Quelldetails
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Rechtsraum
Schweiz
Region
Ticino
Verfugbare Sprachen
Italienisch
Zitat
TI_TCAS_001
Gericht
Ti Gerichte
Geschaftszahlen
TI_TCAS_001, 32.2023.96
Entscheidungsdatum
22.11.2023
Zuletzt aktualisiert
25.03.2026

Raccomandata

Incarto n. 32.2023.96

FS

Lugano 22 novembre 2023

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Raffaele Guffi

con redattore:

Francesco Sciuchetti, vicecancelliere

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 18 settembre 2023 di

RI 1 rappr. da: RA 1

contro

la decisione del 17 agosto 2023 emanata da

Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

in materia di assicurazione federale per l'invalidità

ritenuto in fatto

1.1. RI 1, nato nel 1985, da ultimo attivo quale aiuto piastrellista presso la __________, con decisione 5 marzo 2014 dell’Ufficio AI, confermata il 27 novembre 2014 da questo TCA, è stato posto a beneficio di una rendita intera d’invalidità dal 1. giugno 2012 al 30 giugno 2013, mentre per il periodo successivo è stato ritenuto un grado d’invalidità non pensionabile (docc. 76 e 84 incarto AI).

1.2. L’11 settembre 2020 l’assicurato ha presentato una nuova domanda di prestazioni con cui ha addotto un’inabilità lavorativa del 100% dal mese di ottobre/novembre 2010 (cfr. doc. 100 incarto AI) e a cui ha accluso, tra gli altri, un’attestazione del curante dr. med. __________, il quale ha indicato un peggioramento delle condizioni di salute dal mese di gennaio 2019 (cfr. doc. 89 incarto AI), attestando con “Rapporto medico: Integrazione professionale/Rendita” del 16 settembre 2020 un’incapacità lavorativa totale da tale data (cfr. doc. 104 incarto AI).

1.3. Esperita una perizia pluridisciplinare in ambito internistico, psichiatrico, reumatologico e neurologico a cura del __________ (cfr. doc. 132 incarto AI), raccolto il rapporto finale SMR del 29 novembre 2022 (cfr. doc. 130 incarto AI) nonché l’annotazione 15 febbraio 2023 (cfr. doc. 137 incarto AI), il 24 marzo 2023 l’Ufficio AI ha emanato un progetto di decisione tendente al rifiuto del diritto ad una rendita d’invalidità, ritenendo che non vi fosse stata una sostanziale e duratura modifica dello stato di salute rispetto alla precedente decisione.

Con osservazioni 23 aprile 2023, RI 1 ha avversato il surriferito progetto di decisione contestando le risultanze della perizia pluridisciplinare del __________ (cfr. doc. 142 incarto AI), chiedendo all’amministrazione una rivalutazione della documentazione medica agli atti, prevalendosi inoltre delle lettere ambulatoriali e dei referti radiologici relativi alle consultazioni neurochirurgiche svoltesi il 26 aprile 2023 ed il 24 maggio 2023 presso l’Ospedale __________ (cfr. pagg. 526-529 incarto AI).

Preso atto delle censure dell’assicurato, dopo aver sottoposto la nuova refertazione medica al vaglio del SMR, il quale ha ritenuto che dalla stessa risultasse una situazione clinica invariata (cfr. doc. 151 incarto AI), con decisione 17 agosto 2023 l’amministrazione ha confermato la decisione di diniego del diritto ad una rendita d’invalidità (cfr. doc. 152 incarto AI).

1.4. Contro tale decisione s’aggrava al TCA RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1 il quale, oltre a postulare l’annullamento della decisione impugnata e l’attribuzione di una rendita intera d’invalidità, ista per la concessione dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio. Contesta in particolare gli accertamenti medici posti alla base del querelato provvedimento, evidenziandone la divergenza rispetto al peggioramento dello stato di salute riscontrato dalla refertazione medica prodotta, la quale non sarebbe stata considerata a sufficienza. A sostegno dell’asserito peggioramento produce i referti medici 9 maggio 2023 del dr. med. __________ (doc. B) e 18 settembre 2023 del dr. med. __________ (doc. C).

1.5. Con la risposta di causa l’amministrazione, con riferimento all’annotazione del medico SMR 20 settembre 2023 dr. med. __________, chiede il ritorno degli atti per espletare i necessari accertamenti medici ritenendo, in considerazione del certificato medico 18 settembre 2023 del dr. med. __________ prodotto con il ricorso, di non poter escludere un peggioramento dello stato psichico dell’insorgente.

1.6. Con scritto 17 ottobre 2023, il patrocinatore dell’insorgente ha aderito alla proposta di retrocessione degli atti formulata dall’Ufficio AI postulando la concessione di un congruo importo di ripetibili e l’accollamento di tasse e spese di giudizio all’amministrazione.

considerato in diritto

in ordine

2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 ago-sto 2015; STF 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

nel merito

2.2. Oggetto del contendere è sapere se a ragione o meno l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni presentata dall’assicurato l’11 settembre 2020.

