AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
39.2003.3
Data decisione, Autorità:
21.07.2003, TCA
Raccomandata
Incarto n.
39.2003.3-4
rs/cd
Lugano
21 luglio 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il presidente
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella Sartoris, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sui ricorsi del 30 dicembre 2002
di
contro
le decisioni del 2 dicembre 2002 emanate
da
Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1
in materia di assegni di famiglia
ritenuto, in
fatto
1.1. Con due
decisioni del 2 dicembre 2002, con effetto dal 1° settembre 2002, la Cassa
cantonale per gli assegni familiari (in seguito la Cassa) ha respinto la
richiesta di __________ tendente al riconoscimento del diritto a un assegno
integrativo a favore dei figli __________ e __________ e a un assegno di prima
infanzia.
A
motivazione dei propri provvedimenti l'amministrazione ha precisato che i
redditi determinanti superano le spese riconosciute (cfr. doc. _ inc. 39.03.3;
doc. _ inc. 39.03.4).
1.2. L'assicurata,
il 30 dicembre 2002, ha tempestivamente impugnato le decisioni
dell'amministrazione con due atti ricorsuali distinti di identico tenore,
argomentando:
"
Con la presente inoltro ricorso alla decisione
citata a margine in
quanto ritengo che il fabbisogno vitale citato al
punto 130 della tabella di calcolo non è sufficiente per una famiglia di
quattro persone che corrisponde a frs. 812.00 mensili per persona.
Voglia considerare che da quando ho cessato
l'attività per prendermi cura dei bambini, ogni mese devo attingere al conto
risparmio per far fronte a tutte le spese.
Basti considerare che per gli ultimi due mesi, i
pagamenti effettuati allo sportello della posta ammontano a frs. 5'400.00
(giustificativi disponibili).
Inoltre, vi comunico che in una precedente
decisione del 28.12.1998 il fabbisogno calcolato per un adulto ed un bambino
era di
frs. 22'690.00.
A conferma di quanto sopra citato, in data 9
settembre 2002, ho richiesto la tassazione intermedia della quale a tutt'oggi
non ho ancora ricevuto la notifica e il reddito netto è di circa frs. 24'000.00
annui." (cfr. doc. _ inc. 39.03.3-4)
1.3. Nella sua
risposta del 20 febbraio 2003 la Cassa ha proposto di respingere i ricorsi e ha
osservato:
"
(…)
Dobbiamo innanzi tutto ribadire che il fabbisogno
vitale per una famiglia biparentale con due figli è effettivamente di fr.
39'020.- ed equivale ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle
prestazioni complementari all'assicurazione AVS/AI.
La LAF non si limita tuttavia a coprire il
fabbisogno vitale ma aggiunge il costo dell'affitto e della cassa malati.
Nella presente fattispecie il fabbisogno totale
arriva a fr. 59'581.-- ossia circa fr. 4'965.-- mensili.
Le entrate totali della famiglia __________, non
contestate dalla ricorrente, ammontano a fr. 64'565.-- e sono di circa fr.
5000.-- superiori al fabbisogno totale. A queste condizioni non è pertanto
possibile riconoscere l'assegno integrativo e l'assegno di prima infanzia.
Non essendoci motivo di rettifica dei dati
indicati dalla Cassa, si chiede a codesto lodevole Tribunale cantonale delle
assicurazioni di voler respingere i ricorsi confermando le decisioni
impugnate."
(cfr. doc. _ inc. 39.03.3-4)
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. L'art. 72
del Codice di procedura ticinese (CPC), applicabile in virtù del rinvio al
diritto sussidiario dell'art. 23 della Legge di procedura davanti al TCA,
prevede che il giudice può ordinare la congiunzione di azioni:
a) quando
sia dato un caso di litisconsorzio e una delle azioni non sia riservata ad
altro giudice per ragione di materia;
b) quando, essendo dirette contro un medesimo convenuto, derivino dal medesimo
fatto o atto giuridico.
Nell'evenienza concreta, visto che i ricorsi sono diretti contro delle
decisioni derivanti dal medesimo fatto giuridico e concernono la medesima
persona, è accertata la connessione tra loro. Per economia processuale, le due
procedure ricorsuali sono dunque congiunte in un unico procedimento giudiziario
(cfr. DTF 128 V 194; DTF 127 V 157; DTF 127 V 33; SVR 2002 ALV Nr. 4; STFA del
27 gennaio 2003 nella causa C. e P. e P., H 93/01 + H 169/01; STFA del 16
ottobre 2000 nella causa K. K., Ö. K. S., P. S., K 52/00, K 53/00, 54/00
consid. 1; STFA del 29 settembre 1998 nella causa B., H 139+142/97, consid. 1).
