AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
39.2002.59
Data decisione, Autorità:
06.02.2003, TCA
Raccomandata
Incarto n.
39.2002.59
rs/sn
Lugano
6 febbraio
2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il presidente
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella Sartoris, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 27 giugno 2002 di
-
-
contro
la decisione del 7 giugno 2002 emanata da
Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle
in materia di assegni di famiglia
ritenuto, in
fatto
1.1. Con due
decisioni 7 giugno 2002, con effetto dal 1° febbraio 2002, la Cassa cantonale
per gli assegni familiari (di seguito la Cassa) ha respinto la domanda di
__________ e __________ tendente alla concessione di un assegno integrativo e
di un assegno di prima infanzia.
A
motivazione dei propri provvedimenti l'amministrazione ha precisato che i
redditi determinanti superano le spese riconosciute (cfr. doc. _).
1.2. Gli
assicurati, il 27 giugno 2002, hanno inoltrato al TCA un tempestivo ricorso
contro la decisione con la quale è stata rifiutata l'attribuzione di un assegno
di prima infanzia, nel quale si sono così espressi:
" Abbiamo ricevuto la vostra decisione di rifiuto dell'assegno
di prima infanzia il 13.06.2002.
Con la presente contestiamo quanto citato in quanto vi sono dei
dati non veritieri:
105 Contributo assicurazione malattia
__________ 12,60 * 12 mensilità = 151,20
__________ 141 * 12 mensilità = 1692,--
__________ 136 * 12 mensilità = 1632,--
Figli
(__________, __________, __________) 150,05 * 12 mensilità = 1800,06
(Vedi Allegati) Totale contr.
ass. malattia Fr. 5275,26
111 Pigione lorda annua
1'250.-- * 12 mensilità = Fr. 15'000.- (Vedi Allegati)
Alla luce di quanto sopra si scrive:
-
II presente ricorso è accolto;
-
conseguentemente,
la decisione dell'istituto delle assicurazioni sociali è riformata nel seguente
modo "...abbiamo esaminato la richiesta di assegno di famiglia... per cui
la prestazione richiesta può essere concessa." (doc. _)
1.3. Con risposta
20 novembre 2002 la Cassa ha proposto di respingere il gravame e ha osservato:
"
(…)
Dalla documentazione agli atti sono rilevabili i seguenti punti:
a) la famiglia
__________ è composta da 7 persone, i coniugi __________ e __________ nonché i
figli __________, __________, __________,
__________ e __________;
b) i
figli __________, __________, __________ e __________ sono
figli di __________ e della sua prima moglie __________, la figlia __________ è
figlia dei signor __________ e della sua seconda moglie __________;
c) la
prima moglie __________ è morta il 01.07.1993 per cui l'AVS ha riconosciuto ai
4 figli __________, __________, __________ e __________ 4
rendite per orfani di madre;
d) attualmente
solo a __________ e __________ vengono ancora riconosciute le rendite per
orfani di madre essendo nati rispettivamente nel 1985 e nel 1991;
e) i figli __________
e __________ essendo maggiorenni e non più agli studi non percepiscono più la
rendita per orfani di madre ma vivono ancora nell'economia domestica del padre
e della seconda moglie;
Da quanto precede si possono trarre le seguenti precisazioni:
a) i figli
__________ e __________ non possono più essere integrati nel calcolo
dell'assegno integrativo in quanto economicamente indipendenti rispetto al
resto della famiglia;
b) il
calcolo dell'assegno integrativo può riguardare solo i ricorrenti e la figlia comune
__________ mentre __________ e __________, beneficiari
della rendita per orfani di madre e titolari della prestazione complementare,
non hanno titolo per beneficiare dell'assegno integrativo come previsto
dall'art. 24 cpv. 3 LAF;
c) per
quanto attiene il diritto all'assegno di prima infanzia il calcolo può per
contro riguardare la famiglia biparentale con la figlia __________a oppure la
famiglia biparentale con i figli __________, __________ e __________: si fa osservare che il calcolo contestato riguarda
la famiglia biparentale e la figlia __________.
