AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
80.2004.101
Data decisione, Autorità:
05.11.2004, CDT
Incarto n.
80.2004.101
Lugano
5 novembre 2004
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di diritto tributario del
Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente,
Stefano
Bernasconi, Mauro Mini
segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 9 settembre 2004
in materia di: imposta
annua intera su proventi straordinari
IC/IFD
2001, IC/IFD 2002
presentato da:
RI 1
rappr. da: RA 1
ritenuto
in fatto ed in diritto
- 1.1.
RI 1, nato
nel 1939, già direttore __________, è pensionato dal 1° giugno 2001. Nella
dichiarazione d’imposta IC/IFD 2003A, il contribuente dichiarava d’aver percepito
quale membro del consiglio di amministrazione della __________ __________ __________
un emolumento di fr. 17'000.- netti nel 2001, di fr. 25'250.- nel 2002 e di fr.
39'000.- nel 2003.
L’Ufficio
di tassazione il 20 febbraio 2004 notificava ai coniugi __________ un’imposta
annua intera per il 2001 su di un provento straordinario di fr. 54'800.-, comprensivo
sia dell’emolumento ricevuto dalla __________ sia di un ulteriore importo lordo
di fr. 38'160.- ricevuto __________, sia per l’IC (art. 321e LT) sia per l’IFD
(art. 218 cpv. 2 e 3 LIFD), e per il 2002 su di un provento straordinario di
fr. 25’250.-.
1.2.
Assistiti
dalla RA 1, i coniugi __________ impugnano la suddetta decisione, chiedendo lo
stralcio dall’imposta annua intera per il 2001 dell’importo di fr. 17'000.- ricevuto
dalla __________ e l’annullamento dell’imposta annua intera 2002.
1.3.
Il
reclamo veniva respinto con due distinte decisioni del 31 agosto 2004,
limitandosi ad affermare che il versamento di fr. 17'000.- nel
2001 e di fr. 25'250.- nel 2002 dovevano essere inclusi nei redditi
straordinari del 2001, risp. del 2002, imponibili con imposta annua intera.
- 2.1.
Con il
presente, tempestivo ricorso i coniugi RI 1, sempre assistiti dalla RA 1, ripropongono
lo stralcio dei redditi provenienti dall’attività di RI 1lia quale membro del
consiglio di amministrazione della __________, argomentando che non si tratta
di un emolumento straordinario, ma di un’indennità destinata a crescere negli
anni, come è provato dall’emolumento ricevuto nel 2003, che è salito a fr.
39'000.- e che quindi non si è minimamente voluto approfittare del vuoto di
tassazione, anche perché RI 1 ha potere decisionale limitato e nemmeno dispone
di potere di forma individuale.
L'Ufficio
di tassazione non ha presentato osservazioni.
All’udienza
del 19 ottobre 2004 le parti si sono confermate nelle rispettive posizioni,
illustrandole ulteriormente.
- 3.1.
Secondo
l'art. 52 LT, applicabile a tutte le tassazioni cantonali fino alla fine del
2002, il reddito imponibile è calcolato in base al reddito medio del periodo di
computo (cpv. 1) ed il periodo di computo comprende i due anni civili
precedenti il periodo fiscale (cpv. 2).
3.2.
Dal 1°
gennaio 2003, con il passaggio dalla tassazione sul passato a quella sul presente,
secondo l'art. 50 LT, le imposte sul reddito e sulla sostanza sono fissate e riscosse
per ogni periodo fiscale (cpv. 1) ed Il periodo fiscale corrisponde all'anno civile
(cpv. 2).
3.3.
Per
ovviare agli inevitabili inconvenienti provocati dal passaggio da un sistema di
tassazione (praenumerando) ad un altro (postnumerando) e al
relativo vuoto di tassazione che si viene a creare, il legislatore ticinese ha
previsto apposite norme transitorie, tra le quali l'art. 321d LT, che prevede:
1
I proventi straordinari conseguiti negli anni 2001 e 2002 o in un esercizio che
si è concluso in questi anni soggiacciono, per l'anno fiscale in cui sono stati
realizzati, a un'imposta annua intera. Sono riservati gli articoli 36, 37 e 38.
2
Sono considerati proventi straordinari in particolare le liquidazioni in
capitale per prestazioni ricorrenti o in caso di cessazione del rapporto di
lavoro, le componenti straordinarie del salario, i proventi aperiodici della
sostanza come il reddito proveniente dall'alienazione o dal rimborso di
obbligazioni preponderatamente a interesse unico e da dividendi di sostanza,
gli utili in capitale e di rivalutazione, lo scioglimento di accantonamenti e
di riserve occulte, l'omissione degli ammortamenti e degli accantonamenti
usuali nel rispettivo esercizio, nonché altri utili straordinari derivanti da
un'attività lucrativa indipendente.
