AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
52.1996.42
Data decisione, Autorità:
22.09.1997, TRAM
Incarto n.
52.96.00042
Lugano
22 settembre 1997
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo
Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Matteo
Cassina, vicecancelliere
statuendo
sul ricorso 2 febbraio 1996 di
Comune
di __________
rappr.
da: avv. __________
contro
la
decisione 16 gennaio 1996 (n. 166) del Consiglio di Stato che con un unico
giudizio ha accolto il gravame interposto dalla signora __________, e,
rispettivamente, ha parzialmente accolto l'impugnativa presentata dalla
signora __________, avverso la decisione 16 giugno 1995 con cui il municipio
di __________ ha ordinato loro l'esecuzione di lavori di sistemazione dei mappali
n.ri __________ e __________ RFD di __________, nonché lo sgombero del materiale
pericolante, franato nell'alveo del sottostante riale __________;
viste le risposte:
-
12 febbraio 1996 di __________;
-
12 febbraio 1996 del Consiglio di
Stato;
-
19 febbraio 1996 del Consorzio di
manutenzione delle opere di arginatura esistenti e future del __________;
-
13 marzo 1996 di __________;
letti
ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Il 15 settembre 1994 il
municipio di __________ ha avuto modo di constatare che, in coincidenza con un
periodo di forti piogge, si era staccata una frana dai locali mappali n.ri
__________ RFD, di proprietà della signora __________, e __________ RFD, a quel
tempo appartenente alla signora __________.
Lo smottamento aveva trascinato a valle parte di un manufatto
(muro in cemento) esistente sulla part. no. __________ RFD, come pure altro
materiale (in particolare terra e sassi) provenienti dal predetto mappale e
dalla contigua part. no. __________ RFD, ostruendo in tal modo l'alveo del
sottostante riale __________.
B. Dopo aver eseguito gli
interventi di prima urgenza, il 9 febbraio 1995, il municipio di __________ si
è rivolto alle proprietarie dei fondi dai quali si era staccata la frana,
nonché al Consorzio di manutenzione delle opere di arginatura esistenti e
future del __________, a quel tempo ritenuto proprietario del riale __________,
al fine di ottenere la rimozione completa del materiale scosceso, la
demolizione del manufatto pericolante situato sulla part. no. __________ RFD e
l'esecuzione delle necessarie opere di premunizione atte a scongiurare in
futuro il ripetersi di eventi analoghi.
Le parti interpellate hanno quindi presentato le loro
rispettive osservazioni in proposito, contestando ognuna la propria responsabilità
per quanto accaduto.
C. Visto il perdurare della
situazione di pericolo e appurato nel frattempo che nella zona della frana il
riale __________ non rientra tra i corsi d'acqua appartenenti al suddetto
Consorzio di arginatura, il municipio di __________, fondandosi sulle indicazioni
contenute nel rapporto tecnico 24 novembre 1994 dell'ing. __________, ha deciso
il 16 giugno 1995 quanto segue:
"I. È
abbandonato il procedimento amministrativo promosso con notificazione 9.2.1995
nei confronti del Consorzio di manutenzione delle opere di arginatura esistenti
e future del __________ in __________.
II. È
fatto ordine alla signora __________, proprietaria della part. no. __________
RFD di __________ di demolire ed asportare i residui del muro in cemento
ubicati sulla part. no. __________ RFD di __________, sopra la part. no.
__________ RFD di __________, e in parte già franato nel sottostante riale
__________.
III. È
fatto ordine alle signore __________, proprietaria della part. no. __________ RFD
di __________ e __________, proprietaria della part. no __________ RFD di
__________, obbligate in solido ad eseguire le prestazioni loro imposte e
riservato il giudizio del competente Giudice civile sulla ripartizione delle
eventuali responsabilità nei rapporti interni fra le menzionate proprietarie:
-
di
costruire un muro di sostegno in cemento armato sul prolungamento di quello
esistente e parallelo al letto del riale __________ (sponda destra), di altezza
media di ml 3 e della lunghezza di ca. ml. 15.00 (le dimensioni del muro sono
da definire mediante calcolo statico), l'opera dovrà essere eseguita
integralmente sulla part. no. __________ RFD di __________;
-
di
costruire opere di sostegno sul mappale no. __________ RFD di __________ a
confine con il soprastante mappale no. __________ RFD di __________ mediante
alternativamente edificazione di muro di sostegno, posa gabbioni, esecuzione
ancoraggi;
-
di
sgomberare il materiale pericolante sito sulla part. no. __________ RFD di
__________, sgombero da eseguire dopo costruito il muro lungo l'argine del
riale, sulla part. no. __________ RFD di __________;
-
di
sgombrare i materiali e i detriti caduti dai fondi part. ni. __________ e
__________ RFD di __________ nell'alveo del riale __________ e che sono ancora
lì giacenti;
-
di
sistemare la scarpata, ossia diminuire la pendenza, formata dalla part. no.
