aber auch bloss unter bestimmten Voraussetzungen, eine
jährliche Pension oder Unterstützung (vgl.
Art. 7, 31 ff.
und 44 der Bundesbahn-und Art. 34 ff. und 44 der Süd-
ostbahnkassestatuten).
Und es ist wohl möglich, dass die
den
Rekurrenten oder ihren Hinterlassenen allenfalls
einst zukommenden Pensionen oder Unterstützungen
in-
folge Todes oder sonst infolge Wegfalls der hiefiir be-
stehenden Voraussetzungen
nur so kurze Zeit ausbezahlt
werden, dass sie nicht einmal
a oder 100% der vom
Gehalt abgezogenen Beiträge ausmachen. Die Rechte der
Rekurrenten auf Auszahlung dieser Beiträge oder von
Pensionen sind somit
an Bedingungen geknüpft, deren
Eintritt ungewiss ist, und daher noch nicht .entstanden ;
sie befinden sich
erst in der Schwebe. Es ist deshalb nicht
möglich, sie Obligationen. oder Sparkassenguthaben gleich-
zustellen. Sie könllen aber auch nicht wie auf einem
rückkaufsfähigen
Renten-oder Lebensversicherungs" rer-
trage beruhende Rechte behandelt werden; denn über
solche Rechte
kann der Versicherte jederzeit verfügen,
und sie können deshalb mit dem sog. Rückkaufswert
wohl als gegenwärtiger VermögensbestandteiI des Be-
rechtigten und,
damit als steuerbares Kapitalvermögen
betrachtet werden. Das trifft für' die Ansprüche an Pen-
sionskassen, wie sie hier in Frage stehen, nicht zu. Sie
sind nicht ein selbständiges Vermögensrecht der Berech-
tigten, über das diese gegenwärtig schon
verfügen" könn-
ten, sondern hängen
mit dem Dienstverhältnis zusammen
und stellen sich eher als ein' Teil des Diensteinkommens
dar, der ihnen aber, wenn überhaupt,
erst später zufällt.
Auch: über die, einbezahlten Beiträge steht den Berech-
tigten die Verfügung nicht zu. Wohl können sie dieselben
zurückverlangen, wenn sie aus dem Dienstverhältnis
ausscheiden. Allein
dann erhält der Berechtigte erst in
dem Zeitpunkte des Ausscheidens die Verfügung
darübnr,
weshalb sie erst von diesem Zeitpunkte an als Vermögen
desselben
betrachtet werden können.
Die angefochtenen Entscheide sind somit
wegen Ver"-
letzung des Art. 4 BV aufzuheben.
, I
I '
Gleichheit vor dem Gesetz. N° 3.
Demnach erkenf!.l das Bundesget'icht :
Die Rekurse werden gutgeheissen, soweit darauf ein-
getreten werden kann,
und demgemäss die Entscheide
des Regierungsrates des
Kantons Schwyz vom 24. De-
zember
1921 und 14. Januar 1922 aufgehoben.
3. Sentenza 1
aprile 19aa
nella causa Officine del Gottardo (Gotthardwerke)
contro Pisco de1 Cantone 'l'icino.
Legge ticinese deI 22 gennaio 1919 sui profitti di guerra. -
L'imposta sugli utili di guerra dovrebbe, seeondo Ia sua
natura, essere soddisfatta sui profitti tratti dai eontribuenti
clallo straordinario ineremento ehe la guerra ha dato a certe
industrie e a eerti commerei. -Contribuen te nel eui con-
fronto Ia Iegge applieata eon grande ritardo. -Se esso
rende plausibile ehe nel frattempo l'utile e scomparso per
motivi ehe non gli sono imputabili (nel easo, specialmente
per perdite su valuta estera), ehe I'esazione dell'imposta
mette a repentaglio l' esistenza stessa deHa s ua industria
e ehe non pud pagarla eOl1 altri mezzi, l'autorita ha l'obbligo
di esaminare qUeste obbiezioni e di indagare, se, in analoga
applieazione dell'art. 37 deI deereto federale coneemente
l'imposta federale sui profitti di guerra, non sia H caso di
eondonare il tributo 0 di ridurlo. -Determinazione della
proeedura.
