AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
52.2002.372
Data decisione, Autorità:
27.02.2003, TRAM
Incarto n.
52.2002.372
Lugano
27 febbraio 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Stefano Bernasconi e Werner Walser
segretario:
Thierry Romanzini, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 20 settembre 2002 del
patrocinata dall'avv. __________
contro
la risoluzione 3 settembre 2002 (n. 4204) del
Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
avverso la decisione 6 maggio 2002 del Dipartimento delle finanze e dell'economia,
Sezione per il promovimento economico e del lavoro, Ufficio della manodopera
estera, in materia di rifiuto di un permesso di soggiorno per motivi di
lavoro al cittadino francese __________ (1968);
viste le risposte:
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. a) Il 22
marzo 2002, la __________ ha chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione
del Dipartimento delle istituzioni il rilascio di un permesso di dimora annuale
per motivi di lavoro in favore del cittadino francese __________ (1968) per
esercitare, dal 15 aprile 2002 e con un salario di fr. 3'500.– lordi mensili,
la professione di venditore di autoveicoli per __________ e il __________.
b)
Raccolto il parere della Commissione per la manodopera estera, con decisione 6
maggio 2002 l'UMOE ha respinto l'istanza.
Dopo aver
rilevato che l'autorizzazione richiesta doveva essere computata sul contingente
assegnato al nostro cantone, l'autorità ha ritenuto che si potesse far capo alla
manodopera indigena per tale genere di attività. Ha pure evidenziato che le
condizioni salariali non erano conformi a quelle in uso nella professione.
La
decisione è stata resa sulla base degli art. 7, 9, 14, 42, 44, 49 OLS; 9 LALPS;
4a, 7, 19, 23 e 39 RLALPS 1999.
B. Con
giudizio 3 settembre 2002 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta dalla __________.
Accertata
la competenza dell'UMOE a emanare la decisione impugnata, l'Esecutivo cantonale
ha rilevato come l'insorgente non aveva dimostrato di aver ricercato del
personale indigeno per il posto offerto.
Ha quindi
considerato legittimo negare il rilascio di un permesso di soggiorno al dipendente
della ricorrente.
C. Contro la
predetta pronunzia governativa la __________ insorge ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio
di un permesso di dimora a __________.
La
ricorrente ritiene che il Tribunale sia competente a esaminare la vertenza
perché esercita la giurisdizione amministrativa per il cantone giusta l'art. 77
cpv. 1 lett. a Cost TI, nonché in virtù dell'accordo bilaterale sulla libera
circolazione delle persone tra la Svizzera e la Comunità europea, dei trattati
sul lavoro con la Francia, e al fine di tutelare la libertà di commercio quale
diritto civile ai sensi dell'art. 6 CEDU.
Eccepita
poi la competenza dell'UMOE a decidere il rilascio di permessi di soggiorno ai
cittadini stranieri per motivi di lavoro, contesta che in Ticino esistano lavoratori
che conoscono la lingua araba e francese per fare commercio di automobili con
__________ e il __________ e sollecita le autorità inferiori a presentare al Tribunale
la documentazione attestante l'esistenza in Ticino di persone idonee con le
qualità richieste.
Sostiene
che con l'entrata in vigore degli accordi bilaterali non sarebbe necessario
essere altamente qualificati per ottenere un permesso di lavoro.
Si
dichiara disposta ad aumentare il salario al suo dipendente qualora fosse al di
sotto del minimo previsto all'interno della categoria.
Con
istanza cautelare pedissequa al gravame, chiede che __________ sia autorizzato
a esercitare l'attività di venditore durante la litispendenza.
D. All'accoglimento
del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato e l'UMOE, quest'ultimo con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.
Considerato, in
diritto
- 1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr.
art. 10 lett. a LALPS).
1.2.
Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in materia di polizia degli stranieri
il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile
contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione
federale non conferisce un diritto.
L'art. 4
LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle
disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla
concessione del permesso di dimora o di domicilio.
Lo
straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo
laddove tale pretesa si fonda su una disposizione particolare del diritto
federale o un trattato internazionale (DTF 127 II 60 consid. 1a, 126 II 425
consid. 1 con rinvii).
1.3. A
torto la ricorrente invoca l'art. 77 cpv. 1 lett. a Cost TI per fondare la competenza
del Tribunale cantonale amministrativo: tale norma infatti regola unicamente la
giurisdizione dei tribunali ma non la loro competenza, che è stabilita dalle
leggi (art. 80 Cost TI).
