12 Entscheidungen der Schuldbetreibungs-
bemerkt dass ihr Entscheid sich nur auf die Entschädi-
gung fü; Benützung des Bureaus von Labhart zu betrei-
bungsamtlichen
Funktionen beziehe.
Die Schuldbetreibungs-
und Konkurskammer zieht
in Erwägung:
Die betreibungsrechtliche Beschwerde an das Bundes-
gericht
ist nur zulässig gegenüber solchen Entscheidungen
kantonaler Aufsichtsbehörden, die
auf der Anwendung
des eidgenössischen Betreibungsrechtes beruhen oder be-
ruhen sollen,
und sie kann nur auf Verletzung von Bundes-
recht gestützt werden.
Im vorliegenden Falle kommt nun aber die Anwendung
eidgenössischen Rechtes in keiner Beziehung in Frage.
Ob
dem Stellvertreter eines Betreibungsbeamten oder an
seiner Stelle direkt demjenigen, der ihm ein Bureau zur
Verfügnng gestellt hat, vom Staate für die Inanspruch-
nahme des Bureaus eine Entschädigung zu bezahlen sei.
ist eine Frage der Organisation des Betreibungsamtes, die
nach Art. 2 SchKG Sache der
Kantone ist. Der Gebühren-
tarif zum SchKG regelt das Verhältnis des Stellvertreters
zum ordentlichen Betreibungsbeamten oder zum Staate in
Beziehung auf die
Frage der Entschädigung nicht; er
setzt lediglich die Gebühren und Entschädigungen fest,
die von den
Par t eie n im Betreibungs-und Konkurs-
verfahren zu entrichten
sind, und schliesst keineswegs
aus, dass ein
Kanton über die im Tarif vorgesehenen Ge-
bühren hinaus dem Betreibungsbeamten oder seinem
Stellvertreter noch weitere Entschädigungen zuerkennt.
Es gibt ja auch Kantone, die ihre Betreibungs-und Kon-
kursbeamten fest besolden
und dafür die Gebühren für
- sich beziehen, und diese Regelung
steht nicht im Wider-
spruch mit dem Gebührentarif.
Ob die untern und obern kantonalen Aufsichtsbehördell
sodanll zuständig seien, über solche Fragen der kantonalen
Organisation
zu entscheiden und insbesondere den Staat
in konkreten Fällen zu Entschädigungen an die Betrei-
und Konkurskammer. N
bungsbeamten oder deren Stellvertreter zu verpflichten,
ist ebenfalls eine Frage des kantonalen Staatsrechtes, die
sich
der Überprüfung des Bundesgerichtes als Oberauf-
sichtsbehörde im Schuldbetreibungs-und Konkurswesen
entzieht.
Demnach
hat die Schuldbetreibungs-u. Konkurskammer
erkannt:
Auf den Rekurs wird nicht eingetreten.
4.
Sentenza. 30 genna.io 1916 nella causa Delnota.ro.
La eircostanza ehe eerti beni deI debitore furono da esso ce-
duti ad un terzo non esclude iI loro pignoramento, sulla
proprieta di questi beni (e quindi anche sulla validita della
vendita) dovendo decidere il giudice a norma degli art. 106-
LEF.
A. -Con precetti esecutivi 16 gennaio e 19 febbraio
1914 Delnotaro Giuseppe chiedeva alle debitrici Maria
ed Assunta Tagliaferri in Coglio il pagamento di
316,10 fr. con interessi espese. Le debitrici avendo
ritirata l' opposizione interposta, il creditore domandava
la prosecuzione dell'esecuzione. L'ufficiale di esecuzione
di Vallemaggia, recatosi al domicilio delle debitrici ed
avendo esse dichiarato di non possedere
bene qualsiasi
perche con istromento vitalizio 25 aprile 1913 avevano
ceduto ogni
101'0 sostanza a certo Salucci Augusto, invece
di procedere al pignoramento, stendeva 1'11 luglio 1914
verbale di
questa dichiarazione e rilasciava al creditore
atto di pignoramento infruttuoso quale certificato di ca-
renza di beni a sensi dell'art. 115
LEF.
