Complaint against detention transfer order rejected

BH.2005.4Federal Criminal Court / Appeals ChamberFeb 28, 2005Dismissed

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Omnilex summary

A federal detainee challenged his transfer from a Ticino prison to Y.______ and the resulting limits on family contact, arguing that both measures impaired his defense and family life. The Federal Criminal Complaints Court held that, given the ongoing investigation and concrete collusion risks, the authorities had broad discretion to place him in another facility and to restrict contacts with family. The complaint about the transport conditions was held inadmissible because it did not concern an appealable prosecutorial act. The court also rejected legal aid for lack of proof of indigence, charged the appellant with court costs, and set appointed counsel’s fee at CHF 1,000.

Omnilex headnote

Art. 29 PP, 105bis PP, 214 PP; detention placement and family-contact restrictions in federal proceedings; the prosecuting authority enjoys broad discretion in choosing the place of pre-trial detention, constrained only by defence rights and proportionality. A detainee cannot demand placement in a prison of choice merely to facilitate contact with counsel or relatives, unless the chosen facility creates an arbitrary or excessive distance. Restrictions on family contact are permissible where justified by overriding investigative interests, notably collusion or evidence-tampering risks, and must be relaxed once those risks materially diminish. Transport arrangements not constituting an appealable act or omission are inadmissible in this procedure.

Full text

Sentenza del 28 febbraio 2005 Corte dei reclami penali

Composizione Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, Presi- dente, Tito Ponti e Barbara Ott, Cancelliere Giampiero Vacalli Parti A.______, attualmente detenuto reclamante

rappresentato dall’avv. Yasar Ravi,

contro

Ministero pubblico della Confederazione,

opponente

Oggetto Reclamo contro ordine di trasferimento (art. 105bis e 214 PP)

Bundesstrafgericht Tribunal pénal fédéral Tribunale penale federale Tribunal penal federal Numero dell’incarto: BH.2005.4

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Fatti: A. A.______ è stato arrestato il 23 novembre 2004 nell’ambito di un’inchiesta di polizia giudiziaria aperta nei suoi confronti (e di altri) per ti-tolo di infra- zione alla legge federale sugli stupefacenti (art. 19 n. 1 e 2 LStup), parteci- pazione a organizzazione criminale (art. 260ter CP) e riciclaggio di denaro (art. 305bis CP) e posto immediatamente in detenzione preventiva. Il 25 novembre 2004, il Giudice istruttore federale, ritenuti i gravi indizi di colpe- volezza gravanti a carico dell’indagato e la sussistenza dei pericoli di collu- sione e di fuga, ha convalidato il suo arresto. Inizialmente detenuto presso le carceri pretoriali di X.______ (TI) e in seguito - per un breve periodo - al penitenziario cantonale ticinese della “Stampa”, il 12 gennaio 2005 l’indagato è stato condotto presso il carcere di Y.______ (OW). Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha giustificato il trasferimento con il pericolo di collusione.

B. Il 17 gennaio 2005 A.______ è insorto contro l’ordine di trasferimento con un reclamo dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale fede- rale. Egli censura l’esistenza in concreto di un pericolo di collusione tale da giustificare la sua permanenza in una struttura carceraria della Svizzera in- terna, facendo valere i gravi disagi provocati da questa misura (difficoltà di contatti con i famigliari e il suo difensore, distanze eccessive, incompren- sioni linguistiche). Insta altresì affinché venga posto al beneficio del gratuito patrocinio.

C. Con osservazioni del 31 gennaio 2005, il MPC postula la reiezione del re- clamo nella misura della sua ammissibilità. L’autorità inquirente osserva preliminarmente che il difensore del reclamante era stato avvertito, al mo- mento dell’assunzione del suo mandato, delle eventuali conseguenze deri- vanti dal procedimento in sede federale, tra le quali anche quella del trasfe- rimento del suo assistito in una struttura carceraria fuori dal cantone di re- sidenza. Essa non ravvede però in tale provvedimento una misura arbitra- ria o inutilmente vessatoria nei confronti dell’imputato, al quale sono co- munque garantiti, entro limiti ammissibili, il diritto all’assistenza legale e il diritto di visita. Il MPC esclude per il momento la possibilità di ricondurre l’imputato presso il penitenziario cantonale ticinese della “Stampa”, visto l’elevato rischio di collusione.

