Raccomandata
Incarto n. 35.2004.7
rs/fe
Lugano 21 ottobre 2004
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella Sartoris, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 29 gennaio 2004 di
RI 1 rappr. da: RA 1
contro
la decisione del 29 ottobre 2003 emanata da
CO 1 rappr. da: RA 2
in materia di assicurazione contro gli infortuni
ritenuto, in fatto
1.1. Il 16 luglio 2001, RI 1 - alle dipendenze del __________ quale inserviente presso l'__________ (__________) di __________ al 50% e, perciò, assicurata d'obbligo contro gli infortuni presso la CO 1 - mentre si trovava in sella al suo scooter è rimasta coinvolta in un incidente della circolazione stradale, riportando una contusione lombare su vecchie fratture L2-L5, la frattura del polso sinistro e un trauma contusivo al polso destro (cfr. doc. Z-1; ZM-1; ZM-2).
L'artro-RM al polso destro, effettuata il 13 novembre 2001, ha pure evidenziato una frattura occulta del terzo mediano del corpo scafoideo (cfr.doc. ZM-8).
E' utile sottolineare che l'assicurata, al momento del sinistro, percepiva già una rendita AI (a far tempo dal 1° maggio 1999) in misura del 50%, determinata da sindrome panvertebrale cronica e recidivante su turbe statiche e alterazioni degenerative, artrosi tibio-talare e sub-talare bilaterale con anchilosi funzionale in stato dopo frattura a sinistra trattata con osteosintesi in età giovanile, poliartrosi delle dita, epicondilopatia mediale a destra (cfr. doc. ZM-12; I)
Il caso è stato assunto dalla CO 1, la quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni di legge.
1.2. Con decisione formale del 27 giugno 2003 l'assicuratore LAINF - sentito il parere del suo medico di fiducia - ha negato il proprio obbligo a prestazioni a far tempo dall'11 giugno 2003, corrispondente al giorno della chiusura del caso (cfr. doc. Z-39), difettando, da tale data, una relazione di causalità naturale fra l'infortunio del luglio 2001 e i disturbi ancora accusati dall'assicurata (cfr. doc. Z-42).
A seguito dell'opposizione interposta dallo Studio legale RA 1 per conto dell'assicurata (cfr. doc. Z-45), la CO 1, il 29 ottobre 2003, ha ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. A).
1.3. Con tempestivo ricorso del 29 gennaio 2004, l'assicurata, sempre patrocinata dallo Studio legale RA 1, ha chiesto che sia riconosciuta invalida al 100% e che l'Istituto assicuratore convenuto venga condannato a versarle una rendita conseguente all'infortunio del 16 luglio 2001. Inoltre essa ha postulato la concessione dell'assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio (cfr. doc. I).
A sostegno delle proprie pretese ricorsuali l'assicurata ha rilevato:
" (…)
Prove: Doc. B: copia della decisione 27.06.03 della CO 1.
decisione di chiusura del caso e cioè la mancanza del nesso
causale tra lo stato di salute attuale della signora RI 1 e
l'infortunio assicurato presso CO 1.
I fatti sono i seguenti: il 16 luglio 2001, a seguito di un incidente automobilistico, la signora RI 1 ha riportato una frattura radio sinistra, un trauma contusivo lombare su vecchie fratture ed un trauma contusivo al polso destro.
La signora RI 1 svolgeva l'attività quale ausiliaria di pulizia all'Ospedale __________ di __________ nella misura del 50%, mentre per il restante 50% percepiva una mezza rendita AI. Essa è determinata da una sindrome panvertebrale cronica e recidivante su turbe statiche e alterazioni degenerative, artrosi tibio-talare sub-talare bilaterale con anchilosi funzionale in stato dopo frattura a sinistra trattata con osteosintesi in età giovanile, poliartrosi delle dita, epicondilopatia mediale a destra (diagnosi poste dal dr. med. __________, __________ presso il quale la signora RI 1 è in cura specialistica dal 2000).
Dal giorno dell'infortunio che ci occupa e fino ad oggi, la signora RI 1 non ha più ripreso in maniera regolare la propria occupazione di ausiliaria di pulizia al 50%, benchè abbia sempre dimostrato la volontà di proseguire tale attività.
Prove: rich. incarto dalla CO 1.
Prove: Doc. A: Copia della decisione su opposizione
29.10.2003 della CO 1.
Doc. B: Decisione 27.06.2003 della CO 1.
Doc. C: Opposizione 03.07.2003 della signora
RI 1.
Nella querelata decisione si ritiene che la signora RI 1, a partire dal 12 maggio 2003, essendo raggiunto lo status quo sine, non avesse più diritto ad alcuna prestazione ai sensi della LAINF. Infatti secondo il medico perito della __________ dr. med. __________, che ha effettuato una perizia medica in data 2 giugno 2003, si riteneva che non fosse più dato il nesso causale naturale tra i dolori presentati dall'assicurata e l'incidente del 16.07.01.
Ora, il fatto che la signora RI 1 continui tutt'oggi a lamentare dei dolori a seguito dell'infortunio subito nel 2001 e che la stessa, proprio a causa di tali dolori, non ha potuto riprendere il lavoro in forma regolare già porta a validare l'esistenza di un motivo che può portare all'erogazione da parte di CO 1 di una rendita di invalidità.
Le conclusioni del perito della CO 1 dr. __________ non possono essere condivise, poiché egli fa ricadere la responsabilità delle diagnosi attuali ad un infortunio precedente, non assicurato presso CO 1. In sostanza il dr. __________ sostiene che lo stato di salute attuale della signora RI 1 sia da ricondurre unicamente a questo precedente infortunio del 1995 o a malattie degenerative, ma non all'infortunio assicurato presso CO 1, avvenuto pertanto in data posteriore.
II rapporto del dr. __________ è comunque contraddittorio, poiché se da una parte egli appoggia fermamente una richiesta di prestazioni complete dell'assicurazione invalidità, non si capisce come egli possa dichiarare che la signora RI 1 sia "guarita senza particolarità".
