Curdish asylum returns and moratorium request

20017018Prática Administrativa Federal (VPB)16 de dez. de 1988Dismissed

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Resumo Omnilex

Carobbio asked the Federal Council to impose a moratorium on the removal of rejected Kurdish asylum seekers. In its written reply, the Federal Council distinguished between applicants from Iran and Iraq, for whom it said return was generally already excluded because they were often protected as refugees, and applicants from Turkey, for whom it rejected a general moratorium despite human-rights concerns. The Council emphasized individual examination of each asylum request and application of the non-refoulement principle. The interpellant was only partially satisfied and requested debate.

Sumário Omnilex

Asylum and non-refoulement; a general moratorium on returns of a minority group is not justified where claims must be assessed individually and no systematic persecution by the relevant state authorities is established. For applicants from states where current persecution and flight from life-threatening circumstances are shown, protection may already preclude return; for others, return may be ordered only after careful individual scrutiny and if it can reasonably be expected (consid. written reply of 28 Nov. 1988).

Texto completo

Interpellation Carobbio

1975

  1. Dezember 1988 N

Bereits heute ist die Sicherheit der Elektrizitätsversorgung der französischen Schweiz, namentlich der Region Genf, nicht mehr gewährleistet. Dies trifft insbesondere in Spitzen- verbrauchszeiten zu. Hier kann es dann auch zu einer Ueberbeanspruchung des bestehenden Leitungsnetzes kommen. Ueberlastete Leitungen weisen einen höheren Verschleiss und grössere Transportverluste auf und sind generell weniger zuverlässig. Auch aus dieser Sicht wird deutlich, dass der Bau der neuen Hochspannungsleitung nicht nur notwendig, sondern sogar vordringlich ist. Antworten auf die Fragen des Interpellanten:

  1. Mit Entscheid vom 22. Oktober 1985 hat der Bundesrat definitiv anerkannt, dass die vorgesehene 380-kV-Leitung auf ihrer ganzen Länge gebaut werden muss. Es besteht kein Grund, auf diesen Entscheid zurückzukommen.

  2. und 3. Der Bundesrat kann im heutigen Zeitpunkt weder zu den verschiedenen, in der Region Murten vorgeschlage- nen Trasseevarianten noch zur Möglichkeit der Verkabelung Stellung nehmen. Er wird diese Fragen im Rahmen des Beschwerdeverfahrens, das zurzeit hängig ist, prüfen.

Präsident: Der Interpellant ist von der Antwort des Bundes- rates nicht befriedigt. Er beantragt Diskussion.

Abstimmung - Vote

Für den Antrag auf Diskussion Dagegen

offensichtliche Mehrheit Minderheit

88.584

Interpellation Carobbio Kurdische Asylanten. Ausschaffungsmoratorium Interpellanza Carobbio Asilanti curdi in Svizzera. Moratoria per il rimpatrio Interpellation Carobbio Expulsion de réfugiés kurdes. Moratoire

Wortlaut der Interpellation vom 21. September 1988 Im Iran und im Irak wird die kurdische Minderheit verfolgt, und in der Türkei leben die Kurden, die aus dem Iran und dem Irak in dieses Land flüchten, in sehr unsicheren Verhält- nissen, da die Integrität ihrer Person und die Menschen- rechte nicht gewährleistet sind.

Kann der Bundesrat angesichts dieser Situation nicht im Sinne einer Ausnahmemassnahme ein Ausschaffungsmora- torium für die kurdischen Asylbewerber anordnen, die kein Asylrecht erhalten haben? Das Moratorium sollte minde- stens so lange dauern, als ihr Leben in Gefahr steht.

Testo dell'interpellanza del 21 settembre 1988

Vista la situazioni di persecuzione della minoranza curda in atto in Irak e in Iran e le condizioni poco sicure dal punto di vista del rispetto della personalità e dei diritti individuali in cui vengono a trovarsi i curdi irakeni e iraniani che si rifugiano in Turchia, i sottoscritti chiedono al Consiglio federale se, in via eccezionale, non intende decretare una moratoria per il rimpatrio degli asilanti curdi che non hanno ottenuto il diritto d'asilo, almeno fino a quando sarà cessata la minaccia di sterminio.