A. -L'art.37 deI decreto federale 18 settembre 1916
concernente l'imposta federale sui profitti di guerra
dispone:
Se il contribuente si trova, senza sua colpa,
in una condizione tale ehe il pagamento dell'imposta
)) sui profitti di guerra gli riuscisse troppo oneroso, gli
potra essere aceordata una conveniente riduzione 0
) anche, seeondo le circostanze, il condono completo
dell'imposbl. Per le somme fino 3 fr. 1000 decide
l'amministrazione federale dell'imposta di guerra, per
somme maggiori il Dipartimento svizzero delle
finanze.
12 Staatsrecht.
B. -La S. A. Officine deI Gottardo (Gotthardwerke),
sottoposta all'imposta federale sui profitti di guerra,
Ia
pago per gli anni 1915, 1916 e 1917. Mentre per i
primi due
anni l'importo deI profitto imponibile non
fu oggetto di coutroversia (1915: profitto di guerra
fchi. 182,273, imposta fchi.
45,568; 1916: profitto
di guerra fchi.
1,120,687, imposta fchi. 336,206), sorse
invece per l'esercizio 1917 contesa
tra la ricorrente e
l' amministrazione sulla determinazione dei red dito netto
imponibile (art. 10 decreto succitato). La Societa non
intendeva riconoseere che un beneficio di fehi. 470,000,
mentre l' amministrazione federale Ia eomputava in
fchi. 1,150,000. 'll procedimento di ricors!l ando per
Ie Iunghe ed intanto la situazione delle Officine andava
peggiorando per la crisi postbellica e per ingenti per-
dite subite
su crediti in marehi. La Societa, secondo
le sue adduzioni, avrebbe investito ingenti somme in
nuovi impianti aUo scopo di fabbricare nuovi prodotti
in sostituzione di quelli il cui traffieo, finita Ia guerra,
andava cessando. Ma i nuovi articoli non furono reddi-
tizi
ed e lecito ammettere ehe i nuovi impianti abbiano
un valore minore di quelIQ stanziato nel bilancio. Durante
la guerra la ricorrente trafficava sopratutto eolla Ger-
mania; ne risultarono ingenti crediti in marehi ehe, a
detta della ricorrente, al termine deHa guerra avreb-
bero raggiunto 6 milioni di marchi.
11 mareo figura
nel bilancio deI 1917 a
° fehi. 80, in quello deI 1918 a
o fchi. 50 (per 2 565 000 fchi, in cifra ton da). La svalu-
tazione significa
una perdita di fchi. 1, 00,000. L'eser-
cizio
pel1918 chiuse eou un beneficio netto di 660 fchi. 65.
Nel bilancio deI 1919
il marco e iseritto in ragione di
° fehL 10 (50 587 fehL); all'attivo figura una perdita
suUa valuta di fehi. 827,717. Nel bilancio deI 1920 i
erediti
in marchi sono iscritti per 0 fehi. 09 al mareo ;
Ia perdita
snl cambio (iscritta all'attivo secondo J
n
deereto 26 dieembre 1919 deI Consiglio federale) si
cifra in fehi.
855,028 e l' esercizio 'si ehiude eon una per-
I '
Gleichheit vor dem Gesetz. N° 3.
dita di fehi. 827,206. Seeondo la rieorrente, il bilaneio ,
dei 1921, ehe non fu aneora deliberato, rilevera una
situazione aneora peggiore. I erediti in marehi dovranno
subire
una nuova svalutazione aUa quale si aggiungono
altre perdite.
L' esplosione della ( Nitrum ha eagio-
nato alle Officine un danno di fchi. -320,000 che l'assi-
eurazione contesta di
pagare; la riduzione dell'eser-
cizio non permette l'utilizzazione della
quantita minima
di energia acquistata dalla
Motor e si avra per questo
capo, sempre al dire delle Officine,
una perdita di almeilo
fchi.
400,000.
,La eontroversia precitata tra l' amministrazione fede-
rale delle imposte e
la rieorrente non venne maturita .
di giudizio.
In applieazione dell' art. 37 deI deereto
feder ale 18 settembre 1916,
la Confederazione si eon-
tento col pagameuto di fchi. 150,000 e rinuncio al resto.
