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Numero d'incarto:
52.1999.170
Data decisione, Autorità:
30.09.1999, TRAM
Incarto n.
52.99.00170
Lugano
30 settembre 1999
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo
Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretaria:
Lorenza
Ponti Broggini, vicecancelliera
statuendo
sul ricorso 4 giugno 1999 di
__________,
contro
la
decisione 26 maggio 1999, no. 2246, del Consiglio di Stato che ha
parzialmente accolto l'impugnativa del ricorrente e di __________ avverso la
risoluzione 4 febbraio 1999 del municipio di __________, con la quale sono
loro state addebitate le spese di fr. 875.—sostenute per determinare la
conformità dell'edificio posto al mappale no. __________ di __________ con le
prescrizioni antincendio ed igieniche ed è stata inflitta all'insorgente una
multa di fr. 5'000.-- per aver utilizzato materiali non conformi per isolare
ed insonorizzare parte dei locali dello stabile;
viste le risposte:
-
30 giugno 1999 del Consiglio di
Stato;
-
14 luglio 1999 del municipio di
__________;
-
lo scritto 9 agosto 1999 del
municipio di __________;
-
la lettera 23 agosto 1999 del
ricorrente;
-
la lettera 14 settembre 1999 del
municipio di __________;
letti
ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. La comunione ereditaria fu
__________, composta da __________ e __________, è proprietaria del mappale no.
__________ di Losone, sul quale sorge un vetusto stabile edificato in
contiguità con altri edifici del nucleo. Visto il suo cattivo stato di
conservazione e manutenzione, l'edificio non può essere utilizzato per scopi
abitativi o per usi continui o di lunga durata.
B. A seguito delle lamentele
del vicinato per il rumore e la musica ad alto volume provenienti dalla
proprietà __________, il 29 gennaio 1998 il municipio di __________, coadiuvato
da due esperti, ha esperito un sopralluogo, dal quale è risultato che la
costruzione non era conforme alle prescrizioni antincendio (rapporto 9 febbraio
1998 ing. __________) e l'impianto elettrico interno inadeguato e da risanare
(rapporto 3 febbraio 1998 Società elettrica sopracenerina), mentre dal profilo
igienico-sanitario non sono stati rilevati problemi di sorta. È pure stato
accertato che i locali sono utilizzati per il deposito di materiale, per la
pratica di hobby, l'ascolto di musica o prove musicali.
C. Con decisione 24 marzo 1998
il municipio di __________ ha ordinato ai membri della __________ ed agli
inquilini dello stabile, di rimuovere i materiali di rivestimento fonici dei
locali non conformi alle norme antincendio ed ha ordinato ai proprietari di procedere
ad una verifica generale relativa all'ossequio di tali norme per il tramite di
un esperto autorizzato CFPA. La risoluzione è stata confermata su ricorso dal
Consiglio di Stato.
D. Il 21 ottobre 1998 il municipio
ha intimato a __________ e __________ ed agli inquilini dell'immobile
l'apertura di un procedimento contravvenzionale, per aver utilizzato a scopo di
isolazione ed insonorizzazione di parte dei locali dello stabile in oggetto
materiali non conformi alle norme antincendio.
E. Il 30 novembre 1998
__________ ha trasmesso al municipio un rapporto redatto dall'arch. __________,
il quale aveva constatato la rimozione dei rivestimenti non conformi.
Preso atto di tale comunicazione, il municipio ha reso
attenti i proprietari che l'arch. __________ non era abilitato quale esperto
CFPA ed ha assegnato loro un nuovo termine scadente il 28 febbraio 1999 per
procedere ad una verifica generale tramite un tale perito.
F. Con decisione 4 febbraio
1999 il municipio di __________ ha inflitto a __________ una multa di fr.
5'000.-- per le infrazioni rimproverategli nel rapporto di contravvenzione ed
ha posto a carico suo e di __________ il pagamento delle spese sostenute dal
comune per l'intervento dei due esperti nell'ambito del sopralluogo del 29 gennaio
1998, ammontanti a fr. 975.--. Il decreto si fonda sulle norme della LE,
in particolare gli art. 44 a segg. RLE, le NAPR e gli art. 107 e 145 segg. LOC.
G. Contro tale pronuncia
__________ e __________ sono insorti davanti al Consiglio di Stato,
postulandone l'annullamento.
Con decisione 26 maggio 1999, il Governo ha parzialmente accolto
il gravame. In sostanza l'Esecutivo cantonale ha confermato la sanzione
inflitta a __________, mentre ha mandati esenti entrambi i fratelli __________
dal pagamento delle spese sostenute per determinare la conformità della
costruzione con le norme antincendio ed igieniche.
