AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
36.2003.33
Data decisione, Autorità:
04.05.2004, TCA
Raccomandata
Incarto n.
36.2003.33
TB
Lugano
4 maggio 2004
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il giudice delegato
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattrice:
Tanja Balmelli, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 20 marzo 2003
di
rappr. da: _____________
contro
In materia di assicurazione contro le
malattie
ritenuto, in
fatto
1.1. __________,
1961, ha lavorato dal novembre 1984 al gennaio 2002 in qualità di operaia alle
dipendenze della ditta __________, la quale ha concluso con la Cassa malati
__________ un'assicurazione collettiva d'indennità giornaliera __________
secondo LCA (doc. _).
1.2. Il 9 gennaio
2002 (doc. _) la datrice di lavoro ha informato la Cassa malati __________ che
l'assicurata era inabile al lavoro dal 7 gennaio 2002. Con certificato medico
del 14 gennaio 2002 (doc. _) la dr. __________ ha posto l'assicurata in
incapacità lavorativa al 50% dal 4 gennaio 2002.
L'assicuratore __________ ha assunto il caso ed
ha erogato le prestazioni assicurate.
1.3. Dopo aver
sottoposto il 26 marzo 2002 (doc. _) __________ ad una visita di controllo a
cura del dr. med. __________, medico fiduciario della Cassa __________, il 28
marzo 2002 (doc. _) quest'ultima ha comunicato all'assicurata che dal 2 aprile
2002 la riteneva abile al 100%, per cui le indennità di malattia le sarebbero
state versate fino al giorno precedente.
1.4. Su richiesta
della Cassa malati (doc. _), il 22 maggio 2002 il dr. __________ ha confermato
che non esistevano i presupposti per prolungare l'inabilità lavorativa
dell'interessata, confermando così il suo precedente rapporto (doc. _).
1.5. Sulla scorta
del parere allestito dal dottor __________, il 27 maggio 2002 (doc. _)
l'assicurata, rappresentata dal __________, ha chiesto alla Cassa di
riesaminare la propria presa di posizione e pertanto di concedere a __________
le prestazioni assicurative che le spettano.
1.6. La Cassa
malati __________ ha nuovamente interpellato il dr. med. __________ (doc. _),
il quale il 18 giugno 2002 (doc. _) non ha trovato nessun elemento nuovo atto
ad inficiare il suo referto del marzo precedente.
Il 21 giugno 2002 (doc. _) la Cassa malati ha
così confermato all'assicurata che dal 1° aprile 2002 il caso era da
considerarsi chiuso.
1.7. Con
petizione del 20 marzo 2003 (doc. _) completata il 10 aprile 2003 (doc. _) su
ordine del Giudice delegato del TCA (doc. _), __________ ha postulato che la
Cassa malati __________ le corrisponda le prestazioni di diritto anche dopo il
1° aprile 2002 poiché, come certificato dal dr. __________ il 4 aprile 2003
(doc. _), le patologie di cui essa soffre sono rimaste invariate così pure la
sua capacità lavorativa che è sempre del 50%.
1.8. Basandosi
sulle argomentazione mediche del dr. __________, nella risposta di causa del 22
aprile 2003 (doc. _) la Cassa malati __________ ha proposto di respingere la
predetta petizione. A suo dire, dal 2 aprile 2002 l'assicurata avrebbe potuto
riprendere la propria attività lavorativa, per cui la decisione di interrompere
il versamento d'indennità all'attrice va confermata.
1.9. Il TCA ha
esperito diversi accertamenti di cui si dirà in seguito.
in
diritto
In ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Secondo
quanto disposto dall'art. 1a cpv. 1 LAMal in vigore dal 1° gennaio 2003,
l'assicurazione sociale contro le malattie comprende l'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie e l'assicurazione d'indennità
giornaliera facoltativa.
La LAMal si applica soltanto all'assicurazione
malattia sociale così definita e, contrariamente a quanto succedeva in ambito
LAMI, le assicurazioni complementari offerte dalle casse malati sono diventate
di diritto civile e sono rette, in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 LAMal,
dalla legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA).
Alla netta divisione materiale fra assicurazione
sociale contro le malattie e assicurazioni complementari operata dalla LAMal
corrisponde un'altrettanto netta cesura dei rimedi giuridici: se per la prima
le vie di diritto sono quelle previste dalla procedura amministrativa, per le
seconde sono da intraprendere le vie di diritto previste per i litigi di
diritto civile (SPIRA, Le nouveau régime de l'assurance-maladie complémentaire,
Revue suisse d'assurances / Schweizerische Versicherung-Zeitschrift, 1995, N.
7/8, pagg. 192-200; SPIRA, Le contentieux de la nouvelle assurance-maladie,
Sécurité sociale 5/1995, pagg. 256-259; GREBER, Quelques questions relatives à
la nouvelle loi fédérale sur l'assurance-maladie, in: Revue de droit
administratif et de droit fiscal, 3/4, 1996, pagg. 225-251).
Giusta l'art. 47 cpv. 2-4 della legge federale
sulla sorveglianza degli istituti di assicurazione privata (LSA; modificata in
occasione dell'adozione della LAMal il 1° gennaio 1996), per le contestazioni
relative all'assicurazione complementare all'assicurazione sociale contro le
malattie, i Cantoni prevedono una procedura semplice e spedita, nella quale il
giudice accerta d'ufficio i fatti e valuta liberamente le prove.
Il 1° gennaio 1996 il Canton Ticino si è dotato
della LCAMal che all'art. 75 prevede che le contestazioni relative alle
assicurazioni complementari all'assicurazione sociale contro le malattie
praticate da assicuratori autorizzati all'esercizio ai sensi della LAMal sono
decise dal TCA, che applicherà per analogia la Legge di procedura per le cause
davanti al TCA.
Secondo l'art. 102 cpv. 1 LAMal,
"
Le previgenti assicurazioni delle cure medico
sanitarie e d'indennità giornaliera continuate dalle casse malati riconosciute
sono rette dal nuovo diritto a decorrere dall'entrata in vigore della presente
legge."
Pertanto, dal 1° gennaio 1996 - con la sola
eccezione prevista dall'art. 103 cpv. 2 LAMal che si riferisce essenzialmente
alla durata del diritto alle prestazioni (cfr. Messaggio del Consiglio federale
alle Camere del 6 novembre 1991 pag. 119 seg.) - le assicurazioni d'indennità
giornaliera sono regolamentate dal nuovo diritto.
Esse possono dunque essere regolamentate dalla
LAMal oppure dalla LCA se le parti hanno concordemente deciso in tal senso.
Nel caso concreto, il contratto di assicurazione
collettiva n. __________ stipulato dalla ditta __________ con l'allora Cassa
malati __________ è sottoposto alla LCA e si appoggia alle Condizioni Generali
d'Assicurazione (CGA) per le assicurazioni collettive d'indennità giornaliera
__________, edizione 1° gennaio 1997 (doc. _).
In queste circostanze, trattandosi di prestazioni
complementari ai sensi dell'art. 12 cpv. 2 e 3 LAMal (MAURER, Das neue
Krankenversicherungsrecht, ed. Helbing et Lichtenhahn 1996, pag. 134) - ambito
nel quale le casse malati e gli altri istituti assicurativi non sono
autorizzati ad emanare decisioni -, questo TCA è competente a statuire sulla
petizione presentata dall'interessata in base all'art. 75 cpv. 1 e 2 LCAMal.
Nel merito
2.3. Secondo
l'art. 37 CGA relativo all'assicurazione d'indennità giornaliera praticata
dalla Cassa malati __________, il diritto alle prestazioni viene riconosciuto
in caso di inabilità lavorativa attestata di almeno il 25%. Sussiste inabilità
lavorativa quando una persona assicurata, a seguito di malattia o infortunio,
temporaneamente o in modo duraturo, non è più in grado di esplicare la sua
professione o un'altra attività lavorativa che le sia confacente. Un'altra
attività viene considerata confacente se adeguata alle conoscenze e capacità
della persona assicurata e si addice al suo precedente livello di vita.
Per inabilità lavorativa parziale di almeno il
25%, medicalmente attestata, l'indennità giornaliera viene accordata
proporzionalmente al grado di inabilità lavorativa (art. 38 cpv. 1 CGA).
Per il capoverso 2 dell'art. 38 CGA, i giorni di
inabilità lavorativa parziale vengono contati come giorni interi.
Il concetto di inabilità lavorativa espresso dal
citato art. 37 CGA riprende la definizione che il Tribunale federale delle
assicurazioni ha estrapolato dall'art. 72 LAMal: è incapace al lavoro colui che
per motivi di salute non è più in grado di svolgere la propria attività, oppure
può farlo soltanto in misura ridotta, oppure, ancora, quando l'esercizio di una
tale attività rischia di aggravarne le condizioni di salute (DTF 114 V 283 consid.
1c; DTF 111 V 239 consid. 1b; MAURER, Schweizerisches Sozialversicherungsrecht,
T. I, pag. 286 segg.).
La questione a sapere se esista un'incapacità
lavorativa tale da giustificare il riconoscimento del diritto a prestazioni va
valutato in considerazione dei dati forniti dal medico. Determinante non è,
comunque, l'apprezzamento medico-teorico - anche se il giudice non se ne
scosterà senza sufficienti motivi, essendo anch'egli tenuto a rispettare la
sfera d'apprezzamento del medico (RAMI 1983 pag. 293; RAMI 1987 pag. 106 segg.)
- bensì la diminuzione della capacità di lavoro che effettivamente risulta dal
danno alla salute (DTF 114 V 283 consid. 1c).
Il grado dell'incapacità lavorativa viene
valutato con riferimento all'impossibilità, derivante da motivi di salute, di
adempiere, secondo quanto può essere ragionevolmente richiesto, la professione
normalmente esercitata dall'assicurato.
In relazione alle conseguenze economiche
dell'incapacità lavorativa, va ricordato che anche nell'ambito dell'assicurazione
malattia vige il principio – già comune a tutti i campi delle assicurazioni
sociali - secondo cui l'assicurato è tenuto all'obbligo di ridurre le
conseguenze economiche negative del danno alla salute. Si tratta di un
principio generale del diritto federale delle assicurazioni sociali, che vale
anche per l'assicurazione malattia, indipendentemente dal tenore della
normativa statutaria delle Casse (DTF 123 V 233 consid. 3c; DTF 117 V 278
consid. 2b; DTF 115 V 53; DTF 114 V 285 consid. 3; DTF 111 V 239 consid. 2a;
DTF 105 V 178 consid. 2).
Nell'ambito dell'assicurazione complementare,
secondo il Tribunale federale l'art 61 LCA esprime il medesimo principio
dell'obbligo dell'assicurato di ridurre il danno (STF del 23 ottobre 1998 nella
causa E., consid. 2c).
Quindi, se da un lato la graduazione
dell'incapacità va fatta ritenendo la professione esercitata, dall'altro va
considerato che l'assicurato ha l'obbligo di fare quanto da lui è
ragionevolmente esigibile per attenuare il più possibile le ripercussioni del
danno alla salute sulla sua condizione economica.
Pertanto, in caso d'incapacità durevole nella
professione precedentemente esercitata, è obbligo dell'assicurato di utilizzare
le sue capacità residue in settori lavorativi diversi, ragionevolmente prospettabili.
Del resto deve essere ricordato che il principio
dell’esigibilità configura un aspetto del principio della proporzionalità.
Secondo la dottrina questo principio permette di pretendere da una persona un
determinato comportamento anche se presenta degli inconvenienti (PETER, Die
Koordination der Invalidenrente, Schulthess 1997, pag. 71 e dottrina ivi
citata).
2.4. L'attrice
lamenta di essere stata inabile al lavoro al 50% a causa di esiti di
emitiroidectomia destra ed istmectomia per adenocarcinoma tiroideo papillare,
menopausa precoce in terapia sostitutiva, artralgie e dolori ossei
polidistrettuali in osteoporosi secondaria precoce, astenia psicofisica e
sindrome ansioso-depressiva. Pertanto, non si giustificherebbe un'interruzione
al 1° aprile 2002 del versamento delle indennità per perdita di guadagno.
La Cassa malati __________, dal canto suo,
fondandosi sui rapporti del proprio medico di fiducia dr. med. __________, ha
concluso che la capacità di __________ di riprendere la propria attività
lucrativa era del 100% già dal 2 aprile 2002.
Occorre di conseguenza verificare da una parte il
grado di capacità lavorativa dell'assicurata e, se del caso, dall'altra, il
salario di riferimento per il calcolo dell'eventuale indennità per perdita di guadagno.
2.5. Circa
l'incapacità lavorativa dell'assicurata va osservato come il 14 gennaio 2002
(doc. _) la dottoressa __________ abbia diagnosticato artralgia ed
un'importante osteoporosi, prevedendo per una durata indeterminata, ossia
nell'attesa che venissero esperiti accertamenti specialistici, un grado di
incapacità del 50%.
Il 19 febbraio 2002 (doc. _) la dottoressa ha
confermato alla Cassa sia la sua precedente diagnosi che il grado d'inabilità
lavorativa dell'attrice.
Nel mese di marzo 2002 (doc. _) la Cassa malati
__________ ha invitato l'attrice a sottoporsi ad una visita fiduciaria presso
il dr. med. __________, FMH medicina interna, il quale, facendo in parte
riferimento ad un suo precedente rapporto medico del 24 novembre 1998 (doc. _),
nel referto del 28 marzo 2002 (doc. _) si è così espresso:
"
(…)
DISTURBI ATTUALI
Paziente inabile al lavoro nella misura del 50%
dal 07.01.2002 in qualità di operaia presso una ditta di elettronica.
Causa dell'incapacità lavorativa la presenza di
un'astenia, faticabilità, mialgie e "poliartralgie obiquitarie",
esacerbazione dei dolori a livello della spalla sin.
Durante il colloquio con la paziente, ribadendo
più volte la presenza dell'osteoporosi, dichiara di voler rivolgersi
all'assicurazione invalidità per chiedere una rendita e, qualora le sue
richiese non fossero esaudite di rivolgersi ai sindacati…
I valori tiroidei sarebbero stati controllati
l'ultima volta circa un anno or sono mentre la paziente asserisce di prendere
molto irregolarmente i medicamenti per il trattamento dell'osteoporosi.
(…)
DIAGNOSI: -
distonia neurovegetativa con sospette fibormialgie
- osteoporosi in paziente
con stato da tiroidectomia per
nodulo tiroideo
papillifero e attuale sostituzione
ormonale.
CONCLUSIONI:
esiste una discrepanza tra i disturbi lamentati
dalla paziente ed i referti oggettivabili.
A mio giudizio non esistono i presupposti per un
prolungamento duraturo dell'inabilità lavorativa per i disturbi lamentati dalla
paziente, come lei stessa legati principalmente alla presenza di
un'osteoporosi. Appare inoltre evidente l'intenzione della paziente di
rivolgersi all'assicurazione invalidità per percepire una possibile rendita.
Per questo motivo la paziente è da considerarsi a
mio giudizio abile al lavoro nella misura del 100% a partire da inizio aprile
(dopo Pasqua).
Le decisioni prese in merito all'inabilità
lavorativa non corrispondono probabilmente alle aspettative della paziente.
INABILITA' LAVORATIVA: nella misura del 50% fino al 31.03.2002
ABILITA': nella misura
del 100% dal 02.04.2002
Ricovero in ospedale non previsto.
Eventuale esame scintigrafico osseo indicato.
Controlli presso il medico curante.".
Il 22 maggio 2002 (doc. _) il medico fiduciario
della convenuta ha comunicato alla stessa che non esistevano i presupposti per
un prolungamento dell'inabilità lavorativa, confermando così il suo precedente
referto.
Dal canto suo, l'attrice ha fatto pervenire
all'assicuratore copia della relazione medica del 10 aprile 2002 (doc. _)
allestita dal suo medico curante dal dottor __________, medico chirurgo di
__________, specialista in endocrinologia sperimentale, il quale ha esposto la
storia clinica dell'assicurata, ha riportato il risultato dell'esame obiettivo
e tratto delle conclusioni diagnostiche:
"
(…)
Esame Obiettivo:
(…)
Tono dell'umore depresso. Durante il colloquio la
paziente ha una crisi di pianto.
Sottoposta a colloquio e ad un semplice test con
domande per la valutazione clinica dei disturbi depressivi, la paziente rivela
umore depresso, parrebbe da diversi mesi, diminuzione del piacere nelle normali
attività e negli interessi, fatica e mancanza di energie, poca fiducia nel
futuro. A ciò si aggiungono sintomi somatici, soprattutto cefalea e sintomi
gastrointestinali.
Tale situazione sembra essersi accentuata dopo la
morte della madre, avvenuta lo scorso anno, che costituiva un punto di
riferimento della paziente.
Conclusioni diagnostiche
La paziente soffre delle seguenti
patologie:
¨
esiti di emitiroidectomia dx ed istmectomia per
adenocarcinoma tiroideo papillare;
¨
menopausa precoce, in terapia sostitutiva;
¨
artralgie e dolori ossei polidistrettuali in
osteoporosi secondaria precoce;
¨
astenia psicofisica;
¨
sindrome ansioso-depressiva.
(…)
Consiglio inoltre riposo ed un carico di lavoro
ridotto e compatibile con le attuali condizioni di salute.".
Il dr. __________ ha potuto analizzare la
documentazione prodotta dall'assicurata ed il 18 giugno 2002 (doc. _) ha
redatto un suo apprezzamento medico in merito:
"
(…)
-
il
certificato del Dr. __________ del 15.04.2002 (posteriore alla visita
fiduciaria del 26.03.2002) non porta elementi nuovi né per quanto riguarda
eventuali diagnosi, né per quanto riguarda nuovi aspetti che possono avere
conseguenze sulla capacità lavorativa della paziente.
-
la
paziente è già stata da me visitata il 17.05.1995, il 24.11.1998 e anche in
queste occasioni le diagnosi si sovrapponevano.
-
causa
dell'incapacità lavorativa parziale attuale sarebbe la presenza di un'astenia,
faticabilità nonché "poliartralgie" in una paziente conosciuta per un
problema tiroideo nonché per un'osteoporosi conosciuta da anni.
-
l'anemia
citata dalla paziente viene a cadere in quanto i valori degli stessi
risultavano nella norma dal controllo effettuato nel mio studio
-
la
paziente ha affermato che i valori tiroidei, che si dovrebbero controllare
secondo lo scritto del Dr. __________, non le sono stati eseguiti da un anno a
questa parte. Pare perlomeno strano che gli stessi vengano effettuati al
momento della chiamata per una visita fiduciaria. Ho comunque provveduto
durante la visita del 26.03.2002 alla determinazione del valore TSH che è
risultata nella norma.
-
l'osteoporosi
è conosciuta da anni e la paziente stessa ha ripetutamente affermato di
prendere molto irregolarmente i medicamenti prescritti per tale affezione.
La
malattia comunque non comporterebbe una giustificazione per inabilità
lavorativa.
Conclusioni:
per quanto sopra esposto ritengo che non si possa
accettare un prolungamento dell'inabilità lavorativa.
Valgono pertanto le mie decisioni prese e
documentate nello scritto del 28.03.2002.
Da non sottovalutare quanto da me esposto a
pagina 1 dello scritto citato a titolo "disturbi attuali" con
sospetta nevrosi di rendita AI.
Un aumento dell'incapacità lavorativa sarebbe da
prendere in considerazione qualora dovessero esistere segni evidenti per una
progressione della malattia a livello tiroideo."
Allegato al complemento della petizione l'attrice
ha prodotto un certificato datato 4 aprile 2003 (doc. _), con cui il suo medico
curante l'ha dichiarata inabile al lavoro al 50% a causa delle stesse
precedenti sofferenze che erano, allora, ancora in essere.
2.6. A proposito delle perizie mediche eseguite
nell'ambito della procedura amministrativa, il TFA ha già avuto modo di
evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a
conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1
pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; LOCHER, Grundriss des
Sozial-versicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).
Secondo la giurisprudenza, quanto alla valenza probante
di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano
stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami
completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia
stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha
valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione
quale perizia o rapporto (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01
ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; MEYER-BLASER, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
In una recente sentenza,
pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto
conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire delle
direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In
particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurisprudenza ha
statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione
degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale
le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una
certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale
referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per
farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b/aa e riferimenti citati; STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).
Nella DTF 125 V 351 (= SVR
2000 UV 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,
infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto
di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio
l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari
circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti
circa la parzialità dell'apprezzamento.
Lo stesso vale per le perizie
fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).
Per quel che riguarda il
medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve
tener conto del fatto che, in dubbio, alla luce del rapporto di fiducia
esistente col paziente, egli attesta a suo favore (STFA del 25 febbraio 2003
nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc);
MEYER-BLASER, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1997, pag. 230).
Infine, va ricordato che se vi
sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura
senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su
un rapporto piuttosto che su un altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause
P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).
2.7. Come emerge
dagli atti, il medico curante dell'assicurata ha espresso un parere negativo su
un'eventuale ripresa al 100% di un'attività lucrativa, ma non ha escluso
completamente l'esercizio di una professione. Infatti, nel primo referto egli
ha consigliato "riposo ed un carico di lavoro ridotto e compatibile con
le attuali condizioni di salute" (doc. _), mentre nel secondo, a
distanza di un anno, ha fissato detta inabilità al 50% (doc. _).
Contrariamente allo specialista consultato dall'assicurata,
il medico fiduciario della Cassa malati __________, interpellato tre volte in
proposito (docc. _), ad ogni occasione ha riscontrato nell'attrice una capacità
lavorativa del 100%.
Ciò ha spinto la Cassa a decidere di interrompere
il versamento delle indennità per perdita di guadagno dal 2 aprile 2002.
Nel caso concreto occorre verificare la capacità
lavorativa dell'attrice a partire dal mese di aprile 2002. Come ricordato –
infatti – con scritto del 28 marzo 2002 (doc. _) l'assicuratore ha comunicato
all'assicurata di considerare chiuso il suo caso al 1° aprile 2002 e da quel
momento, ritenendola abile al 100%, ha cessato di versarle delle indennità per
perdita di guadagno.
2.8. Per
accertare i fatti, il 22 agosto 2003 (doc. _) questo TCA ha interpellato
l'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone Ticino (UAI), il quale ha
indicato (doc. _) che l'assicurata ha introdotto il 13 marzo 2003 una domanda
di prestazioni Al e che per la definizione della pratica erano previsti degli
accertamenti medici, per cui non era ancora stata emanata alcuna decisione in
merito.
Non avendo l'UAI, a quel momento, ancora peritato
l'attrice, allo scopo di colmare tale lacuna, previo accordo delle parti in
causa a cui è pure stata data la possibilità di formulare delle domande da
sottoporre all'esperto (docc. _ e _), il 5 novembre 2003 (doc. _) questo
Tribunale ha nominato il dr. med. __________, quale perito neutro. Il 2
dicembre 2003 (doc. _) il TCA ha direttamente interpellato lo specialista
invitandolo a pronunciarsi su quanto segue:
"
(…)
-
Alla
luce della visita che vorrà esperire rispettivamente della documentazione
medica agli atti indichi il perito la diagnosi e la prognosi per le patologie
presentate dall'assicurata;
-
Alla
luce di ciò valuti il perito il grado d'abilità lavorativa dell'assicurata
retroattivamente al mese di marzo 2002 specificando se tale abilità è
riferita all'attività professionale (operaia in fabbrica) precedentemente
svolta o anche ad altri lavori;
-
Dica
il perito se dal 1° aprile 2002 l'assicurata avrebbe potuto impiegare le
proprie forze per altri mestieri. In caso affermativo, indichi queste
professioni e con che grado di abilità l'assicurata avrebbe potuto esercitarle;
-
Alla
luce delle certificazioni agli atti e/o delle informazioni che potrà acquisire
presso i curanti dica il perito se, ai fini delle risposte alle domande 2 e 3;
è necessaria una valutazione medica psichiatrica.".
Il perito, specialista FMH in medicina interna,
endocrinologia e diabetologia che è pure stato, in seguito, incaricato dal
Servizio accertamento medico dell'Assicurazione Invalidità (SAM) di eseguire un
consulto sull'attrice per conto dell'UAI (doc. _), ha così risposto (doc. _) ai
citati quattro quesiti:
"
(…)
[Risposta alla domanda n. 1]
- Carcinoma papillare tiroideo a destra
(…)
La prognosi riguardo al carcinoma tiroideo è
favorevole, se i presupposti di una terapia ormonale soppressiva adeguata, di
una sorveglianza clinica e ecografica e di laboratorio proporzionata allo
stadio della malattia verranno soddisfatti. In altre parole si tratta di una
situazione di basso rischio di recidiva e estensione tumorale nei prossimi
anni.
- Sindrome di Turner
(…)
In termini generali questa diagnosi non comporta
elementi prognostici particolarmente negativi riguardo alla mortalità, una
presa a carico specialistica permette generalmente di prevenire o curare le
morbidità associate. Nel caso concreto è troppo presto per pronunciarsi sulle
possibili conseguenze dell'osteoporosi, tuttora non trattata con la terapia
farmacologica ottimale. Un decorso insoddisfacente, con peggioramento della
densità ossea per terapia inadeguata oppure inefficace, comporterebbe un
rischio molto aumentato di fratture ossee eventualmente invalidanti.
-
Adiposità addominale (BMI 24.2 kg/m2),
dislipidemia mista
-
Stato dopo poliomielite nell'infanzia
-
Tabagismo cronico (perlomeno 25 P/Y)
-
Emicrania
-
Stanchezza cronica di origine indeterminata
[Risposta alla domanda n. 2]
La capacità lavorativa dell'assicurata nel
marzo 2002 non era limitata in modo significativo dalle diagnosi 1 a 6 citate sopra. La diagnosi 7, fondata su disturbi soggettivi, non
quantificabili né oggettivabili sulla base di reperti clinici o esami
paraclinici, non è a mio giudizio in relazione con gli altri problemi
dell'assicurata (diagnosi 1 a 6).
Dal punto di vista internistico e endocrinologico
non vi sono elementi che dimostrino una limitazione della capacità
lavorativa originata da una causa clinicamente circoscrivibile di
stanchezza cronica. Nell'ambito della perizia medica eseguita dal Servizio di
accertamento medico dell'assicurazione invalidità, questo problema specifico è
stato peraltro valutato da diversi specialisti.
[Risposta alla domanda n. 3]
Ritengo che l'assicurata avrebbe potuto essere
impiegata per una capacità lavorativa del 100% in lavori analoghi a quello
attualmente svolto, cioè operaia non qualificata, con semplici mansioni di
assemblaggio, in posizione seduta (senza rilevanti spostamenti) e senza dover
sollevare o spostare pesi superiori ai pochi chilogrammi.
[Risposta alla domanda n. 4]
Un consulto psichiatrico è stato eseguito
nell'ambito della perizia medica da parte del Servizio accertamento medico
dell'assicurazione invalidità nel novembre 2003." (sottolineature della
redattrice).
2.9. Nelle more
istruttorie, previo accordo del rappresentante della parte attrice (doc. _),
saputo che l'UAI aveva fatto nel frattempo periziare l'assicurata, il TCA è
entrato in possesso della perizia pluridisciplinare (doc. _) esperita nei
giorni 18, 19, 20 e 24 novembre 2003 dal __________ su incarico dell'UAI al
fine di stabilire la polipatologia, con sospetta tendenza all'aggravamento,
presente nell'assicurata.
La dr. med. __________ del __________ ha
allestito il 3 dicembre 2003 il predetto referto procedendo alla dettagliata
esposizione dell'anamnesi familiare, personale-sociale, professionale,
patologica e sistemica dell'assicurata. La dottoressa ha inoltre riportato le
constatazioni obiettive, quali i reperti esami di laboratorio e di radiologia,
ed ha eseguito i riassunti dei differenti consulti specialistici a cui
__________ è stata sottoposta.
Nel proprio consulto psichiatrico del 21 novembre
2003, dopo aver riassunto gli antecedenti dell'assicurata, il dr. __________ ha
concluso che non si osservano sintomi depressivi od altri sintomi
psicopatologici che possano giustificare neppure un minimo d'inabilità
lavorativa psichiatrica.
Il dr. __________, neurologo, ha esaminato
l'interessata il 26 novembre 2003. Nelle sue conclusioni, riassunte dal perito
__________ nella predetta perizia, lo specialista fa notare che
"
(…) la perizianda lamenti, da almeno dieci anni,
in modo ingravescente, una sensazione di stanchezza ed affaticamento cronico.
All'esame neurologico sono evidenti soprattutto le conseguenze di una
poliomielite, manifestatasi all'età di 5 anni, inizialmente con una grave
tetraparesi, nel frattempo resta una paresi degli estensori di entrambi i
piedi, con uno steppaggio bilat. alla marcia. Non vi sono, per contro, deficit
agli arti sup. ed anche a livello prossimale alle gambe non vi sono deficit
rilevanti. Anamnesticamente vi sono evidenti cefalee di tipo emicranico.
Queste ultime non comportano inabilità lavorativa. Anche le conseguenze
oggettivabili e ben evidenti della poliomielite, con un'importante paresi
degli estensori dei piedi non rappresentano deficit che comportino
un'inabilità lavorativa per l'attività di operaia presso una ditta
d'assemblaggio di componenti elettronici: si tratta infatti di un'attività
prevalentemente sedentaria, per la quale non sono necessarie particolari
facoltà motorie agli arti inf. D'altronde la sintomatologia limitante l'A. non
è rappresentata da questi deficit, ma piuttosto da una sensazione di stanchezza
cronica, che impedisce un'attività lavorativa al 100%. Si tratta di una
sintomatologia prettamente soggettiva, assolutamente non oggettivabile e
difficilmente quantificabile. In questo caso sono presenti sufficienti criteri
(pubblicati nel 1994) per la diagnosi di una sindrome della fatica cronica, con
una sintomatologia persistente di stanchezza da oltre sei mesi e con dolori
muscolari, artralgie, cefalee, stanchezza prolungata, con sforzi altrimenti
tollerati in passato. D'altro canto più appropriata sembra la diagnosi di una
cosiddetta sindrome post polio caratterizzata da una stanchezza globale,
mialgie, dolori articolari, descritti sino al 40% dei casi di pazienti con uno
stato da poliomielite.
(…)
Ammettendo dunque che dal punto di vista
psichiatrico siano escluse patologie maggiori e che si possa ritenere esclusa
anche un'aggravazione da parte della perizianda, il dr. __________ ritiene che
vi siano sufficienti elementi per ritenere la diagnosi di una sindrome post
polio, caratterizzata soprattutto da una sintomatologia di stanchezza
cronica come plausibile, pur trattandosi di una diagnosi assolutamente non
oggettivabile. Ci si deve aspettare a lungo termine un decorso cronico senza
possibilità di miglioramenti significativi, anche se vi sarebbero alcune
possibilità terapeutiche proponibili, in particolare si cita nella letteratura
il trattamento con Amantadina 200 mg giornalieri. Probabilmente potrebbe essere
pure utile un tentativo con antidepressivi non sedativi. Tenendo presente
quanto discusso più sopra il dr. __________ ritiene che possa essere
sostenibile, dal punto di vista neurologico, decretare un'inabilità
lavorativa valutabile al massimo al 40-50% per tale sintomatologia.".
L'attrice è stata pure esaminata il 24 novembre
2003 dal dr. __________, reumatologo, il quale ha posto la diagnosi di astenia
cronica d'origine indeterminata, probabilmente non specifica. Invece, non
essendoci dolori cronici diffusi ed una sensibilità eccessiva alla pressione
digitale, l'esperto non ha ritenuto la diagnosi di fibromialgia, ma ha
evidenziato l'esistenza di sequele da poliomielite:
"
(…)
Si tratta di una paresi per l'estensione dei
piedi che può essere quantificata a M3. (…). La perizianda è disturbata dalle
paresi che determinano difficoltà alla deambulazione, in particolare quando non
può utilizzare scarpe con il tacco. E' quindi particolarmente difficoltosa la
deambulazione con pantofole, zoccole (come quelle che deve utilizzare sul
lavoro) o a piedi nudi. Difficoltosa la deambulazione su terreni accidentati e
sulla spiaggia. La deambulazione, per brevi tragitti, utilizzando scarpe con il
tacco, è invece apparentemente normale. L'A. mostra ancora un'iperlassità senza
però che anamnesticamente possano essere messi in evidenza problemi particolari
da riferire a questa problematica. (…). Le radiografie dell'arco costale non
mostrano anomalie rilevanti. (…). Il dr. __________ ritiene quindi che dal
punto di vista reumatologico teorico, nell'attività attuale, la perizianda
sia totalmente abile al lavoro. La capacità lavorativa può essere ritenuta
lievemente ridotta in attività che implichino lunghi spostamenti a piedi,
particolarmente su terreni accidentati. Dal punto di vista reumatologico non vi
sono misure terapeutiche in grado d'influenzare la capacità lavorativa. Il dr.
__________ non prevede cambiamenti di rilievo a lungo termine. (…).".
Infine, il consulto endocrinologico del dr.
__________ del 26 novembre 2003 ha evidenziato tre patologie: la sindrome di
Turner che ha portato ad una menopausa precoce, che a sua volta ha richiesto
una terapia estroprogestinica sostitutiva, e una grave osteoporosi,
probabilmente multifattoriale. Dette patologie non giustificano, a suo dire,
una riduzione della capacità lavorativa, nel senso che l'assicurata è abile
totalmente.
Sulla scorta dei summenzionati consulti, il
__________ ha così stilato una diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa
da una parte, indicando sequele da poliomielite all'età di cinque anni con
sindrome post polio, paresi M3 dell'estensore dei piedi bilataterale e piedi
cavi. Dall'altra, una diagnosi senza influsso: carcinoma papillare tiroideo a
destra; sindrome di Turner con cariotipo febbraio 1994 con mosaicismo,
insufficienza ovarica con amenorrea secondaria dall'età di 28 anni,
osteoporosi, accorciamento dei metameri III e IV e bassa statura; lieve alluce
valgo bilaterale; iperlassità; adiposità addominale; dislipidemia mista;
tabagismo cronico e cefalee di probabile origine mista.
La valutazione medico-teorica globale
dell'attuale capacità lavorativa di __________ indicata dal __________ ritiene
quindi giustificata un'incapacità lavorativa nella misura del 50% a partire
dall'agosto 2001 in qualsiasi attività lavorativa.
2.10. Eseguendo
dunque una dettagliata valutazione pluridisciplinare che illustra lo stato di
salute dell'interessata sia basandosi sul parere degli esperti che hanno potuto
visitare personalmente l'assicurata, sia tenendo conto della diversa
documentazione medica – in parte agli atti – di cui gli specialisti hanno
potuto prendere visione, questo TCA ritiene di dover far proprie le conclusioni
contenute nella perizia del Servizio __________ del 3 dicembre 2003.
Va infatti osservato come la perizia
pluridisciplinare effettuata dal gruppo d'esperti del __________ sia composta
di un'anamnesi familiare, personale-sociale, professionale, patologica e
sistemica dell'assicurata, come pure di constatazioni obiettive, quali gli
esami di laboratorio e di radiologia.
Detto referto è peraltro neutro, poiché il team
di periti incaricati è al di sopra delle parti, senza vincoli con l'assicurata.
In merito alla perizia fatta esperire da questo
Tribunale al dr. med. __________ (doc. _), alla luce di quanto precede, siccome
la stessa analizza, giocoforza, soltanto una delle diverse patologie di cui era
affetta l'attrice, essa può essere ritenuta valida nel suo specifico ambito e
va integrata ai referti degli altri specialisti consultati dall'UAI.
L'individuata abilità lavorativa totale di __________ va dunque temperata con
la capacità del 100% dal punto di vista psichiatrico e del 50% per l'aspetto
fisico, poiché bisogna tenere conto della patologia predominante che è quella
neurologica, con la presenza di una sindrome post polio.
Tutto ben ponderato, la valutazione di una capacità
lavorativa del 50% dal mese di agosto 2001, così come individuata dal
Servizio __________ dell'Assicurazione Invalidità nel suo referto del 3
dicembre 2003 (doc. _), va pertanto seguita dal TCA. Detto grado di capacità
dell'attrice va ritenuto dall'aprile 2002.
Abbondanzialmente si osserva che la perizia
pluridisciplinare del 3 dicembre 2003 ha indicato che l'assicurata non è stata
oggetto di misure di reintegrazione al lavoro da parte dell'Ufficio
assicurazione invalidità.
2.11. Nel caso di specie, secondo le citate Condizioni generali
d'assicurazione per l'assicurazione collettiva d'indennità giornaliera
__________ secondo LCA, edizione 1° gennaio 1997 (doc. _), l'indennità
giornaliera è corrisposta in caso d'incapacità lavorativa di almeno il 25%
(art. 37 CGA, cfr. consid. 2.3.).
Ritenuta un'incapacità lavorativa del 50%, l'assicurata ha
diritto di beneficiare, nella medesima misura del 50%, delle indennità
giornaliere per perdita di guadagno anche dopo il 2 aprile 2002.
La petizione dell'assicurata deve essere quindi
accolta.
2.12 L'attrice
(doc. _) – come pure controparte (doc. _) – ha chiesto di assumere ulteriori
prove (esperire una perizia neutra sull'assicurata al fine di determinare il
suo grado di abilità dal 2 aprile 2002 in poi).
Questo TCA non ritiene necessaria l'erezione di
una perizia, poiché, implicitamente, si è già proceduto in tal senso. Infatti,
nelle more istruttorie questo Tribunale ha d'un lato fatto esperire dal dr.
med. __________, specialista FMH in medicina interna, endocrinologia e
diabetologia, nominato anche dall'UAI per periziare l'assicurata postulante
delle prestazioni AI, una perizia neutra sull'assicurata. D'altro lato, il TCA
ha richiamato la perizia pluridisciplinare allestita dal __________ per conto
dell'UAI.
La scrivente Corte ha quindi fatto capo ai
risultati presentati di recente dai summenzionati specialisti che appaiono
chiari, completi e probanti.
Inoltre, conformemente alla costante
giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca
l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero
modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento
anticipato delle prove; KIESER, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 n. 450, KÖLZ/HÄNER, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 n. 111 e pag. 117 n. 320;
GYGI, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA del 5
giugno 2003 nella causa V.C. e R.G., H 268/01 e 269/01; STFA del 13 maggio 2003
nella causa T.T.C. SA, H 218/01; DTF 122 II 469 consid. 4a; DTF 122 III 223
consid. 3c, DTF 120 Ib 229 consid. 2b; DTF 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere
sentito (SVR 2001 IV n. 10 pag. 28 consid. 2b; riguardo al previgente art. 4
vCost. fed., ora art. 29 cpv. 2 Cost. fed.: DTF 124 V 94 consid. 4b; DTF 122 V
162 consid. 1d; DTF 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
In concreto, considerato come la presente causa
abbia potuto essere decisa sulla scorta degli atti già a disposizione di questo
TCA nonché basandosi sulla perizia eretta da un gruppo di esperti nominato
dall'UAI che appare chiara e non contrastata nel suo contenuto, quest'ultima
rinuncia a far esperire una perizia medica giudiziaria.
2.13. Di regola, le
ripetibili sono assegnate al ricorrente vincente in causa e rappresentato da
un'organizzazione sindacale (DTF 122 V 278; STFA non pubblicata dell'8 luglio
1997 nella causa D., I 73/96; STFA non pubblicata del 3 febbraio 1998 nella
causa P., I 7/97; STFA non pubblicata del 30 settembre 1998 nella causa R., I
462/97 e STFA non pubblicata del 13 gennaio 2000 nella causa K., U 284/99 circa
il diritto a ripetibili della persona cognita in materia) anche in assenza di
una esplicita richiesta (DTF 118 V 139).
Al proposito, il Tribunale federale delle
assicurazioni, nella sentenza pubblicata in DTF 126 V 11, ha avuto occasione di
ricordare che:
"
(…) Dans un arrêt du 12 juillet 1996 (ATF 122 V
278), le Tribunal fédéral des assurances a changé sa jurisprudence en matière
de droit aux dépens. Il a jugé qu'une partie représentée par l'Association
suisse des invalides (ASI) et qui obtient gain de cause a droit à une indemnité
de dépens, tant pour la procédure de recours fédérale (ATF 122 V 280 consid.
3e/aa) que pour la procédure cantonale (VSI 1997 p. 36 consid. 5). A cette
occasion, la Cour de céans a laissé indécis le point de savoir si cette
réglementation est applicable lorsque d'autres organismes offrent une
représentation qualifiée aux assurés (ATF 122 V 280 consid. 3e/bb).
Selon la jurisprudence, peuvent également
prétendre des dépens les assurés qui sont représentés par le Service juridique
de la Fédération suisse pour l'intégration des handicapés (SVR 1997 IV n° 110
p. 341), Pro infirmis (arrêt non publié K du 30 avril 1998), l'Union Helvetia
(arrêt non publié B. du 3 février 1995), le Syndicat industrie et bâtiment
(arrêt non publié S. du 18 octobre 1982), un médecin (consid. 7 non publié de
l'arrêt ATF 122 V 230), la rédaction du Schweizerischer Beobachter (arrêt non
publié H. du 15 février 1999), le Patronato INCA (arrêt non publié G. du 19
novembre 1998), CARITAS (arrêt non publié P. du 28 mai 1998), diverses
communautés de travail de malades et d'invalides (consid. 4 non publié dans
Praxis 1998 n° 59 p. 374; arrêts non publiés S. du 28 novembre 1989 et H. du 7
mars 1986), l'avocat d'une assurance de protection juridique (arrêt non publié
H. du 27 janvier 1992), le Centro Consulenze (arrêt non publié F. du 6 avril
1990) et l'association Schweizerische Multiple Sklerose (arrêt non publié S. du
3 février 1999). (…)"
In applicazione della giurisprudenza citata e
visto l'esito della procedura, la Cassa malati __________ verserà a parte
attrice, rappresentata dal __________, congrue ripetibili ai sensi della LPTCA.
2.14. Si osserva,
infine, che secondo l'art. 47 cpv. 4 LSA i tribunali svizzeri devono
trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una copia di tutte le
sentenze civili concernenti disposizioni del diritto in materia di contratto
d'assicurazione.
Con lettera del 14 agosto 2003 l'UFAP ha
rammentato al TCA l'obbligo di trasmettere tutte le sentenze inerenti il
diritto privato emesse, precisando che l'Ufficio federale delle assicurazioni
private non ha la facoltà di ricorrere contro le stesse.
Alla luce
della citata Legge e dello scritto dell'UFAP, s'impone quindi di notificare
all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza.
2.15. L'art.
43 della Legge federale sull'organizzazione giudiziaria (OG) prevede il ricorso
per riforma al Tribunale federale per violazione del diritto federale. L'OG
contempla in particolare la possibilità di adire il Tribunale Federale contro
giudizi cantonali (art. 48 OG) in procedure di carattere non pecuniario in
ambiti specifici (art. 44 OG). Rispettivamente è ammissibile il ricorso per
riforma in procedure pecuniarie in specifici ambiti del diritto senza riguardo
al valore pecuniario (art. 45 OG).
L'art. 46 OG precisa che
" Nelle
cause civili per altri diritti di carattere pecuniario, il ricorso per riforma
è ammissibile solo quando, secondo le conclusioni delle parti, il valore
litigioso davanti all'ultima giurisdizione cantonale raggiungeva ancora 8'000
franchi almeno.".
Nel caso di specie, il valore litigioso è rappresentato dalle
indennità giornaliere che l'attrice ha ancora diritto di ricevere in virtù del
contratto collettivo LCA stipulato dalla ditta __________.
Questo TCA ha accertato pendente causa (doc. _) che la __________
ha versato all'assicurata Fr. 816,25 dal 7 al 31 gennaio 2002 per un grado
d'invalidità del 50%, quindi 19 indennità giornaliere (una per ogni giorno
lavorativo); Fr. 853,45 dal 1° al 28 febbraio 2002, ossia 20 indennità, sempre
per un'incapacità del 50%. Infine, Fr. 853,30 per tutto il mese di marzo 2002,
corrispondente a 20 indennità (doc. _).
Nel 2002, la convenuta ha dunque versato 59 indennità giornaliere,
su un totale massimo contrattualmente previsto (LCA) di 730 su 900 giorni.
Pertanto, l'attrice ha potenzialmente diritto a ricevere ancora
671 indennità ciò che permette di ritenere un valore superiore ai
CHF 8'000.- citati. Sono quindi dati gli
estremi per un ricorso per riforma al Tribunale Federale di Losanna.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- La
petizione è accolta nel
senso delle considerazioni esposte.
§ Di
conseguenza __________ ha diritto al versamento di indennità per perdita di
guadagno ridotte al 50% dal
2
aprile 2002.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La Cassa
malati __________ verserà Fr. 800.- (IVA inclusa) a __________ a titolo di
ripetibili.
3.- Intimazione
alle parti.
Contro il presente giudizio è dato ricorso per
riforma al Tribunale federale di Losanna ai sensi degli artt. 43 segg. della
Legge federale sull'organizzazione giudiziaria (OG).
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il giudice
delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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