Fehi.
100,000 le erano stati versati neU' aprile 1919
e fchi.
50,000 nel marzo 1920.
C. -II 22 gennaio 1919 il Gran Consiglio deI Can-
tone Tieino introdueeva un'imposta sui profitti
di,
guerra conseguiti negli anni 1915/1919. L'aliquota del-
l'imposta
va dal 15 % al 25 % seeondo l' ammontare
dell'importo imponibile (art. 11) .che
e quello aceertato
federalmente, diminuito dell'imposta sui profitti di
guerra
pagata alla Confederazione.
Nel settembre 1920 le Officine deI Gottardo furono
tassate provvisoriamente per gli anni 1915 e 1916 eon
fehi.
244,305, in conformita dell'accertamento fede-
rale per i
detti due esercizi. Invitate a solverne la prima
rata con 122,152 fchi. 50, esse ricorsero al Dipartimento
eantonale delle finanze con gravame deI 25 settembre
1920 nel quaIe, esposta la ctitiea 10ro situazione finan-
ziaria, chiedevano
. si riconoseesse ehe l'imposta non
fosse applicabile
ad un red dito ehe piit non esisteva
e ehe si tralasciasse un'azione eseeutiva che avrebbe
colpito
l' azienda mortalment . Il Dipartimento eanto-
nale delle finanze respingeva
il rieorso eon sua deci-
Staatsrech t.
sione 22 febbraio 1921 allegando ehe sulle singole poste
deI eonteggio
non esisteva eontestazione e riservando
l' esito di un eventuale rieorso alla Commissione eanto-
nale di tassazione. Da questa decisione le Officine deI
Gottardo si aggravavano
al Consiglio di Stato insis-
tendo sulla impossibilita nella quale esse si trovavano
di pagare in qualsiasi modo l'importo reclamato. Il
Consiglio di Stato non ha finora preso nessuna deci-
sioue. Nel
frattempo perb eontinuava la proeedura
avanti la Commissione eantonale di tassazione, aHa
quale
pure le Officine esposero la loro situazione. Con
decisioue deI 20 maggio 1921 quella Commissione deter-
minava in 281,858 fehi. 90 l'imposta sui.'profitti di
guerra dovuta dalle Officine per gli anni 1915 /17, per
l'ultimo dei quali (1917) essa si riferiva alla imposta
federale sui profitti di guerra pel 1917 pagata dalle
Officine eon fehL 150,000. La Commissione adduceva
ehe de lege lata nessun dubbio era possibile sulla inter-
pretazione delI'art. 11 seeondo il quaIe, in sede eauto-
nale,
la tassazione doveva essere fissata sui risultati
degli aceertamenti federali; essere la Commissione
strettamente vineolata dalla legge ne poter fare diver-
samente senza eadere nelI'arbitrio. Da questa deci-
sione le
Officine ricorsero all'ultima istanza, la Commis-
sione eantonale di rieorso, davanti alla quale esse espo-
nevlmo di nuovo la loro situazione finauziaria e insis-
tevano sull'impossibilita ehe la Iegge venisse applieata
in loro eonfronto. Il 2 dieembre 1921, la Commissione
respinse il rieorso affermando ehe le considerazioni
della
Commissione cantonale trovano pieno conforto
)) nella legge. La Commissione di rieorso non pub entrare
nel merito e contestare od ammettere la verita delle
)) circostanze di fatto e delle perdite affermate dalla
rieorrente, tale compito esulando dalla propria eomp.,e-
) tenza J).
D. -Con ricorso didiritto pubblieo deI 31 gennaio
1922, le
Officine deI Gottardo deferiseono questa deci-
Gleichheit vor dem Gesetz. N° 3.
1S
sione al Tribunale federale domandandone l'annulla-
mento.