__________ RFD di __________, zona immediatamente soprastante la part. no.
__________ RFD di __________, da eseguire dopo terminate tutte le altre opere
descritte in precedenza.
IV. Quanto
ordinato al p.to III che precede va eseguito entro il 31 (trentun) agosto 1995
(millenovecentonovantacinque); il termine non è sospeso dalle ferie giudiziarie
amministrative.
V. ...(omissis)
VI. La
presente risoluzione è immediatamente esecutiva e l'eventuale ricorso non ha
effetto sospensivo.
VII. ..
(omissis)."
Preso atto di ciò, __________ ha inoltrato il 28 giugno 1995
all'Ufficio dei registri di __________ un'istanza di derelizione della part.
no. __________ RFD di __________, spossessandosi in tal modo del fondo.
D. Contro la predetta decisione
municipale __________ e __________ sono insorte con separati ricorsi 6,
rispettivamente, 7 luglio 1995 davanti al Consiglio di Stato, chiedendone
l'annullamento.
__________ ha sostenuto in quella sede di non poter eseguire
nessun intervento sul mappale no. __________ RFD, non essendone più la
proprietaria.
Ha aggiunto che il municipio non ha il diritto di ordinarle,
solidalmente con terze persone, di intervenire sul fondo contiguo di proprietà
della signora __________. Ha respinto in ogni caso qualsiasi responsabilità per
l'avvenuto franamento.
Dal canto suo __________, ha chiesto in primo luogo che le fosse
concessa la restituzione in intero dei termini ricorsuali, avendo potuto
prendere conoscenza della decisione municipale in oggetto, solo il 27 giugno
1995, al rientro da un periodo di cura trascorso all'estero.
Nel merito ha contestato ogni sua responsabilità per
l'avvenuto smottamento, sollevando riserve per l'effettiva efficacia degli interventi
ordinatile dall'esecutivo comunale.
Il 3 agosto 1995, la signora __________ ha presentato un allegato
di completazione del suo precedente ricorso.
E. Con decisione 16 gennaio
1996, il Consiglio di Stato ha evaso congiuntamente i due ricorsi.
Il Governo cantonale ha accolto integralmente il gravame
della signora __________, ritenendo in sostanza di dover liberare la ricorrente
da qualsiasi obbligo di intervento, in quanto, essendosi privata della
proprietà del mappale no. __________ RFD, la stessa non può più essere
considerata perturbatrice per situazione.
Per quanto concerne invece la signora __________, il
Consiglio di Stato, dopo aver concesso a quest'ultima la restituzione dei
termini ricorsuali, ha parzialmente accolto l'impugnativa, confermando la
decisione municipale limitatamente all'ordine di esecuzione degli interventi di
sgombero e di sistemazione della part. no. __________ RFD di __________.
L'Esecutivo cantonale ha infatti ritenuto che alla signora __________ non può
essere imposto di intervenire su fondi di proprietà altrui e che quindi l'ordine
impartitole dal municipio si palesa come legittimo e proporzionato solo nella
misura che concerne gli interventi di sistemazione da effettuare sul mappale no.
__________ RFD di __________.
F. Contro la predetta sentenza
governativa insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo il Comune di
__________, rappresentato in lite dal suo municipio, chiedendone l'annullamento.
Sostiene che a torto il Consiglio di Stato ha concesso alla
ricorrente __________ la restituzione in intero dei termini, non avendo
quest'ultima saputo dimostrare, nei tempi concessi dalla legge, la natura
dell'impedimento che non le avrebbe permesso di inoltrare tempestivamente il
ricorso. Aggiunge inoltre che tutto quanto addotto con l'allegato di
completamento del ricorso, datato 3 agosto 1995, non può in alcun modo essere
preso in considerazione, essendo tale atto del tutto irrito.
