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Numero d'incarto:
52.2002.115
Data decisione, Autorità:
16.05.2002, TRAM
Incarto n.
52.2002.00115
Lugano
16 maggio
2002
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 20 marzo 2002 della
rappr. da: __________
contro
la decisione 12 marzo 2002 del Consiglio di Stato
(n. 1169), che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
decisione 31 gennaio 2002 con cui la Sezione dei permessi e dell'immigrazione
ha sospeso per tre mesi l'autorizzazione a gestire il Ristorante __________
di __________;
viste le risposte:
-
2 aprile 2002 di
__________;
-
4 aprile 2002 della
Sezione dei permessi e dell'immigrazione;
-
9 aprile 2002 del
Consiglio di Stato;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Nel corso
del mese di ottobre del 2001 la __________ ha chiesto all'Ufficio dei permessi
(UP) della Sezione dei permessi e dell'immigrazione (SPI) l'autorizzazione a
gestire il Ristorante __________ di __________. All'istanza ha allegato il
contratto di lavoro del gerente __________, che prevedeva fra l'altro quanto segue:
"2. Lo stipendio del
gerente sarà corrisposto in ragione del lavoro effettivamente fornito dallo
stesso, ritenuto un minimo di Fr. 1'500.-- mensili per 13 mensilità. In
particolare il gerente allestirà un conteggio mensile delle ore e delle
mansioni svolte per conto del datore di lavoro. Sulla base di questo rendiconto
sarà conteggiato lo stipendio mensile. Le ore di lavoro sono retribuite su di
una base di fr. 10.--/ora lordi comprensivi dell'indennità vacanze.".
Il 26 ottobre 2001 l'UP ha rilasciato
l'autorizzazione richiesta.
B. Su
richiesta dell'UP, il 24 gennaio 2002 la polizia cantonale ha interrogato
__________ al fine di stabilire quante ore fosse presente presso l'esercizio
pubblico.
Dal verbale d'interrogatorio si desume
quanto segue:
"D.1.: Lei come gerente quante
ore è presente presso il citato EP?
R.1.: Dall'ottobre 2001 a
tutt'ora la mia presenza è scarsa sono presente ogni due giorni per ca 3 ore.
D.2.: Sa
che un gerente deve presenziare 8 ore al giorno?
R.2.: No
non ne ero a conoscenza.
D.3.: Lei è in grado come gerente
di presentare un piano di lavoro settiminale o quindicinale?
R.3.: No non sono in grado di
presentare nessun piano di lavoro.".
Preso atto della deposizione resa dal
gerente, con decisione 31 gennaio 2002, notificata senza ulteriori formalità
alla __________, l'UP ha sospeso per tre mesi l'autorizzazione a gestire
l'esercizio pubblico, ordinandone la chiusura.
C. Con
giudizio 12 marzo 2001 il Consiglio di Stato ha parzialmente accolto il ricorso
inoltrato dalla __________ contro la predetta decisione, riducendo ad un mese
il periodo di sospensione.
In sostanza, il Governo ha ritenuto che
__________ avesse violato gli art. 81 e 82 RLEsPubb, che impongono al gerente
di assicurare con la sua presenza il buon funzionamento dell'esercizio
pubblico, svolgendo la propria attività a tempo pieno in un unico esercizio. La
conoscenza dei termini del contratto di gerenza da parte dell'autorità non
permetterebbe alla ricorrente di eludere l'obbligo di presenza sancito dalle
norme surriferite.
Dopo aver rilevato che la sanzione non deve
necessariamente essere preceduta da una comminatoria, il Consiglio di Stato ha
quindi confermato il provvedimento. Ne ha tuttavia ridotto la durata ad un mese
per motivi di proporzionalità.
D. Contro il
predetto giudizio governativo, la soccombente si aggrava davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendogli di annullarlo assieme alla controversa
sanzione.
Dopo aver rilevato che quest'ultima non è
stata preceduta da alcuna comminatoria e che l'autorità non le ha concesso
alcuna possibilità di giustificarsi, l'insorgente contesta le deduzioni tratte
dal sommario interrogatorio del gerente effettuato dalla polizia. Considerata
la relatività dell'obbligo di presenza sancito dagli art. 81 e 82 RLEsPubb, il
provvedimento sarebbe viziato sotto il profilo dell'abuso di potere.
E. All'accoglimento
del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni, e
la SPI, che contesta succintamente le tesi della ricorrente.
Il gerente, interpellato a sua volta, pone
in evidenza la sommarietà dell'interrogatorio al quale è stato sottoposto dalla
polizia.
Considerato, in
diritto
- La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 71 LEsPubb.
Certa è legittimazione attiva della ricorrente, direttamente e personalmente
toccata dal provvedimento censurato. Il ricorso, tempestivo, è dunque
ricevibile in ordine.
Il giudizio può essere reso sulla base degli
atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).
