Quelldetails
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Rechtsraum
Schweiz
Region
Ticino
Verfugbare Sprachen
Italienisch
Zitat
TI_TCAS_001
Gericht
Ti Gerichte
Geschaftszahlen
TI_TCAS_001, 32.2010.187
Entscheidungsdatum
05.05.2011
Zuletzt aktualisiert
25.03.2026

Raccomandata

Incarto n. 32.2010.187

FS

Lugano 5 maggio 2011

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Raffaele Guffi

con redattore:

Francesco Storni, vicecancelliere

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 10 giugno 2010 di

RI 1 rappr. da: RA 1

contro

la decisione del 26 maggio 2010 emanata da

Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

in materia di assicurazione federale per l'invalidità

terzi chiamati in causa: Ausgleichskasse des Kantons __________, __________,

ritenuto in fatto

1.1. Con decisione 26 maggio 2010 l’Ufficio AI ha riconosciuto a RI 1 il diritto ad una rendita intera dal 1. giugno 2009 (doc. AI 51/1-4 e le motivazioni sub doc. AI 49/1-2). Contestualmente l’amministrazione ha operato la compensazione delle rendite AI arretrate con prestazioni dovute alla Cassa di compensazione del Cantone __________ per un importo pari a fr. 25'080.--.

1.2. Contro questa decisione, entro il termine fissatogli per presentarlo in lingua italiana (III), l’assicurato, rappresentato da RA 1, ha inoltrato un ricorso al TCA del seguente tenore:

" (…)

Il ricorrente non é d’accordo con la compensazione che viene operata con il dovuto della __________.

La rendita AI come la rendita della __________ copre e corrisponde al minimo finanziario per vivere per il sottoscritto e quindi nessuna compensazione può essere operata e condivisa dal sottoscritto e sicuramente neppure permessa dalla legge.

Si chiede quindi che il ricorso venga accolto nel senso di annullare la compensazione decisa.

(…)." (IV)

1.3. Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto di respingere il ricorso osservando:

" (…)

Con il gravame, l’assicurato contesta la liceità della compensazione operata dall’amministrazione a favore della società d’assicurazioni __________ per un importo di fr. 25'080.--.

(…)

Sono considerati anticipi le prestazioni liberamente consentite, nella misura in cui l’assicurato si sia impegnato a rimborsarle e abbia acconsentito per scritto al pagamento dell’arretrato al terzo che gli ha concesso l’anticipo (art. 85bis cpv. 2 lett. B OAI).

In tal senso, si richiama il documento firmato dall’assicurato in data 2.12.2008 – contenuto nell’incarto AI (doc. 39-3) – con il quale accetta l’eventuale compensazione in caso di erogazione futura di prestazioni arretrate relative ad una rendita AI.

La compensazione effetuata dallo scrivente Ufficio delle rendite arretrate con il credito in restituzione di prestazioni erogate dalla __________ appare pertanto corretta.

(…)." (VII)

1.4. Con lettera 3 agosto 2010 l’assicurato ha trasmesso al TCA ulteriore documentazione.

1.5. Il 26 gennaio 2011 il TCA ha scritto all’Ufficio AI una lettera del seguente tenore:

" (…)

dalla decisione impugnata risulta quando segue:

" VERRECHNUNG DER NACHZAHLUNG MIT AUSSTEHENDEN BEITRAGSZAHLUNGEN BEI DER AUSGLEICHSKASSE __________. DIE RUCKFORDERUNG DER __________ KANN NICHT BEZAHLT WERDEN." (sottolineatura del TCA)

Ritenuto che da tale formulazione risulta che una compensazione con prestazioni versate dalla __________ è stata respinta, vogliate per cortesia rispondere alle seguenti domande:

  1. Quali sono e su quale base si fondano i contributi impagati spettanti alla Cassa di compensazione di __________ posti in compensazione?

  2. Come siete giunti (motivare precisamente e documentare producendo l'incarto completo della Cassa di compensazione di __________) all'importo di fr. 25'080.-- posto in compensazione?

In attesa di una vostra risposta, entro il termine di 10 giorni, vogliate gradire distinti saluti.

(…)." (XI)

1.6. Con osservazioni 4 marzo 2011 – dopo che in precedenza gli era stata concessa per due volte la proroga del termine (XII, XIII, XIV e XV) – l’Ufficio AI ha comunicato al TCA quanto segue:

" (…)

Con riferimento a quanto in oggetto, Vi inoltriamo in allegato il laconico scritto della Cassa di compensazione del Cantone __________ del 25.02.2011, in risposta alla nostra richiesta di prendere posizione in merito ai Vostri quesiti del 26.01.2011.