Inoltre la signora è stata visitata da altri medici specialisti che hanno espresso pareri diversi da quello del perito e che sostengono la responsabilità della CO 1 per le conseguenze dell'infortunio. Infatti il dr. __________, specialista FMH in chirurgia della mano, nel suo rapporto di visita del 10. 12.2001 scrive: "La signora ha ben capito il problema dei due polsi e il problema assicurativo. L'assicurazione CO 1 sarà responsabile per tutta la vita delle conseguenze di questo incidente".
Prove: Doc. D: Lettera 10.12.01 del dott. med. __________.
In questo senso anche, recentemente, il dr. __________ : "Con tutte queste patologie e sintomatologie la paziente è da considerare invalida per il proprio lavoro":
Prove: Doc. F: Certificato medico 26 gennaio 2004 rilasciato dal
dr. __________;
Prove: perizia medica.
La signora RI 1 che attualmente è già al beneficio di una rendita di invalidità al 50 % dell'AI ha chiesto nel mese di aprile 2003 l'erogazione di una rendita AI intera al 100%, ma la procedura per l'ottenimento di tale rendita è ancora in corso.
Alla signora RI 1 deve inoltre essere concesso il gratuito patrocinio, ritenuto come la prolungata incapacità lavorativa e la relativa decurtazione del salario al 50% ed inoltre il fatto che la signora sia già al beneficio di una rendita al 50% dell'AI, rendono eccessivamente onerosa per lei l'assunzione dei costi legati al patrocinio legale.
Per la procedura di opposizione CO 1 si è assunta una parte delle spese del patrocinio legale.
Nella misura in cui non emergessero dall'incarto sufficienti elementi probatori atti a suffragare tali argomenti, resto a disposizione per evadere eventuali richieste di complementi peritali.
La ricorrente non è in grado di sopperire alle spese di causa e chiede pertanto che le venga riconosciuto il beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio ritenuto il fumus boni iuris del presente atto ricorsuale.
Prove Doc. E: (formulario per l'ammissione all'assistenza
giudiziaria ed al gratuito patrocinio)." (Doc. I)
1.4. La CO 1, nella risposta di causa, ha postulato un'integrale reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
Relativamente alla domanda volta all'ottenimento del gratuito patrocinio, l'assicuratore LAINF si è rimesso al giudizio di questa Corte, facendo tuttavia riferimento all'esiguità delle probabilità di buon esito del ricorso (cfr. doc. III, p.to f).
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto della presente vertenza è la questione di sapere se la CO 1 era o meno legittimata a dichiarare estinto il diritto alle prestazioni, in relazione ai disturbi fisici accusati dall'assicurata, a decorrere dall'11 giugno 2003.
Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000.
Con la stessa sono state modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF.
Dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio le norme di diritto materiale in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b; STFA del 10 settembre 2003 nella causa Cassa pensioni X. c/ C., B 28/01; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01).
Inoltre, il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione amministrativa contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV nr. 3; DTF 121 V 366 consid. 1b; qui: il 29 ottobre 2003).
Di conseguenza, nel caso in esame, visto che oggetto della lite è il diritto a prestazioni a far tempo dall'11 giugno 2003, tornano applicabili le disposizioni di diritto materiale della LPGA, in vigore dal 1° gennaio 2003.
2.3. Giusta l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.
Il diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.
Parimenti, il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato: nemmeno persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).
Se, al momento dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità lucrativa, viene corrisposta una rendita d'invalidità o un'indennità unica in capitale: l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle prestazioni sanitarie.
D'altro canto, nella misura in cui l'assicurato è portatore di una menomazione importante e durevole all'integrità fisica o mentale, egli ha diritto ad un'indennità per menomazione all'integrità giusta gli artt. 24s. LAINF.
2.4. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è, tuttavia, l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).
Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.
È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).
Ne discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).
L'assicuratore contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:
quando lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);
quando lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche senza l'infortunio (status quo sine)
(cfr. RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).
Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati).
2.5. Occorre inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.
Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).
Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).
La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).
2.6. L'assicurata, il 16 luglio 2001, è rimasta vittima di un incidente della circolazione. Mentre si trovava in sella al proprio scooter, essa è stata investita da un'autovettura e, conseguentemente, è caduta sull'asfalto (cfr. doc. ZA-1; Z-1).
La ricorrente è stata immediatamente trasportata al Pronto Soccorso dell'Ospedale __________ di __________, dove i sanitari hanno riscontrato la frattura del polso sinistro, un trauma contusivo del polso destro, una contusione lombare su vecchie fratture L2-L5. La radiografia della colonna vertebrale non ha messo in luce evidenti lesioni correlabili al trauma del luglio 2001 (cfr. doc. ZM-1; ZM-2).
Il 20 settembre 2001 è stata eseguita una radiografia dei polsi, da cui sono risultati degli esiti di frattura sostanzialmente ben consolidate, osteopenia diffusa, non calcificazioni delle parti molli peri-articolari (cfr. doc. ZM-11).
L'artro-RM del polso destro del 13 novembre 2001 ha poi evidenziato, in particolare, anche esiti di frattura occulta del terzo medio del corpo scafoideo, e meglio:
" (…)
Si apprezza una notevole alterazione di segnale che interessa tutto lo scafoide carpale per sofferenza vascolare dell'osso in esiti di frattura occulta del terzo medio del corpo scafoideo.
La frattura è oggi appena visibile ed appare sostanzialmente consolidata. Non si evidenziano focolai di necrosi ischemica in atto.
Lieve rotazione in DISI del semilunare con significativo ispessimento dell'apparato capsulolegamentoso dorsale del carpo evidente anche a livello del legamento collaterale radiale presso l'inserzione al tubercolo-scafoideo.
Il legamento triangolare presenta una minuta discontinuità presso l'inserzione radiale che giustifica la diffusione del contrasto dall'articolazione radio-carpica alla radio-ulnare.
Non si apprezza tendenza alla sublussazione dorsale del "caput ulnare" rispetto al radio..
Non evidenti alterazioni dei tendini flessori ed estensori delle dita o della mano." (ZM-8)
Il 23 novembre 2001 è stata effettuata pure un'artro-RM al polso sinistro, da cui è emerso:
" (…)
Frattura del radio distale consolidata.
Non consolidazione del processo stiloideo ulnare.