3.4.
A sua
volta, per l'imposta federale diretta, l'art. 218 LIFD prevede quanto segue:
(…)
2
I proventi straordinari conseguiti negli anni n-1 e n-2 o in un esercizio che
si è concluso in uno di questi anni soggiacciono per l'anno fiscale in cui sono
stati realizzati a un'imposta annua intera all'aliquota applicabile unicamente
per questi proventi; sono fatti salvi gli articoli 37 e 38. Le deduzioni
sociali secondo l'articolo 35 non sono accordate. Le spese in relazione diretta
con il conseguimento dei proventi straordinari possono essere dedotte.
3
Per proventi straordinari s'intendono segnatamente le prestazioni in capitale,
i redditi aperiodici della sostanza, i proventi da lotterie nonché, in
applicazione analogica dell'articolo 206 capoverso 3, i proventi straordinari
di un'attività lucrativa indipendente.
3.5.
Dalla
lettera delle norme federale e cantonale si evince che l'elencazione dei
redditi straordinari, introdotta dall'avverbio segnatamente, non è esauriente,
ma ha mero carattere esemplificativo (STF del 4 ottobre 2002 inc. 2A.92/2002 e
2A.103/2002 in ZStP 2003 p. 88 = RDAF 59 / 2003p. 202; Dieter Weber, in: Martin Zweifel/Peter Athanas [a cura
di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2b, Bundesgesetz über
die direkte Bundessteuer, Basilea 2000, art. 218 LIFD, n. 31 ss.).
Secondo la Circolare n. 6 dell'Amministrazione federale delle
contribuzioni, del 20 agosto 1999 sul passaggio delle persone fisiche dalla
tassazione biennale praenumerando alla tassazione annuale postnumerando, il
carattere straordinario di un reddito può risultare:
Ø dal
carattere unico di un provento. Di principio, ogni provento unico è un provento
straordinario ai sensi dell'articolo 218 LIFD. Questa prestazione unica può
sostituire o no, pagamenti periodici.
Esempi:
proventi da lotterie, indennità per cessazione o mancato esercizio di
un'attività, redditi aperiodici della sostanza, utili da liquidazione.
Ø dal
carattere straordinario di un reddito periodico per natura. L'ammontare di
questo provento durante gli anni n-2 e n-1 è straordinario e quindi esula
dall'ordinario.
Esempi:
dividendi nettamente superiori a quelli degli esercizi precedenti, liquidazioni
straordinarie per prestazioni speciali, gratifiche straordinarie.
Ø da un
cambiamento nella contabilizzazione della fonte del reddito
Esempi:
dissoluzione di riserve a seguito di un cambiamento del metodo di contabilizzazione
od omissione di ammortamenti e commissioni giustificati dall'uso commerciale,
modifica delle condizioni di rimunerazione dell'attività dipendente.
Questi
criteri possono anche essere combinati. D'altronde, per qualificare dei proventi
come straordinari si può tener conto del fatto che il contribuente è in grado
di influire sulle modalità di conseguimento del proprio reddito e quindi di
sfruttare la lacuna nel computo.
- 4.1.
Come si è
visto, RI 1 ha cessato la propria attività quale direttore dell’__________ alla
fine di maggio del 2001 e dal 1° giugno beneficia della pensione. Sempre nel
2001 è stato chiamato a far parte del consiglio d’amministrazione della __________,
percependo in quell’anno e in quelli successivi l’emolumento di consigliere
d’amministrazione, che è lievitato da fr. 17'000.- il primo anno, a fr.
25'530.- il secondo e a fr. 39'000.- nel 2003.
4.2.
Secondo
la dottrina, in caso di fine di assoggettamento o di tassazione intermedia
negli anni 2001/2002 sono oggetto di imposta annua intera unicamente i redditi
considerati dagli articoli 57 LT e 47 LlFD. Gli altri redditi (anche se
straordinari secondo gli art. 321 d e 2 cre-218 cpv. 3 LlFD) che non rientrano
nell'ambito dell'applicazione degli articoli 57 LTe 47 LlFD non sono considerati
e cadono quindi in un vuoto di tassazione che non è però quello generato dal
cambiamento del sistema di tassazione, ma quello provocato dalla tassazione
intermedia. Si tratta, in altre parole, di quei redditi che in occasione di una
tassazione intermedia non sono considerati dal fisco, perché cadono nel vuoto
di tassazione che fa seguito all’intermedia. Va tuttavia precisato che
questa regola vale soltanto in relazione a quei redditi che sono oggetto della
tassazione intermedia. I redditi che non sono toccati dall'intermedia seguono
invece la regola generale applicabile al periodo transitorio del "vuoto di
tassazione" degli anni 2001/2002 (Allidi/Bernardoni/Bortolotto,
Dalla tassazione biennale praenumerando alla tassazione annuale postnumerando
delle persone fisiche, società in nome collettivo, società in accomandita e
ditte individuali, Agno 2003, p. 21).