Nel
merito
2.3. Oggetto del
contendere è il riconoscimento a __________ di un assegno integrativo a favore
dei figli __________ e __________ e di un assegno di prima infanzia.
Preliminarmente
va segnalato che la Legge sugli assegni di famiglia dell'11 giugno 1996 (LAF) è
stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Parlamento il 26 giugno
2002 (cfr. 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) e sono entrate in vigore,
per quanto riguarda gli assegni di base e di formazione, il 1° gennaio 2003. I
nuovi disposti concernenti gli assegni integrativi e di prima infanzia sono
invece in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/2002 del 24 dicembre 2002
pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 13 segg.).
Il 1°
febbraio 2003 è entrata in vigore anche la Legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) che prevede delle nuove modalità
di calcolo per gli assegni integrativi e di prima infanzia (cfr. BU 3/2003 del
31 gennaio 2003 pag. 13 segg.).
Nel
diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente
rilevante (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; STFA del 23 gennaio 2002
nella causa L., H 114/01; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K
133/01; STFA 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35
consid. 1; DTF 118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).
Il caso
in esame (decisioni del 2 dicembre 2002 con effetto dal 1° settembre 2002) si
riferisce a un periodo precedente all'entrata in vigore della modifica della
LAF, per cui vanno applicate le disposizioni valide fino al 31 dicembre 2002 e,
relativamente agli assegni integrativi e di prima infanzia, le norme in vigore
fino al 31 gennaio 2003.
Il v.art.
24 LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno
integrativo:
"
1 Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all'assegno
(integrativo), per il figlio, se cumulativamente:
a) ha la
custodia del figlio;
b) ha il
domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
c) il reddito
disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta
dell'eventuale
assegno di base nonché degli eventuali obblighi
alimentari, è
inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione
sulle prestazioni
complementari all'AVS/AI.
2 Se entrambi i genitori hanno la custodia del figlio, la madre ha
diritto
all'assegno.
3 Non ha diritto
all'assegno il beneficiario di una prestazione
complementare
all'AVS/AI, se il figlio è considerato per il calcolo
della
prestazione."
Il v.art.
27 LAF prevede altresì che
"
1 L'importo
dell'assegno, incluso l'eventuale assegno di base nonché
gli
eventuali obblighi alimentari, è pari alla differenza fra il reddito
disponibile ai sensi della legislazione sulle prestazioni complementari
all'AVS/AI ed i limiti minimi.
2 In ogni caso l'importo
dell'assegno non può superare il limite del o
dei
figli per i quali l'assegno è riconosciuto.
3 L'assegno integrativo non è
versato se il suo importo annuo è
inferiore
all'importo mensile dell'assegno di base per un figlio."
Secondo
il v.art. 28 cpv. 1 a 3 LAF
" 1 Per l’accertamento ed il
calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni della legislazione sulle
prestazioni complementari all’AVS/AI.
2 Il reddito del lavoro è
computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale reddito nella
misura di 1/15.
3 Il premio per
l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della
famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia
non sono prese in considerazione nel calcolo.”
Il v.art.
33 del Regolamento LAF (Reg. LAF) prevede che
" Nei
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI non è compreso il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie."
Per la
determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:
a) se non
sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se
sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25
anni (v.art. 34 LAF).
2.4. L’assegno di
prima infanzia è regolato ai v. art. 31ss LAF.
Il v.art.
32 LAF, relativo alle famiglie biparentali, prevede in particolare che
" 1 I genitori domiciliati nel Cantone
hanno diritto all'assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a) hanno il
domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
b) uno dei
genitori non esercita nessuna attività lucrativa oppure ne esercita
una che non supera il 50% per dedicarsi alla cura del figlio;
c) il reddito
disponibile dei genitori, inclusi gli eventuali assegni di cui il nucleo
familiare beneficia in virtù della legge, è inferiore ai limiti posti
dall'art. 24 cpv. 1 lett. c).
2
Al genitore che non esercita un'attività lucrativa o ne
esercita una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, è computabile un
reddito ipotetico, pari al guadagno di un'attività a tempo pieno, da lui
esigibile.
