Refusal to extend building zone upheld for oversized plan

90.2002.26Outro Tribunal30 de out. de 2002Dismissed

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The owners appealed against the State Council’s approval of the municipal zoning plan insofar as it refused to extend the building zone to their parcel. The Territorial Planning Court found the appeal admissible, but held that the new plan already offered excessive building-zone capacity, that the parcel was not built up in the restrictive sense required by planning law, and that agricultural and landscape interests supported keeping the land outside the building zone. The appeal was therefore dismissed, and the appellants were ordered to pay CHF 700 in costs jointly and severally.

Sumário Omnilex

Art. 15 LPT; building-zone designation requires not only suitability for construction or substantial build-up, but also consistency with the overall planning balance and foreseeable development needs. The criteria of Art. 15 LPT are relative planning guidelines, not absolute entitlements; a municipality may be denied approval where the proposed building-zone extension would create an excessively large capacity contrary to federal planning objectives and the duty of restraint under Art. 2 cpv. 3 LPT. Agricultural and landscape protection may justify leaving a peripheral, only sparsely built-up area outside the building zone (consid. 3-6).

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AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 90.2002.26

Data decisione, Autorità: 30.10.2002, TPT

Incarto n. 90.2002.00026

Lugano 30 ottobre 2002

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale della pianificazione del territorio

composto dai giudici:

Raffaello Balerna, presidente, Lorenzo Anastasi, Werner Walser

vicecancelliere

Stefano Furger

statuendo sul ricorso del 14 gennaio 2002 di

__________ e __________ __________, __________,

contro

la risoluzione 16 ottobre 2001 (n. __________) del Consiglio di Stato di approvazione del Piano regolatore di __________;

viste le risposte:

  • 27 marzo 2002 del municipio di __________;

  • 15 aprile 2002 della divisione della pianificazione territoriale del dipartimento del

territorio;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,

in fatto:

A. Nella seduta del 6 luglio 1999 il consiglio comunale di __________ ha adottato la revisione generale del piano regolatore. In quella sede il mapp. __________, di proprietà di __________ __________, è stato assegnato alla zona residenziale estensiva (zona F). Il mapp. __________ presenta una superficie di 643 mq ed è ubicato in località __________, a monte di via __________, nell'area collinare sopra la città.

B. Con risoluzione 16 ottobre 2001 (n. __________) il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore. Esso ha tuttavia negato l'approvazione dell'estensione delle zone edificabili rispetto al precedente piano regolatore, nella quale era incluso il mapp. __________.

C. Con ricorso 14 gennaio 2002 __________ e __________ __________ insorgono innanzi a questo Tribunale avverso la menzionata risoluzione governativa, postulandone l'annullamento e chiedendo l'attribuzione alla zona edificabile del comparto comprendente il loro fondo, così come prevedeva il piano regolatore in approvazione. I ricorrenti affermano che il fondo in parola, oltre ad essere sprovvisto di qualsiasi vocazione agricola, è idoneo all'edificazione, è urbanizzato ed inserito in un contesto già edificato a connotazione residenziale.

D. Il municipio, eccepisce l'irricevibilità del gravame; si rimette tuttavia, nel merito, al prudente giudizio di questo Tribunale. La divisione della pianificazione territoriale chiede la reiezione dell'impugnativa.

E. In data 29 agosto 2002 il Tribunale ha esperito una visita dei luoghi, in occasione della quale sono state scattate alcune fotografie del mappale dei ricorrenti, in seguito acquisite agli atti. Il 4 settembre 2002 si è tenuta l'udienza e il 1° ottobre 2002 è stato esperito un sopralluogo in contraddittorio, durante i quali le parti hanno confermato le rispettive allegazioni e domande.

considerato, in diritto:

  1. La competenza del Tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione di __________ __________ certa (art. 38 cpv. 4 lett. c LALPT). Il ricorso è dunque ricevibile.