B. -Contro questo provvedimento il creditore si ag-
gravava presso l' Autoritä cantonale di vigilanza doman-
dando:
a) che detto atto di carenza di beni fosse annullato ;
Entscheidungen der Schuldbetrelbungs-
b) ehe all'ufficio di Vallemaggia venisse ingiunto di
procedere al pignoramento dei beni esistenti presso
le
debitrici.
II ricorrellte faceva capo, a sostegllo delle sue COll-
clusioni, ad una dichiarazione 26 luglio 1914 deHa Muni-
dpalita di Coglio, dalla quale si desume ehe dette sgrelle
Tagliafcrri sono iseritte nelle tabelle di imposta eallto-
nale e eomunale di Coglio per
una sostal1za stabile di
,1200 Ir. e per mobili e semoventi di 210 fr : che tuttavia
risulterebbe da atto di vitalizio 25 aprile 1913 avere le
debitriei ceduto le
101'0 proprieta, meno il bestiame, a
detto Salucci, il quale abitcrebbe neHa casa delle debitrici
accudelldo con esse ai lavori agricoli e di pastorizia.
COll decisiol1e 22 settembre 1914 l'autorita cantonale
di vigilallza respinse il ricorso. A suo modo di vedere i
beni, di cui
il creditore domanda il pignoramellto, ap-
paiollo
( apriori illuegabile proprieta di terzi I e non delle
debitriei. Non esserc quindi possibile
il pignorarli : al cre-
ditore istante, ehe crede avere delle ragioni per impugnare
l'istromento di vitalizio, non restar dunque altra via se
non quella di domandarne l'annullamellto con quell'azione
giudiziaria ehe meglio trovi deI caso (l'azione rivocato-
ria,
co me crede l'Ufficio di esecuzioni).
C. -Donde il rieorso deI creditore Delnotaro al Tri-
bunale federale. Esso invoca davanti a questo giudice in
sostallza
i motivi addotti presso l' Autorita cantonale dai
quali esso deduce
Ie stesse conclusioni :
Considerando in diritto:
Le Autorita di vigilanza non so no competenti a deci-
dere se
i beni, di eui il creditore chiede il pignoramento.
non siano di proprieta delle debitriei. A stregua degli
art.
106-109 LEF Ia decisione di questa questione com-
pete al giudice, non all'ufficio od alle Autorita di vigi-
lanza. Il proeedimento poi dell'art.
106 e seg. suppone
necessariamente
il pignoramento degli oggetti contestati.
L'uffieio
dovrä. dunque anzitutto eseguire il pignoramellto
i
-I
i
I
und Konkurskammer. N° 4.
e dovra poi procedere a norma dell'art. 106 0 delI'art. 109,
seeondo ehe a suo modo di vedere gli oggetti staggiti si
trovano in possesso (detenzione) delle debitriei 0 in quello
del terzo. Nel primo easo,
rart. 107 dispone ehe la parte di
attore nella causa sulla pretesa deI terzo incombe a
quest'ultimo. non al creditore istante : questi
avra dunque
Ia
parte di eonvenuto e di questa posizione phI favorevüle
che Ia legge gli eoncede il creditore non
pub vepir frustrato,
come succederebbe se non gli si
accordasseche il solo
diritto di agire giudizialmente di propria iniziativa per
mezzo dell'azione rivocatoria. Ma anche ove il terzo
rivendicante fosse detentore degli oggetti pignorati e
qUilldi il rieorrente dovesse farsi attore nella contesta-
zione (art.
109 LEF), quest'ultimo avrebbe nondimeno
evidente interesse a ehe
si proceda regolarmente a norma
degli art.
106-109. Infatti, a prescindere da altri motivl
l'azione rivocatoria non e se non azione persom le (vedi
art. 285 e
291 LEF), meutre quella deU'art. 109 verte
sulle
eose stesse pignorate e sui diritti acquisiti coll'ese-
guito pignoramento; -
pronuneia:
I1 ricorso e ammesso e, annullato l'atto di carenza di
beni
11 luglio 1914, viene ingiunto all'Ufficio di Valle-
maggia di procedere al pignoramento e poi al procedi-
mento previsto dagli art.
106-109 LEF.