AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
50.1997.12
Data decisione, Autorità:
31.07.1998, TRAM
Incarto n.
50.97.00012
Lugano
31 luglio 1998
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo
Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo
Crivelli
statuendo
sul ricorso 8 luglio 1997 dello
rappr.
da: __________
contro
la
decisione 9 giugno 1997 (no. 20/95-120) del Tribunale di espropriazione della
giurisdizione __________, prolata nell'ambito del procedimento espropriativo
promosso dallo __________ per acquisire la proprietà di 3 scorpori di
complessivi mq 50 mq dei mapp. __________, __________ e __________ RFD di
__________ in vista della sistemazione stradale di via __________ (lotto
__________ comune di __________);
viste le risposte:
letti
ed esaminati gli atti;
esperiti gli opportuni
accertamenti;
ritenuto, in
fatto
A. __________ è proprietario
dei mapp. __________, __________ e __________ di __________ così censiti a RF:
mapp. __________
strada mq 150
mapp. __________
A) abitazione mq 369
B) terrazza mq 9
c) giardino mq 479
mq 857
mapp. __________
terreno mq 523
I tre fondi contermini si trovano sul lato destro di via
__________ salendo in direzione delle __________, proprio in faccia all'intersezione
via __________ /via __________.
L'intera proprietà è attualmente inclusa in zona __________
del PR di __________. L'immobile a reddito che sorge sulla part. __________
contiene vani misti di tipo abitativo-commerciale ad altissima densità
insediativa, tant'è che il rapporto tra la sua superficie utile e la superficie
edificabile del fondo raggiunge l'1.97, superando di gran lunga l'i.s. massimo
dell'1.4 concesso dalle normative di zona; lo spazio esistente tra lo stabile e
via __________ è adibito a posteggio. Il mapp. __________ è di natura prativa,
mentre il mapp. __________ è parzialmente occupato da una rampa/scalinata
utilizzata in particolare da clienti e fornitori del vicino negozio __________,
il quale beneficia di una servitù prediale di passo regolarmente iscritta a RF.
B. Una volta approvati i
progetti esecutivi attinenti alla sistemazione stradale di via __________
(intervento previsto dal Piano dei trasporti del __________), lo __________ -
mediante avviso personale 18 ottobre 1995 e pubblicazione degli atti (relazione
sull'opera, progetto dell'opera e preventivo, piano di espropriazione, tabella
di espropriazione e offerte di indennità) - ha promosso la procedura di espropriazione
formale del terreno necessario alla realizzazione dell'opera. Sono così divenuti
oggetto di esproprio anche 10 mq della part. __________, per i quali ha offerto
un'indennità di fr. 30.- il mq, nonché 27 mq della part. __________ e 13 mq
della part. __________, per i quali ha proposto un indennizzo di fr. 1'000.- il
mq oltre a fr. 4'608.- per la soppressione di alcune piante.
Il 13 novembre 1995 il proprietario - sottolineato come
l'esproprio l'avrebbe privato di 2-3 posti auto - ha per contro notificato una
pretesa d'indennizzo di fr. 1'000.- il mq per il mapp. __________ e di fr.
2'000.- il mq per gli altri due fondi.
All'udienza di conciliazione tenutasi il 1° febbraio 1996
l'ente pubblico ha ottenuto bonalmente l'anticipata immissione in possesso dei
diritti espropriati a far tempo dal 1° marzo 1996. In quella stessa occasione
il Tribunale ha stabilito che in conseguenza dell'esproprio sarebbero stati
soppressi due posteggi al mapp. __________, mentre il privato ha accettato l'indennità
relativa all'eliminazione delle piante; per il resto, le parti si sono
essenzialmente riconfermate nelle rispettive posizioni.
C. Esaurite le formalità
processuali, con sentenza 9 giugno 1997 il Tribunale di espropriazione si è
pronunciato sulle indennità dovute all'espropriato, riconoscendogli fr. 1'050.-
il mq per l'esproprio del terreno e fr. 25'338.- a corpo per la soppressione di
due posteggi.