In altre
parole, vi è concorrenza tra le imposte annue intere degli articoli 57 LTe 47
LlFD e quelle degli articoli 321 d LTe 218 cpv. 2 e 3 LlFD, poiché le relative
tassazioni sono in ogni caso separate e non vi è quindi cumulo dei relativi
redditi. Ai fini della tassazione sono quindi cumulati unicamente i redditi
dello stesso genere: quelli dell'art. 57 LT, risp. 47 LlFD tra di loro e quelli
dell'art. 321d, risp. 218 cpv. 2 e 3 LlFD tra di loro (Allidi/Bernardo-ni/Bortolotto, loc. cit.).
4.3.
Sia
l’art. 47 cpv. 1 LIFD sia l’art. 57 cpv. 1 LT dispongono che alla fine
dell’assoggettamento o in caso di tassazione intermedia gli utili in capitale
previsti dall’articolo 17 capoversi 2 e 3 LT, risp. dall’articolo 18 cpv. 2
LIFD, vale a dire gli utili in capitale e gli utili immobiliari; le
liquidazioni in capitale dell’articolo 37, vale a dire le liquidazioni in
capitale in sostituzione di prestazioni ricorrenti; gli indennizzi previsti
dall’articolo 22 lettere c) e d), vale a dire gli indennizzi per la cessazione
o il mancato esercizio di un’attività e gli indennizzi per il mancato esercizio
di un diritto, conseguiti durante il periodo di computo e quello fiscale e che
non possono più essere imposti come reddito per un periodo fiscale intero,
soggiacciono complessivamente ad un’imposta annua intera con l’aliquota
applicabile unicamente a questi redditi.
4.4.
Il
versamento di indennità per attività accessorie, sporadiche e uniche, vale a
dire per attività occasionali, costituisce reddito straordinario. Non così il
reddito derivante da attività accessorie svolte con regolarità, che perdurano
nel tempo, nella misura in cui il tipo di reddito percepito è ricorrente e
regolare (Allidi/Bernardoni/Bortolotto,
op. cit., p. 32).
4.5.
Venendo
ora all'esame della fattispecie, risulta chiaro che il reddito percepito dal
ricorrente per la funzione di consigliere d'amministrazione della __________,
iniziata dopo il pensionamento, non rientra pacificamente, come risulta dalla
lettura del consid. 4.3., nei redditi che a fine assoggettamento o in caso di
tassazione intermedia danno luogo a una tassazione annua intera secondo gli
articoli 47 LIFD e 57 LT, ma non rientra nemmeno tra i proventi straordinari di
cui agli articoli 321d LT e dell'art 218 cpv. 3 LIFD.
La nuova
funzione assunta dal ricorrente dopo il pensionamento è chiaramente un'attività
cd. accessoria, giacché altrimenti non gli sarebbe stata concessa la tassazione
intermedia per cessazione dell'attività e, meglio, per pensionamento. Inoltre
l'attività viene svolta non a titolo meramente occasionale, bensì con regolarità,
tant'è che l'emolumento ricevuto durante il 2003 risulta quasi pari alla somma
di quelli ricevuti nel 2001 e nel 2002.
Il
reddito in questione rientra quindi tra quelli che cadono nel vuoto
contributivo per effetto della tassazione intermedia per cessazione
dell'attività (pensionamento) e non è nemmeno configurabile quale reddito
straordinario secondo le norme transitorie che disciplinano il passaggio dalla
tassazione sul passato a quella sul presente.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e
pronuncia
- Il ricorso
è accolto.
§ Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 31 agosto 2004 e le notifiche di
tassazione sui proventi straordinari da esse tutelate sono annullate.
- Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese.
Ai
ricorrente lo Stato verserà un importo di fr. 300.- (trecento) a titolo di
ripetibili.
-
Intimazione
alle parti.
-
Contro il
presente giudizio è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD, art. 73 LAID).
per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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