Refusal to extend building zone upheld

90.2002.9Outro Tribunal30 de out. de 2002Dismissed

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Resumo Omnilex

A landowner appealed against the State Council's approval of a municipal zoning plan insofar as it refused to expand the building zone to include her parcel. The Tribunal held that the plan's overall building capacity was excessive in relation to foreseeable development needs and that the parcel was not in a largely built-up area within the meaning of planning law. It also stressed the landscape and agricultural value of the hillside area. The appeal was dismissed and the appellant ordered to pay CHF 700 in court costs.

Sumário Omnilex

Art. 15 LPT; building zone allocation and review of zoning capacity; a parcel may be excluded from the building zone despite some existing construction if the plan, after overall balancing of interests, would create excessive building reserves. The criteria of Art. 15 LPT are relative, not absolute, and the authority may refuse approval where the municipal solution insufficiently reflects federal planning aims, in particular the need to avoid overly extensive building zones and to protect agricultural and landscape interests (consid. 3-6). Municipal autonomy is not infringed where the refusal is based on a lawful planning assessment within the government's full review power and the tribunal finds no legal violation (consid. 2, 7).

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AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 90.2002.9

Data decisione, Autorità: 30.10.2002, TPT

Incarto n. 90.2002.00009

Lugano 30 ottobre 2002

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale della pianificazione del territorio

composto dai giudici:

Raffaello Balerna, presidente, Lorenzo Anastasi, Werner Walser

vicecancelliere

Stefano Furger

statuendo sul ricorso del 7 gennaio 2002 di

__________ __________, __________,

contro

la risoluzione 16 ottobre 2001 (n. __________6) del Consiglio di Stato di approvazione del Piano regolatore di __________;

viste le risposte:

  • 27 marzo 2002 del municipio di __________;

  • 15 aprile 2002 della divisione della pianificazione territoriale del dipartimento del

territorio;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,

in fatto:

A. Nella seduta del 6 luglio 1999 il consiglio comunale di __________ ha adottato la revisione generale del piano regolatore. In quella sede il mapp. __________, di proprietà di __________ __________, è stato assegnato alla zona residenziale estensiva (zona F). Il mapp. __________ presenta una superficie di 649 mq ed è ubicato in località _________ del __________, a confine di via __________ __________, nell'area collinare sopra la città.

B. Con risoluzione 16 ottobre 2001 (n. __________) il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore. Esso ha tuttavia negato l'approvazione dell'estensione delle zone edificabili rispetto al precedente piano regolatore, nella quale era incluso il mapp. __________.

C. Con ricorso 7 gennaio 2002 __________ __________ insorge innanzi a questo Tribunale avverso la menzionata risoluzione governativa, postulandone l'annullamento e chiedendo l'attribuzione alla zona edificabile del comparto comprendente il suo fondo, così come prevedeva il piano regolatore in approvazione. La ricorrente afferma che il fondo in parola, oltre ad essere sprovvisto di qualsiasi vocazione agricola, è idoneo all'edificazione ed inserito in un contesto già edificato a connotazione residenziale.

D. Il municipio postula l'accoglimento del gravame, mentre la divisione della pianificazione territoriale ne chiede la reiezione.

E. In data 29 agosto 2002 il Tribunale ha esperito una visita dei luoghi, in occasione della quale sono state scattate alcune fotografie del mappale della ricorrente, in seguito acquisite agli atti. Il 3 settembre 2002 si è tenuta l'udienza e il 4 settembre 2002 è stato esperito un sopralluogo in contraddittorio, durante i quali le parti hanno confermato le rispettive allegazioni e domande.

considerato, in diritto:

  1. La competenza del Tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione della ricorrente certa (art. 38 cpv. 4 lett. c LALPT). Il ricorso è dunque ricevibile.

