Sehuldbetreibungs. und Konkul'srecht. N0 22.
zu Recht annimmt, mit dem Tage der öffentlichen Akten-
auflage (BGE 51 II!.179), d. h. mit dem 4. April 1947,
und lief, sofern sie nicht kraft Art. 63 SchKG infolge der
bis zum 13. April dauernden Oster-Betreibungsferien ver-
längert wurde, am 14. April 1947 ab. Ist Art. 63 SchKG
auf die Frist zur Beschwerde gemäss Art. 295 Abs. 3
SchKG nicht anwendbar, so war die am 16. April 1947
eingereichte Beschwerde
demnach verspätet. Entsprech-
endes gilt für die Weiterziehung an die Vorinstanz.
2. -Die Vorschriften
über die Betreibungsferien und
den Rechtsstillstand beruhen auf dem Gedanken, dass
der Schuldner während bestimmter Zeiten der Sorge um
gegen ihn gerichtete Betreibungen enthoben sein soll.
In seiner neuern Rechtsprechung wendet daher das B.undes-
gericht
Art. 63 SchKG nichtbloss auf die dem Amte zur
Vornahme von Betreibungshandlungen gesetzten Fristen,
sondern auch auf die Fristen an, die der Schuldner zur
Wahrung seiner Interessen im Betnibungsverfahren zu
beobachten hat (BGE 38 I 677 Sep.ausg. 15 S. 258,
41 IU 202, 67IU 104). Dem Gläubiger hat es die in Art.
63 SchKG vorgesehene Fristverlängerung . zugebilligt, um
ihn dem Schuldner gleichzustellen und nicht zu zwingen,
die Vornahme
von Betreibungshandlungen zu. einer Zeit
zu verlangen, da das Amt sie gar nicht vollziehen kann
(BGE 67 IU 104).
Gegen den Schuldner, der im Genusse einer Nachlass-
stundung steht, kann nach Art. 297 (und 56 Ziff. 4) SchKG
nichtbloss innerhalb, sondern auch ausserhalb der Be;:.
treibungsferien und der Zeiten, da nach Art. 57 ff. SchKO
RechtsstiUstand besteht, eine Betreibung weder ange
hoben noch fortgesetzt werden. Auf den Schutz gegen
die Behelligung durch Betreibungen, den die Vorschriften
über die Betreibungsferien und den Rechtsstillstand ge-
währen, ist er also nicht angewiesen. Die Anordnungen
des Sachwalters und die Frist zu ihrer Anfechtung durch
Beschwerde unter dem Gesichtspunkte von Art. 56 tt.
SchKG gleich zu behandeln wie die Betreibungsha.nd-
Schuldbetreibungs. und Konkursrecht. N° 23.
lungen und die Fristen, die dem Schuldner und dem
Gläubiger
im Betreibungsverfahren laufen, ist nicht am
Platze. Im Gegensatz zur Betreibung, die der Gläubiger
einleitet,
kommt es zum Nachlassverfahren nur auf Be-
gehren des
Schuldners selber. Nicht nur der Gläubiger,
sondern gerade
auch der Schuldner selbst ist daran interes-
siert, dass es
innert der Frist des Art. 295 Abs. I SchKG
zum Abschluss gebracht werden kann. Würden die Be-
stimmungen über die Betreibungsferien und den Rechts-
stillstand auf das mit der Bewilligung der N achlass-
stundung einsetzende Verfahren angewendet, so würde
dies also
nicht dem Schutze des Schuldners gegen ein
wider seinen Willen eingeleitetes Verfahren dienen, sondern
den Interessen des Schuldners wie des Gläubigers zu-
widerlaufen. Die
erwähnten Vorschriften sind daher auf
die Verfügungen des Sachwalters und die Frist zur Be-
schwerde gemäss
Art. 295 Abs. 3 SchKG nicht anzu-
wenden.
Demnach erkennt die Schuldbetr.-u. Konkur8kammer:
Der Rekurs wird abgewiesen.