Esperita un'amplissima indagine sulle quotazioni di mercato,
il primo giudice ha deciso in pratica di concedere al proprietario un'indennità
corrispondente al valore edilizio pieno degli scorpori espropriati calcolato
partendo soprattutto dai prezzi delle contrattazioni di fondi posti in zona
__________ di __________ realizzate negli anni 1991-95 (metodo
statistico-comparativo). Il Tribunale di espropriazione ha considerato in
particolare che la superficie prelevata dal mapp. __________ - fondo gravato da
un semplice diritto di passo privato - era computabile ai fini edificatori
delle confinanti particelle __________ e non poteva essere assimilata ad una
strada pubblica di infimo valore. Quanto ai posteggi, ha ritenuto che in
conseguenza dell'esproprio il proprietario ne avrebbe persi due per mancanza
del necessario spazio di manovra; donde l'assegnazione di un ulteriore
risarcimento di fr. 25'338.- pari alla differenza tra il valore capitalizzato
della locazione dei parcheggi e il valore venale della superficie espropriata.
D. Avverso il predetto
giudicato lo __________ è insorto innanzi al Tribunale cantonale
amministrativo, postulando che l'indennizzo accordato dall'istanza inferiore
venga ridotto a fr. 500.- il mq per la superficie avulsa dai mapp. __________ e
__________ (in via subordinata, limitatamente a quest'ultimo fondo, a fr.
800.-/mq) e a fr. 10.- il mq per lo scorporo prelevato dal mapp. __________.
In sostanza, l'ente espropriante ha criticato il primo
giudice per aver quantificato l'indennità senza soppesare sufficientemente il
livello delle transazioni operate in zona dagli enti pubblici, la tendenza al
ribasso del mercato immobiliare e le peculiarità negative dei fondi dedotti in
esproprio; in esito ad un'analisi più attenta di questi fattori, si sarebbe
ottenuto un valore pieno di circa fr. 800.- il mq. L'area espropriata al mapp.
__________ verrebbe tuttavia staccata da terreno complementare, per cui il suo
valore - e quindi l'indennizzo dovuto al proprietario - non dovrebbe essere superiore
a fr. 500.- il mq. Identico valore avrebbero i 13 mq sottratti al mapp.
__________, i cui indici sono stati travasati a favore dell'adiacente part.
__________ per consentirne l'edificazione. La superficie asportata dal mapp.
__________ non varrebbe invece più di fr. 10.-/mq siccome inclusa nel piano
viario di PR e gravata da servitù a favore di numerosi fondi vicini.
Lo __________ ha contestato infine l'indennità accordata per
la perdita di due posteggi prospicienti il sub. A del mapp. __________. A suo
parere, l'esproprio non incide minimamente sulle possibilità di parcheggio,
atteso che lo spazio disponibile a destra dell'entrata dello stabile avrebbe
consentito la realizzazione di un solo posto auto conforme alle normative VVS.
E. Il Tribunale di
espropriazione si è opposto all'accoglimento dell'impugnativa, riconfermandosi
nella propria decisione e nelle motivazioni ivi contenute.
Ad identica conclusione è pervenuto l'espropriato, con argomentazioni
che verranno riprese - ove occorresse - in appresso.
F. Interpellato dal Tribunale,
l'ufficio tecnico di __________ ha fatto sapere che il mapp. __________ è stato
regolarmente edificato nel 1951 senza alcun trasferimento di indici dal vicino
mapp. __________. In base alle attuali norme di PR (zona __________: i.s. 1.4,
i.o. 35%) risulta tuttavia sovraedificato; a registro comunale degli indici il fondo
presenta infatti un i.s. dell'1.97 e un i.o. del 44%. I posteggi - ha precisato
inoltre l'UT - sono stati realizzati unitamente alla costruzione dello stabile.
Nel 1989 il municipio ha preteso che venissero demarcati in maniera più confacente.
Due brevi visite in loco effettuate in periodi diversi hanno
permesso di appurare che davanti ai negozi al PT dell'immobile, sulla destra
del passaggio pedonale che porta all'entrata principale, trovano
sistematicamente spazio tre autoveicoli di medie dimensioni: in occasione di
entrambi i sopralluoghi, due erano parcheggiati perpendicolarmente alla
facciata dello stabile, un terzo stazionava in parallelo alla vetrina del
"__________".