La ditta rieorrente adduee: Gli atti prodotti dimos-
trano in modo indubbio ehe la societa ha perduto eom-
pletamente qualsiasi profitto di guerra da essa realiz
zato negli anni 1915/17; ehe i suoi bilanci degli anm
sueeessivi so no passivi; ehe questo fatto fu rieonos-
eiuto dall'amministrazione federale dell'imposta sui pro-
fitti di guerra e non ha potuto essere eontestato dagli
organi di tassazione tieinesi ai quali
la societa .ha snn:pre
diehiarato solennemente di tenere a loro diSpOSlZlOue
tdtta la sua eontabilita per queUe indagini ehe essi
avrebbero ereduto opportuno
di istituire anehe me-
diante perizia. La questione dellp violazione dell'art. 4 CF,
continua
la rieorrente, pub essere eonsiderata sotto uu
duplice aspetto: sotto quello di una appneazione rb.i
traria della legge e, in secondo Iuogo, di un arbitrIO
commesso dal legislatore, eioe insito nella legge stessa ..
Nella sua risposta al rieorso Molinari C. (cfr. sentenz
deI Tribunale federale 15 ottobre 1920 llella causa Moh-
nari C., coneemente la eostituzionalita della legge
eantonale
in questione), il Consiglio di Stato deI Can-
tone Ticino, dando opera a contestare l'appunto cli
arbitrarieta della legge dedotto dal fatto ehe essa, eome
e formulata, eolpirebbe anehe guadagl1i non esistenti,
ebbe
asostenere, trattarsi di una imposta rivestente
!'indole di
uu tributo sull'aeerescimento della sostanza.
Di fronte a questo modo di vedere, il Tribunale fednrale
diehiarava ne11a sentenza 15 ottobre 1920 preeitata
ehe l'imposta in discorso doveva. eOl1si?erarsi cone
imposta suppletoria sul reddito, vale a dire come tn-
buto sugli utili netti, i quall di regola esisteranno
aneora al
momento e nella misura in cui saranno eol-
piti ). II Consiglio di Stato eil Tribunale federale hanno
quindi implieitamente rieonosciuto ehe nOll potrebne
essere eolpito un ente ehe piu non esistesse. II legIs-
latore ticinese non ha creduto cli dover riprodurre nella .
sua Jegge l'art. 37 deI decreto federale (v. stato di fatto,
lett. a), certamente pereM egli 10 reputo inutile di
fronte al principio fondamentale della Iegge cantonale
ehe eolpiti dovessero
enere i contribuenti soggetti
all'imposta federale' nella misura degli aeeertamenti
faiti in, sede federale. Allorquando un contribuente e
dichiarato impotente al pagamento dell'imposta in sede
federale, tale dichiarazione deve quindi valere anche
in, sede eantonale ed investe l'obbligo intiero dell'im-
posta, anehe quella ehe per avventura avesse
potuto
essere soluta in sede federale prima ehe si, verifieassero
le cireostanze giustifieanti l'esonero. La legge federale
fu emanata in
epoea in eui laricorr,ente .non poteva
piu essere tenuta al pagamento dell'imposta federale.
A vrebbe quindi dovuto essere svincolata anehe in sede
eantonale. Deve dunque ritenersi arbitraria la deei-
sione querelata
percM appliea ia Iegge anche a utili
non
piu esistenti e vi assoggetta anehe i contribuellti
dispensati dal pagamento dell'imposta federale. Le
Autoritä, tieinesi di tassazione si sono quindi rese
eolpevoli di diniego di giustizia rifiutandosi di esa-
millare
la situazione fillanziaria della ricorrente. Ma
ove non dovesse ritenersi impugnabile come atto arbi-
trario l'applieazione della
legge quale venne fatta in
odio della ricorrente, la eellsura si rivolgerebbe contro
l' opera stessa dellegislatore. Stesse pure, eome fu diehia-
rato ,dal Tlibunale federale . nel caso Molinari, ehe la
Costituzione federale non vieta ai Canto ni di sotto-
porre ad una imposta cantonale redditi
gia colpiti dal-
l'imposta federale,
'in niull modo potra essere ammesso
ehe un'imposta assisa sopra un determinato oggetto
patrimoniale abbia ad essere pagata
da un eontribuente
ehe non possiede
piu l'ente eolpito al momento in eui
la Iegge prese vita. Tali pretese toccano ai limiti dell'as-
surdo. L'imposta non
colpirebbe'pili l'ente patrimonial ,
ma la persona MI eontribuente ehe 10 possedette una
volta e ehe suceessivamente l'ha perduto e cio senza
Gleichheit vor dem Gesetz. No S.
sua eoIpa' e prima ehe fosse sorta Ia legge ehe stanzio
l'imposta.