In allegato Vi trasmettiamo inoltre l’incarto completo della Cassa di compensazione precitata.

(…)." (XVI)

1.7. Il vicepresidente del TCA, con decreto 16 marzo 2011 (XVII), ha chiamato in causa la Ausgleichskasse des Kantons __________, trasmettendole tutti gli atti con assegnazione di un termine di 15 giorni per determinarsi in merito.

Con lettera 23 marzo 2011 (XVIII + allegati XVIII/1 e XVIII/2) la Ausgleichskasse des Kantons __________ – precisato, documentando, che la pretesa per contributi arretrati personali AVS dovuti all’attività indipendente esercitata da RI 1 per l’anno 2000 è perenta e corretto conseguentemente l’importo fatto valere in compensazione – ha comunicato al TCA che la pretesa per contributi arretrati posta in compensazione ammonta a fr. 23'635.75 e che la stessa si basa sull’art. 20 cpv. 2 LAVS.

Quanto all’importo di fr. 1'426.25 (pari alla differenza tra la rendita AI per il periodo dal 1. giugno 2009 al 30 aprile 2010 di fr. 25'080.-- e il corretto importo posto in compensazione di fr. 23'635.75) la Ausgleichskasse des Kantons __________ ha indicato che lo stesso dovrebbe essere versato alla __________, la quale ha corrisposto indennità giornaliere nel periodo dal 1. giugno 2009 al 3 marzo 2010 e che ha formulato domanda di compensazione il 14 maggio 2010.

1.8. Con scritti 25 marzo 2011 (XIX e XX) il TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per prendere visione delle osservazioni e della documentazione prodotta dalla Ausgleichskasse des Kantons __________. Nello stesso termine l’insorgente è stato invitato a prendere posizione anche sull’esito degli accertamenti esperiti da questo Tribunale e trasmessigli in copia.

1.9. Con lettera 5 aprile 2011 l’assicurato ha comunicato al TCA di non avere osservazioni da formulare e di mantenersi nelle richieste ricorsuali (XXI).

1.10. Con osservazioni 6 aprile 2010 l’Ufficio AI ha chiesto di respingere il ricorso (XXII).

considerando in diritto

In ordine

2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (cfr. STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).

Nel merito

2.2. Oggetto del contendere è la liceità della compensazione operata dall’amministrazione a favore della Cassa di compensazione del Cantone __________ per un importo di fr. 25'080.--.

Infatti, come appurato da questo Tribunale e a differenza di quanto sostenuto nel ricorso e confermato nella risposta di causa (cfr. consid. 1.2 e 1.3), l’Ufficio AI non ha compensato le rendite arretrate per un importo di fr. 25'080.-- con il credito in restituzione fatto valere dalla __________.

In effetti nella decisione impugnata la compensazione è così motivata: “(…) VERRECHNUNG DER NACHZAHLUNG MIT AUSSTEHENDEN BEITRAGSZAHLUNGEN BEI DER AUS-GLEICHSKASSE __________. DIE RUCKFORDERUNG DER __________ KANN NICHT BEZAHLT WERDEN. (…)” (doc. AI 51/2 la sottolineatura é del redattore).

Anche dall’incarto della Cassa di Compensazione del cantone __________ (XVI/1-113) si evince che, interpellata dalla __________ in merito al mancato versamento dell’importo di fr. 20'744.85 posto in compensazione (doc. 88-92 incarto cassa di compensazione), la suddetta Cassa ha così risposto: “(…) Sie stellen uns einen Verrechnungsantrag zu Ihrem Versicherungsfall RI 1, 12.008.545/2, HOFM zu und erkundigen sich wegen der Zahlung. Wir haben Ihnen eine Kopie der rentenverfügung vom 26. Mai 2010 zugestellt, worin vermerkt war, dass wir die gesamte Nachzahlung mit offenen Beitrags-forderungen der Ausgleichskasse __________ verrechnen. Wir legen Ihnen noch mal eine Kopie bei. Dass heisst, für Ihre Verrechnung bleibt nichts mehr übrig und wir müssen Sie bitten, Ihre Rückforderung direkt beim Versicherten zu stellen. (…)” (doc. 81 incarto cassa di compensazione, la sottolineatura è del redattore).