Delle osservazioni presentate a riguardo dal ricorrente si
dirà, per quanto necessario, nei considerandi che seguono.
Considerato, in
diritto
- La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo a statuire in merito ai ricorsi contro le decisioni
dei Tribunali di espropriazione, apprezzando liberamente il fatto ed il diritto,
si fonda sull'art. 50 cpv. 1 Lespr.
Il gravame in oggetto, tempestivo (art. 50 cpv. 3 Lespr) e
correttamente formulato, è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso
sulla base degli atti integrati dalle risultanze delle verifiche predisposte
d'ufficio dal Tribunale (art. 18 cpv. 1 PAmm).
- L'esproprio che ci occupa
interessa il confine S-E dei mapp. __________, __________ e __________ per una
superficie di complessivi mq 50. Trattasi in pratica di una striscia di terreno
verde prima (mapp. __________) ed asfaltato poi (mapp. __________ e __________)
che costeggia via __________ lungo una cinquantina di metri, per la quale lo
Stato ha offerto un indennizzo differenziato: fr. 30.- il mq per i 10 mq avulsi
dal mapp. __________ e fr. 1'000.- il mq per i 40 mq prelevati dai mapp.
__________ e __________, oltre a fr. 4'608.- per la soppressione di alcune piante.
Condotta un'approfondita ricerca sui prezzi di mercato (premessa
indispensabile per una corretta applicazione del metodo statistico-comparativo),
il Tribunale di espropriazione ha aumentato la proposta risarcitoria del
Cantone, accordando al proprietario un'indennità di fr. 1'050.- il mq per tutto
il terreno e di fr. 25'338.- a corpo per la perdita di due posteggi che lo
Stato contesta.
Come in prima istanza, anche in questa sede la lite si
concentra dunque sull'indennità espropriativa globalmente dovuta al privato per
l'avulsione di complessivi 50 mq di terreno.
2.1. Giusta l'art. 9 Lespr, l'espropriazione ha luogo
mediante piena indennità. La determinazione di questa è disciplinata dal
principio secondo cui l'espropriato non deve subire un danno individuale, né
conseguire particolari vantaggi per effetto dell'espropriazione. In altre
parole, all'espropriato deve essere garantita la stessa situazione economica in
cui si troverebbe se l'espropriazione non avesse avuto luogo, in modo che, per
effetto dell'espropriazione, non subisca danni né consegua vantaggi pecuniari
(Hess-Weibel, Das Enteignungsrecht des Bundes, 1986, N. 3 ss. ad art. 16
LFespr; G. Müller, in Commentaire de la Constitution fédérale, N. 66 ad art.
22ter; DTF 95 I 455).
L'importo dell'indennità è calcolato in base all'intero
valore venale del diritto espropriato (art. 11 lett. a Lespr). Essa comprende
pure l'ammontare di tutti gli altri pregiudizi subiti dall'espropriato come
conseguenza dell'espropriazione.
Nella stima del valore venale si deve tener conto anche della
possibilità di un miglior uso del fondo (art. 12 cpv. 1 Lespr); gli aumenti e
le diminuzioni di valore derivanti dall'opera dell'espropriante non vengono
però considerati.
Nel caso di espropriazione parziale, l'indennità comprende
inoltre l'importo di cui il valore venale della frazione residua viene ad
essere diminuito (art. 11 lett. b Lespr).
Il dies aestimandi si situa al momento dell'anticipata
immissione in possesso (art. 19 prima frase Lespr), data a far tempo dalla
quale decorrono pure gli interessi al saggio usuale sull'indennità definitiva
(art. 52 cpv. 3 Lespr); se non v'è presa di possesso anticipata, sarà determinante
il momento dell'emanazione della decisione di stima da parte del Tribunale di
espropriazione (art. 19 seconda frase Lespr) e l'interesse legale
sull'indennità inizierà a decorrere a partire dalla data in cui la stessa diventa
esigibile, ossia decorsi venti giorni dalla sua fissazione definitiva (art. 54
cpv. 1 Lespr).
In casu il dies aestimandi va situato in corrispondenza del
1° marzo 1996, giorno a far tempo dal quale l'espropriato ha bonalmente
concesso l'anticipata immissione dei diritti espropriati (art. 19 Lespr prima
frase).