E diniego di giustizia l'applieare la stessa
disposizione a easi diversi senza tener oonto della loro
diversitä. e in tale eensura ineorrerebbe appunto il legis-
latore ehe sottoponesse all'imposbi
retroattiva sui pro-
fitti
di guerra. indistintamente, tanto i eontribuenti
ehe questi profitti possiedono aneora quanto quelli ehe
non li possiedono. E aneora si commetterebbe
una
manifesta disparitä. di trattamento assoggettando ad
un onere fiscale assai lordo un eontribuente in eondi-
zioni ristrette, hon
perehe al momento della imposi-
ziene . si trovi in migliori oondizione degli altri, ma per-
ehe, in tempi passati, egli ha posseduto dei mezzi ehe'
oggi piu non possiede. Si obbietterebbe a torto ehe la
situazione delle Officine possa migliorarsi: essa dev'es-
sere eonsiderata al momento dello stanziamento dell'im-
posta. L'imposta
eadra se a questo momento non puo
essere applieata. La Iegge non prevede un'imposta per
enti futuri, altrimenti si paralizzerebbe eompletamente
la liberta di disposizione deI eontribuente, ehe dovrebbe
conservare gli enti deprezzati deI suo patrimonio
in
attesa di un possibile miglioramento.
E. -La Commissioneeantonale di rieorso domanda
il rigetto deI gravame eontestando di aver applicata
la legge in modo erroneo nonehe arbitrario. Si ammette
ehe
la legge e mal fatta e fu applieata eon ritardo, ma
ne l'una ne l'altra cireostanza dispensa l'autoritä. dal-
l' obbligo di appliearla. Si la Iegge eantonale avesse
previsto
il eondono delI'imposta nel senso delI'art. 37
deI deereto federale, Ia Commissione
di rieorso non
sarebbe
cert3)llente stata chiamata 'a eonoseerne,. ma
altra autoritä.' (per es. il Dipartimento delle finanze).
Anche
,il, .Consiglio di Stato eonehiude domandando
il rigetto deI
ricorso. La cireostanza ehe l' esereizio della
rieorrente sarebbe stato passiva per gli anni 1919/21
non
la svineola dall'imposta alla quale la' legge assog-
getta tanto Ie persone ehe l'utile aneora posseggono,
AS 48 I -1922 2
quanta quelle ehe phi. non 10 hanno. Per quanto. ha
tratto alla eostituzionalita della legge, il Consiglio di
Stato si riferisee alla preeitata sentenza nella causa
Molinari
C.
Considerando in diritto :
10 -Le istanze eantonali sono state esaurite poiehe
il ricorso e diretto eontro la deeisione 2 /17 dieembre
u.
s. della Commissione di rieorso ehe eontiene la tassa-
zione definitiva della rieorrente per l'imposta eantonale
sui profitti i guerra e ehe, in sede eantonale, non
e
deferibile ad istanza superiore. Non e d'impedimento
all'esame di merito la cireostanza ehe il .consiglio di
Stato non ha aneora statuito sul gravame eoneernente
Ia tassazione provvisoria e
il relativo obbligo delle Offi-
eine di solvere la
meta dell'imposta. La tassazione defi-
nitiva sostituisee quella provvisoria e rende senza oggetto
il gravame ehe eoneerne quest'ultima, eome rieonosee
Ia
societa ricorrente stessa. .
20 Chiedesi pertanto in prima luogo se sia fondato
il rimprovero di applieazione arbitraria dell'art. 11
della Iegge eantonale 21 gennaio 1919 ehe Ia rieorrente
muove alla Commissione di rieorso.
La risposta e nega-
tiva.
Seeondo il disposto precitato sono tenuti all'im-
posta eantonale sulla somma
eomple'Ssiva dei loro pro-
fitti di guerra aeeertata federalmente
ma diminuita
dell'importo dell'imposta federale
tutti quei eontri-
buenti ehe sono soggetti all'analoga
impostil federale.