Visto quanto sopra questo Tribunale deve pertanto pronunciarsi unicamente sulla compensazione operata dall’ammini-strazione a favore della Cassa di compensazione del Cantone __________ visto che la domanda di compensazione della __________ è invece stata respinta.

In questo senso è quindi a torto che l’assicurato contesta una compensazione con la __________ in effetti mai avvenuta, alla quale, visto il rifiuto, nemmeno è possibile versare l’im-porto di fr. 1'426.25 come proposto dalla Cassa di compensazione del Cantone __________ (cfr. consid. 1.7).

2.3. Secondo l’art. 20 cpv. 2 LAVS (nel tenore in vigore dal 1° gennaio 1997), applicabile anche all'assicurazione invalidità (art. 50 cpv. 2 LAI), possono essere compensati con delle prestazioni scadute:

  • i crediti derivanti dalla presente legge, dalla LAI, dalla legge federale del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno in caso di servizio militare o di protezione civile e dalla legge federale del 20 giugno 1952 sugli assegni familiari nell’agricoltura (lett. a);

  • i crediti per la restituzione di prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità lett. b);

  • i crediti per la restituzione di rendite e indennità giornaliere dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, dell’assi-curazione militare, dell’assicurazione contro la disoccupazione e dell’assicurazione contro le malattie (lett. c).

Questa norma di legge ha carattere obbligatorio e la Cassa ha non solo il diritto ma anche il dovere, nel quadro delle prescrizioni legali, di procedere alla compensazione con delle prestazioni scadute (DTF 115 V 341 consid. 2a pag. 342 e riferimenti; vedi inoltre RCC 1990 pag. 206 consid. 2a, 1986 pag. 304 consid. 3b).

La possibilità di compensare presuppone non solo la riunione delle qualità di debitore e creditore nella medesima persona, ma anche un rapporto stretto dal punto di vista giuridico o della tecnica assicurativa tra il diritto alla prestazione e il credito invocato (DTF 130 V 505 consid. 2.4 pag. 510-512 e riferimenti; vedi anche RCC 1983 pag. 69).

La compensazione può essere esercitata in ogni momento, a condizione che il credito sia scaduto e non sia prescritto (RCC 1977 pag. 477).

2.4. Con la decisione contestata l’amministrazione ha compensato le rendite arretrate riconosciute per il periodo dal 1. giugno 2009 al 30 aprile 2010, per un importo di fr. 25'080.--, con la pretesa del medesimo importo fatta valere dalla Cassa di compensazione del Cantone __________ per contributi arretrati personali AVS dovuti all’attività indipendente da ultimo esercitata dall’insorgente.

Sulla base dei combinati articoli 50 cpv. 2 LAI e 20 cpv. 2 LAVS è a ragione che l’Ufficio AI ha riconosciuto alla Cassa di compensazione del Cantone __________ il diritto di compensare il credito per contributi arretrati vantato nei confronti del ricorrente (DTF 115 V 341 e 111 V 99).

Tuttavia va qui rilevato che, fatto salvo il caso in cui l’autorità competente in materia di aiuto sociale ha versato alla persona assicurata prestazioni anticipate per il periodo corrispondente a quello delle rendite arretrate, il minimo vitale del diritto esecutivo costituisce un limite alla compensazione (DTF 136 V 286).

Nella menzionata DTF 136 V 286 l’Alta Corte ha infatti sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

6.1 Institutionen der Sozialversicherung dürfen Forderungen nur soweit mit Versicherungsleistungen verrechnen, als dadurch das betreibungsrechtliche Existenzminimum der versicherten Person nicht tangiert wird (SVR 2007 BVG Nr. 15 S. 49, B 63/05 E. 3.1; Urteil I 141/05 vom 20. September 2006 E. 3.3; je mit Hinweisen auf die Rechtsprechung: BGE 131 V 249 E. 1.2 S. 252; BGE 130 V 505 E. 2.4 S. 510; BGE 115 V 341 E. 2c S. 343; BGE 113 V 280 E. 5b S. 285; BGE 111 V 99 E. 3b S. 103; BGE 108 V 49 E. 1 in fine; BGE 107 V 72 E. 2 S. 75; BGE 106 V 137).

