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Numero d'incarto:
52.2001.370
Data decisione, Autorità:
04.12.2001, TRAM
Incarto n.
52.2001.00370-371
Lugano
4 dicembre 2001
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sui ricorsi 12 ottobre 2001 di
- __________
- __________ patr. dall'avv. __________
contro
la decisione 25 settembre 2001 del Consiglio di
Stato (n. 4508), che annulla la decisione 11 luglio 2001 con cui il municipio
di __________ ha negato che la trasformazione dell'esercizio pubblico del
ricorrente __________, autorizzato come circolo ricreativo, in un ristorante
senz' alloggio aperto al pubblico costituisse un cambiamento di destinazione
soggetto a licenza edilizia;
viste le risposte:
-
24 ottobre 2001 del
Consiglio di Stato;
-
25 ottobre 2001 del
municipio di __________;
-
31 ottobre 2001 di don
__________;
al ricorso sub a)
-
24 ottobre 2001 del Consiglio di Stato;
-
26 ottobre 2001 del __________;
-
31 ottobre 2001 di don
__________;
al ricorso sub b)
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Il
ricorrente __________ (__________) è proprietario a __________ di un centro
ricreativo riservato al personale della banca, realizzato agli inizi degli anni
'70. Lo stabilimento, denominato __________, è situato nella zona residenziale
semi-estensiva R2-04 e comprende una piscina, campi da tennis un bocciodromo ed
un esercizio pubblico autorizzato come circolo (patente cat. B 4).
In seguito ad accordi presi con il comune in
vista della sua apertura agli abitanti del comune, il 22 maggio 2001, il CS ha
ottenuto dal Dipartimento delle istituzioni (Ufficio dei permessi) la
conversione della patente di circolo in una patente di categoria B2
(ristorante/bar senza alloggio).
Venutine a conoscenza, alcuni proprietari di
fondi situati nelle immediate vicinanze del centro hanno chiesto al municipio
di assoggettare la trasformazione dell'esercizio pubblico alla procedura di
rilascio del permesso di costruzione per cambiamento di destinazione.
Con scritto dell'11 luglio 2001 il municipio
ha respinto la richiesta, dichiarando di non ravvisare alcun cambiamento di
destinazione nella trasformazione in oggetto.
B. Con
giudizio 25 settembre 2001 il Consiglio di Stato ha annullato la predetta determinazione
dell'autorità comunale, accogliendo il ricorso contro di essa inoltrato dai
vicini qui resistenti.
Il Governo ha in sostanza ritenuto che la
modifica delle condizioni di utilizzazione dell'esercizio pubblico costituisse
un cambiamento di destinazione soggetto a permesso di costruzione.
C. Contro il
predetto giudizio governativo, il __________ ed il municipio si aggravano
davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento.
Con distinti atti d'impugnazione, i
ricorrenti negano in sostanza che nella trasformazione dell'esercizio pubblico
si possano ravvisare gli estremi di un cambiamento di destinazione. Durante la
trascorsa stagione, allega in particolare il __________, il numero degli utenti
effettivi sarebbe rimasto sostanzialmente invariato.
D. I ricorsi
sono avversati dal Consiglio di Stato, che non presenta osservazioni.
Ad identica conclusione pervengono i vicini
qui resistenti, contestando partitamente le tesi dei ricorrenti con argomenti
che verranno discussi nei seguenti considerandi.
Considerato, in
diritto
- 1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE.
1.2. Certa è la legittimazione attiva del
ricorrente __________, direttamente e personalmente toccato dal giudizio
governativo impugnato.