La rieorrente ha pagato l'imposta federnle per gli anni
1915/17
,e vien ora assoggettata all'imposta eantonale
sotto deduzione dell'imposta soluta al fiseo federale.
Ci eorrisponde esattamente aUa preserizione delI'art. 11.
La Iegge non fa riserva espressa circa l'ipotesi in eui
il profitto tassato federalmente phi. non esistesse jlI
momento in eui la !egge eontonale fu emanata, ne fa
dipendere
l' obbligo fiseale dalla questione di sapere
se
ii contribuente possega i mezzi per soddisfarlo. Si
I
'I
Gleichheit vor dem Gesetz. N° 3.
potra forse ravvisare in cio una laeuna della legge.
Ma
ad ogni modo l'autorita inearieata della tassazione
non
puo essere taceiata di arbitrarieta se intende atte-
nersi alla legge, sia rifiutandosi di rieonoseere tale laeuna,
sia non ritenendosi legittimata a colmarla.
Atto arbi-
trario
e l'applieazione di norma giuridiea contrario
al suo senso palese ed evidente. Non si verifica quindi
quando
il giusdieente non puo decidersi ad una inter-
pretazione della legge siffattamente libera ed
ardita
da sembrarne piuttosto' una eorrezione ehe un'inter-
pretazione.
-Chiedesi in seeondo Iuogo se l'addebito di arbi-
trarieta sia fondato dirimpetto aU' opera deI Iegislatore,
vale a dire nei eonfronti
deHa Iegge stessa.
Il Consiglio di
Stato avvisa ehe questa questione
sia
gia stata esaminata dalla Corte federale nel easo
Molinari e
C. e fa riferimento a quella sentenza, ehe fu
contraria
'alla tesi di ineostituzionalita.
In riguardo a quest'obbiezione oeeorre anzitutto
rilevare ehe, seeondo Ia eostante giurisprudenza,
un dis-
posto di legge
puo essere censurato di ineostituzionalita
ogni qualvolta venga applieato, quando Ia eontestazione
della legge stessa sia
stata omessa 0 risulti tardiva.
Vero e ehe il easo attuale differisee dal easo usuale, eui
tale giurisprudenza si riferisee, nel senso ehe neHa fatti-
specie
la querela di ineostituzionalita diretta eontro
Ia legge non fu omessa. Ma fu sollevata
da altra persona
(Molinarie . eonsorti). Dovrebbesi quindi ehiedere
anzitutto, se
il giudizio Molinari e C. possa essere opposto
alla odierna rieorrente, ehe era estranea a quel primo
proeedimento.
La eondizione dell'identita delle parti
n causa per l'ammissione della eosa giudicata, ehe in
materia civile non darebbe luogo a dubbi,
pu inveee
essere discussa
in tema di diritto pubblieo. Ma non
oeeorre ehe questa questione
venga deeisa, poiehe le
eondizioni della fattispecie sono diverse
da quelle dei
.
easo Molinari, nel quale il Tribunale federale, esami-
Staatsrecht. .
nando l'eccezione dedotta dai rieorrenti da una possibile
applieazione della legge anehe
in easi in eui l'utile fosse
seomparso,
la eonsidero eome una tesi non aneora dimos-
trata e ehe di regola non si avvererebbe. Ma per il
continuo aggravarsi della erisi dei dopoguerra tale
ipotesi non e ora eertam.ente lontana dalla realta ed e
appunto quella ehe e prospettata nell'attuale gravame.
-L'imposta ticinese sui profitti di guerra e, a non
dubitarne, foggiata su quella federale ; si
puo
anzi dire ehe l'appIicazione dei disposto deli 'art. 11
della legge cantonale suppone la sempliee traslazione al
cantonale dei prineipi ammessi dal decreto federale.
almeno per quello ehe coneerne
il modo di aceertä:
mento deI red dito imponibile. Profitto di guerra nel
senso deI decreto federale
e l' eccedenza dell'utile netto
di
un anno fiseale sull'utile netto medio degli ultimi
due esercizi anteriori
aHa guerra (art. 6, lett. a). Gran
parte di questi profitti di guerra vengono rivendicati
dalla Confederazione e dal Cantone.