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Diritto: 1. 1.1 Analogamente alla Camera d’accusa del Tribunale federale, dissolta il 31 marzo 2004, la Corte dei reclami penali esamina d’ufficio l’ammissibilità del rimedio esperito senza essere vincolata, in tale ambito, dalla denominazio- ne dell’atto o dall’autorità indicata come competente nello stesso (DTF 122 IV 188 consid. 1 e giurisprudenza ivi citata). 1.2 Il presente reclamo si fonda sull’art. 105bis cpv. 2 PP, nella versione in vi- gore dal 1° aprile 2004, secondo il quale gli atti e le omissioni del procura- tore generale della Confederazione possono essere impugnati con ricorso alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, seguendo le prescrizioni procedurali degli art. 214-219 PP. Introdotto nel termine di cin- que giorni di cui all’art. 217 PP, esso è ammissibile in ordine. La legittima- zione attiva del reclamante, in quanto detenuto e oggetto del provvedimen- to impugnato, è pacifica.

  1. Il reclamante sostiene che il suo trasferimento nel carcere di Y.______ (OW) ostacolerebbe inutilmente l’esercizio dei diritti della difesa, obbligan- do il proprio avvocato a compiere lunghi tragitti per poter conferire con lui in carcere e assistere agli interrogatori; l’eccessiva distanza di percorrenza con mezzi pubblici renderebbe inoltre difficili - se non impossibili - le visite dei suoi famigliari. Occorre pertanto esaminare se il MPC, disponendo il trasferimento dell’imputato dal carcere ticinese della “Stampa” a quello di Y.______ per motivi di collusione, ha leso ingiustificatamente i diritti del re- clamante di essere assistito da un legale o quello di ricevere visite (v. sen- tenza del Tribunale penale federale BK_H 142/04 del 29 settembre 2004, consid. 5). 2.1. La Confederazione non dispone di strutture autonome per la detenzione preventiva o per l’espiazione della pena; l’art. 29 cpv. 1 PP si limita a pre- vedere che gli individui arrestati nell’ambito di procedimenti penali federali sono rinchiusi nelle carceri giudiziarie cantonali. Questa disposizione per- mette, all’evidenza, una certa flessibilità nell’utilizzo delle varie carceri can- tonali sparse sul territorio svizzero; le autorità federali dispongono in mate- ria di un ampio margine di apprezzamento, senza particolari limitazioni se non quelle dedotte dal rispetto dei diritti della difesa garantiti all’imputato, e segnatamente quello di farsi assistere da un avvocato. Dottrina e giurispru- denza della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) considerano che la persona incarcerata a titolo preventivo non può pretendere di essere dete-