Afferma quindi che la derelizione della part. no. __________
RFD per opera della sua proprietaria, non è sufficiente a liberare quest'ultima
dai suoi obblighi di intervento sul predetto fondo, visto che, in analogia con
quanto previsto dall'art. 110 CPC, una volta instauratasi la litispendenza, la
procedura prosegue tra le parti in causa a dispetto di un eventuale cessione
dell'oggetto litigioso.
Da ultimo sostiene che la giurisprudenza federale in materia
ammette che, se l'ordine viene impartito con esplicito richiamo al vincolo di
solidarietà tra i singoli perturbatori, ognuno di essi sia tenuto ad operare
anche su fondi di proprietà altrui.
G. All'accoglimento del gravame
si oppongono sia __________ che __________, adducendo delle argomentazioni che
saranno, se del caso, riprese in seguito.
Dal canto suo il Consiglio di Stato postula la reiezione del
ricorso, senza formulare particolari osservazioni in proposito.
Per contro il Consorzio arginature si astiene dal formulare domande
di giudizio, limitandosi a ribadire la propria estraneità ai fatti in oggetto.
Considerato, in
diritto
- La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo discende dall'art. 208 LOC.
La legittimazione attiva del Comune di __________ è nel caso
di specie data (art. 43 PAmm). Appare infatti innegabile che il Comune sia portatore
di un interesse concreto e attuale ad impugnare la decisione governativa qui
dedotta in giudizio.
Il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm) è dunque ricevibile in
ordine e può essere deciso sulla base degli atti (art. 18 cpv. 1 PAmm).
- Come accennato in
narrativa, il ricorrente censura il fatto che il Consiglio di Stato abbia
considerato ricevibile in ordine il ricorso interposto da parte della
__________, Compagnia d'assicurazione di protezione giuridica, per conto di
__________, in luogo di dichiaralo tardivo.
2.1. I termini per impugnare una decisione amministrativa
iniziano a decorrere nel momento in cui la stessa è stata correttamente
intimata al suo destinatario o ad altra persona legittimata alla ricezione,
secondo le modalità previste dal diritto processuale cantonale (Imboden/Rhinow,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, vol. I, No. 84 B Ia e III).
Per costante giurisprudenza, nei casi in cui una parte si
avvale di un rappresentante contrattuale, ogni decisione emanata dall'autorità
nell'ambito del procedimento amministrativo in corso va notificata a
quest'ultimo. Di conseguenza i termini per inoltrare un eventuale ricorso
iniziano a decorrere nel momento in cui avviene l'intimazione della decisione
al rappresentante (DTF 113 Ib 298, 107 V 189, 99 V 182; BVR 1988, 198 e segg.;
cfr. Rhinow/Krähnman, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung: Ergänzungsband,
No. 84 IVc e giurisprudenza ivi citata).
Se l'autorità omette di notificare la decisione al
rappresentante, si è in presenza di un'intimazione viziata, da cui non deve
derivare alcuno svantaggio per la parte rappresentata (DTF 113 Ib 298 e segg.).
In questi casi l'omessa notificazione di una decisione fa sì che, in linea di
massima, il termine per impugnarla non inizi a decorrere (perlomeno) sino a
quando il rappresentante della parte non è stato reso edotto dell'esistenza
della stessa (RDAT 1989, no. 28 pag. 86 e 87).
2.2. Nel caso di specie risulta chiaramente dagli atti che
con lettera 13 marzo 1995, la __________, Compagnia d'assicurazione di
protezione giuridica, informò il municipio di __________ del fatto che la
signora __________ le aveva affidato il mandato di tutelare i suoi interessi in
merito alle questioni concernenti l'evento dannoso del 15 settembre 1994. Che
la __________ rappresentasse gli interessi della signora __________ risulta pure
dalle lettere 11 aprile 1995 e 24 aprile 1995, con le quali la compagnia
d'assicurazione, agendo esplicitamente a nome e per conto della propria
mandante, si è rivolta al municipio di __________ per prendere posizione sulla
procedura amministrativa in corso.
Non è pertanto sostenibile la tesi secondo la quale, al
momento di emanare la decisione litigiosa, il municipio di __________ non fosse
a conoscenza del mandato di rappresentanza conferito alla __________ da parte
di __________.