Si tratta quindi,
sotto forma di imposte,
in realta di una partecipazione
dello Stato agli utili di guerra conseguiti dai prlvati.
Fonte deU'imposta ed oggetto dell'imposta e una parte
dell'utile dell' azienda e precisamente il profitto di guerra
nel senso indieato. Normalmente quindi l'imposta
dovrebbe essere soddisfatta eoll'utile stesso poiehe essa
tende a devolverne
una parte allo Stato. Ma da questa
eonsiderazione non seende
aneora ehe, dal punto di
vista delI' art. 4 CF, l' obbligo fiseale non possa essere
saneito se non ove il guadagno esista al1eora al momento
in eui fu fatta la legge 0 sia stata messa in atto (stanzia-
mento dell'imposta, tassazione eec.). Il
fatto ehe l'utile
phi non esiste nei momenti suaccennati non basta per
estinguere
l' obbligo di pagare il tributo. La deeisione
dipende anzitutto daUa questione di sapere
per quali
motiui l'utile sia sfumato. Il contrlbuente puo averlo
sperperato
0 essersene spossessato in vista delle future
contrlbuzioni.
Se si tratta di societa. rutile puo essere
Gleichheit vor dem Gesetz. N° 3. 21
stato profuSo in dividendi troppo vistosi 0 in elargizioni
troppo
laute agli amministratori, al personale ecc. In
queste e in altre simili ipotesi non esiste motivo suffi-
ciente perche debba eessaf l' obbligo di solvere il tri-
buto, il quale non potrebbe essere considerato come
estinto neanehe quando, l'utile
pur essendo stato eon-
sumato in modo normale (per es. essendo stati normali
i dividendi, le tantiemes, gli ammortamenti ece.),
il
eontribuente sia nondimeno in eondiziol1e di pagare
I'imposta con altri
meZzi (per es. eolle riserve di
esercizi anteriori). Ma di fronte a tali ipotesi sono
eoncepibili altre in cui, sfumato 1'utile e non essendo
disponibili altri mezzi,
l' esazione dell'imposta eostitui-
rebbe
una misura di tale rigore da sembrare incompa-
tibile eollo seopo stesso della legge
e questo sarebbe
appunto
il easo in eui si trova la rieorrente seeondo le
sue allegazioni.
I profitti di guerra sono stati eonseguiti in eondi-
zioni affatto anormali, quelle ereate dalla guerra. Se
10 Stato indugia nel eolpirli puo aecadere ehe, sopravve-
nendo congiunture sfavorevoli, l'utile nato dalla guerra
seompaia per forza stessa delle eose, vale a dire
indipen-
dentemente dalla colpa e daIl'opera deI eontribuente
Se questo perieolo non era escluso, eome dimostra la
fattispecie, nel dominio dell'imposta feder ale (per gli.
uitimi anni di guerra), esistera a fortiori in quello del-
l'imposta
cantonale, ehe fu istituita solo nel 1919, con
effetto retroattivo agli esereizi 1915 e seg. e venne
messa in
atto eon rilevanti indugi. La tassazione defi-
ni tiva della rieorrente non avvenne ehe alla fine deI
1921, poseia ehe, imperversando
gia da qualehe tempo
la erisi postbelliea, gli utili erano seomparsi seeondo le
asserzioni della rieorrente.
üra, pretesa certamente
inconciliabile eol eoncetto stesso dell'imposizione degli
utili di guerra -ehe
e parteeipazi6ne degli enti pubblici
a quei profitti -
e .quella dello Stato ehe, pur avendo
tardato nel rivendieare per legge la parte ehe vuol avere
e indugiato ad esigerla, persiste nondimeno fiel forzarne
il pagamento anehe quando, indipendentemente dall'opera
deI contribuente, l'utile
e scomparso e non esistono
tri zz per far fronte all' onere; esigenza questa
mconelhabIle. anche colla considerazione
phi generica
che
l' esazione rigorosa deI tributo puo condurre aUa
rovina delle aziende aUa eui esistenza Ia coUettivita, e
quindi
10 Stato stesso, puo essere grandemente interes-
sata.