  2. In campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-1999 n. 27 consid. 3).

Il potere cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit., ibidem; inoltre II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

  1. I piani regolatori hanno lo scopo di garantire un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e un ordinato insediamento del territorio (cfr. art. 75 cpv. 1 Cost.). Essi devono delimitare, in primo luogo, le zone edificabili, agricole e protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Le zone edificabili comprendono, secondo l'art. 15 LPT, i terreni idonei all'edificazione che sono già stati edificati in larga misura (lett. a) e quelli prevedibilmente necessari ed urbanizzati entro 15 anni (lett. b). Di massima un terreno che adempie queste esigenze va attributo alla zona edificabile a meno che, dopo una ponderazione e globale degli interessi che la legislazione sulla pianificazione del territorio tende a salvaguardare (cfr. in particolare art. 1 e 3 LPT), debba venir incluso, parzialmente o totalmente, nel territorio fuori della zona edificabile (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3a). I criteri posti dall'art. 15 LPT per l'assegnazione di un terreno alla zona edificabile non hanno pertanto un valore assoluto, ma una portata relativa. Essi rappresentano piuttosto dei principi generali della pianificazione del territorio, dei punti di riferimento, che - ancorché soddisfatti - non conducono necessariamente all'attribuzione del terreno interessato alla zona fabbricabile (cfr. la giurisprudenza appena citata; inoltre Flückiger, Commentario LPT, ad art. 15 n. da 25 a 29; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction, expropriation, Berna 2001, n. 314).

  2. Il Consiglio di Stato non ha approvato - in generale - l'estensione delle zone edificabili rispetto al precedente piano avuto riguardo, in primo luogo, alla contenibilità del nuovo piano regolatore (art. 15 lett. b LPT; cfr. risoluzione impugnata cifra ., in particolare pag. 21 segg.). Dal rapporto di pianificazione (pag. 59) esso ha desunto che la contenibilità teorica del nuovo piano regolatore corrispondeva a di 45'000 unità insediative, di cui 28'000 abitanti e 17'000 posti di lavoro. Questo risultato veniva conseguito applicando un grado di attuazione del piano estremamente basso (del 50%) e, inversamente, un alto rapporto superficie utile lorda/unità insediative (di 50 mq): adottando i parametri usuali (grado di attuazione del 70-80% rispettivamente rapporto superficie utile lorda/unità insediative di 40-45 mq), la contenibilità teorica del nuovo piano si attestava, in realtà, a 70'000-80'000 unità insediative. Il Governo ha indi accertato che la popolazione residente nel comune, nel 1999, era di 16'906 persone, i posti di lavoro 12'369 (dati del 1998) e i posti per il turismo 500: in totale 29'775 unità insediative. Ne ha concluso che la contenibilità teorica del piano regolatore superava largamente le prevedibili necessità di sviluppo demografico ed edilizio nell'arco dei 15 anni, rendendo possibile oltre il raddoppio delle unità insediative. Questa valutazione merita di essere condivisa, per quanto concerne particolarmente l'evoluzione del numero di abitanti, che qui interessa. In effetti, anche volendo adottare le (quantomai parziali) proiezioni formulate dal comune, il nuovo piano regolatore permetterebbe comunque sia di insediare, nei prossimi 15 anni, almeno ulteriori 11'094 abitanti sul territorio comunale, pari ad un aumento della popolazione del 66%, ovvero di 2/3, di quella attuale. Per contro, la popolazione residente nel comune non è in sostanza aumentata negli ultimi trent'anni. Secondo i dati riportati nell'Annuario statistico ticinese (Comuni, anno 2000, pag. 46 seg.), ripresi dai censimenti federali, la popolazione economica residente a __________ assommava nel 1970 a 16'979 unità, nel 1980 a 16'743 unità e nel 1990 a 16'849 unità (cfr. inoltre il grafico alla pagina 7 del rapporto di pianificazione): queste cifre corrispondono alla popolazione legale permanente al 31 dicembre 1999 accertata dal Consiglio di Stato nel giudizio impugnato. Avuto pertanto riguardo all'aumento oggettivamente pronosticabile della popolazione, la contenibilità teorica del nuovo piano regolatore appare eccessiva. A giusta ragione il Consiglio di Stato ha, pertanto, negato l'estensione delle zone fabbricabili a scopi residenziali rispetto al perimetro del piano regolatore precedente, approvato dallo stesso il 18 maggio 1977. Questa soluzione appare, in concreto, ulteriormente giustificata dai dati forniti nel rapporto di pianificazione (pag. 59), dai quali risulta che il piano regolatore precedente avrebbe già permesso di conseguire una popolazione di 27'000 abitanti, ossia di soli 1'000 abitanti inferiore a quella del piano in esame ed inoltre che quest'ultimo prevede, rispetto al precedente, un incremento dell'indice di sfruttamento all'interno della zona edificabile. Sussiste difatti un interesse generale ad impedire la formazione di zone edificabili troppo vaste (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3c). Queste considerazioni devono, di conseguenza, essere applicate anche al fondo della ricorrente.