- Giusta
l'art. 68 LEsPubb, recante ora il marginale "sospensione del
gestore":
"l'autorizzazione a gestire un
esercizio pubblico, di regola previa
comminatoria, è sospesa per un periodo massimo di tre mesi
quando:
a viene meno anche temporaneamente uno dei requisiti previ-
sti dagli articoli 11, 12, 14, 26, 27 e 28;
b si contravviene gravemente o ripetutamente alle norme della
presente legge o del regolamento di applicazione;
c non si effettua il pagamento della
tassa annua e di rilascio;
d l'esercizio perturba in modo intollerabile la sicurezza, l'ordine
e la quiete pubblica.".
La norma in
esame configura la sospensione dell'autorizzazione a gestire un esercizio
pubblico alla stregua di un provvedimento volto anzitutto a sanzionare una violazione
della legge. La valenza afflittiva del provvedimento emerge invero chiaramente
dai suoi limiti temporali, che non avrebbero ragione d'essere se lo scopo fosse
semplicemente quello di imporre il ripristino di una situazione conforme al
diritto
Nella gerarchia
delle sanzioni previste dalla LEsPubb, la sospensione dell'autorizzazione si
colloca tra la multa (art. 66) e la revoca (art. 69). Provvedimento, quest'ultimo,
che si giustifica in particolare quando vengono meno i presupposti del suo rilascio.
- Nell'evenienza
concreta, l'UP ha sospeso l'autorizzazione a gestire l'esercizio pubblico,
rimproverando in particolare al gerente di essere presente soltanto saltuariamente
nel locale. La decisione, fondata sul sommario interrogatorio dello stesso effettuato
dalla polizia, si richiama agli art. 3 lett. a, 28 e 68 lett. a LEs-Pubb. Leso,
come ha avuto modo di rilevare il Consiglio di Stato, riparando ad un'evidente
omissione dell'UP, sarebbe in particolare l'obbligo di presenza sancito dagli
art. 81 e 82 RLEsPubb in capo al gerente dell'esercizio pubblico.
Il provvedimento non è stato preceduto né da
una comminatoria volta ad indurre la ricorrente a ripristinare una situazione
conforme al diritto, né dall'offerta della possibilità di prendere posizione
sugli addebiti che le venivano mossi.
Il Consiglio di Stato ha confermato la sanzione,
limitandosi a ridurne la durata. Il giudizio non può essere condiviso.
Contrariamente a quanto assumono le
precedenti istanze, l'inosservanza dell'obbligo di presenza sancito dagli art.
81 e 82
RLEsPub non integra in effetti gli estremi del motivo di sospensione
dell'autorizzazione previsto dall'art. 68 lett. a in combinazione con gli art.
3 lett. a e 28 LEsPubb, richiamati dall'UP a sostegno del provvedimento
impugnato.
Vero è che l'art. 68 lett. a LEsPubb
permette all'UP di sospendere l'autorizzazione a gestire un esercizio pubblico
quando viene meno, anche temporaneamente, uno dei requisiti previsti dall'art.
28 LEsPubb. L'ipotesi che queste norme prefigurano è tuttavia soltanto quella
relativa ad un esercizio pubblico aperto in difetto di gerente in possesso del
certificato di capacità corrispondente e dell'autorizzazione rilasciata dall'UP
(cfr. art. 3 cpv. 1 lett. b). Non comprende anche l'inosservanza, da parte del
gerente autorizzato, dei doveri di presenza sanciti dagli art. 81 e 82 RLEs-Pub.
Nel fatto che il gerente di un esercizio pubblico disattenda tali obblighi non
è quindi ravvisabile alcuna inadempienza dei requisiti posti dalla succitata
disposizione di legge. L'insufficiente presenza del gerente nell'esercizio
pubblico non significa in effetti che il locale rimanga temporaneamente privo
del responsabile al quale l'UP ha formalmente affidato la gestione. Il gerente
autorizzato secondo l'art. 28 LEsPubb rimane tale anche se viene meno ai suoi
doveri.
L'infrazione va
semmai punita in via contravvenzionale conformemente all'art. 66 LEsPubb. Una
sospensione dell'autorizzazione a gestire l'esercizio pubblico per un certo
tempo si giustifica soltanto in caso di recidiva (cfr. art. 68 lett. b
LEsPubb). Ipotesi, questa, che in concreto non è certamente data.
- Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va quindi accolto, annullando
siccome lesive del diritto, tanto la decisione dell'UP, quanto la risoluzione
del Consiglio di Stato che la conferma parzialmente.
Dato l'esito si prescinde dal prelievo di
una tassa di giustizia.
Per questi motivi,
visti gli art. 3, 28, 68 LEsPubb, 81, 82 RLEsPubb; 3,
18, 28, 60, 61, 65 PAmm;
dichiara
e pronuncia:
- Il ricorso
è accolto.
§. Di conseguenza, sono annullate:
1.1. la decisione 31 gennaio 2002 con cui l'UP
ha sospeso l'autorizzazione a gestire il Ristorante __________ di __________;
1.2. la decisione 12 marzo 2001 (n. 1169) del
Consiglio di Stato.
-
Non si
preleva tassa di giustizia.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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