Contrariamente
a quanto assume ancora l'insorgente, neppure l'art. 6 CEDU si applica alle
contestazioni in materia di polizia degli stranieri (STF 2A.208/2001 del 12
ottobre 2001, consid. 4d e rif.). Per quel che ne è della garanzia della
libertà di commercio, protetta a livello costituzionale, essa non conferisce il
diritto al rilascio di un'autorizzazione di soggiorno (DTF 114 307, consid. 2b
e 3b).
1.4. Il
ricorso è stato inoltrato dalla __________ in favore di __________. Poiché il
datore di lavoro non possiede un diritto a ottenere il rilascio di un permesso
di lavoro per una persona che intende assumere (DTF 114 Ia 307 consid. 2),
occorre qui esaminare se __________, cittadino francese, possiede un diritto al
rilascio di un permesso di dimora per motivi di lavoro sulla scorta del diritto
federale o di un trattato internazionale.
1.4.1. Il
Trattato di lavoro tra la Svizzera e la Francia (RS 0.142.113.494), conchiuso
il 1° agosto 1946, non conferisce alcun diritto al cittadino francese al
rilascio di un permesso nel nostro Paese per svolgere un'attività lucrativa.
Infatti, l'art. 1 cpv. 1 del trattato si limita a precisare che i rispettivi
governi si impegnano a non ostacolare l'uscita dei loro rispettivi cittadini, i
quali desiderano recarsi nell'uno o nell'altro Paese a lavorare, nella misura
in cui questa uscita di operai non pregiudica la situazione economica e
demografica del Paese interessato.
L'Accordo
sull'ammissione di praticanti ("stagiaires") in Francia e in Svizzera
del 1 agosto 1946 (RS 0.142.113.497), invocato dalla ricorrente nel ricorso al
Consiglio di Stato, risulta invece inapplicabile già ad una superficiale
lettura: l'interessato non chiede infatti di essere impiegato con lo statuto di
stagiaire, non ha seguito la procedura prescritta dall'accordo medesimo ed
inoltre ha già superato il 30° anno di età (art. 2 dell'Accordo).
1.4.2. Il
1° giugno 2002 è entrato in vigore l'accordo 21 giugno 1999 tra la Confederazione
Svizzera e la Comunità europea, nonché i suoi Stati membri, sulla libera circolazione
delle persone (ALC; RS 0.142.112.681).
Giusta
l'art. 36 dell'Ordinanza sull'introduzione della libera circolazione delle
persone (OLCP, entrata in vigore il 1° giugno 2002; RS 142.203) il nuovo
diritto è applicabile alle procedure ancora in sospeso al momento dell'entrata
in vigore dell'OLCP.
In
concreto, ritenuto che __________ è cittadino di uno Stato membro della CE, in
linea di principio egli ha diritto di ottenere un permesso di soggiorno CE/AELS
per motivi di lavoro in Svizzera (art. 1 litt. a ALC). Di conseguenza la
censura di violazione dell'ALC innanzi al Tribunale federale attraverso un
ricorso di diritto amministrativo sarebbe ammissibile in applicazione dell'art.
100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG.
Il
gravame è pertanto ricevibile anche innanzi al Tribunale cantonale
amministrativo; se il permesso in oggetto possa essere rifiutato è poi una
questione di merito, non di ammissibilità.
1.5. Il
presente gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona
senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in
ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18
cpv. 1 PAmm).
- 2.1. In
virtù dell'Ordinanza che limita l'effettivo degli stranieri (OLS; RS 823.21), applicabile
al momento dell'emanazione della decisione dell'UMOE, prima che le autorità
cantonali di polizia degli stranieri rilascino a uno straniero il permesso di
esercitare un'attività lucrativa, l'autorità preposta al mercato del lavoro
esamina se sono adempiute le condizioni per l'esercizio della stessa (decisione
di massima: art. 42 cpv. 1 primo periodo e 49 cpv. 1 lett. d OLS; 4a RLALPS
1999 ora abrogato). Un'autorizzazione di soggiorno per motivi di lavoro non
comprende infatti solo il diritto di risiedere, ma anche di esercitare
un'attività lucrativa (DTF 114 Ia 307, consid. 2b).