Stando così le cose, l'esecutivo di __________ avrebbe dovuto
intimare la propria decisione alla compagnia di assicurazione, quale
rappresentante contrattuale della signora __________. Ciò non è stato fatto,
ragione per cui si deve ammettere che il termine quindicinale di ricorso ha
preso a decorrere al più presto il 27 giugno 1995, ossia nel momento in cui la
signora __________, nel frattempo rientrata al domicilio da un soggiorno
all'estero, è stata in grado di informare la propria patrocinatrice circa
l'esistenza della decisione litigiosa. Ne consegue che il gravame 7 luglio 1995
presentato dalla __________ è senz'altro da considerare tempestivo: esso ha quindi
impedito che la decisione municipale potesse validamente crescere in giudicato
nei confronti di __________.
Non si rende pertanto necessario esaminare se nel caso concreto
fossero adempiute o meno le condizioni per porre __________ al beneficio della
restituzione in intero dei termini di ricorso.
Per contro è senz'altro tardivo, oltre che irrito, l'allegato
di completazione del ricorso inoltrato da __________ il 3 agosto 1995 per il
tramite del patrocinatore legale subentrato all'assicurazione di protezione
giuridica.
- Come accennato in
narrativa, con decisione 16 giugno 1995 il Municipio di __________ ha dimesso
dal procedimento amministrativo in corso il Consorzio per le opere di
arginatura del __________ e ha ordinato alle qui resistenti __________ e
__________ una serie di interventi volti a liberare l'alveo del riale dal
materiale franato e a consolidare i sedimi di loro proprietà mediante la
costruzione di muri di contenimento e di opere d'ancoraggio del terreno.
Il Consiglio di Stato ha però parzialmente annullato la
predetta risoluzione municipale ritenendo che la stessa prestasse in più punti
il fianco a critiche di natura sostanziale
In sintesi il Governo ha indicato che __________ non può più
essere tenuta ad intraprendere alcunché sui fondi in questione non essendone
più proprietaria per avvenuta derelizione della part. no. __________ RFD di
__________ e che il municipio non ha alcun diritto di obbligare __________ a
compiere degli interventi di ripristino e di premunizione su dei sedimi che non
sono di sua proprietà.
La tesi governativa è naturalmente avversata dal ricorrente.
- Laddove si tratta di
eliminare un perturbamento o un pericolo, l'autorità è tenuta , secondo una
regola generale vigente nello stato di diritto, ad intervenire nei confronti
del perturbatore (DTF 101 Ib 41 consid. 5).
Dottrina e giurisprudenza considerano perturbatore colui che
con il proprio comportamento, o con quello di altri di cui è responsabile,
provoca direttamente una turbativa o un pericolo per l'ordine pubblico
(perturbatore per comportamento) oppure colui che, come proprietario o
detentore di un potere di fatto, ha la disponibilità della cosa il cui stato
determina direttamente una situazione contraria al diritto di polizia e all'ordine
giuridico (perturbatore per situazione): in quanto tale entra in linea di conto
il proprietario, come pure il locatario, l'affittuario, l'amministratore o il
mandatario, ossia chiunque si trovi investito del potere di disporre che la
cosa sia mantenuta in ordine o che un eventuale fonte di pericolo sia eliminata
(DTF 114 Ib 44 e segg.; Scolari, Diritto amministrativo, parte generale, no.
252 e segg.; Moor, Droit administratif, vol. I, pag. 356 e segg.,
Imboden/Rhinow, op.cit., No. 135 BI e riferimenti).
Il perturbatore è dunque la persona fisica o morale alla
quale l'autorità può rivolgersi per far eliminare uno stato di fatto contrario
alla disciplina legale (Scolari, op. cit., no. 253).
Egli è tenuto ad adottare i provvedimenti necessari a
ristabilire l'ordine legale anche nei casi in cui lo stesso è stato perturbato
senza alcuna sua responsabilità, ma per colpa di un terzo o addirittura per
cause naturali o di forza maggiore, ritenuto infatti che la qualifica di
perturbatore dipende unicamente da fattori oggettivi (DTF 114 Ib 50 e segg.; 94
I 410).
- Nel caso di specie la resistente
__________ va senz'altro considerata come perturbatrice per situazione essendo
proprietaria della part. no. __________ RFD di __________ dalla quale si è
staccata la frana che è confluita nell'alveo del riale __________.
Per quanto riguarda invece la posizione di __________, il Consiglio
di Stato ha reputato che alla stessa non può più essere assegnata tale
qualifica, dal momento che non fruisce più di alcun diritto di disporre del
fondo dal quale pure è partito lo scoscendimento.
La tesi del Governo non può essere condivisa.
Con istanza di derelizione 28 giugno 1995, la resistente
__________, ha rinunciato alla proprietà del mappale no. __________ RFD di
__________, il quale è così divenuto oggetto senza padrone. (art. 5a cpv. 1
LDP).
Le modalità e i tempi con i quali la signora __________ ha presentato
l'istanza di derelizione, indicano chiaramente come la stessa abbia inteso
spossessarsi del fondo in oggetto al solo fine di poter sfuggire agli obblighi
d'intervento che le derivavano dalla sua posizione di proprietaria dell'oggetto
fonte della turbativa: significativo a tale proposito il fatto che la
resistente abbia inoltrato l'istanza di derelizione solo dopo aver preso
conoscenza degli oneri postile a carico dall'ente pubblico.
Pertanto, visto che la resistente era comunque proprietaria
della mappale no. __________ RFD al momento in cui si è verificato lo
smottamento in questione e che lo stesso si trova ora senza padrone, ben si
giustifica che l'autorità comunale si rivolga ancora a lei per pretendere la
sistemazione del fondo.
Anche la resistente __________ va quindi considerata come
perturbatrice per situazione insieme a __________. Si è dunque in presenza di
un concorso di responsabilità di polizia tra due perturbatori per situazione.
- Secondo l'attuale
giurisprudenza, in presenza di più perturbatori, l'autorità può rivolgersi
alternativamente o cumulativamente ad ogni perturbatore per comportamento o per
situazione al fine di far ripristinare l'ordine. L'autorità deve effettuare la
scelta di colui che intende obbligare ad intervenire non procedendo arbitrariamente,
bensì usando in modo conforme ai suoi doveri il proprio potere d'apprezzamento.
Questo significa che, se possibile, il perturbatore per comportamento deve
essere chiamato a rispondere prima di quello per situazione. Decisivo in questo
ambito è comunque il fatto di determinare in quale misura l'intervento volto a
far cessare lo stato di turbativa sia urgente o meno.
In caso di urgenza la scelta deve ricadere su quel
perturbatore (o quei perturbatori) che si trova più prossimo alla fonte del pericolo
e che appare più idoneo a ripristinare l'ordine pubblico in modo adeguato alle
esigenze di polizia.
Qualora invece non sussista alcuna urgenza e lo stato di
turbativa duri da lungo tempo, non si giustifica più una scelta secondo criteri
di rapidità ed efficacia dell'intervento: il corretto esercizio del potere
d'apprezzamento fa obbligo in questi casi all'autorità di pretendere il
ripristino dell'ordine pubblico, secondo i principi generali in materia di
responsabilità, ossia in base alla partecipazione causale soggettiva e
oggettiva di ciascun perturbatore. L'attribuzione arbitraria dell'intero onere
ad un solo perturbatore non può quindi essere ammessa laddove vi siano altri
perturbatori che abbiano contribuito, in parte addirittura in proporzione
maggiore, a causare il pregiudizio. In questi casi l'ente pubblico è dunque
tenuto ad accertare le responsabilità che incombono ai vari perturbatori e in
funzione di ciò a determinare in quale misura ciascuno di essi debba
partecipare al ripristino dell'ordine e della legalità: si vuole infatti
evitare che l'intero onere d'agire venga addossato ad un singolo soggetto,
lasciando poi a quest'ultimo anche l'arduo compito di rivalersi sugli altri corresponsabili.
In quanto non vi osti l'interesse di polizia, tra più
perturbatori per causa diversa l'autorità deve far rispondere in misura
maggiore quello a cui incombe soggettivamente la responsabilità maggiore
dell'evento dannoso (cfr. Rhinow/Krähnman, op. cit., no. 52 B VII, 135 B III a)
e riferimenti).
Dottrina e giurisprudenza ammettono inoltre che un
perturbatore possa essere tenuto ad intervenire anche su di un oggetto o su di
un immobile del quale, secondo le regole del diritto privato, non possiede
nessuna facoltà di disporre. In questi casi però l'ordine di ripristino può
essere eseguito se la persona titolare del diritto di disporre della cosa
acconsente all'intervento oppure se nei confronti di quest'ultima viene emanato
un ordine di tollerare o di pure eseguire l'intervento in oggetto (Rhinow/ Krähnman,
op. cit., no. 135 B III b) ).
- Fatte queste premesse di
carattere generale, per quanto concerne la fattispecie in esame questo
Tribunale considera quanto segue.
7.1. Contrariamente a quanto concluso dal Consiglio di Stato
nella decisione qui dedotta in giudizio, l'ordine impartito alla sola signora
__________ di demolire ed asportare i residui del muro in cemento ubicato sul
mappale no. __________ RFD, nonché franati sul fondo sottostante (no.
__________ RFD) e nell'alveo del riale non può essere considerato illegittimo
solo per il fatto che alla signora __________ sia stato imposto di intervenire
su dei fondi di proprietà altrui. Come esposto al precedente considerando è
generalmente ammesso, se ciò contribuisce ad un rapido risanamento della
situazione, che il perturbatore possa essere obbligato a compiere degli
interventi anche su di un immobile di cui non possiede alcun potere di
disporre: problemi potrebbero semmai sorgere in merito all'eseguibilità di tale
ordine, qualora il proprietario del sedime toccato dall'intervento di ripristino
dovesse opporsi.
7.2. Per quanto attiene alla questione relativa al vincolo di
solidarietà che il municipio di __________ ha imposto alle qui resistenti per
l'esecuzione di una parte dei lavori di risanamento dei fondi, va rilevato che
benché le autorità comunali avessero già loro stesse immediatamente provveduto
a far eseguire i più impellenti lavori di sgombero dell'alveo del riale
__________ e malgrado il lasso di tempo trascorso dal giorno dello scoscendimento
(15 settembre 1994), si deve nondimeno ammettere che al momento dell'emanazione
dell'ordine municipale litigioso sussisteva ancora il serio e imminente
pericolo di ulteriori franamenti. La documentazione fotografica prodotta agli
atti dalla resistente __________, nonché il rapporto tecnico 24 novembre 1994
dell'ingegnere __________ forniscono un'idea sufficientemente chiara e precisa
circa lo stato di instabilità in cui si trovava a quel tempo la scarpata appartenente
alle part. n.ri __________ e __________ RFD di __________. Di conseguenza,
visto il persistere del pericolo di nuovi smottamenti e la mancata adozione di
adeguate misure di sicurezza da parte delle proprietarie dei due sedimi in questione,
il municipio aveva non solo il diritto ma anche il dovere di intervenire in
tempi rapidi, ordinando l'esecuzione di tutti quei lavori di sgombero e di
consolidamento del terreno che secondo il parere del suo consulente tecnico si
rendevano necessari per prevenire il ripetersi di ulteriori franamenti di
materiale nell'alveo del riale.
Ora, in simili circostanze, considerata la particolare
situazione di emergenza, appare del tutto giustificato ed in linea con la dottrina
e la giurisprudenza sopra esposte che il municipio di __________ si sia rivolto
cumulativamente alle due resistenti, nella loro qualità di perturbatrici per
situazione, per pretendere l'eliminazione del pericolo che minacciava l'intera
collettività.
La necessità di un intervento d'urgenza ben giustificava che
l'esecutivo comunale emanasse il proprio provvedimento all'indirizzo delle due
perturbatrici con vincolo di solidarietà senza dover ulteriormente sprecare
altro tempo nell'accertare eventuali responsabilità dell'una o dell'altra per quanto
accaduto.
Nella misura in cui per effetto del vincolo di solidarietà
ciascuna delle due resistenti è tenuta ad intervenire sul fondo di proprietà
dell'altra resistente, la decisione del municipio di __________ non presta il
fianco a critiche, visto che, come è stato esposto più nel dettaglio ai
considerandi che precedono, ogni perturbatore può essere obbligato anche ad
intervenire su di un fondo di cui in base al diritto civile non possiede alcun
titolo di disporre sempreché il proprietario dell'immobile vi acconsenta oppure
- come è il caso nella presente fattispecie - quest'ultimo è pure destinatario
del medesimo ordine di ripristino.
In tal senso non si può rimproverare al municipio di avere abusato
del proprio potere d'apprezzamento, ordinando cumulativamente alle due
resistenti l'esecuzione di una serie di provvedimenti di premunizione e di
sgombero del terreno.
7.3. La decisione municipale litigiosa appare pure del tutto
corretta anche laddove dispone di liberare il Consorzio di manutenzione delle
opere di arginatura esistenti e future del __________ dall'obbligo di
partecipare ai lavori di risanamento del corso d'acqua e dei fondi sopra più
volte menzionati.
Dal momento infatti in cui è stato accertato (senza mai
essere contestato) che il suddetto Consorzio non è responsabile della
manutenzione degli argini del riale __________ nella zona in cui si è prodotto
lo smottamento di terreno, non sussistono sufficienti motivi per coinvolgerlo
nell'intervento prospettato dal municipio di __________ alla stregua di un
perturbatore.
- Gli ordini che l'ente
pubblico impartisce al perturbatore allo scopo di far cessare una situazione di
pericolo o di turbativa dell'ordine e della legalità devono poggiare su di una
base legale. L'autorità esecutiva può pure fondarsi sulla clausola generale di
polizia per proteggere, mediante decisioni concrete e ordinanze, l'ordine
pubblico, i beni dello stato e dei privati contro pericoli gravi, diretti e
imminenti, che essa non è in grado di fronteggiare con mezzi legali (DTF 100 Ia
144 e segg., consid. 4 a).
Nel caso concreto la l'ordine di ripristino si basa
fondamentalmente sull'art. 35 cpv. 2 LE, che permette al municipio di far
eseguire interventi di restauro, di consolidamento o di demolizione per
manufatti edilizi che non forniscono più sufficienti garanzie dal punto di
vista della sicurezza. Una valida base legale è pure fornita dall'art. 23 RALOC
che conferisce agli esecutivi locali la possibilità di ordinare le misure atte
ad ovviare pericoli sovrastanti la collettività come ad esempio frane,
scoscendimenti o inondazioni, nonché dall'art. 6 LIA, da cui discende il
divieto di introdurre direttamente o indirettamente o di lasciare infiltrare
nelle acque sostanze che possono inquinarle. In quest'ottica l'art. 53 LIA conferisce
esplicitamente alle autorità la facoltà di imporre i provvedimenti a
salvaguardia delle acque.
La decisione 16 luglio 1995 del municipio di __________
appare inoltre come tutto sommato rispettosa del principio di proporzionalità e
senz'altro giustificata da preminenti interessi di natura pubblica e privata,
in quanto essenzialmente volta ad eliminare una situazione di grave pericolo
per l'intera collettività e per il territorio.
-
Stante tutto quanto
precede, il gravame va dunque accolto nel senso che è annullata la decisione
governativa impugnata mentre che viene integralmente confermata la risoluzione
16 giugno 1995 con cui il municipio di __________ ha ordinato alle resistenti
l'esecuzione di una serie di lavori volti a consolidare le part. n.ri
__________ e __________ RFD di quel comune. Va naturalmente adeguato il termine
di esecuzione dei lavori imposto dal municipio al punto IV della suddetta
decisione nel senso che gli stessi dovranno esser portati a termine entro 2
mesi e mezzo dalla crescita in giudicato del presente giudizio.
-
La tassa di giustizia e le
spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).
Visto l'esito del ricorso, al comune di __________,
patrocinato da un avvocato iscritto all'albo, spetta un congruo importo a
titolo di ripetibili (art. 31 PAmm).
Per
questi motivi,
visti
gli art. 6, 53 LIA;208 LOC; 23 RALOC; 35 cpv. 2 LE; 3, 18, 28, 31, 43, 46, 60,
61 PAmm;
dichiara e pronuncia:
- Il ricorso è accolto.
§. Di conseguenza è annullata la decisione 16 gennaio 1996 (no.
166) del consiglio di Stato ed è confermata la decisione 16 giugno 1995 del
municipio di __________, ritenuto comunque che i lavori ordinati dovranno
essere portati a compimento entro 2 mesi e mezzo dalla crescita in giudicato
del presente giudizio.
-
La tassa di giustizia e le
spese di complessivi fr. 1000.-- sono poste a carico, con vincolo di
solidarietà, delle resistenti __________, e __________, le quali rifonderanno
fr. 1'200.-- a testa (per un totale complessivo quindi di fr. 2'400.--) al Comune
di __________ a titolo di ripetibili di prima e seconda istanza.
-
Intimazione
a:
Per
il Tribunale cantonale amministrativo
Il
presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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