,
__________,
comproprietari del foglio PPP __________,
__________,
proprietaria dei fogli PPP __________e __________,
__________,
proprietaria del foglio PPP __________,
__________,
proprietario del foglio PPP __________,
__________,
proprietario del foglio PPP __________,
__________,
proprietario del foglio PPP __________,
__________,
proprietaria del foglio PPP __________,
__________, comproprietari del foglio PPP
__________,
__________,
comproprietari del foglio PPP __________,
__________,
proprietaria del foglio PPP __________,
__________,
proprietario del foglio PPP __________8,
__________, comproprietari del foglio PPP
__________,
__________, comproprietari del foglio PPP
__________,
__________,
proprietario dei fogli PPP __________e __________,
__________,
comproprietari del foglio PPP __________,
__________, proprietaria del foglio PPP
__________,
__________,
proprietario del foglio PPP __________,
__________, comproprietari del foglio PPP
__________,
__________,
proprietaria del foglio PPP __________,
__________,
comproprietari del foglio PPP __________,
__________, proprietario del foglio PPP
__________,
__________, comproprietari del foglio PPP
__________,
__________, comproprietari del foglio PPP
__________,
__________, proprietaria dei fogli PPP __________e __________,
__________,
proprietario dei fogli PPP __________, __________, __________e __________,
__________,
proprietaria dei fogli PPP ____________________,
__________,
proprietario del foglio PPP __________,
__________,
proprietario del foglio PPP __________,
__________ r, comproprietari del foglio PPP __________
(tutti
rappresentati dall’amministratore della particella n. __________ __________ e
patrocinati dall’avv. __________, __________)
esaminati
gli atti,
posti i
seguenti
punti
di questione:
-
Se dev'essere accolta l'appellazione presentata il 30
dicembre 1992 dai condomini della particella n. __________ RFD di __________
contro la sentenza emessa il 2 dicembre 1992 dal Pretore del Distretto di Lugano,
Sezione 2;
-
Il giudizio sulle spese e ripetibili.
Ritenuto
in
fatto:
A. __________ è proprietario della particella n. __________RFD di
__________, che è contigua alla particella n. __________, costituita in
proprietà per piani. A carico della particella n. __________è iscritta una
servitù di passo con ogni veicolo a favore della particella n. __________.
Questa servitù è stata iscritta contestualmente alla vendita da parte di
__________ (precedenti proprietari della particella n. __________) di uno scorporo
di terreno - iscritto a registro fondiario quale particella n. __________ - a
__________ e __________. Tra le varie clausole contrattuali le parti hanno
convenuto la seguente servitù:
"I
venditori costituiscono a carico della parte restante del n. __________ed a
favore del nuovo numero __________, limitatamente alla parte del fondo ad est,
di forma rettangolare, della superficie complessiva di mq 500 (dirimpetto al
sub F del mappale __________), un diritto di passo con ogni veicolo lungo la
striscia di m. 2,50 di larghezza sulla tratta ABC del tipo planimetrico,
ritenuto che, in caso di passaggio di autoveicoli, l'utente dovrà sistemare e
livellare a sue spese la parte di sedime stradale non ancora costruito che
utilizzerà; con l'onere di provvedere ai muri di sostegno e ad ogni altra opera
necessaria al fine di utilizzare il passo e di non arrecare danno ai
comproprietari del fondo serviente” (doc. A).
B. Il 31 gennaio 1989 __________ ha convenuto i
comproprietari della proprietà per piani costituita sulla part. __________RFD
di __________ dinanzi al Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 2, postulando
in via principale la cancellazione della servitù di passo con ogni veicolo ai
sensi dell'art. 736 cpv. 1 CC e in via subordinata la cancellazione della
stessa contro il versamento di un'indennità ai sensi dell'art. 736 cpv. 2 CC.
Nella
risposta del 6 giugno 1989 i comproprietari si sono opposti alla petizione, contestando
l’asserita mancanza di interesse al mantenimento della servitù.