Per gli
stranieri sottoposti all'Accordo sulla libera circolazione, l'OLS si applica
però unicamente nella misura in cui preveda per essi uno statuto giuridico più
favorevole oppure laddove l'ALC non contenga pertinenti disposizioni
derogatorie (art. 2 cpv. 2 OLS). In concreto, l'art. 27 OLCP prescrive che, prima che l’autorità cantonale degli stranieri
rilasci un permesso a un cittadino della CE o dell’AELS in vista di esercitare
un’attività lucrativa dipendente o indipendente, l’autorità preposta al mercato
del lavoro stabilisce mediante decisione formale se sono adempiti i presupposti
per il rilascio del permesso dal punto di vista del mercato del lavoro. Giusta
l'art. 4 lett. a Rast-CE/AELS (RL 1.2.2.1.2.) la
competenza per emanare siffatta decisione preliminare è riservata all'UMOE.
2.2.
Nell'evenienza concreta, è quindi a torto che l'insorgente ritiene nulla la
decisione di prima istanza, adducendo che l'UMOE non era competente per
rifiutare il permesso richiesto. In effetti, anche qualora tale autorità avesse
dovuto limitarsi a verificare l'esistenza dei presupposti per autorizzare
__________ a lavorare presso la ricorrente e non fosse invece stata competente
per il rilascio del permesso di dimora, la decisione di massima era chiaramente
di competenza dell'UMOE e, in quanto negativa, era comunque vincolante per
l'autorità di polizia degli stranieri, che avrebbe di conseguenza dovuto
rifiutare l'autorizzazione (art. 42 cpv. 4 prima frase OLS, applicabile al
momento della decisione dell'UMOE). Nella misura in cui l'UMOE sia eventualmente
andato oltre alla decisione di preavviso, ciò non nuoce quindi all'insorgente,
né rende nulla la decisione.
- L'ALC ha
quale obiettivo, tra l'altro, di conferire ai cittadini degli Stati membri
della CE e della Svizzera un diritto di soggiorno e di accesso a un'attività
economica dipendente sul territorio delle parti contraenti (art. 1 lett. a, 4
ALC).
Giusta
l'art. 10 cpv. 2 prima frase ALC, le parti contraenti possono mantenere, per un
periodo non superiore a due anni, i controlli della priorità concessa al
lavoratore integrato nel mercato regolare del lavoro e delle condizioni di
retribuzione e di lavoro per i cittadini dell'altra parte contraente, comprese
le persone prestatrici di servizi.
Concretizzando
quest'ultima norma, l'art. 37 cpv. 1 OLCP precisa che il disciplinamento
dell'ALC relativo alla priorità dei lavoratori indigeni e ai controlli delle
condizioni salariali e lavorative si applica solo durante i primi due anni dopo
l'entrata in vigore dell'OLCP.
In
sostanza, nei primi due anni dall'entrata in vigore del menzionato Accordo si applica
ancora la priorità dei lavoratori integrati nel mercato del lavoro regolare.
Durante tale periodo, non vi sono pertanto modifiche di fondo per quel che
concerne l'esame della priorità da parte delle autorità preposte al mercato del
lavoro. In virtù dell'obbligo di collaborare, il datore di lavoro deve dunque
dimostrare alle autorità di aver fatto il possibile per reclutare la manodopera
sul mercato del lavoro interno e di non aver trovato lavoratori che rispondano
al profilo richiesto. Nel contesto del proprio obbligo di collaborare, esso è
quindi tenuto a dimostrare i suoi tentativi in tal senso (priorità dei lavoratori indigeni: art. 7 OLS; v.
n. 4.4.1. delle "Istruzioni e commenti concernenti l'introduzione graduale
della libera circolazione delle persone tra la Confederazione
Svizzera e la Comunità europea nonché i suoi Stati membri nonché i seguenti Stati membri dell'AELS:
Norvegia, Islanda e Principato del Liechtenstein", emanate dall'Ufficio
federale degli stranieri, stato al febbraio 2002; Istruzioni UFDS sull'OLCP).
Durante
i primi due anni dopo l'entrata in vigore dell'ALC, il controllo delle
condizioni salariali e lavorative va effettuato come finora giusta l'art. 9
OLS: i permessi possono essere rilasciati se alla persona straniera sono
offerte condizioni di salario e di lavoro usuali per la professione uguali a
quelle dei lavoratori elvetici (Istruzioni UFDS sull'OLCP, n. 4.2.).
Inoltre,
il rilascio di un permesso di dimora CE/AELS dev'essere computato sui contingenti
massimi (art. 10 OLCP).