Al municipio di __________, qui ricorrente,
va invece negata la legittimazione attiva. Il municipio è in effetti soltanto
l'organo esecutivo del comune (art. 9 lett. c, 80 e 106 LOC). Non si identifica
con il comune: è unicamente il suo rappresentante davanti all'autorità
giudiziaria. Legittimato a ricorrere e detentore della qualità per agire in
giudizio è soltanto il comune (art. 209 lett. b LOC). Il municipio non ha
invece capacità di parte. A differenza di altri ordinamenti, quello della LOC
non conosce l'istituto del ricorso dell'autorità (cd. Behördenbeschwerde;
DTF 05.03.1999 in re municipio di I.; STA 15.06.2001 in re municipio di
__________; ZBl 1995, 474).
Vero è che, in passato, il Tribunale
cantonale amministrativo ha omesso di rilevare questo difetto, considerando i
ricorsi inoltrati dal municipio in proprio nome e conto come se fossero
introdotti dal comune. Questa prassi tollerante, ma contraria alla legge, aveva
tuttavia per oggetto impugnative presentate da municipi privi dell'assistenza
di un legale. Se possa essere ulteriormente applicata o meno in questi casi è
questione che per il momento può rimanere indecisa, poiché, ai fini del
presente giudizio, basta rilevare che, dopo la sentenza del Tribunale federale
sopra indicata, non la si può comunque confermare nel caso di gravami
interposti da municipi patrocinati da un avvocato o dotati di un proprio
servizio giuridico. Da un legale si può in effetti pretendere che conosca la
distinzione tra parte processuale e rappresentante. Già per questo motivo, il
ricorso del municipio di __________ va quindi respinto siccome irricevibile per
carenza di legittimazione attiva dell'insorgente.
1.3. Il ricorso del __________, tempestivo,
è ricevibile in ordine può essere deciso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 PAmm);
- Per
cambiamento di destinazione rilevante dal profilo del diritto pianificatorio si
intende generalmente una modifica delle condizioni di utilizzazione di una costruzione
esistente atta a produrre ripercussioni sostanzialmente diverse e localmente
percettibili sull'ordinamento delle utilizzazioni (cfr. DFGP, Commento alla
LPT, ad art. 22 N. 12; Scolari, Commentario della LE, ad art. 39 N. 16 seg.).
La modifica è rilevante ed implica l'avvio di una procedura di rilascio del
permesso di costruzione, sia quando comporta l'applicazione di norme edilizie
diverse rispetto a quelle applicabili all'uso preesistente, sia quando
determina un'intensificazione dell'uso delle opere di utilizzazione o
un'alterazione apprezzabile delle ripercussioni ambientali (cfr. Dilger, Raumplanungsrecht
der Schweiz, § 10 N. 18; Leutenegger, Das formelle Baurecht des Schweiz, 112
che addirittura sottopone all'obbligo del permesso qualsiasi cambiamento delle
finalità di un'opera edilizia). Sono in particolare da considerare come
cambiamento di destinazione anche tutte le modifiche delle condizioni di utilizzazione
di un'opera edilizia che incidono in misura non trascurabile sulla sua identità
dal profilo qualitativo, alterando gli scopi per i quali è stata autorizzata e
realizzata (STA 26.06.1996 in re C.).
Non tutte le modifiche delle condizioni
d'uso di un'opera edilizia sono soggette all'obbligo del permesso. Nel rispetto
del principio di proporzionalità esigono tuttavia l'avvio di un procedimento di
verifica preventiva della loro compatibilità con l'ordinamento pianificatorio
ed edilizio tutti i cambiamenti delle condizioni di utilizzazione che
interessano concretamente un bene giuridico tutelato da norme di natura edilizia,
pianificatoria od ambientale. Nei casi dubbi, l'apertura di un simile procedimento
non è soltanto auspicabile, ma si impone, poiché soltanto in quest'ambito è possibile
verificare compiutamente se sono dati gli estremi di un cambiamento di destinazione
(cfr. RDAT 1992 II n. 28; STA 28.02.1992 in re comune di Cademario; Mäder, Das
Baubewilligungsverfahren, Zürcher Schriften zum Verfahrensrecht, N. 211 pag.
99).
- Nell'evenienza
concreta, il "grottino" annesso al centro sportivo era sinora aperto
soltanto da martedì a domenica e soltanto nei mesi invernali, quando la piscina
era chiusa. L'accesso era inoltre esclusivamente riservato ai collaboratori del
__________.
A partire da quest'anno, il __________ l'ha
aperto al pubblico secondo orari analoghi, ma senza limitazioni riferite
all'attività della piscina.