Esperita
l'istruttoria le parti hanno prodotto i rispettivi allegati conclusionali
riconfermandosi nelle precedenti allegazioni. Il dibattimento finale ha avuto
luogo il 27 febbraio 1991.
C. Statuendo il 2 dicembre 1992 il Pretore, dopo aver
negato che la servitù di passo con ogni veicolo comprendesse pure il transito
pedonale e accertata la perdita di ogni interesse al mantenimento della stessa,
ha accolto la petizione e, conformemente all'art. 736 cpv. 1 CC, ha ordinato la
cancellazione della servitù di passo con ogni veicolo iscritta a registro
fondiario. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 1'000.--, sono state
poste a carico dei convenuti, pure tenuti a rifondere all’attore fr. 2'200.-- a
titolo di ripetibili.
D. Contro la predetta decisione i comproprietari della
proprietà per piani costituita sul fondo no. __________RFD di __________ sono
insorti con un appello del 31 dicembre 1992 in cui chiedono, in riforma del
querelato giudizio, il rigetto della petizione. Nelle sue osservazioni del 15
febbraio 1993 __________ postula la reiezione del gravame e la conferma della
sentenza impugnata.
Considerando
in
diritto:
-
Il Pretore non ha stabilito il valore litigioso, determinante
ai fini dell'appellabilità della decisione e della ripartizione di oneri processuali
e ripetibili (art. 13 CPC). Giusta l'art. 9 cpv. 3 CPC nelle controversie relative
a servitù, il valore determinante è quello che tale diritto ha per il fondo
dominante o dalla svalutazione causata al fondo serviente se questa è maggiore.
Mancando indicazioni in tal senso e in caso di dubbi, la causa va rinviata al
Pretore affinché esegua tale accertamento. Nel caso concreto si può prescindere
dal rinvio al primo giudice poiché il valore della servitù di passo della quale
l'appellato ha chiesto la cancellazione, è stato valutato dall’ingegnere
__________ in circa fr. 18'000.--. Ciò posto, l’appello è ammissibile.
L’azione tendente alla
cancellazione della servitù di passo con ogni veicolo iscritta a favore della
particella n. __________RFD di __________, sottoposta al regime della proprietà
per piani, è stata promossa contro tutti i comproprietari. A ragione. La Comunione
dei comproprietari non poteva essere convenuta come tale, non essendo data la
sua qualità di parte in simili azioni, estranee all’uso e all’amministrazione
della PPP (Meier-Hayoz, Berner Kommentar,
n. 98 ad art. 712l CC).
- Per l'art. 736 cpv. 1 CC il proprietario del fondo
gravato da una servitù ha il diritto di richiederne la cancellazione (totale o
parziale) qualora questa abbia perso ogni interesse per il fondo dominante.
a) Occorre pertanto che il proprietario del fondo
dominante abbia perso definitivamente ogni interesse a esercitare la servitù conformemente
al suo scopo e alla sua estensione originaria, secondo il principio
dell'identità della servitù (DTF 121 III 54 con riferimenti giurisprudenziali e
dottrinali).
b) A norma dell'art. 738 CC l'estensione della servitù
va determinata in primo luogo alla luce dell'iscrizione a registro fondiario in
quanto determini chiaramente i diritti e le obbligazioni che ne derivano. Entro
i limiti dell’iscrizione, l’estensione della servitù può risultare dal titolo
di acquisto o dal modo in cui fu esercitata per molto tempo, pacificamente e in
buona fede. Occorre riferirsi al senso e allo scopo della servitù e considerare
l’interesse e le necessità del fondo dominante (DTF 121 II 54 consid. 2, 117 II
534 consid. 4 con riferimenti; I CCA 23 dicembre 1992 in re M. C/ T.), ritenuto
che ogni servitù va interpretata restrittivamente e non deve limitare i diritti
del fondo serviente che nella misura necessaria al suo normale esercizio (Steinauer, Les droits réels, 2a
edizione tomo II, n. 2292, pag. 331).