Texte de l'interpellation du 21 septembre 1988

Etant donné les persécutions dont est victime la minorité kurde en Irak et en Iran et les conditions peu sûres quant au respect de la personnalité et des droits individuels dans laquelle se trouvent les Kurdes irakiens et iraniens qui se

réfugient en Turquie, les soussignés demandent au Conseil fédéral de dire si, exceptionnellement, il n'a pas l'intention de décréter un moratoire pour le rapatriement des deman- deurs d'asile kurdes qui n'ont pas obtenu le droit d'asile, du moins jusqu'à ce que disparaisse la menace d'une extermi- nation.

Mitunterzeichner - Cofirmatari - Cosignataires: Ammann, Bäumlin Richard, Béguelin, Bodenmann, Braunschweig, Brügger, Bundi, Danuser, Eggenberg-Thun, Euler, Fankhau- ser, Hafner Ursula, Hubacher, Jeanprêtre, Lanz, Lederger- ber, Leuenberger-Solothurn, Leuenberger Moritz, Matthey, Neukomm, Pitteloud, Rechsteiner, Reimann Fritz, Ruffy, Stappung, Uchtenhagen, Ulrich, Zbinden Hans, Züger (29)

Schriftliche Begründung - Motivazione scritta - Développement par écrit

La situazione della minoranza curda si è in questi ultimi tempi notevolmente aggravata. Dopo la cessazione delle ostilità fra Iran e Irak azioni di repressione contro i curdi sono in atto nei due Paesi. I profughi si contano ormai a migliaia. D'altronde numerosi sono i curdi giunti in Svizzera che hanno in corso una domanda per ottenere l'asilo poli- tico. Si tratterebbe del 95 per cento. Un rifiuto della domanda con relativo rinvio al Paese di provenienza espor- rebbe, in questo momento, gli interessati a rischi notevoli per la loro stessa vita.

In considerazione di quanto sopra, i sottoscritti interpellano il Consiglio federale per sapere se non ritiene opportuno decretare una moratoria per il rimpatrio dei profughi curdi che non hanno ottenuto l'asilo, almeno fino a quando sarà cessata la minaccia di sterminio.

Il fatto che le autorità turche si siano dichiarate d'accordo di accogliere i profughi curdi provenienti dall'Irak non costitui- sce certo un elemento rassicurante. Per la Turchia e il suo governo i curdi costituiscono sempre una minoranza che in questi ultimi tempi ha subito discriminazioni e anche perse- cuzioni.

Quindi anche da questo punto di vista si giustifica l'ado- zione di una moratoria per il rimpatrio degli asilanti curdi, del tipo di quella applicata per i tamil.

Schriftliche Erklärung des Bundesrates vom 28. November 1988 Risposta scritta del Consiglio federale del 28 novembre 1988 Déclaration écrite du Conseil fédéral

du 28 novembre 1988

Secondo la legge federale sull'asilo e la Convenzione del 28 luglio relativa allo statuto dei rifugiati, sono riconosciuti come rifugiati in Svizzera solamente le persone perseguitate sia a causa della loro appartenenza ad una determinata comunità, sia a causa del loro impegno sul piano politico, culturale o religioso. In questo caso è evidente che il pro- blema del rimpatrio non si pone nemmeno, dato che gli interessati godono di regola dello statuto di rifugiato nel ·nostro Paese, principio che esclude normalmente il rimpa- trio, come il rinvio in uno Stato terzo (cfr. a questo proposito la risposta del Consiglio federale all'interrogazione ordinaria Ziegler del 2 marzo 1988 riguardante l'accettazione dei rifu- giati curdi). Conviene ricordare che lo scopo principale dell'esame degli incarti individuali dei richiedenti d'asilo è di vedere precisamente se gli interessati sono o meno perse- guitati.

  1. Richiedenti d'asilo curdi provenienti dall'Iran e dall'Irak Se da un lato, durante la guerra del Golfo, si è potuto osservare una diminuzione dell'intensità della repressione condotta dalle autorità irachene ed iraniane contro la resi- stenza curda, d'altro canto occorre constatare che il cessate il fuoco instaurato recentemente fra i due belligeranti ha permesso alle suddette autorità di trasferire una parte dei loro rispettivi eserciti dal fronte verso il Kurdistan, al fine di combattere la guerriglia curda che vi si trova insediata.