23. Sentenza 2 settcmbre 1947 neUa causa Merlini.
Art. 25 DOB' 24 gennaio 1941. La dilazione prevista da quest'arti-
colo rappresenta una facilitazione accordata al debitore e
dev'essere pertanto applicata strettamente. E' inammissibile
che l'ufficio d'esecuzione invii un richiamo con un ultimo
termine al debitore ehe non abbia pagato uns rata puntual-.
mente, ossia alla scadi'IDza fissata.
Der l'erwertungsaujschub nach Art. 25 BRB vom 24. Januar 1941
ist als eine dem Schuldner gewährte Erleichterung strikte anzu-
wenden. Hat er eine Rate nicht pünktlich bei Verfall bezahlt,
so ist däS Amt nicht befugt, ilm zu mahnen und ihm eine letzte
Frist eihzutatiIhen.
Art. 26 de l'(11'cUmnarwe du Oonseil jedtraZ du 24 janvier 1941.
Vs.journetnent de la vente est une favenr accordee au debi-
teür ; las conditions auxqueUes elle est subordonnee doivent
Oönsequent etre strictement observees. Si le debitenr ne s 00-
Schnldbetreibungs-und Konkursl'ccht. N° 23
quitt,e pa..'! ponctueUement au jour fixe, I 'office des pourstütes
n'est pas autorise a le sommer de le fa;re dans un delai subse-
quent.
'A. -Con precetto esecutivo n° 1315 dell'Ufficio di
Locarno la ditta Luigi Merlini e fratelli chiedeva a Fritz
Müller il pagamento della somma di fr. 37Q, oltre aeces-
sori.
n 28 ottobre 1946, l'Ufficio eseguiva il pignoramento.
n 10 marzo 1947, Ia creditrice presentava domanda di
vendita dei beni pignorati.
In data 26 marzo l'Ufficio differiva la vendita, purehe
il debitore estinguesse il suo debito in otto rate mensili
di fr.
50 ciascuna.
La seconda rata scadeva il 26 aprile, ma il debitore
non la pagava.
Con Iettera 28 aprile Ia creditrice comunicava all'Uffieio
di retenere caduca la dilazione per mancata puntualita
di pagamento e 10 invitava a procedere all'ineanto.
Mediante richiamo
29 aprile l'Uffieio invitava il debitore
aversare, entro il 3 maggio, la somma di fr. 356,40 a saldo
deI suo debito.
L'Uffieio indiceva pel
14 maggio l'ineanto dei beni
pignorati,
ma 10 sospendeva, avendo il debitore versato,
il 13 maggio, la somma di fr. 100 corrispondente a due
rate, e assunto il formale impegno di essere puntuale nel
versamento delle
rate suecessive.
B. -Lacreditrice insorgeva eontro questa sospen-
sione mediante un reclamo ehe l' Autorita cantonale di
vigilanza respingeva eon decisione 24 giugno 1947.
La ditta Luigi Merlini e fratelli ha interposto un tempe-
stivo rieorso alla Camera d'esecuzione e dei fallimenti
deI Tribunale federale, ehiedendo ehe all'Ufficio
di Loearno
fosse ingiunto di procedere all'incanto dei beni pignorati.
OonBiderando in diritto :
Giusta
I'art. 25 deI DCF 24 gennaio 1941, Ia dilazione
della
vendita cade se le rate non sono versate puntual-
Schuldbetreibungs-und Konkursrecht.. N° 23.
mente , ossia alle seadenze stabilite dall'Ufficio. In con-
ereto la seconda rata scadeva il 26 aprile; il debitore
l'ha soluta (insieme con la terza) soltanto il 13 maggio,
ossia
il giorno precedente l'incanto. L'Ufficio non aveva
quindi il diritto di differire la vendita a motivo di questo
versamento, senza
il eonsenso della creditrice (efr. RU 52
III 142).
