No denial of justice in data-protection complaint

1C_347/2011Federal Supreme Court / Public Law Division ISep 5, 2011Dismissed

Extracted by Omnilex

Omnilex summary

The appellant alleged that the Federal Data Protection and Information Commissioner and the Federal Office for Information Technology had failed to act against a supposed unlawful satellite surveillance system. After the TAF declared his denial-of-justice complaint inadmissible, he appealed to the Federal Supreme Court. The court held that no enforceable right to a formal decision or inquiry existed against the Commissioner in this context, that the TAF had not delayed unlawfully, and that the cost allocation was proper. The appeal was dismissed insofar as admissible, with CHF 500 in costs imposed on the appellant.

Omnilex headnote

Art. 94, 82 LTF; Art. 46a, 5 PA; Art. 25, 27 LPD; denial of justice and admissibility of an appeal against alleged inactivity of the Federal Data Protection and Information Commissioner. A denial- or delay-of-justice complaint is admissible only if the complainant has a right to a decision appealable under Art. 5 PA. The Commissioner’s supervisory activity under the LPD is based on discretionary assessment of whether to open an inquiry; he is not obliged to act in every referral, and his recommendations do not constitute appealable decisions. Where the authority has proceeded by written exchange and decided within a reasonable time in light of the case’s nature and complexity, no denial of justice arises (consid. 1.4-1.5).

Full text

{T 0/2}
1C_347/2011

Sentenza del 5 settembre 2011
I Corte di diritto pubblico

Composizione
Giudici federali Fonjallaz, Presidente,
Raselli, Eusebio,
Cancelliere Crameri.

Partecipanti al procedimento
A.________,
ricorrente,

contro

Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza, Feldeggweg 1, 3003 Berna.

Oggetto
protezione della sfera privata; diniego di giustizia,

ricorso contro la sentenza emanata il 7 luglio 2011
dal Tribunale amministrativo federale, Corte I.

Fatti:

A.
Il 3 gennaio 2011 A.________ ha inviato uno scritto all'Ufficio federale dell'informatica e delle telecomunicazioni (UFIT) asserendo di essere a conoscenza dell'esistenza di un satellite americano ad esso collegato che, senza il suo consenso, lo filmerebbe giorno e notte, registrando tutte le sue conversazioni. Detta asserita connessione permetterebbe di assistere e partecipare a "demenziali, crudeli e odiose torture realvirtuali". Il 19 gennaio 2011 l'UFIT ha comunicato all'interessato l'insussistenza del preteso collegamento e di non essere a conoscenza dell'esistenza di un siffatto satellite. Ha nondimeno trasmesso lo scritto, per competenza, all'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT). Con lettera del 26 gennaio 2011, l'IFPDT ha rilevato di non essere a conoscenza di un tale satellite.

B.
Il 7 febbraio 2011 A.________ si è rivolto al Tribunale amministrativo federale (TAF), che l'ha invitato ad avviare una procedura ricorsuale sulla base di una decisione impugnabile. Con scritto del 28 febbraio 2011, l'IFPDT ha comunicato all'insorgente di non poter emanare una decisione formale, poiché non effettua il trattamento degli asseriti dati. Il 2 marzo 2011 l'insorgente ha presentato al TAF un ricorso per denegata giustizia, dichiarato irricevibile con sentenza del 7 luglio 2011.

C.
Avverso questa decisione A.________ presenta un ricorso al Tribunale federale. Censura il ritardo nello statuire e chiede che l'IFPDT apra un'inchiesta volta a interrompere la pretesa violazione dei suoi dati personali.
Non sono state chieste osservazioni al gravame.

Diritto:

1.
1.1 Se la giurisdizione adita nega o ritarda indebitamente la pronuncia di una decisione impugnabile, come sostenuto in concreto dal ricorrente, giusta l'art. 94 LTF può essere interposto ricorso al Tribunale federale. In un simile caso, per determinare il tipo di rimedio effettivamente esperibile, occorre fondarsi sulla materia in cui rientrerebbe la decisione asseritamente ritardata o negata ingiustificatamente. In concreto, la decisione oggetto del preteso ritardo concerne la protezione dei dati e rientra quindi nel campo del diritto pubblico. Il gravame è pertanto ricevibile quale ricorso in materia di diritto pubblico (art. 82 LTF; DTF 136 II 508 consid. 1.1).

1.2 Il TAF ha ricordato che, secondo l'art. 46a PA (RS 172.021), un ricorso per denegata o ritardata giustizia è ricevibile soltanto qualora l'insorgente abbia diritto all'emanazione di una decisione impugnabile ai sensi dell'art. 5 PA. Ha poi illustrato le pretese e la procedura fissate dall'art. 25 della legge federale del 19 giugno 1992 sulla protezione dei dati (LPD), indicando le competenze legali di sorveglianza dell'IFPDT sugli organi federali (art. 27 LPD), segnatamente quella di aprire un'inchiesta e di emanare raccomandazioni, non spettandogli per contro l'adozione di misure vincolanti. Ha stabilito, richiamando il relativo messaggio, che l'IFPDT non deve occuparsi di tutti i casi sottopostigli, per cui chi sostiene una violazione reale o presunta di una norma sulla protezione dei dati non deve necessariamente attendersi un risultato, e precisato che la citata raccomandazione non costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. Ne ha concluso che in concreto non sussiste alcun diritto dell'insorgente a un intervento dell'incaricato, che nell'ambito della vigilanza in materia di protezione dei dati usufruisce di piena indipendenza circa l'apertura di eventuali inchieste. D'altra parte, un suo mancato intervento non gli preclude la possibilità di denunciare, secondo la procedura prevista dall'art. 25 LPD, un eventuale trattamento incorretto di suoi dati personali. Ne ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso.