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nuta in un carcere di sua scelta a motivo di facilitare i contatti con il proprio difensore; sono riservati i casi in cui la struttura carceraria scelta dall’autorità determinasse una lontananza arbitraria tra detenuto e difenso- re (Frowein/Peukert, Europaïsche Menschenrechtskonvention, 2a ediz., Kehl 1996, pag. 299-300 n. 183 e sentenza citata). 2.2. In concreto la distanza tra il luogo di detenzione e il luogo di attività dell’avvocato difensore (e di residenza dei famigliari) non è certo trascura- bile: usando esclusivamente i mezzi pubblici, la trasferta da Z.______ a Y.______ necessita all’incirca tre ore e mezza, ossia un dispendio tempo- rale nettamente superiore a quello del caso oggetto del già menzionato giudizio di questa Corte del 29 settembre 2004 (v. sentenza BK_H 142/04 consid. 5). Tuttavia anche questa distanza non può essere definita arbitra- ria o eccessiva ai sensi della dottrina e della giurisprudenza testé richiama- te. Da una parte, come rettamente osservato dal MPC, il legale che assiste un cliente in un procedimento federale deve essere consapevole del fatto che gli interrogatori possono aver luogo, a seconda delle esigenze di in- chiesta, in tutto il territorio nazionale; dall’altra, per motivi inerenti al perico- lo di collusione e a dipendenza dell’effettiva disponibilità nei vari penitenzia- ri cantonali, è possibile che degli indagati in un medesimo procedimento siano detenuti in carceri differenti, non necessariamente situati vicino al lo- ro luogo di residenza o a quello dove il loro avvocato (di fiducia o d’ufficio) esercita professionalmente. La detenzione preventiva in carceri diversi da quelli del cantone di provenienza può inoltre essere giustificata dal bisogno degli inquirenti di effettuare dei confronti con altri imputati, soprattutto se si tratta di inchieste di una certa entità che coinvolgono soggetti su tutto il ter- ritorio nazionale. Ciò implica, per l’avvocato difensore coinvolto in un pro- cedimento federale, una disponibilità personale e professionale sicuramen- te maggiore a quella richiesta per un procedimento in ambito cantonale. Giova ancora ricordare a questo proposito che fino a qualche anno fa il MPC disponeva di una sola sede centralizzata a Berna e che è solo in que- sti ultimi due anni che sono state create le sedi distaccate di Zurigo, Lo- sanna e Lugano. Il relativo isolamento geografico del Canton Ticino, unita- mente al fatto di non disporre in pratica di strutture specifiche per la deten- zione preventiva (il carcere giudiziario di Cadro entrerà presumibilmente in funzione solo nel corso del 2006), rende peraltro difficile la ricerca di solu- zioni alternative nel caso in cui, come nella fattispecie, la presenza di più imputati presunti appartenere alla medesima organizzazione criminale im- pone la loro detenzione in luoghi separati per scongiurare atteggiamenti collusivi nocivi alle indagini. In simile eventualità, i penitenziari più vicini al Ticino risultano pur sempre essere quelli della Svizzera centrale quali Kriens (LU) e, per l’appunto, Y.______ (OW), ove è perlomeno garantita la possibilità al difensore e ai famigliari in visita di poter effettuare il viaggio di

