144 C. Entscheidungen der Schuldbetreibungs-
egen ben am 3. 'tleaember 1904 ergangenen ntfcgeib ber
obern uffic9t 6enörbe tid)tet fic9 ber nunmenrige, bem lBunbe
gertd)te fnnert S'rift eingereic9te lJMUtß lnüeggß, roorin berfer6e
fein lBefc9roerbebegenten erneuert.
'tlie 6d)ulbbetreibungß unb JronfUtßfamllter 3ieljt
in rroägung:
S'ür bie lBeurtei(ung ber lJodtegenoen :Refurßfltcge tft Vräjubi.
aiell ber lBunbeßgeric9tßentfcgeib 1. 6. 3iegfer lJom 7. ebruar
1903 ( mtr. 3amm(ung, 6ej)ltt"lttaußgabe, lBb. VI, Nr. 1 ).
'tlurc9 benferben rom:be erfannt, blt eine lBetreibungßljanblung,
roe1cge ein Sllmt entgegen Sllrt. 56 3iff. 2 an einem 60nntage
bearo. ftaatIid) anerfanttteu eiertag borgenommen at, nic9t
fc9red)tnin ungü(ttg unb beßna1b jeberaelt anfed)tbnr fei, ionbern
b t fie roenn nid)t innert gefetlrtc9er S'tift augefoc9ten, in :Rec9t
haft erltlad)fe. 'tliefer t'Unbfa nlU auc9 für bie 3iff. 3 beß
Sllrt. 56 gelten, b. . für ben all, ltlO man e mit ber mor
naljme einer lBetrei6uug anblung wänrenb ben lBetreibungßferien
au tun at. 'tlenn bie bem ntfc9eibe 3legIer au runbe liegenben
ntlägungen (-auf bie ljier febiglic9 lJerwiefen roerhett fann -)
treffen in entfprecgenber eife aud) auf ben 3urent erroännten
%aU au.
S)ienad) ljätte allO ber ljeutige :lMurrent gegen bfe tn rltge
ftenenbe 3ufteUung beß B tl)fungnbefe , mag fie nun a ß eine
(tn einem 60nntage, ober a eine 'roäljrenb ben lBetreibung ferien
!Jorgenommene lBetreibungßljanblung ger enwibrig fein, innett ber
acl)ntägigen riit lBefd)'rocrbe füt)ren foUen. IDCnngcl beffcn tft
ber frngHcge 3uftcUungnaft für inn unanrec9tbar geworben. ine
llf
e
c9
tuI1
9 benfelben ift fobanll,unb 3'roar ebenfClU 'roegen mer
fpätung, auc9 tnforoeit aungefd)(offen, al lnefumnt bcl)C1uptet,
oie 3ufteUung fei nid)t an eine er'rond)fenc S.ßerfon (Sllrt. 64)
erfolgt unb baß Iiiu6igerboVj)el )om Bufteflungßbenmtell ntc9t
(tn ba mt 3urücfgefanbt 'rooroen. ,ob iiberljaunt entem Ull1
ftan" für tl)n einen lBefc9werbegrunb abgeben fönnte, brauc9t nic9t
ge'Ptilft au 'roerben.
ai3 bie übrigen etteibungßnfte unb fpeaiell bie IDCitteHung
be met tlertungi3begenrenß anbetrifft, 10 roerben biefetben nic9t
alß folcge, fonbern lebigIic9 'roegen ber bem 3nl)lung0befel)l an
Ges.-Ausg., XXIX, I, Nr. 12, S. 67 ff. (Anm. d. Red. f. Pahl.)
uud KonkUl"skammer. N' 22.
ltftenben efe 'rotbrigfcit angefod)ten. 6fe ftnb alfo, lobalb her
Bal)lung0befel)1 aufrec9t au bleiben at, ebenfaUß alß güffig an.
3ufenen. Übrigenß 'roäre aud) oeaügHc9 ber Sllnfec9tun9 ber IDCit
teilung beß merwertltngnbeget)ren , wefd)e am 30. 3entember
trfolgt 'roar, bie erft am 20. Dft06er eingereid)te lBefc9'roerbe !Jer.
f:pätet ge'roef en.
'tlemnac9 t)at bie 6c9ulbbetretbung unb Jronfurßfammer
ertannt:
er 1Refurß wirb nbge'roief en.
22. Sentenza del 24 gennaio 1905 nella causa Sottooasa.
Massa concursuale, art. 197, 198,232 N' 40 LEF; i beni appar-
tenenti a terzi, dati in pegno per garantire un debito deI fallito,
non fanno parte della massa. Inapplicabilita dell'art. 142, ult.
a1., LEF, se Ia massa ammette 1a rivendicazione e se questa e
contestata da un terzo.
Oerta Rosalia Guarneri dava in pegno aBiagio Rossi una
eartella nominativa di rendita italiana, di un valore nominale
di fr.
5000. Il Rossi, debitore deI Sottoeasa, rimetteva a
quest'ultimo
il pegno, in garanzia della somma dovutagli. Oa-
duto il Rossi in fallimento, il Sottoeasa eonsegnava Ia ear-
tella all'amministrazione deI fallimento, domandando ehe fosse
rieonoseiuto
il suo eredito ed il suo diritto di pegno. La
prima
di queste eonelusioni fu ammessa, la seeonda respinta
ed il eredito eolloeato in quinta classe.
Dal canto
suo la signora Guarneri rivendieava Ia proprietä.