1.3 Secondo l'art. 42 cpv. 2 LTF, nel ricorso occorre spiegare per quali ragioni l'atto impugnato viola il diritto. Il ricorrente deve quindi almeno concisamente confrontarsi con le considerazioni esposte nella decisione impugnata, spiegando per quali motivi tale giudizio viola il diritto (DTF 133 II 249 consid. 1.4.1). Ora, il ricorrente si limita in sostanza ad addurre che al TAF, aspettando quattro mesi per dichiarare irricevibile il gravame, sarebbe imputabile un "clamoroso" ritardo. D'altra parte, poiché il TAF ha proceduto a uno scambio di scritti, il ricorso non sembrava inammissibile di primo acchito.

1.4 L'obbligo di pronunciarsi entro una scadenza ragionevole, sancito dall'art. 29 cpv. 1 Cost., impone all'autorità competente di statuire entro un termine che risulti essere giustificato dalla natura del litigio e dall'insieme delle circostanze del caso. Elementi questi che generalmente richiedono una valutazione globale: devono in particolare essere considerati la portata e le difficoltà della causa, il modo con il quale è stata trattata dall'autorità, l'interesse delle parti e il loro comportamento nella procedura (DTF 130 IV 54 consid. 3.3.3; 130 I 269 consid. 3.1, sulle esigenze di motivazione vedi DTF 134 II 244 consid. 2 e rinvii).

1.5 Il TAF, dopo aver proceduto a uno scambio di scritti, specificamente inteso a possibilmente creare le premesse per un suo giudizio, si è compiutamente espresso sui compiti e sulle competenze dell'IFPDT, concludendo che in concreto il ricorrente non aveva diritto a un suo intervento. Ora quest'ultimo non contesta questa conclusione, rilevando semplicemente che anche qualora l'intervento dell'IFPDT non avesse carattere vincolante né costituisse una decisione impugnabile, ciò non potrebbe legittimarne "l'inoperosità". È tuttavia manifesto, in assenza di una specifica competenza, che il TAF non poteva arrogarsi prerogative che non gli competono. D'altra parte, la risposta dell'IFPDT è stata tempestiva, né il termine entro il quale ha statuito il TAF costituisce un diniego di giustizia.

Infine, neppure l'accollamento di una tassa di giustizia di fr. 500.-- al ricorrente, soccombente, viola l'art. 63 cpv. 1 PA, norma con la quale egli non si confronta del tutto.

2.
Il ricorso, in quanto ammissibile, dev'essere pertanto respinto. Le spese seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

3.
Comunicazione al ricorrente, all'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza e al Tribunale amministrativo federale, Corte I.

Losanna, 5 settembre 2011

In nome della I Corte di diritto pubblico
del Tribunale federale svizzero

Il Presidente: Fonjallaz

Il Cancelliere: Crameri

Keywords

data protectiondenial of justiceadmissibilitysupervisory powersreasonable timecourt costs

Extracted by Omnilex

Key legal question

Whether the Federal Supreme Court could hear a complaint alleging denial of justice in a data-protection matter.

Extracted holding

Yes. Because the alleged delayed or refused decision concerned data protection, the remedy was admissible as a public law appeal under Art. 82 LTF in connection with Art. 94 LTF.

Extracted reasoning

The court determines the available remedy by reference to the subject matter of the allegedly delayed or denied decision; here, the matter fell within public law.

Key legal question

Whether the appellant had a right to a formal decision or intervention by the Federal Data Protection and Information Commissioner.

Extracted holding

No. The Commissioner has supervisory powers and may open inquiries and issue recommendations, but the appellant had no enforceable right to such intervention or to a decision within the meaning of Art. 5 PA.

Extracted reasoning

Under the LPD and PA framework, the Commissioner acts independently in deciding whether to open inquiries; a recommendation is not an appealable decision, and the complainant can still pursue the statutory data-protection procedure.

Key legal question

Whether the TAF committed denial of justice by taking around four months to dismiss the case.

Extracted holding

No. Given the exchange of written submissions and the need to clarify jurisdictional and substantive issues, the duration was not unreasonable and did not amount to denial of justice.

Extracted reasoning

The court found no undue delay under Art. 29(1) of the Constitution; the lower court had acted within a reasonable time in light of the case's nature and complexity.

Key legal question

Whether the court costs of CHF 500 violated the applicable procedural rules.

Extracted holding

No. The losing appellant was correctly ordered to pay costs.

Extracted reasoning

The appellant did not engage with the cost rule and the allocation followed the principle that costs are borne by the unsuccessful party.

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