3
Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio del limite
minimo per persona sola secondo la legislazione sulle prestazioni complementari
all'AVS/AI."
Da quanto
esposto al v. art. 32 lett. c LAF, che richiama il v.art. 24 cpv. 1 lett. c
LAF, emerge che il calcolo per stabilire il diritto all’assegno di prima
infanzia corrisponde a quello relativo all’assegno integrativo.
Il v.art.
33 LAF sancisce:
"
1 Il diritto all'assegno sorge il primo giorno del mese in cui sono
soddisfatte le condizioni legali, ma al più presto il primo giorno del mese in
cui nasce il figlio.
2 Il diritto all'assegno si estingue:
a) alla fine del
mese in cui il genitore inizia un'attività lucrativa con un grado di
occupazione superiore al 50%;
b) quando il
genitore affida il figlio alle cure di una terza persona per più di mezza
giornata sull'arco di un giorno;
c) al più tardi
alla fine del mese in cui il figlio compie i tre anni di età."
Secondo
il v.art. 36 cpv. 1 a 3 LAF
" 1 Per l’accertamento ed il
calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni della legislazione
federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
2 Il reddito del lavoro è
computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale reddito nella
misura di 1/15.
3 Il premio per
l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della
famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia
non sono prese in considerazione nel calcolo.”
2.5. Va
innanzitutto rilevato che l'assicurata, negli atti ricorsuali, contesta
l'importo computato nel calcolo degli assegni di famiglia a titolo di
fabbisogno vitale per la sua famiglia composta di quattro persone (cfr. consid.
1.2.).
Al
riguardo occorre evidenziare che la LAF, per quanto concerne l'accertamento e
il calcolo dell'assegno integrativo e dell'assegno di prima infanzia, prevede
al suo v.art. 28 cpv. 1, rispettivamente al v.art. 36 cpv. 1, l'applicazione
per analogia delle disposizioni della legislazione sulle prestazioni
complementari.
L'art. 3b
della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC) enuncia in
particolare che le spese riconosciute si compongono di un importo destinato
alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, dal 1° gennaio 2001 fino
al 31 dicembre 2002, al minimo per le persone sole, a fr. 15'280.-, per
i coniugi, almeno 22’920.- franchi e per gli orfani e per i figli che danno
diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 8'050.- Per i due
primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante,
per due altri figli due terzi ciascuno
(fr.
5'366.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr. 2'683.--).
Dal 1°
gennaio 2003 il fabbisogno minimo è di fr. 15'700.--,
fr.
23'550.--, rispettivamente fr. 8'260.-- (cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento
delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 20 settembre 2002).
Per
inciso va precisato che nell'ambito degli assegni di famiglia la LAF ha
espressamente stabilito che non si tiene conto dei limiti massimi previsti
dalla LPC, bensì di quelli minimi (cfr. v. art. 24, 27; 32 LAF; consid. 2.4.,
2.5; Rapporto di maggioranza della commissione della gestione e delle finanze
del 23 maggio 1996 pag. 20).
L'importo
computato quale fabbisogno vitale ha lo scopo di permettere di coprire tutte quelle
spese per le quali non è specificatamente previsto il relativo conteggio
(vitto, vestiti, mobilio, telefono, canone radio-televisivo, assicurazione
domestica e responsabilità civile ecc.; cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen
zur AHV/IV, in SBVR, Basilea-Ginevra-Monaco 1998, n. 74).
Visto,
pertanto, che gli importi del fabbisogno vitale sono stabiliti dalla legge e
sono fissi, ad essi non è possibile apportare delle deroghe.
Ritenuto
che i provvedimenti contestati si riferiscono al periodo dal 1° settembre 2002,
in casu si applicano i limiti del fabbisogno in vigore fino al 31 dicembre
2002.
Il
fabbisogno vitale della famiglia __________, costituita dall'assicurata, dal
marito, dal loro figlio __________ e da __________, nato da un precedente
matrimonio della ricorrente, è pari quindi a fr. 39'020.--, come indicato dalla
Cassa (cfr. doc. _ inc. 39.03.3; doc. _ inc. 39.03.4).
Di
transenna va osservato che l'insorgente ha asserito che in una precedente
decisione del 28 dicembre 1998 era stato computato un fabbisogno vitale per la
sua famiglia, costituita allora di un adulto e di un bambino, di fr. 22'690.--
(cfr. consid. 1.2.).
