Access to case file and subpoena in federal criminal investigation

BB.2008.101Federal Criminal Court / Appeals ChamberFeb 23, 2009Dismissed

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Omnilex summary

The appellant, charged in a long-running federal criminal investigation, challenged both a summons for interrogation and the investigating judge’s refusal to grant unrestricted access to the file. The Criminal Appeals Chamber held that the complaint against the subpoena had become moot because the hearing had already taken place. As to access to the file, the court found no abuse of discretion: the investigation was still being completed, additional police reports were to be added, and the temporary limitation was based on practical reasons and equal treatment of all accused. The complaint was therefore dismissed insofar as it was not moot, and costs of CHF 1,500 were charged to the appellant.

Omnilex headnote

Art. 214, 217 and 116 PP; access to the file in the preparatory investigation and challenge to an investigating judge’s summons: a complaint against a summons becomes moot once the summoned person has appeared. Under Art. 116 PP, the investigating judge may restrict access to the file so long as the purpose of the investigation would be jeopardized; however, once no concrete risk of collusion or evidentiary contamination remains, continued restriction must be justified by objective reasons. Practical difficulties in completing a voluminous file and ensuring equal treatment of several accused may temporarily justify deferred, simultaneous access to the complete dossier. Judicial review is limited to whether discretion was abused (consid. 1-4).

Full text

Sentenza del 23 febbraio 2009 I Corte dei reclami penali Composizione Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, Presiden- te, Tito Ponti e Alex Staub, Cancelliere Giampiero Vacalli

Parti

A., rappresentato dall’avv. Nadir Guglielmoni,

Ricorrente

contro

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,

Controparte

Autorità che ha reso la decisione impugnata

UFFICIO DEI GIUDICI ISTRUTTORI FEDERALI,

Oggetto citazione e omissioni; accesso agli atti (art. 30 e 214 cpv. 1 PP; art. 105 bis cpv. 2 PP; art. 116 PP)

Bundesstrafgericht Tribunal pénal fédéral Tribunale penale federale Tribunal penal federal Numero dell’incarto: BB.2008.101

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Fatti: A. A. è imputato per i titoli di sostegno e/o partecipazione ad organizzazione criminale, infrazione alla legge federale sugli stupefacenti e infrazione alla legge federale sulle armi nell’ambito di un’indagine avviata il 19 dicembre 2002 dal Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC) e at- tualmente in istruzione preparatoria presso l’Ufficio dei giudici istruttori fede- rali (in seguito: UGI). B. Con scritto del 29 ottobre 2008 A. ha chiesto all’UGI la possibilità di accede- re senza limitazioni di sorta agli atti dell’incarto e di proporre nuove prove da assumere, giusta gli art. 115 e 116 PP (v. act. 1.3). Tale richiesta è stata rin- novata con lettera del 12 novembre 2008, sollecitando l’emanazione di una formale decisione (v. act. 1.4). C. L’11 novembre 2008 l’UGI ha citato l’imputato a comparire per un'audizione in qualità di imputato il 12 dicembre 2008 (v. act. 1.1). D. Dissentendo da questa decisione, il 17 novembre 2008 A. è insorto con un reclamo dinanzi alla I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, chiedendo l’annullamento della citazione prevista per il 12 dicembre e la pos- sibilità di esaminare preventivamente e senza limitazioni gli atti dell’incarto. E. Con osservazioni del 19 dicembre 2008 il MPC chiede di respingere il gra- vame in misura della sua ammissibilità. Da parte sua l’UGI, con risposta del 23 dicembre 2008, postula la reiezione del reclamo, giudicandolo sostan- zialmente inutile, pur se teoricamente fondato, visto che è intenzione del giu- dice istruttore incaricato di concedere a tutti gli imputati l’accesso completo agli atti entro il mese di febbraio del 2009 (v. act. 7). F. Nella sua replica del 16 gennaio 2009 l’insorgente rileva che in quanto diretto contro la citazione a comparire davanti all’UGI il reclamo è nel frattempo di- venuto senza oggetto; per contro, la questione dell’accesso agli atti mantiene un interesse concreto ed attuale. G. Non sono state chieste delle dupliche.