Rottura legamento scafo-lunare e sospetto di rottura parziale legamento lunotriquetrale.
Formazione cistica nell'osso lunare e edema osseo nel lunato e nell'ulna distale. Lesione completa del complesso triangolare fibrocartilagineo e sospetto di corpo libero nell'articolazione ulno-carpale possibilmente proveniente dal triquetro." (Doc. ZM-9)
Il Dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia, che ha visitato l'assicurata nel mese di settembre 2001 su indicazione del suo medico curante, Dr. med. __________, FMH medicina generale (cfr. doc. ZM-6), ha predisposto un controllo da parte del Dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia della mano, per il 10 dicembre 2001. Il Dr. med. __________ ha rilevato:
" (…)
I problemi sono legati ad entrambi i polsi.
A destra ha avuto un trauma distorsivo con frattura almeno endossea dell'osso navicolare carpale ben visibile sulla risonanza magnetica e visibile pure sulle radiografie fatte da me oggi dove si nota la ricostruzione del massiccio centrale dell'osso navicolare carpale destro.
Al polso a sinistra vi è stata la frattura del radio e lo strappo ossale del processo stiloide dell'ulna. Vi è una instabilità della radio-ulnare distale circa ½ cm in posizione neutra.
Questo movimento di traslazione provoca un fastidio e forse anche un dolore.
A 5 mesi dall'incidente trovo giusto riprendere l'attività lavorativa al 50% che per lei, beneficiante già del 50% di invalidità, sarebbe la ripresa normale.
A destra i problemi (n.d.r.: dovrebbero) risolversi piano piano. A sinistra i disturbi potrebbero regredire o peggiorare. Se peggiorassero si dovrebbe discutere la possibilità chirurgica di refissazione del processo stiloide dell'ulna. La signora ha ben capito il problema dei due polsi e anche il problema assicurativo. L'assicurazione CO 1 sarà responsabile per tutta la vita delle conseguenze di questo incidente.
Abbiamo concordato la ripresa dell'attività lavorativa al 17 dicembre 2001." (Doc. ZM-10)
Il 5 marzo 2002 il Dr. med. __________, specialista in chirurgia, esperto in medicina infortunistica, su incarico della CO 1, ha esaminato l'insorgente. Dal relativo rapporto si evince:
" (…)
DISTURBI SOGGETTIVI:
riferisce dolori sotto carico e lieve impedimento funzionale con entrambe i polsi.
STATO GENERALE:
paziente pressoché 54.enne, in buone condizioni generali, ben collaborante.
Ulteriormente mi racconta come patì la frattura al polso sinistro svariati anni orsono dopo la quale ha incontrato degli impedimenti; in effetti le radiografie del 19.12.1995 evidenziano la pseudo-artrosi dello stiloide ulnare.
CONCLUSIONE:
esiti di infortunio in data 16 luglio 2001 a seguito del quale la paziente ha subito
● trauma contusivo al polso destro con frattura pariale dell'osso navicolare nel frattempo consolidata con lesione parziale del legamento scafo-lunato e del legamento triangolare. Permangono lieve limitazione funzionale e lievi dolori al sovraccarico;
● trauma contusivo al polso sinistro con frattura del radio distale consolidata, rottura del legamento scafo-lunare e parziale dell'ulno triquetrale con lesione della fibro cartilagine triangolare in presenza di pseudo-artrosi del processo stiloideo dell'ulna di vecchissima data già rappresentata sui radiogrammi del 1995. Permangono lievi algie, in presenza per altro di Heberden e Bouchard su entrambe le dita;
● contusione lombare in stato dopo vecchia frattura L2, L5 in assenza di sintomatologia specifica derivante dai postumi infortunistici.
CASUALITÀ:
ad eccezione della lesione dello stiloide ulnare riconducibili ai postumi infortunistici del 1995, le restanti lesioni al polso destro e a quello sinistro sono da ricondurre all'infortunio che ci occupa.
PROCEDERE:
allo stato attuale, dal profilo terapeutico, si resta in passiva attesa delle evenienze.
Nel frattempo la signora ha ripreso l'attività lavorativa.
CAPACITÀ LAVORATIVA:
nel frattempo la paziente ha ripreso la propria attività lavorativa in misura completa (50% nell'ambito della rendita AI), a partire dal 17.12.2001." (Doc. ZM-12)
L'esame elettroneurografico/elettromiografico degli arti superiori del 29 aprile 2002, richiesto dal Dr. med. __________, ha messo in luce una sindrome del tunnel carpale a destra di entità lieve, solo incipiente a sinistra (cfr. doc. ZM-13).
Il 13 maggio 2002 il Dr. med. __________ ha nuovamente visitato l'assicurata:
" (…) ha sviluppato una tendinite de Quervain e una modica irritazione del nervo mediano nel canale del carpo. Gli esami fatti dal Dr. __________ evidenziano come il nervo mediano sia modicamente compresso.
In questa situazione la terapia rimane comunque conservativa con il porto di un tutore nel periodo di riposo notturno ed una intensa crioterapia. Si potrebbero discutere delle infiltrazioni di corticosteroide cristallino.
La paziente ha comunque molti altri disturbi legati a cervico-brachialgie e ad altre patologie che non ho indagato più profondamente e desidererebbe delle terapie alternative come omeopatia, eventualmente chiroprazia o, almeno una volta nella vita come dice lei, andare a __________ come vanno tutti.
Dal profilo chirurgico, ripetendomi, non vi è una necessità, almeno per il momento. Ho proposto delle infiltrazioni di corticosteroide cristallino che la signora rifiuta." (doc. ZM-14)
La ricorrente, dal 6 ottobre al 1° novembre 2002, è rimasta degente presso la Clinica __________ di __________ per migliorare, tramite la riabilitazione e la fisioterapia fisiatrica, la qualità della vita, le capacità funzionali domestiche, aumentare il raggio d'azione al di fuori delle mura domestiche, reintegrare le capacità professionali e migliorare il contesto psico-sociale.
Al momento della dimissione, i medici che hanno seguito l'assicurata hanno rilevato un leggero miglioramento della mobilità, della forza e della resistenza muscolare e hanno avuto l'impressione che la ricorrente avesse la forza per usare i polsi nell'ambito di un lavoro manuale (cfr. doc. ZM-21).