2.2. Dottrina e giurisprudenza concordano nel ritenere che il
valore venale di un terreno venga di regola stabilito in base al metodo
statistico-comparativo (cfr. Hess-Weibel, op. cit., N. 80 ss. ad art. 19
LFespr; Moor, Droit administratif, p. 417; DTF 122 I 168, 122 II 337, 115 Ib
408). Secondo questo metodo il valore venale di un fondo viene individuato
confrontando i prezzi già soluti nella regione di cui si tratta per analoghi
terreni in libere contrattazioni; nel limite del possibile vengono di norma
prese in considerazione le contrattazioni attendibili realizzate nell'anno
precedente il dies aestimandi. Di eventuali differenze (per forma, situazione,
dimensione, possibilità di sfruttamento, ecc.) si tiene conto attraverso
adeguati aumenti o diminuzioni. In sostanza il valore corrisponde al prezzo che
l'espropriato potrebbe conseguire in una normale contrattazione,
rispettivamente alla somma che un numero imprecisato di acquirenti sarebbe
disposto a pagare, tenuto conto dei prezzi praticati in zona, corretti e
adeguati alle peculiarità dei singoli terreni. Il prezzo di gran lunga
inferiore o superiore alla media convenuto in un contratto isolato non è
evidentemente determinante, e non può essere assunto quale esempio, dal momento
che vi possono influire elementi che impediscono di considerarlo oggettivo
(cfr. Hess-Weibel, op. cit., N. 87 ad art. 19 LFespr; Wiederkehr, Die
Expropriationsentschädigung, p. 36). L'applicazione del metodo comparativo
presuppone d'altro canto che esistano sufficienti contrattazioni relative a fondi
che possano essere paragonati a quello in esame, ma non è necessario che si
tratti di fondi identici. Richiesto è invece che i prezzi pagati per quei fondi
possano essere analizzati e che da essi si possano trarre conclusioni
ragionevoli circa il livello del mercato in generale (RDAT 1985 N. 92). Le cifre
indicative ottenute con questo approccio analitico vanno quindi corrette ed adeguate
in funzione delle peculiarità, siano esse negative o positive, riguardanti il
fondo oggetto dell'esproprio. Giova infine ricordare che il metodo comparativo
non conduce alla determinazione di valori assoluti, bensì serve a mettere in
evidenza una tendenza nell'evoluzione dei prezzi dei terreni in una determinata
zona, che può essere influenzata dalla situazione di fatto e di diritto che la
caratterizza.
2.3. Il Tribunale di espropriazione non ha rinvenuto
contrattazioni realizzate nei mesi precedenti il dies aestimandi ed aventi per
oggetto fondi che possano essere immediatamente comparati - per morfologia e
disciplina edilizia - alla proprietà __________. La ragione è ovvia e va
ricercata nell'attuale depressione del mercato immobiliare susseguente al
crollo del 1990; le leggere quanto effimere riprese registrate nel 1993 e nel
1995 non hanno certo invertito la tendenza al ribasso, tant'è che nel 1996 si è
manifestata una nuova, sensibile flessione (cfr. USTAT, Informazioni
statistiche 1998/2, p. 55).
Le indagini effettuate a RF hanno tuttavia permesso di
appurare che tra il 1991 e il 1995 il prezzo medio pagato a __________ (esclusa
__________, regione notoriamente di alto pregio) per l'acquisto di proprietà
inedificate collocate in zona __________ (mapp. __________, __________,
__________ e __________) è stato dell'ordine di fr. 1'260.- il mq, importo che
si riduce a fr. 943.-/mq se si inglobano nel calcolo le somme comprese tra
500.- e 800.- fr./mq sborsate da enti pubblici per acquisire bonalmente (a
trattative private o in sede espropriativa) alcuni scorpori di minima entità. A
dispetto di quanto auspica lo Stato nel proprio gravame, i valori di queste
transazioni non possono essere presi in considerazione ai fini del giudizio.
Vuoi perché si distanziano troppo nettamente dalle reali quotazioni di mercato
desunte dalle compravendite svoltesi tra privati (Hess-Weibel, op. cit., N. 86
ad art. 19 LFespr; RDAT I-1993 N. 51), vuoi perché afferenti a terreni ritenuti
complementari (mapp. __________, __________, __________, __________,
__________), posti in altre zone (mapp. __________ di __________; ) o
ceduti da venditori particolarmente compiacenti per ragioni proprie
(, mapp. __________ e __________, mapp. __________).