6.2 Nach der Rechtsprechung stellt sich die Frage der Zulässigkeit einer Verrechnung unter dem Gesichtspunkt der Wahrung des betreibungsrechtlichen Existenzminimums nicht nur bei einer laufenden, monatlich ausgerichteten Rente, sondern auch bei Rentennachzahlungen. Zur Begründung wird angeführt, auch diese hätten zum Zweck, den Existenzbedarf der versicherten Person zu decken (Art. 34quater Abs. 2 Satz 3 aBV; Art. 112 Abs. 2 lit. b BV), und zwar in jener Zeitspanne, für die sie nachbezahlt werden (Urteil des Eidg. Versicherungsgerichts I 305/03 vom 15. Februar 2005 E. 4 mit Hinweis auf die Urteile I 375/90 vom 10. Juni 1992 E. 5b/aa; I 503/88 vom 19. April 1989 und H 153/85 vom 29. April 1986 E. 2b; vgl. auch Urteil I 141/05 vom 20. September 2006 E. 5.3.1). Davon gehen auch die Verwaltungsweisungen des BSV aus, wobei für die Prüfung des betreibungsrechtlichen Existenzminimums in einem solchen Fall diejenige Zeitspanne massgebend ist, für welche die Nachzahlung bestimmt ist (Rz. 10921 RWL). Im Urteil I 141/05 vom 20. September 2006 E. 5.3 bezeichnete das Eidg. Versicherungsgericht die Auffassung des kantonalen Gerichts als prüfenswert, dass das Fehlen einer Rente in der Vergangenheit allenfalls zu einer Unterschreitung des Existenzminimums geführt habe, sei grundsätzlich nicht von Belang, weil der Verzicht auf die Verrechnung der Nachzahlung für verflossene Zeiten nicht zu einem besseren Leben führe. Die Frage wurde schliesslich offengelassen.

(…)

8.1 In SVR 2007 BVG Nr. 15 S. 49, B 63/05 E. 3.2 hat das Eidg. Versicherungsgericht unter Hinweis auf die Rechtsprechung (BGE 121 V 17 E. 4d S. 26; SVR 2005 ALV Nr. 5 S. 13, C 12/04 E. 2.3; Urteil I 255/91 vom 18. Mai 1992 E. 2b) erwogen, die Verrechnungsschranke des Existenzminimums komme nicht zum Tragen, wenn dieses in der fraglichen Zeit durch Leistungen der Sozialhilfe sichergestellt gewesen sei. Voraussetzung sei allerdings, dass die Sozialhilfe die Leistungen erbringe für die Zeitspanne, während welcher die versicherte Person auf den Entscheid eines Sozialversicherungsträgers über die Anspruchsberechtigung gewartet und anschliessend rückwirkend Versicherungsleistungen zugesprochen erhalten habe.

Die in SVR 2007 BVG Nr. 15 S. 49 zitierten Urteile betrafen die Drittauszahlung von Rentennachzahlungen an die bevorschussende Sozialbehörde. In einem solchen Fall verlangt die Fürsorgebehörde vom Sozialversicherer die Überweisung der Rentenleistungen für einen Zeitraum, für den sie die versicherte Person unterstützt hat. Könnte sich die versicherte Person in einem solchen Fall auf das Existenzminimum berufen und die Auszahlung in diesem Umfang an sich selbst verlangen, käme sie zweimal in den Genuss von Leistungen.

8.2 Ähnlich verhält es sich, wenn die versicherte Person in der Vergangenheit von der Fürsorgebehörde während einer Zeitspanne unterstützt wurde, für welche später Renten nachbezahlt werden, die Verrechnung jedoch nicht mit der Sozialbehörde, sondern - wie hier - mit einem anderen Zweig der Sozialversicherung zur Diskussion steht, dessen Anspruch jenem der Fürsorgebehörde vorgeht (vgl. auch Urteil I 141/05 vom 20. September 2006 E. 5.3.2). Hinzu kommt, dass sich der Schutz des Existenzminimums bei Verrechnungen auf dem Gebiet der Sozialversicherung an Art. 125 Ziff. 2 OR anlehnt. Dieser sieht vor, dass Verpflichtungen, deren besondere Natur die tatsächliche Erfüllung an den Gläubiger verlangt, wie Unterhaltsansprüche und Lohnguthaben, die zum Unterhalt des Gläubigers und seiner Familie unbedingt erforderlich sind, nicht durch Verrechnung getilgt werden können (vgl. BGE 130 V 505 E. 2.4 S. 510). Art. 125 Ziff. 2 OR wie auch Art. 93 Abs. 1 SchKG wollen einzig vermeiden, dass jemand durch die Verrechnung tatsächlich ins Elend gestossen würde, was nicht der Fall ist, wenn es - wie im vorliegenden Fall - um eine nachträgliche Beurteilung für einen Zeitraum geht, für welchen Sozialhilfe effektiv ausgerichtet worden ist (vgl. zum Ganzen: SCHLAURI, a.a.O., S. 148 ff.).