- Nel caso in esame il Pretore ha ritenuto
impossibile accertare scopo ed estensione della servitù sulla sola scorta
dell'iscrizione a registro fondiario e del titolo costitutivo. Egli si è dunque
riferito allo scopo che le parti potevano ragionevolmente perseguire con
riferimento ai bisogni del fondo dominante a quell'epoca, giungendo alla conclusione
che la servitù di passo con ogni veicolo è stata costituita allo scopo di
garantire un accesso veicolare autonomo a quella parte di ca. mq 500 del fondo
n.__________ sita a est, tra la restante porzione del fondo - con accesso su
via dei __________ - e il fondo n.__________, rivolto su via __________. In
applicazione del principio dell'interpretazione restrittiva delle servitù egli
ha pure negato che nello stesso fosse incluso un diritto di passo pedonale.
Gli
appellanti censurano tale interpretazione in relazione ai motivi che avrebbero
condotto alla costituzione della servitù nel 1959, facendo valere che il citato
diritto di passo è stato creato per fruire di uno sbocco veicolare e pedonale
anche su via __________.
- L'iscrizione a registro fondiario di un “diritto di
passo con ogni veicolo a carico della part. __________" (doc. T) non è
esaustiva. Essa corrisponde infatti solo in minima parte al contenuto del
titolo di costituzione della servitù (cfr. considerando A e doc. A) e non
essendo possibile determinare con esattezza le motivazioni che hanno condotto
le parti a stipulare tale servitù, risulta necessario accertare lo scopo che
esse potevano ragionevolmente perseguire con riferimento ai bisogni del fondo dominante
a quell'epoca (Liver, Zürcher Kommentar,
n. 57 ad art. 736 CC, n. 15 ad art. 737 CC).
a) Dall'esame dell'estratto della planimetria prodotta
dal geometra __________ il 28 maggio 1990 risulta che nel 1959 la particella no.
__________ di __________ non era altro che una superficie di mq 4000 adibita a
prato coltivo. L'accesso sul lato ovest del fondo era garantito dalla via
__________, strada consortile, mentre era possibile accedere al lato est
unicamente passando da via __________.
Con
l'atto di compravendita del 30 giugno 1959 il fondo n. __________è stato diviso
in due parti, ciò che ha comportato la creazione del fondo n. __________ (doc.
B ed E). Si è così presentato il problema dell'accesso sulla parte est del
nuovo fondo, considerato come esso non potesse beneficiare dell'accesso garantito
da via __________ (cfr. planimetria prodotta dal teste __________ il 28 maggio
1990, nella quale la linea verde indica il "limite comprensorio
contributi"). L'unica possibilità, per i nuovi proprietari, di raggiungere
la parte a est del fondo n. __________consisteva nel conceder loro il diritto
di passare sul fondo n. __________. Certo questo scorporo di terreno di mq 500
non avrebbe potuto, se nel futuro fosse diventato una particella indipendente,
essere edificata per la mancanza di un accesso carrabile (osservazioni pag. 12)
ma dalla configurazione dei fondi risulta altresì che esso non avrebbe neppure
avuto un accesso pedonale né sulla via dei __________, né sulla via __________
(cfr. planimetria doc. E). È dunque in quest'ottica che va interpretata la
servitù ed è lecito e ragionevole supporre che lo scopo fosse appunto quello di
garantire l'accesso sia pedonale che veicolare alla fascia del nuovo fondo che
non poteva essere raggiunta dal lato ovest. Il tenore della servitù "...
in caso di passaggio di autoveicoli..." (doc. A) permette inoltre di ritenere
che la servitù era principalmente concessa per il passo pedonale e che in caso
di passaggio veicolare i proprietari del fondo dominante avrebbero dovuto provvedere
alla creazione delle necessarie opere per consentire, appunto, il passaggio
delle autovetture.
b) A ragione gli appellanti sostengono pertanto che il
diritto di passo con ogni veicolo include naturalmente il diritto di passaggio
pedonale (ZBGR 42 [1961] n. 30, pag. 214). Ciò risulta già dalla definizione di
diritto di passo, secondo la quale esso tende a garantire il transito di
persone su di una striscia di terreno delimitata da ambo i lati, transito che
avviene principalmente a piedi (Haab/Simonuis/Scherrer,
Zürcher Kommentar, n. 1 ad art. 694, 695, 696 CC).