H. Con ricorso 4 giugno 1999
__________ è insorto davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo
l'annullamento della multa inflittagli e di essere mandato esente dal pagamento
degli oneri processuali di prima istanza. Subordinatamente ha postulato che la
multa venga ridotta a fr. 100.--, corrispondente alla multa applicata agli
inquilini. Sostiene che i materiali insonorizzanti, ora rimossi, erano stati
posati dagli inquilini. Abitando a __________, egli non aveva dunque la
possibilità di sorvegliare il loro agire né d'intervenire. Per di più non vi
sarebbe alcun motivo per multare solo uno dei due membri della __________.
Contesta inoltre che i materiali utilizzati, come ad esempio tende e materassi,
siano più infiammabili rispetto al loro normale uso. Ritiene infine che la
multa inflittagli sia sproporzionata, ritenuto che la colpa che gli si può
addebitare, è in ogni caso minima e che prima dei fatti in questione non gli
era mai stata inflitta alcuna sanzione in relazione a tali problemi, né in
precedenza il municipio di __________ gli aveva mai comunicato che nei locali
si trovavano isolazioni non conformi alle norme antincendio.
I. Il Consiglio di Stato si è
opposto all'accoglimento dell'impugnativa, riconfermandosi nella propria
decisione e nelle motivazioni ivi contenute. Ad identica conclusione è
pervenuto il municipio di __________, delle cui motivazioni si dirà, per quanto
necessario, nel seguito.
L. Con scritto 23 luglio 1999
il ricorrente ha preso posizione in merito alle risposte inoltrare dai
resistenti, ribadendo in sostanze le censure proposte in precedenza.
M. Su richiesta di questo
tribunale, il municipio di __________ ha prodotto l'ampia corrispondenza e le
decisioni, di cui a partire dal 1985 gli eredi della comunione ereditaria fu
__________ sono stati oggetto.
Dal canto suo il ricorrente ha documentato la sua situazione
economica (cfr. scritto 23 agosto 1999). Con lettera 14 settembre 1999
l'autorità comunale ha ribadito quanto precedentemente esposto in merito
all'ammontare della multa inflitta al ricorrente ed ha sottolineato che dalla
notifica di tassazione del ricorrente risulta una sostanza immobiliare di fr.
449'072.--.
Considerato, in
diritto
-
La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo discende dagli art. 148 cpv. 3 LOC e 46 cpv. 5 LE. La
legittimazione attiva dell'insorgente è data dagli art. 209 lett. b LOC e 43 PAmm.
Il presente gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è ricevibile in ordine e
può essere deciso sulla base delle prove in atti, senza procedere al
sopralluogo richiesto dal ricorrente, che non porterebbe alcun nuovo elemento
di rilievo per il giudizio (art. 18 cpv. 1 PAmm).
-
La sanzione amministrativa
è una pena pronunciata contro un privato in ragione della violazione di
un'obbligazione di diritto pubblico. Essa rappresenta uno strumento coercitivo
conferito all'autorità per ottenere il rispetto della legge (A. Scolari,
Diritto amministrativo - parte generale, Bellinzona/Cadenazzo 1988, no. 260).
La sanzione amministrativa può rivestire la forma della multa (B. Knapp, Précis
de droit administratif, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, no. 1686). Essa
dev'essere ancorata ad una base legale e, visto il suo carattere prettamente
repressivo, presuppone l'esistenza di una colpa a carico del soggetto che con
il suo comportamento ha infranto la legge (U. Häfelin / G. Müller, Grundriss des
Allgemeinen Verwaltungsrechts, Zurigo 1998, no. 948 e 949; M. Imboden / R. Rhinow,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Basilea e Francoforte sul Meno 1990,
no. 49 B. VI). Ciò significa che una multa può essere inflitta solo se la
colpevolezza è stata dimostrata in modo ineccepibile, ritenuto comunque che
l'onere della prova incombe all'autorità, a cui spetta l'obbligo di perseguire
il denunciato (M. Rhinow / B. Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
Ergänzungsband, Basilea e Francoforte sul Meno 1990, no. 49 B. VI).
-
L'art. 41 f cpv. 1 LE
stabilisce che gli edifici devono essere mantenuti in modo da evitare pericoli
d'incendio. L'art. 44 a cpv. 2 RLE precisa che il municipio effettua,
a scadenze regolari, controlli sul rispetto delle prescrizioni, (…) esigendo,
se del caso, i provvedimenti necessari al ripristino della situazione legale.