Nel merito delle contestazioni relative alla tabella di calcolo
dell'assegno di prima infanzia la Cassa le respinge integralmente in quanto il
computo dell'affitto può avvenire in ragione di 3/7 (biparentale più 1 figlio)
o 5/7 (biparentale con 3 figli) ossia in ragione di fr. 6'429.-, oppure
fr. 10'715.-. Nella prima ipotesi ne scaturirebbe un
fabbisogno totale corretto a fr. 40'723.- a fronte di fr. 52'788.- di redditi. Nella seconda ipotesi il fabbisogno
ammonterebbe a fr. 58'427.- a fronte di un reddito di fr. 79'176.- per effetto dei computo dei redditi dei figli
__________ e __________ derivante dalle rendite per orfani di madre e dalla
prestazione complementare. I premi della cassa malati sono da riconfermare in fr. 3'324.- sia che si proceda al calcolo per 3 componenti della
famiglia, sia che lo si faccia per 5 componenti in quanto i premi cassa malati
per __________ e __________ sono assunti dalle prestazioni complementari."
(doc. _)
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).
Nel
merito
2.2. Oggetto del
contendere è il riconoscimento a __________ e __________ del diritto a un
assegno di prima infanzia.
Preliminarmente
va segnalato che la Legge sugli assegni di famiglia dell'11 giugno 1996 (LAF) è
stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Parlamento il 26 giugno
2002 (cfr. 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) e sono entrate in vigore,
per quanto riguarda gli assegni di base e di formazione, il 1° gennaio 2003. I
nuovi disposti concernenti gli assegni integrativi e di prima infanzia sono
invece in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/2002 del 24 dicembre 2002
pag. 489 segg.).
Nel
diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente
rilevante (cfr. STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; DTF 122 V 35
consid. 1; DTF 118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).
Il caso
in esame (decisione del 7 giugno 2002 con effetto dal 1° febbraio 2002) si
riferisce a un periodo precedente all'entrata in vigore della modifica della
LAF, per cui vanno applicate le disposizioni valide fino al 31 dicembre 2002 e,
relativamente agli assegni integrativi e di prima infanzia, le norme in vigore
fino al 31 gennaio 2003.
L’assegno
di prima infanzia è regolato agli art. 31ss LAF validi fino al 31 gennaio 2003.
Il v.art.
32 LAF, relativo alla famiglia biparentale, prevede in particolare che
" 1 I genitori domiciliati nel Cantone
hanno diritto all'assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a) hanno il
domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
b) uno dei
genitori non esercita nessuna attività lucrativa oppure ne esercita
una che non supera il 50% per dedicarsi alla cura del figlio;
c) il reddito
disponibile dei genitori, inclusi gli eventuali assegni di cui il nucleo
familiare beneficia in virtù della legge, è inferiore ai limiti
posti dall'art. 24 cpv. 1 lett. c).
Al genitore che non
esercita un'attività lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale, senza
giustificati motivi, è computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di
un'attività a tempo pieno, da lui esigibile.
Il reddito ipotetico
minimo è pari al doppio del limite minimo per persona sola secondo la
legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI.
Il diritto
all'assegno sorge il primo giorno del mese in cui sono soddisfatte le
condizioni legali, ma al più presto il primo giorno del mese in cui nasce il
figlio.
Da quanto
esposto al v.art. 32 lett. c LAF, che richiama il v.art. 24 cpv. 1 lett. c LAF,
emerge che il calcolo per stabilire il diritto all’assegno di prima infanzia
corrisponde a quello relativo all’assegno integrativo.
Il v.art.
24 cpv. 1 lett. c LAF stabilisce:
" (…)
c) il reddito
disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta
dell'eventuale
assegno di base nonché degli eventuali obblighi
alimentari, è
inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle
prestazioni
complementari all'AVS/AI."