Va innanzitutto rilevato che il 1° gennaio 2022 è entrata in vigore una (importante) modifica della LAI e dell’OAI denominata “Ulteriore sviluppo dell’AI” e che concerne (anche) il diritto alla rendita (cfr. RU 2021 705).

La Circolare sull’invalidità e sulla rendita nell’assicurazione invalidità (CIRAI), valida dal 1. gennaio 2022, stato al 1. luglio 2022, prevede al marginale 9101 che “Se la decisione sulla prima concessione di una rendita è emanata dopo il 1° gennaio 2022, ma il diritto alla rendita è nato prima di questa data, sono applicabili le disposizioni della LAI e dell’OAI nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2021”.

I marginali 1007 e seg. della Circolare concernente le disposizioni transitorie della riforma Ulteriore sviluppo dell’AI sul sistema di rendite lineare (C DT US AI), edita dall’UFAS, stato al 1. gennaio 2022 e valido da tale data, prevedono che:

" Conformemente alle DT [Disposizioni transitorie, n.d.r.] LAI, le rendite AI rette dal diritto anteriore sono le rendite il cui diritto secondo l’articolo 29 capoversi 1 e 2 LAI è nato al più tardi il 31 dicembre 2021. Poiché il momento dell’insorgenza dell’invalidità (art. 28 cpv. 1 e 1bis LAI) e quello della nascita del diritto alla rendita non sono necessariamente identici (se la richiesta è tardiva in base all’art. 29 cpv. 1 LAI), una rendita AI è retta dal nuovo diritto, se il diritto alla medesima nasce il 1° gennaio 2022 o successivamente, anche se l’invalidità è insorta prima di questa data. Le rendite AI rette dal nuovo diritto sono pertanto le rendite il cui diritto è nato il 1° gennaio 2022 o successivamente conformemente all’articolo 29 capoversi 1 e 2 LAI.

Per le decisioni di rendita emanate a partire dal 1° gennaio 2022 valgono le regole seguenti:

in caso di insorgenza dell’invalidità e inizio del diritto alla rendita al più tardi il 31 dicembre 2021:

  • prima fissazione della rendita → DR in vigore fino al 31 dicembre 2021,

  • modifica del grado d’invalidità tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2031 → C DT US AI;

in caso di nascita del diritto alla rendita secondo l’art. 29 cpv. 1 e 2 LAI il 1° gennaio 2022 o successivamente:

  • prima fissazione della rendita → DR in vigore dal 1° gennaio 2022”.

Nel caso in esame con decisione 5 marzo 2014, confermata dal TCA il 27 novembre 2014, a RI 1 è stata concessa una rendita intera d’invalidità limitatamente al periodo dal

  1. giugno 2012 al 30 giugno 2013 (cfr. supra consid. 1.1).

La presente procedura porta sulla reiezione della nuova domanda di prestazioni inoltrata dall’assicurato l’11 settembre 2020, in cui egli ha indicato un’incapacità lavorativa dal “10/11 2010”, producendo inoltre dei referti medici del proprio curante attestanti un’inabilità lavorativa completa dal mese di gennaio 2019 (cfr. supra consid. 1.2). Pertanto, a prescindere dalla questione a sapere se si tratti di una domanda tardiva ai sensi dell’art. 29 cpv. 1 LAI (nel qual caso il diritto alle prestazioni sarebbe nato al più presto sei mesi dopo, ossia il 1. febbraio 2021 [per il calcolo vedasi ad esempio la STCA 32.2022.70 del 6 marzo 2023 consid. 2.1 in fine]), il diritto alle prestazioni d’invalidità sarebbe sorto al più tardi l’11 settembre 2021 (cfr. art. 28 LAI). Conseguentemente, sia l’invalidità che l’asserito diritto alle prestazioni sono insorti entro il 31 dicembre 2021, sebbene la decisione impugnata sia stata emanata il 17 agosto 2023 (cfr. supra consid. 1.3)

Ne segue che al caso di specie vanno applicate le norme in vigore fino al 31 dicembre 2021.

2.3. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46).

Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).

L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.

Secondo l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

La nozione d’invalidità di cui all’art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).

L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.

L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in cui l’assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all’art. 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI). In virtù dell’art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare l’invalidità di un assicurato che esercita un’attività lucrativa si applica l’art. 16 LPGA. Il Consiglio federale definisce il reddito lavorativo determinante per la valutazione dell’invalidità.

Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264).

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 29, consid. 1, 104 V 135 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. regesto della DTF 129 V 222).

Inoltre, nel confronto dei redditi, secondo la giurisprudenza federale – di regola – non si tiene conto di fattori estranei all’invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l’età dell’assicurato (RCC 1989, pag. 325; DTF 107 V 17, consid. 2c confermata dall'allora TFA [dal 1. gennaio 2007: TF] con sentenza U 156/05 del 14 luglio 2006, consid. 5; Scartazzini, op. cit., pag. 232).