Il fatto ehe 10 Stato mantiene radicalmente Ie sue
pretese senza distinguere se
rutile esiste aneora 0 sia
scomparso, e in quali eondizioni
cio sia avvenuto, cos-
tituisce,
in dat eondizioni, una disparita di tratta-
mento non consentita daU'art. 4 CF.
Se non che, cosa oltremodo difficile e il determinare
apriori queste condizioJli e raechiudere in una defini-
zione
tutte le ipotesi neUe quall I'esazione deU'imposta
appaia conciliabile
0 inconciliabile eoll'art. 4 CF per le
considerazioni suesposte.
Tutto dipendera dalle peeu-
liari circostanze della specie,
da apprezzarsi nel 101'0
insieme eon equita e Iarghezza di vedute. Dipendera
auzitutto, eome fu sopra osservato, per quali eause
l'utile sia eomparso, se esistono altri mezzi eec
.. Ma non
e possibile di prevedere tutte Ie ev-entualita e si e appunto
quest'impossibilita ehe
ha dettnto al Iegislatore federale
I'art. 37 deI suo deereto (v. lett.
a) e Ia formula elas-
tica ivi
adottata, ehe gli permette di eonsiderare in
modo liberale
tutte le circostanze deI easo e segnata-
mente anche
Ie ragioni di equita ehe possono militare
in favore di adeguata riduzione
0 deI condono totale
deI tributo. Dello spirito di questo temperamento
Ella
rigorosita della legge dev' essere informata, ove sivoglia
ehe sfugga aU'addebito di violazione delI'art. 4 CF,
anche l'applicazione della Iegge ticinese la quale, sorta
e messa
in atto molto phi tardi di quella federale, ne
C, per cosi dire, Ia riproduzione, eccetto appunto per
quanta ha tratto alla provvida ed equa misura dell'art: 37
deI decreto federale.
5° -Da quanto preeede risulta: alIa ricorrente
Gleichheit vor dem Gesetz. N° 3.
dev' essere riconoseiuto il diritto di adire nuovamente le
.A,utorita tieinesi affineM esaminino la vertenza nello
spirito dell' art.
37 deI deereto federale e secondo i pre-
eetti sopraesposti.
In questo senso Ia querelata deei-
sione della Commissione di rieorso dev'essere provvi-
sariamente mantenuta, vale a dire fino a nuovo
giudiZio
delI' Autorita eompetente tieinese, giudizio deferibile al
Tribunale federale eon rieorso di diritto pubblieo ove
quell'
Autorita si sia rifiutata di entrare nel merito della
nuovaistanza 0 l'abbia deeisa in modo arbitrario. Essa
avra l' obbligo di esaminare Ia situazione finanziaria
della ricorrente e di vedere se, in analoga applieazione
dell'art. 37 deI deereto federale,
questa esiga il eondono
parziale
0 totale dell'imposta. Autorita eompetente per
questo nuovo proeedimento potra essere, seeondo la
natura della eontroversia ehe riehiede ampi poteri
diserezionali,
tanto il Consiglio di Stato deI Cantone
Tieino quanto il suo Dipartimento delle finanze, a scelta
delle
Autorita ticinese. La rieorrente pero e tenuta ad
inoltrare l'istanza al Consiglio di Stato, il quale la tras-
mettera d'u/licio al Dipartimento delle finanze ove a
quest'ultimO' intenda devolvere il giudizio. Onde man-
tenere 10 statu quo in pendenza dei proeedimento,
l' eseeutivita della querelata deeisione 2/17 dieembre
1921 della Commissione di rieorso resta sospesa fino
a definizione deUa vertenza, alla condizione
pero ehe La
ricorrente interponga La sua istanza al Consiglio di Stato
entro
30 giorni da quello della notifica dei presente giu-
dizio
motivato: In caso d'inosservanza di questo termine,
La sospensiQne cade.
Il Tribunale tederaLe pronuneia:
Il rieorso c respinto nel senso dei motivi e coUa
riserva ehe l'esecutivita della decisione qnerelata 2 17
dieembre
1921 della Commissione ticinese di rieorso
per l'imposta cantonale sui profitti di guerra c sospesa
provvisoriamente (v. eonsiderando 5°).