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Diritto: 1. 1.1. Il Tribunale penale federale, analogamente al Tribunale federale, esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli sono sotto- posti senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dal- le loro conclusioni (v. DTF 132 I 140 consid. 1.1; 131 I 153 consid. 1; 131 II 571 consid. 1, 361 consid. 1). 1.2. Giusta l’art. 214 PP, gli atti e le omissioni del Giudice istruttore federale pos- sono essere impugnati con ricorso alla Corte dei reclami penali; il diritto di reclamo spetta alle parti ed a qualunque persona cui l’operazione o l’omis- sione abbia cagionato ingiustamente un danno (art. 214 cpv. 2 PP). Il ricorso deve essere presentato entro cinque giorni a contare dal giorno in cui il ricor- rente ha avuto conoscenza dell’atto od omissione in questione (art. 217 PP). La citazione impugnata, datata 11 novembre 2008, è stata ricevuta dal pa- trocinatore del reclamante il giorno seguente, 12 novembre; il reclamo intro- dotto il 17 novembre 2008 risulta pertanto tempestivo. La legittimazione ri- corsuale dell’insorgente, imputato nel procedimento penale in esame, è paci- fica. 1.3. Il potere d’apprezzamento della I Corte dei reclami penali varia secondo la natura dei litigi che le vengono sottoposti: in caso di misure coercitive (ad esempio: arresti, perquisizioni, sequestri), essa rivede con piena cognizione l’insieme degli elementi che le vengono presentati, mentre negli altri casi si limita ad esaminare se l’autorità ha reso la propria decisione nel rispetto del suo potere discrezionale. Non costituendo né la decisione impugnata, né l’omissione criticata delle misure coercitive, il potere di esame della Corte ri- sulta dunque limitato (sentenze TPF BB.2005.4 del 27 aprile 2005 consid. 2 e BB.2005.93 del 24 novembre 2005 consid. 2). 2. Dagli atti si evince che il reclamante ha dato regolarmente seguito alla cita- zione a comparire davanti al giudice istruttore federale per il suo interrogato- rio, avvalendosi tuttavia della facoltà di non rispondere. In quanto diretto con- tro la citazione a comparire dell’11 novembre 2008, il reclamo è quindi dive- nuto privo di oggetto, per assenza di un interesse attuale e concreto all’esame della censura. 3. Il reclamante insorge però contro l’implicito rifiuto dell’UGI di concedergli un integrale accesso agli atti dell’incarto; ciò pregiudicherebbe la preparazione efficace della sua difesa, violando non solo il suo diritto costituzionale di es-

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sere sentito, ma anche quello della parità delle armi iscritto nella CEDU (v. art. 6 n. 1 CEDU). 3.1. Giusta l’art. 116 PP, “quando lo scopo dell’istruzione non ne sia pregiudicato, il giudice istruttore può permettere un esame degli atti al difensore ed all’imputato; a quest’ultimo, occorrendo, sotto sorveglianza”; questa disposi- zione è idealmente completata dall’art. 119 cpv. 1 e 2 PP, per il quale, al momento in cui il giudice istruttore reputa raggiunto lo scopo dell’istruttoria, le parti ex art. 34 PP hanno diritto di prendere conoscenza dell’integralità de- gli atti. Il diritto di accedere agli atti di un incarto, alla stregua di quello di e- saminare le prove assunte dall’autorità, rientra nel diritto di essere sentiti poiché costituisce la premessa necessaria del diritto di esprimersi e di espor- re i propri argomenti prima che una decisione sia presa, vero fulcro del diritto di essere uditi. Quanto all’esercizio di tale diritto, desumibile dall’art. 29 Cost., il Tribunale federale ha precisato che esso è di principio soddisfatto quando l’interessato ha potuto prendere conoscenza dei documenti che co- stituiscono l’inserto di causa, consultandoli in sede appropriata e con facoltà di prendere delle note o di estrarne delle fotocopie (DTF 126 I 7 consid. 2b; 122 I 109 consid. 2b; v. anche la sentenza del Tribunale federale 1A.157/1995 del 13 marzo 1996, parzialmente pubblicata in RDAT 1996 II 56 p. 192). Il diritto di consultare gli atti di un incarto può nondimeno comportare eccezioni o restrizioni richieste dalla tutela di legittimi interessi pubblici o pri- vati contrastanti quali, ad esempio, il rischio di collusione; al riguardo l’autorità dispone di tutta una serie di accorgimenti, come depennare certi passaggi o comunicare solo determinati documenti ad esclusione di altri (DTF 122 I 153 consid. 6a; v. anche LUCA MARAZZI, Il GIAR, L’arbitro nel processo penale, Lugano 2001, pagg. 21-25). 3.2. Nella fattispecie, il reclamante chiede di poter accedere a tutti gli atti dell’incarto per preparare la sua difesa, facendo presente che l’indagine nei suoi confronti è in corso da ben 6 anni e che l’istruzione preparatoria dura già da due anni e mezzo. Nella sua risposta del 23 dicembre 2008, l’UGI ri- leva che l’accesso agli atti sarà garantito a tutti gli indagati – contemporane- amente – entro il mese di febbraio del 2009, in osservanza al principio di pa- rità di trattamento. L’UGI segnala a tale proposito che l’incarto, molto volumi- noso, pone dei problemi pratici alla sua consultazione e che due fondamen- tali rapporti della PGF (uno sul crimine organizzato e uno sugli aspetti del ri- ciclaggio di denaro) devono ancora essere versati agli atti. Le considerazioni espresse dall’UGI consentono di ritenere che in concreto, vista la durata del procedimento, non vi è più da temere né un potenziale pe- ricolo di collusione né di inquinamento delle prove, per cui – in principio – nulla osta alla consultazione integrale dell’incarto da parte degli indagati. Se