Come diehiara Ia deeisione impugnata, e bensi invalsa
negli
Uffici d'esecuzione deI Cantone Ticino Ia pratica di
mandare al debitore ehe non ha versato una rata alla
scadenza stabilita
un richiamo eol quale gli si assegna
un ultimo termine prima di procedere all'incanto. Ma
una siffatta pratica, che ha indotto questi uffici ad intro-
durre un modulo apposito, e illegale. La dilazione pre-
vista dall'art. 25 deI suddetto deereto rappresenta una
facilitazione accordata al debitore e dev'essere pertanto
applicata strettamente. DeI resto, la pratiea suddett.a
causa delle spese sovente inutili: infatti, se la rata non
e stata soluta aUa scadenza per negligenza deI debitore,
non si giustifica di metterlo al beneficio d'un ulteriore,
ultimo termine ; se
il mancato pagamento e inyece dovuto
all'impossibilita di trovare la somma necessaria, il piu
delle volte questo termine molto breve non sanI. suffi-
ciente al debitore per proeurarsi quanto non ha trovato
durante la dilazione d'un mese.
n rlcorso della ditta Merlini appare quindi fondato e
l'Ufficjo di Locarno dovrs. procedere all'ineanto dei beni
pignorati, ritenuto ehe non potranno essere fatturate
come spese d'eseeuzione quelle ehe in conereto ha occa-
sionate l'invio deI richiamo 29 aprile 1947 al debitore.
Inoltre
l'Autorita cantonale di vigilanza e invitata ad
intervenire presso gli uffici d'esecuzione affinehe osservino
strettamente I'ordinamento previsto dall'art. 25 deI sud-
detto decreto e desistano pertanto dalla pratica d'inviare
un richiamo con un ultimo tenine al debitore ehe non
abbia pagato una rata puntualmente, ossia alla scadehza
sata.
Schuldbetreibungs. und Konkursrecht. N0 23.
La Oamera d' esecuzione e dei fallimenti pronuncia:
J1 ricorso e ammesso. Di conseguenza la querelata
decisione
24 giugno 1947 dell'Autorita. cantonale di vigi-
lanza e annullata e l'Ufficio d'esecuzione di Locarno e
invitato a procedere all'incanto dei beni pignorati.
Schuldbetrelhungs-ud lonkursrecht.
Poursulte et FaiIllte.
I. ENTSCHEIDUNGEN DER SCHULD-
BETREIBUNGS-UND KONKURSKAMMER
ARRnTS DE ;LA CHAMBRE DES POURSUITES
ET DES' FAILLITES
24. Entscheid vom 2. September 1947 i. S. Luzemer
LandbankA.-G.
Der Dritteigentiimer eines gemäss Art. 895 ff. WB retinierten
Gegenstandes ist in der Pfandbetreibung gleich zu behandeln
wie der Dritteigentümer eines Faustpfandes (Art. 153 Abs. 2
SchKG).
Le tiers proprietaire d'une chose grevee d'un droit de retention
en vertu des art. 895 et suiv. CCdoit tre traM dans Ia pour-
suite en r6aIisationde gage a l'egal du tiers proprietaire d'un
gage mobilier (art. 153 al. 2 LP).
11 terzo proprietario d'una cOsa gravata da un diritto di ritenzione
a' sensi denli an: 895 e seg. ce dev'essere trattato neUa proce-
dura di ,zione deI pegno aUa. stessa. guisa deI terzo
proprietaria tl'un pegno mdbiliare (art. 153, cp. 2, LEF).
In der Betreibung auf Faustpfandverwertung, die
Ernst Bieri am 16. August 1946 für Reparaturkosten
sowie ÖI-und Fettlieferungen im Gesamtbetrage von
Fr. 2585.30 gegen Daniel Brechbühl eingeleitet hatte,
stellte das Betreibungsamt Entlebuch eine Ausfertigung des
Zahlungsbefehls
auch der ltekurrentin zu, der an dem
vtm Bieri retinierten Traktor ein Eigentumsvorbehalt zu-
steht. Sowohl Brechbühl als auch die Rekurrentin schlugen
7 AS 73 III -1947