Dal 1°
gennaio 1999 al 31 dicembre 2000 in effetti l'importo minimo per le persone
sole era pari a fr. 14'860.--, mentre quello per i figli a fr. 7'830.-- (cfr.
Ordinanza 99 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 16
settembre 1998), perciò il fabbisogno vitale di un genitore con un figlio
corrispondeva proprio a fr. 22'690.--.
Nel 2002,
per contro, il fabbisogno vitale per un genitore e un figlio, come visto, era
di fr. 23'330.-- (fr. 15'280.-- + fr. 8'050.--).
Nel corso
degli anni dunque la somma del fabbisogno vitale è stata adeguata al rincaro.
L'assicurata,
tuttavia, sembra piuttosto implicitamente criticare il fatto che l'importo
conteggiato dalla Cassa per una famiglia di quattro persone non sia il doppio
del fabbisogno vitale per una famiglia composta di un genitore e di un figlio.
Effettivamente
l'importo minimo previsto dalla LPC per i coniugi (per il 2002 di fr.
22'920.--) non è il doppio dell'ammontare per le persone sole (per il 2002 di
fr. 15'280.--). Ciò è logico in quanto i costi per due persone che vivono
insieme sono inferiori rispetto a due persone che vivono singolarmente (cfr.
per analogia quanto indicato nel Messaggio del Consiglio federale a sostegno di
un disegno di legge federale su prestazioni complementari all'assicurazione per
la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità del 21 settembre 1964 circa il fatto
che nelle famiglie con più di due figli gli oneri non aumentano nella stessa
proporzione del numero dei figli, FF 1964 II 1809). Pertanto, benché per i
primi due figli l'importo sia di fr. 8'050.-- ognuno, ossia, nel caso di una
famiglia con due figli, il fabbisogno vitale di questi ultimi sia due volte
tanto rispetto a quello di un figlio unico, il fabbisogno vitale complessivo di
una famiglia costituita di due genitori e due figli di fr. 39'020.-- [fr.
22'920.-- + (fr. 8'050.-- X 2)] non è il doppio di quello di una famiglia di un
genitore e di un figlio di fr. 23'330.-- (fr. 15'280.-- + fr. 8'050.--).
2.6. Viene
inoltre tenuto conto della pigione di un appartamento e delle relative spese
accessorie.
Per
quanto riguarda l'importo computabile a titolo di pigione l'art. 5 cpv. 1 lett.
b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per
pigione fino a concorrenza di un importo annuo, fino al 31 dicembre 2000, di
fr. 13'800.-- per coniugi e le persone con figli.
Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.
Dal 1°
gennaio 2001 tale importo è stato aumentato a
fr.
15'000.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari
all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge
federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 6 dicembre 2000).
La
pigione pagata dalla ricorrente ammonta a fr. 900.-- mensili. Il canone annuo è
pari, pertanto, a fr. 10'800.--, a cui si aggiungono fr. 1'440.-- annui a
titolo di spese accessorie (cfr. doc. _).
Visto che
la somma complessiva di fr. 12'240.-- è inferiore al massimo riconosciuto,
l'amministrazione ha correttamente computato tale l'importo (cfr. doc. _ inc.
39.03.3; doc. _ inc. 39.03.4).
2.7. Per
stabilire l’ammontare dell’assegno integrativo e dell'assegno di prima infanzia
vanno pure computate, secondo l’art. 3b cpv. 3 LPC, le
" a) spese
per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del reddito lordo
dell'attività lucrativa;
b) spese di
manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del
ricavo lordo dell'immobile;
c) premi versati
alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata
l'assicurazione malattie;
d) …
e) pensioni
alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."
A
differenza dell'art. 3b cpv. 3 lett. d LPC, il quale, relativamente al premio
per l'assicurazione malattia, prevede il computo unicamente del premio medio
cantonale, ai fini del conteggio dell'assegno integrativo e dell'assegno di
prima infanzia viene dedotto l'intero premio per l'assicurazione malattia
obbligatoria (cfr. consid. 2.3., 2.4.).