Il Dr. med. __________ ha ancora periziato l'assicurata il 6 maggio 2003 e ha predisposto la radiografia dei due polsi.
Egli, nel suo rapporto del 2 giugno 2003, ha così valutato il caso della ricorrente:
" (…)
Da menzionare ulteriormente esiti di frattura del polso sinistro molti anni orsono, non a carico CO 1, con guarigione dello stiloide ulnare in pseudo-artrosi. Nel 1995 intervento per ganglioma dorsale al polso sinistro.
DISTURBI SOGGETTIVI:
la paziente riferisce dolori panvertebrali, dolori in sede epicondilo omero ulnare, dolori in sede epicondilo omero radiale a destra, dolori su entrambe le spalle con limitazione funzionali.
Dolori ad entrambe le anche e ad entrambe le ginocchia nonché difficoltà alla deambulazione e dolori su entrambe le caviglie.
La visita attuale avviene per derimere causalità tra l'infortunio che interessa la CO 1 del 16.07.2001 e la complessa sintomatologia che affligge la paziente.
STATO LOCALE:
Polsi:
a destra, non dolori particolari alla palpazione.
A sinistra, lievi dolori in sede stiloideo ulnare, lievemente più ingrossato rispetto destra, non segni per sublussazione radio ulnare distale né a destra né a sinistra.
Circolazione arteriosa e venosa senza particolarità.
Chiusura del pugno completa bilateralmente.
Riflessi bicipitale, tricipitale e radiale presente.
Non turbe del trofismo muscolare.
Noduli di Heberden e Bouchard su entrambe le mani di entità da lieve a media con iniziali deviazioni verso radiale della interfalangea distale dell'indice sinistro e iniziale distruzione della interfalangea prossimale con ingrossamento delle stesse di entrambi le mani.
Funzioni
flessione dorsale, flessione palmare destra: 65-0-75; sinistra: 65-0-40;
deviazione radio-ulnare destra: 25-0-35; sinistra: 30-0-25;
pro-supinazione destra: 90-0-90; sinistra: 90-0-90.
(…)
radiografia polso destro, 6.5.2003: navicolare con piccole cisti di
riassorbimento; lieve artrosi
radio-navicolare e radio-
pisiforme. Fratture
consolidate;
radiografia polso sinistro, 6.5.2003: pseudoartrosi a livello stiloide
ulnare di vecchia data (non di
pertinenza CO 1), conflitto
radio-ulnare distale, lieve
artrosi radio-navicolare.
CONCLUSIONE:
esiti di infortunio in data 16 luglio 2001 a seguito del quale la paziente ha subito:
• trauma contusivo al polso destro con frattura parziale
dell'osso navicolare e dello stiloide radiale con lesione parziale del legamento scafo-lunato e del legamento triangolare guarito senza particolarità. Riscontro di una sindrome del tunnel carpale di entità lieve;
• esiti di un trauma contusivo al polso sinistro con frattura del radio distale consolidata;
• esiti di vecchio infortunio non riguardante CO 1
assicurazioni con lesione del legamento scafo-lunare e parziale dell'ulno triquatrale con lesione della cartilagine fibro triangolare in presenza di pseudo-artrosi del processo stiloideo dell'ulna.
La frattura del radio distale riguardante questo infortunio è guarita in modo normale;
• artrosi con noduli di Heberden e Bouchard su entrambe le mani;
• esiti di contusione lombare in stato dopo vecchia frattura L2, LS in assenza di sintomatologia specifica derivante dai postumi infortunistici del 16.07.2001.
Quali diagnosi collaterali si annoverano:
• esiti dopo frattura di entrambe le caviglie con artrodesi tibio-talare destra e grave artrosi talo-calcaneare destra;
• grave artrosi tibio-tarsica sinistra e parziale talo-calcaneare sinistra su esiti di frattura del pilon tibiale e fibulare;
• artrosi prevalente al ginocchio sinistro su genua vara, • periartropatia omero-scapolare bilaterale;
• sindrome depressiva; • ipercolesterolemia;
CAUSALITÀ:
l'infortunio ha cagionato una lesione parziale del legamento scafo-lunato e triangolare al polso destro e una frattura parziale dell'osso navicolare destro guarite senza particolarità.
Inoltre, una frattura del radio-distale del polso sinistro guarita senza particolarità.
Le restanti diagnosi riguardano postumi di vecchio infortunio non assicurato presso CO 1." (Doc. ZM-22)
Con l'atto ricorsuale l'assicurata ha trasmesso un certificato medico del 26 gennaio 2004 del Dr. med. __________ del seguente tenore:
" (…) la sunnominata è in mia cura per esiti di:
Trauma distorsivo con frattura endossea all'osso navicolare carpale di destra
Esiti di frattura distale del radio sinistro con strappo osseo del processo stiloideo dell'ulna
Instabilità dell'articolazione radio-ulnare distale
Sindrome del tunnel carpale a destra
Anchilosi e equinismo dell'articolazione tibio-tarsica e sottoastragale destra
Grave artrosi dell'articolazione tibio-tarsica sinistra con equinismo latente
sindrome delle faccette su alterazioni degenerative della colonna lombare
Sindrome miofasciale e insufficienza lombare
Stato dopo frattura del corpo vertebrale L4
Cervico-brachialgia aspecifiche con alterazioni degenerative
Dorsalgie aspecifiche con alterazioni degenerative
Depressione marcata
Con tutte queste patologie e sintomatologie la paziente è da considerare invalida per il proprio lavoro." (Doc. F)
Secondo la costante giurisprudenza del TFA, l'autorità giudicante deve limitare l'esame del caso alla situazione effettiva che si presenta all'epoca in cui è stata resa la decisione impugnata (fra le tante: DTF 130 V 138; Pratique VSI 2003 pag. 282; STFA del 3 dicembre 2001 nella causa R., I 490/00; STFA del 9 ottobre 2001 nella causa C., U 213/01; STFA del 12 aprile 2001 nella causa M., I 561/00; STFA del 22 febbraio 2001 nella causa J., I 30/99; DLA 2000 pag. 74; DTF 121 V 102; STFA del 6 dicembre 1991 in re C., pag. 5, non pubblicata; RCC 1989 pag. 123 consid. 3b; DTF 116 V 248 consid. 1a; DTF 112 V 93 consid. 3; DTF 109 V 179 consid. 1; DTF107 V 5 consid. 4a; DTF 105 V 141 consid. 1b), ritenuto che fatti verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (cfr. RAMI 2001 pag. 101; STFA del 17 gennaio 2003 nella causa A., I 134/02; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; STFA del 31 maggio 2001 nella causa C., I 83/01; STFA 17 febbraio 1994 in re P., non pubblicata, STFA 5 gennaio 1993 in re W. Schw., non pubblicata; STFA 1° marzo 1993 in re F., non pubblicata).