Sulla scorta di quanto precede, tenuto conto soprattutto dei
prezzi convenuti in libere contrattazioni e dell'andamento generale del
mercato, questo Tribunale condivide appieno l'opinione del primo giudice
secondo cui nella primavera del 1996 i terreni __________ della zona di
__________ (i.s. dell'1.6; i.o. del 40%) potevano avere un valore commerciale
di ca. 1'200.- fr. il mq.
2.4. La cifra indicativa di cui sopra va ora corretta ed
adeguata in funzione delle specificità giuridiche e fattuali dei mappali espropriati,
in modo da giungere al loro effettivo valore venale.
A mente del Tribunale di espropriazione, i pregi ed i difetti
dei fondi (individuati ed evocati al consid. 6.5. della sentenza impugnata),
segnatamente la loro minor edificabilità (i.s. dell'1.4; i.o. del 35%) rispetto
ai terreni posti nella contigua zona __________ di __________, consentono di
assegnar loro un valore venale di fr. 1'050.- il mq.
Questa conclusione si avvera favorevole al ricorrente e come
tale va tutelata ex art. 65 cpv. 4 PAmm (divieto della reformatio in peius).
All'i.s. dei mappali espropriati non può essere data infatti l'importanza
attribuitagli dal primo giudice, poiché la disarmonia che contraddistingue il
mercato immobiliare ticinese conduce ad un appiattimento dei valori e non
permette di stabilire un nesso direttamente proporzionale tra il prezzo del
terreno e le sue possibilità di sfruttamento (RDAT 1989 N. 70; STA 7.9.1994 in
re G.). A prescindere dalle possibilità edificatorie leggermente inferiori, le
particelle __________ non si distinguono per nulla dalle altre proprietà site
nelle vicinanze, segnatamente dai mapp. __________ e __________ posti sul lato
opposto di via __________ e stimati fr. 1'200.-/mq siccome attribuiti alla zona
__________ di __________; ai fondi dedotti in esproprio la prima istanza
avrebbe quindi potuto tranquillamente attribuire un valore pressoché identico.
2.4.1. L'indennizzo di fr. 1'050.- il mq fissato dal
Tribunale di espropriazione corrisponde al presunto valore edilizio pieno dei
fondi, riferito alle massime potenzialità edificatorie concesse dal PR.
Lo __________ sostiene però che lo scorporo prelevato dal
mapp. __________ è terreno complementare, per cui il suo valore - e quindi
l'indennizzo che va riconosciuto al proprietario - non può essere superiore a
fr. 500.- il mq. Lo stesso dicasi per i 13 mq sottratti al mapp. __________, i
cui indici sono stati utilizzati per l'edificazione dell'adiacente part.
__________. Il mapp. __________ non varrebbe invece più di fr. 10.-/mq, essendo
incluso nel piano viario di PR e gravato da servitù a favore di numerosi fondi
vicini.
La tesi dell'insorgente non regge.
I mappali di __________ sono economicamente connessi e questo
sin dal 1952, anno in cui il precedente proprietario Innocente __________ ha
acquistato le part. __________ e __________ aggregandole alla contermine part.
__________ in modo da formare un complesso fondiario unitario. La proprietà va
dunque vista e valutata nel suo insieme. E' già stato edificata, ma non in modo
ottimale, ovvero sfruttandone appieno le potenzialità edificatorie. Per
arrivare a tanto, il proprietario dovrebbe demolire lo stabile del 1951 che si
erge attualmente sul mapp. __________ costruendo al suo posto un moderno
palazzo che prosciughi gli indici concessi dalle normative di zona. Sta di
fatto che indipendentemente da questa prospettiva tutt'altro che trascurabile,
l'ampia area libera da costruzioni dell'intera proprietà è zeppa di indici non
sfruttati e non può essere considerata alla stregua di terreno complementare di
infimo valore solo perché si trova di fianco ad una strada, viene espropriata
in misura contenuta o è parzialmente gravata da una servitù privata di passo.
