Building permit for roof renovation conditioned on ridge lowering

52.2006.84Outro Tribunal5 de abr. de 2006Partially Granted

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Resumo Omnilex

Neighbors appealed against a municipal building permit upheld by the State Council for replacing the roof of an existing house with a barrel roof to create living space. The court held that Art. 40 NAPR, fixing a 30-40% roof slope, also constrains barrel roofs by limiting their overall bulk, so the proposed ridge height was excessive. However, it found the alteration admissible under Art. 39 RLE because it was not a substantial transformation of the pre-existing non-conforming building and did not appreciably harm public or neighboring interests. The appeal was therefore partially upheld: the State Council decision was annulled and the permit confirmed only if the ridge was lowered by 87 cm.

Sumário Omnilex

Art. 40 NAPR; Art. 39 RLE; admissibility of a barrel roof on an existing non-conforming building. A roof form not expressly regulated by the zoning rules is nevertheless subject to the same volumetric limitation that the rules impose through the maximum roof slope; by curving the roof surfaces, greater bulk than with a conventional pitched roof may not be obtained. For existing buildings inconsistent with later planning law, only maintenance and repairs are in principle allowed; modifications are admissible only if they do not substantially alter the identity of the building and do not appreciably prejudice public or neighboring interests (consid. 2-3). Where the defect consists only in excessive ridge height and is easily correctable, the permit may be maintained subject to a condition lowering the ridge.

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AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.2006.84

Data decisione, Autorità: 05.04.2006, TRAM

Titolo: Licenza edilizia per ristrutturare il tetto di una casa d'abitazione

Incarto n. 52.2006.84

Lugano 5 aprile 2006

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso 2 marzo 2006 di

RI 1, patrocinati da: avv. PA 1, ,

contro

la decisione 14 febbraio 2006 del Consiglio di Stato (n. 760), che respinge l’impugnativa presentata dagli insorgenti avverso la licenza edilizia 13 luglio 2005, rilasciata dal municipio di CO 1 a CO 2 per ristrutturare il tetto della casa d’abitazione che sorge sulla part. 155;

viste le risposte:

  • 14 marzo 2006 del Consiglio di Stato;

  • 16 marzo 2006 di CO 2;

  • 20 marzo 2006 del municipio di CO 1;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

A. Il resistente CO 2 è proprietario di una casa d’abitazione (part. 155), situata a __________ in località __________, nella zona residenziale semi-intensiva R3-06. L’edificio, strutturato su due piani abitabili, dista circa 2 m dal confine verso la part. 154 ed è coperto da un tetto a quattro falde.

Il 6 maggio 2005 lo stesso resistente ha chiesto al municipio il permesso di sostituire il tetto esistente con un tetto cosiddetto "a botte", in modo da ricavare un appartamento nel sottotetto, già parzialmente abitabile. Alla domanda si sono opposti i ricorrenti RI 1, comproprietari di una casetta a schiera situata sull’attigua part. 154, che hanno contestato l’intervento dal profilo dell’aumento degli ingombri, della pendenza delle falde del tetto ed in quanto concernente un edificio che non rispetta la distanza minima dal confine (m 5.00) prescritta dall’art. 40 NAPR per edifici alti più di 8.00 m.

Raccolto il preavviso favorevole del Dipartimento del territorio, il 13 luglio 2005 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo l’opposizione.

B. Con giudizio 14 febbraio 2006 il Consiglio di Stato ha confermato la licenza, respingendo il ricorso contro di essa inoltrato dai vicini opponenti.

Il Governo ha in sostanza ritenuto che la pendenza delle falde del tetto prescritta dall’art. 40 NAPR non fosse applicabile e che la trasformazione rientrasse nei limiti dell’art. 39 RLE.

C. Contro il predetto giudizio i soccombenti si aggravano davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento.

In sostanza, gli insorgenti negano che la trasformazione non alteri l’identità dell’edificio esistente. Si tratterebbe di un intervento sostanziale, che determina un importante aumento della volumetria e che non può di conseguenza essere autorizzato, poiché riguarda un edificio esistente in contrasto con la distanza minima dal confine prescritta dall’art. 40 NAPR.

D. All’accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni.

Ad identica conclusione pervengono il municipio ed il beneficiario della licenza, contestando le tesi degli insorgenti con argomenti che per quanto necessario verranno discussi qui appresso.

Considerato, in diritto

  1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall’art. 21 LE. La legittimazione attiva degli insorgenti, proprietari di un fondo contermine e già opponenti, è certa. Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti senza istruttoria (art. 18 PAmm). La situazione dei luoghi e dell’oggetto della contestazione emerge chiaramente dalle tavole processuali.

2.2.1. L’art. 40 NAPR di __________, disciplinante l’attività edilizia della zona R3 in cui è situato l’edificio del resistente, stabilisce che la pendenza delle falde del tetto è del 30-40%. L’angolo sull’orizzonte può quindi variare da un minimo di circa 22° ad un massimo di circa 27°. Anche se non fissa un’altezza massima del colmo, limitando al 40% la pendenza delle falde del tetto, la norma stabilisce comunque un limite all’ingombro che può oltrepassare il filo di gronda senza essere computato sull’altezza. Rapportata alla distanza che separa le gronde, la pendenza massima determina in effetti indirettamente l’altezza del colmo.

L’art. 40 NAPR non prende in considerazione i cosiddetti tetti "a botte". Contrariamente a quanto assume il Consiglio di Stato, ciò non significa che questo particolare tipo di copertura sfugga a qualsiasi limitazione dell’ingombro che inevitabilmente comporta. Non è invero dato di vedere per qual motivo, inarcando gli spioventi, si dovrebbero ammettere ingombri superiori a quelli di un tradizionale tetto a due falde. Anche il colmo dei tetti a botte deve dunque soggiacere al limite d’altezza che scaturisce dalla pendenza massima ammissibile delle falde.