Sono punibili tutte le persone che hanno concorso all'infrazione, anche solo
per negligenza (art. 46 cpv. 3 1. periodo LE). Chi viola le norme contenute
nella Legge edilizia o nel suo regolamento, è punito con la multa fino a
fr. 5'000.-- se ha omesso una domanda di costruzione sottoposta alla
procedura ordinaria, con l'ammonimento o la multa sino a fr. 500.-- se è
stata omessa una notifica; con la multa fino a fr. 10'000.-- negli altri
casi (art. 46 cpv. 1 LE).
-
È stato accertato
giudizialmente (cfr. sentenza 5 agosto 1998 del Consiglio di Stato) che i
materiali impiegati per insonorizzare parte dei locali dell'edificio in oggetto
non erano conformi alle norme antincendio. Le contestazioni sollevate dal
ricorrente a tal proposito sono dunque infondate e non meritano ulteriori discussioni.
Resta invece da stabilire se il ricorrente può essere ritenuto responsabile di
tale situazione.
Emerge dagli atti che i materiali rimossi sono stati posati
dagli inquilini dello stabile e non dal proprietario. L'insorgente non è dunque
l'autore diretto dell'infrazione, bensì vi è spazio unicamente per una sua
responsabilità in virtù della sua posizione quale amministratore dell'immobile,
ossia quale garante, ruolo che gli imponeva d'intervenire e proibire l'uso di
tali materiali. Non agendo in tal senso, egli avrebbe violato la legge per omissione.
4.1. Il reato d'omissione improprio è un reato commissivo che
si perfeziona per omissione di una cautela che l’autore era tenuto a prendere
(P. Graven, L’infraction pénale punissable, Berna 1995, pag. 76 segg.; S. Trechsel
/ P. Noll, Schweizerisches Strafrecht, parte generale, Zurigo 1998, pag. 214
segg.). Esso presuppone che l’autore si trovi in una cosiddetta posizione di
garante ("Garantenstellung"). Secondo dottrina e giurisprudenza,
questa sussiste quando l'autore ha per legge, per contratto o per situazione il
dovere di prevenire il verificarsi di un evento suscettibile di pregiudicare un
determinato bene giuridico. L'autore è in questo caso punibile, se gli era
oggettivamente possibile intervenire per compiere l'atto richiesto dalle circostanze
(DTF 108 IV 5 consid. 1b e riferimenti ivi citati).
4.2. __________ sostiene di non aver saputo che i locali
erano stati rivestiti con materiali non conformi alle norme antincendio e che
non aveva alcuna possibilità d'intervento. L'affermazione è al limite della
temerarietà.
Il ricorrente stesso ha ammesso nel proprio ricorso 12 aprile
1998 al Consiglio di Stato che sapeva della presenza di tali rivestimenti. Egli
ha infatti scritto quanto segue:
"Per quanto attiene agli inquilini sottoscritti da
notare che gli stessi non possono togliere o manomettere detti rivestimenti (là
dove ve ne sono) poiché non è cosa loro per cui in caso di disdetta quando se
ne vanno devono fare la riconsegna dei locali come gli sono stati consegnati
altrimenti sono responsabili del danno nei confronti del locatore. Anche da
questo punto di vista la decisione impugnata va annullata perché altrimenti li
obbligherebbe a mettersi in contrasto con i loro doveri contrattuali che li
obbliga ovviamente alla riconsegna dei locali come ricevuti."
Egli dunque ben sapeva che nei locali dell'edificio in oggetto
erano stati applicati tali materiali.
Questa sua affermazione suffraga le dichiarazioni rilasciate
dagli affittuari, secondo cui i locali andavano riconsegnati nello stesso stato
della loro presa in consegna (cfr. dichiarazione 23 novembre 1998 di __________;
nello stesso senso vedi pure dichiarazione 29 ottobre 1998 di __________). Non
vi è dunque dubbio che egli era perfettamente a conoscenza della presenza di
tale materiale, non potendo certamente passare inosservato al momento della
riconsegna dei locali o della presentazione degli stessi al nuovo affittuario.
4.3. Egli doveva pure essere a conoscenza che questi
materiali (in particolare contenitori per uova, materassi e tele) costituiscono
una grave fonte di pericolo d'incendio. Ciò è imposto dal comune sapere e dalle
informazioni che si ricevono quotidianamente dai mezzi di comunicazione.
Considerata inoltre l'esperienza che il multato ha acquisito nel gestire
proprietà immobiliari, la censura sollevata va fermamente rigettata.