- In
concreto, l'istanza della __________ volta a ottenere il rilascio di un
permesso di dimora annuale per motivi di lavoro in favore del cittadino
francese __________ per esercitare la professione di venditore di autoveicoli
per __________ e il __________ è stata respinta dall'UMOE, poiché le condizioni
salariali non erano conformi a quelle in uso nella professione e si poteva far
capo alla manodopera indigena per tale genere di attività. La decisione è stata
confermata dal Consiglio di Stato, rilevando che l'insorgente non aveva
dimostrato la ricerca di personale indigeno per il posto offerto.
Gli
argomenti addotti dalle autorità inferiori vanno condivisi.
La
__________ non ha dimostrato, infatti, di aver fatto il possibile per reclutare
un lavoratore con il profilo richiesto sul mercato del lavoro interno. La
dichiarazione di un unico Ufficio regionale di collocamento (scritto 25
settembre 2002 dell'URC di Lugano, prodotto a questo Tribunale) non permette di
giungere a diversa conclusione ma dimostra, semmai, che la ricorrente non ha
mai fatto alcunché in tal senso prima di inoltrare il presente ricorso.
La
ricorrente non nega poi che la retribuzione prevista di fr. 3'500.– per dodici mensilità
in favore del dipendente che vuole assumere come venditore d'auto non potrebbe
corrispondere a quella usuale per un venditore di auto con conoscenze linguistiche
e del mercato d'esportazione, tanto che si è già dichiarata disposta a adeguare
il salario (ricorso ad 10.1.b, pag. 9).
- A mente
della ricorrente il Consiglio di Stato avrebbe dovuto accogliere parzialmente
il ricorso ed esentarla dal pagamento delle spese di giustizia perché in corso
di procedura sarebbero state modificate le argomentazioni e non si sarebbe
voluto ammettere che l'UMOE avrebbe omesso di applicare un accordo internazionale
con la Francia. Questo modo di procedere lederebbe le regole della buona fede
ed il diritto alla corretta motivazione di una decisione.
La
censura è temeraria.
Nel
proprio ricorso 29 maggio 2002 al Consiglio di Stato, l'insorgente ha evidenziato
la mancata applicazione da parte dell'UMOE dell"Accordo franco-svizzero
del 1° agosto 1946 (RS 0.142.113.497)", vale a dire dell'Accordo su
l'ammissione di praticanti (stagiaires) in Francia e in Svizzera.
Con le
proprie osservazioni 25 giugno 2002, l'UMOE ha rilevato l'inapplicabilità di
tale accordo perché concernente solo l'ammissione dei praticanti.
Con il
successivo allegato 18 luglio 2002, la ricorrente ha contestato l'applicabilità
del trattato ai soli stagiaires, in quanto "il trattato parla
espressamente di lavori (recte: lavoratori) immigranti e delle loro
famiglie". Essa ha però qui invocato un altro accordo, e meglio il
Trattato di lavoro tra la Svizzera e la Francia del 1° agosto 1946
(0.142.113.494).
Il
Consiglio di Stato ha argomentato che quest'altro trattato non conferisce ai
lavoratori francesi diritti maggiori di quanto previsto dall'ALC (decisione
impugnata, pag. 3 pto 5).
L'UMOE ha
pertanto preso posizione sull'applicabilità dell'"Accordo su l'ammissione
di praticanti…", mentre il Consiglio di Stato si è chinato sul
"Trattato di lavoro…", questo perché la ricorrente stessa ha invocato
prima l'uno, poi l'altro accordo in vigore tra Svizzera e Francia. Non v'è
pertanto stata, da parte dell'autorità, una modifica delle argomentazioni in
corso di procedura, ma semmai da parte dell'insorgente. Le censure al proposito
sollevate, oltre a non essere pertinenti, disattendono quindi il principio
della buona fede processuale invocato dalla ricorrente medesima.
- In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso dev'essere respinto.
Con
l'emanazione del presente giudizio, la domanda cautelare volta a autorizzare
__________ a esercitare l'attività di venditore durante la litispendenza
diviene priva di oggetto.
Tassa e
spese di giustizia seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).
Per questi motivi,
visti i menzionati accordi franco-svizzeri; gli art.
1, 4, 10 ALC; 10, 27, 37, 38 OLCP; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 1, 4 LDDS; 7, 9,
42 e 49 OLS; 10 LALPS; 4 lett. a RLALPS 1999; 4 lett. a Rast-CE/AELS; 3, 21,
28, 43, 47, 60, 61 PAmm;
dichiara
e pronuncia:
-
Il ricorso
è respinto.
-
Tassa e
spese di giustizia, per complessivi fr. 1'000.–, sono a carico della ricorrente.
-
Contro la
presente decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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