Secondo
l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi di cui si deve tenere conto per il
calcolo della PC e quindi degli assegni di famiglia comprendono:
" b) il
reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;
c) un quindicesimo
della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di
vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000 franchi,
per coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto a
rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15 000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra
persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale
abitazione ad almeno una di queste persone, soltanto il valore
dell'immobile eccedente 75 000 franchi é preso in
considerazione quale sostanza;
d) le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche,
comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;
e) le prestazioni
derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione analoga;
f) gli assegni
familiari
g) le entrate e le
parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;
h) le pensioni
alimentari del diritto di famiglia."
Per
quanto concerne invece il reddito del lavoro non si applicano le disposizioni
della LPC, in quanto la LAF prevede in maniera autonoma la modalità di computo
di questo reddito in particolare il computo globale e non ridotto di questa
entrata (v.art. 28 cpv. 2; 36 cpv. 2 LAF; Messaggio relativo all’introduzione
di una nuova legge sull’assegno di famiglia del 19 gennaio 1994 p. 51).
2.8. Per quanto
attiene alle modalità di computo del premio per l'assicurazione malattia, si
rileva che la Cassa ha agito conformemente alle disposizioni della LAF e del
relativo regolamento.
Come
indicato ai v.art. 28 cpv. 3 e 36 cpv. 3 LAF (cfr. consid. 2.3., 2.4.) e al
considerando precedente (cfr. consid. 2.7.), il premio per l'assicurazione
sociale e obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia è preso in
considerazione integralmente nel calcolo.
Pertanto,
per quanto riguarda la modalità di calcolo dei premi dell'assicurazione
malattia, la LAF non rinvia alla LPC, la quale si fonda sul premio medio
cantonale (cfr. v.art. 33 e 58 Reg.LAF; art. 3b cpv. 3 lett. d LPC).
Ai fini
del calcolo dell'assegno integrativo e dell'assegno di prima infanzia, come del
resto delle PC, viene computato unicamente il premio relativo all’assicurazione
obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia e quindi
all’assicurazione sociale secondo la LAMal (v.art. 28 cpv. 3 LAF e 33 RegLAF).
Gli
eventuali premi che concernono le prestazioni complementari alla LAMal non
vengono per contro conteggiati (cfr. Rapporto di maggioranza del 23 maggio 1996
p. 36).
Infine va
evidenziato che è computabile il premio netto e meglio va tenuto conto di
eventuali sussidi erogati agli interessati. I v.art. 28 cpv. 3 e 36 cpv. 3 LAF
precisano infatti che va considerato il premio per l’assicurazione sociale ed
obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia (cfr. in proposito il
rapporto di maggioranza della commissione della gestione del 23 maggio 1996 p.
36).
Nella
fattispecie la Cassa, nei calcoli relativi all'assegno integrativo e
all'assegno di prima infanzia, ha computato un premio netto di fr. 8'321.--
(cfr. doc. _ inc. 39.03.3, doc. _ inc. 39.03.4).
Alla luce
della documentazione agli atti tale importo, che correttamente non considera i
contributi relativi alle assicurazioni complementari alla LAMal concluse dalla
famiglia _________ sulla base della LCA, risulta incensurabile (cfr. doc. _).
2.9. Relativamente
ai redditi determinanti l'assicurata ha asserito di aver richiesto, il 9
settembre 2002, la tassazione intermedia, in quanto essa ha cessato l'attività
lavorativa per occuparsi dei figli, e che il reddito netto dovrebbe essere di
circa fr. 24'000.-- (cfr. consid. 1.2.; doc. _ inc. 39.03.3; doc. _ inc.
39.03.4).
Secondo
l'art. 23 cpv.1 e 2 OPC AVS-AI, applicabile anche all'accertamento e al
calcolo degli assegni di famiglia in virtù del rinvio di cui ai v.art. 28 cpv.
1 e 36 cpv. 1 LAF, di regola per il conteggio della prestazione complementare
sono determinanti il reddito ottenuto nel corso dell'anno civile precedente e
lo stato della sostanza al 1° gennaio dell'anno per cui è assegnata la
prestazione. Per gli assicurati di cui la sostanza e il reddito da considerare
ai sensi della legge federale possono essere stabiliti servendosi di una tassazione
fiscale, gli organi esecutivi cantonali sono autorizzati a ritenere, come
periodo di calcolo, quello su cui si basa l'ultima tassazione fiscale, se nel
frattempo non è subentrata nessuna modifica della situazione economica
dell'assicurato.