In tale occasione, il regime iracheno ha tentato con tutti i mezzi, compreso il ricorso ai gas ed alle armi chimiche,

Pétitions

1976

N

16 décembre 1988

secondo un certo numero di informazioni concordanti, di annientare la rivolta curda al nord del Paese. Nel corso di questa offensiva, decine, se non addirittura centinaia di villaggi sono stati toccati; fatto che ha causato l'esodo di migliaia di persone della popolazione civile verso la Turchia. Queste persone, essendo fuggite dal loro Paese per salvare la loro vita, meritano una protezione internazionale. Esse non possono quindi essere tradotte nel loro Paese fino a che le circostanze alla base del loro esodo non siano sparite. D'altronde, non si può fare a meno di notare una sorta di atteggiamento paradossale da parte delle autorità irachene rispetto alla minoranza curda. In effetti, da un lato, si con- stata che i curdi in Irak godono di una certa autonomia sul piano culturale e linguistico, contrariamente ai curdi che abitano nei Paesi vicini. In effetti, la lingua curda è insegnata in Irak dove le pubblicazioni in curdo sono perfettamente legali. D'altra parte, la repressione intrapresa a diverse epo- che dall'esercito iracheno contro gli oppositori curdi al nord del Paese si è rivelata delle più cruenti. L'ultima offensiva in questo quadro ha suscitato la disapprovazione internazio- nale.

Per quanto riguarda i richiedenti d'asilo curdi respinti, origi- nari del Kurdistan iracheno o iraniano, bisogna notare che già ben prima degli ultimi avvenimenti nessuno di essi è stato rimpatriato dalle autorità svizzere, e questo precisa- mente in ragione delle speciali condizioni regnanti in questa regione del mondo.

Notiamo inoltre che il loro numero in Svizzera è molto limitato. E' evidente che i servizi del Delegato ai Rifugiati seguono con la dovuta attenzione la situazione nei due Paesi considerati.

  1. Richiedenti curdi provenienti dalla Turchia

Siamo consapevoli del fatto che il rispetto dei diritti del- l'uomo in Turchia non ha ancora raggiunto un livello soddis- facente. L'adozione di una moratoria generale per il rimpa- trio degli asilanti curdi respinti, nella situazione attuale, tuttavia non si giustifica.

Benchè il governo turco si stia impegnando a favore di un maggiore rispetto dei diritti dell'uomo, è d'uopo ricordare che in Turchia esistono ancora casi di violazione dei diritti dell'uomo di grave entità. Il Consiglio federale si attende da un Paese che ha ratificato la Convenzione per la salvaguar- dia dei diritti dell'uomo e la Convenzione europea per l'abo- lizione della tortura ogni possibile sforzo, affinché queste disposizioni vengano rispettate. Poiché tuttavia non esiste una persecuzione sistematica della comunità curda da parte delle autorità turche, una sospensione generale dei rinvii non si giustifica. La situazione attuale in Turchia induce però il Consiglio federale a esaminare con la massima cura ogni domanda d'asilo presentata da un rappresentante della minoranza curda. Il provvedimento del rinvio ai sensi dell'ar- ticolo 21 a della legge federale sull'asilo è pronunciato sola- mente in accordo con la garanzia del principio di non respingimento e unicamente nel caso in cui il ritorno nel Paese considerato può essere ragionevolmente preteso.

Präsident: Der Interpellant ist von der Antwort des Bundes- rates teilweise befriedigt. Er beantragt Diskussion.

Abstimmung - Vote

Für den Antrag auf Diskussion Dagegen

offensichtliche Mehrheit Minderheit

Petitionen - Pétitions

88.259

Weltbund zum Schutze des Lebens. Nahrungsmittelzu- sätze

Ligue mondiale pour la protection de la vie. Additifs all- mentaires

Herr Hess Peter unterbreitet im Namen der Petitions- und Gewährleistungskommission den folgenden schriftlichen Bericht:

  1. Mit Eingabe vom Juni 1987 reichte der Weltbund zum Schutze des Lebens, Sektion Schweiz, eine Petition ein. Die Petenten fordern, dass alle Nahrungsmittelzusätze auf den Verpackungen deklariert und die Grundnahrungsmittel in Zukunft frei von chemischen Zusätzen sein sollen. Ferner soll die Bestrahlung der Lebensmittel, worunter auch die Gemüse fallen, in der Schweiz gesetzlich verboten und auch die Importeure verpflichtet werden, nur unbestrahlte Lebensmittel in die Schweiz einzuführen.