Il suo valore è per contro considerevole. La componente edilizia in essa
racchiusa può essere utilizzata per un ampliamento della costruzione esistente
o monetizzata nell'ambito di un trasferimento di indici edificatori ex art. 38a
LE. Senza parlare dell'importanza che occorre riconoscerle quale schermo
protettivo contro le gravose immissioni moleste provenienti da via __________.
Nel caso di specie appare quindi corretto assegnare all'espropriato un
indennizzo corrispondente al valore edilizio pieno del terreno avulso: in
concreto, fr. 1'050.- il mq come deciso dalla prima istanza.
Questa conclusione non muterebbe nemmeno considerando le tre
particelle alla stregua di fondi distinti.
Preso a sé, il mapp. __________ è nel contempo sovraedificato
e costituito di terreno complementare. In effetti, stando alla documentazione
acquisita agli atti il palazzo eretto nel 1951 ha completamente esaurito l'i.s.
dell'1.4 ammesso in zona __________ di __________; l'i.s. risulta anzi
superato, dato che il rapporto tra la superficie utile lorda dello stabile (ca.
1'646 mq) e la superficie edificabile del fondo (857 mq) è in realtà dell'1.97.
Questa situazione è dovuta al fatto che il mappale è stato edificato prima
dell'entrata in vigore dell'attuale PR, il che ha permesso una costruzione
intensiva con poco terreno conformemente alla situazione pianificatoria vigente
all'epoca. Questa sovraedificazione fa sì che il valore del terreno virtualmente
necessario per ossequiare le norme di PR (il mapp. __________ dovrebbe avere
una superficie edificabile di mq 1'211 per rispettare gli odierni parametri di
zona) rimane concentrato su un'area più ridotta; il valore effettivo di ogni mq
del fondo è quindi superiore al suo valore edilizio pieno (cfr.,
sull'argomento, RDAT II-1991 N. 49; 1990 N. 63). L'immobile risulta tuttavia
circondato da terreno complementare (sulla nozione di "Vorgarten"
cfr. RDAT 1981 N. 65), il cui valore economico è di norma inferiore a quello
del terreno pienamente sfruttabile a fini edilizi; di quanto, è una questione
di mera valutazione di ogni singolo caso si specie, ma secondo la
giurisprudenza risalente del Tribunale cantonale amministrativo si può arrivare
a percentuali del 50% rispetto al valore edilizio pieno. Alla stessa stregua di
un caso analogo giudicato in passato da questo Tribunale (STA 11.1.1996 in re
M. e llcc), la plusvalenza dovuta alla sovraedificazione verrebbe tutto sommato
compensata con il minor valore indotto dalla complementarità del terreno
attorniante la costruzione, cosicché l'indennità dovuta al proprietario per
l'espropriazione definitiva di 27 mq della sola part. __________ resterebbe
fissata in fr. 1'050.- il mq.
Il confinante mapp. __________ è pienamente sfruttabile a
fini edilizi. Le risultanze istruttorie dimostrano che i suoi indici, a dispetto
di quanto sostiene lo Stato, sono intatti. Le sue ridotte dimensioni non ne
precludono minimamente l'edificazione; l'insediamento in loco di una costruzione
particolare come quella di recente eretta sulla vicina part. __________ non può
essere a priori esclusa. In simili evenienze, la superficie espropriata dallo
Stato non può che essere indennizzata al valore edilizio pieno.
Per quanto attiene invece al mapp. __________, ampio 150 mq e
occupato da una piccola rampa/scalinata di 10 m x 2 m utilizzata in particolare
da clienti e fornitori del vicino negozio __________, occorre rilevare che la
particella è inserita quale passaggio pedonale __________ nel piano del
traffico del PR di __________ e a RF risulta gravata da un onere di passo a favore
delle part. __________, __________, __________, __________ e __________. Questo
assetto non ne pregiudica il valore. Il fatto che sia interessata da un
passaggio pedonale contemplato dal PR è irrilevante, trattandosi di restrizione
che non potrebbe incidere sulla commisurazione dell'indennità neppure se ad
espropriare fosse il comune che l'ha imposta (cfr., a riguardo, RDAT II-1993 N.