Giusta il
cpv. 4 se la persona che pretende una prestazione complementare annua
può rendere credibile nella domanda che durante il periodo per cui essa chiede
la prestazione i suoi redditi determinanti saranno notevolmente inferiori a
quelli da lei ottenuti nel corso del periodo di calcolo conformemente ai
capoversi 1 o 2, occorre fondarsi sui redditi probabili determinanti,
convertiti in redditi annui, e sulla sostanza esistente al momento in cui sorge
il diritto alla prestazione.
Nel caso
concreto la situazione economica della ricorrente, dal 1° settembre 2002, è
mutata, poiché essa, a seguito della nascita del secondo figlio, avvenuta il 5
aprile 2002, ha cessato di lavorare e dalla fine del mese di agosto 2002
nemmeno ha più percepito le indennità perdita di guadagno per maternità (cfr.
doc. _).
A ragione
dunque la Cassa ha considerato soltanto lo stipendio percepito mensilmente dal
marito dell'insorgente nel 2002 convertito su base annua (cfr. art. 23 cpv. 4
OPC AVS/AI).
Il
salario mensile lordo versato nel 2002 a ___________ dalla __________ era pari
a fr. 4'500.--, corrispondenti a fr. 49'725.-- annui al netto dei contributi
sociali e comprensivi della tredicesima (cfr. doc. _).
Questo
ammontare è pari a quello conteggiato dalla Cassa nelle decisioni impugnate
(cfr. doc. _ inc. 39.03.3; doc. _ inc. 39.03.4).
Per
quanto riguarda l'ipotizzato reddito netto che dovrebbe risultare dalla
tassazione intermedia, va rilevato che il reddito imponibile a livello fiscale
corrisponde, ai sensi dell'art. 24 della Legge Tributaria, ai proventi lordi
imponibili meno le spese di acquisizione, le deduzioni generali e sociali di
cui agli art. 25-34 LT.
Pertanto
esso non è semplicemente equiparabile al guadagno da attività lavorativa al
netto dei contributi sociali e delle eventuali spese per il conseguimento del
reddito computato nel calcolo degli assegni di famiglia. Al reddito imponibile
a livello fiscale vengono applicate maggiori deduzioni (per esempio i
versamenti, premi e contributi per assicurazioni sulla vita, le deduzioni per
figli minorenni, gli interessi maturati su debiti privati), per cui normalmente
si tratta di un ammontare inferiore rispetto all'importo considerato ai fini
della determinazione degli assegni di famiglia.
Nel caso
di specie quindi il reddito imponibile fiscale dei coniugi __________ non può
in ogni caso essere ritenuto ai fini del calcolo degli assegni integrativi e di
prima infanzia.
A titolo
abbondanziale va segnalato che la nuova Legge cantonale sull'armonizzazione e
il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), che, come precedentemente
visto (cfr. consid. 2.3.), si applica al calcolo degli assegni integrativi e di
prima infanzia dal 1° febbraio 2003, all'art. 8 cpv. 1 lett. a, concernente la
spesa vincolata, rinvia espressamente alla Legge tributaria, tuttavia
unicamente agli art. 25-31 LT, riguardanti le spese professionali deducibili
dal reddito da attività lucrativa dipendente e indipendente, a esclusione degli
art. 32-34 LT relativi alle deduzioni generali (come ad esempio gli interessi
maturati su debiti privati e i contributi versati per le indennità per la
perdita di guadagno) e alle deduzioni sociali (quali l'importo per ogni figlio
minorenne).
La Laps,
all'art. 8 cpv. 1 lett. b, prevede comunque esplicitamente il computo nella
spesa vincolata, non solo degli interessi sui debiti ipotecari, come già
previsto dalla v. LAF in virtù del rinvio alla LPC, bensì anche degli interessi
maturati su altri debiti ammessi in deduzione dall'art. 32 cpv. 1 lett. a Legge
tributaria (LT).
Gli
interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti fino all'importo
complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT,
maggiorato di fr. 3'000.--, mentre per i debiti derivanti dall'esercizio
dell'attività professionale viene ammesso l'importo effettivo degli interessi
(cfr. art. 8 cpv. 2 Laps; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 13 segg.).
Giova
infine osservare che la spesa vincolata, con la spesa per l'alloggio,
costituisce la spesa computabile da sottrarre dai redditi computabili per
ottenere il reddito disponibile residuale (cfr. art. 5, 6, 7 Laps).