4.4. L'autorità municipale ha agito correttamente nel multare
soltanto il ricorrente e non il fratello __________. Dalle tavole processuali
emerge che __________ si occupava, e si occupa tuttora, da solo,
dell'amministrazione dello stabile in questione. I rapporti contrattuali con
gli inquilini sono sempre stati instaurati e gestiti dal ricorrente in persona
e non dal fratello (cfr. scritto 23 luglio 1999 del ricorrente, verbale di
sopralluogo 7 giugno 1999; dichiarazione 23 novembre 1998 di __________). Egli
si è pure occupato di far togliere i rivestimenti non conformi e di contattare
l'esperto per l'allestimento del certificato di collaudo (cfr. lettera 3
febbraio 1998 SES; lettera 19 novembre 1998 arch. __________; scritto 17
febbraio 1999 studio d'ingegneria __________ al municipio di __________ con
copia al ricorrente). La gestione dell'immobile era dunque di esclusiva competenza
del ricorrente. In simili circostanze la responsabilità dell'accaduto ricade
soltanto su __________, non già sul fratello __________.
4.5. A giusta ragione dunque il municipio di __________ ha inflitto
una multa al ricorrente. Anziché intervenire per porre rimedio alla situazione
che si era venuta a creare, __________ è rimasto passivo. Ha quindi accettato,
quantomeno implicitamente, la violazione delle norme antincendio. Omettendo,
senza validi motivi, di adottare le misure necessarie per assicurarne il rispetto,
egli non può pertanto essere prosciolto dagli addebiti mossigli.
- Resta ora da valutare se
l'ammontare della sanzione inflittagli è proporzionato alla colpa imputabile al
ricorrente (art. 46 cpv. 3 LE), tenendo conto dei motivi che l'hanno spinto ad
un tale agire, della sua vita anteriore e delle sue condizioni personali (art. 63
CP).
L'infrazione commessa è grave, considerato che con il suo atteggiamento
l'insorgente ha messo in pericolo la vita, l'incolumità ed il patrimonio di un
gran numero di persone e a maggior ragione in quanto si tratta di uno stabile
edificato in contiguità nel nucleo del paese. Si deve inoltre tener conto che
in passato il municipio ha dovuto frequentemente intervenire presso gli eredi
della __________ per porre fine a situazioni di pericolo che cagionava
l'incuria degli immobili di loro proprietà, ciò che denota una mancanza di
rispetto nei confronti degli altri cittadini e dell'autorità comunale.
Dall'altro lato si deve considerare che il ricorrente versa
in modeste condizioni finanziarie, avendo egli un reddito imponibile di fr.
29'016.-- e fr. 449'072.-- di sostanza. Tenuto conto all'insieme delle circostanze,
appare meglio commisurato alla fattispecie irrogare una multa di
fr. 2'000.--, provvedimento più proporzionato e riguardoso delle
particolari connotazioni rivestite dal fatto contravvenzionale.
- Sulla scorta di quanto fin
qui esposto, il ricorso va pertanto parzialmente accolto ed il giudizio
governativo viene modificato di conseguenza. La tassa di giustizia della
presente sede viene ripartita in parti uguali (art. 28 PAmm), ritenuto che a
carico del comune di __________, che non ha agito per tutelare interessi
economici propri non viene tuttavia emessa alcuna tassa. Non si assegnano
ripetibili considerato che il ricorrente non si è avvalso del patrocinio di un
avvocato (art. 31 PAmm).
Per
questi motivi,
visti
gli art. 63 CP, 107, 148 cpv. 3 e 209 lett. b LOC; 41 f e 46 LE; 44 a cpv. 2
RLE; 1 segg. PAmm;
dichiara e pronuncia:
- Il ricorso è parzialmente
accolto.
§ Di
conseguenza i dispositivi n. 1.1. e 2. della decisione 26 maggio 1999, no.
2246, del Consiglio di Stato sono modificati come segue:
"1.1. il
dispositivo no. 1 della decisione 4 febbraio 1999 del Municipio di __________ è
modificato nel senso che a __________, __________, è inflitta una multa di fr.
2'000.--.
-
Le
spese e la tassa di giustizia sono poste a carico del signor __________ nella
misura di fr. 200.--. Non si assegnano ripetibili."
-
La tassa di giustizia è
posta a carico del ricorrente nella misura di fr. 300.--. Non si assegnano
ripetibili.
-
Intimazione
a:
__________;
Per
il Tribunale cantonale amministrativo
Il
presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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