Eccezionalmente, il giudice può anche tener conto, per motivi d'economia procedurale, dei fatti intervenuti posteriormente, a condizione che questi ultimi siano stabiliti in modo sufficientemente preciso (RCC 1980 pag. 263) e siano suscettibili di influenzare il giudizio (cfr. DTF 130 V 138; RCC 1989 pag. 123 consid. 3b, RCC 1974 pag. 192 consid. 4, RCC 1970 pag. 582 consid. 3; STCA 10 gennaio 1996 nella causa G.R. consid. 2.6.).
Nel caso di specie il rapporto medico 26 gennaio 2004 del Dr. med. __________ è stato allestito posteriormente all'emissione della decisione impugnata. Esso, tuttavia, è stato allegato con l'intento di acclarare, ai fini della valutazione di un'eventuale responsabilità dell'assicuratore LAINF anche successivamente all'11 giugno 2003, le condizioni di salute dell'assicurata. In particolare viene indicato che la ricorrente, ancora nel mese di gennaio 2004, era seguita dal suo medico di base, oltre che per diverse altre patologie e sintomatologie, anche per esiti di frattura del polso sinistro e di un trauma distorsivo con frattura endossea all'osso navicolare carpale di destra in relazione con l'infortunio del mese di luglio 2001. Pertanto tale referto è rilevante ai fini del presente giudizio. Esso è suscettibile di mettere in evidenza elementi di accertamento retrospettivo della situazione antecedente alla decisione su opposizione (cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella causa L., U 299/02).
Per completezza va, poi, ribadito che l'assicurata dal 1° maggio 1999 percepisce una rendita di invalidità dell'AI al 50% determinata da sindrome panvertebrale cronica e recidivante su turbe statiche e alterazioni degenerative, artrosi tibio-talare e sub-talare bilaterale con anchilosi funzionale in stato dopo frattura a sinistra trattata con osteosintesi in età giovanile, poliartrosi delle dita, epicondilopatia mediale a destra (cfr. doc. ZM-12; I; consid. 1.1.).
L'assicurata, in passato, ha subito diversi infortuni non assicurati presso la CO 1. Inoltre essa soffre di problematiche degenerative antecedenti all'evento traumatico del 2001.
In particolare la ricorrente, dal 1978, ha lamentato dolori a livello delle caviglie e alla schiena zona lombare, nel 1974 ha subito un intervento alla caviglia sinistra per una frattura, nel medesimo anno ha fratturato anche la caviglia destra senza sottoporsi a intervento chirurgico e nel 1964, cadendo da cavallo, si è fratturata il corpo vertebrale di L4, come risulta dal rapporto di degenza presso la Clinica __________ di __________ (cfr. doc. ZM-21).
Dalle valutazioni del Dr. med. __________ risulta pure che l'insorgente, precedentemente al 1995, ha subito la frattura del polso sinistro e che nel 1995 è stata operata per ganglioma dorsale a tale polso (cfr. doc. ZM-22; ZM-12).
2.7. Con il proprio ricorso l'assicurata ha sollevato dubbi circa l'attendibilità della valutazione del 2 giugno 2003 del medico di fiducia della CO 1, Dr. med. __________, secondo cui non era più dato il nesso causale naturale tra i dolori presentati dall'assicurata e l'infortunio del 16 luglio 2001. In particolare la ricorrente ha fatto riferimento al rapporto del 10 dicembre 2001 del Dr. med. __________, il quale aveva affermato che "(…) l'CO 1 sarà responsabile per tutta la vita delle conseguenze di questo incidente" (cfr. doc. I).
In tale contesto va ricordato che, per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8 luglio 2003 nella causa B., U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).
Il TFA ha stabilito che quando, nell'ambito della procedura amministrativa, una perizia ordinata ad un medico indipendente è eseguita da uno specialista riconosciuto, sulla base di investigazioni approfondite e complete, nonché in piena conoscenza dell'incarto, e che l'esperto perviene a delle conclusioni convincenti, il Tribunale non deve scostarsene se non vi è alcun indizio concreto che consenta di dubitare della loro fondatezza (cfr., pure, STFA del 10 luglio 2003 nella causa C., U 168/02, consid. 3.2.2 e del 19 aprile 2000 nella causa S., U 264/99, consid. 3b).
D'altra parte, in una sentenza dell'8 luglio 2003 nella causa B., U 259/02, l'Alta Corte ha stabilito che il fatto che un medico venga interpellato con regolarità da un istituto assicuratore per esprimere valutazioni specialistiche non è di per sé sufficiente per dubitare della sua obiettività e imparzialità.
Il TFA ha infine deciso che la circostanza che il medico di fiducia si sia pronunciato dopo che l'affare è divenuto contenzioso, non è, di per sé, sufficiente a suscitare dei dubbi circa la sua imparzialità (cfr. STFA dell'8 settembre 2000 nella causa C., U 291/99).
Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti).
L'elemento rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).
2.8. Nella fattispecie in esame, questo Tribunale, chiamato a pronunciarsi su una questione di carattere medico, attentamente vagliata la documentazione medica presente all'inserto, non ha valide ragioni per scostarsi dall'apprezzamento, motivato e convincente, del Dr. med. __________ - specialista in medicina infortunistica - enunciato il 2 giugno 2003.