  2. In campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-1999 n. 27 consid. 3).

Il potere cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit., ibidem; inoltre II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

  1. I piani regolatori hanno lo scopo di garantire un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e un ordinato insediamento del territorio (cfr. art. 75 cpv. 1 Cost.). Essi devono delimitare, in primo luogo, le zone edificabili, agricole e protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Le zone edificabili comprendono, secondo l'art. 15 LPT, i terreni idonei all'edificazione che sono già stati edificati in larga misura (lett. a) e quelli prevedibilmente necessari ed urbanizzati entro 15 anni (lett. b). Di massima un terreno che adempie queste esigenze va attributo alla zona edificabile a meno che, dopo una ponderazione e globale degli interessi che la legislazione sulla pianificazione del territorio tende a salvaguardare (cfr. in particolare art. 1 e 3 LPT), debba venir incluso, parzialmente o totalmente, nel territorio fuori della zona edificabile (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3a). I criteri posti dall'art. 15 LPT per l'assegnazione di un terreno alla zona edificabile non hanno pertanto un valore assoluto, ma una portata relativa. Essi rappresentano piuttosto dei principi generali della pianificazione del territorio, dei punti di riferimento, che - ancorché soddisfatti - non conducono necessariamente all'attribuzione del terreno interessato alla zona fabbricabile (cfr. la giurisprudenza appena citata; inoltre Flückiger, Commentario LPT, ad art. 15 n. da 25 a 29; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction, expropriation, Berna 2001, n. 314).

  2. Il Consiglio di Stato non ha approvato - in generale - l'estensione delle zone edificabili rispetto al precedente piano avuto riguardo, in primo luogo, alla contenibilità del nuovo piano regolatore (art. 15 lett. b LPT; cfr. risoluzione impugnata cifra 4.2.3., in particolare pag. 21 segg.). Dal rapporto di pianificazione (pag. 59) esso ha desunto che la contenibilità teorica del nuovo piano regolatore corrispondeva a di 45'000 unità insediative, di cui 28'000 abitanti e 17'000 posti di lavoro. Questo risultato veniva conseguito applicando un grado di attuazione del piano estremamente basso (del 50%) e, inversamente, un alto rapporto superficie utile lorda/unità insediative (di 50 mq): adottando i parametri usuali (grado di attuazione del 70-80% rispettivamente rapporto superficie utile lorda/unità insediative di 40-45 mq), la contenibilità teorica del nuovo piano si attestava, in realtà, a 70'000-80'000 unità insediative. Il Governo ha indi accertato che la popolazione residente nel comune, nel 1999, era di 16'906 persone, i posti di lavoro 12'369 (dati del

  1. e i posti per il turismo 500: in totale 29'775 unità insediative. Ne ha concluso che la contenibilità teorica del piano regolatore superava largamente le prevedibili necessità di sviluppo demografico ed edilizio nell'arco dei 15 anni, rendendo possibile oltre il raddoppio delle unità insediative. Questa valutazione merita di essere condivisa, per quanto concerne particolarmente l'evoluzione del numero di abitanti, che qui interessa. In effetti, anche volendo adottare le (quantomai parziali) proiezioni formulate dal comune, il nuovo piano regolatore permetterebbe comunque sia di insediare, nei prossimi 15 anni, almeno ulteriori 11'094 abitanti sul territorio comunale, pari ad un aumento della popolazione del 66%, ovvero di 2/3, di quella attuale. Per contro, la popolazione residente nel comune non è in sostanza aumentata negli ultimi trent'anni. Secondo i dati riportati nell'Annuario statistico ticinese (Comuni, anno 2000, pag. 46 seg.), ripresi dai censimenti federali, la popolazione economica residente a __________ assommava nel 1970 a 16'979 unità, nel 1980 a 16'743 unità e nel 1990 a 16'849 unità (cfr. inoltre il grafico alla pagina 7 del rapporto di pianificazione): queste cifre corrispondono alla popolazione legale permanente al 31 dicembre 1999 accertata dal Consiglio di Stato nel giudizio impugnato. Avuto pertanto riguardo all'aumento oggettivamente pronosticabile della popolazione, la contenibilità teorica del nuovo piano regolatore appare eccessiva. A giusta ragione il Consiglio di Stato ha, pertanto, negato l'estensione delle zone fabbricabili a scopi residenziali rispetto al perimetro del piano regolatore precedente, approvato dallo stesso il 18 maggio 1977. Questa soluzione appare, in concreto, ulteriormente giustificata dai dati forniti nel rapporto di pianificazione (pag. 59), dai quali risulta che il piano regolatore precedente avrebbe già permesso di conseguire una popolazione di 27'000 abitanti, ossia di soli 1'000 abitanti inferiore a quella del piano in esame ed inoltre che quest'ultimo prevede, rispetto al precedente, un incremento dell'indice di sfruttamento all'interno della zona edificabile. Sussiste difatti un interesse generale ad impedire la formazione di zone edificabili troppo vaste (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3c). Queste considerazioni devono, di conseguenza, essere applicate anche al fondo dei ricorrenti.
  1. In concreto, nemmeno è adempiuto il presupposto dell'art. 15 lett. a LPT. Con terreni già edificati in larga misura si intende essenzialmente il territorio costruito in maniera compatta, oltre eventualmente singole particelle inedificate al suo interno, direttamente confinanti con la zona edificabile, in genere già edificate e di superficie relativamente ridotta (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3b; Flückiger, op. cit., ad art. 15 n. 60; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, op. cit., n. 319). Il fondo dei ricorrenti, ubicato in posizione discosta rispetto al nucleo di __________, fa invece parte di un ampio territorio, in gran parte inedificato. Sullo stesso sono presenti, in ordine sparso, alcune abitazioni. La costruzione di tali edifici risale ad un'epoca anteriore al previgente piano regolatore, che aveva assegnato quest'area alla zona inedificabile. Essa non può pertanto essere considerata come edificata in larga misura nel senso restrittivo inteso dalla giurisprudenza.