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questo non è ancora stato concesso, lo è solo per questioni “tecniche” e pra- tiche, ossia per permettere il completamento dell’incarto con l’apporto dei due importanti rapporti della PGF menzionati in precedenza. Questi rapporti, come precisato dall’UGI, permetteranno inoltre ai difensori di meglio capire la situazione dei loro assistiti e faciliteranno la consultazione del voluminoso dossier (v. act. 7). Alla luce di tale spiegazioni, l’agire dell’UGI non può esse- re sanzionato, non avendo questo l’intenzione di ledere i diritti della difesa. Risulta peraltro che, pur con le limitazioni sinora imposte, il reclamante ha già potuto accedere agli elementi essenziali dell’inchiesta e prendere atto delle accuse a suo carico. In ogni caso, l’autorità inquirente non ha abusato del potere discrezionale concessogli dall’art. 116 PP, per cui la decisione im- pugnata non può essere censurata sotto questo aspetto. 4. Discende da quanto precede che il reclamo deve essere respinto nella misu- ra in cui non è divenuto senza oggetto. Visto l'esito della procedura, le spese processuali sono poste a carico del reclamante soccombente (art. 245 cpv. 1 PP con rinvio all'art. 66 cpv. 1 LTF), e ammontano nella fattispecie a Fr. 1'500.--, interamente coperte dall’anticipo delle spese già pervenuto (art. 3 del Regolamento dell'11 febbraio 2004 sulle tasse di giustizia del Tri- bunale penale federale, RS 173.711.32).

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Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia:

  1. Nella misura in cui non è divenuto senza oggetto, il reclamo è respinto.
  2. La tassa di giustizia di Fr. 1'500.-- è posta a carico del reclamante ed è co- perta dall’anticipo delle spese già pervenuto.

Bellinzona, il 2 marzo 2009

In nome della I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale

Il Presidente: Il Cancelliere:

Comunicazione a:

  • avv. Nadir Guglielmoni
  • Ministero pubblico della Confederazione
  • Ufficio dei giudici istruttori federali

Informazione sui rimedi giuridici Contro questa sentenza non è dato alcun rimedio di diritto ordinario.

Keywords

criminal investigationaccess to fileright to be heardmootnessdiscretioncollusion riskequal treatmentcourt costs

Extracted by Omnilex

Key legal question

Whether the complaint against the subpoena was still admissible after the hearing had taken place

Extracted holding

The challenge to the subpoena had become moot because the appellant complied with the summons and the hearing already occurred.

Extracted reasoning

There was no longer an actual and concrete interest in reviewing the subpoena once the appellant had appeared and exercised the right to remain silent.

Key legal question

Whether the investigating judge unlawfully refused full access to the case file

Extracted holding

The complaint was rejected on this point because the investigating judge did not abuse discretion under Art. 116 PP.

Extracted reasoning

Given the length of the investigation, there was no concrete risk of collusion or evidentiary contamination; limited access was justified by technical and practical reasons linked to completion of the file and equal treatment of all accused, and the defense had already accessed essential parts of the investigation.

Key legal question

Whether court costs should be imposed on the appellant

Extracted holding

The unsuccessful appellant had to bear the procedural costs, which were covered by the advance on costs already paid.

Extracted reasoning

Costs follow the losing party.

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