A mente dello specialista, che per valutare il caso si è fondato sullo studio del dossier dell'assicurata, su un esame della paziente e sui referti radiologici, le lesioni riportate dall'insorgente ai polsi a seguito dell'infortunio del luglio 2001 sono guarite senza particolarità. Per il resto i disturbi lamentati a livello organico, compresi i dolori ancora risentiti ai polsi, hanno origine degenerative e post-traumatiche ma non assicurate presso la CO 1 (cfr. doc. ZM-22).
Non si rivela, pertanto, necessario dare seguito al provvedimento probatorio preteso dall'insorgente (perizia medica giudiziaria, cfr. doc. I).
Al riguardo giova osservare che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA dell'11 dicembre 2003 nella causa R., U 239/02; STFA del 31 gennaio 2003 nella causa V., H 5/02; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01; SVR 2003 IV Nr. 1 pag. 1; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
Il rapporto del 2 giugno 2003 del Dr. med. __________ non contiene, in effetti, contraddizioni e presenta tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché possa essere riconosciuto, ad un apprezzamento medico, piena forza probante: in particolare, egli ha espresso la sua valutazione, come visto, in modo chiaro, motivato e convincente, dopo aver proceduto ad un esame approfondito del caso.
Relativamente alle fratture ai polsi occorse all'assicurata nel mese di luglio 2001 e considerate guarite senza particolarità dal Dr. med. __________, va osservato che dai referti radiologici del 6 maggio 2003 risulta, in effetti, che la frattura attinente al polso destro è consolidata, vi sono unicamente segni di lieve artrosi radio-navicolare e radio-pissiforme. Il polso sinistro presenta invece una pseudoartrosi a livello stiloide ulnare di vecchia data non di pertinenza della CO 1, conflitto radio-ulnare distale, lieve artrosi radio-navicolare (cfr. doc. ZM-22).
A quest'ultimo riguardo giova evidenziare che, come esposto sopra, l'insorgente, precedentemente al 1995, ha subito la frattura del polso sinistro (cfr. doc. ZM-22; ZM-12; consid. 2.6.).
Quanto sostenuto dal Dr. med. __________ in merito alla guarigione dei polsi trova, del resto, conferma già nel rapporto dell'8 novembre 2002 della Clinica di __________, in cui i sanitari hanno attestato: "abbiamo ottenuto un leggero miglioramento della mobilità, della forza e della resistenza ed abbiamo avuto l'impressione che la signora RI 1 abbia la forza per usare i polsi nell'ambito di un lavoro manuale" (cfr. doc. ZM-21; consid. 2.6.).
Le attestazioni mediche del Dr. med. __________ citate dall'insorgente (cfr. doc. I) non sono, inoltre, tali da inficiare la valutazione del Dr. med. __________.
Il Dr. med. __________ aveva infatti indicato che "l'assicurazione CO 1 sarà responsabile per tutta la vita delle conseguenze di questo incidente" il 10 dicembre 2001, in occasione della prima visita dell'assicurata, a distanza di meno di cinque mesi dall'evento traumatico (cfr. doc. ZM-10; consid. 2.6.).
Questa asserzione, quindi, non può verosimilmente che riferirsi all'ipotesi di prognosi sfavorevole del decorso dei disturbi ai polsi. Tale frase va così intesa nel senso che se fossero rimasti dei postumi, l'assicurazione sarebbe stata ancora responsabile. Durante la medesima visita il medico ha, peraltro, anche precisato che trovava giusto che a cinque mesi dall'infortunio l'assicurata ricominciasse a lavorare al 50%, che per lei, beneficiante di una mezza rendita AI, sarebbe stata la ripresa normale (cfr. doc. ZM-10, consid. 2.6.).
Pure irrilevante è il fatto che il 13 maggio 2002, quando ha avuto luogo l'ultimo controllo presso il Dr. med. __________ (cfr. doc. ZM-14; consid. 2.6.), l'assicurata probabilmente presentasse ancora dei postumi infortunistici ai polsi legati all'evento del 2001.
In effetti anche l'Istituto assicuratore convenuto ha escluso un nesso di casualità naturale solo a decorrere dall'11 giugno 2003. Lo stesso Dr. med. __________, nel mese di marzo 2002, aveva certificato che la ricorrente soffriva ancora di disturbi ai polsi da ricondurre all'evento traumatico del luglio 2001 (cfr. doc. ZM-12; consid. 2.6.). Va, invece, rilevato che il Dr. med. __________, nel mese di maggio 2002, ha in ogni caso riconosciuto che l'assicurata accusava molti altri disturbi legati a cervico-brachialgie e altre patologie (cfr. doc. ZM-14; consid. 2.6.).
Per quanto concerne la contusione lombare riportata dall'assicurata in occasione dell'evento traumatico del luglio 2001 (cfr. doc. ZM-1; ZM-2), quanto asserito dal Dr. med. __________ circa l'assenza di nesso causale tra i disturbi ancora lamentati e l'infortunio del 2001, corrisponde alla dottrina medica dominante, che ritiene che, dopo traumi quali contusioni o distorsioni al dorso, lo stato anteriore del rachide può, di regola, considerarsi ristabilito al più tardi 6 mesi, rispettivamente, un anno (in presenza di patologie degenerative), a contare dall’evento traumatico, come se l’infortunio non fosse mai sopraggiunto (status quo sine) (cfr. Bär-Kiener, Traumatismes vertébraux, in Informations médicales N. 67/décembre 1994, p. 45ss., contributo in cui viene illustrata, con dovizia di riferimenti, la posizione della dottrina medica dominante in materia di traumi vertebrali).