Inoltre
la Laps ha introdotto il conteggio, nella spesa vincolata, delle imposte
ordinarie federali, cantonali e comunali sul reddito e sulla sostanza (cfr.
art. 8 cpv. 1 lett. j Laps), trattandosi di un importo non disponibile per
l'utente (cfr. Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge
sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio
1998).
2.10. Ai sensi
dell'art. 3c cpv. 1 lett. b) LPC, applicabile agli assegni di famiglia in virtù
del rinvio di cui ai v.art. 28 cpv. 1 e 36 cpv. 1 LAF, quale reddito si deve
considerare anche il reddito proveniente da sostanza mobile (cfr. consid.
2.7.).
Tale
reddito comprende il reddito ricavato dal capitale, particolarmente gli
interessi lordi su depositi a risparmio (cfr. Direttive sulla prestazioni
complementari all'AVS/AI emanate dall'UFAS n. 2100; E. Carigiet/U. Koch,
Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Supplement, Zurigo 2000, pag. 99).
Nel caso
in esame dall'attestato bancario relativo al 2001 emerge che gli interessi del
conto di risparmio intestato all'assicurata ammontavano a fr. 248.50 (cfr. doc.
_).
Di
conseguenza la Cassa rettamente, fondandosi sull'art. 23 cpv. 1 OPC (cfr.
consid. 2.9.), nei conteggi effettuati per stabilire se la ricorrente ha o meno
diritto agli assegni integrativi e di prima infanzia ha computato la somma di
fr. 248.-- a titolo di interesse del deposito di risparmio (cfr. doc. _ inc.
39.03.3; doc. _ inc. 39.03.4).
2.11. Secondo
l'art. 3c cpv. 1 lett. h LPC (cfr. consid. 2.7.), valida per analogia anche per
gli assegni di famiglia (cfr. v.art. 28 cpv. 1 e 36 cpv. 1 LAF), il reddito
determinante comprende le pensioni alimentari del diritto di famiglia.
Nell'evenienza
concreta l'amministrazione ha dunque a giusta ragione conteggiato nei calcoli
relativi agli assegni di famiglia in questione gli alimenti corrisposti al
figlio _________ dall'ex marito dell'assicurata, dal quale essa ha divorziato
il 21 gennaio 1998 (cfr. doc. _).
Dalla
convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio, omologata dal Pretore
della Giurisdizione di __________ con la sentenza di divorzio del 21 gennaio
1998, si evince che il padre di __________ si è impegnato a versare a
quest'ultimo, a titolo di contributi alimentari non comprensivi degli assegni
di famiglia di base, l'importo di fr. 700.-- fino al compimento del 6. anno di
età, fr. 850.-- dal 7. anno fino al 12. anno di età, fr. 900.-- dal 13. fino al
16. anno di età e di fr. 1'100.-- dal 17. fino al compimento del 20. anno di
età (cfr. doc. _).
è nato il 5 febbraio 1994, per cui, avendo nel 2002 8 anni, aveva diritto a fr.
850.-- mensili, importo peraltro versato dal padre, come risulta dall'avviso di
accredito inviato all'insorgente il 26 agosto 2002 dal suo istituto bancario
(cfr. doc. _).
Nemmeno
l'ammontare degli alimenti considerato dalla Cassa nei provvedimenti contestati
di fr. 10'200.-- (fr. 850.-- X 12 mesi) presta, pertanto, fianco a critiche.
2.12. Per quanto
concerne gli assegni di base, spettanti al salariato per il figlio fino al
compimento del quindicesimo anno di età (cfr. v.art. 6 segg. LAF), va rilevato
che l'amministrazione ha tenuto conto di assegni di base annuali di fr. 4'392.--
(cfr. doc. _ inc. 39.03.3; doc. _ inc. 39.03.4).
Dalla
dichiarazione del datore di lavoro del marito dell'assicurata del 9 settembre
2002 risulta che ___________ riceveva mensilmente l'importo di fr. 366.-- quali
assegni di base (cfr. doc. _).
Dato che
ex v.art. 16 LAF l'ammontare dell'assegno per un figlio è di fr. 183.--
mensili, al marito della ricorrente veniva verosimilmente bonificato l'assegno,
oltre che per suo figlio __________, anche per _________.
Dalla
"Richiesta per assegni di famiglia" emerge d'altronde che fino al
mese di marzo 2002, quando l'assicurata era ancora attiva professionalmente,
veniva versato un assegno di base alla madre, mentre dal mese di aprile 2002,
data di nascita di __________, sono stati erogati due assegni di base al marito
(cfr. doc. _).