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andata e ritorno in giornata. Come segnalato dal MPC nelle proprie osser- vazioni, per ovviare agli inconvenienti sopra descritti, vi è inoltre sempre la possibilità di organizzare visite (sorvegliate) di famigliari e parenti all’occasione di interrogatori dell’imputato che si svolgono in Ticino. Va infine notato che l’invocato trasferimento presso il penitenziario canto- nale della “Stampa” - a prescindere dall’effettiva disponibilità di celle di si- curezza - appare per il momento problematico, vista la presenza in questo carcere di uno dei principali imputati della medesima inchiesta. Quanto al rischio di collusione, valgono qui le considerazioni già espresse nella sen- tenza del 14 dicembre 2004 (sentenza BK_H 212/04, consid. 2.2 e 4), nella quale si evidenziava la presenza in concreto di elementi che permettevano di concludere all’esistenza di un tale rischio. La situazione non appare inve- ro molto cambiata a due mesi di distanza, né le argomentazioni avanzate dal reclamante nel presente gravame sono in grado di confutare seriamen- te le conclusioni della menzionata sentenza. Nella misura in cui l’insorgente contesta il suo trasferimento nel carcere di Y.______, il gravame risulta quindi infondato.

  1. Il reclamante giudica arbitrario e lesivo dei suoi diritti di detenuto il divieto di ogni contatto telefonico e oculare con i famigliari disposto dal MPC (v. act. 1.2). 3.1. La limitazione dei rapporti (colloqui o visite) con i famigliari fa parte di quelle restrizioni che l’autorità inquirente può decidere nella fase dell’istruzione preliminare quali, ad esempio, la limitazione dell’accesso agli atti (art. 116 PP) oppure la limitazione per l’imputato di poter conferire liberamente con il suo difensore (art. 117 PP); analogamente a queste ultime, anche la restri- zione dei contatti con i famigliari deve essere giustificata da preponderanti interessi dell’istruttoria (in particolare dal pericolo di collusione) e deve ri- spettare il criterio della proporzionalità. Il rischio di fuga ed il pericolo di col- lusione giustificano già di per sé il diritto di limitare le visite, anche quelle del congiunto (DTF 102 Ia 299; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Traité théorique et pratique, Zurigo 2000, n. 2416, pag. 514). 3.2. Nel caso concreto il riferimento ad un potenziale pericolo di collusione e di inquinamento delle prove non è fuori luogo, come evidenziato anche nel precedente giudizio riguardante l’imputato reso da questa Corte (v. senten- za BK_H 212/04, consid. 2.2 e 4). Non è affatto da escludere, in particola- re, che nei suoi contatti con la moglie o con altri famigliari adulti il reclaman- te possa dare istruzioni o tentare di comunicare informazioni utili per altri soggetti implicati nell’inchiesta. Nelle osservazioni al gravame, il MPC pre-
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cisa comunque di aver autorizzato colloqui (sorvegliati) con i famigliari, l’ultimo dei quali il 24 gennaio 2005 in occasione di un interrogatorio dell’imputato a X.______ (v. pag. 3 in basso delle osservazioni, act 5). Ri- tenuto lo stadio preliminare della procedura e le indagini ancora da esegui- re, la particolare natura dei reati imputati al reclamante (e agli altri co- indagati) e, non da ultimo, l’atteggiamento di completa chiusura da questi sinora dimostrato nei confronti delle autorità inquirenti, le limitazioni sinora imposte dal MPC ai rapporti tra l’imputato e i suoi famigliari possono rite- nersi tutto sommato proporzionate e conformi alle norme costituzionali di ri- ferimento, in particolare l’art. 8 CEDU. Qualora i citati rischi di collusione o di inquinamento delle prove dovessero venir meno o ridursi sensibilmente nel seguito dell’inchiesta, l’autorità inquirente dovrà beninteso concedere all’imputato la possibilità di più ampi contatti con i propri famigliari.

  1. Il reclamante si duole infine delle modalità del suo trasferimento da Z.______ a Y.______, a suo dire effettuato con un veicolo non adatto, buio e privo di cinture di sicurezza. A prescindere dal fatto che l’obiezione del reclamante è mera affermazione di parte sprovvista di un qualsiasi riscon- tro probatorio (e peraltro decisamente negata dal MPC), la censura è irrice- vibile in questa sede atteso che le modalità di trasporto dei detenuti a livello intercantonale non costituiscono “un atto o un’omissione” del procuratore federale impugnabile dinanzi alla Corte dei reclami penali giusta gli art. 105bis e 214 cpv. 1 PP.

  2. Discende da quanto precede che il reclamo deve essere respinto nella mi- sura della sua ammissibilità. In conformità al nuovo art. 245 PP, valido dal 1° aprile 2004, le spese e le indennità in relazione al procedimento giudizia- rio sono stabilite dagli art. 146-161 OG, per quanto la legge non disponga altrimenti. 5.1 In principio, le spese processuali sono poste a carico della parte soccom- bente (art. 156 cpv. 1 OG); l’art. 152 cpv. 1 OG permette tuttavia al tribuna- le (all’occorrenza la Corte dei reclami penali) di dispensare la parte dal pa- gare le spese processuali e i disborsi, se questa dimostra di essere in uno stato di bisogno e se le sue conclusioni ricorsuali non si rivelano fin dall’inizio sprovviste di possibilità di esito favorevole. Se occorre, il tribunale può fare assistere questa parte da un avvocato i cui onorari sono sopportati dalla cassa del tribunale medesimo (art. 152 cpv. 2 OG). Nel caso concre- to, il reclamante ha omesso di compilare correttamente l’apposito formula- rio per l’assistenza giudiziaria, tralasciando in particolare la rubrica riguar-