8.3 Damit ergibt sich, dass das kantonale Gericht, ohne Bundesrecht zu verletzen, davon ausgehen konnte, dass die Verrechnungsschranke des Existenzminimums nicht gilt, weil die Sozialbehörde für die Zeit des nachträglichen Rentenanspruchs der Beschwerdeführerin Leistungen ausgerichtet hat. Nicht geprüft werden muss daher die im Urteil I 141/05 vom 20. September 2006 offengelassene Frage, ob bei Rentennachzahlungen die Zulässigkeit einer Verrechnung generell nicht mehr unter dem Gesichtspunkt der Wahrung des betreibungsrechtlichen Existenzminimums zu prüfen ist. Beim vorliegenden Ergebnis spielen die Höhe des betreibungsrechtlichen Existenzminimums und der Fürsorgeleistungen keine Rolle. Es kann daher offenbleiben, ob es sich bei den von der Beschwerdeführerin nachgereichten Unterlagen um zulässige Noven im Sinne von Art. 99 BGG handelt. Eine Verrechnung mit laufenden Renten wurde in der Verfügung vom 26. November 2008 nicht angeordnet, weshalb nicht zu prüfen ist, wie es sich diesbezüglich mit der Wahrung des Existenzminimums verhält.

(…)" (DTF 126 V 286 consid. 6 e 8 pag. 291-294)

La summenzionata giurisprudenza è stata confermata nella STF 9C_1015/2010 del 12 aprile 2011 dove il TF ha, in particolare, sviluppato la seguente considerazione:

" (…)

3.4 Eine Rechtsprechungsänderung rechtfertigende Gründe sind nicht ersichtlich. Es leuchtet zwar ohne weiteres ein, dass eine versicherte Person, welche während eines bestimmten Zeitraums Sozialhilfe bezogen hat und für denselben Zeitraum eine Rentennachzahlung bekommt, sich nicht auf die Verrechnungsschranke des betreibungsrechtlichen Existenzminimums berufen kann, weil diese zum Zwecke hat, zu vermeiden, dass jemand durch die Verrechnung tatsächlich ins Elend gestossen wird, wovon angesichts der von der Sozialhilfe erhaltenen Unterstützung nicht die Rede sein kann (BGE 136 V 286 E. 8.2 S. 293). Anders verhält es sich jedoch, wenn eine versicherte Person unter dem Existenzminimum gelebt und dennoch (aus irgendwelchen Gründen) keine Unterstützung der Sozialbehörde beansprucht hat; denn in diesem Fall kann nicht argumentiert werden, dass das Existenzminimum im fraglichen Zeitraum durch die Sozialbehörde sichergestellt gewesen und der Zweck der Verrechnungsschranke damit hinfällig sei. Wohl lässt sich nicht von der Hand weisen, dass der Verzicht auf die Verrechnung der Nachzahlung für die Vergangenheit nicht zu einem besseren Leben führt (so auch Schlauri, a.a.O., S. 151). Allerdings dürfte die versicherte Person - soweit sie nicht über hinreichendes Vermögen verfügte - gezwungen gewesen sein, sich die Mittel zur Existenzwahrung anderweitig zu beschaffen, zu denken ist beispielsweise an eine Bevorschussung von privater Seite, die es nachträglich zurückzuerstatten gilt. Was den Hinweis der Vorinstanz anbelangt, wonach der Beschwerdeführer gemäss der von der IV-Stelle vorgenommenen Ermittlung des Invalideneinkommens in der Lage gewesen wäre, einen höheren Verdienst zu erzielen, ist zu bemerken, dass im Rahmen der Ermittlung des betreibungsrechtlichen Existenzminimums keine Handhabe für die Anrechnung hypothetischen Einkommens besteht.