Il v.
art. 3 cpv. 1 LAF enuncia:
" l'assegno
di famiglia è riconosciuto per il figlio proprio o adottivo, nonché per il
figlio del coniuge e per l'affiliato."
Il v.
art. 8 Reg.LAF (II. Figlio del coniuge) prevede:
"
Se il figlio coabita con uno dei suoi genitori
e con il coniuge di questo, è titolare del diritto all'assegno quest'ultimo se,
cumulativamente:
a) è salariato;
b) i genitori non sono
salariati."
Pertanto
il coniuge del genitore è titolare del diritto all'assegno di base per il
figlio di questi, se, oltre a coabitare con il bambino, è salariato ed entrambi
i genitori non sono salariati.
Nel caso
di specie dalle tavole processuali non risulta se il padre di __________
esercita una professione o meno. Di conseguenza non è possibile concludere se
il marito della ricorrente è effettivamente il titolare del diritto all'assegno
di base per __________.
Ai fini
della presente vertenza la questione di sapere chi sia l'avente diritto agli
assegni di base per __________ è ininfluente, poiché, anche se il diritto fosse
spettato giusta il v. art. 11 cpv. 3 LAF (il quale stabilisce che il genitore
che non ha la custodia del figlio ed ha un'attività salariata ha diritto
all'assegno se l'altro genitore non ha un'attività salariata), a suo padre,
quest'ultimo avrebbe comunque dovuto corrispondere tale importo a ___________
in aggiunta agli alimenti.
Il v.
art. 45 LAF, infatti, enuncia che il genitore che per sentenza o convenzione è
tenuto a versare una pensione alimentare a favore di uno o più figli deve
pagare, se percepito, l'assegno di famiglia in aggiunta a detta pensione.
Inoltre
la convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio tra l'assicurata e il
padre di __________, approvata dal Pretore il 21 gennaio 1998, prevede proprio
che i contributi alimentari non sono comprensivi degli assegni di famiglia
(cfr. consid. 2.11.). L'applicazione del v. art. 45 LAF, in casu, non pone
dunque problemi di compatibilità con l'art. 285 cpv. 2 CCS, il quale contempla
la possibilità per il giudice di prevedere una regolamentazione differente dal
principio del cumulo delle pensioni alimentari e delle prestazioni sociali.
Giova
comunque segnalare che il nuovo art. 45 LAF, in vigore dal 1° gennaio 2003
(cfr. consid. 2.3), stabilisce che:
"
Riservato l'art. 285 cpv. 2 CCS, il genitore che
per sentenza o convenzione è tenuto a versare una pensione alimentare a favore
di uno o più figli deve pagare, se percepito, l'assegno di famiglia in aggiunta
a detta pensione."
(Per un
esame più approfondito della compatibilità del v. art. 45 LAF con l'art. 285
cpv. 2 CCS cfr. STCA del 29 aprile 2003 nella causa D.-O., 39.2002.81).
L'importo
computato dalla Cassa di fr. 4'392.-- (366.-- X 12 mesi) è dunque corretto.
L'amministrazione
dovrà tuttavia appurare, previo accertamento della reale titolarità del diritto
all'assegno di base per ___________, se per quest'ultimo non siano stati
erogati due assegni di base, uno al marito dell'assicurata e uno al padre del
bambino.
Al riguardo
va infine segnalato che nell'ambito della prima revisione della LAF è stata
abrogata la titolarità del diritto agli assegni ordinari per il figlio del
coniuge (cfr. nuovo art. 3 LAF; Messaggio relativo alla prima revisione della
legge sugli assegni di famiglia del 18 dicembre 2001, p.to 4.2.1.).
2.13. Alla luce di
tutto quanto esposto, questa Corte deve concludere che i calcoli relativi
all'assegno integrativo e all'assegno di prima infanzia eseguiti dalla Cassa
con effetto a partire dal 1° settembre 2002 sono incensurabili.
Di
conseguenza, essendo i redditi determinanti (fr. 64'565.--) più elevati delle
spese riconosciute (fr. 59'581.--), le decisioni del 2 dicembre 2002 che
rifiutano l'erogazione dell'assegno integrativo e dell'assegno di prima infanzia
devono essere confermate.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- l ricorsi
sono respinti.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Intimazione
alle parti.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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