52 e rinvii). Altrettanto irrilevanti si avverano in casu le servitù di passo
privato iscritte a RF a favore di un numero tutto sommato limitato di persone;
la superficie gravata da siffatti diritti reali limitati non può essere
qualificata ipso facto siccome aperta al pubblico transito ed è quindi
computabile agli eventuali fini edificatori delle contigue particelle di
__________ (Scolari, Commentario, N. 1133 e 1134 ad art. 38 LE). D'altra parte,
sotto il profilo dell'intensità d'impiego da parte del pubblico la situazione
del mapp. __________ è certamente migliore rispetto a quella delle innumerevoli
proprietà non cintate che tangono il marciapiede di via __________ e che pur
essendo utilizzate per il transito da una cerchia indefinita di pedoni sono
state espropriate dal Cantone al loro valore edilizio pieno (proprietà
__________ mapp. __________, __________ mapp. __________ e __________ mapp.
__________, tanto per citare quelle poste nelle immediate vicinanze).
In quanto volta a contestare l'indennità di fr. 1'050.- il mq
accordata dal Tribunale di espropriazione, l'impugnativa dello __________ va
pertanto respinta.
2.5. Il ricorrente si oppone infine al pagamento di un
indennizzo aggiuntivo di fr. 25'338.- per la soppressione di due posteggi antistanti
lo stabile al mapp. __________, la cui perdita era stata accertata nel corso
dell'udienza di conciliazione del 1° febbraio 1996. Pur non avendo sollevato
obiezioni di sorta in quell'occasione, il Cantone sostiene ora che lo spazio
disponibile a destra dell'entrata dello stabile avrebbe consentito la
realizzazione di un solo posto auto conforme alle normative VVS e che l'esistenza
di questo unico posteggio regolare non è compromessa dall'esproprio.
In sede istruttoria si è accertato che davanti ai negozi al
PT dell'immobile, sulla destra del passaggio pedonale che porta all'entrata
principale, trovano sistematicamente spazio tre autoveicoli di medie
dimensioni: due vengono parcheggiati perpendicolarmente alla facciata dello
stabile, uno parallelamente alla vetrina del "__________".
I posteggi in discussione - quanto a dimensioni e spazio di manovra
- non ossequiano invero le norme VVS. Sono però stati legittimamente realizzati
nel 1951 al momento della costruzione dello stabile che servono e quindi
beneficiano della tutela delle situazioni acquisite discendente dalla garanzia
costituzionale della proprietà (art. 22 ter Cost.).
Posto che a causa dell'esproprio in loco resterà
indiscutibilmente un solo parcheggio, la privazione della possibilità di far
stazionare due veicoli conseguente all'intervento dello __________ va risarcita.
L'indennità d'espropriazione, che deve compensare tutti i pregiudizi subiti
dall'espropriato (art. 11 Lespr), non può nel presente caso prescindere dalla
prerogativa di parcheggiare di cui l'attuale proprietario ha sempre potuto
beneficiare indisturbato e non per propria illecita iniziativa (cfr., per
analogia, DTF 92 I 438; STA 6.6.1995 in re Stato del Canton Ticino/M.).
Il controverso indennizzo riconosciuto dal Tribunale di
espropriazione deve pertanto essere confermato.
- Ferme queste premesse, il
ricorso dello __________ è integralmente respinto.
La tassa di giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza,
atteso che la regola prevista dall'art. 73 Lespr fa stato soltanto in prima
istanza, mentre in sede di ricorso sono applicabili, giusta il rinvio dato
dagli art. 50 cpv. 3 e 70 Lespr, gli art. 28 e 31 PAmm (STF 9 giugno 1997 in re
S./Comune di __________).
Per
questi motivi,
visti
gli art. 22 ter Cost.; 9, 11, 19, 49, 50, 52, 54, 70, 73 Lespr; 18, 28, 31 e 65
PAmm,
dichiara e pronuncia:
-
Il ricorso è respinto.
-
La tassa di giudizio di fr.
1'000.- è posta a carico dello __________, con l'ulteriore obbligo di rifondere
all'espropriato fr. 1'500.- a titolo di ripetibili.
-
Intimazione
a:
Per
il Tribunale cantonale amministrativo
Il
presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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