Des Weitern lässt sich für die Geltung der Verrechnungsschranke des betreibungsrechtlichen Existenzminimums bei Rentennachzahlungen nach wie vor anführen, dass es die Verwaltung sonst in der Hand hätte, durch Zuwarten mit dem Erlass der Rentenverfügung die Verrechnungsschranke zu umgehen (Urteile des Eidg. Versicherungsgerichts I 141/05 vom 20. September 2006 E. 5.3.1; H 153/85 vom 29. April 1986 E. 2b). Zudem hängt es oft von Zufälligkeiten (wie beispielsweise Verzögerungen in der Abklärung der medizinischen Verhältnisse aufgrund überlasteter Gutachtensstellen) ab, ob die versicherte Person die Rente laufend oder rückwirkend in Form einer Rentennachzahlung bekommt; dieses aleatorische Element darüber entscheiden zu lassen, ob das betreibungsrechtliche Existenzminimum zu beachten ist, wäre geradezu stossend.

Wenn es auch zutrifft, dass die Verrechnung dem Schuldner der Beiträge insoweit Vorteile bringt, als diese rentenbildend sind, kann daraus - entgegen dem angefochtenen Entscheid - nicht geschlossen werden, die Verrechnung sei ohne Rücksicht auf das Existenzminimum zulässig, soweit es um rentenbildende Beiträge gehe. Zwar wurde in E. 5.3.2 des Urteils I 141/05 vom 20. September 2006 unter Hinweis auf EVGE 1955 S. 35 ausgeführt, dass der verrechnungsweisen Tilgung rentenbildender AHV-Beiträge mit AHV-Renten der Existenzschutz nicht entgegenstehe. Doch ging es bei dem dieser Aussage zugrunde liegenden, im Jahre 1955 zu beurteilenden Fall um die Verrechnung von AHV-Beiträgen mit einer laufenden Hinterlassenenrente der AHV, in welcher Konstellation das Gericht aus Gründen der Praktikabilität die Verrechnung ohne Rücksicht auf das Existenzminimum als zulässig erachtete. Dabei war die Überlegung wegleitend, dass sich die Frage der Verrechenbarkeit andernfalls alsbald "in neuer Gestalt" gestellt hätte, weil die Ausgleichskasse bei dauernder Uneinbringlichkeit der geschuldeten Beiträge die laufende Hinterlassenenrente niedriger hätte festsetzen müssen

(…)" (STF 9C_1015/2010 del 12 aprile 2011 consid. 3.4)

Rilevato che dagli atti non risulta che l’assicurato, nel periodo per il quale è stata fatta valere la compensazione (dal giugno 2009 all’aprile 2010), fosse al beneficio della pubblica assistenza, la compensazione con le rendite arretrate può essere operata solo nella misura in cui la deduzione di cui è oggetto la rendita non intacca il minimo vitale riconosciuto ai sensi del diritto esecutivo (art. 93 LEF; DTF 136 V 286 consid. 6.1 pag. 291 e riferimenti). Se le entrate non dovessero superare il minimo vitale ex art. 93 LEF, allora il credito da contributi arretrati personali AVS dovuti all’attività indipendente deve essere dichiarato irrecuperabile (DTF 136 V 286 consid. 6.2 e DTF 115 V 341 consid. 2a pag. 342-244 e 111 V 99 consid. 3a pag. 102-103, nelle quali si trattava in particolare della compensazione di una rendita con contributi arretrati).

Nel caso in esame, il suddetto calcolo non è stato fatto.

Ne consegue che la decisione impugnata, limitatamente a quanto disposto circa la compensazione, è da annullare e gli atti rinviati all’Ufficio AI affinché, per il tramite della Cassa di compensazione del Cantone __________, conformemente alla succitata giurisprudenza, verifichi l'esigibilità della compensazione fatta valere.

Il rinvio degli atti all’amministrazione si giustifica a maggiore ragione visto che la stessa Cassa di compensazione del Cantone __________, nella lettera 23 marzo 2011 (cfr. consid. 1.7 e XVIII), ha ammesso di essere incorsa in un errore concludendo che la corretta pretesa per contributi arretrati da porre in compensazione ammonterebbe a fr. 23'635.75 e non invece a fr. 25'080.-- come ritenuto nella decisione impugnata.

L’Ufficio AI dovrà pertanto pronunciarsi compiutamente anche sull’importo preciso che, fatto salvo il minimo vitale ex art. 93 LEF che va in ogni caso salvaguardato, potrebbe essere posto in compensazione.

2.5. Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

Visto l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

§ La decisione impugnata, limitatamente a quanto disposto circa la compensazione, é annullata e gli atti rinviati all’Ufficio AI perché proceda come indicato al consid. 2.4.

  1. Le spese, per fr. 500.--, sono poste a carico dell’Ufficio AI.

  2. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il vicepresidente Il segretario

Raffaele Guffi Fabio Zocchetti

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