La misura dell’attività ragionevolmente esigibile dipende, d’altra parte, dalla situazione personale dell’assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell’assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. L’Alta Corte ha stabilito che i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non fosse possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 310 consid. 3a).

2.4. In concreto, con il ricorso l’insorgente ha prodotto il certificato medico 9 maggio 2023 del proprio curante dr. med. __________, il quale si limita ad attestare, senza alcuna specificazione, un’incapacità lavorativa completa dal

  1. maggio 2023 al 30 novembre 2023 (cfr. doc. B), e quello 18 settembre 2023 del proprio psichiatra curante dr. med. __________ dal seguente tenore:

" Certifico che il paziente a margine [RI 1, ndr] è seguito regolarmente presso il mio studio medico dal 16.01.2023 a tuttora in seguito alla segnalazione del medico curante Dr. __________ FMH in Medicina interna.

Egli già da tempo soffre di una sindrome di attacchi di panico e importanti stati d’ansia, ragion per la quale viene seguito dal sottoscritto ed è al beneficio di colloqui di sostegno ed una terapia psicofarmacologica a base di Duloxetina 60 mg e Seresta 15 mg” (doc. C).

L’Ufficio AI ha sottoposto tale nuova refertazione medica al vaglio del medico SMR il quale, con annotazione 20 settembre 2023, riferendosi al certificato del dr. med. __________, ha indicato che “in considerazione dell’attuale certificazione non è possibile escludere un peggioramento dello stato psichico con influsso sulla CL. Indicata una valutazione peritale di decorso a livello psichiatrico”. Sulla base di tale valutazione, nella risposta di causa l’amministrazione ha proposto a questo Tribunale di “retrocedere gli atti all’Ufficio AI del Canton Ticino (UAI) al fine di espletare i necessari accertamenti medici conformemente a quanto indicato dal SMR all’interno dell’annotazione 20 settembre 2023”.

Ritenuto che l’accertamento della situazione valetudinaria dell’assicurato è condizione imprescindibile per la graduazione dell’invalidità e, dunque, per l’eventuale diritto dell’assicurato a prestazioni AI, questa Corte non ravvisa alcun motivo per non accogliere il gravame secondo la proposta formulata nella risposta di causa e condivisa dal ricorrente.

In effetti, ricordato come per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione deferitagli sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa venne emanata – in concreto il 17 agosto 2023 – quando si ritenga che fatti verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione resa (DTF 132 V 215, 130 V 138, 129 V 4 consid. 1.2), il rapporto del dr. med. __________, prodotto dall’insorgente in sede ricorsuale, può essere preso in considerazione poiché quanto descritto dallo psichiatra curante si riferisce anche alla situazione valetudinaria antecedente all’emissione della decisione contestata. Precisamente, avendo il dr. med. __________ indicato di seguire regolarmente l’assicurato per una sindrome da attacchi di panico e importanti stati d’ansia dal 16 gennaio 2023, è ben possibile che al momento dell’emissione della decisione l’eventuale peggioramento fosse durato tre mesi senza interruzione notevole ai sensi dell’art. 88a cpv. 2 OAI.

2.5. Secondo l'art. 69 cpv. 1fbis LAI nel tenore in vigore dal 1. gennaio 2021 ed applicabile in concreto (cfr. anche la disposizione transitoria dell’art. 82a LPGA in combinazione con gli art. 61 lett. a e fbis LPGA nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2021) la procedura di ricorso dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni in caso di controversie relative a prestazioni dell’AI è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200 e 1’000 franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (cfr. DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

Visto l’esito favorevole del ricorso (il rinvio con esito aperto equivale a piena vittoria, cfr. STF 8C_307/2021 del 25 agosto 2021 consid. 6; DTF 141 V 281 consid. 11.1 e 137 V 210 consid. 7.1 con riferimenti) le spese di fr. 500 sono poste a carico dell’Ufficio AI, il quale verserà al ricorrente, patrocinato in causa da un avvocato, fr. 2'000 di ripetibili (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA), ciò che rende priva di oggetto la domanda di gratuito patrocinio formulata nel ricorso (cfr. pro multis DTF 124 V 309 consid. 6 e STF 9C_274/2014 del 30 settembre 2014 consid. 5).

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso è accolto.

§ La decisione 17 agosto 2023 dell’Ufficio AI è annullata.

§§ Gli atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda conformemente ai considerandi.

  1. Le spese di fr. 500 sono poste a carico dell’Ufficio AI che rifonderà al ricorrente fr. 2'000 (IVA inclusa) per ripetibili, ciò che rende priva d’oggetto la domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.

  2. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il vicepresidente Il segretario di Camera

giudice Raffaele Guffi Gianluca Menghetti

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17