Secondo
il v.art. 36 cpv. 1 a 3 LAF
" Per
l’accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni
della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
Il reddito del
lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale
reddito nella misura di 1/15.
Il premio per
l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della
famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia
non sono prese in considerazioni nel calcolo.”
Per la
determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:
a) se non
sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se
sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25
anni (v.art. 56 Reg.LAF).
2.3. L’art. 3b
della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC), a cui rinvia il
v.art. 24 cpv. 1 lett. c LAF, entrato in vigore con la terza revisione delle PC
il 1 gennaio 1998, prevede che le spese riconosciute si compongono di un importo
destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, fino al 31
dicembre 2002, al minimo per le persone sole, a fr. 15'280.-, per i coniugi,
almeno 22’920.- franchi e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una
rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 8'050.- Per i due primi figli si
prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri
figli due terzi ciascuno (fr. 5'366.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr.
2'683.--).
Dal 1°
gennaio 2003 il fabbisogno è di fr. 15'700.--, fr. 23'550.-- rispettivamente
fr. 8'260.-- (cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento delle prestazioni
complementari all'AVS/AI del 20 settembre 2002).
Viene
inoltre tenuto conto della pigione di un appartamento e delle relative spese
accessorie. In caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie,
non si può invece tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una
richiesta di restituzione (art. 3b cpv. 1 lett. b LPC).
Per
quanto riguarda l'importo computabile a titolo di pigione l'art. 5 cpv. 1 lett.
b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per
pigione (comprese le spese accessorie) fino a concorrenza di un importo annuo
corrispondente, fino al 31 dicembre 2000, a fr. 13'800.-- per coniugi e le
persone con figli.
Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.
Dal 1°
gennaio 2001 tale importo è pari a fr. 15'000.-- (cfr. Ordinanza 01
sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre
2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni
complementari all'AVS e all'AI del 6 dicembre 2000).
2.4. Per
stabilire l'ammontare degli assegni vanno pure computate secondo l’art. 3b cpv.
3 LPC le
"
a. spese per il conseguimento del reddito fino a
concorrenza del
reddito lordo dell'attività lucrativa;
b. spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a
concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;
c. premi versati alle assicurazioni sociali della
Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;
d. ….
e. pensioni alimentari versate in virtù del
diritto di famiglia (cpv. 3)."
A
differenza dell'art. 3b cpv. 3 lett. d LPC, il quale, relativamente al premio
per l'assicurazione malattia, prevede il computo unicamente del premio medio
cantonale, ai fini del conteggio dell'assegno di prima infanzia viene dedotto
l'intero premio per l'assicurazione malattia obbligatoria (cfr. consid. 2.2.).
Secondo
l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi di cui si deve tener conto per il
calcolo della PC e quindi dell’assegno integrativo e di prima infanzia
comprendono
" b. il
reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;
c. un quindicesimo
della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di
vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000
franchi, per coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto
a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15 000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra
persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione
ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile
eccedente 75 000 franchi é preso in considerazione quale
sostanza;
d. le rendite, le
pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite
dell'AVS e dell'AI;
e. le prestazioni
derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione analoga;
f. gli assegni
familiari
g. le entrate e le
parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;
h. le pensioni
alimentari del diritto di famiglia."
Per
quanto riguarda invece il reddito del lavoro non si applicano le disposizioni
della LPC, in quanto la LAF prevede in maniera autonoma la modalità di computo
di questo reddito in particolare il computo globale e non ridotto di questa
entrata (art. 36 cpv. 2 LAF; Messaggio relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’assegno di famiglia del 19 gennaio 1994 p. 51).
2.5. Nell'evenienza
concreta _______ e ________ vivono con la loro figlia ________ (7.6.2000) e con
i quattro figli di _______, __________ (1.6.1979), _______ (29.3.1982),
_________ (3.12.1985) e _________ (16.7.1991), nati da un precedente
matrimonio.
La Cassa
ha effettuato il calcolo contestato tenendo conto unicamente degli assicurati e
di ________ (cfr. doc. _).
L'assegno
di prima infanzia è riconosciuto fino a che il figlio ha compiuto i tre anni di
età (cfr. v.art. 33 cpv. 2 lett. c LAF).
L'età di
_________, la quale non ha ancora tre anni, permette dunque, sempre che le
ulteriori condizioni siano realizzate (cfr. consid. 2.2.), l'attribuzione ai
suoi genitori di un tale assegno.
Per la
determinazione dell'importo dell'assegno, secondo il v.art. 56 Reg.LAF (cfr.
consid. 2.2.), vengono comunque considerati anche i figli:
a) se
non sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se
sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25
anni.
Nel caso
di specie _________ e ________ hanno rispettivamente 23 e 20 anni. Risulta poi
dagli atti che essi sono economicamente indipendenti e non sono più agli studi,
infatti nemmeno percepiscono più una rendita per orfani di madre (cfr. doc. _;
consid. 1.3.).
A tale
proposito va osservato che l'art. 25 cpv. 4 LAVS prevede che il diritto alla
rendita per orfani nasce il primo giorno del mese successivo a quello della
morte del padre o della madre. Si estingue quando l'orfano compie i 18 anni o
muore.
Inoltre,
secondo l'art. 25 cpv. 5 LAVS, per i figli in formazione, il diritto alla
rendita dura fino al termine della stessa, ma al più tardi fino a 25 anni
compiuti.
Di
conseguenza ai sensi del v.art. 56 Reg.LAF ________ e ________ non vanno
considerati nel conteggio dell'assegno di prima infanzia.
I figli
________ e ________ hanno invece 17 e 11 anni. Avendo meno di 18 anni, in
applicazione del v.art. 56 lett. a) Reg.LAF, vanno per principio inglobati nel
calcolo dell'assegno di prima infanzia.
Va però
rilevato che giusta l'art. 3a cpv. 6 LPC, applicabile per analogia al calcolo
dell'assegno di prima infanzia (cfr. v.art. 36 cpv. 1 LAF; consid. 2.2.), per
il calcolo della prestazione complementare annua, non si tiene conto dei figli
i cui redditi determinanti superano le spese riconosciute.
Inoltre l'art. 8 cpv. 2
OPC prevede che conformemente all'articolo 3a capoverso 6 LPC, non è tenuto
conto, nel calcolo della prestazione complementare annua, dei figli che possono
pretendere una rendita per orfano o dare diritto a una rendita per figli
dell'AVS o dell'AI e i cui redditi determinanti raggiungono o superano le spese
riconosciute. Per stabilire di quali figli non bisogna tener conto, si
confrontano i redditi determinanti e le spese riconosciute dei figli
suscettibili di essere eliminati dal calcolo.
Nelle "Direttive
federali sulle prestazioni complementari all'AVS e AI", valide dal 1°
gennaio 1998, l'UFAS in merito ai figli di cui non si tiene conto (cfr.
marginali 2055; 2056) ha precisato:
" Per
stabilire di quali figli non bisogna tener conto si deve procedere a calcoli
comparativi (inglobando ed escludendo il figlio in questione). Se dal calcolo
globale (inglobando il figlio) risulta una PC più elevata, si tiene conto di
questo figlio. Se invece includendo il figlio la PC diminuisce, questo figlio
non dev'essere preso in considerazione. Se per la soppressione si devono tenere
in considerazione due o più figli, si deve procedere a calcoli comparativi
successivi per ognuno di questi figli.
Procedendo al calcolo comparativo - nella variante
che non tiene conto del figlio né dei suoi redditi e delle sue spese -, come
pure in caso di esclusione del figlio dal calcolo della PC, le rendite per
figli, analogamente alle rendite per orfani, non devono o non devono più essere
computate ai genitori."
________ e ________
percepiscono una rendita per orfani di madre di fr. 633.-- mensili per ognuno
(cfr. doc. _). Inoltre dalla risposta di causa risulta che è stata loro
attribuita una prestazione complementare (cfr. consid. 1.3.; doc. _).
Nel caso in esame il TCA
può esimersi dall'accertare l'importo delle prestazioni complementari versate a
________ e ________ e la data in cui è sorto tale diritto, visto che in casu è
irrilevante stabilire se è più corretto, al fine di valutare se gli insorgenti
hanno diritto a un assegno di prima infanzia, riferirsi al conteggio relativo
solo alle spese e ai redditi degli insorgenti e della figlia _________, al
calcolo concernente anche uno dei figli di _________ (i redditi e le spese di
_______ e ________ sono identici, per cui dal calcolo comparativo separato per
ognuno di loro si ottiene il medesimo risultato) o a quello inerente agli
assicurati, ad _________ e a entrambi i figli del ricorrente.
Infatti
sia nel caso del conteggio di tre persone che nell'ipotesi di calcolo di
quattro o cinque persone, e indipendentemente dalle prestazioni complementari,
i redditi sono più elevati delle spese riconosciute, come verrà più
approfonditamente precisato in seguito (cfr. consid. 2.8.).
2.6. La decisione
impugnata è stata emanata il 7 giugno 2002 e si riferisce al periodo a partire
dal 1° febbraio 2002, per cui a tale provvedimento vanno applicati i limiti
validi fino al 31 dicembre 2002 (cfr. consid. 2.3.).
Il
fabbisogno vitale dei ricorrenti e di _________, è pari a fr. 30'970.-, come
indicato dalla Cassa (cfr. doc. _).
Nell'ipotesi
di calcolo che considera inoltre solo uno dei figli di _________ il fabbisogno
vitale ammonta a fr. 39'020.--.
Nel caso
si considerassero, oltre agli assicurati e ad _________, sia _________ che
_________ questo importo aumenterebbe a fr. 44'386.--.
Gli
insorgenti, nell'atto di ricorso, sostengono che si debba conteggiare la
pigione lorda intera di fr. 15'000.-- (cfr. consid. 1.2.; doc. _).
La
pigione pagata dagli assicurati ammonta a fr. 1'000.-- mensili. Il canone annuo
è pari, pertanto, a fr. 12'000.--, a cui si aggiungono fr. 3'000.-- annui a
titolo di spese accessorie (cfr. doc. _).
La somma
complessiva corrisponde quindi effettivamente a fr. 15'000.--.
Secondo
l'art. 16c OPC, entrato in vigore il 1. gennaio 1998 e applicabile agli assegni
di famiglia (art. 28 cpv. 1 LAF)
" quando
appartamenti o case unifamiliari sono occupati anche da persone escluse dal
calcolo della PC, la pigione computabile dev’essere ripartita fra le singole
persone. Le parti di pigione delle persone escluse dal calcolo della PC non
sono prese in considerazione nel calcolo della prestazione complementare annua
(cpv. 1).
Di massima l’ammontare della pigione è ripartito
in parti uguali
(cpv. 2)."
A
proposito di questa disposizione il commento dell’UFAS pubblicato in Pratique
VSI 1998 p. 35 stabilisce che
" Le 1er
alinéa indique quand il y a lieu de procéder à une répartition du loyer. Il
s'agit d'empêcher que les PC aient également à intervenir à l'endroit de
personnes qui ne sont pas prises en compte dans le calcul PC.
On ne précise pas
davantage la nature du loyer qui doit être partagé. En règle générale, lorsque
l'appartement appartient à une tierce personne, c'est le loyer prévu qui sera partagé.
Si l'appartement ou la maison occupée l'est conjointement avec le propriétaire,
l'usufruitier ou le titulaire d'un droit d'habitation, c'est le montant de la
valeur locative qui sera en règle générale réparti entre toutes les personnes.
Le 2e alinéa
indique comment la répartition doit être opérée. En principe, elle se fera par
têtes, et non selon le nombre des pièces occupées ou de m2. Des
dérogations sont possibles, d'où l'utilisation de l'expression "en
principe"."
L'art.
16c OPC è conforme alla legge (cfr. DTF 127 V 10 = SVR 2001 EL Nr. 6) e ha in
pratica codificato quanto stabilito dalla giurisprudenza federale. Secondo il
TFA, infatti, il canone di locazione deve essere ripartito in parti uguali tra
le persone che occupano l'alloggio (RCC 1977 pag. 567, RCC 1974 pag. 512
consid. 2; STCA 11 novembre 1991 in re A.T., STCA 21 febbraio 1992 in re A.T.),
anche nel caso in cui il contratto di locazione è intestato ad una sola persona
(ZAK 1974 p. 556).
Lo stesso
vale per i figli a beneficio di una prestazione complementare che vivono con i
genitori (ZAK 1977 p. 245).
Una
deroga a tale principio è concessa solo entro certi limiti e dev’essere ammessa
con prudenza, ad esempio se uno degli inquilini occupa da solo gran parte
dell’abitazione.
Un’eccezione
è parimenti ammessa quando una persona accoglie gratuitamente nell’abitazione
un’altra, poiché vi è obbligata moralmente o giuridicamente (cfr. E.
Carigiet/U. Koch, op. cit., pag. 86, n. 223; Pratique VSI 2001 pag. 234; DTF
105 V 273; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A. e A., P 76/01).
In tale
contesto eccezioni devono essere senz'altro ammesse quando la vita in comune è
riconducibile ad un obbligo di mantenimento di diritto civile fondato sugli
art. 276 e 277 CC (cfr. STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A. e A., P 76/01;
Pratique VSI 2001 pag. 237 consid. 2b).
Il TFA ha
ammesso l’eccezione alla suddivisione in parti uguali del canone di locazione,
nel caso in cui la titolare del contratto di locazione, affetta da disturbi
fisici e psichici, necessitava forzatamente delle cure erogatele dalla persona
che divideva con lei l’appartamento, in caso contrario avrebbe dovuto essere
ricoverata in istituto. Tali cure risultavano quindi di grande importanza per
l’assicurata, che aveva un grosso debito di riconoscenza nei confronti
dell’amico (DTF 105 V 274).
Nella
decisione impugnata la pigione è stata ripartita fra 5 persone (gli assicurati,
________, ________ e ________; cfr. doc. _).
Nella
risposta di causa, però, è stato affermato che _________ e ________ vivono
nella medesima economia domestica del padre (cfr. consid. 1.3.; doc. _).
In simili
condizioni la pigione totale di fr. 15'000.-- dovrebbe essere ripartita fra
sette persone (gli assicurati, i quattro figli di ________ e ________) e, nel
caso del calcolo di tre persone, conteggiata soltanto nella misura dei 3/7 (fr.
6'429.--), corrispondenti alle parti inerenti agli insorgenti e alla loro
figlia ________. Nell'ipotesi di conteggio comprendente quattro persone
dovrebbero invece essere computati i 4/7 della pigione (fr. 8'572.--), inerenti
alle quote dei ricorrenti, di _________ e di uno dei figli di ________. Infine
se si considerano, oltre agli assicurati e ad _________, sia _______ che
________ si dovrebbe tener conto dei 5/7 della pigione (fr. 10'714.--; cfr.
consid. 2.5.).
Tuttavia
questa Corte può rinunciare a verificare se effettivamente la pigione
complessiva vada ripartita fra 7 persone, visto che anche suddividendola solo
fra 5 persone e computando poi sia fr. 9'000.-- (fr. 15'000.-- X 3/5) nel
calcolo relativo a tre persone, che fr. 12'000.-- (fr. 15'000.-- X 4/5) nel
caso si considerassero quattro persone o fr. 15'000.-- nel conteggio di cinque
persone - tutti importi inferiori o uguali al massimo riconosciuto per le persone
con figli (cfr. consid. 2.3.) -, i redditi sono comunque più elevati delle
spese riconosciute (cfr. consid. 2.8.).
2.7. Per quanto
attiene al computo del premio per l’assicurazione malattia, si rileva che, come
indicato al v.art. 36 cpv. 3 LAF (cfr. consid. 2.2.), il premio per
l'assicurazione sociale e obbligatoria contro le malattie a carico della
famiglia è preso in considerazione integralmente nel calcolo.
Pertanto,
per quanto riguarda la modalità di calcolo dei premi dell'assicurazione malattia,
la LAF non rinvia alla LPC, la quale si fonda sul premio medio cantonale (cfr.
v.art. 58 Reg.LAF; art. 3b cpv. 3 lett. d LPC).
Ai fini
del calcolo dell'assegno di prima infanzia, come del resto delle PC, viene
computato unicamente il premio relativo all’assicurazione obbligatoria contro
le malattie a carico della famiglia e quindi all’assicurazione sociale secondo
la LAMal (v.art. 36 cpv. 3 LAF e 58 RegLAF).
Gli
eventuali premi che concernono le prestazioni complementari alla LAMal non
vengono per contro computati (cfr. Rapporto di maggioranza del 23 maggio 1996
p. 36), a differenza di quanto richiesto dagli insorgenti (cfr. consid. 1.2.,
doc. _).
Infine va
evidenziato che è computabile il premio netto e meglio va tenuto conto di
eventuali sussidi erogati agli interessati. Il v.art. 36 cpv. 3 LAF precisa
infatti che va considerato il premio per l’assicurazione sociale ed
obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia (cfr. in proposito il
rapporto di maggioranza della commissione della gestione del 23 maggio 1996 p.
36).
Nella
fattispecie la Cassa, nel conteggio volto a stabilire se gli assicurati hanno
diritto a un assegno di prima infanzia e in cui si sono considerate tre persone
(i ricorrenti e _______), ha computato un premio di fr. 3'324.-- (cfr. doc. _).
Dalle
tavole processuali si evince che il premio mensile concernente l'assicurazione
contro le malattie obbligatoria relativo al 2002 per _________ ammonta a fr.
141.-- mensili, mentre per _________ corrisponde a fr. 136.-- al mese (cfr.
doc. _).
Essi non
sono al beneficio di sussidi per l'assicurazione malattia (cfr. doc. _). In
applicazione degli art. 45-46 LCAMal, gli assicurati non sono però tenuti al
pagamento del premio per la figlia ________ (cfr. doc. _).
Queste disposizioni
prevedono infatti che le famiglie non sussidiate con reddito determinante
superiore al limite di fr. 32'000.-- , che dà diritto al sussidio, sono
esonerate dal pagamento del premio per il secondo figlio e per quelli
successivi fino a un reddito di fr. 5'000.-- superiore al reddito minimo per
avere diritto ai sussidi e del premio per il terzo figlio e quelli successivi
fino a un reddito di fr. 60'000.--.
Globalmente
quindi i premi di base relativi al calcolo concernente tre persone ammontano a fr.
3'324.-- (fr. 141.-- + fr. 136.-- X 12 mesi), come del resto indicato
dall'amministrazione (cfr. doc. A1).
Se per
contro si considerano quattro persone (gli assicurati, _________ e uno dei
figli di ________), i premi complessivi annui corrispondono a fr. 4'158.-- (fr.
3'324.-- + fr. 834.-- premio per uno dei figli di __________).
Nell'ipotesi
di calcolo di cinque persone (i ricorrenti, ________, _________ e ________), i
premi annui sono invece pari a fr. 4'992.-- (fr. 3'324 + fr. 834 premio per _______
- fr. 834.-- premio per _______; cfr. doc. _).
2.8. Per il resto
i ricorrenti non hanno sollevato ulteriori eccezioni in merito al conteggio
delle singole voci di reddito e di fabbisogno indicate dalla Cassa nella
decisione impugnata.
Ora,
nell'ambito delle assicurazioni sociali, pur essendo la procedura retta dal
principio inquisitorio (SVR 2001 KV Nr. 50 pag. 145), secondo cui i fatti
rilevanti per il giudizio devono essere accertati dal giudice, il Tribunale
federale delle assicurazioni ha più volte ricordato come questo principio non
sia assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di
collaborare all'istruzione della causa (cfr. DLA 2001 N. 12 pag. 145; STFA del
9 maggio 2001 nella causa W.Z., P 36/00; STFA del 13 marzo 2001 nella causa
M.P., U 429/00; STFA del 5 giugno 2000 nella causa V.P., I 76/00; DTF 125 V
195; Untersuchungsgrundsatz, SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI
praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282).
Il dovere
processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di
portare - ove ciò fosse ragionevolmente possibile - le prove necessarie, avuto
riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti
esse rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (cfr.
DLA 2002 pag. 178 (179); STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01;
STFA del 9 maggio 2001 nella causa G.L., P 52/00; STFA del 9 maggio 2001 nella
causa W.Z., P 36/00; DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti).
Osservato
come nel caso di specie gli assicurati - malgrado che ciò fosse senz'altro
esigibile - non hanno portato elementi tali da inficiare il calcolo
dell'amministrazione, il TCA deve concludere che non sussiste alcun motivo per
scostarsi dalla decisione della Cassa.
Infatti i
redditi sono più elevati delle spese riconosciute, oltre che nel caso del
calcolo che considera soltanto gli assicurati e la figlia _________, sia nel
conteggio relativo a questi ultimi e a uno solo dei figli di _________, che nel
calcolo che tiene conto degli insorgenti, di _______, di ________ e di _______,
e ciò già a prescindere dal computo dell'importo delle prestazioni
complementari versate a questi ultimi (cfr. consid. 2.5.).
Nel
conteggio relativo a tre persone i redditi determinanti sono pari a fr.
52'788.--, mentre le spese riconosciute corrispondono a fr. 43'294.-- (cfr.
doc. _).
Nel
calcolo concernente quattro persone, per contro, i redditi determinanti, senza
conteggiare le prestazioni complementari, ammontano a fr. 62'580.-- (fr.
52'788.-- + fr. 7'596.--, rendita annua per orfano di madre; cfr. consid. 2.5.,
- fr. 2'196.-- assegno di base o di formazione; cfr. doc. _), a fronte di spese
riconosciute di fr. 55'178.-- (fr. 39'020.-- fabbisogno vitale, cfr. consid.
2.6., + fr. 4'158.-- premio cassa malati; cfr. consid. 2.7., + fr. 12'000.--,
4/5 della pigione, cfr. consid. 2.6.).
Se si
considerano cinque persone, i redditi determinanti, sempre senza tener conto
delle prestazioni complementari, corrispondono a fr. 72'372.-- (fr. 52'788.-- +
fr. 15'192.--, rendite annue per orfani di madre di _______ e _______; cfr.
consid. 2.5., + fr. 4'392.--, assegno di base per _________ e assegno di
formazione per ________; cfr. doc. _) e le spese riconosciute sono pari a fr.
64'378.-- (fr. 44'386.-- fabbisogno vitale; cfr. consid. 2.6., + fr. 4'992.--
premio cassa malati; cfr. consid. 2.7., + fr. 15'000.-- pigione intera cfr.
consid. 2.6.).
Gli
insorgenti di conseguenza non hanno diritto a un assegno di prima infanzia.
In simili
condizioni dunque il TCA non può che confermare la decisione impugnata.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
è respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Intimazione
alle parti.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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