Questo cambiamento delle condizioni d'uso va
senz'altro configurato alla stregua di un cambiamento di destinazione soggetto
a permesso di costruzione. Non si può invero ragionevolmente negare che la
trasformazione dell'esercizio pubblico del centro sportivo, autorizzato come
circolo riservato ai soli dipendenti dell'istituto di credito, in un
bar/ristorante aperto al pubblico, alteri il quadro delle ripercussioni ambientali
in misura sufficiente per giustificare una verifica della conformità
dell'impianto per rapporto alle prescrizioni concretamente applicabili.
Per definizione, il circolo o club
è in effetti un esercizio pubblico nel quale si servono cibi e bevande esclusivamente
ai membri di un'associazione (art. 32 RLEsPub). Si tratta quindi di un locale
destinato ad una limitata cerchia di avventori. Il ristorante è invece
un locale aperto al pubblico, ossia ad una cerchia indeterminata ed illimitata
di avventori (art. 24 RLEsPub). Entrambi sono stabilimenti commerciali attivi
nel campo della ristorazione. Le affinità che li accomunano non permettono
tuttavia di considerarli sostanzialmente identici dal profilo della
destinazione. Diversa è infatti la clientela, diverse sono le condizioni
d'esercizio e diverse sono quindi anche le ripercussioni ingenerate dalla loro
attività sull'ambiente circostante. Aspetto, quest'ultimo, che da solo basta a
giustificare l'avvio di una procedura di rilascio del permesso di costruzione,
volta soprattutto a verificare la conformità della modifica apportata alle
condizioni di utilizzazione dell'esercizio pubblico per rapporto alle norme che
disciplinano gli interventi rilevanti dal profilo della pianificazione del
territorio, edilizio ed ambientale. Modifica, che deve in particolare essere
valutata non soltanto dal profilo della cerchia degli utenti, come ritiene il
__________, ma anche dal profilo degli orari d'apertura, per rapporto alle
esigenze poste dalla legislazione ambientale, comunque prevalenti sulle
disposizioni della LEsPub. Sono in effetti gli orari di apertura le condizioni
d'esercizio che maggiormente contribuiscono a determinare il livello delle
immissioni prodotte sull'ambiente circostante da questi stabilimenti commerciali.
Di principio, è quindi la procedura di rilascio della licenza edilizia e non
quella volta alla concessione della patente d'esercizio pubblico la sede,
nell'ambito della quale deve essere esaminato se gli orari d'apertura e le
relative modifiche (cfr. art. 8 cpv. 3 OIF) sono conformi alle disposizioni di
legislazione ambientale.
Irrilevante dal profilo dell'assoggettamento
della trasformazione attuata all'obbligo del permesso di costruzione è il fatto
che durante la scorsa estate il numero di utenti del centro sportivo sia
rimasto sostanzialmente invariato. Decisiva, in quest'ottica, è unicamente la
modifica delle condizioni d'uso, attuata mediante apertura al pubblico
dell'annesso esercizio pubblico, all'evidente fine di incrementarne la
clientela. Modifica, che unitamente al cambiamento degli orari d'apertura
permette di ipotizzare un possibile aumento delle ripercussioni ambientali.
- Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, la decisione governativa impugnata
va senz'altro confermata siccome immune da violazioni del diritto.
La tassa di giustizia è a carico del
__________, ritenuto che il municipio ne va esente in quanto insorto a tutela
di decisioni prese nell'esercizio delle sue funzioni. Le ripetibili sono invece
suddivise fra i ricorrenti in parti uguali secondo soccombenza.
Visti gli art. 1, 21 LE; 24, 32 RLEsPub; 3, 18, 28,
31, 60, 61 PAmm;
dichiara
e pronuncia:
-
Il ricorso
del __________ è respinto.
-
Il ricorso
del municipio __________ è irricevibile.
-
La tassa di
giustizia di fr. 800.-- è a carico del __________.
-
I
ricorrenti rifonderanno ai resistenti fr. 1'200.-- in ragione di metà ciascuno
a titolo di ripetibili.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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