  3. In concreto, nemmeno è adempiuto il presupposto dell'art. 15 lett. a LPT. Con terreni già edificati in larga misura si intende essenzialmente il territorio costruito in maniera compatta, oltre eventualmente singole particelle inedificate al suo interno, direttamente confinanti con la zona edificabile, in genere già edificate e di superficie relativamente ridotta (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3b; Flückiger, op. cit., ad art. 15 n. 60; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, op. cit., n. 319). Il fondo della ricorrente, ubicato in posizione discosta rispetto ai nuclei di __________ ed __________, fa invece parte di un ampio territorio, in gran parte inedificato. Sullo stesso sono presenti, in ordine sparso, alcune abitazioni. La costruzione di tali edifici risale ad un'epoca anteriore al previgente piano regolatore, che aveva assegnato quest'area alla zona inedificabile. Essa non può pertanto essere considerata come edificata in larga misura nel senso restrittivo inteso dalla giurisprudenza.

  4. Nell'ambito di una ponderazione globale degli interessi (cfr. consid. 3), oltre al già ricordato obiettivo di impedire la formazione di zone edificabili troppo vaste (cfr. consid. 4), va poi ricordato che il comparto collinare di cui fa parte il fondo in rassegna è caratterizzato da una diffusa presenza di vigneti che, intercalati da strisce di bosco ed estensioni prative, concorrono altresì a formare un paesaggio di pregio, in equilibrio con le edificazioni presenti (cfr. su quest'ultimo aspetto la risoluzione impugnata, pag. 22). Si giustifica pertanto appieno di preservare questo territorio da un'ulteriore edificazione anche per motivi di ordine agricolo e paesaggistico; va, da ultimo, sottolineata l'imprescindibile necessità di salvaguardare sufficienti spazi liberi per le future generazioni.

  5. La risoluzione impugnata pone pertanto il piano regolatore in consonanza con l'ordinamento giuridico. Essa non è pertanto nemmeno lesiva dell'autonomia comunale. Il ricorso va, dunque, respinto.

  6. La tassa di giudizio e le spese devono essere poste carico dell'insorgente (art. 28 PAmm).

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla fattispecie,

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso è respinto.

  2. La ricorrente è condannata al pagamento delle tasse di giudizio e spese per complessivi fr. 700.- (settecento).

  3. Intimazione: - __________ __________, __________ __________ __________, __________


Municipio di __________ , __________ __________, __________ __________

Consiglio di Stato, Residenza Governativa, __________ __________

Divisione della pianificazione

territoriale, __________ __________. __________ __________,


Il presidente Il segretario

Tribunale della pianificazione del territorio

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Palavras-chave

zoning planbuilding zoneplanning autonomyland-use capacitybalancing of interestsagricultural protectionlandscape protectionmunicipal autonomysite inspection

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Questão jurídica principal

Whether the State Council lawfully refused to approve the extension of the building zone including the parcel.

Decisão extraída

Yes. The refusal was justified because the new plan already provided excessive building capacity and the parcel did not meet the requirements for building zone allocation.

Fundamentação extraída

The court held that the planning capacity greatly exceeded foreseeable needs and that the parcel was neither within a largely built-up area nor required to balance planning interests; agricultural and landscape protection also supported exclusion.

Questão jurídica principal

Whether the refusal violated municipal autonomy.

Decisão extraída

No. The refusal respected planning law and did not unlawfully infringe municipal autonomy.

Fundamentação extraída

The government must respect municipal discretion but may refuse approval where the plan fails to comply with federal planning principles, including proper balancing of interests and sufficient implementation of planning aims.

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