2.2. Nel caso concreto, le gronde del nuovo tetto "a botte" distano fra loro m 13.00 e si situano ad una quota di + m 7.48 rispetto alla quota 0.00 assegnata al pianterreno. Il colmo del tetto è invece collocato ad una quota di + m 10.95 (Δ + 3.47). Dati questi parametri, la pendenza degli spioventi di un tetto a falde, il cui colmo e le cui gronde fossero collocate alle stesse quote, sarebbe pari al 53.3%. Non potrebbe dunque essere autorizzato perché supera abbondantemente la pendenza massima (40%) prescritta dall’art. 40 NAPR. Ma se un tetto a falde così configurato non potrebbe essere autorizzato, nemmeno un tetto "a botte" con gli stessi parametri può essere posto al beneficio del permesso. Il semplice inarcamento delle falde, che già di per sé aumenta gli ingombri, non costituisce di certo un motivo che possa giustificarlo.

Tenuto conto della distanza fra le gronde (m 13.00) e della pendenza massima (40%) il colmo del tetto "a botte" può essere collocato al massimo ad una quota di m 2.60 superiore a quella delle gronde, ovvero, stando ai piani, alla quota di + m 10.08.

La difformità non giustifica comunque l’annullamento del permesso. Trattandosi di un difetto che può essere facilmente corretto, basta infatti subordinare la licenza alla condizione che il colmo del tetto venga abbassato di 87 cm.

  1. 3.1. 2.1. Per principio, le costruzioni esistenti in contrasto con il diritto entrato in vigore in epoca successiva alla loro edificazione possono essere soltanto mantenute e riparate. Lavori di trasformazione sostanziali, che alterano dal profilo qualitativo o quantitativo l’identità della costruzione preesistente, sono esclusi. Modiche trasformazioni, eccedenti la semplice manutenzione, sono tuttavia ammesse se il contrasto non pregiudica in modo apprezzabile l’interesse pubblico o quello dei vicini (art. 39 RLE).

3.2. In concreto, l’edificio del resistente, costruito prima dell’entrata in vigore del PR, non rispetta la distanza minima dal confine (m 5.00), prescritta dall’art. 40 NAPR. Si tratta quindi di una costruzione esistente in contrasto con il diritto entrato successivamente in vigore.

Il municipio ha ritenuto che l’intervento fosse ammissibile, escludendo che si tratti di una trasformazione sostanziale. La modifica dell’aspetto esterno dell’edificio non è priva d’importanza. Reputando che non sovvertisse in misura radicale l’identità dell’edificio e non pregiudicasse l’interesse pubblico o quello dei vicini qui ricorrenti l’autorità comunale non ha tuttavia abusato della latitudine di giudizio che l’art. 39 RLE gli riserva ai fini dell’individuazione del limite tra interventi sostanziali e trasformazioni ancora ammissibili. La valutazione è sostenibile.

Reputandola ammissibile l’autorità comunale non ha dunque violato il diritto.

Da questo profilo, la licenza merita pertanto di essere confermata.

  1. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va parzialmente accolto, annullando il giudizio impugnato e confermando la licenza alla condizione di abbassare di 87 cm il colmo del tetto "a botte".

La tassa di giustizia è suddivisa fra le parti proporzionalmente al rispettivo grado di soccombenza. Le ripetibili, commisurate secondo lo stesso criterio, sono invece poste a carico del resistente, che non si è avvalso del patrocinio di un avvocato iscritto all’albo.

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 40 NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm;

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è parzialmente accolto.

§. Di conseguenza:

1.1. la decisione 14 febbraio 2006 del Consiglio di Stato (n. 760) è annullata e riformata nel senso che:

1.2. la licenza edilizia 13 luglio 2005, rilasciata dal municipio di CO 1 a CO 2 è confermata alla condizione che il colmo del tetto a botte sia abbassato di 87 cm.

  1. La tassa di giustizia di fr. 1’000.- è posta a carico dei ricorrenti in solido nella misura di fr. 600.- e del resistente per la differenza.

  2. Il resistente rifonderà fr. 800.- ai ricorrenti a titolo di ripetibili di entrambe le istanze.

  3. Intimazione a:

terzi implicati

  1. municipio di Melano, 6818 Melano,
  2. Michele Vassalli, 6826 Riva S. Vitale,
  3. Dipartimento del territorio, Servizi generali, UDC, 6500 Bellinzona,
  4. Consiglio di Stato, 6500 Bellinzona,

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Palavras-chave

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Questão jurídica principal

Whether the barrel roof had to comply with the roof slope limit of Art. 40 NAPR

Decisão extraída

Yes. A barrel roof is not exempt from the maximum slope constraint; the ridge may not exceed the height deriving from the admissible 40% slope.

Fundamentação extraída

Art. 40 NAPR limits the overall roof bulk by fixing the maximum slope. Incurving the roof surfaces cannot justify larger volumes than a normal gable roof.

Questão jurídica principal

Whether the planned roof transformation was a substantial alteration of the non-conforming building under Art. 39 RLE

Decisão extraída

No. The municipality could reasonably treat the work as an admissible modification rather than a prohibited substantial transformation.

Fundamentação extraída

Although the external appearance changes, the intervention does not radically alter the building’s identity and does not appreciably prejudice public or neighboring interests.

Questão jurídica principal

Whether the lower decision had to be annulled or could be upheld with a condition

Decisão extraída

The permit could be maintained by requiring the ridge of the barrel roof to be lowered by 87 cm.

Fundamentação extraída

The slope defect was easily correctable, so a conditional confirmation was sufficient instead of full annulment of the permit.

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