Tale tesi dottrinale è stata recepita dalla giurisprudenza federale, secondo la quale, conformemente all’esperienza acquisita in materia di medicina infortunistica, l’aggravamento significativo e, pertanto, durevole di un’affezione degenerativa preesistente al rachide vertebrale (peggioramento direzionale) causato da un infortunio, è da ritenere dimostrato soltanto qualora gli accertamenti radiologici abbiano permesso di mettere in evidenza una compressione delle vertebre, così come l’apparizione oppure l’ingrandimento di lesioni dopo il trauma (cfr. RAMI 2000 U363, pag. 45 segg.; STFA del 31 dicembre 1997 nella causa L. consid. 4c, U 125/97, del 4 settembre 1995 nella causa M. consid. 4a, ambedue non pubblicate; cfr., inoltre, la STFA del 6 giugno 1997 nella causa C. inedita, U 131/96, in cui il TFA - riferendosi alla sentenza non pubblicata del 3 aprile 1995 nella causa O., U 194/94, - ha esplicitamente ribadito che il genere di trauma riportato dall’assicurato - si trattava di una contusione/distorsione del rachide lombare causata da una caduta, in presenza di lesioni degenerative al passaggio lombo-
sacrale - cessa di produrre i propri effetti trascorsi alcuni mesi dal giorno dell’infortunio; cfr., pure, E. Morscher, Schäden des Stütz- und Bewegungsapparates nach Unfällen: Wirbelsäule, in Versicherungsmedizin, hrsg. E. Baur, H. Nigst, Berna 1972; 3. Auflage 1985).
Ciò è stato ricordato dall'Alta Corte in una sentenza del 16 aprile 2003 nella causa M. (U 165/02), in cui, confermando un giudizio di questo Tribunale, ha rilevato che in assenza di lesioni strutturali post-traumatiche oggettivabili mediante indagine radiologica, un trauma del genere colpo di frusta cervicale e distorsione della colonna lombare cessa di produrre i propri effetti al più tardi 6-12 mesi dal verificarsi dell'infortunio.
Inoltre in una sentenza del 28 maggio 2004 nella causa A.
(U 122/02), il TFA, confermando la precedente pronunzia di questa Corte, ha deciso, nel caso di un assicurato che era rimasto schiacciato con una gamba da una caldaia del peso di 950 kg, che anche se si fosse verificata una contusione lombare che avesse reso sintomatico uno stato degenerativo preesistente, sulla base dei principi giurisprudenziali in merito, il rapporto di causalità tra i disturbi dorsali accusati e l'evento infortunistico a distanza di 26 mesi dall'infortunio si era senz'altro estinto.
Nella concreta evenienza, va ribadito che, già antecedentemente all'infortunio del mese di luglio 2001, l'assicurata era portatrice di disturbi a livello lombare dovuti a una vecchia frattura del corpo vertebrale L4 procuratasi cadendo da cavallo nel 1964 (cfr. doc. ZM-21, F; consid. 2.6.).
Dal referto radiologico concernente la colonna lombo-sacrale del 16 luglio 2001 risulta, altresì, che l'assicurata presentava esiti di vecchia lesione del corpo L4, segni di lombalizzazione di S1 bilaterale e instabilità a livello del passaggio lombo-sacrale. Non erano, però, evidenti lesioni correlabili al recente trauma (cfr. doc. ZM-2; ZM-22).
In tale ipotesi, alla luce di quanto esposto sopra, si deve ritenere che l'infortunio del luglio 2001 ha provocato un peggioramento temporaneo dello stato della colonna lombare dell'insorgente. Tuttavia dopo 6 mesi, rispettivamente 1 anno, lo stato anteriore del rachide si è ristabilito. E' sopraggiunto lo status quo sine.
La censura secondo cui il Dr. med. __________ sarebbe contraddittorio, poiché da un parte appoggia la domanda di una rendita intera dell'AI, ma dall'altra, ha dichiarato che l'assicurata è guarita senza particolarità (cfr. doc. I; consid. 1.3.), non è fondata.
Infatti la guarigione è riferita alle lesioni riportate a seguito dell'infortunio del mese di luglio 2001. La richiesta all'AI di aumento del grado di invalidità, invece, si fonderebbe sui disturbi di origine morbosa e post-traumatica di vecchia data non assunti dalla CO 1, riconosciuti anche dai Dr. med. __________ e __________ (cfr. doc. ZM-14; F; consid. 2.6.).
Va, in tale contesto, evidenziato che nell'ambito dell'AI, ai fini della determinazione dell'eventuale grado di invalidità, si tiene conto anche dei disturbi di eziologia morbosa e non soltanto, come nel settore dell'assicurazione contro gli infortuni, dei postumi dell'infortunio in relazione di causalità naturale e adeguata con l'evento traumatico (cfr. STCA del 18 luglio 2003 nella causa V., 35.2003.17).
Anche il certificato medico del Dr. med. __________ del 26 gennaio 2004 (cfr. doc. F; consid. 2.6.) è ininfluente. Si tratta infatti di una lista di sintomatologie e patologie di cui soffre l'assicurata e per le quali, perlomeno fino al mese di gennaio 2004, era in cura presso tale medico. Il Dr. med. __________, tuttavia, non ha dato indicazioni precise circa l'eziologia di queste problematiche.
Soltanto relativamente alla colonna lombare, il sanitario ha menzionato la frattura del corpo vertebrale L4, che come già visto, è avvenuta nel 1964 cadendo da cavallo (cfr. doc. ZM-21; consid. 2.6.).
In relazione ai polsi, occorre sottolineare, in primo luogo, che comunque la ricorrente, allorché il 6 maggio 2003 è stata visitata dal Dr. med. __________, tra i disturbi soggettivi, non ha citato dolori particolari ai polsi (cfr. doc. ZM-22, consid. 2.6.). In secondo luogo, va ricordato, da un lato, che l'insorgente, precedentemente al 1995, ha subito la frattura del polso sinistro, dall'altro, che, in ogni caso, dalle radiografie effettuate ai polsi il 6 maggio 2003 emergono dei lievi segni di artrosi.
Pertanto il fatto che l'assicurata fosse ancora in cura dal Dr. med. __________ nel mese di gennaio 2004 anche per disturbi ai polsi non permette di concludere in favore dell'esistenza di un nesso di causalità naturale con l'infortunio del 2001 successivamente all'11 giugno 2003.
In proposito va inoltre rilevato che la nostra Massima Istanza ha ripetutamente deciso che le certificazioni del medico curante - anche se specialista (cfr. STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01, consid. 2b/bb) - hanno un valore di prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo lega al suo paziente (cfr. RAMI 2001 U 422, p. 113ss. [= AJP 1/2002, p. 83]; DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF 124 I 175 consid. 4; DTF 122 V 161; STFA del 10 ottobre 2003 nella causa C., U 278/02, consid. 2.2; R. Spira, La preuve en droit des assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach, Basilea 2000, p. 269s.).