,della eartella eonsegnata dal Sottoeasa, diehiarando di am-
mettere in favore di quest'ultimo
un diritto di pegno su due
annualita di interesse, sole pignorabili, a termini della legge
italiana.
Questa rivendieazione veniva ammessa dall'ufficio ehe ne
dava eomunieazione al ricorrente, fissandogli
un termine di
dieei giorni,
per agire giudizialmente contro la rivendicante.
00S1 provocato, il Sottoeasa rieorreva alle Autorita di sor-
XXXI, L -1905 :lO
C. Entscheidungen der Schuldbetreibungs-
veglianza, domandando ehe fosse annullato l'invito dell'uffici(
ad agire giudizialmente ed obbligato quest'ultimo arestituire
Ia eartella rimessagli.
-Respinto da ambedue le istanze cantonali, sporgeva re-
clamo al Tribunale federale, riprendendo le stesse eonclu-
sioni e domandando l'annullazione delle decisioni delle Anto-
ritä. cantonali di vigilanza.
In diritto:
- Come risulta dai disposti degli art. 197, 198 e 232,
n
4 LEF e eome il Tribnnale federale ebbe gia ripetuta-
,
mente a diehiarare, Ia Massa eoneursuale non eomprende ehe
i beni deI fallito, ed e unieamente questi beni ehe l'ammini-
strazione deI
fllllimento e inearieata di liquidare, per distri-
buire
il prezzo fra i ereditori nelIa misura dei Ioro diritti.
I beni appartenenti a terzi, anehe se dati
in pegno per
garantire l'eseeuzione di nn debito deI fallito, non fanno parte
della massa e non possono qnindi essere liquidati dall'ammi-
nistrazione.
(Ved. Ia sentenza deI Trib. fed. 31 dieembre 1898
e
22 dieembre 1903, pubblieata nel vol. I, pag. 338 e VI"
pag. 331 .)
Nel fattispecie, tntte le parti sono d'aeeordo per ammet-
tere ehe Ia eartella rivendieata dalla signora Guarneri e sulla.
quale il Sottoeasa pretnnde di avere un diritto di pegno, non
apparteneva al fallito. E quindi per errore ehe venne eonse-
gnata all'amministrazione della Massa e ehe questa ne
ha
preso possesso. Cio eonstatato, non rimaneva ehe a eorreg-
gere
1'er1'o1'e, ripristinando 10 stato quo ante, vale a dire re-
stituendo Ia eartella a Sottoeasa ehe l'ha consegnata, e la-
seiando agli interessati, ossia a Sottoeasa ed aHa signora
Guarneri,
Ia eura di liquidare 0 di far liquidare dal giudiee
eompetente
Ia vertenza ehe esiste fra di loro ed aHa qsale
Ia Massa e e deve rimanere estranea.
2. Potrebbesi ehiedere se, dal momento ehe Sottocasa e
Ia Massa sono d'aeeordo per ammettere ehe Ia eartella ap-
partiene
aHa signora Guarneri, e ehe il diritto di pegno pre-
Ed. gen. XXIV, :I, No :l49, p3g. 7M e seg. - Ed. gen. xXIX,
i, 1' 0 129, pag . 6G5. (Anm. d. Red. j. Pubi.)
und Konkurskammer. No 22.
teso dal Sottoeasa non e stato rieonoseiuto nella graduatoria,
divenuta ora definitiva, non sia
il easodi considerare Ia eon-
troversia eome liquidata e quindi di restituire Ia eartella aHa
proprietaria.
Un simile modo di agire non sarebbe pero giustifieato.
La Massa
non aveva qualita per rieonoscere 0 per consta-
tare l'esistenza
di un diritto di pegno, ha semplieemente ri-
nllnciato a far valere questo
suo diritto nei rapporti colla
Massa. La sua situazione,
di fronte aHa signora Guarneri, ri-
mane quindi intatta, ed
e percio in suo arbitrio di far valere
in
di lei confronto il pegno ehe pretende di avere, senza ehe
Ia stessa possa opporgli Ia cireostanza dell'aeeettazione delIa
graduatoria.
3.
TI provvedimento dell'ufficio tendente ad obbligare il
Sottoeasa ad aprire azione eontro Ia signora Guarneri, entro
il termine di 10 giorni, e manifestamente infondato. L'art. 242,
ult. al. LEF, non e applicabile se non quando si e di fronte ad
una rivendieazione contestata dalla Massa. In tal easo,
rua
solo in tal easo, l'ufficio fissa alIa parte, di eui si eontesta il
diritto, un termine di 10 giorni per agire in giudizio. Ma
se Ia Massa ammette la rivendieazione, eome e nel easo at-
tuaIe, e se quest'ultima viene contestata
da un terzo, Ia ver-
tenza ehe ne risulta non eoneerne l'amministrazione deI falli-
mento, e quest'uItOOa non ha quindi nessun motivo per 00-
misehiarsene.
La rivendicazione Guarneri
non edel reslo eontestata, nel
easo concreto, neppure da Sottocasa. Questi non fa ehe pre-
tendere sulla eartella rivendieata, e sulla quale egli rieonosee Ia
proprieta della rivendieante, ehe un sempliee diritto di pegno.
Per questi motivi,
Ia Camera Eseeuzioni e Fallimenti
pronuncia:
TI ricorso Sottocasa a ammesso ed annullato quindi il prov-
vedimento dell'uffieio
di Eseeuzione, nel senso ehe questo e
invitato arestituire a Sottoeasa Ia cartella in qllestione, sotto
riserva dei diritti della signora Guarneri.