  2. Nell'ambito di una ponderazione globale degli interessi (cfr. consid. 3), oltre al già ricordato obiettivo di impedire la formazione di zone edificabili troppo vaste (cfr. consid. 4), va poi ricordato che il comparto collinare all'esame è stato annoverato, dal piano direttore, tra gli altri terreni idonei all'agricoltura giusta l'art. 2 della Ltagr. Questa classificazione è confermata dalla diffusa presenza di vigneti, constatati anche sul mappale dei ricorrenti, che, intercalati da strisce di bosco ed estensioni prative, concorrono altresì a formare un paesaggio di pregio, in equilibrio con le edificazioni presenti (cfr. su quest'ultimo aspetto la risoluzione impugnata, pag. 22). Si giustifica pertanto appieno di preservare questo territorio da un'ulteriore edificazione anche per motivi di ordine agricolo e paesaggistico; va, da ultimo, sottolineata l'imprescindibile necessità di salvaguardare sufficienti spazi liberi per le future generazioni.

  3. La risoluzione impugnata pone pertanto il piano regolatore in consonanza con l'ordinamento giuridico. Essa non è pertanto nemmeno lesiva dell'autonomia comunale. Il ricorso va, dunque, respinto.

  4. La tassa di giudizio e le spese devono essere poste carico degli insorgenti (art. 28 PAmm).

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla fattispecie,

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso è respinto.

  2. I ricorrenti sono condannati al pagamento in solido delle tasse di giudizio e spese per complessivi fr. 700.-- (settecento).

  3. Intimazione: - __________ e __________ __________, Via __________ __________ __________, __________ __________

Municipio di __________ , __________ __________, __________ __________

Consiglio di Stato, Residenza Governativa, __________ __________

Divisione della pianificazione

territoriale, __________ __________. __________ __________,


Il presidente Il segretario

Tribunale della pianificazione del territorio

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Palavras-chave

zoning planbuilding zonestandingplanning autonomyplanning balanceagricultural landlandscape protectioncosts

Extraído pela Omnilex

Questão jurídica principal

Admissibility of the appeal

Decisão extraída

The appeal was admissible because the court had jurisdiction, the filing was timely, and the appellant had standing.

Fundamentação extraída

The decision expressly found jurisdiction, timeliness under Art. 38(1) LALPT, and standing under Art. 38(4)(c) LALPT.

Questão jurídica principal

Whether the parcel had to be included in the building zone

Decisão extraída

The parcel did not have to be placed in the building zone.

Fundamentação extraída

The overall planned building-zone capacity was excessive in light of foreseeable demographic needs; the parcel was not already built up to the extent required by Art. 15(a) LPT; and agricultural and landscape interests justified preserving the area outside the building zone.

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