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date i redditi a pagina 5 dello stesso (v. act. 4). Questo Tribunale non è per- tanto in grado di stabilire la presenza o meno in concreto del requisito dell’indigenza; la domanda di assistenza presentata dal reclamante va per- tanto in principio respinta sia per ciò che concerne la dispensa dal paga- mento delle spese processuali, sia per quanto riguarda l’assunzione dell’onorario del suo difensore (v. l’avvertenza riportata alla pag. 2, in bas- so, del formulario). 5.2 Tuttavia, come la Corte dei reclami penali ha già avuto modo di precisare, la Confederazione ha l’obbligo di indennizzare l’avvocato nominato d’ufficio (sentenza BK_H 157/04 del 25 ottobre 2004). L’art. 3 del Regolamento sul- le spese ripetibili nei procedimenti davanti al Tribunale penale federale (RS 173.711.31) prevede che l’onorario è fissato secondo il tempo, comprovato e necessario, impiegato dall’avvocato per la causa; la tariffa oraria, che si applica anche agli avvocati d’ufficio (art. 3 cpv. 2), varia da un minimo di fr. 200.-- a un massimo di fr. 300.--. Dato che il difensore del reclamante non ha fatto pervenire al tribunale alcuna nota delle spese, l’onorario è fissato secondo il libero apprezzamento (art. 3 cpv. 3). Tenuto conto della natura del procedimento e della presumibile attività espletata dall’avvocato nella procedura di reclamo davanti alla Corte dei reclami penali, un’indennità di fr. 1'000.--, IVA inclusa, pare appropriata; questa indennità segue l’esito del procedimento principale.

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia:

  1. Nella misura in cui è ammissibile, il reclamo è respinto.
  2. La domanda di assistenza giudiziaria è respinta.
  3. La tassa di giustizia di fr. 1’200.-- è posta a carico del reclamante.
  4. L’indennità del patrocinatore d’ufficio Avv. Yasar Ravi, Z.______, nella pre- sente procedura è fissata a fr. 1'000.-- e segue l’esito del procedimento prin- cipale.

Bellinzona, 2 marzo 2005 In nome della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale Il Presidente: Il Cancelliere:

Comunicazione a

  • Avv. Yasar Ravi
  • Ministero pubblico della Confederazione

Informazione sui rimedi giuridici : Le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili mediante ricorso al Tribunale federale entro 30 giorni dalla notifica, per violazione del diritto federale. La pro- cedura è retta dagli art. 214-216, 218 e 219 della legge federale del 15 giugno 1934 sulla procedu- ra penale applicabile per analogia (art. 33 cpv. 3 lett. a LTPF). Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui l’autorità di ricorso o il suo presidente lo ordini.

Keywords

pre-trial detentiontransfer of detaineecollusion riskfamily visitsdefence rightslegal aidcourt costsinadmissibility

Extracted by Omnilex

Key legal question

Whether the transfer from the Ticino prison to Y.______ was unlawful because it disproportionately hindered defence rights and family visits.

Extracted holding

The transfer was permissible; the distance was not arbitrary or excessive, and collusion risks justified detention in a different facility.

Extracted reasoning

Federal authorities have broad discretion under prison-placement rules; a detainee cannot choose a prison merely to ease contact with counsel or family, absent arbitrary distance. Here, collusion risk and the needs of the investigation justified the transfer.

Key legal question

Whether the prohibition or limitation of telephone and in-person contact with family was unlawful.

Extracted holding

The restriction was proportionate and compatible with constitutional and Convention standards at this stage of the investigation.

Extracted reasoning

Family contact may be restricted when justified by overriding investigative interests, especially collusion and evidence-tampering risks. Supervised family visits had been authorized, and the restriction should ease if the risks diminish.

Key legal question

Whether the alleged unsafe conditions of the transport from Z.______ to Y.______ rendered the transfer challenge admissible.

Extracted holding

This complaint was inadmissible because transport conditions are not an act or omission of the federal prosecutor that can be challenged in this procedure.

Extracted reasoning

The alleged transport defects, apart from lacking proof, fall outside the scope of appealable prosecutorial acts under the applicable federal criminal procedure provisions.

Key legal question

Whether the appellant was entitled to legal aid.

Extracted holding

The request for legal aid was rejected because indigence was not established on the incomplete application form.

Extracted reasoning

The court could not verify financial need since required income information was missing; therefore the statutory conditions for fee waiver and appointed-counsel funding were not shown.

Key legal question

What costs and appointed-counsel compensation should be ordered.

Extracted holding

Court costs of CHF 1,200 were charged to the appellant, and appointed counsel was awarded CHF 1,000 including VAT.

Extracted reasoning

Costs follow the losing party, while appointed counsel is compensated by the Confederation according to reasonable time and the court's discretion when no fee note is filed.

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