  2. Die Petitions- und Gewährleistungskommission cles Natio- nalrates befasste sich am 3. Mai und am 29. August 1988 mit dieser Eingabe. Sie kommt mit dem Bundesamt für Gesund- heitswesen zu folgendem Schluss:

  3. Aufgrund der Vorschriften der Lebensmittelverordnung (LMV) und der Zusatzstoffverordnung ist der Wunsch der Petitionäre, dass alle Nahrungsmittelzusätze auf der Verpak- kung deklariert werden müssen, seit 1980 bereits insofern erfüllt, als alle Zusatzstoffe, die Allergien auslösen können (Konservierungsmittel), offen deklariert werden müssen; für die anderen Zusatzstoffe ist eine Deklaration der Art des Zusatzstoffes (z. B. Farbstoff) vorgeschrieben. Artikel 13 LMV verlangt auf Packungen die Angaben der Zutaten und Zusatzstoffe in mengenmässig absteigender Reihenfolge. 22. Desgleichen wird der Grundsatz befolgt, die Grundnah- rungsmittel frei von Zusatzstoffen zu halten. Diese sind grösstenteils zusatzstofffrei.

Ganz allgemein sind Zusatzstoffe nur dann erlaubt, wenn sie vorgängig einer eingehenden Beurteilung internat onal und national unterzogen und für unschädlich befunden wurden. Sehr viele Zusatzstoffe kommen in der Natur vor oder sind abgewandelte Naturprodukte.

Auf der andern Seite ist festzuhalten, dass naturbelassene Lebensmittel nicht unbedingt gesund sind. Vielfach können solche Lebensmittel erst nach einer Behandlung, z. B. einer Erhitzung, bedenkenlos gegessen werden.

  1. Was die Bestrahlung von Lebensmitteln betrifft, so wird eine solche in der Schweiz nur von Fall zu Fall und nach eingehender Prüfung bewilligt. Die Einfuhr bestrahlter Lebensmittel in die Schweiz ist verboten.

  2. Die Kommission ist der Auffassung, dass die Konsumen- ten mit der heute bestehenden Information und Deklaration auf den Lebensmitteln nicht die gewünschte Auswahl tref- fen können.

Im Interesse aller gesundheitsbewussten Bürgerinnen und Bürger sollten alle Zusatzstoffe auf den Verpackungen deklariert werden.

Antrag der Kommission

Aus diesen Gründen beantragt die Kommission, die Petition zur Kenntnisnahme an den Bundesrat zu überweisen.

Antrag Weder-Basel Es sei die Petition als Postulat dem Bundesrat zu über- weisen.

Proposition de la commission

Pour toutes ces raisons, la commission recommande au conseil de transmettre la pétition au Conseil fédéral, pour qu'il en prenne acte.

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Interpellation Carobbio Kurdische Asylanten. Ausschaffungsmoratorium Interpellation Carobbio Expulsion de réfugiés kurdes. Moratoire Interpellanza Carobbio Asilanti curdi in Svizzera. Moratoria per il rimpatrio

In

Dans

Amtliches Bulletin der Bundesversammlung Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale

In

Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale

Jahr

1988

Année

Anno

Band

IV

Volume

Volume

Session

Wintersession

Session

Session d'hiver

Sessione

Sessione invernale

Rat

Nationalrat

Conseil

Conseil national

Consiglio

Consiglio nazionale

Sitzung

15

Séance

Seduta

Geschäftsnummer 88.584

Numéro d'objet

Numero dell'oggetto

Datum 16.12.1988 - 08:00

Date

Data

Seite

1975-1976

Page

Pagina

Ref. No

20 017 018

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Palavras-chave

asylumnon-refoulementmoratoriumdeportationminority protectionindividual assessmenthuman rights

Extraído pela Omnilex

Questão jurídica principal

Whether the Federal Council should order a moratorium on the removal of rejected Kurdish asylum seekers.

Decisão extraída

The Federal Council declined to impose a general moratorium, stating that each asylum claim must be examined individually and that a general suspension of returns was not justified, especially for applicants from Turkey.

Fundamentação extraída

For applicants from Iran and Iraq, the Council said those fleeing current persecution generally merit protection and are not normally returned. For applicants from Turkey, the Council acknowledged concerns about human rights but found no systematic persecution of Kurds by the Turkish authorities; therefore a general moratorium was not warranted. Each case must be assessed under the non-refoulement principle and return is permitted only if reasonably expected.

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