Anche
il diritto romano, cui fa riferimento l'art. 171 LAC, ammetteva tre forme di
diritto di passo: l’iter, diritto di passo pedonale, che poi si
estendeva all’actus, diritto di condurre il bestiame, e infine alla
via, diritto di transitare con carri (cfr. Liver, op. Cit., n. 40 ad art. 740 CC; art. 171 LAC e Jacomella, I rapporti di vicinato nel
Cantone Ticino, pag. 119 seg.). È evidente che, tranne in circostanze
eccezionali, il diritto più ampio racchiudeva in sé quello più limitato (cfr. Rep.
__________124); ciò vale anche nella fattispecie concreta, laddove scopo della
servitù era quello di garantire un accesso e, autorizzato l'accesso con i
veicoli, non v'è ragione di vietare quello pedonale. Del resto, il principio
dell’interpretazione restrittiva delle servitù (DTF 109 II 414 consid. 3 con
riferimenti; 113 II 512 in fondo), non permette di estendere un onere di passo
in un onere di passo veicolare, risultando evidente che la prima servitù ha un
contenuto e un’estensione ben più limitati della seconda (Rep. __________318).
- Gli appellanti sostengono che l’interesse al
mantenimento della servitù è attuale e concreto e che lo stesso è persino
accresciuto nel tempo.
Secondo
la giurisprudenza e la dottrina l’interesse del proprietario del fondo dominante
al mantenimento della servitù si determina sulla base di criteri oggettivi (DTF
121 III 54 consid. 3a con riferimenti). Decisivo risulta essere l’interesse del
proprietario del fondo dominante al momento dell'introduzione dell'azione davanti
al Pretore ( DTF 12 III 55 consid. 3a; Liver,
op. cit., n. 64 ad art. 736 CC).
Che
dal 1959 ad oggi tale servitù sia stata utilizzata con autoveicoli non è
neppure preteso. D’altronde negli anni 80, ovvero prima della costituzione in
proprietà per piani del fondo dominante, via __________ è divenuta pubblica
venendo così a cadere l'interesse di garantire l'accesso veicolare anche dal
lato est della particella n. __________. Tale circostanza trova conferma nell'attuale
configurazione del fondo in questione. In occasione del sopralluogo svoltosi il
14 febbraio 1990 il Pretore ha infatti constatato che la porzione della
particella n. tratteggiata in grigio sul doc. B è adibita a
giardino con prato e piante decorative. L'accesso all'intero fondo
n., compresa quindi la parte tratteggiata, è dato da una strada
asfaltata che si immette nella particella stessa da via dei __________. Questo
accesso, illuminato, corre lungo il confine con il fondo n. __________. Il subalterno
b della particella n. __________è costituito da una piazzale asfaltato sul
quale sono demarcati i posteggi per i due immobili del condominio.
In
queste circostanze uno degli scopi originari della servitù, ovvero garantire
l'accesso veicolare alla parte est del fondo che nel 1959 non poteva usufruire
della via __________, è effettivamente venuto a cadere (Steinauer, op. cit., n. 2267 in fine, pag. 322). Che tale
interesse sia da tempo scomparso lo dimostra pure il fatto che la servitù di
passo con ogni veicolo non è mai stata utilizzata. Del resto non è nemmeno
preteso che tale interesse possa in futuro rinnovarsi, la possibilità che via
__________ venga nuovamente chiusa al pubblico o che la parte di terreno tratteggiata
in grigio possa essere trasformata in garage o posteggi, appare, secondo
l’andamento ordinario delle cose e la comune esperienza, altamente improbabile
(Rep. __________97; Redondi, L’extinction
des servitudes de par la loi, Losanna 1990, pag. 109/110).
Considerato
come la definitiva scomparsa dell'interesse dei proprietari del fondo dominante
al mantenimento della servitù di passo con ogni veicolo è stata accertata, la
sentenza di primo grado va su questo punto confermata.