2.9. Alla luce di tutto quanto esposto, questa Corte considera dimostrato - e si ricorda che, nell’ambito del diritto delle assicurazioni sociali, è sufficiente che i fatti vengano provati secondo il criterio della verosimiglianza preponderante (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343) - che, al più tardi a decorrere dall'11 giugno 2003, i disturbi a livello somatico lamentati dalla ricorrente non costituiscono più una naturale conseguenza dell'evento traumatico del 16 luglio 2001, ma che essi sono da attribuire allo status quo sine.
La decisione su opposizione del 29 ottobre 2003 impugnata deve di conseguenza essere confermata.
2.10. Deve essere, infine, esaminato se l'assicurata può essere posta al beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio, come da lei richiesto (cfr. doc. I).
Come già indicato al consid. 2.2., il 1° gennaio 2003, è entrata in vigore la LPGA. Secondo la dottrina e la giurisprudenza, le disposizioni formali della LPGA (art. 27-62 LPGA), tra cui l’assistenza giudiziaria (art. 61 lett. f LPGA), sono immediatamente applicabili con l’entrata in vigore della nuova legge (cfr. SVR 2004 AHV Nr. 3 consid. 3.2.; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa K., H 73/03; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa J., K 55/03; STFA del 20 marzo 2003 nella causa E., I 238/02; U. Kieser, ATSG-Kommentar, Ed. Schulthess, Zurigo 2003, art. 82 N. 8 pag. 820).
Ai sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare.
Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio.
Tale norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 108 cpv. 1 lett. f LAINF, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002 (cfr. STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid. 2.1.).
L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (cfr. DTF 110 V 362 consid. 1b; Kieser, op. cit., art. 61 N. 86, p. 626).
Le condizioni cumulative per la concessione dell’assistenza giudiziaria rimangono invariate rispetto al vecchio diritto, per cui trova ancora applicazione la giurisprudenza elaborata in riferimento al v.art. 108 cpv. 1 lett. f LAINF (cfr. STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid. 2.1.).
Tali presupposti sono adempiuti qualora l'assistenza di un avvocato appaia necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op. cit., art. 61 N. 88s., cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl 94/1993 p. 517; STFA del 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00; STFA del 15 marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5 settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF 121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2; SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, pag. 31; SVR 1998 IV, Nr. 13, consid. 6b, pag. 47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323; STFA del 18 giugno 1999 nella causa D.V.).
Inoltre va rilevato che dal 30 luglio 2002 è in vigore la legge cantonale sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (cfr. art. 38 Lag e BU 30/2002 p. 213 segg.), la quale si applica alle domande di assistenza giudiziaria introdotte dopo la sua entrata in vigore .
L'art. 3 della citata legge, alla quale la legge di procedura per i ricorsi al TCA rinvia espressamente (cfr. il nuovo art. 21 cpv. 2 LPTCA in vigore dal 30 luglio 2002), prevede:
" 1L'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica
indigente la tutela adeguata dei suoi diritti dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."
2E' ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio".
Le altre condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite negativamente all'art. 14 Lag:
" 1L'assistenza giudiziaria non è concessa:
a) la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito favorevole;
b) una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a causa delle spese che questa comporta.
2L'ammissione al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta difficoltà particolari."
I criteri posti nella legge cantonale sono dunque identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale relative alle assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS), che sono validi anche sotto l'egida della LPGA.
In questo senso la Lag è conforme all'art. 61 lett. f LPGA.
Il TCA, chiamato ora a pronunciarsi, ritiene che nella fattispecie non sia soddisfatto il requisito della probabilità di esito favorevole (cfr. STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA dell'8 febbraio 2001 nella causa B., I 446/00; STFA del 26 settembre 2000 nella causa D.N., U 220/99; STFA del 17 ottobre 2001 nella causa X, 1P.569/2001; STFA del 6 marzo 2001 nella causa E. e E., 5P.426/2000; STFA del 17 maggio 2000 nella causa B., 1P 281/2000; DTF 119 Ia 253 consid. 3b).
Tale presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr. STFA del 26 settembre 2000 nella causa D.N.; RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b; DTF 119 Ia 251; B. Cocchi/F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, ad art. 157, pag. 491-492, n. 1).
A tal proposito si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere accolto che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STFA non pubbl. del 29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c).
Inoltre, quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi, le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; B. Cocchi/F. Trezzini, op. cit., ad art. 157, pag. 491, nota 591).
Nel caso di specie, a prescindere dal quesito di sapere se l'insorgente si trovi effettivamente nel bisogno, alla luce della LAINF, della dottrina e della giurisprudenza federale pubblicata sia nella Raccolta ufficiale che nel sito internet della Confederazione (cfr. www.bger.ch), la presente vertenza appariva, dopo un esame forzatamente sommario, destinata all'insuccesso già al momento della presentazione dell'istanza, in quanto le prospettive di esito favorevole erano considerevolmente minori dei rischi di perdere la causa.
Infatti, come visto, dalla qualificata documentazione medica presente all'inserto (cfr. consid. 2.6.) emerge in modo indubbio l'impossibilità di riconoscere, almeno con grado di probabilità preponderante (cfr. consid. 2.4.), un nesso di causalità naturale tra i disturbi fisici accusati dall'assicurata e l'infortunio del 16 luglio 2001, a decorrere dall'11 giugno 2003, in quanto Il raggiungimento dello status quo sine risulta accertato in maniera sufficientemente affidabile.
Inoltre gli specialistici atti medici non lasciano spazio al potere di apprezzamento del TCA.
Di primo acchito, dunque, si doveva concludere che il procedimento non aveva probabilità di esito favorevole (cfr. DTF 125 II 265 consid. 4c; per alcuni casi analoghi: STCA del 21 maggio 2002 nella causa l., 35.2002.12; STCA del 9 luglio 2002 nella causa C., 35.2002.32).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso è respinto.
2.- La domanda di assistenza e di gratuito patrocinio è respinta.
3.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti