Demolition order and fine for unpermitted accessory building upheld

52.1995.90Outro Tribunal28 de ago. de 1995Dismissed

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Resumo Omnilex

The appellant challenged the Cantonal Government’s confirmation of a municipal demolition order and a CHF 300 fine for rebuilding a small shed without a permit in violation of the minimum distance rule toward a neighboring building with openings. The court found, after a site inspection, that the structure was a new construction and not a mere renovation. It rejected reliance on alleged municipal assurances and held that the prior, demolished shed no longer conferred any protection. The appeal was dismissed and court costs of CHF 600 were imposed on the appellant.

Sumário Omnilex

Art. 9 cifra 5 lett. a NAPR; demolition of an accessory building erected without permit and too close to a building with openings; a recently rebuilt structure is to be treated as a new construction if the former lawful situation was extinguished by demolition. Good faith based on municipal assurances cannot prevail against the neighboring owner’s defensible rights. If the defect cannot be cured by minor corrections, demolition may be ordered as the necessary restoration measure. A long-standing neighboring structure, even if originally unlawful, remains protected by lapse of time once its existence has long gone unchallenged (art. 57 LE 1973).

Texto completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.1995.90

Data decisione, Autorità: 28.08.1995, TRAM

Incarto n. 52.95.00090 DP 55/95 leo

Lugano 28 agosto 1995

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso 13 febbraio 1995 di


rappr. da: avv. __________

contro

la decisione 24 gennaio 1995 del Consiglio di Stato (n. 533) che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso le risoluzioni 16 giugno 1994 con cui il municipio di __________ le ordina la demolizione di un manufatto edificato senza permesso e le infligge una multa di fr. 300.-- per violazione della LE;

viste le risposte:

  • 22 febbraio 1995 del Consiglio di Stato;

  • 23 febbraio 1995 del municipio di __________;

  • 24 febbraio 1995 di __________;

  • 2 marzo 1995 del Dipartimento del territorio;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

che verso la fine del 1993 __________ ha demolito e ricostruito senza permesso un piccolo ripostiglio (m 2,75 x 3,05), situato nel cortile antistante la sua casa d'abitazione nel nucleo di __________ (part. n. __________ RF), a m 1,40 dall'edificio con aperture di proprietà del resistente (part. n. __________ RF);

che, dopo aver invano sollecitato la ricorrente ad inoltrare una domanda di costruzione in sanatoria, il 16 giugno 1994 il municipio di __________ ha ordinato la demolizione del manufatto, siccome lesivo della distanza minima di 4 m prescritta dall'art. 9 cifra 5 lett. a NAPR verso edifici con aperture;

che con decisione di egual data lo stesso municipio ha inoltre inflitto a __________ una multa di fr. 300.-- per violazione della LE;

che con giudizio 24 gennaio 1995 il Consiglio di Stato ha confermato entrambi i provvedimenti, respingendo le impugnative contro di essi inoltrati da __________;

che in sostanza il Governo ha ritenuto che il manufatto, configurabile come nuova costruzione, violasse la distanza minima di 4 m prescritta dall'art. 9 cifra 5 lett. a NAPR verso edifici con aperture; ha considerato adeguato l'ordine di demolizione ed ha ritenuto giustificata la multa inflitta;

che contro il predetto giudizio governativo la soccombente insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che venga annullato assieme all'ordine di demolizione; secondo la ricorrente, l'intervento in contestazione, autorizzato verbalmente dal sindaco andrebbe configurato come un semplice lavoro di manutenzione di un'opera preesistente;

che all'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato che non formula osservazioni; ad identica conclusione pervengono il municipio di __________ ed il vicino __________, contestando succintamente le tesi dell'insorgente;

che il sopralluogo ha permesso di accertare "che il manufatto è opera recente: non si tratta di una semplice ristrutturazione;"

considerato, in diritto

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva della ricorrente e la tempestività del gravame sono indiscutibilmente date (art. 21, 45 LE; 43, 46 PAmm): il ricorso è dunque ricevibile in ordine;

che il principio della buona fede, invocato dall'insorgente in relazione alle assicurazioni che il sindaco le avrebbe dato circa la legittimità dell'intervento edilizio, non giova alla causa di quest'ultima, poiché non può comunque prevalere sui diritti di difesa del vicino qui resistente (cfr. STA 27.7.1995 in re G.);

che dall'opera preesistente, demolita e sostituita con il manufatto in contestazione, l'insorgente non può dedurre alcunché in suo favore: la garanzia costituzionale della proprietà, intesa come tutela delle situazioni acquisite, è venuta a mancare nel momento in cui il vecchio ripostiglio è stato demolito (cfr. STA 21.7.94 in re P. SA);

che inaccoglibili sono pure le obiezioni sollevate dall'insorgente con riferimento alla legittimità dell'edificio con aperture che sorge sul fondo del resistente: il fabbricato, presente da molti anni e mai contestato, anche se fosse stato realizzato abusivamente sussisterebbe comunque legittimamente ope temporis (art. 57 LE 1973);

che è d'altro canto pacifico che il nuovo deposito/ripostiglio, eretto ex novo (cfr. sopralluogo) a m 1,40 dall'edificio con aperture del resistente, non rispetta la distanza minima di 4 m prescritta dall'art. 9 cifra 5 lett. a NAPR per le costruzioni accessorie rivolte verso edifici muniti di aperture;

che nel controverso manufatto, realizzato senza alcuna autorizzazione, sono incontestabilmente ravvisabili gli estremi di una violazione formale e materiale del diritto edilizio;

che, non essendo nemmeno dati i presupposti per correggere il difetto mediante opportune rettifiche, la demolizione si appalesa come l'unico intervento atto a porre rimedio alla situazione di illegalità tempestivamente denunciata dal resistente;

che qualora sul fondo di quest'ultimo dovesse essere realizzata la costruzione senza aperture, che il municipio ha autorizzato con licenza 25 ottobre 1994, la ricorrente potrà comunque sempre chiedere il permesso di edificare un nuovo ripostiglio in contiguità con il nuovo edificio;

che nell'attuale situazione di fatto, l'impugnativa deve tuttavia essere respinta;

che la tassa di giustizia segue la soccombenza;

visti gli art. 21, 45, 52 LE 1991; 9 NAPR di __________; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm,

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è respinto.

  2. La tassa di giustizia di fr. 600.-- (seicento) è a carico della ricorrente.

  3. Intimazione a:


Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Palavras-chave

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Extraído pela Omnilex

Questão jurídica principal

Whether the demolition order for the rebuilt storage shed had to be annulled

Decisão extraída

No. The new structure was built without authorization, qualified as a new construction, and violated the 4-meter distance requirement toward buildings with openings; demolition was the only effective remedy.

Fundamentação extraída

The site inspection confirmed that the shed was a recent work, not a mere renovation. Good faith could not override the neighbor's rights, and the prior shed no longer afforded protection once demolished.

Questão jurídica principal

Whether the CHF 300 fine for violating the building law had to be annulled

Decisão extraída

No. The court found a formal and material violation of building law and upheld the monetary sanction.

Fundamentação extraída

Because the work was carried out without any authorization and breached the applicable distance rule, the fine was justified.

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