-
Rimane da determinare se anche il diritto di passo
pedonale abbia perso interesse per il fondo dominante. Come visto in precedenza
(consid.4a), la servitù è stata costituita per garantire l'accesso, anche
pedonale, da via __________ alla fascia del nuovo fondo che non poteva essere raggiunta
da via dei __________. L’appellante assevera che esso costituisce una
scorciatoia per accedere a via __________ e che grazie a questo passaggio è
possibile raggiungere diversi negozi della zona e fermate di mezzi pubblici
(appello pag. 10). Orbene a prescindere dalla circostanza che la presunta
praticità dell’uso della servitù risulta indifferente, la possibilità di accesso
a via __________ attraverso il fondo dell’attore è appunto lo scopo per il quale
la servitù è stata costituita. Del resto quand’anche il passo fosse stato
utilizzato solo alcune volte (deposizione __________) la cancellazione non
sarebbe, per questo solo motivo, possibile, il diritto svizzero non conoscendo
l’istituto della prescrizione estintiva per il mancato uso prolungato della
servitù (Rep. __________98 consid. 3 con riferimenti). Nel caso in esame per i
proprietari dell’immobile situato sul subalterno I) l’interesse della servitù è
rimasto invariato e siccome l’esercizio della stessa avviene conformemente al
suo contenuto e allo scopo per il quale essa è stata costituita (DTF 107 II
335, consid. 3), non vi è ragione per cancellare la servitù di passo pedonale.
Ciò significa anche, però, che non sussistono motivi per mantenere l’estensione
della servitù così come risulta dall’atto costitutivo, la larghezza di m 2.50
risultando con tutta evidenza superiore alle effettive necessità. Il passo deve
quindi essere ricondotto a una larghezza di m 0.85 (Jacomella, op. cit. pag. 120). Ciò posto l’appello dev’essere
parzialmente accolto e la servitù iscritta a registro fondiario parzialmente
soppressa e ricondotta a un semplice passo pedonale di una larghezza di m 0.85
da esercitarsi lungo la medesima tratta stabilita con il documento
giustificativo n. __________del 16 luglio 1959 (DTF 91 II 196, consid. 5; Steinauer, op. cit. n. 2271a, pag.
323). Si aggiunga infine che per l’art. 736 cpv. 2 CC la riduzione parziale di
una servitù avviene mediante il pagamento di un’indennità. Nel caso in esame
non si giustifica di accordare una tale indennità, i beneficiari non avendo più
alcun interesse a esercitare i diritti derivanti dall’esercizio della parte di
servitù della quale è chiesta la cancellazione (DTF 91 II 196 consid. 5, con
riferimenti).
-
Gli
oneri processuali seguono la vicendevole soccombenza (art. 148 cpv. 2 CPC) e
sono posti a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le
ripetibili. Visto l’esito dell’appello si impone di riformare anche il
pronunciato sulle spese e le ripetibili di prima sede. Entrambe le parti risultano
soccombenti in eguale misura, di modo che si giustifica di suddividere gli
oneri processuali in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
Per
questi motivi
vista
sulle spese anche la tariffa giudiziaria,
pronuncia:
-
L'appello è parzialmente accolto e la sentenza
impugnata è così riformata:
-
La
petizione è parzialmente accolta nel senso che il diritto di passo con ogni
veicolo è ricondotto in diritto di passo pedonale di m 0.85 di larghezza da
esercitarsi lungo la medesima tratta.
-
La tassa
di giustizia di fr. 1’000.-- e le spese, da anticipare dall’attore, sono a
carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
-
Invariato.
-
Gli oneri del presente giudizio, consistenti in:
a)
tassa di giustizia fr. 450.--
b)
spese fr. 50.--
fr.
500.--
già
anticipati dagli appellanti, sono a carico delle parti in ragione di metà ciascuno,compensate
le ripetibili.
Intimazione a:
avv. __________, __________
avv. __________, __________
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 2.
Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello
La
presidente La segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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